sabato 17 luglio 2010

Mauro Icardi


Nome: Mauro Icardi
Data di nascita: 16 febbraio 1993, Rosario
Nazionalità: Argentina
Altezza: 180 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Barcelona Juvenil – Liga spagnola
Ruolo: Attaccante
Valore: n/d



Al Barcelona si sa gli argentini portano bene, soprattutto se vengono da Rosario e giocano in attacco, proprio come questo giovanissimo attaccante, Mauro Icardi, punta di diamante della squadra giovanile blaugrana.
Nasce a Rosario dove ancora piccolissimo inizia a giocare nella squadra del “barrio” (ossia il quartiere di appartenenza) l’el Sarratea, ma a nove anni vista la grave crisi economica che ha colpito l’Argentina emigra con tutta la famiglia in Spagna, precisamente alle isole Canarie. Qui riprende a giocare con la squadra locale, il Vecindario, e proprio allora il suo nome diventa uno tra i più presenti sui taccuini degli osservatori spagnoli e non. Durante i primi cinque anni in Spagna segna la bellezza di 400 gol nelle selezioni giovanili, scatenando un’asta furibonda tra i Club interessati a lui. In pole position, stranamente, si trovavano Barcelona e Real Madrid: i primi ad avvicinare il giocatore furono i catalani, Josep Boada, il responsabile tecnico delle giovanili, si fece avanti nell’estate 2008 proponendo un provino alla Masia e un contratto al ragazzo, il padre rifiutò dicendo che Mauro sarebbe rimasto fino all’estate seguente alle Canarie per finire la scuola e in seguito avrebbero preso una decisione. Più tardi si mosse anche il Real attraverso Sixto Alfonso, responsabile degli osservatori madrileni, che dichiarò: “Ci troviamo di fronte a un giocatore che può fare la storia del calcio se continua così!". Nonostante l'inserimento anche di Espanyol, Siviglia, Valencia e Deportivo, alla fine, grazie all’aiuto dell’agente FIFA Abian Morano, nell’estate 2009 Mauro è passato al Barcelona.

Attaccante molto forte fisicamente, capace grazie ai suoi 180 centimetri di farsi valere in area di rigore, ma dotato di grande velocità, indispensabile nel calcio moderno, e agilità che unite al suo eccezionale fiuto del gol gli permettono di mantenere delle statistiche incredibili. Il suo talento è forse ancora grezzo ma alla Masia stanno concentrando particolari attenzioni su questo ragazzo, a detta di tutti il futuro bomber dei catalani.
Molte società anche italiane, come Inter e Juventus, hanno dimostrato particolare interesse per l’argentino, ma difficilmente (mai dire impossibile, vedi Fabregas) si muoverà dalla Catalogna, anche grazie alla presenza del padre, il quale è molto attento al comportamento e allo stile di vita del ragazzo. Proprio il padre un anno fa circa ha dichiarato: “…sa che deve crescere, da lui dipende il suo sogno di trionfare”.
Per farvi capire quanto sia considerato il giovane Icardi in Spagna basta dire che al di fuori dell’ambiente calcistico lo considerano il testimonial pubblicitario del futuro, al pari di CR9, Beckham o Messi, infatti è sponsorizzato da Adidas che lo ha voluto per la campagna delle scarpe F50.



Piccola curiosità: è dotato di passaporto italiano, quindi oltre a essere comunitario è virtualmente convocabile nella nazionale azzurra, e i vari responsabili delle nostre nazionali giovanili ci hanno provato, ma Mauro ha messo in chiaro fin da subito che il suo sogno è giocare in “albiceleste” e finalmente grazie alle ottime prestazioni col Barca sono arrivate anche le prime convocazioni nella nazionale Under 17 argentina.


Qui un video di quando giocava al Vecindario



Compilation di goal nel Barcellona.


