venerdì 15 aprile 2011

Adryan


Nome: Adryan Oliveira Tavares
Data di nascita: 10 agosto 1994, Rio de Janeiro
Nazionalità: Brasile
Altezza: 181cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: CR Flamengo - Campeonato Brasileiro
Ruolo: Ala sinistra - Trequartista
Valore: 150.000€




In Brasile, un po per tradizione un po per mancanza di soldi, il settore giovanile è di vitale importanza per qualunque club. La nuova generazione, quella che un giorno sarà la linfa vitale ella nazionale verdeoro, ha delle aspettative altissime su di sè, ma il talento non manca di certo. Tra qualche anno, insieme ai vari Ganso, Neymar, Dodo, Lucas, Casemiro, Jean Chera e Lucas Piazon, potremmo vedere calcare i campi più prestigiosi del mondo questo giovane talento del Flamengo.

Proprio pochi giorni fa (il 10 aprile) il Brasile ha conquistato il sudamericano sub 17, la manifestazione continentale che ha visto affrontarsi i migliori talenti giovanili. A guidare la selezione carioca c'era proprio adryan autore di un ottimo torneo concluso con 2 gol in 7 partite e alcuni assist vincenti.
In Ecuador erano accorsi numerosi gli osservatori delle più importanti società del vecchio continente, soprattutto per visionare Piazon, ma molti hanno segnato sul loro taccuino il nome del talento rubronegro.

Da sempre le società più interessate sono il Manchester United e il Real, per tradizione tra le più attive per giocatori della sua età, ma la presidentessa del Flamengo, Patricia Amorim, ha sempre rispedito al mittente tutte le dichiarazioni di interesse dichiarando il giocatore incedibile, sicuramente dopo l'ottimo sudamericano avrà molte difficoltà in più, proprio per questo motivo è pronto un rinnovo contrattuale fino al 2013, sottoposto al giocatore negli ultimi giorni.

Adryan è un'ala sinistra molto veloce e tecnica, può giocare anche da trequartista dietro le punte facendo valere la sua grande abilità di assist man. Partendo dalla fascia sinistra invece cerca molto spesso di accentrarsi per cercare il tiro, inoltre è molto bravo nella tempistica degli inserimenti. Ha dichiarato molte volte di ispirarsi a Ronaldinho, suo eroe da sempre. Per il passaggio al calcio professionistico, e a quello europeo, dovrà finire di irrobustirsi, pur avendo comunque un ottimo fisico essendo alto 181 centimetri.

Adryan in prospettiva è uno dei migliori talenti mondiali della sua età, molte squadre del vecchio continente si muoveranno con insistenza per assicurarsi le prestazioni del giovane carioca, che ricordiamo non potrà lasciare il Brasile fino al compimento del diciottesimo anno di età, ma questo di sicuro potrà essere solo che un vantaggio.
Per quanto riguarda le squadre italiane la Juventus è stata la prima ad aver notato il giocatore, anche se è ancora molto indietro rispetto ai già citati Real Madrid e Manchester United.






Al minuto 1:20 il suo gol al Venezuela



Al minuto 0:25 il gol al Cile

mercoledì 13 aprile 2011

Giocare con la Tourette


Tim Howard, professione portiere, può vantare un curriculum di tutto rispetto: debutta in MLS a 19 anni e vince per due stagione il premio come miglior giocatore del campionato, nel 2003 il Manchester United compra il suo cartellino per 3,3 milioni di euro, dal 2006 gioca all'Everton, inoltre vanta 57 presenze con la maglia degli Stati Uniti. Nel suo palmares ci sono: 1 Communuty Shield, 1 FA Cup, 1 Carling Cup e 1 Gold Cup Concacaf vinta nel 2007.
Sicuramente una bella carriera che lo ha portato ad essere tra le altre cose il giocatore statunitense con il contratto più alto, ma c'è una cosa che lo caratterizza più di tutte, è affetto dalla sindrome di tourette.

