martedì 15 marzo 2011

Concluso il sondaggio: "Qual'è il dirigente italiano più capace del nostro campionato?"...Adriano Galliani


Si è concluso il sondaggio lanciato da Prossimi Campioni che vi chiedeva quale fosse il dirigente più valido del nostro campionato e l'esito è andato nettamente a favore di Adriano Galliani che ha ricevuto il 56% dei voti totali.

Galliani è al Milan dal 1986 come Amministratore Delegato, e in qualche periodo ne è stato anche Vice Presidente vicario, durante la sua gestione il Milan ha vissuto indubbiamente il periodo più florido della sua storia, e senza dubbio le scelte di Galliani e della società hanno contribuito fortemente alla conquista di numerosi trofei. La bacheca degli ultimi 25 anni può vantare 5 Champions League, 5 Supercoppe Europee, 3 Coppe Intercontinentali (quella del 2007 Mondiale per Club visto il cambio di nome e formula della competizione), 7 Campionati italiani, 1 Coppa Italia e 5 Supercoppe italiane, rendendo il Milan la squadra più titolata al mondo come trofei internazionali e sicuramente la squadra più vincente dell'ultimo quarto di secolo.

Galliani supportato dallo staff dirigenziale può inoltre vantare il merito di aver portato al Milan grandi allenatori come Arrigo Sacchi, Fabio Capello e Carlo Ancelotti, ovvero i tre più vincenti della sua gestione, e i vari Alberto Zaccheroni, vincitore di uno Scudetto, Leonardo, terzo classificato la passata stagione e ora con successo alla guida dell'Inter, Oscar Tabarez, poco fortunato al Milan ma dallo spessore indubbio ha guidato l'Uruguay a un incredibile quarto posto nei Mondiali 2010.

Tutti questi allenatori avevano a disposizione grandissimi campioni già affermati o in procinto di esplodere che l'A.D. originario di Monza ha portato in rossonero, Marco Van Basten acquistato dall'Ajax, Ruud Gullit dal PSV, Frank Rijkaard dallo Sporting CP, Marcel Desailly dell'Olympique Marsiglia, George Weah dal PSG, Dejan Savicevic dalla Stella Rossa di Belgrado che aveva elimintato il Milan dalla Coppa dei Campioni l'anno precedente andando poi a vincere la competizione, Zvonimir Boban dalla Dinamo Zagabria dopo un anno di prestito al Bari, Andriy Shevchenko dalla Dinamo Kiev, Rui Costa dalla Fiorentina, Rivaldo dal Barcelona, Seedorf e Pirlo dall'Inter, Filippo Inzaghi dalla Juventus, Alessandro Nesta dalla Lazio, Ricardo Kakà dal San Paolo, Alexandre Pato dall'Internacional, Ronaldinho dal Barcelona, Thiago Silva dall Fluminense, e gli ultimi arrivi di quest'anno Zlatan Ibrahimovic, Robinho, Boateng, Antonio Cassano e Mark Van Bommel.
Sicuramente Galliani non avrebbe concluso tutti questi importantissimi affari senza l'aiuto del suo staff, a volte fondamentale come nel caso di Leonardo nelle trattative per Kakà, Pato e Thiago Silva, ma il dirigente brianzolo ha sempre dimostrato un notevole fiuto per gli affari. Certo in 25 anni di carriera sono capitati diversi errori a livello di organico ma comunque le vittorie parlano chiaro, e le scelte di Galliani hanno sempre vinto sul campo, e per un dirigente questo è indubbiamente il riconoscimento migliore.

In tutti questi anni sono anche capitati dei periodi bui, poco fortunati e felici, come ha dichiarato Galliani spesso in diverse interviste il momento peggiore l'ha vissuto a Marsiglia nel 1991, quando nella partita di ritorno dei quarti di finale di Coppa dei Campioni a pochi minuti dal termine un black out ha colpito lo stadio Velodrome e l'Amministratore ha deciso di ritirare la squadra dalla partita nonostante dopo pochi minuti la situazione stesse tornando alla normalità. Questa sciagurata decisione è costata al Milan, oltre la partita, la squalifica per l'anno successivo dalle competizioni europee.
Fortunatamente per lui e per i tifosi i momenti felici sono stati la maggioranza in questi anni, e quello che ricorda con più piacere è la finale di Coppa dei Campioni vinta nel 1994 contro l'ultra favorito Barcelona allenato da Cruyff, partita giocata senza lo squalificato Baresi, vinta 4-0 con la doppietta di Massaro e i gol di Savicevic e Desailly.

E' inoltre famoso in Italia e all'estero per le sue esultanze da vero "ultras" in occasione dei gol del Milan.

