Nome: Jannik Vestergaard
Data di nascita: 3 Agosto 1992, Copenaghen
Nazionalità: Danimarca
Altezza: 1,97 cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: TSG 1899 Hoffenheim, Bundesliga (Germania)
Ruolo: Difensore centrale
Valore: 5.000.000 Euro
La Danimarca, nonostante l'eliminazione dalla fase a gruppi, è stata tra le rivelazioni di Euro 2012 in Polonia e Ucraina, capace di battere l'Olanda, perdere solo all'ultimo minuto con il Portogallo e perdere con dignità con la Germania. Da anni produce giovani talenti (Eriksen su tutti) che probabilmente saranno protagonisti ai prossimi Mondiali in Brasile. Ha fatto parte della spedizione polacco-ucraina il difensore centrale Jannilk Vestergaard, senza però scendere in campo.
Jannik Vestergaard nasce il 3 Agosto 1992 a Copenaghen da padre danese e madre tedesca. In realtà Jannik è figlio d'arte, in questo caso forse è meglio dire nipote d'arte, visto che il nonno, Hannes Schrorer e lo zio Jan, da parte di madre, sono stati ex calciatori del Fortuna Dusseldorf (il nonno). Con questi idoli ha iniziato la sua carriera nel Vestia Copenaghen, per poi passare poco dopo prima al BK Frem, poi al Boldklub, entrambe squadre periferiche della capitale danese. Le ottime prestazioni nelle squadre giovanili minori attirano le attenzioni nei suoi confronti del Brondby, una delle squadre più prestigiose del campionato danese, che decide di farlo aggregare nella Primavera. Nel 2010 l'Hoffenheim decide di acquistarlo, inserendolo però in un primo momento nella seconda squadra, con la quale esordisce il 12 Agosto 2010, nella vittoria per 5-1 contro il Wormatia Worms, città storica tedesca. Dopo dieci giorni, il 22, Vestergaard segna anche il primo gol contro il Mermmigen. La seconda squadra del piccolo club tedesco vola con Vestergaard e la coppia d'attacco Firminio-Terrazzino, ma il giovanissimo danese fa spola con l'Under-19, dove dimostra la sua superiorità fisica che gli vale il trofeo Talento Arla-U19. Le sue continue ottime prestazioni portano il tecnico della prima squadra, Marco Pezzaiuoli, a farlo esordire il 16 Aprile 2011 nella vittoria contro l'Eintracht Francoforte. L'anno successivo viene aggregato ufficialmente in prima squadra e nel girone di ritorno diventa titolare della compagine tedesca. E il 2 Febbraio 2012 arriva anche il primo gol nel prestigioso pareggio con il Werder Brema (1-1). Finora può contare 2 gol in 20 presenze.
Il danesino con origini tedesche è un punto fermo delle nazionali giovanili, carriera caratterizzata dai repentini salti di categoria. Infatti ha esordito il 26 Aprile 2010 con l'Under-18 nella sconfitta per 2-1 contro l'Italia. Dopo quattro presenze, condite da un gol, il 2 Settembre ha esordito con l'Under-19 nel pareggio contro il Belgio, valido per le Qualificazioni agli Europei di categoria. In totale sette presenze con gli Under-19 che gli valgono l'esordio nell'Under-20 il 18 Marzo 2011 nel pareggio contro il Portogallo. Dopo solo due presenze, Vestergaard passa nell'Under-21 con la quale esordisce il 10 Agosto dello stesso anno in amichevole. Al momento è nel giro della nazionale maggiore, con la quale però non ha ancora esordito.
Jannik Vestergaard è il classico difensore centrale danese, potente fisicamente, altissimo e praticamente imbattibile di testa. Il colpo di testa e l'elevazioni sono le doti principali di colui che molti considerano come il nuovo Agger. Non è rapidissimo, ma nemmeno lento, si distingue per la calma e la sicurezza che mostra in campo. Difficile che rischi la giocata, anche perché sa sempre dove posizionarsi in campo nel progredire del gioco. Ha grande personalità ed è soprattutto maturo, nonostante l'età molto giovane. Non è troppo dotato tecnicamente, deve sicuramente migliorare con il destro e magari nell'anticipo. Inutile dire che essendo veramente alto soffre i giocatori brevilinei.
Vestergaard è destinato a giocare anche la prossima stagione con la maglia bianco-blu dell'Hoffenheim. E' un giocatore di talento ma ha bisogno di almeno un'altra stagione da assoluto protagonista con l'Hoffenheim, prima di essere pronto al definitivo salto di qualità.
venerdì 13 luglio 2012
mercoledì 11 luglio 2012
La polemica tra stelle e scritte
Per mesi si è dibattuto sulla possibilità o meno che la Juventus mettesse la terza stella sulla maglia, simbolo dei 30 scudetti che i tifosi bianconeri e la società torinese sentono propri, in contrasto con la sentenza di Calciopoli che ha revocato quelli del 2004 e del 2006 e che ufficialmente riconosce 28 titoli nazionali alla squadra allenata da Conte. Oggi vogliamo fare chiarezza sulla questione che riguarda le stelle e le scritte sulle maglie che continuano a suscitare polemiche e trovano nei tifosi terreno fertile per ulteriori contrasti e malumori.
E' necessario dire che non esiste alcuna norma specifica che disciplini l'utilizzo della stella in una divisa calcistica. Anzi l'utilizzo di ogni stella, che indica dieci scudetti vinti, è entrato nel calcio per mezzo di una consuetudine introdotta proprio da un presidente bianconero, Umberto Agnelli, che nel 1958 propose l'applicazione della stessa. La richiesta al Consiglio Federale della FIGC fu accolta e la delibera del maggio 1958 stabilì la creazione di un «particolare distintivo» per la vittoria di 10 scudetti che un mese dopo venne riconosciuto nella forma della stella.
Da questo momento sia in Italia che all'estero l'utilizzo di questa simbolo ha assunto molteplici ruoli:
Germania: i club più titolati dal 2004 possono fregiarsi di una o più stelle nello stemma e nelle divise della squadra (1, 2, 3 o 4 stelle a seconda di 3, 5, 10 o 20 titoli vinti in Bundesliga). Il Bayern è l'unico club a possedere 4 stelle (in virtù dei 22 Meisterschale), segue la Dinamo Berlino (3 stelle con 10 campionati, anche se la squadra dopo la riunificazione della Germania è sprofondata nelle serie minori) e un nutrito gruppo di formazioni con 2 stelle (guidate da Norimberga a 9 titoli, Borussia e Dinamo Dresda a 8).
Francia: solamente il Saint Etienne porta una stella che celebra i 10 titoli vinti. Il Marsiglia invece ne indossa una per la Champions conquistata.