Cos'é la sindrome di tourette?
Come si può leggere su wikipedia è: "un disordine neurologico ad esordio nell'infanzia, caratterizzato dalla presenza di tic motori e fonatori incostanti, talvolta fugaci, altre volte cronici, la cui gravità può variare da estremamente lievi a invalidanti". In poche parole è una malattia del sistema nervoso, incontrollabile, che si manifesta con evidenti tic del corpo fino ad arrivare a dire parole volgari senza ragione o addirittura aggredire altre persone.
Nel caso di Howard la malattia è più controllabile, nel suo caso sono presenti solo tic facciali, ma a parte questo la sua condotta è del tutto normale.
La cosa curiosa è che la sindrome di tourette tende ad aggravarsi durante situazioni di forte stress (come può esserlo una partita giocata davanti a 50000 persone), eppure il portiere statunitense riesce a controllarsi in questo frangente, la sua capacità di concentrazione è talmente alta che durante la partita non si nota alcun segno caratteristico della sua malattia, nonostante il forte stress a cui è sottoposto. Come afferma lui stesso: "A me non piace la partita. Perché durante i novanta minuti non mi capita mai di divertirmi. Finché c’è tempo, c’è pericolo. E al terzo fischio dell’arbitro sono esausto, fisicamente e mentalmente. Mi siedo nello spogliatoio, finalmente il pericolo è cessato".

Eppure non è sempre stato cosi semplice per lui, la malattia gli è stata diagnosticata all'età di 8 anni, come è giusto che sia ha condotto una vita quanto più normale possibile. Da piccolo ha imparato come gestire la pressione e il suo problema allo stesso tempo: "Quando avevo all’incirca nove anni, mi ricordo che a volte in porta piangevo. Allora mia mamma si avvicinava il più possibile alla porta e mi diceva che andava tutto bene. Ci sono momenti anche oggi in cui in stadi con 50.0000 persone ricerco quell’immagine".

Durante la crescita ha passato il periodo peggiore, quando il disturbo si è fatto più acuto: "Il momento peggiore l’ ho passato durante la pubertà. Anche perché soffrivo pure di disturbo ossessivo: contavo i passi nella mia mente, toccavo oggetti senza alcun senso logico, facevo cose strane. Crescendo, la malattia riduce la propria portata, ora non è più un problema".
Questa è una cosa normale, crescendo il corpo si abitua a convivere con la sindrome di tourette, nella maggior parte dei casi, oggi Howard conduce una vita normalissima, convive con la malattia ma per lui non è un problema: "E’ il mio essere, sono pieno di adrenalina. Se domani mi svegliassi senza la mia sindrome di Tourette, non saprei cosa fare". Come affermano vari esperti in materia la sindrome di tourette è più che possibile che abbia dato una mano al portiere, rendendolo più reattivo. Gli affetti dalla sindrome sono molto più attenti, possono percepire cose che gli altri non notano e addirittura capire qualcosa prima che accada, questo sicuramente sarebbe un grande aiuto per un portiere.

Eppure in Inghilterra non lo accolsero di certo bene, alcuni tabloid inglesi lo definirono un "ritardato" o un "handicappato", con un savoir-fare di certo non invidiabile, sicuramente dettato più dall'ignoranza che da altro. Al giorno d'oggi continuano, non c'è errore commesso da Howard che non passi inosservato, che non diventi subito oggetto di critiche spietate e ingrate, eppure lui continua con il suo lavoro. Sicuramente alcuni "giornalisti" avrebbero di che imparare dalla professionalità del portiere originario del New Jersey.

Howard dimostra che il calcio va oltre malattie o condizioni sociali, chiunque affetto da disturbi più o meno gravi può praticare il gioco più bello del mondo. Se non siete sicuri chiedete a Paul Scholes, 661 partite in maglia Red Devils e affetto da asma cronico.

martedì 12 aprile 2011

Marko Livaja


Nome: Marko Livaja
Data di nascita: 26 agosto 1993, Split
Nazionalità: Croazia
Altezza: 182cm
Piede preferito: Ambidestro
Squadra: FC Lugano - Challenge League (in prestito dall'Inter)
Ruolo: Attaccante
Valore: 50.000€



