
I primi, i pionieri, del nostro calcio che si sono affacciati con successo alla Premier League sono stati i non più giovanissimi Zola, Vialli, Casiraghi, Di Matteo e Ravanelli. Loro per primi, alla fine degli anni '90, hanno "aperto" le frontiere facendo innamorare i tifosi anglosassoni del calcio italiano, basti pensare che a Gianfranco "The Magic Box" Zola è stata conferita la carica di "Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico",

Da allora, e grazie alla libera circolazione all'interno della comunità Europea, le frontiere sono state abbattute e oltre i calciatori affermati hanno iniziato a circolare anche i giovani promettenti, tra Inghilterra e Scozia si trasferirono nel Regno Unito Gattuso, Dalla Bona e Maresca. Fortunatamente a quelli che sceglievano di partire risposero altri che scelsero di affermarsi nel nostro calcio come ad esempio Aquilani, poi comunque andato al Liverpool una volta affermatosi, e D'Agostino, ma molto spesso le società non potevano competere con quanto veniva, e viene, promesso in Premier, al punto che anche la Fifa è dovuta intervenire, grazie anche alle pressioni di altri Stati, soprattutto la Francia. I casi di Pogba e Kakuta hanno fatto la storia del diritto internazionale calcistico, e sono nate contromisure come gli indennizzi e il contributo di solidarietà, che molti comunque continuano a considerare un palliativo. Pensiamo al caso di Giuseppe Rossi: il Parma ha ricevuto un indennizzo tra i 90 e i 150 mila euro per un giocatore che il Manchester United ha rivenduto a 12 milioni e che ora è valutato più di 30. E i casi sono molteplici, cosi che diverse squadre del nostro campionato, la cui valorizzazione dei giovani è uno dei principali mezzi di sussistenza in questo calcio milionario, si vedono private di una risorsa fondamentale. I ducali oltre a Rossi persero nella stessa stagione

Nello stesso periodo è arrivato il Chelsea "paperonico" di Abramovich che non ha perso tempo a ingaggiare Borini, Jacopo Sala e Vincenzo Camilleri per il loro settore giovanile. E il caso Macheda, che ha fatto infuriare Lotito e tutti i tifosi biancocelesti, quando ha scelto lo United di Sir Alex.
Noi italiani non siamo però gli unici a lamentarci del modus operandi delle squadre inglesi, molte Nazioni hanno subito lo stesso trattamento, la Francia ad esempio con i già citati casi di Pogba e Kakuta, letteralmente scippati a Le Havre e Lens, o il Belgio che non può assolutamente competere in termini economici.


In Germania l'hanno capito bene ed infatti sono il campionato con la media età più bassa, insieme all'Olanda, i giovani tedeschi si sentono ben preparati e difficilmente abbandonano il Paese, ed inoltre squadre come Bayern Monaco, Borussia Dortmund e Schalke 04 sono ad alti livelli con molti giocatori dei loro settori giovanili. In Italia abbia ancora molto da imparare e lavorare in questo campo, forse i Presidenti invece che lamentarsi dovrebbero sforzarsi maggiormente di seguire questi modelli vincenti.
Ci auguriamo che voi lettori vogliate commentare in molti facendoci conoscere le vostre opinioni al riguardo. Cosa credete che andrebbe fatto? Quali contromisure adottereste? Le principali colpe sono delle società o della lega? Vi infastidisce il sistema inglese?
Articolo interessantissimo.
RispondiEliminaSecondo me la cosa più intelligente da fare è creare un campionato di riserve come in Inghilterra. Un campionato a parte. Non come in Spagna dove la "primavera" gioca nei campionati inferiori, meglio un campionato riserve con il quale si risolverebbe anche il problema dei fuori rosa.
Le società inglesi hanno semplicemente sfruttato un insieme di colpe dovute a società e alla lega, completamente disinteressate ai settori giovanili. La colpa non è di uno ma di tutti i settori.