Ecco le percentuali del sondaggio "Qual'è il dirigente italiano più capace del nostro campionato" finito il 16 marzo 2011:

1) Adriano Galliani (56%)
2) Marco Branca (12%)
3) Walter Sabatini (10%)
4) Pantaleo Corvino (8%)
5) Giuseppe Marotta (7%)
6) Giovanni Sartori (1%)
7) Riccardo Bigon (1%)
8) Pietro Leonardi (1%)
9) Rino Foschi (0%)

Da citare ovviamente gli altri partecipanti al sondaggio: Marco Branca ha dimostrato in questi ultimi anni di essere un dirigente di altissimo livello autore degli acquisti di Julio Cesar, Lucio, Maxwell, Maicon, Snejder, Balotelli e Ibrahimovic scambiato per Eto'o più diversi milioni di euro, per citare i più importanti. Si è fatto notare anche come ottimo scopritore di talenti con gli acquisti del già citato Balotelli, Santon, Castaignos e molti della primavera che hanno vinto l'ultimo Torneo di Viareggio.

Walter Sabatini, per il solo fatto di aver lavorato cosi bene con Zamparini accanto meriterebbe più che una citazione. Ha fatto un lavoro ottimo con il Palermo prima di lasciarlo all'inizio di questa stagione per divergenze con la società. Ha portato in rosanero: Abel Hernandez, Ilicic, Bacinovic, Kasami e soprattutto Pastore. Inoltre negli anni si è fatto un nome come scopritore di talenti e valorizzatore di giovani promesse, dei nomi legati a lui si devono citare: Gattuso, Di Vaio, Foggia, Kolarov, Kozak, Macheda, Muslera, Pandev, Nesta e Rocchi, più molti altri.

Un'ultima citazione se la merita Giovanni Sartori, se il Chievo è ancora in Serie A parte del merito è suo. Riesce a realizzare dei veri e propri miracoli per la piazza clivense disponendo di un budget a dir poco inadatto a una squadra della massima serie, da citare gli ultimi Gelson Fernandes e Kevin Constant richiesti in Italia ed Europa.

Ringraziamo tutti voi lettori che avete votato numerosissimi a questo sondaggio, ne approfittiamo per presentarvi il prossimo:
"Qual'è il giocatore che la prossima stagione esploderà accasandosi a una grande squadra?"
Si potrà scegliere tra giocatori che in questa stagione hanno dimostrato doti di tutto rispetto e che sono al centro di voci di mercato che li danno vicini a grandi squadre.
Le opzioni sono:

- Gabriel Agbonlahor, classe 1986, attaccante dell'Aston Villa. E' cresciuto molto nelle ultime stagioni, nonostante non stia vivendo la sua miglior annata è sempre stato accostato a grandi club per le sue doti atletiche e realizzative.

- Papiss Cissè, classe 1985, attaccante del Friburgo. E' vice cannoniere della Bundesliga dietro Mario Gomez, ha già realizzato 22 reti in 37 partite. La prossima stagione potrebbe essere una svolta per la sua carriera, se approdasse a una grande squadra dovrebbe confermare quanto di buono fatto finora.

- Balazs Dzsudzsak, classe 1986, ala sinistra del PSV. Sta vivendo una grandissima stagione, 21 gol in 37 partite, ha attirato l'attenzione di mezza Europa. Difficilmente resterà un altro anno al PSV, in Italia Milan e Inter sono in prima fila per il giocatore.

- Hulk, classe 1986, attaccante del Porto. Anche per lui miglior stagione della carriera finora, Villas Boas è riuscito a tirare fuori le qualità migliori del giovane attaccante. Chissà che l'anno prossimo non segua l'allenatore portoghese in una squadra più blasonata.

- Aiden McGeady, classe 1986, centrocampista-ala dello Spartak Mosca. Si era fatto notare giovanissimo nel Celtic Glasgow, a neanche 20 anni era già conteso da tutta la Premier League e da qualche spagnola, alla fine il Celtic decise di tenerlo fino all'estate 2010 quando accettò un offerta di 9 milioni e mezzo di Sterline dallo Spartak. A Mosca ha fatto benissimo e l'interesse su di lui ha ripreso vigore.

- Giuseppe Rossi, classe 1987, attaccante del Villarreal. Italiano con poca esperienza in Italia. A soli 16 anni Alex Ferguson lo porta a Manchester praticamente scippandolo al Parma. Ritorna in Emilia nel 2007 per sei mesi in prestito e realizza 9 gol in 19 partite contrubuendo in modo fondamentale alla salvezza del Parma, che lo vorrebbe trattenere anche per la stagione successiva ma lo United lo vende al Villarreal per 10 milioni di Euro. Quest'anno è a quota 25 gol in 41 partite, e in molti hanno dimostrato interesse per il giovane attaccante. Lui vorrebbe tornare in Italia ed è possibile che qualche dirigente stia già lavorando per accontentarlo.