-- Ecco il sito personale di Icardi
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mercoledì 14 luglio 2010

I 5 goal più belli di Sudafrica 2010

La Coppa del Mondo è nelle mani della Spagna ed ora terminata la manifestazione di Sudafrica 2010 possiamo stilare la nostra personale classifica dei 5 goal più belli del Mondiale. Anche se non ci sono stati tantissimi goal non possiamo dire che non ci siano state reti meravigliose. Non è stato facile eliminare dalla classifica alcune prodezze ma si sa che quando si selezionano le marcature il giudizio non può mai essere unanime.
Ecco a voi:

5) Luis Suarez (Uruguay Corea del Sud 2-1)



4) Maicon (Brasile Corea del Nord 2-1)



3) Carlos Tevez (Argentina Messico 3-1)



2) Giovanni Van Bronckhorst (Uruguay Olanda 2-3)



1) David Villa (Spagna Honduras 2-0)



Dite pure la vostra...
Un saluto da Max e Fez

lunedì 12 luglio 2010

Alen Stevanovic


Nome: Alen Stevanovic
Data di nascita: 7 gennaio 1991, Zurigo
Nazionalità: Serbia
Altezza: 1, 80 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Internazionale – serie A italiana
Ruolo: Trequartista, centrocampista offensivo
Valore: 3.500.000 €


Alen Stevanovic è uno degli ultimi interessantissimi prodotti del settore giovanile dell'Inter. Nasce in Svizzera da genitori serbi con i quali ritornerà fin da molto piccolo nel paese d'origine. Muove i primi passi nelle giovanili Radnički Jugopetrol ma dopo qualche anno viene prelevato dal Radnički Obrenovac. Fin da bambino il piccolo Alen mostrava ottime doti tecniche ed una grande propensione offensiva oltre che importanti giocate ad effetto e infatti gli addetti ai lavori hanno iniziato ad interessarsi a lui e a proporlo a squadre estere più blasonate ed importanti. Dopo brevi periodi di prova con Torino, Sampdoria e Roma la società che deteneva il cartellino non ha raggiunto un accordo economico soddisfacente con le formazioni suddette benchè 5 -r6v5n5 sostenuti abbiano avuto relazioni assolutamente positive. Evidentemente la squadra serba riteneva associare un valore importante al proprio ragazzo. La grande occasione per Stevanovic è arrivata nel gennaio 2009 con l'invito dell'attuale responsabile del settore giovanile dell'Inter Piero Ausilio (per intenderci colui che ha portato Santon, Balotelli, Khrin, Biabiany, Destro, Alibec, Obi e molti altri), ad un provino con la supervisione dell'ex tecnico Josè Mourinho. Dopo pochi giorni l'Inter gli fa firmare un contratto fino al 2012 ( ora sta per prolungare) e lo aggrega stabilmente alla primavera con allenamenti anche in prima squadra. Josè Mourinho era ed è assolutamente innamorato di questo giovane serbo che ha conquistato da subito l'ambiente per il proprio talento.
Alen Stevanovic è un centrocampista d'attacco con tecnica sopraffina, un eccessiva propensione alla giocata ad effetto (anche Cristiano Ronaldo all'inizio a Manchester lo era) e una spiccata caparbietà . E' un talento da sgrezzare ma possiede tutti i numeri del fuoriclasse e l'Inter crede moltissimo nel aver in casa un vero tesoro. Chi lo ha visto dal vivo giura di aver ammirato una futura stella e molte squadre che in passato non hanno speso una cifra importante per questo giovane sembra si stiano mangiando le mani. Mourinho oltre ad averlo aggregato a gennaio 2010 nel ritiro invernale di Dubai con quelli che sarebbero stati i futuri campioni del Triplete, lo ha fatto debuttare per una trentina di minuti nella fantastica rimonta dell'Inter contro il Siena nel girone d'andata del campionato 2009/10 (4 a 3 per i nerazzurri) dove Alen ha strappato consensi unanimi e fornito un fantastico assist a Pandev davanti al portiere poi vanificato dall'intervento estremo di quest'ultimo.
Ora, luglio 2010, ci sono tantissime squadre italiane ed estere che hanno chiesto informazioni sul talento serbo ma l'Inter lo concede esclusivamente in prestito così che nel giro di uno o al massimo due anni possa tornare alla casa madre con l'esperienza necessaria per poter giocare nei grandi palcoscenici mondiali. Nonostante la giovanissima età ha già collezionato 2 presenze con l'Under 18 serba ed ora è in pianta stabile con la nazionale serba Under 21.
Notizie di poche settimane, potrebbe essere girato in prestito al Bologna che lo vuole per rafforzare la rosa che disputerà il campionato di serie A italiano.