Olanda: In Eredivisie si adotta la prassi italiana dal 2007. L'Ajax possiede 3 stelle (30 campionati, l'ultimo nel 2011), il PSV 2 (21 titoli) e il Feyenoord 1 (14 titoli)
In altri campionati gli usi sono simili mentre per le restanti importanti federazioni l'utilizzo di simboli è piuttosto libero e considerato poco importante. In generale le stelle sono concesse da una federazione o sono una decisione unilaterale delle società che sceglie di adottarle per diversi motivazioni. Dopo i Mondiali del 1998 la FIFA decise di regolarizzare l'utilizzo di questo simbolo anche per le nazionali. Fino ad allora il Brasile aveva adottato la stella come simbolo dei tre Mondiali vinti ma successivamente venne deciso che ogni coppa poteva godere di una stella celebrativa. Inutile ma sempre bello ricordare le prime 3 dell'albo d'oro che vede il Brasile primo (5 Coppe e 5 stelle), l'Italia seconda (4) e la Germania terza (3).
Non esistendo alcuna nota che disciplini l'utilizzo della stella si deve quindi fare riferimento al "Regolamento delle Divise da Gioco" nel quale la Lega si propone come l'organo garante del rispetto delle regole, vagliando ed approvando ogni singola maglia secondo quanto stabilito dall'art. 10. Il Regolamento citato però non dice nulla in merito all'utilizzo della stella che, pertanto, sembrerebbe essere rimesso ad una sorta di "consuetudine" in auge tra i vari partecipanti. La volontà della società di Agnelli avrebbe sottoposto quindi la maglia bianconera ad un attento controllo e probabilmente avrebbe ottenuto parere contrario a fronte di una vicenda che: suscita enormi polemiche, va contro quanto ufficialmente riconosciuto dalla stessa Lega (28 scudetti) e subisce un vuoto normativo. L'art. 1 comma 2 del medesimo Regolamento, che recita così: "Tutto ciò che non è esplicitamente consentito dal presente Regolamento, deve intendersi come espressamente vietato", è l'ulteriore conferma di quanto detto in precedenza.
E' notizia di oggi che la Juventus ha deciso di non porre nessuna stella sulla maglia ufficiale in quanto non riconosce il conteggio ufficiale degli scudetti dopo la sentenza di Calciopoli.
Molti tifosi bianconeri che avrebbe voluto le tre stelle sul petto della maglia della Juventus hanno risposto alle critiche dei tifosi avversari dicendo che la scritta "il club più titolato al mondo" apposto sulle maglie del Milan (in virtù dei 18 successi internazionali) fosse, come le tre stelle, contro il regolamento. Nel Regolamento non è vi alcuna disposizione circa le scritte sulle maglie ma solo nelle sottomaglie che possono contenere solo sponsor o logo societario. La differenza sostanziale tra la scritta e la stella si identifica nella motivazione secondo la quale si utilizza. I 10 titoli non ufficialmente riconosciuti, con tutto quello che ne va dietro e che ci accompagna dal 2006 ad oggi, impediscono alla Juventus di poter utilizzare arbitrariamente tale simbolo. Per accontentare i tifosi e per ostentare comunque il concetto espresso da Agnelli e da tutto il popolo juventino, la società bianconera ha deciso di apporre una scritta: "30 sul campo", aggirando il problema.
La Juventus però non è il solo club che quest'anno utilizzerà la scritta, peculiarità che è stata inaugurata dal Milan alcune stagioni or sono. Da questo campionato anche Lazio, Genoa e Parma si aggiungono alla nuova tendenza di matrice tutta italiana. La Lazio ha deciso di inserire "La prima squadra della Capitale" (essendo nata 27 anni prima della Roma) mentre il Genoa ha inserito: "La squadra più antica d'Italia" (fondata nel lontano 1893). Curiosa l'iniziativa di marketing del Parma che per 59 euro offre la possibilità ad ogni tifosi di poter avere il proprio nome inserito nella divisa ufficiale della squadra del Presidente Ghirardi (i nomi verranno inseriti nelle trame della maglia).
Che siano posto come provocazione nei confronti di una rivale, per fidelizzare i tifosi, per rimarcare l'orgoglio societario o per marketing, le scritte appaiono ai più come elemento che svilisce il valore storico di una divisa. In un momento come questo, nel quale il calcio italiano avrebbe bisogno di un grande rinnovamento tecnico e culturale, dovrebbero essere altre le innovazioni da proporre al nostro calcio. Le società e le aziende che producono materiale tecnico sono le prime responsabili delle polemiche createsi e non fanno nulla per ridimensionare il problema e anzi inneggiano le folle. I tifosi immancabilmente poi fanno la loro parte.
lunedì 9 luglio 2012
Kostantinos Fortounis
Nome: Konstantinos (Kostas) Fortounis
Data di nascità: 16 Ottobre 1992, Kalambaka
Nazionalità: Grecia
Altezza: 1,83 cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Kaiserslautern, Zweite Liga (Germania)
Ruolo: Ala, Trequartista
Valore: 3.000.000 Euro
Il calcio ellenico dal 2004 ha registrato una clamorosa impennata che ha portato nel campionato stesso giocatori di un certo livello, alcuni dei quali rivelatisi campioni alla fine della propria carriera. Ma soprattutto dalla Grecia sono usciti diversi giovani talenti che potranno dire la loro nel calcio che conta. Un esempio è il nuovo acquisto del Parma, Sotiris Ninis, talento purissimo frenato da parecchi infortuni. Un altro pronto a sbocciare è considerato il nuovo fenomeno ellenico, Konstantinos Fortounis, per tutti Kostas.
Kostas Fortounis nasce a Kalambaka, periferia di Trikala corrispondente al Peloponneso, il 16 Ottobre 1992. Attira subito le attenzioni dell'Olympiakos, nella quale compie tutta la trafila delle giovanili per poi iniziare la sua carriera nell'AO Trikala FC (12 gol in 30 presenze in due anni). Le ottime prestazioni offerte sono un deterrente alla convocazione nella nazionale Under-17, con la quale mette in mostra tutto il suo talento. Viene visionato molto attentamente da Vangelis Vlachos, allenatore dell'Asteras Tripolis, che decide di puntare su di lui, pagando il Trikala 25.000 euro. Con l'Asteras esordisce l'11 Settembre 2010 contro il Paok Salonicco, finita 0-0. Alcuni giorni prima, il 4 Settembre, aveva esordito anche con la nazionale Under-21 nella partita vinta 2-1 contro la Macedonia, valida per le Qualificazioni agli Europei di categoria. Colleziona 24 presenze, segnando il suo primo gol in Superlega (campionato ellenico) il 19 settembre del 2010 nel 2-2 in casa dell'AEK Atene. Sarà il suo unico gol con la maglia del club di Tripoli, retrocesso alla fine della stagione nella serie minore. Nonostante tutto, Kostas disputa l'Europeo Under-19 in Romania, segnando l'unico gol della partita contro i padroni di casa e guadagnandosi il trasferimento ai tedeschi del Kaiserslautern, che pagano 250.000 euro per portarlo in Germania. Lanciato per la prima volta nel calcio dei grandi, esordisce il 6 Agosto 2011, nella partita persa contro il Werder Brema 2-0. Ogni volta che viene chiamato in causa risponde alla grande e con il passare delle giornate diventa titolare per il tecnico Kurz. Nel frattempo è il fiore all'occhiello dell'Under-21, con la quale colleziona 4 gol in 14 presenze che ovviamente, insieme alle ottime prestazioni in Germania, attirano le attenzioni di Fernando Santos, ct della nazionale ellenica maggiore, che lo fa esordire il 29 Febbraio 2012 contro il Belgio, pareggiata 1-1, valida per le Qualificazioni agli Europei. I 5 assist in 28 presenze in Bundesliga sono abbastanza per far parte della spedizione in Polonia e Ucraina, finita con la sconfitta nei quarti di finale contro la Germania. Ma non bastano per salvare il Kaiserslautern che quindi retrocede in Zweite Liga. Per ora può contare già 5 presenze con la nazionale maggiore.