- Nuri Sahin, classe 1988, centrocampista del Borussia Dortmund. In questa stagione ha dimostrato doti incredibili, se il Borussia è la sorpresa dell'anno buona parte del merito va a lui. La prossima estate sarà sicuramente al centro di trattative di mercato caldissime.

- Moussa Sow, classe 1986, attaccante del Lille. Sta aiutando la sua squadra con dei gol pesantissimi a vincere il titolo del Campionato francese, finora è a quota 17 in 25 partite. Ha attirato su di se le più grandi squadre d'Europa, inglesi in testa.

lunedì 14 marzo 2011

Alex Oxlade - Chamberlain


Nome: Alexander Oxlade-Chamberlain
Data di nascita: 15 agosto 1993, Portsmouth
Nazionalità: Inghilterra
Altezza: 180cm
Piede preferito: Ambidestro
Squadra: FC Southampton - League One
Ruolo: Centrocampista laterale, trequartista esterno
Valore: 2.500.000 €


Il vivaio del Southampton è riconosciuto come uno dei più attivi d'Inghilterra, molto florido soprattutto per quanto riguarda gli esterni, come conferma basta vedere dove sono arrivati Theo Walcott e Gareth Bale, due prodotti della squadra dell'Hampshire, divenuta negli anni una "nobile" decaduta, relegata alla League One, il corrispettivo della nostra C1. Nonostante questo la società non ha smesso di puntare sui giovani, e ora ne stanno raccogliendo i frutti, in particolar modo con questo funambolico esterno, soprannominato "il nuovo Walcott", che pare sinceramente destinato a grandi cose.

Nasce a Portsmouth, ma si trasferisce a soli sette anni a Southampton, poco distante, per entrare nella Academy dei "Saints". Qui gioca nelle varie selezioni giovanili, facendosi notare fin da giovanissimo. Debutta in prima squadra il 2 marzo 2010 a soli 16 anni e 199 giorni, entrando dalla panchina nella partita contro l'Huddersfield che la sua squadra stava vincendo 5-0, e chiude la stagione con un'altra presenza contro il Southend United giocando i dieci minuti finali. La stagione 2010/2011 comincia molto bene per il promettente centrocampista, gioca la prima partita stagionale nella League Cup contro il Bournemouth siglando la sua prima marcatura da professionista e si conquista partita dopo partita il posto da titolare nella formazione allenata da Nigel Adkins. Ad oggi (14/03/2011) ha collezionato 37 presenze segnando 9 gol e dispensando 8 assist.

La sua caratteristica principale è indubbiamente l'incredibile velocità, unita a un'ottima tecnica e a un buon senso del gol. L'esperienza che sta maturando al Southampton è di notevole importanza, la League One è un campionato duro e difficile, Alex trova molto spesso davanti a se giocatori dall'esperienza decennale, e il giocare con continuità questa competizione sarà sicuramente un bagaglio notevole che il giocatore porterà con se per molto tempo.
E' un giocatore funambolico ma molto concreto, non cerca la giocata fine a se stessa, gli piace arrivare sul fondo per servire i compagni o cercare il tiro, effettivamente ricorda molto Theo Walcott, ma a differenza dell'attaccante dei Gunners è un vero e proprio jolly offensivo, può giocare sia a centrocampo che sulla trequarti, e può fare anche l'attaccante esterno, inoltre essendo ambidestro ha la possibilità di svariare su entrambe le fasce.

Ha giocato una sola partita per la Nazionale under 18 inglese, contro la Polonia il 16 novembre 2010, peraltro giocando i soli primi 45 minuti. Era stato inoltre convocato nell'under 19 per l'incontro contro i pari età tedeschi dello scorso 8 febbraio ma è stato promosso direttamente all'under 21 giocando il 2 febbraio a Empoli contro l'Italia di Ciro Ferrara, entrando al sessantesimo minuto e dimostrando le sue doti caratteristiche che hanno attirato gli osservatori nostrani.

Il Milan pare sia la squadra italiana più interessanta, seguiva il giocatore da tempo ma pare si sia convinta proprio dopo il match di Empoli, la concorrenza per l'esterno però è estremamente agguerrita, su tutti l'Arsenal, sempre in prima fila per quanto riguarda i giovani talenti inglesi. Wenger pare disposto a tutto pur di avere il giocatore, che per caratteristiche adora, pare abbia già inoltrato un'offerta di 10 milioni di sterline per Chamberlain. Da non sottovalutare l'interesse del Liverpool che pare disposto a pareggiare l'offerta dell'Arsenal pur di avere il giocatore. Nell'ultimo periodo anche il Manchester United e il Barcelona hanno dichiarato di ammirare e apprezzare le doti del ragazzo.
Da tifosi come in ogni occasione davanti a un grande talento ci augureremmo di vederlo in Italia, ma in questo caso pare un'operazione estremamente difficile, quasi sicuramente però Alex lascerà il Southampton la prossima estate, destinazione sconosciuta.






