mercoledì 2 febbraio 2011

La Bandiera...calciatore in via di estinzione

Nel calcio, è proprio vero, le cose stanno cambiando. Sarà il futuro a stabilire se in meglio o in peggio, ma sicuramente tutto o buona parte è diverso da quello a cui erano abituati i nostri genitori o che possiamo ricordare noi da piccoli. Un tempo se avevi la fortuna di crescere in una società, debuttare con quella maglia, essere amato dalla tifoseria, non c'era cifra o ragione che contasse, saresti rimasto li per tutta la carriera e oltre.
Eppure al giorno d'oggi non è più cosi, un calcio consumistico sta di fatto impedendo il formarsi di nuove "bandiere" non capendo la grande importanza che hanno in una squadra. Un giocatore simbolo, cresciuto o arrivato da giovanissimo, che è a tutti gli effetti il rappresentante della squadra. Sono ben poche quelle rimaste, e molti di loro se non praticamente tutti sono a fine carriera, una volta ritirate le ultime bandiere del calcio come lo si conosceva una volta sarà rimasto ben poco.

Un tempo c'erano i "grandissimi", coloro che rappresentavano con successo anche la Nazionale, c'era Rivera con le sue 19 stagioni al Milan e 893 presenze, Mazzola 417 e tutti i trofei conquistabili, Boniperti dal '46 al '61 attaccante della Juve, Facchetti 634 partite e il suo compagno di reparto in azzuro Bulgarelli 17 anni a Bologna e uno scudetto e Gigi Riva 13 anni a Cagliari passati per lo più a segnare e a rifiutare offerte dalla Juventus dell'avvocato.

Passano gli anni ma il calcio resta lo stesso, Baresi 716 presenze in rossonero un primo un secondo ed un terzo posto ai Mondiali, Maldini che contando le giovanili ha passato 31 anni al Milan superando le 800 partite, lo "zio" Bergomi 30 anni d'Inter,
fino ad arrivare ai tuttora in attività: Totti, cittadino, attaccante e capitano romanista, Del Piero che ha superato Boniperti nella classifica dei gol bianconeri e Javier Zanetti che due domeniche fa ha battuto il record di presenze di Bergomi.

Questo solo per limitarci al campionato italiano, all'estero ci sono tantissimi altri casi più o meno conosciuti, Pelè ad esempio: "O Rei" ha giocato 18 anni nel Santos con 1115 presenze e 1090 gol. In Europa impossibile non citare Sir Bobby Charlton 606 caps in Red Devils oltre a un disastro aereo scampato, Francisco Gento 761 partite con il Real Madrid, Beckenbauer 13 anni al Bayern Monaco, fino ad arrivare ai contemporanei Scholes, Giggs e Gary Neville, praticamente una vita dedicata allo United; i "Blues" Terry e Lampard che sono al Chelsea da quando era una squadra da metà classifica; Gerrard, forse il più grande capitano del Liverpool, nato e cresciuto nel Merseyside oltre che giocatore tifoso numero uno dei Reds, e i catalani Xavi, Puyol e Iniesta, fin da adolescenti con la maglietta Blaugrana addosso.

In questa lista dovrebbe figurare anche il nome di Raul, tra giovanili e prima squadra 18 anni al Real Madrid, 6 campionati e 3 Champions League, 741 presenze e 323 gol, ceduto incrdibilmente l'ultima estate ai tedeschi dello Schalke, senza che i tifosi dicessero nulla, stregati dai nuovi arrivi piuttosto che preoccuparsi della cessione della grande bandiera di tante vittorie. Per Gigi Buffon lo stesso discorso, arrivato alla Juve vincente, rimasto quando la ragione gli diceva di andarsene, e ora bistrattato da continue voci di trasferimento, quasi fosse merce vecchia di cui disfarsi. In fondo questa è la direzione che ha preso il calcio di oggi, più impegnato a portare campioni e a far quadrare i bilanci preoccupatamente in rosso che a importarsi dei grandi giocatori che hanno fatto la storia e saranno sempre associati a quei colori, tutto sommato un calcio senza bandiere sarebbe un calcio più povero.