sabato 10 luglio 2010

Sergio Canales



Nome: Sergio Canales Madrazo
Data di nascità: 16 febbraio 1991, Santander
Nazionalità: Spagna
Altezza: 176 cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Real Madrid – Liga BBVA
Ruolo: Trequartista – centrocampista centrale
Valore: 6.000.000€


Tra le grandi operazioni di mercato condotte dal Real Madrid nell’ultimo anno questa è stata sicuramente la più “silenziosa”, perlomeno nel resto d’Europa, in Spagna invece ha fatto clamore, perché gli spagnoli conoscono i propri gioielli e sanno che i blancos si sono assicurati il più luminoso di loro.
Sergio Canales nasce a Santander diciannove anni fa, attratto subito dal pallone si fa notare prestissimo (10 anni) dagli osservatori della Cantabria che lo consigliano al più grande club delle vicinanze, il Racing Santander. Il ragazzo nelle giovanili stupisce tutti, su di lui si concentrano gli sforzi maggiori di club che ha sempre dato grandi opportunità ai giovani (come la Spagna in generale), e nella stagione 2008/2009 gli sforzi vengono in parte ripagati, Sergio infatti effettua il ritiro precampionato con la prima squadra tanto evidente l’abisso tecnico tra lui e i pari età, esordendo il 18 settembre in coppa Uefa contro l’Honka, a fine stagione, vissuta tra Liga e cantera, le presenze saranno 6. Lo stesso anno guida la rappresentativa under 17 delle furie rosse alla vittoria del campionato europeo in Turchia ricevendo anche il premio come miglior giocatore della competizione.
La stagione 2009/2010 è quella della consacrazione definitiva, viene annesso in pianta stabile in prima squadra e gli viene concesso gradualmente sempre più spazio, a partire dallo scorso dicembre è cominciata una serie impressionante di ottime prestazioni inattese per la giovane età, realizza 4 reti in 3 partite senza essere un attaccante, a fine anno saranno 27 presenze totali e 7 gol per il giovane crack iberico.
La tecnica, la capacità di passaggio e la velocità sono le sue armi migliori, rappresenta il prototipo del centrocampista spagnolo, abilissimo nel gioco di prima e dotato anche di un buon dribbling è capace di giocare da trequartista, centrocampista centrale e regista arretrato, anche se la sua capacità di finalizzazione è valorizzata solo quando gioca a ridosso delle punte. Molto abile anche su calcio piazzato, dotato di un tiro non particolarmente potente ma estremamente preciso e pericoloso. Di lui dicono che debba migliorare nelle situazioni di non possesso palla ove tende a farsi trovare in certi casi fuori posizione, è comunque dotato di creatività, gioca molto per la squadra e ha un ottima capacità di concentrazione.
Purtroppo il calcio italiano, quasi sicuramente, non potrà ammirare questo splendido giocatore, se non da eventuale avversario nelle competizioni europee, come già accennato infatti il Real Madrid ha acquistato il suo cartellino per 5 milioni di euro (di cui il 50% spetta al Deportivo per un precedente affare), assicurandosi i servigi del giocatore almeno fino al 30 giugno 2016.
Sicuramente con Mourinho, uno che di solito ai giovani da molta fiducia, troverà i suoi spazi, ma ovviamente vista la competitività della rosa madrilena dovrà lavorare molto per ritagliarsi la sua parte di fama e gloria, ma i mezzi per sfondare li ha spetta a lui mostrarci il suo talento in camiseta blanca.




lunedì 5 luglio 2010

Mario Gotze


Nome: Mario Götze
Data di nascita: 3 giugno 1992
Nazionalità: Germania
Altezza: 1,71 cm
Piede preferito: Ambidestro
Squadra: Borussia Dortmund – Bundesliga (seria A tedesca)
Ruolo: Centrocampista avanzato
Valore: 1.000.000 €



La splendida prestazione della Germania ai mondiali sudafricani del 2010 non può che farci tornare a parlare dei settori giovanili tedeschi che annoverano una nidiata di campioncini niente male. Tra questi abbiamo scelto un giovane teutonico che ha scalato le selezioni giovanili tedesche ed ora è stato promosso in prima squadra nel Borussia Dortmund.
Mario Götze rappresenta il futuro del centrocampo del Borussia e della Germania e gli addetti ai lavori scommettono su di lui come uno dei capostipiti della nuova generazione tedesca.