Il primo a dare la notizia dell'approdo sulla sponda milanese neroazzurra del giovane attaccante croato è stato il giornalista di Sky Sport Gianluca di Marzio pochi giorni fa, l'affare era dato per concluso e si aspettava solo la conferma da parte della società di Massimo Moratti. L'ufficializzazione è arrivata e dall'anno prossimo Marko Livaja sarà un giocatore dell'Inter, o meglio sarà preso dall'Inter ma sicuramente girato in prestito a una società minore, sia per fargli fare esperienza, sia per aggirare la regola sull'acquisto di un unico extracomunitario a stagione. Il giocatore, acquistato a titolo definitivo dall'Hajduk Spalato, è costato 185.500€ e attualmente sta giocando nella Challenge League svizzera (corrispettivo della nostra Serie B) in prestito al Lugano.

In realtà la trattativa per l'acquisto del giovane centravanti è stata molto più lunga e tribolata: si parlava di un suo possibile arrivo in Italia già la scorsa estate, quando in corsa per il giocatore c'erano sia Inter che Milan.
I rossoneri sono stati i primi a muoversi iniziando a trattare con la società di appartenenza del ragazzo, l'Hajduk Spalato, dopo poco i nerazzuri iniziarono a trattare direttamente con il giocatore essendo venuti a conoscenza delle sue intenzioni di non rinnovare con la squadra dalmata il contratto in scadenza nel giugno 2011, avendo già il posto da extracomuntario occupato dall'acquisto da Coutinho non potevano acquistarlo nell'estate 2010. Nello stesso periodo Livaja rilasciò un'intervista dove dichiarava che la sua meta preferita era l'Inter, il Milan quindi trovandosi in difficoltà con l'ingaggio decise di farsi da parte lasciando campo libero ai cugini.

Marko Livaja muove i primi passi in piccole squadre della sua zona, dividendo la sua passione per il calcio con quella per il tennis. Quando giocava nell'NK Omladinac Vranjic venne inserito in prima squadra a soli 14 anni disputando varie partite amichevoli e attirando l'attenzione del più rinomato club croato: la Dinamo Zagabria. Quando entrò nelle giovanili della squadra capitolina cominciò a dimostrare le sue enormi potenzialità segnando gol a raffica. Tuttavia nel 2008 decise di entrare a far parte delle giovanili della squadra per cui aveva sempre fatto il tifo: l'Hajduk Spalato. Nella stagione 2009/2010 iniziata con i "kadeti" (i nostri allievi) segnò 19 reti nelle prime 14 partite, ciò gli valse la promozione negli "juniori" (la nostra primavera), oltre alla convocazione nel ritiro precampionato con la prima squadra. Come già detto prima nel gennaio 2011 si trasferisce in prestito al Lugano, spinto anche dal mancato rinnovo con il suo club.

Marko è una punta moderna dotato di ottimo dinamismo può giocare sia da attaccante centrale che da seconda punta. Il fiuto per il gol è la caratteristica che colpisce maggiormente, soprattutto vista la giovane età, e il fatto che sia un ambidestro naturale inoltre è una capacità da non sottovalutare. In Croazia dicevano di lui che è velocissimo con la palla ai piedi ma pecca di scarsa volontà in fase di non possesso. Questo sicuramente è un difetto che dovrà eliminare per giocare in un campionato competitivo come quello italiano.

Ha rappresentato il suo Paese per 20 volte con la maglia dell'under 17 segnando 7 gol, di cui svariate giocate nel ruolo di trequartista centrale. Adesso è il più giovane giocatore dell'under 18 con una presenza all'attivo e una marcatura.