ProssimiCampioni ringrazia Nick per il suggerimento della rubrica odierna.

lunedì 31 gennaio 2011

Heung-Min Son


Nome: Heung-Min Son
Data di nascita: 8 luglio 1992, Chuncheon
Nazionalità: Corea del Sud
Altezza: 183cm
Piede preferito: Ambidestro
Squadra: Hamburger SV - Bundesliga
Ruolo: Attaccante centrale, seconda punta
Valore: 3.000.000€



Nella tradizione del nostro campionato i giocatori asiatici hanno una "storia" relativamente breve, l'importazione è infatti cominciata seriamente sul finire degli anni '90 quando il Perugia di Gaucci portò in Serie A un giovane centrocampista giapponese, Hidetoshi Nakata. Lui infatti è stato il primo vero giocatore ad aprire le frontiere, passando per Nakamura fino al più recente neo interista Nagatomo.
Nel resto d'Europa il discorso è leggermente diverso, soprattutto in Germania, quando nel 1978 una piccola squadra di provincia, l' SV Darmstadt 98, ingaggio direttamente dalla squadra dell'esercito coreano un giovane attaccante: Cha Bum-Kun. L'anno dopo passa, dopo una sola presenza, all'Eintracht Francoforte e in seguito al Bayer Leverkusen, chiuse la sua carriera tedesca nel 1989 con un bottino di 98 gol in 308 partite. Adesso un altro giovane attaccante coreano sembra destinato a entrare nella storia della Bundesliga, Heung-Min Son, classe '92, accostato proprio al celebre predecessore Cha Bum-Kun.

Heung entra nella squadra under 18 dell'Amburgo all'età di sedici anni, facendosi notare subito come promettente attaccante. Nella fase prestagionale dell'ultima estate realizza ben 9 reti di cui una, quella della vittoria, in amichevole contro il Chelsea, al compimento del diciottesimo anno di età firma il suo primo contratto da professionista, purtroppo poco dopo è fermato da un infortunio al piede e rientra in squadra a stagione in corso. Il 30 ottobre 2010 segna il suo primo gol da professionista in Bundesliga contro il Koln, battendo il precedente primato di precocità datato ben trentanove anni addietro da Manfred Kaltz. Heung firma un nuovo contratto che lo lega all'Amburgo fino al 2014. Fino ad oggi (31 gennaio 2011) può vantare 3 gol in 7 presenze in Bundesliga, questo gli ha fatto guadagnare il soprannome di "Muller coreano", onorandolo dell'accostamento al grandissimo attaccante teutonico.

Il giovane coreano è dotato di una grandissima velocità, che gli permette di giocare anche nel ruolo di seconda punta o quello a lui più congegniale di attaccante sinistro dove è libero di accentrarsi e lasciar partire il suo ottimo tiro. Tecnicamente è un attaccante molto valido, dotato di un ottimo fiuto per il gol, è stato il perno della Nazionale under 17 asiatica con 7 gol in 15 presenze.
Il suo ottimo ruolino di marcia e il suo debutto in Bundesliga non è passato inosservato all'allenatore della Nazionale maggiore Cho Kwang-Rae che gli ha fatto fare ben 5 presenze finora condite dal Gol del 4-1 sull'India il 18 gennaio 2011 nella recentissima Coppa d'Asia, conclusa con la medaglia di Bronzo.

Ovviamente il paragone con il grande Gerd Muller è esagerato per il giovane ragazzo che ha ancora tantissimo da dimostrare, ma quello con il suo connazionale, Top Scorer della Nazionale sudcoreana, Cha Bum-Kun, potrebbe in futuro rivelarsi riduttivo. Heung-Min Son ha tutte le caratteristiche per sfondare nel calcio che conta, ciò che ha fatto finora a soli diciotto anni lo dimostra, la strada è ancora lunga ma in futuro, se dovesse continuare cosi, potrebbe essere ricordato come il miglior giocatore d'oriente ad aver calcato i campi europei.





