martedì 29 giugno 2010

Romelu Lukaku


Nome: Romelu Lukaku
Data di nascita: 13 maggio 1993, Anversa
Nazionalità: Belgio
Altezza:1,92 m
Piede preferito: Ambidestro
Squadra: Anderlecht – Jupiler Pro League (serie A belga)
Ruolo: Attaccante
Valore: 10.000.000 €



Romelu Lukaku è un gigantesco attaccante belga dall'incredibile senso del goal e dalla stratosferica potenza fisica. Basta questo per sintetizzare in poche righe il promettentissimo attaccante belga che non ancora maggiorenne ha attirato le attenzioni di Milan, Inter, Juve, Real, Barca, United, City, Bayern, Chelsea, Liverpool e praticamente tutte le restanti compagini blasonate d'Europa.
Lukaku è nato in Belgio da una famiglia congolese e fin da subito ha mostrato numeri fuori dal comune. Ha segnato 66 reti in 70 partite nelle giovanili del Brussels e 121 goal in 88 incontri con le giovanili dell'Anderlecht. Uno così non poteva non debuttare presto e infatti il 24 maggio 2009 a 16 anni viene gettato nella mischia dal tecnico Vercouteren e poche settimane dopo contro lo Zulte Waregem è diventato il più giovane marcatore della Jupiler League.
Il ragazzone di 192 centimetri ad ora ha collezionato la bellezza di 34 presenze condite da 15 centri e a fine maggio 2010 ha fatto un enorme regalo ai propri tifosi dichiarando di voler restare ancora un po' all'Anderlecht e prolungando il contratto fino al 2015 per circa 2,5 milioni di euro.
Inutile dire che le aspettative sul giovane Romelu sono enormi ma è difficile non sbilanciarsi vedendo un 17enne che segna in tutti i modi con la personalità di un veterano e la freschezza di un ragazzino. Romelu Lukaku sembra la perfetta sintesi di due attaccanti di livello mondiale come Adebayor e Drogba. E' potente, rapido (nonostante le lunghe leve), con un ottima tecnica di base ed infine un pazzesco senso del goal.
Con il belgio Under 21 Lukaku ha segnato un goal in 5 presenze ma ora è già in nazionale maggiore a quota 2 presenze e Dirk Advocaat (ct dei “diavoli rossi”) punta fortemente su di lui.
Il corazziere belga ha già esordito in Champions League, Europa League, ha vinto un campionato belga (Anderlecht 2009-10) e rappresenta assolutamente un futuro campione ma bisognerà gestirlo sapientemente ed evitare di bruciare un ricchissimo tesoro non solo per l'Anderlecht ma anche per tutto il Belgio.


Romelu Lukaku: “Sono molto potente ma riesco a muovermi con rapidità. Devo migliorare la precisione nel piede destro. Sono molto legato all'Anderelecht e non credo mi muoverò da qui prima dei miei 18 anni”.







sabato 26 giugno 2010

Nicolai Boilesen


Nome: Nicolai Boilesen
Data di nascita: 16 febbraio 1992, Copenhagen
Nazionalità: Danimarca
Altezza: 187cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Ajax Amsterdam - Eredivisie
Ruolo: Difensore centrale
Valore: n/d



Nato nella periferia di Copenhagen, di proprietà dell’Ajax che lo ha acquistato dal Brondby, pare sia il nuovo fenomeno difensivo di una nazione che pare specializzata nel settore, di lui infatti si dice che sia un po’ Agger, un po’ Kjaer, stranamente non si è sentito parlare molto di questo giovane, tranne che per un’ ipotesi di trasferimento alla Fiorentina la scorsa estate, evidentemente il lungimirante Pantaleo Corvino ha intuito le potenzialità di Nicolai.

Difensore centrale all'apparenza dall’ottimo fisico (187cm x 80kg), longilineo ma poco muscolare, estremamente veloce con un ottima accelerazione. Il prototipo del difensore del futuro, più dotato tecnicamente di Kjaer, soprattutto con il piede destro, fa dell’anticipo e della marcatura i suoi punti di forza, inoltre ha uno spiccato senso della posizione che lo porta a coprire egregiamente nelle diagonali e a farsi trovare pronto nella linea del fuorigioco, bravo nel controllo di palla, nei lanci lunghi e nell’impostare dalla difesa. In campo si fa notare soprattutto per la grande mole di lavoro, l’agonismo e il temperamento che dimostrano una notevole autorità, inoltre non si lascia andare a interventi scomposti, e grazie alla sua abilità nel gioco aereo sa rendersi molto pericoloso anche in fase d’attacco soprattutto su palla inattiva.
Si è fatto conoscere grazie alle ottime prestazioni soprattutto con la maglia dell’under 17 danese, infatti nell’ultimo periodo si fanno più insistenti le voci di mercato su di lui, indiscrezioni parlano del Manchester United, Chelsea e Real Madrid, oltre alla già citata fiorentina.

