lunedì 6 agosto 2012

Benjamin Mendy

Nome: Benjamin Mendy
Data di nascita: 17 luglio 1994, Longjumeau
Nazionalità: Francia
Altezza: 185cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: AC Le Havre - Ligue 2
Ruolo: Terzino sinistro
Valore: 900.000€



Come già detto altre volte le società francesi e la Federazione transalpina da sempre effettuano un grande lavoro a livello di settore giovanile e lo si può vedere nei club che prendono parte ai massimi campionati fino a tutte le Nazionali, compresa la maggiore. Inoltre le squadre non hanno timore nel far debuttare i giovani più interessanti, come nel caso dell'attaccante classe '94 M'Baye Niang,o il difensore dello stesso anno Kurt Zouma, ottimi prospetti seguiti da mezza Europa.
Oggi è il turno di colui che in patria è definito il "nuovo Evra", un terzino mancino, anche lui classe '94, con una stagione di Ligue 2 alle spalle e una brillante carriera davanti.

Benjamin Mendy nasce a Longjumeau, un piccolo sobborgo ad una ventina di chilometri da Parigi che ha una grande affinità con il mondo del pallone. Sono nati lì infatti diversi calciatori che hanno giocato in Ligue 1, su tutti Jeremy Menez, ex Roma, ora titolare dello stellare PSG e della Nazionale francese (squalifiche a parte). Benjamin inizia a giocare all'età di sei anni nel Palaiseau, piccola squadra che prende il nome dalla cittadina di appartenenza situata a pochi chilometri da casa Mendy. Nel 2007 il Le Havre lo nota e lo preleva dal piccolo club nel quale giocava ancora per aggregarlo al loro settore giovanile. Gioca la prima stagione con i suoi coetanei, mentre al secondo anno viene promosso alla squadra Under 19. Da qui arriva il grande salto nella stagione 2011/2012, prima con il contratto da professionista firmato il 24 luglio e in seguito quando debutta il 9 agosto in occasione dell'incontro di Coppa di Lega perso in casa dell'Amiens. Il giovane terzino ha giocato tutta la partita impressionando il mister nonostante la sconfitta, tanto che tre giorni dopo è nuovamente in campo da titolare nella terza giornata di Ligue 2 nuovamente in casa dell'Amiens. Il Le Havre questa volta riesce ad ottenere una vittoria per 1-0 con l'assist decisivo proprio del giovane Mendy. Salvo rare occasioni è titolare in tutte le partite della stagione, compresi i due incontri di Coppa di Francia contro il Lorient prima, dove arriva una grande vittoria per 4-3, e con l'OM in seguito dove gioca tutti i centoventi minuti prima che la sua squadra si arrenda proprio nell'extra-time ai rivali più blasonati. Conclude la sua prima stagione con 32 presenze e 1 assist all'età di diciassette anni.
Durante la preparazione estiva si afferma ulteriormente nelle gerarchie del club sia come elemento di interesse per il futuro, sia come elemento imprescindibile per il presente, infatti nelle prime due partite stagionali di Ligue 2 riparte ancora da titolare in quella fascia sinistra che ormai si può considerare di sua proprietà.

Il paragone tra Benjamin e Patrice Evra non è del tutto fuori portata. Il giovane parigino ricorda molto il connazionale del Manchester United quando era più giovane ai tempi del Monaco o i primi periodi alla corte di Sir Alex. Molta spinta e grande intensità di gioco sono le sue caratteristiche principali. Dal punto di vista atletico è un giocatore formato nonostante la giovane età. Un metro e ottantacinque di altezza unito a una grande forza fisica e ad un ottimo atletismo lo rendono molto temibile in fascia durante le frequenti sortite offensive. Questa infatti è la sua miglior caratteristica: un'enorme intensità di gioco. Si presenta con agevolezza in attacco durante le fasi di possesso palla sia in sovrapposizione che in inserimento per il cross, inoltre è molto attento anche in fase difensiva e di marcatura, soprattutto grazie al suo fisico più che per un aspetto tecnico. Può ricoprire anche la posizione di esterno di centrocampo in virtù delle caratteristiche appena citate.

Inizia la sua avventura con la maglia "Bleu" dall'Under 16 con la quale debutta ai tempi delle giovanili del Le Havre e con cui ha collezionato 15 presenze e 1 gol. Passa poi all'Under 17 dove conta 17 apparizioni e 1 gol. Oggi è un titolare della Selezione Under 18 dove ha realizzato 1 gol in 3 presenze.