Il video del suo gol al Chelsea



Il suo primo gol in Budesliga



E una selezione delle migliori giocate con la maglia della Corea del Sud under 17




Pubblicato il 31/01/2011

venerdì 28 gennaio 2011

Diego Polenta


Nome: Diego Fabiàn Polenta
Data di nascita: 6 febbraio 1992, Montevideo
Nazionalità: Uruguay, con passaporto italiano
Altezza: 188cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: FC Genoa 1893 - Campionato Primavera
Ruolo: Difensore centrale - Terzino Sinistro
Valore: 150.000€



L'interesse e gli sforzi del Genoa nel settore giovanile sono chiarissimi, dopo Boakye ed El Sharaawi ecco un altro promettentissimo giovane: Diego Polenta.
Un difensore centrale, all'occorrenza terzino sinistro, che per talento e capacità sembra più grande della sua reale età, è il capitano della nazionale uruguayana under 20 che proprio in questi giorni sta giocando il sudamericano sub 20, e lui da protagonista assoluto ha realizzato 2 reti in 4 presenze.

Il Genoa lo ha acquistato in un'operazione lampo nel 2008 anticipando la folta concorrenza. Su di lui infatti avevano già preso informazioni Inter, Milan, Reggina, Barcelona e Tottenham. A soli quindici anni era uno dei difensori più quotati della sua età, Preziosi ha speso un milione e ottocento mila Euro per l'acquisto dell'allora quindicenne, una spesa considerata folle per un giocatore di quell'età che ora però sta ripagando.
Sono chiarissime infatti le intenzioni dei rossoblu di aggregare in pianta stabile dalla prossima stagione il giovane portiere Mattia Perin, Diego Polenta, Stephan El Sharaawi e Yadom Boakye, un rinforzo per ogni settore.

Il giovane uruguayano in patria è stato accostato a Paolo Montero, storico difensore della Juventus nonchè capitano e recordman di presenze con la maglia "Celeste".
Diego ha tutto ciò che serve per ben figurare in un campionato ostico come la Serie A. Innanzitutto il fisico, è un difensore roccioso, era alto 185cm a quindici anni e si è alzato di altri tre centimetri, grande colpitore di testa, il suo punto forte sono gli anticipi, è dotato infatti di un tempismo da professionista, è anche dotato di una buona velocità e progressione.
Tecnicamente è dotato di un mancino molto delicato, ha giocato diverse partite da terzino sinistro per sopperire ad alcuni momenti di emergenza della squadra, tralatro ben figurando, ha fatto notare la sua capicità nei cross, ma sicuramente il ruolo di difensore centrale è quello che gli si addice di più.

A Genova ne parlano benissimo, dicono sia un ragazzo serio con la testa ben piantata sulle spalle, e soprattutto spinto da una grande voglia di arrivare. Quando è arrivato ai grifoni era un po in sovrappeso e fuori allenamento, aveva avuto dei contrasti con la sua società in merito alla cessione e non ha giocato ne si è allenato per alcuni mesi. Appena arrivato si è subito rimesso a lavoro, ha iniziato a curare il suo fisico e ha dimostrato l'ottima tecnica di cui dispone. Mister Sidio, tecnico della Primavera rossoblu, ha grande considerazione del giovane difensore, considerato un titolare inamovibile, è stato uno dei fautori della conquista dello Scudetto Primavera della stagione 2009/2010, e vincitore della Supercoppa Primavera conquistata con un perentorio 5-0 sul Milan, vincitore della Coppa Italia.

Ha rappresentato la sua Nazionale nelle selezioni Under 15, 17, e ora 20. Si è sempre distinto anche per la spiccata vena realizzativa che lo porta a chiudere le varie competizioni con un notevole bottino di gol per un difensore, è inoltre un eccellente rigorista.

La prossima stagione dovrebbe cominciare a calcare i campi del professionismo con una certa costanza, ma non è detto che verso fine stagione il tecnico Ballardini non lo faccia debuttare. Ci auguriamo che il Genoa riesca a trattenere il giocatore il più a lungo possibile, e che la "linea verde" aiuti il Grifone a superare i momenti di difficoltà.