Kostas Fortounis è un ala, destra e sinistra con grandi doti tecniche e atletiche. Nonostante sia un fantasista, è molto alto e possiede un'ottima velocità che gli permette di saltare i diretti avversari. E' un uomo-assist, non un goleador, perciò è perfetto nel ruolo di trequartista, dove mostra una grandissima visione di gioco. Fisicamente è un po' minuto, dovrebbe quindi acquisire maggiore massa muscolare ma la base è ottima. Pecca molto sotto porta, quasi come se avesse timore di segnare (tipico della maggior parte dei giovani di quest'età), nonostante abbia un sinistro davvero preciso. Usa con altrettanta disinvoltura anche il destro, tanto che molti pensano che sia ambidestro.
Le ottime prestazioni offerte soprattutto in Bundesliga hanno attirato le attenzioni di tantissimi club europei. Soprattutto in Italia piace a Lazio e Juventus e, prima che andasse al Kaiserslautern, in passato è stato ad un passo dall'Atalanta. La squadra più vicina al giocatore al momento sembra però il Betis Siviglia che ha offerto circa 2 milioni per convincere i tedeschi a cedere il proprio gioiello. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio talento ancora accessibile come investimento per il futuro. Fortounis non è ancora pronto per il salto definitivo in una big, proprio per la sua mancanza di freddezza sotto porta ma ha tutto per diventare un ottimo giocatore. Il prezzo è appettibile e l'età è espressione di grande potenzialità. Con Ninis, il roccioso Papadopoulos, Fortounis e i baby Kapino e Mavrias la Grecia è in ottime mani.
Data di nascità: 16 Ottobre 1992, Kalambaka
Nazionalità: Grecia
Altezza: 1,83 cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Kaiserslautern, Zweite Liga (Germania)
Ruolo: Ala, Trequartista
Valore: 3.000.000 Euro
Il calcio ellenico dal 2004 ha registrato una clamorosa impennata che ha portato nel campionato stesso giocatori di un certo livello, alcuni dei quali rivelatisi campioni alla fine della propria carriera. Ma soprattutto dalla Grecia sono usciti diversi giovani talenti che potranno dire la loro nel calcio che conta. Un esempio è il nuovo acquisto del Parma, Sotiris Ninis, talento purissimo frenato da parecchi infortuni. Un altro pronto a sbocciare è considerato il nuovo fenomeno ellenico, Konstantinos Fortounis, per tutti Kostas.
Kostas Fortounis nasce a Kalambaka, periferia di Trikala corrispondente al Peloponneso, il 16 Ottobre 1992. Attira subito le attenzioni dell'Olympiakos, nella quale compie tutta la trafila delle giovanili per poi iniziare la sua carriera nell'AO Trikala FC (12 gol in 30 presenze in due anni). Le ottime prestazioni offerte sono un deterrente alla convocazione nella nazionale Under-17, con la quale mette in mostra tutto il suo talento. Viene visionato molto attentamente da Vangelis Vlachos, allenatore dell'Asteras Tripolis, che decide di puntare su di lui, pagando il Trikala 25.000 euro. Con l'Asteras esordisce l'11 Settembre 2010 contro il Paok Salonicco, finita 0-0. Alcuni giorni prima, il 4 Settembre, aveva esordito anche con la nazionale Under-21 nella partita vinta 2-1 contro la Macedonia, valida per le Qualificazioni agli Europei di categoria. Colleziona 24 presenze, segnando il suo primo gol in Superlega (campionato ellenico) il 19 settembre del 2010 nel 2-2 in casa dell'AEK Atene. Sarà il suo unico gol con la maglia del club di Tripoli, retrocesso alla fine della stagione nella serie minore. Nonostante tutto, Kostas disputa l'Europeo Under-19 in Romania, segnando l'unico gol della partita contro i padroni di casa e guadagnandosi il trasferimento ai tedeschi del Kaiserslautern, che pagano 250.000 euro per portarlo in Germania. Lanciato per la prima volta nel calcio dei grandi, esordisce il 6 Agosto 2011, nella partita persa contro il Werder Brema 2-0. Ogni volta che viene chiamato in causa risponde alla grande e con il passare delle giornate diventa titolare per il tecnico Kurz. Nel frattempo è il fiore all'occhiello dell'Under-21, con la quale colleziona 4 gol in 14 presenze che ovviamente, insieme alle ottime prestazioni in Germania, attirano le attenzioni di Fernando Santos, ct della nazionale ellenica maggiore, che lo fa esordire il 29 Febbraio 2012 contro il Belgio, pareggiata 1-1, valida per le Qualificazioni agli Europei. I 5 assist in 28 presenze in Bundesliga sono abbastanza per far parte della spedizione in Polonia e Ucraina, finita con la sconfitta nei quarti di finale contro la Germania. Ma non bastano per salvare il Kaiserslautern che quindi retrocede in Zweite Liga. Per ora può contare già 5 presenze con la nazionale maggiore.
Kostas Fortounis è un ala, destra e sinistra con grandi doti tecniche e atletiche. Nonostante sia un fantasista, è molto alto e possiede un'ottima velocità che gli permette di saltare i diretti avversari. E' un uomo-assist, non un goleador, perciò è perfetto nel ruolo di trequartista, dove mostra una grandissima visione di gioco. Fisicamente è un po' minuto, dovrebbe quindi acquisire maggiore massa muscolare ma la base è ottima. Pecca molto sotto porta, quasi come se avesse timore di segnare (tipico della maggior parte dei giovani di quest'età), nonostante abbia un sinistro davvero preciso. Usa con altrettanta disinvoltura anche il destro, tanto che molti pensano che sia ambidestro.