Sono molte le squadre interessate al giovane terzino, su tutte l'Arsenal di Wenger sempre attentissimo ai giovani talenti, specialmente se francesi. I Gunners hanno provato diverse volte a prendere il ragazzo, soprattutto quando non aveva ancora un contratto da pro. Sfortunatamente per i londinesi la scelta del giovane è stata quella di restare a maturare in Francia per poi proseguire la sua carriera dove riterrà più opprtuno. Voci di mercato davano inoltre sulle tracce del ragazzo le nostrane Juventus e Palermo, nessuna delle parti in causa ha finora confermato o smentito la voce, ma pare verosimile che siano diverse le società italiane a monitorare il terzino.

venerdì 3 agosto 2012

Mohamed Salah

Nome: Mohamed Salah
Data di nascita: 15 giugno 1992, Basion
Nazionalità: Egitto
Altezza: 1,75 m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: FC Basilea - Raifessen Super League
Ruolo: Attaccante esterno
Valore: 2.500.000 €




Il calcio egiziano negli ultimi anni ha sempre mantenuto ottimi livelli per ciò che concerne il mondo del pallone africano, infatti nel 2006, 2008 e 2010 ha vinto tre edizioni consecutive della Coppa d'Africa (7 nella sua storia). Minore la fortuna in Coppa del Mondo (2 partecipazioni nel 1936 e nel 1990 con scarsi risultati) ma è un Paese calcisticamente in ascesa, nonostante le gravissime problematiche politiche di questi ultimi tempi. Se per la storia egiziana si ricordano principalmente il miglior cannoniere, Hossam Hassan (69), o il recordman di presenze, Ahmed Hassan (179), si può dire che il primo giocatore che ci viene in mente invece è l'incompiuto e intransigente Mido (talento d'attacco scuola Ajax, passato senza gloria a Roma). Nella recente esperienza alle Olimpiadi 2012 la nazionale Under 23 non ha affatto sfigurato ed ha messo in mostra non solo l'ottimo centrale difensivo Ahmed Hegazy (classe 91 neo acquisto della Fiorentina) ma soprattutto il nuovo attaccante del Basilea Mohamed Salah, preso dagli elvetici per sostituire Shaqiri, passato ad inizio estate al Bayer Monaco.

Mohamed Salah esordisce nel professionismo nel 2008 nelle file dell' Al-Mokawloon, società di Nasr City (Il Cairo). Nella squadra giallo-nera disputa 4 stagioni nelle quali matura 41 presenze, condite da 11 reti totali. La vetrina maggiore però è la nazionale egiziana Under 20 che disputa il Mondiale Under 20 in Colombia. La compagine nordafricana non passa gli ottavi ma mette in mostra un Salah in fase di maturazione (anche un goal su rigore all'Argentina che però vince 2-1). Con l'Egitto Under 20 disputa un totale di 11 partite (3 reti) che gli valgono il debutto con la nazionale maggiore nelle qualificazioni alla Coppa d'Africa 2012 il 3 settembre 2012 (sconfitta per 2-1 contro la Sierra Leone). Con la nazionale maggiore ha all'attivo 13 presenze e 7 reti. In preparazione alle Olimpiadi 2012 entra a far parte dell'Under 23 per la quale vanta 7 presenze e 4 reti. A Londra ha trascinato l'Egitto agli imminenti quarti di finale ed ha segnato una rete in tutte e tre le partite del girone: una al Brasile di Juan, Lucas, Oscar e Neymar (persa 3-2), una alla Nuova Zelanda (pareggiata 1-1) e una alla Bielorussia (vinta 3-1).
Il 10 aprile 2012 è passato ufficialmente al Basilea per 2 milioni e mezzo di € per sostituire da luglio il partente Shaqiri, destinazione Monaco di Baviera.

Salah è un attaccante esterno di grande rapidità e tecnica individuale. E' rapido palla al piede e molto dotato tecnicamente esprimendosi alla grande nel dribbling stretto e nei giochi di suola. Gioca preferibilmente a destra dove riesce a dare il meglio cercando di rientrare per concludere con il suo mancino ma può benissimo ricoprire lo stesso ruolo nell'altra fascia e non disdegna nemmeno come seconda punta. Nell'uno contro uno è letale, ne sa qualcosa Marcelo che durante le Olimpiadi a Londra l'ha sofferto per tutto il secondo tempo del match vinto dai verde-oro per 3-2. Tende ad intestardirsi nelle azioni personali, deve migliorare il destro e deve avere maggiore sicurezza nei propri mezzi ma il talento c'è tutto e può dare grande soddisfazione alla prima esperienza europea, dal punto di vista tecnico esordire con il Basilea potrà fargli solo bene.

Prima della chiusura del Basilea il giocatore era seguito con attenzione da molte squadre europee che lo avevano ammirato al Mondiale Under 20 lo scorso anno. Ora il ragazzo si trasferirà in Svizzera e potrà quindi fare curriculum in un campionato senza troppe pressioni e in una squadra di ottimo livello che insegna calcio e concorre per disputare competizioni internazionali. Il post Shaqiri è servito, vedremo se il giovane egiziano manterrà le promesse.




giovedì 2 agosto 2012

ESCLUSIVA: PROSSIMICAMPIONI INTERVISTA ORESTE CINQUINI


ProssimiCampioni vi presenta un’altra Esclusiva, l'intervista all’ormai ex Direttore Generale dell’Unione Venezia Oreste Cinquini che ha recentemente accettato l’offerta di Fabio Capello di affiancarlo alla guida della Nazionale della Russia per i prossimi Mondiali 2014 che si terranno in Brasile. L’intervista risale a mercoledì 27 giugno 2012, quando ancora era Direttore Generale a Venezia, quindi farà riferimento ai progetti e agli obiettivi dell’Unione Venezia (riguardo il settore giovanile)  e interessanti temi di attualità calcistica.