Ecco il video del bellissimo gol realizzato dal giovane difensore contro il Cile pochi giorni fa al Sudamericano Sub20




Pubblicato il 28/01/2011

mercoledì 26 gennaio 2011

Akcelrod... un Mito



Greg Akcelrod:

Centrocampista offensivo carismatico e dal grande talento;
Un classe 82 che ha militato nel Racing Club de France e nella blasonata formazione del Paris Saint Germain;
Collabora con Lance Armstrong nell'associazione benefica Livestrong;
Ha fatto dei provini nell'Inter, nel River Plate e in altre importanti società;
Per le sue qualità c'è chi lo chiama “Gregorinho”;
Un giornalista l'ha definito il nuovo Pep Guardiola.

Vi ricordate di questo fenomeno del calcio francese?

No... Appunto

E' TUTTO FALSO!

Questa è l'incredibile storia del “calciatore” francese Greg Akcelrod, centrocampista dilettante che si è costruito una carriera al computer e ha strappato un contratto, poi invalidato, con il CSKA Sofia. Siamo nel 2008 e il ventiseienne Akcelrod, deluso per l'ennesimo provino andato male, decide di dare una svolta alla propria deludente carriera.Inizia a creare un sito web personale millantando esperienze in squadre blasonate come il Paris Saint Germain e grazie all'aiuto di amici ritocca delle foto, si fa intervistare, modifica articoli di giornale e inventa un curriculum sportivo di tutto rispetto.Le note pubblicate all'inizio di questa rubrica sono solo parte del mondo creato dal “truffaldino” Greg che con grande impegno si offre a molti club più o meno blasonati al fine di realizzare il sogno della vita e cioè fare il calciatore professionista.

Ed ecco che arriva l'interesse del CSKA Sofia (giugno 2009), squadra di ottimo livello e dal passato glorioso. La formazione di Sofia si fa ingolosire da un giocatore così adulato, almeno sui giornali, e decide di fargli firmare un contratto da professionista. Dopo avergli dato tutto il materiale d'ordinanza lo prepara a partire con la squadra nel ritiro estivo in Austria e lo presenta ai tifosi, incuriositi dal frencese di cui non avevano mai sentito parlare.All'epoca si potevano trovare informazioni su Akcelrod, debitamente taroccate, dove si adduceva l' interesse di squadre come il Napoli e il River. Si parlava del talento di Greg, definito da un “giornalista” come un campione dai piedi carioca e dei suoi trascorsi nel Paris Saint Germain.

Un tifoso del CSKA Sofia però, non soddisfatto del materiale web, decide di scrivere in un forum di tifosi del PSG volendo saggiare l'importanza che Akcelrod ha riscosso nella compagine della capitale francese durante la sua militanza in rosso-blu.La risposta dei tifosi francesi è stata di ulteriore curiosità e stupore non riuscendo a ricordare alcun atleta dal nome di Akcelrod. Il tifoso bulgaro continua la sua ricerca senza risultato e decide di segnalare questa situazione alla propria squadra.
Sono passati due giorni dalla firma di Akcelrod e il CSKA Sofia scopre la truffa. Un tifoso, molto più attento dei dirigenti della sua squadra del cuore, ha svelato l'inganno e la società di Sofia invalida il contratto e caccia il francese. Viene fuori che il presunto campione transalpino ha sostenuto solo dei provini con club della terza e quarta divisione francese, senza peraltro essere stato preso. L' unica segnalazione della tv francese TF1 si ha quando si scopre che il nome di Greg esce esclusivamente perché egli ha partecipato alla trasmissione “Tournez Manége” per trovare l'anima gemella”.

Un tifoso troppo appassionato ha evitato un “bidone” alla sua squadra, ma non certo una figuraccia.
Potevamo vederlo anche in Italia, dato che la Gazzetta dello Sport del 9 aprile 2008 lo dava come vicino al Cagliari.
Non si conosce ora la situazione di Gregory Akcelrod ma ci piace pensarlo in camera con Messi a discutere di quando Zidane in nazionale gli aveva pronosticato il Pallone d'Oro. Anche questo è calcio...

Ecco Akcelrod con la maglia del CSKA Sofia. Indossata solo per due giorni.