Le ottime prestazioni offerte soprattutto in Bundesliga hanno attirato le attenzioni di tantissimi club europei. Soprattutto in Italia piace a Lazio e Juventus e, prima che andasse al Kaiserslautern, in passato è stato ad un passo dall'Atalanta. La squadra più vicina al giocatore al momento sembra però il Betis Siviglia che ha offerto circa 2 milioni per convincere i tedeschi a cedere il proprio gioiello. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio talento ancora accessibile come investimento per il futuro. Fortounis non è ancora pronto per il salto definitivo in una big, proprio per la sua mancanza di freddezza sotto porta ma ha tutto per diventare un ottimo giocatore. Il prezzo è appettibile e l'età è espressione di grande potenzialità. Con Ninis, il roccioso Papadopoulos, Fortounis e i baby Kapino e Mavrias la Grecia è in ottime mani.
domenica 8 luglio 2012
ESCLUSIVA: ProssimiCampioni intervista Colin Coosemans
Oggi ProssimiCampioni.com intervista il giovane portiere del Belgio Under 21, Colin Coosemans, estremo difensore di proprietà del Club Brugge in rampa di lancio verso il calcio che conta. Di seguito le sue parole direttamente al nostro sito:
- Ciao Colin,
hai all'attivo 34 presenze in due stagioni nella massima serie del campionato belga con il Club Brugge, con 6 partite totali anche in Europa League. Da gennaio sei stato ceduto in prestito al Waasland-Beveren, appena promosso in Jupiler League assieme allo Charleroi. Qual'è il bilancio della tua carriera fino ad ora?
Sono felice di aver giocato per una delle più belle squadre in Belgio, questo mi ha dato molta esperienza. Ho giocato tante partite in Serie A belga a un livello molto alto e anche in Europa League. L’ultima stagione non è andata come avrei voluto, non ho giocato tutta la stagione ma ho imparato tanto in questo periodo. Adesso mi sto preparando per una stagione con il Waasland-Beveren in cui proverò a fare vedere il meglio di me.
- Parliamo dell'inizio della tua carriera, quali sono state le persone più importanti per te nel diventare un calciatore professionista?
Prima di tutto Adrie Koster, il mio allenatore in quel momento. Lui mi ha dato la possibilità di giocare al livello più alto e per questo farei tutto per lui. Oltre a Koster, anche Dani Verlinden, allenatore dei portieri a Bruges. Come ultimo, Geert De Vlieger, che ha avuto una grande carriera.
- In due stagioni hai conquistato prima la maglia del Belgio Under 19 e poi quella dell' Under 21. Cosa significa per te rappresentare i colori del tuo Paese?
E' la cosa più bella che ci sia e sogno di giocare anche per la Nazionale maggiore. Mi ha emozionato molto guardare l' Italia giocava ai Campionati Europei. Spero un giorno di ritrovarmi a giocare nel vostro Paese.
- Qual è il giocatore al quale ti ispiri? Quali sono i tuoi idoli?
Gianluigi Buffon. Se ci fosse un giocatore con cui vorrei veramente giocare, è proprio lui. Secondo me lui e Casillas erano i portiere più bravi degli Europei.
- Sappiamo che studi italiano all'Università e quindi riesci a conciliare il professionismo con lo studio, a dimostrazione che non tutti i giocatori lasciano la scuola quando diventano professionisti. Come riesci a trovare il tempo di studiare ed allenarti? Qual'è il tuo rapporto con l'Italia?
Quando non c’è l’allenamento, vado a scuola o studio a casa. Molto del tempo libero che ho lo utilizzo per studiare. Inoltre la mia ragazza è italiana dunque posso esercitarmi a casa sua con la sua famiglia.
- In passato si vociferava dell'interesse della Roma nei tuoi confronti, una squadra con un progetto nuovo che vuole investire nei giovani talenti. Confermi dell'interesse della Roma? C'è per caso un interesse di qualche squadra italiana?
Mi piacerebbe molto giocare per la Roma però io personalmente non ho avuto contatto coi dirigenti giallorossi. In questo mercato i miei agenti hanno parlato in Italia ma quando è venuta la proposta del Waasland-Beveren non ho esitato e ho firmato subito. In futuro sicuramente vorremmo rivedere le varie possibilità per venire a giocare in Italia.
- Il Belgio sembra essere una nazione in ascesa. La nuova generazione ha recentemente offerto ottimi giocatori come Kompany, Vertonghen, Fellaini o potenziali campioni come i tuoi ex compagni in Under 21 Hazard, Courtois e Lukaku. Quale futuro vedi per questi tre giocatori e per il Belgio?
Questi tre giocatori sono già di proprietà del Chelsea. Vuole dire che sono ottimi giocatori che hanno un grande futuro davanti a loro. Penso che insieme a Vertonghen, Kompany, Fellaini e Witsel avranno un ruolo importanza se il Belgio si qualificasse per i mondiali...
- In conclusione, qual'è il tuo progetto per il futuro e il tuo più grande sogno?
Un giorno vorrei misurarmi con i giocatori della Serie A in Italia, giocare belle partite e incontri importanti. Sogno di giocare per una grande squadra e di vincere lo scudetto, questo è veramente quello che desidero di più. Se ci fosse la possibilità di andare a giocare in Italia sicuramente lo considererei.
Ringraziamo il giovane talento Colin Coosemans per la disponibilità e la simpatia. Ci piacerebbe poter ammirare le sue qualità nel nostro campionato e gli auguriamo tante vittorie e le più belle soddisfazioni per la sua carriera, con la speranza che torni in futuro a parlare con noi di ProssimiCampioni indossando una maglia prestigiosa ed avendo vinto tanti titoli.
venerdì 6 luglio 2012
Ibrahima Mbaye
Nome: Ibrahima Mbaye
Data di nascita: 19 novembre 1994, Guédiawaye
Nazionalità: Senegal
Altezza: 187cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Inter Primavera - Campionato italiano Primavera
Ruolo: Difensore centrale, terzino sinistro, mediano
Valore: 500.000€
L'Inter quest'anno ha dominato in varie competizioni e campionati del settore giovanile. La vittoria di maggior prestigio è avvenuta con la conquista della Next-Gen grazie agli ottimi talenti offensivi in rosa e ad una difesa solida e molto affidabile nonostante la giovane età. Uno degli elementi sul quale il giovane tecnico Stramaccioni ha costruito il reparto arretrato è Ibrahima Mbaye, da tutti chiamato Ibra, senegalese classe '94, con un biglietto da visita promosso da Josè Mourinho.