venerdì 11 marzo 2011

Francesco Bardi


Nome: Francesco Bardi
Data di nascita: 18 febbraio 1992, Livorno
Nazionalità: Italia
Altezza: 1, 87m
Piede preferito: Destro
Squadra: Inter (in prestito con riscatto dal Livorno) Campionato primavera
Ruolo: Portiere
Valore: 150.000 €



Vi abbiamo parlato di Simone Dell'Agnello, attaccante dell'Inter premiato come Golden Boy (capocannoniere) all'ultimo Torneo di Viareggio che ha visto i nerazzurri vittoriosi contro la Fiorentina in finale. Oggi vi parliamo invece del “miglior portiere” del Viareggio e cioè l'altro interista Francesco Bardi. L'Inter ha chiuso la “Coppa Carnevale” (Viareggio) con la bellezza di 1 sola rete subita (nella fase a gironi) in 8 partite, e il merito non è solo di una promettentissima difesa capeggiata dal talentuoso centrale Simone Benedetti, ma soprattutto del “pararigori” Bardi che ha parato un tiro dal dischetto decisivo a Polenta del Genoa nei quarti e altri due nella semifinale contro l'Atalanta sfoderando peraltro durante tutto il torneo grandi prestazioni.

Francesco Bardi è un prodotto del settore giovanile del Livorno, squadra della sua città. Con il Livorno fa tutta la trafila delle giovanili fino a debuttare in Serie A il 16 maggio 2010, con una squadra già retrocessa, nella partita interna contro il Parma (1-4). Nella stagione corrente ha disputato il Campionato primavera con il Livorno fino a gennaio, quando un summit di Branca l'ha strappato al Livorno in prestito con diritto di riscatto per il mercato estivo. L'Inter era solo una delle tante squadre (anche estere) che lo stavano monitorando, ma ha deciso di rompere gli indugi e aggregarlo alla formazione primavera.

A gennaio 2011 Bardi arriva a Milano e l'impatto è ottimo. Non solo si integra alla perfezione con i compagni, ma convince tutto lo staff nerazzurro e in particolare mister Pea a puntare su di lui, scalzando l'altrettanto promettente Gallinetta per una maglia da titolare. Il Campionato primavera è ancora in corso e sicuramente la formazione nerazzurra è una delle favorite alla vittoria finale. Il riscatto di Bardi è assolutamente certo e gira la voce che l'Inter stia addirittura pensando a lui come futuro post Julio Cesar, lasciando andare Viviano da inserire in importanti trattative di mercato (voci di mercato come sempre tutte da confermare).

Il portierino Livornese è un punto fermo dell' Italia Under 19 con la quale ha collezionato 6 presenze. E' stato protagonista ai mondiali 2009 Under 17 parando il rigore cha ha permesso all'Italia U17 (di Benedetti, Natalino, Dell'Agnello, Fossati, Camporese, El Shaarawi) di battere gli USA agli ottavi (fermata poi dalla Svizzera campione per 2 a 1). Ha disputato inoltre anche gli Europei Under 17 (Italia che si è dovuta arrendere alla Germania di Götze solo in semifinale, Germania poi campione ai danni dell'Olanda per 2-1 nonostante la rete di Castaignos). Con l'Under 17 ha collezionato 6 presenze e con l'Under 18 altre 2. Bardi fa parte di una nuova generazione di portieri che speriamo posso riportare in auge la tradizione italiana che ha sempre prodotto i più forti portieri del Mondo.

Bardi, Dell'Agnello, Benedetti, Natalino e Biraghi alla vittoria del Viareggio.


Rigori parati in semifinale al viareggio dal minuto 8,15.



Pubblicato il 11/03/2011

mercoledì 9 marzo 2011

SINTETICO... Perchè no?