Götze è un centrocampista avanzato dall'ottima tecnica di base, dotato di un buon dribbling ed una facilità di calcio eccezionale (è ambidestro). Ha militato fino ai 6 anni nelle giovanili dell' Sc Ronsberg (nel sud della Germania), ma poi si è trasferito a Dortmund a causa del lavoro del padre. Dopo aver mosso i primi passi nell'Fc Eintracht Hombruch è stato notato dagli espertissimi talent-scout del Borussia (uno dei migliori settori giovanili della Germania), e a 9 anni è entrato a far parte della BvB Academy con la quale vanta uno score di reti altissimo a dispetto di un ruolo non propriamente finalizzato al goal.
Il piccolo trequartista si è fatto notare anche nelle selezioni giovanili nazionali: 2 presenze con la nazionale Under 15, 8 presenze (3 goal) con l'Under 16 e 9 presenze (2 goal) con la Germania Under 17. Quest'ultima è il vero capolavoro della Federazione tedesca perchè si è laureata campione all'Europeo di categoria ed ha messo in vetrina giovani una serie di ragazzini promettentissimi come Christopher Buchtmann, Reinhold Yabo, Lennart Thy, Florian Trinks e soprattutto il numero 10, Mario Götze.
Il 21 novembre 2009 Mario Götze ha fatto il suo esordio in Bundesliga contro il Mainz, e ora vanta già 5 presenze con la prima squadra di Jürgen Klopp, allenatore che punterà sicuramente su di lui in futuro.
Il giovane Mario ha un roseo futuro dinnanzi a sè, deve irrobustirsi necessariamente per competere in un calcio sempre più fisico ma il talento è assolutamente indiscutibile.

Con la Germania.


Mario controlla con la maglia del Borussia.




Con il Borussia.



Pubblicato il 05/07/2010

sabato 3 luglio 2010

Eden Hazard



Nome: Eden Hazard
Data di nascita: 7 gennaio 1991, La Louvière
Nazionalità: Belgio
Altezza: 170 cm
Piede preferito: Ambidestro
Squadra: LOSC Lille – Ligue 1
Ruolo: Centrocampista esterno
Valore: 14.000.000€

Dopo Romelu Lukaku vi presentiamo un altro giovane belga molto promettente, anzi ormai già affermato, si tratta di Eden Hazard, centrocampista esterno classe ’91 del Lille.
Nato in una famiglia dedita al calcio, entrambi i genitori erano giocatori professionisti, inizia la carriera nelle giovanili della squadra locale il Royal Stade Brainois, dove prevalse sugli altri bambini per capacità fisica e tecnica. Nel 2005 il Lille notò l’abilità dell’allora quattordicenne Eden e decise di annoverarlo nelle giovanili della rosa pagando un prezzo irrisorio, un piccolo rimborso per le squadre dilettantistiche, al suo precedente club.
Si fa notare dagli addetti al Campionato Europeo under 17 dove con il suo aiuto la squadra riesce a raggiungere le semifinali della competizione, eliminata solo dalla Spagna di Bojan Krkic.
Due anni dopo il suo ingresso in squadra ottiene la prima presenza nel campionato francese, e nel settembre 2008, a soli 17 anni, sigla il suo primo gol da professionista contro l’Auxerre.
Al termine della stagione 2008/2009 molti club europei tentano di acquistare il cartellino di Hazard, Zinedine Zidane lo ha proposto al Real Madrid affermando: “Fosse per me lo porterei al Real a occhi chiusi. Eden Hazard sarà il “crack” del calcio futuro. E’ già fortissimo adesso e con il passare degli anni migliorerà ancora.”, ma nonostante gli attestati di stima il giovane dichiara di voler restare un altro anno nel Lille per affermarsi nel calcio francese prima di trasferirsi.
La stagione seguente infatti parte da titolare inamovibile, segna subito in due sfide valide per i preliminari di Europa League, continuando a fornire ottime prestazione per il resto della stagione arrivando a siglare 10 reti, di cui 4 in Europa e una al Liverpool, in 47 presenze. Sono dati che oltre a far salire “l’appetibilità” del ragazzo ne alzano di molto il valore, se si pensa anche al fatto che il C.T. belga Lekeens lo ha fatto debuttare nella nazionale maggiore nel settembre del 2008 a soli 17 anni e da allora fa parte di ogni spedizione dei Diavoli Rossi.

