mercoledì 2 novembre 2011

Atheltic Bilbao...dove nasce la Cantera


Spesso si parla di modello Barcellona riferendosi al settore giovanile e alla formazione culturale del calcio in Spagna, ma non si cita l’esempio dell’Athletic Bilbao. La squadra basca è unica nel suo genere. Ci sono regole ferree da seguire per i dirigenti del Bilbao. Sono “ammessi” calciatori nati in una delle sette provincie basche, ovvero Biscaglia, Guipùzcoa, Alava, Navarra, Bassa Navarra, Labourd e Soule. Poi possono essere reclutati giovani che, pur non essendo nati in Euskal Herria, abbiano compiuto la proverbiale trafila delle squadre giovanili del club. I Paesi Baschi, tra Spagna e Francia, non arrivano a due milioni e mezzo di persone. Ed è da questo bacino di riferimento che l’Atheltic pesca i suoi giocatori. Uno slogan creato dai tifosi dell’Athletic recita:”Ellos tienen la cartera, nosotros la cantera!”, ovvero “Loro hanno il portafoglio, noi il vivaio!”. Allo Stadio San Mamès giocano solo giocatori baschi, seguendo così una tradizione che vive dal 1913.

In ogni sessione di calciomercato i dirigenti dell’Athletic possono contattare solo un pugno di professionisti affermati visto che di calciatori baschi, nei maggiori campionati mondiali, ne girano davvero pochi. Tra questi poi non bisogna considerare quelli che magari da poco hanno lasciato Bilbao. Coloro che restano nella lista dei papabili di solito sono sopravvalutati, visto che non ci sono molte alternative cui il club biancorosso possa rivolgere la propria attenzione e che quindi le altre società ne approfittano. Insomma si pesca nei campionati minori, alcune volte nelle categorie dilettantistiche regionali. Solo in questo modo si può dare un seguito alla tradizione.
Proprio per questo i vari presidenti baschi, sempre e solo baschi, hanno cominciato ad investire in maniera consistente nel settore giovanile. La sua scuola calcio ha sede a Lezama, nella provincia di Biscaglia.

Fondato nel 1971 dal presidente Felix Oraà, nel corso degli anni è stato più volte ampliato e ristrutturato fino ad estendersi su una superficie di circa centocinquantamila metri quadrati. Il capo della scuola calcio è ora Javier Irureta, ovviamente basco. La struttura è composta da 6 campi all’aperto, 4 in erba naturale e 2 in erba artificiale, e da un palazzetto dello sport coperto con fondo in erba sintetica; comprendono inoltre residenze per i giocatori, una sala stampa, un’area fitness, un centro medico e negozi. Il centro di Lezama ospita quattro squadre della categoria Alevines, 11 e 12 anni, due degli Infantiles, 13 e 14 anni, due dei Cadetes, 15 e 16 anni, e due dei Juveniles, 17 e 18 anni. Inoltre il Bilbao Athletic, la seconda squadra dell’Athletic Bilbao che milita in Segunda Division, disputa le partite in casa nel campo intitolato Santa María de Lezama, con capienza pari a 2.500 posti. Ovviamente il Bilbao Athletic non potrà mai partecipare, a causa delle regole spagnole, nella stessa serie della prima squadra. Nel complesso, calcolando tutte le Società in qualche modo affiliate al Club, il numero di giovani allenati sfiora i tremila.

Ma non c’è solo l’impianto di Lezama e il Bilbao Athletic. Infatti, l’altra principale succursale dell’Athletico Bilbao è la Baskonia, squadra che milita al momento in quarta serie. Questa è la vera e propria culla dei futuri campioni dell’Athletic, che molto raramente ha visto partire i migliori atleti alla volta di compagini maggiormente blasonate. Questo perché chi raggiunge la prima squadra si sente quasi sempre “arrivato” e non desidera altro dal punto di vista professionale. Storicamente coloro che hanno lasciato Bilbao per club più prestigiosi lo hanno fatto con il solo scopo di permettere alla società di incamerare discrete somme di denaro utili a superare momenti economicamente difficili.