Sicuramente l'Inter si è assicurata un giovane dall'ottimo potenziale che se coltivato bene potrebbe ripagare in futuro la scelta della società meneghina. Come tifosi di calcio dovremmo essere contenti di poter vedere nel nostro Paese un giovane giocatore di cosi belle speranze.




venerdì 8 aprile 2011

Luka Krajnc


Nome: Luka Krajnc
Data di nascita: 19 settembre 1994, Maribor
Nazionalità: Slovenia
Altezza: 1,88 m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Nk Maribor – 1.SNL (serie A slovena), (da luglio 2011 al Genoa)
Ruolo: Difensore centrale
Valore: n/d




Colpaccio di Preziosi che ha strappato un vero e proprio fenomeno dalle grinfie delle big d'oltremanica, in particolare il Chelsea. Luka Krajnc è il terzo acquisto del presidente del Genoa per la prossima stagione, dopo gli arrivi dell'altro sloveno Birsa dall'Auxerre e di Ze Eduardo dal Santos. Questo giovanissimo centrale difensivo era seguito da mezza Europa, annesso un provino andato più che bene nel Chelsea, ma il Genoa si è mosso con decisione e con un volo privato per Maribor ha raggiunto la dirigenza della squadra slovena ed ha chiuso una trattativa lunga e difficile sbaragliando la concorrenza (anche Corvino ci ha provato).

Luka Krajnc inizia a giocare a calcio a 8 anni, portato dal padre ad un provino per le giovanili del Maribor. Lo staff della formazione slovena, che con i giovani sembra lavorare molto bene, si è presto convinto delle sue qualità e l'ha tesserato nelle proprie giovanili permettendogli una crescita rapida ed efficace.

A 16 anni Krajnc è già in possesso di un fisico imponente e un grande personalità. Ha un ritmo di gioco veloce e una buona tecnica di base che gli permette di uscire con sicurezza palla al piede, inoltre ha una buona capacità sullo stacco che lo rende molto efficace sulle palle inattive.
Tutte queste qualità non sono passate inosservate agli scout delle compagini dei campionati più importanti, tanto che il Chelsea l'ha invitato a Londra per un paio di settimane di prova che hanno convinto i Blues a prenderlo.

Dopo che le trattative tra Maribor e Chelsea sono iniziate a rallentare per problemi burocratici e mancato accordo, si è inserito il Genoa che ha convinto in tutto e per tutto il ragazzo a sposare il progetto rossoblu. Dopo una lunga trattativa il 3 aprile 2011 è arrivata l'ufficialità data proprio da Preziosi che si è detto entusiasta del nuovo talento che dal 1 luglio sarà tutto del Grifone. Importante dire che oltre al Chelsea, su Luka erano vigili anche Blackburn, Fiorentina, Milan, Juventus, Palermo e Udinese.

In prima squadra ha svolto solo un paio di amichevoli dove sembra aver comunque impressionato, mentre è il capitano indiscusso della Slovenia Under 17 con la quale ha 7 presenze all'attivo e gode di grande stima dagli addetti ai lavori.
Nel Genoa (contratto di 3 anni con opzione di prolungamento biennale) probabilmente verrà aggregato alla formazione primavera ma in molti scommettono sulla rapida ascesa di questo solido centrale difensivo. In Slovenia ne parlano davvero bene, c'è chi frettolosamente lo definisce il “Nesta della Slovenia”. Certo è un discorso in prospettiva ed è un paragone assolutamente frettoloso ma siamo curiosi di vederlo presto con la maglia del Genoa.





mercoledì 6 aprile 2011

Il Punto di PC: Diciamo la nostra sul calcio italiano



Oggi torniamo a parlare delle problematiche del calcio italiano, a margine della disfatta europea delle nostre squadre che non sono riuscite a imporsi in nessuna manifestazione europea e continuano ad offrire un gioco poco rassicurante circa lo sviluppo e la crescita delle nostre formazioni. In passato vi abbiamo chiesto quali fossero i 3 mali del calcio (solo 3 per non infierire), mentre oggi vediamo nel dettaglio cosa impedisce ai nostri club di riportare il campionato italiano ai vertici del calcio europeo:

- DEBITI. Inter, Milan e Juventus sono le squadre più ricche e anche più indebitate del nostro calcio. Quasi tutti i club di serie A sono indebitati e con l'avanzare del Fair Play Finanziario la situazione non è destinata a migliorare. Con i debiti non si migliorano le strutture, non si investe denaro e non si può programmare un futuro di crescita bensì un futuro di ripianamento.