Ibrahima nasce a Guédiawaye, un piccolo sobborgo nella periferia di Dakar (capitale del Senagal), a due passi dalla spiaggia. Proprio di fronte al mare inizia a giocare a calcio con gli amici ed un pallone di fortuna prima di iniziare a calcare un campo da gioco. Il giovane Ibra gioca in alcune squadre della zona prima di essere notato nel 2009 da alcuni osservatori del club nerazzurro. Nel 2010 arriva in Italia ma per motivi burocratici non può essere messo sotto contratto dalla società meneghina. Il giovane infatti è ancora minorenne, ed i trasferimenti di minori extracomunitari sono estremamente complessi vista la necessità di portare la famiglia insieme al ragazzo e al provvedere alla sussistenzza della stessa fornendo lavoro ai genitori. Josè Mourinho, all'epoca sulla panchina nerazzurra, osserva il ragazzo diverse volte in allenamento e consiglia ripetutamente alla società di tesserarlo prima di perdere un giovane talento del suo calibro.
Il contratto arriva nel gennaio del 2011ed Ibra, all'epoca ancora centrocampista, gioca per sei mesi negli Allievi Nazionale. Durante questo periodo arretra la sua posizione in campo, passando prima da mediano davanti la difesa e finendo in seguito a giocare da difensore centrale. Il cambio di ruolo sembra adattarsi a pennello ed il giovane inizia ad esprimere al meglio tutte le sue capacità. Dopo soli sei mesi viene promosso nella Primavera appena affidata al nuovo tecnico appena giunto da Roma, Andrea Stramaccioni, che fin dal ritiro estivo decide di provare Ibra da terzino invece che da difensore centrale, in modo da permettergli di sfruttare all'occorrenza il suo strapotere fisico. Durante la prima parte di stagione in Primavera il giovane Ibra fatica a ritagliarsi spazio, vista anche la giovanissima età, ma pian piano conquista sempre più la fiducia di Stramaccioni che lo fa debuttare alla quarta giornata ed in seguito lo richiama alla decima. Da quella partita Ibra non lascerà più il campo praticamente. Si alterna con indifferenza su tutta la linea difensiva giocando da centrale, da terzino sinistro o destro senza problemi, e proprio la duttilità è la caratteristica che colpisce maggiormente Stramaccioni che plasma la difesa attorno a lui a seconda delle necessità. Trova il primo gol in campionato nel derby contro i pari età rossoneri, marcatura del momentaneo 1-0, e si ripete anche in Next-Gen durante i quarti di finale quando realizza il gol che vale la qualificazione contro lo Sporting Lisbona. Autore di un finale di stagione da protagonista, si distingue durante le fasi finali della Next-Gen fino alla finale contro l'Ajax giocata da titolare. In campionato contribuisce alla qualificazione dei suoi per le Final Eight di campionato dove ai quarti di finale si trovano contrapposti al Palermo che viene liquidato proprio grazie ad una sua doppietta. Vittoria in semifinale contro il Milan e vittoria finale contro la Lazio. Alla sua prima annata in Primavera Ibra conquista lo Scudetto e la Next-Generation Series.
Dall'avvento di Stramaccioni sulla panchina della prima squadra nerazzurra si è iniziato a parlare di quali giovani, protagonisti con lui della storica vittoria, sarebbero stati promossi nel team principale. Mbaye è stato convocato per il ritiro estivo e lo stesso Stramaccioni ha dichiarato che la prossima stagione non sarà difficile vederlo nel massimo campionato. Quasi sicuramente la sua non sarà una promozione a "tempo pieno" vista la giovane età e la possibilità di giocare ancora con la Primavera , ma sicuramente Ibra si farà notare in zona San Siro.
La prima cosa che colpisce di questo giovane è l'incredibile potenza fisica e altetica. Il fatto che sia solo un classe '94 rende sbalorditivo lo strapotere fisico che esercita. Alcuni suoi detrattori potrebbero affermare che in Primavera si è imposto proprio grazie alla sua potenza muscolare, ma chi conosce bene il ragazzo sa che non è così. Ibra nasce centrocampista centrale e negli anni in questa posizione ha affinato la tecnica e la visione di gioco. Le sue caratteristiche migliori però si notano in fase difensiva dove spicca per anticipo e senso della posizione. Stramaccioni per unire il meglio delle due posizioni ha deciso di spostarlo terzino e la mossa ha giovato sicuramente al giovane. Sulla fascia è libero di mostrare la sua potenza fisica e la notevola facilità di corsa insieme alla tecnica necessaria e alla cura della zona difensiva in fase di non possesso. Il giovane tecnico romano ha dimostrato molta lungimiranza nella scelta ed inoltre ha creato un autentico jolly offensivo che in un futuro non troppo lontano potrebbe fare la fortuna dell'Inter.
Il giovane Mbaye non ha mai giocato con nessuna rappresentativa del suo Paese natìo, ma questo è un fatto del tutto comune. Raramente Federazioni africane convocano giovani che hanno lasciato il Paese in tenera età (non scordiamo che Ibra è arrivato in Italia a quattordici anni) e nonostante il fatto che possano giocare in settori giovanili importanti gli vengono preferiti ragazzi che giocano ancora nelle squadre del luogo.
Dopo solo un anno di Primavera sono arrivate già molte richieste all'Inter riguardanti prestiti o tentativi di comproprietà per il giovane, ma la società ha già chiuso tutte le porte riguardo eventuali trasferimenti. La dirigenza crede in lui e soprattutto Stramaccioni credi in lui quindi quasi sicuramente non rientrerà in nessun affare estivo ed in questo senso l'Inter ha già mandato un chiaro segnale quando il suo nome è comparso sul sito della società alla voce "Prima Squadra". Probabilmente si deciderà riguardo una definitiva promozione solo dopo il ritiro estivo ma la volontà della dirigenza è chiara, puntare su Mabye ad occhi chiusi.
Data di nascita: 19 novembre 1994, Guédiawaye
Nazionalità: Senegal
Altezza: 187cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Inter Primavera - Campionato italiano Primavera
Ruolo: Difensore centrale, terzino sinistro, mediano
Valore: 500.000€
L'Inter quest'anno ha dominato in varie competizioni e campionati del settore giovanile. La vittoria di maggior prestigio è avvenuta con la conquista della Next-Gen grazie agli ottimi talenti offensivi in rosa e ad una difesa solida e molto affidabile nonostante la giovane età. Uno degli elementi sul quale il giovane tecnico Stramaccioni ha costruito il reparto arretrato è Ibrahima Mbaye, da tutti chiamato Ibra, senegalese classe '94, con un biglietto da visita promosso da Josè Mourinho.