A Lezama, dunque, i giovani studiano, si formano umanamente e sportivamente, seguiti da allenatori di straordinarie capacità tecniche e didattiche, sempre avendo davanti agli occhi i propri beniamini, i calciatori della squadra “A” che si allenano anche essi a Lezama. I giovani percorrono quindi la propria strada senza perdere mai di vista l’obiettivo da raggiungere, anche a costo di duri sacrifici: l’approdo alla casacca biancorossa. Dall’esempio di Lezama sono poi nate le “cantere” dei grandi club spagnoli, come Real Madrid e Barcellona.

La regola autarchica dell’ammissione basca, sebbene all’inizio sia stata seguita probabilmente più che altro per motivi pratici, difficoltà legate alla lontananza, in seguito ha assunta la fisionomia di un dogma che ha saputo dare i propri frutti nel corso del tempo. La sensazione è che la storia e le tradizioni dell’Athletic Bilbao ci portano di fronte ad un esempio di calcio assolutamente fuori dal tempo.
Oltre cento anni di storia, tradizioni e valori conservati e tramandati con amore e coerenza incredibili, dunque. Perché in quello spicchio di penisola iberica si è deciso di mettere in bacheca l’orgoglio e di investire sull’appartenenza invece che su qualsiasi giocatore comprato con dei pezzi di metallo.

lunedì 31 ottobre 2011

Moritz Leitner


Nome: Moritz Leitner
Data di nascita: 8 dicembre 1992, Monaco di Baviera
Nazionalità: Germania
Altezza: 1, 76m
Piede preferito: Ambidestro
Squadra: Borussia Dortmund - Bundesliga
Ruolo: Centrocampista centrale, Trequartista
Valore: 1.500.000 €



La Germania è la nazione europea nella quale i giovani calciatori riescono ad esprimersi meglio ed in questo contesto i talenti tedeschi possono trovare maggior spazio rispetto che all'estero, godendo della fiducia dei team, anche quelli più blasonati, che non esitano a gettarli nella mischia senza ripensamenti. E' il caso del calciatore di cui parliamo oggi, di origine austriaca ma stabilmente nell'Under 21 tedesca ed ennesima giovane freccia ppuntita dell'arco del Borussia Dortmund.

Moritz Leitner nasce a Monaco di Baviera da padre tedesco e da madre austriaca che gli garantiscono la doppia cittadinanza, quella tedesca l'ha presa nel 2010. Cresce nelle giovanili dell' FC Unterföhring nelle quali fa intendere il suo enorme talento che non passerà inosservato per la ben più blasonata Monaco 1860, la seconda squadra di Monaco dopo il Bayern. Nel settore giovanile della squadra bianco-azzurra trascorre la bellezza di 12 anni (98-2010) nei quali passa in rassegna tutte le formazioni fino ad arrivare alla promozione in prima squadra per la stagione 2010/2011. In quella stagione debutta nella Bundesliga 2 (la serie b tedesca) e impressiona per la sua imprevedibilità e la sua sicurezza in mezzo al campo. Il Borussia Dortmund lo nota e decide di strapparlo alla concorrenza investendo quasi un milione di € e lasciandolo terminare la stagione con il Monaco 1860 (16 presenze totali). Nelle fila dei detentori dell'ultimo titolo di Germania il giovane centrocampista nato in Baviera diventa il vice di un'altro fantastico talento, Kagawa e assieme a Gotze, Gundogan e Bender forma uno dei centrocampi più giovani e talentassi d'Europa. L' esordio arriva il 24 settembre 2011 nella vittoria esterna per 2-1 contro il Magonza. Ad ora ha collezionato 4 presenze in campionato ed una in Champions League.