- Dopo le varie esperienze in serie A con squadre come Lazio, Parma, Fiorentina ha scelto di accettare questa sfida a Venezia, quale difficoltà sta incontrando per sviluppare il suo progetto? 

Purtroppo tutte le difficoltà che ci sono a Venezia, solo adesso dopo un anno, riesco a comprenderle parzialmente. Venezia è una delle città più belle al mondo ma sicuramente unica, questa sua prerogativa fa sì che i costi si dilatino. E' una struttura che assorbe tanto denaro, il Presidente Korablin ha profuso molto energie a livello economico. Gli introiti che puoi avere dallo stadio, non coprono nemmeno le spese dello stesso. L’ubicazione, il deterioramento, tra poco poi compirà cent’anni, non consentono di fare molto e le difficoltà sono enormi. Le spese che affronta Venezia sono circa il doppio o il triplo di qualsiasi altra squadra.

- A breve l’Unione Venezia diventerà una società professionistica passando dall’attuale società dilettantistica. Che differenze ci saranno in merito? Quali saranno i cambiamenti?

Comporta un regime fiscale diverso, totalmente. Nella società dilettantistica non ci sono vincoli, si viaggia a rimborsi spese, contratti solo con dipendenti e calciatori, mentre in quella professionistica è molto più complesso. Qual è il progetto per lo sviluppo del settore giovanile e qual è la sua considerazione in merito? La considerazione è molta e il progetto deve rappresentare qualcosa per la società soprattutto in futuro, il problema però sono gli impianti; quest’anno abbiamo girovagato per quelli limitrofi affittando campi e pagando. Il “Taliercio” (a Mestre VE) è sempre stato uno dei campi di riferimento ma era quasi impraticabile, e il Presidente Korablin ha investito circa 350.000 € per fare il manto sintetico. Ci vorranno altri soldi per l’omologazione, ci sono altri campi vicini a quello del campo principale dove si allenano e giocano alcune delle nostre scuole. L’anno prossimo il Venezia avrà 11 squadre comprese le scuole calcio. Stiamo sviluppando il settore giovanile riducendo le squadre dell’agonistica a quattro: faremo la berretti, gli allievi, giovanissimi A e giovanissimi B, perché vogliamo fare un settore giovanile di qualità cercando di mettere a disposizione delle strutture adatte e dei tecnici che abbiano una stessa filosofia di gioco fin dalla base. I risultati li vedremo però tra 3/4 anni. I ragazzi di questa zona sono molto legati e le società hanno sempre dimostrato che il Veneto è sempre stata la patria per attingere alcune importanti risorse. Dobbiamo fare un settore giovanile di qualità scegliendo i giocatori con potenzialità.

- Quanto sono importanti le famiglie nella crescita dei figli per ciò che concerne lo sport?

Le famiglie sono molto importanti, bisogna farle crescere perché i genitori vedono nei loro figli la speranza della loro vita, soldi, fama e quant’altro, quindi bisogna lavorare nella mentalità, come è necessario lavorare e aiutarli passo per passo. Farli crescere in maniera armoniosa, dentro e fuori dal campo. Se un bambino esce da scuola e alle 15 ha allenamento, la famiglia deve aiutarlo sin dal mattino a dargli dei cibi consoni per l’attività sportiva. Questo significa un lavoro approfondito perché i genitori hanno una conflittualità tra di loro e quindi anche l’allenatore è importante.

- L'allenatore nei settori giovanili è un educatore per i giovani atleti che si affacciano allo sport. Quali caratteristiche tecniche ma anche umane deve possedere un buon allenatore?

L’allenatore, in primis, deve essere un insegnante, intelligente e preparato. In riferimento al minutaggio dei piccoli atleti, ad esempio, non è possibile vedere un ragazzino che ha disputato 30 presenze mentre un altro solamente 2. Questo significa che un allenatore è già troppo attento al risultato e non va bene. Se un mister deve essere giudicato dai risultati allora questo questo non appartiene alla mia filosofia. Se ad un mio allenatore chiedo quale sia l'attaccnte più forte della squadra allora mi aspetto che egli risponda che questo è il portiere. Per entrare in quseto ordine di idee ci vuole elasticità mentale, programmare, confrontarsi, studiare. Un allenatore che non si fa un programma giornaliero, settimanale e mensile, non è un bravo allenatore. Questa è la cosa più importante, prima c’è la programmazione, poi il lavoro ed infine la verifica. Bisogna essere precisi sennò non riuscirai ad avere un prodotto finale e di qualità. La scelta dell’allenatore con la stessa filosofia dei colleghi e della società è fondamentale. Una cosa che pretendo dagli allenatori è la disciplina fuori e dentro il campo. Io a livello giovanile devo scegliere un mister didattico e motivato in base alla società.