- DIRITTI TV. Si è cercato negli anni di migliorare la ridistribuzione degli introiti derivati dai Diritti Tv per la trasmissione degli incontri ma la metodologia attuale desta ancora forti dubbi. In Italia la ripartizione collettiva vede il 40% degli introiti suddivisa in parti uguali per ogni club, il 30 in base al bacino d'utenza (numero dei tifosi) e il restante 30% suddiviso in base ai risultati ottenuti dal 1946 ad oggi. I piccoli club inevitabilmente ne risentono. Facciamo un piccolo confronto con la Premier League Inglese dove il 50% va ad ogni club, il 25% in base al piazzamento e il restante 25 in base al bacino d'utenza.

- STADI. Gli stadi di proprietà in Italia sono un miraggio. L'unica società di rango ad essere passata da una fase progettuale ad una esecutiva è la Juventus che a luglio 2011 inaugurerà il nuovo impianto. In Spagna, Inghilterra e Germania gli stadi garantiscono introiti molto importanti, spendibili nel rinnovamento del club (mercato, strutture, iniziative, settore giovanile). Gli sponsor investono molto in società con impianti che forniscano aree commercial e in Italia queste possibilità sono minime. Si necessita un disegno di legge adeguato affinché si possano definire progetti a lungo termine. Un disegno di legge fatto per lo sviluppo economico di questo sport nel "bel paese", per le società calcistiche e soprattutto per i tifosi e non per interessi immobiliari di tipo speculativo. Abbiamo perso l'amore per lo stadio e dobbiamo ritrovare il piacere di condividere questo luogo con passione.

- SETTORE GIOVANILE. Ecco una delle note dolenti. Abbiamo un settore giovanile trascurato e il coraggio di investire realmente nei prodotti di casa nostra ci manca. Un esempio lampante può essere Giuseppe Rossi. Pepito dopo il prestito dallo United al Parma poteva essere preso per 11 milioni di €, ora ne vale circa 25-30 (a gennaio sembra che gli spagnoli abbiano rifiutato 37 milioni dal Tottenham). Nei vari settori giovanili crescono ottimi prospetti, ma le grandi squadre se ne liberano inserendoli nelle trattative per giocatori sul viale del tramonto e spremuti. Le medie-piccole poi ci credono fino ad un certo punto, preferendogli di gran lunga stranieri da rivendere a valore triplicato (gli stranieri vengono inspiegabilmente valutati di più). Un giovane italiano dopo qualche passo valso viene subito accantonato mentre un giocatore proveniente dall'estero spesso gode di maggiori opportunità.
Parliamo poi del livello di gioco che c'è nelle primavere italiane. Si privilegia l'aspetto tattico ma atleticamente e tecnicamente il gioco non è paragonabile a quello delle giovanili straniere. Si lasciano i primavera in squadra fino ai 20 anni mentre dovrebbero essere inseriti stabilmente in prima squadra (e fatti giocare). Invece l'esperienza dei nostri ragazzi si esaurisce in comparsate in panchina e in qualche amichevole. Ora sembra che l'opportunità migliore per i giovani sia andare a maturare all'estero ma questo non è la soluzione per noi e oltretutto tanti ragazzi italiani diffidano dal provare un'esperienza di questo tipo.

- CONSIGLIO FIGC e LEGA NAZIONALE PROFESSIONISTI (più in generale le istituzioni coinvolte). Domanda: quali scelte produttive ed intelligenti sono state fatte fino ad ora? Nessuna.
Si doveva riportare il nostro calcio sulla vetta ma fino ad ora è stato un grande fallimento. L'unica operazione radicale, per altro discutibile, è stata il taglio degli extracomunitari acquistabili nel mercato estivo 2010/11 (da 2 a 1). Questo taglio è avvenuto a mercato in corso, sull'onda del fallimento azzurro ai Mondiali in Sudafrica, ed ha sconvolto le strategie societarie che avevano preso accordi importanti. Questa norma non favorisce l'impiego di italiani, limita il mercato e penalizza.
Ultima proposta del C.t azzurro Prandelli è stata la possibilità di utilizzo dell' Italia Under21 in Serie B. Ma da chi sarebbero pagati questi giovani calciatori? Come la prenderebbero i club della Serie B? Come farebbe “mercato” una squadra del genere? Non potendo accedere alla Serie A (oppure sì?) andrebbe ad alterare le competizione fra le altre squadre? Non possiamo affidarci a queste proposte del tutto inattuabili. Chi governa il nostro calcio sembra essere INADEGUATO.