Oggi parliamo di un argomento che divide profondamente l'opinione pubblica calciofila italiana: la possibilità di introdurre regolarmente il campo sintetico nell'utilizzo comune delle squadre delle serie italiane. In realtà dal 15 marzo 2005 in Italia è possibile utilizzare il campo sintetico fino alla serie B (prima era possibile solo in serie C, l'attuale Lega Pro), dopo l'approvazione del Consiglio Federale che ha deliberato successivamente all'intesa raggiunta tra FIFA E UEFA con una regolamentazione omogenea a partire dalla stagione 2005/2006. Il campo sintetico è sempre stato oggetto di discussione e possiamo identificare due filoni di pensiero. Chi approva il sintetico che garantisce una manto erboso regolare, una manutenzione meno onerosa e condizioni favorevoli in caso di maltempo e quelli invece che si pongono contro, rifacendosi a studi americani che hanno evidenziato una maggiore incidenza negli infortuni alle ginocchia, sostenendo possa portare ad infortuni muscolari per chi non è abituato o semplicemente affermando che l'artificiale possa snaturare profondamente il calcio.
Come sempre la realtà sta nel mezzo ed è necessario fare chiarezza, anche in virtù del fatto che siamo in un periodo nel quale il progresso tecnologico è rapido e costante. Ci sono delle differenze abbastanza importanti tra i campi di calcetto e i campi per il calcio a undici in erba sintetica. Il metodo produttivo è molto simile: semplicemente si inseriscono dei ciuffi più lunghi, quando si parla di calcio a undici, su un manufatto o supporto già preparato industrialmente. Una volta messi in opera questi tappeti ci sono vari metodi di intasamento e per il calcio a undici si opta per un misto di granulati, di sabbia e di gomma.Come ogni buona casa ci devono essere delle buone fondamenta, perché possiamo mettere i migliori manti, con i migliori sistemi di intasamento, su un pessimo sottofondo e ottenere un pessimo risultato. L’importante non è il manto in sé, che è una delle componenti, ma tutte le componenti del sistema sono fondamentali.
Il campo del Novara (serie Bwin) è la realtà italiana più importante del nostro calcio. Dopo la fantastica promozione della stagione 2009/2010 la famiglia De Salvo ha deciso di investire denaro per rimodernare un impianto non abilitato per la serie cadetta ed ha preso l'importantissima decisione di effettuare il rifacimento del terreno di gioco utilizzando Erba Sintetica secondo la normativa FIFA 2 star (normativa che consente di ospitare anche gare di UEFA Champions League).
Il campo dello stadio Silvio Piola (del Novara) ora è un manto organico, con una fibra di cocco, che rende il terreno molto simile al classico campo in erba. Con una differenza sostanziale, naturalmente. “Il sintetico toglie imprevedibilità al rimbalzo del pallone in diverse zone del campo - sostiene Danilo Albani Rocchetti il direttore commerciale dell’Italgreen, l’azienda che sta ultimando i lavori per il nuovo manto del Piola -, non ci sono rallentamenti e, grazie al particolare sistema di drenaggio, anche in condizioni climatiche difficili, pioggia o neve che sia, il manto rimane in condizioni eccellenti. Il problema dei campi in erba è proprio legato alla durata della stagione.
Tempo fa la strada verso il futuro era stata indicata da club di serie D: Manfredonia, Sorrento, Capo d'Orlando, Lavagna, Polisportiva San Sergio di Trieste. Chi è riuscito a scalare le gerarchie ha poi portato la novità più in alto, anche a livello professionistico. Con i suoi 700 mila € di spesa il Novara ha fatto diventare realtà un progetto che supera di gran lunga la qualità del terreno del Luzhniki di Mosca (lo stadio dei quarti di finale di Champions 2009/10 tra Inter e CSKA per intenderci).
Esistono, tuttavia, superfici miste come il Bernabeu di Madrid e anche il campo del Meazza. Teniamo conto che all’estero si usano sistemi di riscaldamento e di raffreddamento per dar modo alla vegetazione del manto erboso di essere funzionale sia durante le stagioni molto calde che in quelle molto fredde. Ma è necessario dire che dopo Italia 90, i nostri campi hanno subito processi di rimodernamento degli stadi che hanno tolto aria e luce ai manti erbosi e questo ha portato ad un deterioramento inaccettabile di quasi tutti i terreni dei club professionistici più importanti.
Negli altri paesi d'Europa ovviamente si stanno sviluppando sempre più le metodologie di costruzione e le sperimentazioni ad alto livello: il Boavista in Portogallo, Nancy e Lorient in Francia e svariate formazioni in Svezia, Norvegia e Finlandia.
In Italia fatichiamo ad accettare dei cambiamenti importanti e radicali ma spesso dovremmo avere più coraggio nel assumere un atteggiamento più aperto all'innovazione.
La maggior parte dei campi di A e B, per non parlare di moltissimi terreni delle serie minori e delle formazioni primavera riversano in condizioni inaccettabili. L'ultima edizione del Torneo di Viareggio è l'emblema di quanti problemi abbiano i campi da gioco in Italia (la finale non si è giocata a Viareggio ma a Livorno a causa di terreni eccessivamente rovinati). La manutenzione ha un costo e le società riversano in problematiche economiche che non garantiscono un intervento costante (senza considerare strutture vecchie ed il clima che non aiuta la vegetazione).
Se davvero la tecnologia riesce a superare problemi come il rimbalzo naturale del pallone e l'impatto del fisico su un terreno artificiale (come sostengono in molti esperti del settore), sarebbe un' opzione straordinaria per il futuro di questo sport.

Il "Silvio Piola" di Novara.


Stadio "Miramare" di Manfredonia.