- In molti ritengono ci sia una cultura calcistica sbagliata in Italia. Qualcosa che parte dall'interno per poi trovare espressione nella risposta dei tifosi. Quale idea si è fatto in questi anni all’interno del calcio?

Nel calcio se non si ha cultura non si va da nessuna parte, ma la cultura non è solo nozionistica, ma di pensiero, nei concetti e nella vita. Il rispetto verso gli altri e l' educazione sono fondamentali. Bisogna avere costanza sin dai bambini e il lavoro deve essere in simbiosi con l’allenatore, anno dopo anno. Ci vogliono concetti brevi e precisi. Il problema si verifica quando non diamo un esempio a questi ragazzi, non sempre solo con le parole ma anche e soprattutto con i gesti. I calciatori non hanno cultura sennò non farebbero i furbi nelle scommesse. Noi abbiamo un handicap, siamo italiani e riteniamo di essere i più furbi e non i più intelligenti. Tentiamo di abbreviare la strada che ci porta alla meta. Non vinciamo niente perché non abbiamo cultura, squadre come Spagna, Francia, Germania hanno vinto titoli mondiali ed europei perché prima hanno vinto a livello giovanile campionati Under 16, Under 17 e Under 21, in Italia invece siamo rimasti indietro. Bisogna insegnare il calcio ai nostri giovani, il giocatore di calcio deve uscire con il pallone in mano e tornare con il pallone in mano, non devono esserci tempi morti quando si entra in campo. Boniperti al tempo disse: “Buoni giocatori si diventa, campioni si nasce”. L’allenamento migliora le tue doti poi ci sono le attitudini.

- Quanto considera lo studio nel calcio, soprattutto nella crescita dei nostri ragazzi?

E’ molto importante perché in Italia ci sono giocatori che non hanno studiato e non sono abituati a studiare. Ci sono rarissimi casi di laureati o comunque atleti preparati. E' impossibile pensare a giocatori di 21 anni che prendono 4 milioni di euro a stagione e decidono di studiare. Passeranno davanti alla Playstation tutto il giorno e non compreranno mai un libro. Comprano le macchine forse. Un ragazzo che ha studiato e conosce potrà arrivare sempre più in alto rispetto ad un ragazzo che non l'ha fatto, lo stesso vale per il calcio. Poi ci sono i casi particolari ma sono mosche bianche e non devono servire da esempio. Purtroppo nella vita moderna la meritocrazia non esiste. Le scuole sono fondamentali e il calcio deve diventare un punto di riferimento con un approccio diverso, bisogna avere delle idee chiare sugli obiettivi insieme alle metodologie. In Italia non ti danno tempo, non aspettano 3 o 4 anni.

- Sembra mancare la filosofia dell’insegnamento, la pazienza nel costruire un progetto a lungo termine, perché si preferisce vincere subito e tutto; secondo lei si riuscirà a cambiare questa mentalità?

La vittoria finale nei 90 minuti è l’unica cosa che importa, la vittoria è giusta ma la devi trovare tramite il gioco. Di Matteo, in semifinale di Champions ha vinto, ma non ha costruito; diciamo che in questa occasione il risultato giustifica i mezzi e c’è un altro interesse molto importante, ma a livello di settore giovanile se non impariamo che la vittoria si costruisce allora siamo finiti. Qui si ritorna al discorso precedente sull’investire nei giovani, perché in Italia bisognerebbe investire grosse somme di denaro ma non è possibile. Il calcio dipende dai risultati e a livello giovanile è solo una nostra mentalità. Non dobbiamo perdere la voglia di fare calcio perché questo sport è bello ed è vario. Guardate il Boarding della FIFA, per le nuove tecnologie, non vogliono l’aiuto delle nuove tecniche informatiche anche se nell’ultimo periodo hanno aperto le loro vedute perché all’evidenza non puoi tirarti indietro. In Italia non dobbiamo tirarci indietro nell'esigenza di nuove riforme. Altri problemi poi sono anche dirigenti e procuratori. Non ci sono dirigenti che hanno passione e non vogliono raggiungere i risultati attraverso l’insegnamento del calcio ma vogliono solo risultati, per non parlare poi del discorso relativo ai procuratori che è meglio non toccare. L’Udinese è un esempio di grande società, non sono bravi ma bravissimi, ma hanno un gran pelo sullo stomaco e ci vuole anche questo per essere innovatori. Il calcio, che si voglia o no, richiede passione e sacrificio.