Purtroppo non esistono molte altre informazioni su di lui, e l’unico video presente riguarda un’ intervista rilasciata il lingua inglese ad Ajax tv, al momento della firma per il club olandese, dove oltre alle dichiarazione di rito si definisce “…un difensore tecnico, forse non forte fisicamente ma veloce, a cui piace giocare la palla…” . Nell’ambito del calcio giovanili e su siti stranieri specializzati si parla molto bene di questo ragazzo, speriamo possa arrivare nel nostro campionato cosi da conoscerlo meglio.






Pubblicato il 26/06/2010

mercoledì 23 giugno 2010

La Vuvuzela....


Ogni spettatore del mondiale 2010 deve un enorme “grazie” a Neil Van schalkwyk, è lui infatti l'inventore ufficiale della tanto discussa vuvuzela, lo strumento di tortura di ogni tifoso per la maggioranza, un simpatico oggetto particolare per pochi.
Chiamata anche lepatata, è una tromba da stadio solitamente in plastica lunga circa un metro, è ormai divenuta il simbolo del calcio sudafricano accompagnando i bafana bafana (e non solo) in ogni uscita. L'origine del nome è controversa, esistono due ipotesi: potrebbe essere un suono onomatopeico in lingua Zulu, fare “vuvu” in riferimento al suono; oppure deriva da un termine gergale che sta a indicare doccia per la sua forma particolare.

Originariamente l'odiata vuvuzela non era ammessa negli stadi, dal 2008 la FIFA ha deciso di permetterla assurendo fosse uno strumento tipico della cultura sudafricana, cosa rivelatasi in seguito priva di fondamento. Nella Confederation Cup del 2009 è salita alla ribalta internazionale per la prima volta, facendosi conoscere dai tifosi e dai giocatori che l'hanno criticata duramente, ma nonostante una prima opposizione della FIFA è stato ammessso il suo utilizzo anche nella Coppa del Mondo.

Trevor Cox, presidente dell'Institute of Acoustics britannico ha dichiarato che il suono ravvicinato e prolungato dello strumento può apportare danni all'udito essendo in grado di raggiungere la notevole cifra di 129 decibel. L'11 giugno 2010 in occasione della cerimonia di inaugurazione dei Mondiali, Yvonne Meyer, si è lacerata la trachea soffiandocon troppa veemenza la sua vuvuzela, per due giorni non ha potuto né mangiare né parlare, e ovviamente nemmeno suonare.

Nonostante tutto sembra che le vuvuzela saremo costretti ad ascoltarle fino all'11 luglio, data della finale, ma pare si stia lavorando per evitarne un “seguito” e non farlo diventare un oggetto di tendenza negli stadi europei, l'organizzazione del torneo di Wimbledon di tennis le ha dichiarate fuorilegge, chiunque ne abbia una con sé riceverà una multa salata. Da tifoso mi auguro di preservare intatto il dolce rumore dei supporter italiani senza dover ricorre all'ausilio dell'odiata/amata vuvuzela.

martedì 22 giugno 2010

Philippe Coutinho


Nome: Philippe Coutinho
Data di nascita: 12 giugno 1992, Rio de Janeiro
Nazionalità: Brasile
Altezza:1,71 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Internazionale – Serie A Italiana
Ruolo: Trequartista
Valore: 4.000.000 €