Trova le differenze.


-Per chi è interessato ad ingaggiare Akcelrod ecco il suo sito: clicca qui.

--

lunedì 24 gennaio 2011

Georgi Schennikov


Nome: Georgi Schennikov
Data di nascita: 27 aprile 1991, Mosca
Nazionalità: Russia
Altezza: 1,78 m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: CSKA Mosca – Premier Liga Russa
Ruolo: Terzino sinistro, Tornante di sinistra
Valore: 3.500.000 €

I terzini e gli esterni nel calcio sono sempre stati ruoli molto particolari e difficili perché presuppongono una duplice capacità (difensiva - offensiva) e un dispendio di energie consistente. Chi meglio di un figlio di un glorioso maratone russo per poter ricoprire questo ruolo?
Georgi Schennikov è un talento molto interessante del CSKA Mosca, figlio di Mikhail Schennikov, importante maratoneta russo che ha conseguito ottimi risultati tra gli anni 80 e 90.
Schennikov è un prodotto del settore giovanile della CSKA, prima squadra russa a conquistare una coppa europea (Coppa Uefa nel 2005).

Schennikov è un terzino mancino moderno, dotato di capacità di spinta davvero notevoli e anche di una buona attitudine alla fase difensiva. Tecnicamente è molto valido ma colpisce soprattutto per la resistenza e le sue doti atletiche, evidente eredità delle capacità del padre.
Dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili rossoblu russe Georgi debutta in prima squadra 6 agosto 2008 a 17 anni e qualche mese dopo, 24 ottobre 2008, fa il suo debutto in Coppa Uefa contro il Deportivo La Coruna.

L'impatto con la prima squadra è ottimo, tanto che piano piano il giovane tornante mancino conquista la fiducia dello staff tecnico impadronendosi della fascia e vestendo la casacca della squadra della propria città per ben 50 presenze (ad oggi, gennaio 2011). In una campionato russo che ha visto dominare Rubin Kazan e Zenit negli ultimi anni, il CSKA di Schennikov è riuscito comunque a strappare la Coppa di Russia 2009 battendo il Rubin attraverso anche una grande prestazione del giovanissimo terzino che vi proponiamo oggi.

Shennikov è un punto fermo della nazionale russa Under 21 dopo essere stato il pilastro dell' Under 19. Con la selezione Under 21 del C.t Pisarev è in procinto di qualificarsi per i Campionati Europei danesi Under 21 ma sembra che il nuovo C.t Advocaat sia in procinto di portarlo nella nazionale maggiore.
Il contratto di Schennikov scade nel 2013 e le grandi d'Europa stanno monitorando la situazione. Sicuramente si può sostenere che il ragazzo sia il più importante prodotto del CSKA Mosca, assieme a Dzagoev, e uno dei futuri terzini di prospettiva delle grandi d' Europa. Deve crescere e maturare ma ha tutto per imporsi.



Ecco Schennikov in azione nei quarti di Champions League 2009/2010, titolare contro l' Inter.

venerdì 21 gennaio 2011

Yadom Richmond Boakye



Nome: Yadom Richmond Boakye
Data di nascita: 28 gennaio 1993, Accra
Nazionalità: Ghana
Altezza: 1,85
Piede preferito: Destro
Squadra: Genoa – Serie A italiana
Ruolo: Attaccante, Punta centrale
Valore: 100.000 €

Ecco un talento africano sul quale puntare tanto per l'immediato futuro. Boakye è l'ennesimo prodotto del settore giovanile del grifone che rappresenta una delle società più attente al settore giovanile.
Boakye cresce nel Bechem United in Ghana ma sarà con il Dc United di Accra che giungerà in Italia per partecipare un torneo giovanile. A Vicenza il giovane ghanese fa letteralmente innamorare gli scout del Genoa che lo bloccano e lo portano a Genova sotto la direzione del mister della primavera Chiappino.
Nel Genoa primavera il ragazzo africano si ritaglia moltissimi spazi riuscendo ad integrarsi benissimo non solo con la città ma soprattutto nello spogliatoio rossoblu. Sono famosi nell'ambiente genoano i suoi balletti nelle esultanze dei goal. Goal che non passano inosservati all'ex mister Gasperini che spesso lo invita ad allenarsi in prima squadra dimostrandogli grande considerazione.