Ibrahima nasce a Guédiawaye, un piccolo sobborgo nella periferia di Dakar (capitale del Senagal), a due passi dalla spiaggia. Proprio di fronte al mare inizia a giocare a calcio con gli amici ed un pallone di fortuna prima di iniziare a calcare un campo da gioco. Il giovane Ibra gioca in alcune squadre della zona prima di essere notato nel 2009 da alcuni osservatori del club nerazzurro. Nel 2010 arriva in Italia ma per motivi burocratici non può essere messo sotto contratto dalla società meneghina. Il giovane infatti è ancora minorenne, ed i trasferimenti di minori extracomunitari sono estremamente complessi vista la necessità di portare la famiglia insieme al ragazzo e al provvedere alla sussistenzza della stessa fornendo lavoro ai genitori. Josè Mourinho, all'epoca sulla panchina nerazzurra, osserva il ragazzo diverse volte in allenamento e consiglia ripetutamente alla società di tesserarlo prima di perdere un giovane talento del suo calibro.
Il contratto arriva nel gennaio del 2011ed Ibra, all'epoca ancora centrocampista, gioca per sei mesi negli Allievi Nazionale. Durante questo periodo arretra la sua posizione in campo, passando prima da mediano davanti la difesa e finendo in seguito a giocare da difensore centrale. Il cambio di ruolo sembra adattarsi a pennello ed il giovane inizia ad esprimere al meglio tutte le sue capacità. Dopo soli sei mesi viene promosso nella Primavera appena affidata al nuovo tecnico appena giunto da Roma, Andrea Stramaccioni, che fin dal ritiro estivo decide di provare Ibra da terzino invece che da difensore centrale, in modo da permettergli di sfruttare all'occorrenza il suo strapotere fisico. Durante la prima parte di stagione in Primavera il giovane Ibra fatica a ritagliarsi spazio, vista anche la giovanissima età, ma pian piano conquista sempre più la fiducia di Stramaccioni che lo fa debuttare alla quarta giornata ed in seguito lo richiama alla decima. Da quella partita Ibra non lascerà più il campo praticamente. Si alterna con indifferenza su tutta la linea difensiva giocando da centrale, da terzino sinistro o destro senza problemi, e proprio la duttilità è la caratteristica che colpisce maggiormente Stramaccioni che plasma la difesa attorno a lui a seconda delle necessità. Trova il primo gol in campionato nel derby contro i pari età rossoneri, marcatura del momentaneo 1-0, e si ripete anche in Next-Gen durante i quarti di finale quando realizza il gol che vale la qualificazione contro lo Sporting Lisbona. Autore di un finale di stagione da protagonista, si distingue durante le fasi finali della Next-Gen fino alla finale contro l'Ajax giocata da titolare. In campionato contribuisce alla qualificazione dei suoi per le Final Eight di campionato dove ai quarti di finale si trovano contrapposti al Palermo che viene liquidato proprio grazie ad una sua doppietta. Vittoria in semifinale contro il Milan e vittoria finale contro la Lazio. Alla sua prima annata in Primavera Ibra conquista lo Scudetto e la Next-Generation Series.
Dall'avvento di Stramaccioni sulla panchina della prima squadra nerazzurra si è iniziato a parlare di quali giovani, protagonisti con lui della storica vittoria, sarebbero stati promossi nel team principale. Mbaye è stato convocato per il ritiro estivo e lo stesso Stramaccioni ha dichiarato che la prossima stagione non sarà difficile vederlo nel massimo campionato. Quasi sicuramente la sua non sarà una promozione a "tempo pieno" vista la giovane età e la possibilità di giocare ancora con la Primavera , ma sicuramente Ibra si farà notare in zona San Siro.
La prima cosa che colpisce di questo giovane è l'incredibile potenza fisica e altetica. Il fatto che sia solo un classe '94 rende sbalorditivo lo strapotere fisico che esercita. Alcuni suoi detrattori potrebbero affermare che in Primavera si è imposto proprio grazie alla sua potenza muscolare, ma chi conosce bene il ragazzo sa che non è così. Ibra nasce centrocampista centrale e negli anni in questa posizione ha affinato la tecnica e la visione di gioco. Le sue caratteristiche migliori però si notano in fase difensiva dove spicca per anticipo e senso della posizione. Stramaccioni per unire il meglio delle due posizioni ha deciso di spostarlo terzino e la mossa ha giovato sicuramente al giovane. Sulla fascia è libero di mostrare la sua potenza fisica e la notevola facilità di corsa insieme alla tecnica necessaria e alla cura della zona difensiva in fase di non possesso. Il giovane tecnico romano ha dimostrato molta lungimiranza nella scelta ed inoltre ha creato un autentico jolly offensivo che in un futuro non troppo lontano potrebbe fare la fortuna dell'Inter.
Il giovane Mbaye non ha mai giocato con nessuna rappresentativa del suo Paese natìo, ma questo è un fatto del tutto comune. Raramente Federazioni africane convocano giovani che hanno lasciato il Paese in tenera età (non scordiamo che Ibra è arrivato in Italia a quattordici anni) e nonostante il fatto che possano giocare in settori giovanili importanti gli vengono preferiti ragazzi che giocano ancora nelle squadre del luogo.
Dopo solo un anno di Primavera sono arrivate già molte richieste all'Inter riguardanti prestiti o tentativi di comproprietà per il giovane, ma la società ha già chiuso tutte le porte riguardo eventuali trasferimenti. La dirigenza crede in lui e soprattutto Stramaccioni credi in lui quindi quasi sicuramente non rientrerà in nessun affare estivo ed in questo senso l'Inter ha già mandato un chiaro segnale quando il suo nome è comparso sul sito della società alla voce "Prima Squadra". Probabilmente si deciderà riguardo una definitiva promozione solo dopo il ritiro estivo ma la volontà della dirigenza è chiara, puntare su Mabye ad occhi chiusi.
mercoledì 4 luglio 2012
Berretti, Allievi e Giovanissimi 2012
E' stata un'altra stagione esaltante e piena di sorprese nei campionati giovanili minori. Infatti non esiste solo il campionato Primavera che visto la vittoria dell'Inter contro la Lazio ma anche le categorie Berretti (Juniores), Allievi e Giovanissimi. Il percorso è molto lungo e vede i giovani calciatori delle squadre professionistiche misurarsi contro i parità in tornei nazionali suddivisi a gironi, a seconda delle regioni di provenienza, che vanno a coprire tutto il territorio. Come per la Primavera le più forti di ciascun girone si affrontano nelle fasi finali per decretare la squadra campione d'Italia della categoria. ProssimiCampioni oggi riassume brevemente gli esiti dei campionati delle tre categorie:
CATEGORIA BERRETTI
Il campionato nazionale giovanile Dante Berretti, nato nel 1965 per commemorare l'omonimo vicepresidente della FIGC e riservato ai ragazzi di 17/18 anni, ha registrato la grande vittoria dell'Inter che ha battuto in semifinale il Napoli, vincitore dell'edizione 2011, e poi in finale l'Atalanta, vittorioso sul Pescara, in una doppia sfida davvero emozionante che ha rischiato di mettere in dubbio il ko dell'andata. I migliori giocatori della fase finale sono sicuramente stati Garritano, Belloni, il primavera M'Baye e il trequartista Yago Del Piero (Inter). Da tenere d'occhio anche l'attaccante Bocar (Inter) e il centrocampista Marcarini (Atalanta).