Il nostro blog è stato creato con l'intento di diffondere informazioni su giovani promesse tendenzialmente sconosciute ai più, ma con il giocatore di oggi ci sentiamo di fare volentieri un eccezione. Philippe Coutinho in arte “Philippinho” è uno di quei giocatori che sembrano far parte di una categoria a parte ed emanano un energia particolare poiché in possesso di un talento fuori dal comune. Per un diciottenne non è mai giusto fare proclami, ma come molti media e critici già fanno, decidiamo di sbilanciarci e dire che siamo di fronte ad uno dei più grandi talenti nati negli anni 90 del Mondo. Marco Branca, responsabile del mercato dell'Inter, si è mosso due anni fa per bloccare questo ragazzino all'epoca sedicenne investendo 3,8 milioni di euro che la dicono lunga sulle prospettive del piccolo brasiliano. Real Madrid e Barcellona in primis hanno tentato invano di accaparrarsi Philippe ma l'ottimo tempismo del dirigente nerazzurro ha battuto l'enorme concorrenza e siglato l'accordo che prevedeva l'arrivo del giocatore a Milano al compimento della maggiore età (questo luglio, 2010).
Philippe Coutinho è un trequartista dai piedi fatati, con una innata propensione all'assist e un controllo del pallone in velocità da autentico “craque”. Ciò che lascia senza parole è il fatto che il giovane brasiliano sappia abbinare giocate spettacolari ad un incredibile concretezza e i margini di miglioramento sembrano incredibili.
Coutinho pecca nel gioco aereo e deve assolutamente irrobustire il suo fisico ancora giovane ed esile ma possiede già tutti gli attributi necessari per poter giocare in Italia da subito e infatti l'Inter sembra decisa a gettarlo subito nella mischia.
La trafila nelle giovanili del Vasco da Gama in Brasile è stata veloce e costante finchè ha raggiunto nel 2009 la prima squadra contribuendo a farla vincere il campionato di serie B brasiliano con un totale di 12 presenze e 1 goal realizzato. In coppa di lega Philippe Coutinho ha realizzato 3 goal in 17 presenze mentre con la nazionale brasiliana Under 17 ha collezionato 7 presenze condite da 3 centri. Il Vasco da Gama ha invano tentato di trattenerlo almeno fino a gennaio 2011 ma l'Inter pare decisa a tenerlo subito in rosa, e il ragazzo non vede l'ora di iniziare.
Non serve dire altro di questo ragazzo perchè i video parlano da sé, ma è giusto affermare che sarà necessaria molta attenzione rispetto la sua crescita per evitare di bruciare un campioncino che ha tutto per diventare grande. Fondamentale sarà l'Inter che ne svilupperà il talento, e la famiglia con mamma e papà che lo seguiranno a Milano e vivranno con lui.Ci aspettiamo grandi cose da questo talento verdeoro ma bisognerà avere pazienza perchè tanti fenomeni si sono bruciati con nulla.

Philippe Coutinho: “C'erano Real e Barca per me ma ho scelto l'Inter per il progetto e perchè Branca mi ha voluto tanto da subito”.
Robinho (giocatore del Santos): “Coutinho è straordinario”.
Zico (ex giocatore di Udinese e Flamengo): “Coutinho è un talento eccezionale, mi somiglia molto”.
Roberto Dinamite (presidente del Vasco da Gama): “Siamo orgogliosi di aver prodotto un così grande talento, purtroppo stiamo tentando di averlo con noi fino a gennaio ma non credo ce lo lascino”.














Pubblicato il 22/06/2010

lunedì 21 giugno 2010

Marc Muniesa


Nome: Marc Muniesa
Data di nascita: 27 marzo 1992, Lloret de Mar
Nazionalità: Spagna
Altezza: 1,81m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Barcellona – Liga Spagnola
Ruolo: Difensore centrale
Valore: n\d



Marc Muniesa rappresenta l'ennesimo colpaccio della Cantera Masìa del Barcellona (guardate la nostra rubrica su come lavora), poiché abbina doti tecniche invidiabili per un difensore ad un eccezionale personalità. Al Barcellona se non sai giocare la palla con i piedi non fai strada e questo ragazzino dal fisico non imponente ma molto esplosivo ha scalato le varie selezioni giovanili fino ad entrare nella rosa della squadra allenata da Pep Guardiola.
Marc Muniesa è figlio di una terra, la Catalogna, che sforna campioni a raffica (Pujol, Xavi, Iniesta, Bojan, Piquè solo per citarne alcuni) e difficilmente il ragazzo deluderà le attese. Le principali doti che contraddistinguono il ragazzino catalano sono la personalità e la tecnica di base che potrebbe essere tranquillamente associata ad un centrocampista puro. Difficilmente si osservano giovani difensori che si spingono fuori dall'area modello “Lucio” con tanta padronanza e sicurezza ma Marc è uno di questi.
Al debutto con il Barca nella liga il 23 maggio 2009 a 17 anni è stato espulso dopo 7 minuti per un fallo ad un giocatore dell'Osasuna (espulsione assolutamente eccessiva), e questo la dice lunga sulla personalità del centrale spagnolo che in patria e nel Barcellona desiderano possa raccogliere l'eredità di Pujol.
Muniesa è il prototipo del difensore moderno che sa giocare la palla a terra e spingersi in avanti con autorevolezza ma pecca ancora in esperienza (ovviamente) e quindi dimostra di effettuare giocate piuttosto avventate. Il Barcellona sta attendendo la piena maturazione per consegnargli le chiavi della difesa azulgrana e sa che il difensore spagnolo ha tutto per sfondare.
Inutile aggiungere che Muniesa è un pilastro della fortissima Under 17 spagnola con la quale ha collezzionato 10 presenze fin'ora (giugno 2010).

Guardiola (allenatore del Barcellona): “Muniesa ha carattere e rappresenta il futuro”.