Leitner è un trequartista duttile e infatti può ricoprire anche i ruoli di centrale, interno di destra ed interno di sinistra del centrocampo. Possiede un'importante tecnica individuale, unita ad una grandissima rapidità. Non ha un fisico robusto e dovrebbe crescere molto muscolarmente ma comunque non ha paura del contatto, anche se il fisico in parte lo limita. Ha grande visione di gioco e grande precisione nel tiro da fuori ma deve migliorare nella potenza. E' sicuramente un centrocampista offensivo moderno nel quale è obbligatorio puntare. E Klopp lo sa bene.

Nonostante possieda il passaporto austriaco ha deciso di passare nella nazionale tedesca. Con l'Under 17 austriaca, in compagnia dell'altro talento Alaba, ha collezionato una presenza. Nel passaggio alla Germania ha preso parte ad 8 partite condite da ben 7 reti con l'Unger 19 e il 9 agosto 2011ha esordito con l'Under 21 nella vittoria interna per 4 a 1 contro i pari età del Cipro.
Con la Germani Under 21 ha all'attivo 3 presenze ed una rete.
Prima del suo passaggio al Borussia hanno tentato di prenderlo Bayern, Schalke e Beyer Leverkusen ma il Borussia è stato più convincente. Permane l'attenzione particolare dei bavaresi alla quale si è aggiunta la concorrenza delle grandi d'Inghilterra, Spagna e Italia. E' un talento di cui sentiremo sicuramente parlare e probabilmente sarà il naturale sostituto di quel Mario Gotze in procinto di trasferirsi in un top club europeo a giugno 2012.








Pubblicato il 31/10/2011

domenica 30 ottobre 2011

Le foto della settimana: 30/10/2011

Joe Cole: fiero del suono nuovo acquisto...


Micah Richards: ..."We're jammin', jamming'...And I hope you like jammin', too".


Sami Khedira, Halil Altintop, Nuri Sahin e Mesut Ozil: il Real ha fatto una prova di corsa. Da quanto abbiamo saputo ha vinto Granero con Benzema subito dietro (davvero!). Questi 4 pare non sappiano guidare tanto bene.

venerdì 28 ottobre 2011

Kurt Zouma


Nome: Kurt Zouma
Data di nascita: 27 ottobre 1994, Lione
Nazionalità: Francia (repubblica Centrafricana)
Altezza: 187cm
Piede preferito: Destro
Squadra: AS Saint-Etienne - Ligue 1
Ruolo: Difensore centrale
Valore: 400.000



Il campionato francese ha perso quest'estate un giovane talento della difesa, Raphael Varane, approdato alla corte di Josè Mourinho al Real Madrid. Ma proprio in questi giorni sta scoprendo un nuovo talento che a soli diciassette anni promette di tener testa alla grande tradizione transalpina di centrali difensivi, stiamo parlando di Kurt Zouma, roccioso giovane del Saint-Etienne di origine centrafricana.

Nasce a Lione e a undici anni inizia a giocare nella scuola calcio Vaulx-en-Velin, che lascia nel 2009 quando arriva la chiamata del Saint-Etienne. In poco tempo convince i suoi allenatori e il Selezionatore della Nazionale Under 17 che lo convoca per gli Europei di categoria e in seguito per i Mondiali. Alla fine della manifestazione è risultato essere uno dei migliori prospetti nel suo ruolo e il Saint-Etienne decide di cautelarsi facendogli firmare il suo primo contratto da professionista con scadenza nel 2014. Dopo un paio di belle stagioni in Under 18 la società lo promuove in Prima Squadra nell'estate 2011, e dopo un bel precampionato il Manager degli "Stephanois" Cristophe Galtier inizia a coltivare l'idea di lanciarlo nella mischia fin da subito. Il debutto avviene il 31 agosto 2011 nella partita casalinga contro il Bordeaux valida per il primo turno della Coupe de la Ligue (la Coppa Nazionale francese). La partita viene vinta dai "Verdi" per 3-1 e Kurt resta in campo per tutti i novanta minuti del match. Dopo questa bella prestazione arriva il debutto in Campionato nel sesto incontro contro il Lorient. Anche in questa occasione Kurt gioca tutta la partita ma purtroppo la prestazione viene condizionata dal fatto di aver giocato da terzino destro, posizione a lui poco congeniale. Da questa partita Kurt è diventato uno dei perni fissi della difesa del Saint-Etienne, tornando a ricoprire il ruolo di difensore centrale non ha mai saltato un minuto di gioco nelle quattro partite che finora l'hanno visto titolare.