ProssimiCampioni ringrazia Oreste Cinquini per la disponibilità e la cortesia con i migliori auguri per il suo futuro insieme al neo CT della Russia Fabio Capello.



mercoledì 1 agosto 2012

Il calcio al tempo di Twitter


I social network sono entrati prepotentemente nella vita di ognuno di noi, per utilità o per moda è difficile immaginare che qualcuno non possegga un profilo personale su Facebook o Twitter che riveli al mondo intero la sua esistenza. La facilità di comunicazione e la possibilità di condivisione di queste architetture web possiedono un fascino irresistibile e per i cosiddetti VIP, siano questi attori, cantanti o sportivi, risultano ricoprire addirittura il ruolo di organi ufficiali di comunicazione della stessa celebrità. Come ogni moda che si rispetti non poteva non entrare a far parte della quotidianità dei calciatori che attraverso i loro profili ufficiali informano i tifosi dei loro spostamenti, dei loro stati d'animo, condividono con il pubblico pensieri, immagini e video. Il successo di Facebook è sotto gli occhi di tutti, la creatura di Mark Zuckerberg rappresenta un must per coloro che vogliono rimanere in contatto con i fans e in Italia un'ottimo esempio può essere rappresentato da Alex Del Piero la cui pagina supera i 3 milioni di amici (3.192.254 ora per l'esattezza) ai quali comunica pensieri, regala foto esclusive e informa di decisioni e novità circa la sua carriera e vita personale. Oggi però vogliamo concentrarci su Twitter, altro famosissimo social network statunitense, che dalle star di Hollywood, passando per i campioni sudamericani, è giunto in Europa ed ha costretto Federazioni e club ad introdurlo nei regolamenti per controllarne l'utilizzo da parte dei propri tesserati. Twitter, creato nel 2006 dall'informatico Jack Dorsey, si caratterizza anch'esso in una bacheca virtuale che corrisponde ad un profilo ma si differisce da Facebook in quanto è più essenziale, puoi "cinguettare" (fare un tweet) con a disposizione i famosi 140 caratteri, senza obbligo di stringere relazioni di reciprocità con gli altri utenti (puoi seguire una persona ma lei non deve per forza seguire te e viceversa) e non costringe nessuno ad intervenire in prima persona (chi non ha interesse a scrivere può limitarsi a leggere i tweet degli altri utenti).


Nel calcio, come anticipato in precedenza, è stato introdotto dai calciatori sudamericani che lo utilizzano da anni. Recentemente è diventato talmente importante da occupare pagine dei giornali e fornire notizie agli organi d'informazione e agli appassionati. Attraverso Twitter Neymar (foto sopra) ad esempio, tiene sempre aggiornati i suoi quasi 5 milioni di follower (gli utenti che lo seguono) e attraverso quei 140 caratteri ha annunciato avvenimenti importanti come il suo rinnovo con il Santos o l'imminente paternità (per chi non lo sapesse il giocatore ha un figlio di appena 5 mesi). Molti giocatori come l'interista Juan, il madrinista Marcelo o la stella del San Paolo Lucas, impegnati in questo momento a Londra 2012, pubblicano foto del ritiro, foto dell'allenamento appena finito, di compagni impegnati a giocare alla Play Station o dei posti nei quali viaggiano con la squadra e come loro fanno migliaia di calciatori professionisti di tutti i campionati e le nazioni. Per Euro 2012 federazioni come Spagna (Piqué foto sotto, è un fervente utente di Twitter), Olanda e Inghilterra hanno regolamentato l'utilizzo dei social network  per ovviare al problema di giocatori poco concentrati in campo e troppo attenti a computer e telefonini. Questi offrivano ai giornalisti informazioni circa dinamiche del gruppo (il malcontento di qualcuno perché non sceso in campo o un litigio in allenamento) e destabilizzavano la tranquillità della squadra. Alcuni allenatori come Alex Ferguson hanno apertamente criticato i propri giocatori invitandoli a moderare l'utilizzo dei propri profili e di conseguenza molti tifosi hanno sfruttato la piattaforma non solo per adulare e incitare i propri beniamini  ma anche per apostrofarli con frasi del tipo "meno tweet e più flessioni".


Il lato oscuro dei social network rivela spesso anche l'ingenuità di molti atleti che scioccamente criticano colleghi e società o addirittura si rendono protagonisti di affermazioni razziste che poi pagano a caro prezzo. E' notizia di ieri (31 luglio 2012) dell'esclusione dalle Olimpiadi del terzino svizzero del Palermo Morganella (ex Novara), il quale dopo la sconfitta  per 2-1 ai danni della sua Svizzera contro la Corea del Sud, ha pesantemente insultato i coreani, rei di averlo fischiato dopo una simulazione durante la fase di gioco. Ha esordito con la frase: "voglio dare fuoco a tutti i coreani", pero poi chiudere con un raccapricciante "bruciate tutti mongoloidi". Le reazioni sono state molteplici e veementi e a nulla sono valse le scuse ufficiali del giocatore e della federazione elvetica e l'immediata cancellazione del tweet. Inutile fare un processo ad un ragazzo giovane che deve riflettere sul senso e sulla gravità delle sue parole, ben oltre l'ambito sportivo, ma sta pagando e pagherà le conseguenze del suo gesto. Nel recente passato Rooney ha insultato pesantemente il difensore centrale del Real Madrid Pepe (e come lui milioni di utenti dopo i falli assassini contro il Barcellona) mentre l'ex laziale Cissé ha purtroppo ricevuto insulti razzisti di alcuni supporter biancolecesti. Ci sono stati anche casi nei quali alcuni giocatori hanno espresso la loro insofferenza verso un club per il quale giocavano adducendo alla volontà di partire e persino le fidanzate e le mogli dei calciatori sono intervenute in difesa o contro il marito o il fidanzato. La showgirl inglese Sophie Reade ha insultato Balotelli per averla tradita con una collega mentre la fidanzata di Cristiano Ronaldo, la modella Irina Shayk, si è resa protagonista di una lite via tweet con la modella Bar Rafaeli la quale aveva criticato apertamente il gel per capelli del campione portoghese. Simpatica invece la vicenda legata alla fidanzata di Boateng, Melissa Satta che nella settimana del derby d'andata della scorsa stagione aveva twittato "... tutti al derby sabato", senza sapere che la partita si sarebbe giocata come posticipo domenica sera. Tra le risposte dei tifosi citiamo: "tu vai intanto... che noi arriviamo" oppure il più pacato "peccato che la partita sia domenica".