(espulsione al debutto)


Pubblicato il 21/06/2010

martedì 15 giugno 2010

Le 10 maglie più brutte della storia

Ormai le classifiche e statistiche alquanto allampanate pubblicate dal Sun non fanno più notizia, ma c’è da dire onestamente che alcune di esse possono rivelarsi interessanti e simpatiche, come questa, pubblicata nell 2008 con il titolo: Le 10 maglie più brutte di sempre.
Onestamente a vedere le magliette c’è di che dargli ragione, per nostra gloria nazionale nessuna tenuta di una squadra italiana è presente in classifica, ma d’altronde gli inglesi stimano il buon gusto italico.

1- Hull 1992: saputo il nickname del club (The Tigers) un designer in vena di originalità ha deciso di rendervi omaggio. Il risultato è stato terrificante e da allora nessuno ci ha riprovato, speriamo continuino cosi.



2- Arsenal 1991: anni di sperimentazione gli anni ’90, specialmente in casa Arsenal. Il risultato? Questo mix atroce di triangoli gialli e blu che fortunatamente non hanno avuto seguito.


3- Coventry 1978: quasi tutte le maglie più brutte sono di epoca recente. Fa eccezione questa del Coventry sul finire degli anni ’70, di un marrone triste e imbarazzante che fa pendant con il taglio di capelli alquanto improbabili.



4- Manchester United 1995: i Red Devils hanno spesso sfoggiato magliette orrende. La peggiore di tutte fu questa grigia, con i numeri che si confondevano sulla schiena, da qui la decisione di Sir Alex Ferguson di farla sparire dopo una sola partita, peraltro persa contro il Southampton.



5- Messico 1998: va bene che i sudamericani amano il colore, ma la divisa verde indossata ai Mondiali di Francia dalla nazionale messicana sembrava frutto dell’opera schizzata di un bambino armato di pastello verde.



6- Messico 1994: vale il discorso di cui sopra, ma qui sublimato in una t-shirt da autentico pugno (psichedelico) in un occhio.



7- Norwich 1993: una sola parola, terrificante.



8- Aston Villa 1993: bande nero-verdi, strisce più sottili rosse e logo dello sponsor a caratteri cubitali, insomma l’orrore fatto maglietta.



9- Camerun 2002, da che mondo è mondo le magliette hanno le maniche, il Camerun si è presentato alla Coppa d’Africa del 2002 con un modello “Basket”, non ottenendo ottimi risultati.



10- Chelsea 1995: un “trionfo” grigio-salmone-blu inadatto persino per un pigiama.




lunedì 14 giugno 2010

Jan Oblak


Nome: Jan Oblak
Data di nascita: 7 gennaio 1993, Skofja Loka
Nazionalità:Slovenia
Altezza:1,85 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Olimpija Lubiana - Benfica
Ruolo: Portiere
Valore: 750.000 €



Jan Oblak fa parte di quella generazione di portieri non altissimi ma bravissimi tra i pali e molto esplosivi. Figlio d'arte, anche il padre era portiere, muove i primi passi nella squadretta della sua città Skofja Loka e grazie alla premura del padre che lo allena fin da bambino sviluppa una sicurezza invidiabile.
A 10 anni il piccolo Jan si trasferisce in una delle squadre della capitale, l'Olimpija Lubiana, e nel gennaio 2009 firma il suo primo contratto da professionista.
Il 26 luglio 2009 rappresenta una data di svolta per la carriera del giovane sloveno che debutta contro l'Hit Gorica da titolare e conquista a suon di parate spettacolari e dimostrazioni di sicurezza il premio come miglior giocatore della partita.
E' importante dire che oltre ad essere il più giovane portiere debuttante di sempre in Slovenia, Oblak conquista stabilmente la maglia da titolare e cattura l'attenzione di numerosissime squadre europee. Empoli, Fiorentina, Inter, Liverpool e Arsenal lo hanno monitorato per lungo tempo ma a spuntarla sembra sia stato il Benfica (non ancora ufficiale).Corvino (Ds della Fiorentina) è un suo estimatore e quindi rappresenta una garanzia in fatto di potenzialità.
Jan Oblak ha militato per lungo tempo nella selezione slovena Under 17 mentre nell'agosto del 2009 debutta ufficialmente con la Slovenia Under 17 sostituendo il portiere Koprivec (Udinese ora in prestito al Gallipoli) e collezionando ottime prestazioni (ad oggi 4 presenze).
Fisicamente il ragazzo deve ancora sviluppare a pieno il suo fisico ma si dimostra molto agile e reattivo e soprattutto con incredibili margini di miglioramento.




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Punta sull'Udinese di Pawlowski su Bwin