Le qualità che gli anno permesso di vincere il premio come giovane dell’anno della Ligue 1 per due anni di fila (primo straniero a vincerlo, primo giocatore a vincerlo due volte) sono: la grande rapidità e agilità che dimostra in campo sia con che senza il pallone, doti necessarie nel suo ruolo, lui infatti predilige giocare sulla fascia indistintamente destra o sinistra per poi accentrarsi per provare il tiro o fare l’assist. Dotato di un dribbling eccellente riesce a saltare diversi avversari contemporaneamente mandandoli fuori tempo, se a ciò si unisce un ottimo controllo di palla si realizza che è veramente molto difficile per un difensore marcarlo, e per lui sembra naturale la facilità con cui riesce ad arrivare al tiro, sua specialità quello a giro sul palo lontano.
Nonostante l’enorme talento mostra alcune lacune, ogni tanto sembra perdersi nei giochetti per saltare gli avversari peccando forse di leziosità, e si nota anche una carenza nella volontà a portare il pressing. Ma questi sono difetti che con gli anni e l’esperienza solitamente un giocatore tende a eliminare, e con ciò arriverà anche una maggiore maturità tattica e un miglior collocamento in campo nelle fasi di gioco.

Alla fine di questa stagione molte squadre si sono fatte avanti, Eden stesso ha dichiarato: “In quali club mi piacerebbe giocare? Ho sempre ammirato il Real Madrid e l’Arsenal, ma anche il Milan…”, anche se è molto difficile un suo trasferimento in rossonero, visto l’alto costo del cartellino, pare sia molto vicino a concludere con l’Arsenal di Wenger, anche se siamo sicuri che Mourinho difficilmente si lascerebbe scappare un giocatore come lui, e indiscrezioni non confermate danno un forte interessamento del Barcelona qualora non dovesse arrivare l’obbiettivo principale per l’attacco dei catalani ossia Mesut Ozil.
Il giovane belga ha ancora molta strada da compiere per raggiungere l‘abilità dei giocatori a cui è stato paragonato, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, ma le basi ci sono, per lui sarà fondamentale il salto in un top team e il lavoro che svolgerà su di lui il suo futuro allenatore, ricordando sempre che un giocatore è più facile che si “bruci” piuttosto che si affermi, lui ha le carte in regola per diventare uno tra i migliori al mondo.