Un colosso, basterebbe questa parola a definire Kurt Zouma. Kurt letteralmente domina il suo avversario dal punto di vista fisico, e non ha ancora la maggiore età. Dotato di una forza e resistenza incredibile dispone anche di un notevole atletismo. A dispetto del fisico massiccio è un giocatore agile e rapido. Si fa apprezzare anche dal punto di vista tecnico, raramente getta via un pallone, ha buone doti di impostazione per essere un difensore e per avere quell'età. Negli aspetti difensivi è un portento nelle palle alte e si sa distinguere anche in fase di anticipo, anche se a volte la troppa esuberanza lo porta fuori posizione. Ciò che di lui davvero colpisce è la presenza in campo e la maturità con la quale affronta le partite. Doti comuni in altri giovani talenti della difesa, ma questo ragazzo ha qualcosa in più, sia per il fatto di essere più giovane, sia perchè si è imposto con notevole facilità in un Campionato in crescita come quello francese. Il suo allenatore è rimasto colpito dalle qualità umane del ragazzo, ha dichiarato infatti che è molto umile ed ha una grandissima voglia di imparare.

Come già accennato prima è il pilastro della attuale Nazionale Under17 francese con 17 presenze e 1 gol, ma visto il modo in cui si sta mostrando al mondo calcistico è lecito aspettarsi una rapida scalata nelle varie Selezioni. Inoltre vanta anche 6 presenze in Under 16.

Il Saint-Etienne l'ha bloccato lo scorso marzo con un contratto valido fino al giugno 2014 e sicuramente non ha alcuna intenzione di privarsene nel prossimo futuro. Certo è che ad ogni partita sono sempre di più gli osservatori ad ammirare le doti del ragazzo e a proporlo a squadre di mezza Europa. Finora non si hanno contatti o notizie ma questo giovane che sta bruciando rapidamente le tappe farà parlare molto presto di sé anche in chiave mercato.