Twitter è questo ma fortunatamente non solo questo. I calciatori grazie ai social network possono rendere partecipi i tifosi della straordinaria vita del pallone, possono rassicurarli smentendo voci di mercato e riescono a comunicare anche positivamente con il pubblico. I supporter più accaniti non sono da meno, infatti grazie alle possibilità che offre Twitter si prodigano in iniziative che non possono lasciare indifferenti giocatori e società. Due esempi recenti possono essere la campagna "@solo_Strama" (quasi 1.600 follower), su iniziativa di due tifose interiste, nella quale molti tifosi volevano la riconferma di Stramaccioni sulla panchina, poi avvenuta, o l'iniziativa dei tifosi milanisti per impedire la cessione di Thiago Silva che però non è servita a convincere la società bisognosa di introiti economici importanti. Iniziative come queste non sono fondamentali per le decisioni di un club ma sicuramente sono sintomo dell'opinione di una parte della tifoseria e per l'attaccamento a giocatori e allenatori e non è detto che non possano, anche se marginalmente, avere un ruolo nel processo di decisione. La nuova frontiera della comunicazione coinvolge tutti e possiamo aspettarci novità importanti anche dalle società che intuiscono il potenziale dei nuovi mezzi e si stanno aprendo a nuove strategie.

(Dybala neo acquisto del Palermo ha twittato una foto con Munoz)

 (Pinilla e Nainggolan, amici e compagni nel Cagliari in un tweet del cileno)

lunedì 30 luglio 2012

Jonatan Lucca

Nome: Jonatan Lucca
Data di nascita: 2 giugno 1994, Meia
Nazionalità: Brasile
Altezza: 1,86 m
Piede preferito: Destro
Squadra: AS Roma - Serie A italiana
Ruolo: Centrocampista centrale, volante
Valore: n/d




Il mercato della Roma dall'avvento della nuova proprietà è indirizzato soprattutto sui giovani talenti. Il primo anno con Luis Enrique ha visto sbarcare nella capitale promesse di stampo mondiale come Bojan Krkic e Lamela anche se il tecnico catalano non è riuscito a valorizzare a pieno il talento a sua disposizione, complice un po' di sfortuna e una difesa tutt'altro che solida. Per valorizzare questo talento la società si è appena affidata a Zeman, il quale sembra il più indicato a costruire un progetto volto allo spettacolo e al calcio offensivo. Con Zeman sono arrivati Tatchidis, Castan, Bradley, Dodo e Destro ma questi sono solo i giocatori più importanti che la proprietà americana ha messo a disposizione del boemo. Oggi vogliamo parlarvi di un'altro acquisto, un ragazzino brasiliano prelevato in sordina per la primavera ma che promette di raggiungere in breve periodo la prima squadra, Jonatan Lucca.

Jonatan Lucca nasce calcisticamente a Santo Angelo, nello stato del Rio Grande do Sul (la cui capitale è Porto Alegre). Cresce nell'Internacional, l'ex squadra degli "italiani" Pato e Juan e del neo acquisto del Chelsea Oscar e mostra tutto il suo repertorio come volante di centrocampo, ruolo molto importante in Brasile. Viene notato nella formazione allievi biancorossa (della quale era il capitano) dagli scout di mezza Europa con italiane e inglesi in testa, ma la più lesta di tutti è la Roma che trova l'accordo con il manager Fernando Otto e lo porta in Italia pagando un'indennizzo di circa 700.000 € e sfruttando la sua doppia nazionalità (italo-brasiliana) che gli consente l'ingaggio da comunitario. Il 10 luglio 2012 lo stesso procuratore racconta all'edizione on-line del giornale brasiliano Jornal Das Missoes che il ragazzo era ambito da Manchester City, Juventus, Fiorentina e Atalanta e che ha deciso di optare per la Roma perché rappresenta uno dei tre club migliori d'Italia ed ha creduto nel ragazzo.