Sandro Farina (preparatore atletico dello Spezia Calcio): "E' un discorso di adattamento. Ma secondo me piuttosto che giocare su un campo malconcio, troppo condizionato dai fattori climatici, meglio allora un sintetico. Non è una questione di tipologia ma di continuità. Chiaro che un giocatore più anziano può fare fatica ma, ripeto, il problema viene a porsi quando cambi sempre e la percentuale di fastidi muscolari aumenta.

Piero Volpi (ex medico sociale dell'Inter, ora consulente dell'Aic)
- Cosa ne pensa dei campi sintetici?
«Ben vengano, perché credo possano rivelarsi un bene per il calcio. Eliminano i problemi legati alle condizioni dei terreni di gioco, contribuiscono a creare condizioni uguali per tutti».

-Studi americani hanno evidenziato una maggiore incidenza di infortuni alle ginocchia.
«C'è differenza tra gli sport americani e il nostro calcio. L'esempio di Gallipoli è lampante: la squadra pugliese giocava su un campo sintetico ma gli studi effettuati non hanno mostrato una maggiore incidenza di infortuni. Un tempo potevano sorgere problemi, eliminati ormai dal sintetico di ultima generazione. Anzi: a essere pericolosi sono i campi naturali in cattive condizioni».

-Quali le controindicazioni?
«I campi in sintetico sono ancora pochi. E chi gioca sempre su erba naturale deve fare l'abitudine: il consiglio è allenarsi prima, per adattarsi alle differenti condizioni, soprattutto riguardo ai rimbalzi del pallone».

(intervista di Piero Volpi da laStampa.it)
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lunedì 7 marzo 2011

Ryo Miyaichi


Nome: Ryo Miyaichi
Data di nascita: 14 dicembre 1992, Okazaki
Nazionalità: Giappone
Altezza: 1,83 m
Piede preferito: Ambidestro
Squadra: Feyenoord – Eredivisie (in prestito dall' Arsenal)
Ruolo: Ala destra e sinistra, Attaccante esterno
Valore: 500.000 €



Apriamo il primo nostro capitolo sul Sol levante proponendovi un talento sul quale molti sono pronto a scommettere, Ryo Miyaichi, ala in prestito al Feyenoord dopo essere stato acquistato a gennaio dall'Arsenal.
Ryo Miyaichi cresce nella Chukyodai Chuyko High School, in Giappone lo sport funziona un po' come negli Stati Uniti dove le scuole sono fondamentali per la crescita sportiva degli atleti che vengono poi arruolati dai club calcistici che monitorano le rassegne scolastiche. Durante l'All Japan High School Soccer, il torneo annuale dedicato agli studenti delle scuole superiori, viene notato da numerose squadre europee e viene invitato in Europa per svolgere alcuni provini.

Arriva in Germania per un periodo di prova con il Colonia che non convince i tedeschi, per poi trasferirsi in Olanda con l'Ajax ma anche con i Lancieri non riscuote pieno successo a causa di un fisico piuttosto leggero. Invitato a Londra dall'Arsenal riesce ad impressionare lo staff dei Gunners per la sua rapidità e i suoi fondamentali e nonostante un po' di leggerezza fisica lo staff di Wenger decide di prelevarlo nel gennaio 2011. Wenger conosce bene la realtà nipponica, nel 95-96 ha allenato i Nagoya Grampus, e si è dimostrato subito entusiasta dicendo di volerlo aiutare ad esprimere tutto il suo potenziale.

Ryo Miyaichi è un' ala velocissima e dalla grandissima tecnica col pallone. Ha un dribbling molto stretto ed efficace e può calciare con entrambi i piedi essendo ambidestro. Ha un fisico da irrobustire assolutamente per un calcio fisico come quello inglese e se riuscirà in questo potrà essere devastante sulle fasce con la sua tecnica e soprattutto la sua velocità, corre i 100 metri in 10,8 secondi.

Per i soliti problemi burocratici legati al permesso di lavoro (la legge vieta di poter giocare in Inghilterra ai giocatori extracomunitari con meno del 75% di partite disputate con la propria nazionale negli ultimi due anni), l'Arsenal non è riuscito a portarlo subito a casa ma l'ha girato in prestito fino a giugno agli olandesi del Feyenoord che è squadra che ha dimostrato di saperci fare molto bene con i giovani, basti pensare agli ultimi prodotti Fer, Wijnaldum e Castaignos.
Arrivato a Rotterdam a gennaio 2011 il talento nipponico impressiona subito il tecnico Mario Been che lo lancia subito il 5 febbario contro il Vitesse. Nel match contro l'Heracles segna il suo primo goal e fornisce un assist per il secondo facendo scatenare pubblico e stampa giapponese. Ad ora 3 presenze, un goal e 2 assist con i biancorossi.