martedì 25 ottobre 2011

Impegno nel sociale: L'Europa e l'Italia con Inter Campus e Fondazione Milan



Molti club sono impegnati nel sociale al fine di utilizzare lo sport come motore di crescita per i giovani, per lo sviluppo del territorio e della comunità. In Inghilterra tutte le formazioni della Premier League, ma anche nelle leghe minori, organizzano periodicamente iniziative che possano sostenere la propria comunità e nei casi delle squadre più importanti queste iniziative si estendono all'estero. Tutte le società inglesi mettono a disposizione i propri giocatori infortunati o fuori per squalifica e li mandano negli ospedali o nelle case per anziani a dare sostegno e fare il tifo assieme ai malati. Il Tottenham ha organizzato una sfilata di Carnevale per avvicinare i bambini della propria comunità allo sport ed è risaputo come l'Arsenal sostenga numerose attività contro il razzismo. Lo stesso vale per le altre "big" d'Oltremanica che attraverso onlus community gestiscono iniziative a favore della propria regione e fuori dall'Inghilterra nei paesi del terzo mondo, il Chelsea ad esempio è molto attivo in Africa.
In Spagna Barcellona e Real non sono solo il simbolo del calcio iberico ma anche i club più impegnati. Quando si pensa al Barcellona vengono subito in mente due cose: la Cantera, che non garantisce solo lo sviluppo di campioni di misura internazionale ma sviluppa moltissimo il territorio catalano, e l'UNICEF, che la squadra azulgrana sponsorizza. In realtà il club del presidente Rossel negli anni ha moltiplicato gli accordi con altre numerose ONG per aiutare i paesi poveri, ed in occasione dell'arrivo di David Villa ha inserito nel contratto dei propri giocatori una clausola anti-razzismo (punizioni severe nel caso mettessero in atto una qualsiasi forma di discriminazione). Il Real Madrid attraverso la Fundación Real Madrid opera in circa quaranta paesi nel mondo. Il progetto è reso possibile dalla collaborazione delle varie amministrazioni pubbliche e dal generoso sostegno sotto forma di mecenatismo e sponsorizzazioni ricevuto da importanti aziende nazionali e internazionali e, soprattutto, grazie ai contributi individuali di migliaia di "Blancos" che in tal modo vogliono esprimere e rafforzare i loro legami con il Real Madrid.
In Germania le attività sociali sono simili all'Inghilterra con un forte interesse nello sviluppo del territorio tedesco. La Bundesliga è probabilmente il campionato nel quale l'interazione tra mondo sportivo e collettività è migliore. Tutti i club hanno una gestione autonoma nella quale si tiene in fortissima considerazione l'aspetto sociale con attività nello stadio (per i disabili), negli ospedali e nelle comunità (la dimostrazione viene data dall'ottima integrazione degli stranieri nati in Germania e dai benefici tratti da questa, vedi Ozil, Khedira, Klose, Cacau, Podolsky, Gundogan, Boateng).
In Francia sono soprattutto i grandi club ad organizzare attività attraverso gli sponsor. Lione, Bordeaux, Marsiglia, Lille e Paris Saint Germain sono impegnate nel favorire un servizio sociale anche extra territoriale ma c'è da dire che è la stessa federazione francese a muoversi attraverso i centri di formazione (vedi Clairefontaine Academy).
E veniamo in Italia. In passato vi abbiamo raccontato la storia dei Liberi Nantes (squadra nata grazie alla Fondazione Don Luigi di Liegro e da alcuni tifosi che accoglie a Roma i migranti e i senza tetto e li integra attraverso il calcio). Ma anche i club della Serie A danno il loro contributo.

Inter Campus e Fondazione Milan

Oggi ci soffermiamo sulle due principali realtà impegnate nel sociale, create e gestite da due delle squadre più blasonate: Inter Campus e Fondazione Milan.
Inter Campus è stata creata dall'Inter nel 1997, fortemente voluta dal presidente Massimo Moratti, ed ha svolto un preziosissimo lavoro in favore dei bambini di paesi distrutti dalle guerre e dall'instabilità territoriale e politica. In 14 anni ha operato seriamente e silenziosamente, come giusto che sia, con ingenti forze messe in campo ed interviene in 24 paesi (esclusa l' Italia nel quale territorio sono presenti diverse sedi operative) con oltre 200 operatori e con tanti volontari formati dallo staff italiano.


I paesi in cui Inter Campus è presente e le attività:

- Angola (progetto iniziato nel 2008): collaborazione con i padri salesiani locali per il recupero sociale ed educativo in particolare dei bambini della "Lixeira", quartiere immondezzaio di Luanda;
- Argentina (progetto iniziato nel 2004): promozione sociale ed educativa di bambini ai margini della società e formazione pedagogica di allenatori;
- Bolivia (progetto iniziato nel 2008): supporto all'attività educativa e ricreativa in favore di bambini dei quartieri periferici disagiati;
- Bosnia Herzegovina (progetto iniziato nel 1999): integrazione etnica, aiuto psicologico iniziato con il recupero dei traumi bellici.Più recentemente, inserimento nell’attività calcistica di bambini dati in affido;
- Brasile (progetto iniziato nel 1998): supporto all'alfabetizzazione, attività calcistica ed educativa nel tempo libero contro devianze sociali, valorizzazione aree carenti;
- Bulgaria (progetto iniziato nel 1999): attività ludiche e ricreative in aree emarginate e isolate, incluse comunità Rom;
- Camerun (progetto iniziato nel 2001): formazione tecnica di allenatori secondo metodologie pedagogiche e integrazione sociale di bambini di aree isolate ed emarginate;
- Cina (progetto iniziato nel 1998): promozione del calcio come gioco e integrazione di bambini delle campagne e formazione calcistica dei tecnici secondo metodologie pedagogiche;
- Colombia (progetto iniziato nel 1999): attività calcistica ed educativa nel tempo libero contro narcotraffico e guerriglia;
- Congo (progetto iniziato nel 2009): integrazione sociale contro situazioni di povertà ed emarginazione estreme;
- Cuba (progetto iniziato nel 2005): promozione del gioco del calcio, formazione tecnica di allenatori secondo metodologie pedagogiche, valorizzazione di aree isolate;
- Iran (progetto iniziato nel 1999) apertura e integrazione internazionale in favore dei bambini, formazione calcistica dei tecnici secondo metodologie pedagogiche;
- Israele e Palestina (progetto iniziato nel 2000): costruzione di un programma condiviso di corsi di formazione e attività ludica destinato a iniziare in parallelo e a terminare in sessioni congiunte;
- Libano (progetto iniziato nel 2006): integrazione religiosa e ritorno alla normalità attraverso attività ricreative con il supporto dell'esercito italiano;
- Marocco (progetto iniziato nel 2005): supporto all'alfabetizzazione e integrazione femminile;
- Messico (progetto iniziato nel 2004): integrazione sociale contro il disagio giovanile;
- Paraguay (progetto iniziato nel 2008): supporto all'integrazione sociale e alla restituzione di spazi ricreativi in favore di bambini abbandonati o orfani;
- Polonia (progetto iniziato nel 2003): attività calcistica nel tempo libero contro l'alcolismo e devianze sociali;
- Romania (progetto iniziato nel 2000): integrazione sociale di bambini di orfanotrofi e recupero psicomotorio;
- Uganda (progetto iniziato nel 2008): supporto alle scuole e all'ambulatorio locali per radunare i bambini con l'attività di calcio e sottoporli alle profilassi contro le malattie dell'acqua inquinata;
- Ungheria (progetto iniziato nel 2010): integrazione sociale di bambini di orfanotrofi e recupero psicomotorio;
- Venezuela (progetto iniziato nel 2010): attività calcistica ed educativa nel tempo libero contro devianze sociali, valorizzazione aree carenti.



Inter Campus è presieduta da Carlotta Moratti, figlia del presidente dell'Inter, e persegue costantemente l'obbiettivo di ’obiettivo di "organizzare, attivare e monitorare interventi sociali e di cooperazione che abbiano tra i principi base l’attenzione per l’educazione scolastica, la valorizzazione delle aree carenti, la flessibilità e la continuità nel tempo". Massimo Moratti ripone importantissime risorse in quest'iniziativa e a volte partecipa personalmente agli incontri nelle varie sedi nel mondo. Gabriele Salvatores (noto tifoso interista) ha dedicato un film-documentario ad Inter Campus, presentato al Festival di Locarno 2008 con il titolo: "Petites Historias das Crianças – Viaggio nel mondo di Inter Campus". Luis Figo ed in particolare Francesco Toldo sono diventati collaboratori in prima linea per Inter Campus e sostengono personalmente l'iniziativa. L' Inter è legata fortemente anche ad Emergency, che aiuta da molti anni, e spesso entra in relazione con le iniziative di Inter Campus.