giovedì 1 luglio 2010

Lo Stadio - Teatro delle emozioni


Lo stadio è un luogo magico e coinvolgente che riesce a trasmettere quell'euforia che difficilmente si può provare seduti comodamente sulla poltrona di casa. Oggi parleremo dell'essenza di questa struttura architettonica di matrice antica e vi proporremo l'ennesima classifica del Times inglese che ha voluto selezionare i 10 stadi più belli del mondo.
Il termine stadio trae origine dal greco “stadion”, che letteralmente significa “stallo”, cioè un posto dove la gente può sedersi. Il più antico stadio conosciuto è quello di Olimpia, nel Peloponneso occidentale in Grecia, nel quale furono condotti i Giochi olimpici dell'antichità fin dall'anno 776 a.C.
Lo stadio moderno, parlando di stadi calcistici, è formato da tribune che circondano il campo di gioco, e a livello di campienza (numero di spettatori) deve rispettare rigide norma nazionali e internazionali. Secondo i regolamenti italiani lo stadio deve possedere 20.000 posti minimo per la serie A e 10.000 posti minimo per la serie B. Tutti gli stadi devono avere solo posti a sedere numerati, con sedute conformi alle norme e il 5 % della capienza totale deve essere riservato ai tifosi della squadra ospite. Ogni 10 anni deve essere prodotto un certificato di idoneità statica delle strutture.
Sono previste 2 sedute per ogni 400 posti per i portatori di handicap e altrettante per i relativi accompagnatori mentre ai giornalisti e agli operatori dei media devono essere riservati 100 posti per la serie A e 50 per la B in tribuna.
Per partecipare ad una competizione internazionale la Uefa non permette stadi con capienza inferiore a 10.000 posti e tutti questi devono essere obbligatoriamente a sedere.
La classificazione Uefa degli stadi prevede 4 categorie: 1, 2, 3 ed Elite. La categoria più alta Elite può ospitare la finale delle due maggiori competizioni (Champions e Europa League) e deve avere una capienza minima di 30.000 posti di cui 22.500 a sedere. Uno stadio Elite inoltre deve possedere un'altra serie di caratteristiche importanti come la possibilità di ospitare 25 persone in ogni spogliatoio, 13 giocatori per panchina, almeno 3 studi televisivi, almeno una sala stampa da minimo 100 posti a sedere e 1.700 posti riservati ai VIP e alla autorità (1.550 per quelle di casa e 200 per quelle ospiti).
I 3 stadi più antichi d'Italia sono il Luigi Ferraris di Genova (inaugurazione 1911), l'Arena Garibaldi – Romeo Anconetani di Pisa (1919) e il Nicola Ceravolo di Catanzaro (1929). I stadi più capienti d'Italia invece sono il Giuseppe Meazza di Milano (81.389 posti), il San Paolo di Napoli (76.824 posti di cui 60.240 omologati) e l'Olimpico di Roma (72.698 posti).
E veniamo alla classifica dello storico quotidiano inglese Times che ha radunato ex calciatori e importanti giornalisti per stilare la classifica dei migliori stadi del mondo. I criteri sono: l'atmosfera che si crea all'interno, la visibilità del gioco, il fascino dell'impianto, sensazioni che suscita la struttura.

Ecco la classifica:
1)Signa Iduna Park (Westfalenstadion) di Dortmund, stadio del Borussia Dortmund;
2)Giuseppe Meazza (San Siro) di Milano, stadio dell'Inter e del Milan;
3)Anfield di Liverpool, stadio del Liverpool;
4)Stadio Inonu di Istanbul, stadio del Besiktas;
5)L'Allianz Arena di Monao di Baviera, stadio del Bayern Monaco e del Monaco 1860;
6)Santiago Bernabeu di Madrid, stadio del Real Madrid;
7)La Bombonera di Buenos Aires, stadio del Boca Junior;
8)Stadionul Dinamo di Bucarest, stadio della Dinamo Bucarest;
9)Camp Nou di Barcellona, stadio del Barcellona;
10) Craven Cottage di Londra, stadio del Fulham;

Lo stadio di Dortmund ha una capacità di 80.552 spettatori, 65.718 posti a sedere, ed è definito come lo stadio nel quale il tifo è più assordante, con “tribune che si innalzano come scogliere” e quindi un posto “meraviglioso per vedere il calcio”.
Il Meazza, al secondo posto, è un luogo dove “la prima volta non puoi fare a meno di trattenere il fiato”. Gli inglesi parlano di una “nave spaziale atterrata nel centro di Milano” che affascina ed è un vero spettacolo per i tifosi e i calciatori. Solo al terzo posto vediamo uno stadio inglese, l'Anfield Road, che “attraverso la Kop (la famosissima e caldissima curva dei tifosi del Liverpool) suscita emozioni nelle notti europee”.
Concludendo ammettiamo che ci ha destato non poca curiosità l'esclusione di impianti megagalattici come Emirates di Londra o storici come Old Trafford di Manchester, ma per una voltà i giornalisti inglesi hanno messo da parte il loro forte nazionalismo. D'altronde San Siro è la Scala del Calcio.

Signa Iduna Park Dortmund


Giuseppe Meazza Milano


Anfield Liverpool


Inonu Stadium Istanbul


Allianz Arena Monaco di Baviera


Santiago Bernabeu Madrid


La Bombonera Buenos Aires


Stadionul Dinamo Bucarest


Camp Nou Barcellona


Craven Cottage Londra


Le scommesse sportive in Italia sono un fenomeno sempre più diffuso tra gli appassionati di sport


Punta sull'Udinese di Pawlowski su Bwin