SEMIFINALI SERIE A - SERIE B
ANDATA - 01/05/12
- ATALANTA – PESCARA 1-0
- INTER – NAPOLI 4-0
RITORNO - 05/05/12
- PESCARA – ATALANTA 3-3
- NAPOLI – INTER 1-0
FINALI SERIE A - SERIE B
ANDATA - 12/05/12
- INTER – ATALANTA 3-0
RITORNO - 19/05/12
- ATALANTA – INTER 3-4
Ecco le formazioni di Atalanta-Inter, finale di ritorno che ha sancito la vittoria dei nerazzurri:
ATALANTA (4-2-3-1): 1 Zanotti; 2 Lallo, 5 Caldara, 6 D'Amico, 3 Djibo; 8 Marcarini, 4 Verzelletti; 7 Tonon, 10 Agazzi, 11 Intrieri; 9 Praprotnik.
A disposizione: 12 Buscafusco, 13 Schelotto, 14 Molognini, 15 Nava, 16 Bani, 17 Colombo.
Allenatore: Bergomi.
INTER (4-3-3): 1 Dalle Vedove; 2 Bandini, 6 Guglielmotti, 5 Pasa, 3 M'Baye; 4 Benassi, 10 Gabbianelli, 8 Del Piero; 7 Belloni, 9 Terrani, 11 Garritano.
A disposizione: 12 Cincilla, 13 Marini, 14 Amoruso, 15 Martinelli, 16 Tonsi, 17 Bangura, 18 Bocar.
Allenatore: Zanetti.
CATEGORIA ALLIEVI NAZIONALI
Il campionato nazionale giovanile Allievi Nazionali, nato nel 1959 e riservato agli Under-16, si è concluso con la vittoria della Sampdoria. La finale di Montepulciano con l'Empoli è stata infinita. I doriani sono riusciti a battere la prima classificata del Girone A, dove d'altronde era stata inserita la stessa Sampdoria. Dopo i gol di Porro e Rovini nei tempi regolamentari, non sono serviti i 30 minuti di extra time. Solo dopo venti rigori i doriani hanno festeggiato il tricolore. Una vittoria inaspettata ma giusta, visto che la Sampdoria ha battuto durante i play-off Milan e Lazio, prime classificate del Girone B e del Girone C ma soprattutto l'Inter di Tassi che si è arresa in semifinale allo scadere dopo una gara combattuta che volgeva al pareggio.
FINALE SERIE A – B
- SAMPDORIA – EMPOLI 10-9 (d.c.r)
Ecco le formazioni di Sampdoria-Empoli, finale che ha sancito la vittoria dei blucerchiati:
EMPOLI (4-1-4-1) Pacini, Risaliti, Agrifogli (Brumat '24), Thiongo (30' Cacciapuoti), Bachini (C), Zavatto, Rovini, Menichetti (Sbarcea 27' S.T.), Frugoli, Gargiulo (VC), Silvestri (Angeli, 8' S.T.S.)
A disposizione: Cardelli, Dinardo, Salerno, Taddei, Niccoli, Cacciapuoti
Allenatore: Cecchi Mario
SAMPDORIA (4-3-3) Falcone, Maggiali, Tamburello (Fenati 12'st), Lombardo (C), Porro (VC), Caracciolo, Ivan, Placido, Oneto (Coraini 34' st), Rolando (Corsini 19' st), Necchi (Cocorullo 27'st)
A disposizione: Massolo, Termine, Fazio, Richieri, Valenzise
Allenatore: Beruatto Paolo
CATEGORIA GIOVANISSIMI NAZIONALI
Il campionato nazionale giovanile Giovanissimi Nazionali, nato nel 1983 e riservato agli Under-15, ha fatto gioire per la quarta volta in questa stagione l'Inter. Alle fasi finali si sono qualificate Reggina, Fiorentina, Empoli e Milan, che hanno formato il Gruppo A, e Lazio, Roma, Inter e Sampdoria, che hanno formato il Gruppo B. A sopresa è passata anche la Reggina. I nerazzurri hanno prima battuto il Milan nella semifinale, poi il Napoli in finale grazie ad un grandioso Bonazzoli, autore di una tripletta incredibile.
SEMIFINALI SERIE A – B
- NAPOLI – REGGINA 5-4 (d.c.r.)
- INTER – MILAN 6-5 (d.c.r.)
FINALE SERIE A - B
- INTER – NAPOLI 4-1
Ecco le formazioni di Inter-Napoli che hanno fatto gioire per la terza volta i nerazzurri:
NAPOLI (4-3-1-2): Mennella (34' st Lamarra); Grillo (23' st D'Ursi), Esposito, Granata, Iovane; G. De Simone, Otranto (12' st Lombardi), F. De Simone (20' st Esposito Lauri); Setola (25' st Selva); De Iorio (31' st Manna), Bifulco (31' st De Masi). A disp.: Napolitano, Fontanella. All.: Muro.
INTER (4-3-3): Di Gregorio; Arcuri (34' st Gazzotti), Bernardi, Della Giovanna, Di Marco; Tchaoule, De Micheli, Taufer (34' st Opoku); Cassani (25' st Didiba), Bonazzoli (34' st Mitta), Zonta (17' st Brambilla). A disp.: Bourmila, Bondioli, Scienza, Panatti. All.: Cerrone.
Sono stati tre campionati davvero entusiasmanti nei quali sono emerse delle certezze: l'Inter è il migliore settore giovanile d'Italia (quest'anno ha vinto 3 campionati su 4 con Primavera, Berretti, Giovanissimi più la Next Generation sempre con la Primavera mentre con gli Allievi si è fermata solo in semifinale contro la Sampdoria campione), la Juventus è ad un ottimo livello (ricordiamo che ha conquistato il Viareggio 2012 con la primavera ed ha perso la Coppa Italia di categoria solo in finale con la Roma), il Milan sta recuperando alla grande dopo anni di buio ed ha una batteria di giovani tra Allievi e Giovanissimi in rampa di lancio, la Roma e la Lazio hanno un po' deluso nei momenti chiave ma dispongono di talenti che fanno ben sperare e arrivano sempre in fondo e infine il Napoli è la sorpresa di questi ultimi anni a dimostrazione che la società partenopea sta investendo molto nel settore giovanile (semifinale Berretti e finale Giovanissimi premiano il lavoro del club). Empoli, Reggina, Atalanta ma soprattutto Sampdoria tengono in alto il loro buon nome, a dimostrazione che l'eredità di una buona struttura permane nonostante non si disponga di ingenti quantità di denaro o delle sfortune delle rispettive squadre. Sarebbe bello che i loro giovani riportassero questi club dove meritano.