Fondazione Milan Onlus è un'altra grande realtà sociale. Nata nel 2003 agisce sia in Italia che all'estero e s'impegna a soddisfare il più possibile i bisogni primari delle persone meno fortunate. Il progetto nasce "dalla volontà del Club, da sempre attivo e sensibile nei confronti di chi si trova in situazioni di disagio, di dotarsi di una struttura dedicata, riconoscibile, duratura e affidabile che sostenga con regolarità e impegno costante le realtà sociali che sono di fondamentale importanza per il benessere di tutta la comunità".


Ecco le principali attività:

L'ultima stagione monsonica ha gettato il Pakistan in una catastrofe umanitaria dovuta alle inondazioni e alle precipitazioni (20 milioni di persone coinvolte e 1.600 morti circa). Fondazione Milan ha deciso di sostenere UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) nella sua missione di assistenza al popolo pakistano. Con la donazione della Onlus rossonera è stato possibile acquistare: 180 tende resistenti alle intemperie per altrettante famiglie; 375 kit di sopravvivenza composti da coperte, materassi, set da cucina, pentole e sapone; kit di primo soccorso per 2.400 famiglie.
Fondazione Milan sostiene poi anche Medici senza frontiere nella lotta contro la crisi sanitaria in Myanmar (aggravata da malattie devastanti come la malaria, l’HIV/AIDS e la tubercolosi) e collabora con la Fondazione Stefano Borgonovo Onlus nell'obbiettivo di fornire ai malati di Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) un’assistenza globale e multidisciplinare in tutte le fasi della patologia.
Infine il Milan aiuta anche alcune associazioni come Twins International (nel progetto Alice for Children) che ha costruito una casa per 24 bambini orfani degli slums di Nairobi (Kenya). Il finanziamento provvede anche alla copertura delle spese medico-sanitarie per 150 bambini ospiti dell'Alice Village.



Le due società milanesi hanno lavorato assieme in alcuni progetti. L'ultimo si chiama “Rossonerazzurri per L’Aquila” (nel settembre 2011), una speciale settimana di Day Camp nata dalla collaborazione di Milan e Inter a favore di 180 bambini e bambine di L’Aquila e provincia. A due anni dal terremoto che ha colpito l'Abruzzo, Inter Campus e Fondazione Milan hanno unito le proprie forze ed esperienze per continuare a stare accanto ai bambini di L'Aquila.
Un'impegno costante da parte di coloro che non solo godono di ricchezza e privilegi, ma anche svolgono un'importante ruolo mediatico per una società calciofila come la nostra, è fondamentale per poter cambiare qualcosa e dare speranza a coloro che faticano a vedere un futuro davanti a loro.

I siti ufficiali:
Inter Campus

Fondazione Milan

lunedì 24 ottobre 2011

Srdjan Mijailovic


Nome: Srdjan Mijailovic
Data di nascita: 10 novembre 1993, Pozega
Nazionalità: Serbia
Altezza: 178cm
Piede preferito: n/d
Squadra: Stella Rossa Belgrado - SuperLiga
Ruolo: Mediano, centrocampista centrale
Valore: 900.000€



La Serbia, a detta di molti, è la più grande fucina di talenti dei Balcani. Sicuramente le squadre serbe, vista la grande tradizione nelle coppe europee, sono le migliori a preparare i giovani per i grandi palcoscenici di quella regione. Dopo Filip Duricic, Uros Cosic, Adem Ljajic, Matja Nastasic, e Alen Stevanovic ecco un altro talento, non a caso centrocampista, della Stella Rossa di Belgrado, che proprio in questa stagione ha presentato al mondo calcistico Filip Jankovic: Srdjan Mijailovic.