Miyaichi è probabilmente il più grande talento dell'Under 17 giapponese con la quale ha disputato 10 incontri e segnato 4 goal. Ora è in Under 19 e tutto il mondo giapponese aspetta che si imponga anche in Under 21. Il ragazzo spera di raggiungere presto anche i Gunners per emulare la fortuna che hanno avuto in Europa giocatori come Nakata, Nakamura ma soprattutto i giovani Honda e Kagawa e non imitare la sfortunata esperienza, proprio in maglia Gunners di Inamoto.
Siamo molto curiosi di vederlo partire sulle fasce e crediamo possa essere un giocatore in prospettiva esaltante.

Eccolo durante il periodo di prova nelle fila dell'Arsenal (proprietaria del cartellino).


Ryo in maglia Feyenoord.





Pubblicato il 07/03/2011

venerdì 4 marzo 2011

Luca Caldirola


Nome: Luca Caldirola
Data di nascita: 1 febbraio 1991, Desio
Nazionalità: Italia
Altezza: 189cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Vitesse Arnheim - Eredivisie (in prestito dall'Inter)
Ruolo: Difensore centrale
Valore: 400.000€




Ecco un altro giovane prodotto del florido vivaio dell'Inter che negli ultimi anni sta proponendo giocatori di grande spessore, attualmente sta maturando al Vitesse, squadra che gioca nell'Eredivisie, la massima serie olandese, in prestito per un anno prima di tornare alla base. In Olanda si sta facendo notare per la maturità del gioco, finora ha collezionato 12 presenze, tutte più che sufficienti, tanto che l'Inter pare intenzionata a proporlo la prossima stagione come alternativa ai titolari.

Nasce a Desio, comune brianzolo, vent'anni fa e inizia da piccolissimo a giocare nel Base 96, piccola squadra locale, qui lo notano gli osservatori nerazzurri che nel 1999 lo portano ad Appiano Gentile. Gioca tutta la trafila delle giovanili dove può vantare due scudetti, il primo con i Giovanissimi Nazionali nel 2006 e l'altro negli Allievi Nazionali nel 2008, oltre ad un torneo di Viareggio con la Primavera sempre nel 2008.
Durante l'estate di quell'anno viene aggregato alla prima squadra per la preparazione estiva e qualche amichevole. Gioca infatti contro il Bayern Monaco il Trofeo Pirelli, viene convocato in Olanda per l'LG Tournament ad Amsterdam e gioca il suo primo Derby, ovviamente non ufficiale, al Trofeo Tim disputatosi a Pescara. Mourinho è convinto delle capacità del ragazzo tanto che lo aggrega spesso agli allenamenti e a qualche amichevole, lo inserisce inoltre nella Lista B per la Champions League, quella cosiddetta dei "Bambini". Il giovane Caldirola intanto continua a giocare nella Primavera e ne diventa il capitano.
Come già detto all'inizio di questa stagione la società nerazzura decide di permettergli di giocare con continuità mandandolo in prestito al Vitesse, dove nonostante non sia tra i titolare gioca comunque delle buonissime partite.

Il colpo di testa e l'anticipo sono le sue doti migliori, è un difensore che sa far valere il suo fisico ma è comunque molto dotato atleticamente. Ha un piede molto educato, apprezza molto i lanci lunghi, un po come il vecchio Materazzi. Tecnicamente è valido deve solo accumulare quanta più esperienza possibile, fattore assolutamente fondamentale per un difensore. Dicono di lui che sia un ragazzo serio che sa di avere ancora un lungo cammino, in un'intervista del 2009 prima del ritiro estivo aveva dichiarato: "Spero di andare in ritiro estivo con la squadra, poi lì starà a me dimostrare le mie qualità al mister. Comunque, sono un '91 ed ho parecchia strada ancora da fare".

Le Nazionali giovanili hanno sempre avuto grande rispetto per Caldirola, ha giocato 14 partite tra under 15 e 16 segnando un gol, 9 presenze in under 17, 3 in under 18, 5 in under 19, 1 in under 20 con un gol e 2 in under 21.

Se è vera l'indiscrezione che la coppia titolare dell'Inter l'anno prossima sarà Ranocchia-Samuel con una possibile partenza di Lucio, Caldirola potrebbe essere una delle alternative ai due titolari. I nerazzurri sembra abbiano tutte le intenzioni di aggregarlo stabilmente alla prima squadra per farlo maturare definitivamente in casa.
Caldirola è davvero fortissimo e siamo sicuri possa diventare un pilastro dell'Inter e della nazionale italiana.


Caldirola in azione durante un Derby primavera vinto dai nerazzurri



Qui con la maglia del Vitessse

mercoledì 2 marzo 2011

Ma come si guadagnano da vivere?