In Brasile Lucca viene descritto come il classico numero 5, volante davanti la difesa con grandi proprietà di palleggio, velocità di pensiero e fisicità da vendere. In un'intervista per GazzettaGialloRossa.it il consulente di mercato Stefano Paolini lo descrive come un centrocampista che "cerca spesso il tiro da fuori, gioca sempre a testa alta ed è bravo nel dribbling sullo stretto, ma a volte tiene troppo la palla". E' un ragazzo molto giovane che probabilmente ha bisogno di ambientarsi nel nostro calcio ma promette davvero bene e con un allenatore come Zeman potrà solo migliorare. Intanto la società ha dimostrato di credere fortemente in lui (5 anni di contratto) e ne ha già saggiato il talento prima a Riscone di Brunico dove era in prova ed ha convinto tutti e poi negli Stati Uniti dove ha preso parte alla tournée della prima squadra e dove è stato presentato assieme a Tatchidis, Castan, Dodo e Bradley davanti a 20.000 tifosi. Probabile un suo inizio in primavera ma con Zeman non si sa mai.




      

venerdì 27 luglio 2012

Geoffrey Kondogbia

Nome: Geoffrey Kondogbia
Data di nascita: 15 febbraio 1993, Nemours
Nazionalità: Francia (con passaporto centrafricano)
Altezza: 188cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: FC Siviglia - Liga BBVA
Ruolo: Mediano, difensore centrale, terzino sinistro
Valore: 3.000.000€



Parlando di settore giovanile, soprattutto a livello federale, la Francia non ha niente da invidiare agli altri Paesi del mondo. Le strutture della Federazione sono di altissimo livello così come lo standard di tutte le squadre professionistiche transalpine. Il Lens negli anni, dopo aver passato un bel periodo alla fine degli anni '90 culminato con la vittoria della Ligue 1, ha deciso di puntare sempre di più sul settore giovanile al fine di contrastare la crisi societaria che li ha visti tra l'altro sprofondare in Ligue 2. Così nelle ultimissime stagioni oltre a Raphael Varane, attualmente difensore del Real Madrid, e a Thorgan Hazard, fratello di Eden cresciuto nella rivale Lille e neo acquisto del Chelsea, è uscito dalle giovanili della squadra del nord Geoffrey Kondogbia, mediano di grande prospettiva.

Geoffrey nasce a Nemours, un piccolo paesino non troppo distante da Parigi, da genitori originari della Repubblica Centrafricana. Inizia a giocare a calcio all'età di sei anni nel Nandy, squadra del paese vicino, dove resta per quattro stagioni prima di passare nel 2003 al Sénart-Moissy. Qui dopo solo una stagione viene notato dagli attenti osservatori del Lens che lo inivitano subito ad unirsi al loro club. Geoffrey prosegue la sua crescita nel settore giovanile fino a quando nella stagione 2010/2011 viene inserito nella formazione B del Lens. A novembre della stessa stagione viene promosso nella formazione principale che all'epoca affrontava la sua ultima stagione in Ligue 1. Il 21 realizza la sua prima presenza totalizzando otto minuti di gioco nella sfida casalinga contro il Lione. Non vedrà più il campo della serie maggiore fino alla fine del campionato quando gioca le ultime due partite con il Lens già condannato alla Ligue 2. Nella serie cadetta francese il giovane mediano trova l'opportunità di continuare a crescere nel club trovando anche spazio in prima squadra in un campionato impegnativo. Fin dalla prima giornata è titolare ed il suo minutaggio sarà tra i più alti di tutta la squadra per tutta la stagione. Il centrocampista realizza due assist nel corso della stagione ma fatica a trovare il primo gol. La marcatura tanto attesa arriva il 13 aprile in casa del Tours. Chiude così la sua prima stagione con 36 presenze 1 gol e 2 assist, ma soprattutto cosa ben più importante delle statistiche a fine anno si guadagna la fiducia dell'allenatore a furia di ottime prestazioni grazie alla sua importanza a livello tattico e di talento personale.
Alla fine della stagione, come già successo per Varane, il Lens si trova costretto a cedere il giocatore per far fronte ai problemi societari. All'epoca si parlò anche di un interessamento della Juventus e di Beppe Marotta molto attratti dal giocatore. Alla fine non se ne fece nulla e Geoffrey si trasferisce al Siviglia, dopo aver ammesso che l'unica alternativa poteva essere il Reading e che nessuno lo ha cercato nel Campionato francese.

L'aspetto principale che colpisce subito in Kondogbia è l'incredibile strapotere fisico del giocatore. Alto, possente e atletico è praticamente insuperabile faccia a faccia e difficile da seminare in velocità. Tecnicamente è un giocatore valido, nei settori giovanili francesi l'aspetto tecnico è considerato di vitale importanza, e dispone di un ottimo sinistro anche dalla lunga distanza. All'occorrenza può giocare anche da difensore centrale o terzino vista l'attitudine difensiva, ma nel corso dell'ultima stagione è stato provato anche in posizione di trequartista a confermare l'enorme duttilità tattica del ragazzo. I problemi principali si incontrano in fase di possesso e costruzione, dove riscontra ancora alcune difficoltà nei momenti di gestione della palla. Nel complesso si tratta comunque di un giocatore di grande prospettiva dalle ottime caratteristiche naturali.