Srdjan nasce a Pozega, ma entra giovanissimo nell'accademia della squadra della capitale serba. Qui inizia da difensore ma crescendo avanza il suo raggio d'azione di qualche metro giocando da mediano davanti la difesa. Sviluppa assieme ai tecnici le basi tecniche e la visione di gioco tipica dei centrocampisti serbi. Come Jankovic gioca insieme a ragazzi più grandi di lui per sviluppare al meglio le sue capacità. Durante la trafila nelle giovanili l'allenatore della prima squadra, il croato Robert Prosinecki, lo segue con molta attenzione, avendo intravisto in lui delle grandi qualità. Dall'estate 2010 inizia a farlo allenare con il team e il 28 novembre di quell'anno lo porta in panchina nell'incontro di campionato contro l'FK Spartak Zlatibor Voda. Dal 17 gennaio 2011 entra a far parte definitivamente della squadra A firmando un contratto valido fino al 2015. Debutta anche in SuperLiga contro l'FK Smederevo e a fine stagione può contare 13 presenze, di cui 5 da titolare e un assist all'attivo, in SuperLiga e due presenze in Pokal Serbien, ovvero la Coppa Nazionale serba.
La stagione 2011/2012 inizia molto bene: è titolare in entrambe le partite dei preliminari di Europa League giocate contro l'FK Ventspils e gioca con regolarità anche le prime in campionato, nonostante alla prima partita sia stato espulso e costretto a scontare tre turni di squalifica proprio contro la squadra contro cui aveva fatto la sua prima panchina. Gioca anche nella seconda sfida del girone di Europa League contro il rennes entrando all'intervallo, e parte titolare nella prima partita di Pokal Serbien. Ormai a soli diciassette anni è a pieno titolo un elemento chiave nelle rotazioni di Prosinecki, e il suo minutaggio aumenta di partita in partita.

Srdjan è un centrocampista di sostanza, a volte un po irruento, ma sicuramente è un lottatore che non molla mai. E' dotato di buoni piedi, eccelle nelle basi tecniche, raramente lo si vede sbagliare un passaggio. Inoltre ha una buona visione di gioco nonostante sia principalmente un interditore. E' un giocatore senza fronzoli, di quelli che in campo fanno sentire la loro presenza, corre e copre tutti i buchi dei suoi difensori, inoltre supporta la squadra in fase offensiva, sebbene non sia un gran finalizzatore. E' un giocatore che macina chilometri e chilometri ad ogni partita sempre al servizio della squadra, ed è proprio questo il motivo per il quale il Mister Prosinecki stravede per lui. Lo definisce un ragazzo serio con la testa sulle spalle, molto maturo per la sua età, ed inoltre un serio professionista che da il massimo sia in partita che in allenamento. Per lui ha scomodato una paragone niente male definendolo il "nuovo Jugovic". Questo rende l'idea sia del tipo di giocatore che della stima dell'allenatore.

Il giovane mediano finora ha rappresentato per 11 volte la Selezione Under 17 del suo Paese, ma già si parla di una sicura chiamata in Under 19 e si vocifera di una possibile convocazione in Under 21 nella prossima amichevole.

Fortunatamente per la Stella Rossa non si hanno notizie di rumors di mercato per Mijailovic, anche se il giocatore ha dichiarato come il suo collega Jankovic di voler continuare la sua crescita a Belgrado prima di cambiare aria. In fondo è pur sempre la squadra che ha tifato fin da bambino e della quale ha vestito la maglia fin dalla tenera età.




domenica 23 ottobre 2011

Addio Campione!


Ora non parliamo di calcio e purtroppo nemmeno di sport. ProssimiCampioni vuole dare l'ultimo saluto ad un campione che si è spento a soli 24 anni e nel suo piccolo abbraccia la famiglia e gli amici di Marco. Il dramma si è consumato oggi 23 ottobre 2011 durante il Gp della Malesia. Vera e propria tragedia che riempie di dolore il mondo dello sport italiano.
Lo ricordiamo come piace fare a ProssimiCampioni: un giovane talento che dava tutto se stesso quando entrava in gara!

Addio Marco.

ProssimiCampioni

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