“Richie” Boakye è una prima punta dal fisico robusto e molto agile. Come tanti ragazzi di colore ha un'impressionante elasticità muscolare abbinata ad una buonissima tecnica di base. Ciò che colpisce del ghanese è il senso della posizione e il fatto che sia un attaccante che vede benissimo la porta. I goal di Boakye hanno permesso al Genoa di vincere il campionato primavera 2009/2010 e aggiudicarsi la Supercoppa 2010 nel match contro il Milan primavera (5-0 il risultato finale e doppietta per Boakye).

Il 10 aprile 2010 è l'esordio ufficiale di Boakye serie A, nel match interno contro il Livorno (1-1).
Subentrato ad un infortunato David Suazo il promettente ghanese ci mette poco più di un tempo per segnare il suo primo goal nel calcio che conta. Un cross in area di Mesto viene controllato di petto e messo in porta da due passi con il talento di colore che cede all'emozione sommerso dai compagni e quasi sviene sotto la curva.
Con la prima squadra del grifone ad ora ha collezionato 5 presenze (3 in questa stagione) e gode della stima anche del nuovo allenatore rossoblu Ballardini che gli ha dato fiducia anche nel match di Coppa Italia perso contro l'Inter (3-2 il 12 gennaio 2011) nel quale il ghanese ha davvero ben figurato.

Il Ghana si dimostra ancora terra di ottimi prospetti e il Genoa in Italia è uno dei Top team nel settore giovanile. Siamo molto curiosi di vedere questo ragazzo con continuità calcare i nostri campi, ha talento da vendere e merita l'occasione di diventare grande.



mercoledì 19 gennaio 2011

Lo strano Stjarnan

Islanda: terra affascinante e selvaggia ma sicuramente dalle poche attrattive di intrattenimento. Se siete amanti della pesca ci sono pochi posti migliori, se invece vi piace il calcio, beh, dirigetevi altrove. Fino a pochi anni fa partecipavano alla Úrvalsdeild Karla (la Serie A islandese, non spaventatevi) squadre provenienti da solo due città, e Reykjavík, la capitale, ha detenuto il titolo dal 1912 al 1951 con le sue tre squadre. Sicuramente lo spettacolo è diverso dalle grandi sfide Europee e non, il livello decisamente più basso, le temperature non ideali e allora come fare a farsi notare? Come attirare il pubblico allo stadio? Come farsi conoscere al resto del panorama calcistico mondiale?...Semplice, basta essere un pochino eccentrici.
Questo è quello che devono aver pensato i giocatori dello Stjarnan FC, forse per sconfiggere un po la monotonia, un po per scherzo, sono riconosciuti all'unanimità campioni del mondo di esultanza. Proprio cosi, sono i maestri del festeggiamento coreografico, nulla è lasciato al caso e c'è da dire che sono veramente bellissimi e divertenti da vedere.

Questa è la più famosa, trasmessa da quasi tutte le emittenti televisive, intitolata La Pesca



Dopo il pesce arriva "Rocky e Rambo"



Questa a mio personale avviso è una delle più carine, per farlo serve molto spirito goliardico, oltre che forse poca autostima



Il tuffo in piscina



Esultanza molto Cambridge



E la banda entra in campo



Dopo un gol non c'è nulla di meglio di un bel giro di valzer



I migliori ingegneri d'Islanda hanno partecipato al progetto di quest'esultanza



E per concludere un bel tris: Manovella, Lo Sparo e Il Parto




Forse non saranno famosi per il loro talento calcistico, non vestiranno mai maglie blasonate, non giocheranno negli stadi più belli al mondo, ma nonostante queste cose sembrano divertirsi parecchio.

Un saluti ai nostri lettori, fateci sapere nei commenti le vostre esultanze preferite.

Le scommesse sportive in Italia sono un fenomeno sempre più diffuso tra gli appassionati di sport


Punta sull'Udinese di Pawlowski su Bwin