Da sempre il giocatore si trova conteso dalle Nazionali francesi e centroafricane che non hanno mai rinunciato alla possibilità di convocare il giovane talento. Il giocatore però ha sempre scelto la Nazionale transalpina vestendo 5 volte la maglia dell'Under 16 segnando anche 1 gol. Realizza altre 6 presenze in Under 17, 16 presenze e 7 gol in Under 18 e 12 presenze e 1 gol in Under 19 con la quale ha partecipato anche all'ultimo Europeo di categoria giocato in Estonia.

Kondogbia è un centrocampista dal grande futuro. Caratteristiche fisiche e talento naturale si fondono alla perfezione nel neo acquisto sivigliano. Potrebbe fare molto bene nel campionato spagnolo, anche se per caratteristiche avrebbe potuto affrontare molto bene anche il campionato italiano. Sicuramente il Siviglia ha fatto un ottimo affare sfruttando un momento di difficoltà del Lens per accaparrarsi il giocatore.



giovedì 26 luglio 2012

Il calcio a Londra 2012



Mancano pochi giorni all’avvio delle Olimpiadi di Londra 2012 e tutti gli appassionati di sport si siederanno davanti alle proprie TV di casa per ammirare lo spettacolo che le Olimpiadi riserva a tutti gli sportivi.
Arrivati alla XXX Edizione le Olimpiadi quest’anno saranno di casa nel Regno Unito e la sede di comando sarà proprio Londra. La cerimonia di apertura si terrà Venerdì 27 Luglio ma già da oggi potrete seguire l’inizio dei giochi del calcio. I giochi finiranno il 12 Agosto. Come detto i giochi sono arrivati alla XXX edizione e Londra sarà la capitale dello sport in questo periodo; l’assegnazione dei giochi al Regno Unito avvenne nel 2005 dopo aver sconfitto le dirette rivali come Francia, Spagna, Stati Uniti e Russia in lotta anche loro per l’organizzazione. I numeri di questa Olimpiade saranno da capogiro: 302 competizioni su 26 sport, 200 Nazioni qualificate, 10500 atleti partecipanti. Tra i 26 sport sicuramente il calcio sarà uno degli sport più seguiti sia a livello maschile che a quello femminile. A contendersi le medaglie di oro argento e bronzo, 12 squadre, per il torneo femminile, 16 invece per quello maschile. Le squadre maschili saranno formate da atleti Under 23 con la possibilità però di avere 3 fuori quota da inserire. Le nazionali femminili invece non avranno limiti d’eta rispetto alla loro compagine maschile.



Il torneo maschile sarà suddiviso in quattro gruppi da quattro squadre:

Gruppo A: Regno Unito, Senegal, Uruguay, Emirati Arabi Uniti

Gruppo B: Messico, Svizzera, Corea del Sud, Gabon

Gruppo C: Nuova Zelanda, Egitto, Brasile, Bielorussia

Gruppo D: Spagna, Marocco, Giappone, Honduras



Il torneo femminile sarà invece suddiviso in tre gruppi da quattro squadre:

Gruppo E: Brasile, Regno Unito, Camerun, Nuova Zelanda

Gruppo F: Sudafrica, Giappone, Canada, Svezia

Gruppo G: Stati Uniti, Francia, Colombia, Corea del Nord



La fasi finali si concluderanno con i quarti di finale, semifinali, finale e finale per il terzo e quarto posto. Gli stadi che ospiteranno gli eventi saranno gli storici impianti Inglesi e Scozzesi che tutti gli anni ammiriamo in Europa; l’Old Trafford del Manchester United, il St.James Park del Newcaste, l’Hampden Park di Glasgow, la Ricoh Arena di Coventry il Millennium Stadium di Cardiff e il maestoso stadio Wembley di Londra dove si giocheranno anche le rispettive finali. Ricordiamo che le squadre del Regno Unito saranno formate sia da giocatori Inglesi che da quelli Scozzesi.
L’Italia purtroppo non figura tra le squadre partecipanti, infatti l’Under 21 del CT Casiraghi è stata eliminata dalla Bielorussia nei gironi di qualificazione. Sarà un’olimpiade all’insegna di grandi talenti anche, negli anni sono esplosi giovani come Messi, e noi di ProssimiCampioni vogliamo darvi qualche consiglio su chi tenere sott’occhio; Juan, Oscar e Lucas del Brasile, Koke, Munian, Tello della Spagna questi ragazzi potranno fare la differenza per le loro Nazionali. Sarà una grande Olimpiade di calcio e di sport e noi saremo pronti a viverla con tutti voi quindi vi aspettiamo ad Agosto per il resoconto e le discussioni finali.





Le scommesse sportive in Italia sono un fenomeno sempre più diffuso tra gli appassionati di sport


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