Ovviamente non si può vivere di solo calcio, e i Presidenti delle varie squadre oltre a recarsi allo stadio la domenica, tra un'intervista e l'altra, conducono una vita "normale". Non tutti però conoscono il modo in cui arrivano i soldi per pagare gli ingaggi dei giocatori che ammiriamo, proprio per questo Prossimi Campioni dedica la rubrica odierna al lato meno conosciuto dei vari Moratti, Agnelli e Berlusconi, ovvero: "Ma come si guadagnano da vivere?".


Vincenzo Matarrese: Presidente del Bari dal 1983, subentrato al fratello Antonio (una vera e propria dinastia), è nell'edilizia.

Marco Pavignani: eletto da poco presidente del Bologna Calcio, subentrando alla brevissima apparizione di Massimo Zanetti, è titolare di una nota fabbrica di plastica.

Luigi Corioni: al Brescia da 19 anni è fondatore e titolare di una ditta che si occupa di arredamenti per bagni.

Massimo Cellino: ha acquistato il Cagliari proprio mentre Corioni stava comprando il Brescia. Il primo tifoso sardo è nella campo della coltivazione dei cereali.

Antonio Pulvirenti: Presidente del Catania dal 2004, inizia con la distribuzione alimentare, ovvero ingrosso per supermercati, in seguito si trova proprietario della compagnia aerea Wind Jet controllata dalla Holding Finaria.

Igor Campedelli: acquista il Cesena a fine 2007, e cosa poteva mai fare il Presidente della "squadra della riviera" se non operare nel turismo?

Luca Campedelli: "l'Harry Potter" del Chievo, non imparentato con l'omonimo cesenate, delizia il vostro natale con il suo famoso pandoro Paluani, siamo pur sempre a Verona.

Diego Della Valle: Presidente onorario dei viola è un famoso imprenditore nel campo dell'abbigliamento e delle calzature.

Enrico Preziosi: a capo del "Grifone" dal 2003 è il leader italiano nel settore dei giocattoli con la Giochi Preziosi Spa, qualcuno gli spieghi di non trattare il Genoa come uno dei suoi prodotti.

Massimo Moratti: Presidente dal 1995, passione ereditata dal papà Angelo, oltre a fare il Paperon de Paperoni si occupa della raffinazione del petrolio e della produzione di energia elettrica.

Andrea Agnelli: anche lui grandissima passione ereditata dal padre, "l'Avvocato" Umberto, che si è ricordato di lasciargli anche parte dell'impresa di famiglia, ovvero la FIAT, di cui Andrea è consigliere.

Claudio Lotito: da quasi 7 anni alla guida della Lazio tra alti e bassi, si è fatto un nome nel campo della pulizia, sanificazione e vigilanza, oltre che come oratore e aizzatore di folle. Da buon romano istruito ama le citazioni in latino, spesso fuori contesto, ma comunque di grande effetto.

Pierandrea Semeraro: a capo del Lecce dall'inizio di questa stagione subentrando al padre Giovanni. Lavora nell'impresa plurisettoriale di famiglia occupandosi di petrolio, sanità, turismo e finanza.

Silvio Berlusconi:.....tutto...ama inoltre strimpellare la chitarra al chiaro di luna nelle notti d'estate con indosso solo una bandana.

Aurelio De Laurentiis: recupera il Napoli in serie C diventandone presidente nel 2004. Deve la sua fortuna al cinema, è infatti un noto produttore e distributore cinematografico, proprietario della Filmauro.

Maurizio Zamparini: ebbene si, il numero uno del Palermo, tra un esonero e l'altro trova addiruttura il tempo di lavorare. E' un imprenditore che diversifica i suoi investimenti, fondatore della EmmeZeta e proprietario di alcuni centri commerciali, avvia grandi imprese per poi rivenderle all'apice dello sviluppo (occhio Palermo). Ha sulla coscienza ben 34 allenatori, di cui 14 silurati al Palermo di cui è alla guida dal 2002.

Tommaso Ghirardi: al Parma dal 2007 è un imprenditore edile.

Non Pervenuto: mi riferisco al Presidente della Roma. Teoricamente sarebbe ancora in carica Rosella Sensi, ma la situazione in casa giallorossa è tutto fuorchè chiara. La Sensi è inoltre titolare della Italpetroli ereditata dal padre Franco, oltre che fumatrice professionista.

Riccardo Garrone: dal 2002 alla Doria, lavora nel settore petrolifero ed è presidente onorario della ditta di famiglia, la Erg. Pare non ami particolarmente i baresi.

Giampaolo Pozzo: da 25 anni Presidente dell'Udinese calcio, può vantare l'acquisto di numerosissimi talenti sconosciuti. Nel "tempo libero" si occupa di una ditta di livello mondiale che produce utensili per la lavorazione del legno e di ventilatori.


Fonti: Mediagol.it, Wikipedia

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