Il prossimo anno molti passeranno di categoria e potrebbero esplodere come non rispettare i pronostici, starà a loro e alle rispettive società crescerli al meglio, senza fretta ma con grande fiducia.
lunedì 2 luglio 2012
Koke
Data di nascita: 8 gennaio 1992, Madrid
Nazionalità: Spagna
Altezza: 178cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Atletico Madrid - Liga BBVA
Ruolo: Centrocampista centrale
Valore: 3.500.000
La Spagna, fresca campione d'Europa, ha dimostrato tutta la sua forza in ogni reparto del campo. Da sempre, e particolarmente, quello che risalta maggiormente nella "Roja" è il centrocampo. Xavi, Iniesta, Fabregas, Alonso, sono solo alcuni dei nomi che negli ultimi anni hanno fatto la fortuna dei loro club e della Nazionale capace di vincere due Campionati Europei consecutivi inframezzati dalla vittoria del Mondiale del 2010. Sono molti i giovani talenti iberici che stanno crescendo per sostituire un giorno i grandi centrocampisti alla guida della Nazionale. Tra loro c'è il giovane classe '92 cresciuto nell'Atletico Madrid, Koke, con un futuro in regia nella mediana spagnola.
Koke nasce nel 1992 nella capitale spagnola ed inizia a giocare proprio nelle giovanili dell'Atletico Madrid all'età di otto anni. Percorre tutta la trafila dei settori giovanili avendo così modo di imparare la filosofia del club ed a conoscerne ogni cosa, dal metodo di lavoro all'aspetto tattico delle squadre. Nel 2008, a sedici anni, viene promosso nell'Atletico B, formazione di Segunda Division B (la terza serie spagnola, paragonabile alla nostra Lega Pro), dove ha avuto modo di crescere affacciandosi al calcio professionistico senza dover lasciare il club. Milita per una sola stagione nella squadra satellite prima di essere promosso definitivamente nel 2009 nella formazione che prende parte alla Liga. Il debutto nella massima serie arriva il 19 settembre 2009, a soli diciassette anni, nella partita in casa del Barcellona conclusasi con il risultato di 5-2 in favore dei catalani. Koke ha avuto la possibilità di giocare ventiquattro minuti contro la squadra più forte del campionato. Si ripete il fine settimana successivo giocando quattordici minuti nel pareggio casalingo contro l'Almeria prima di doversi riaccomodare in panchina. Passa il resto della stagione allenandosi con la squadra ma senza prendere parte ad alcuna partita fino alla trentasettesima giornata di campionato quando ritrova il campo per ventisei minuti in casa dello Sporting Gijon, ed in seguito ha la possibilità di giocare il suo primo incontro da titolare nell'ultima partita della stagione contro il Getafe.
La stagione seguente non inizia nel migliore dei modi: nella prima parte di stagione non vede il campo e fatica ad imporsi nel team. Le cose cambiano dalla diciassettesima giornata quando inizia a giocare entrando dalla panchina con un discreto minutaggio a disposizione. La fiducia dell'allenatore cresce e dopo qualche incontro inizia a giocare da titolare ed è proprio in una di queste partite che trova il suo primo gol da professionista. Il 26 febbraio 2011 firma il momentaneo 1-1 nell'incontro casalingo contro il Siviglia. Progressivamente il suo minutaggio continua ad aumentare ed il giocatore inizia a diventare importante anche nei meccanismi della squadra. Chiude la sua seconda stagione in Liga con 17 presenze, 2 gol ed 1 assist a cui vanno sommate anche 2 presenze in Copa del Rey.
La stagione appena conclusa è quella della conferma per il giovane centrocampista. Fin dalla prima giornata dimostra tutte le sue qualità in regia fornendo 2 assist in soli dodici minuti di gioco. Anche quest'anno però parte conqualche riserva nella prima metà di stagione per poi vedere il suo minutaggio aumentare dalla seconda metà. In questa annata ha avuto la possibilità di misurarsi anche nelle competizioni europee prendendo parte all'Europa League. Debutta nei preliminari contro il Guimarães, prendendo in seguito parte alle partite di girone giocate contro Rennes, Celtic e Udinese. Ha un buon minutaggio nel secondo turno contro la Lazio, negli ottavi contro il Besiktas dove realizza due assistenze nell'incontro di andata, e gioca da titolare anche gli incontri dei quarti contro l'Hannover. Dalla semifinale contro il Valencia il suo minutaggio inizia a scendere fino alla finale contro l'Atheltic Bilbao dove entra ad un minuto dalla fine. Chiude la stagione con 25 presenze, 2 gol e 4 assist in Liga e 13 presenze e 2 assist in Europa League ed altre 2 apparizioni in Copa del Rey.
Koke è il classico centrocampista spagnolo, prodotto di una filosofia di gioco che identifica un'intera Nazione. Abilissimo nel controlo di palla e nel gioco di prima. La tecnica è il suo punto forte unita alla visione di gioco ed alla capacità di servire i compagni nel migliore dei modi. E' il classico centrocampista centrale che può ricoprire i ruoli di interno in un centrocampo a quattro o di mezzala in uno a tre. Ha un tiro preciso, ma anche negli inserimenti cerca il passaggio verso le punte piuttosto che la conclusione personale. Dal punto di vista fisico è un giocatore di categoria, pronto e resistente, non dotato forse di una velocità eccelsa ma compensa il tutto facendo "correre" il pallone. Deve migliorare ulteriormente dal punto di vista difensivo in fase di non possesso e soprattutto in fase di pressing, autentico punto di forza difensivo della "Roja" e di molte squdre iberiche. Sicuramente ha le potenzialità ed il talento per diventare un elemento fisso nel centrocampo della Selezione spagnola.
Il giovane centrocampista dei Colchoneros ha una lunga lista presenze nelle varie Nazionali giovani a cominciare dall'Under16 con 3 presenze, 21 apparizioni in Under17 dove conta un terzo posto al Mondiale di categoria del 2009. Vanta inoltre 9 caps con la maglia dell'Under19, 5 ed 1 gol con l'Under20, 4 ed 1 gol con l'Under21 e una presenza e 1 gol con l'Under23.
Un talento come quello di Koke non passa inossevato. Sono molte infatti le squadre che hanno avanzato sondaggi all'Atletico Madrid, compresa la Roma tra le italiane, sentendosi sempre rispondere che il giocatore non è in vendita. Difficilmente infatti i Colchoneros si lasceranno scappare il giovane centrocampista, anche se pende sempre l'ombra del Barcellona. In un'intervista Koke ha dichiarato di ammirare molto il gioco dei blaugrana e di considerare Iniesta e Xavi i suoi idoli nel mondo calcistico. Qualora un giorno i catalani dovessero effettivamente puntare il giocatore, difficilmente la dirigenza dell'Atletico riuscirebbe a trattenerlo.
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