---Piccola proposta
Creiamo un campionato nazionale Under18 competitivo e permettiamo o di avere le squadre riserva (come in Inghilterra) o di avere squadre satellite (come in Spagna), dando la possibilità ai giovani migliori di poter fare il “salto” in prima squadra, e giocarsela (Pedro Rodriguez, ora punto fermo della squadra di Guardiola ha giocato tre stagioni nel Barcellona B prima del grande salto).

Piccola nota: al Mondiale Under 20 che si svolgerà in Colombia la prossima estate non ci sarà l'Italia (che ha fallito la qualificazione).
Noi di ProssimiCampioni siamo tristi!

lunedì 4 aprile 2011

Joel Matip


Nome: Joel Andrè Matip Job
Data di nascita: 8 agosto 1991, Bochum
Nazionalità: Camerun
Altezza: 193cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Schalke 04 - Bundesliga
Ruolo: Mediano - Difensore centrale
Valore: 4.000.000€



Nella formazione che affrontera l'Inter nei quarti di finale della Champions League ci sarà molto probabilmente questo giovane giocatore proveniente dal vivaio dello Schalke e su cui Felix Magath ripone molta fiducia e speranze per il futuro.
A vederlo in campo non si può che dare ragione all'allenatore teutonico, il ragazzo dimostra un'esperienza incredibile per avere solo diciannove anni, una grande maturità tattica e un ottimo senso della posizione che lo fanno ben figurare ad ogni partita.

Joel nasce a Bochum nell'agosto del 1991 e inizia a giocare giovanissimo nell'SC Weitmar 45, una piccola squadra locale. La passione per il pallone la eredita da suo padre, Jean Matip, ex giocatore con un passato in Bundesliga e diverse presenze nella Nazionale camerunense. Nel 2000 viene notato dagli scout dello Schalke 04 che lo prelevano dal Bochum di cui faceva parte dal 1997. A Gelsenkirchen gioca in tutta la trafila delle giovanili facendo notare la sua propensione difensiva, infatti nonostante "nasca" centrocampista nel corso degli anni la sua posizione in campo è arretrata sempre di più.
Dopo un periodo nell'under 19 debutta, il 17 ottobre 2009, con lo Schalke II nella Regionalliga 1 (corrispondente alla nostra Lega Pro) contro l'FC Saarbrücken. Dopo sole tre presenze con un gol all'attivo viene convocato da Magath, convinto delle sue potenzialità in prima squadra. Il debutto è nientemeno che contro il Bayern Monaco il 7 novembre 2009. Matip gioca la partita da mediano arretrato davanti la difesa, gioca molto bene e riesce a siglare la rete del pareggio finale, al termine sarà nominato "Uomo Partita".
Da allora non ha più lasciato la prima squadra ed ha scalato sempre più velocemente le gerarchie dell'allenatore, durante questa stagione ha collezionato finora 22 presenze in Bundesliga, 7 in Champions League e 3 in DFB Pokal (ovvero la Coppa di Germania).

Magath preferisce farlo giocare da interditore davanti la difesa, nonostante a volte in casi di emergenza sia stato schierato da difensore centrale con ottimi risultati, in Nazionale infatti gioca stabilmente in quel ruolo. Indubbiamente il colpo di testa è la sua arma migliore, i pochi gol che ha fatto durante la sua carriera sono arrivati da situazioni di calci piazzati. Ma nonostante questo, come già accennato, la presenza in campo è la caratteristica che risalta di più. E' un giocatore molto ordinato in partita, legge molto bene lo svolgimento dell'azione e questo gli permette molto spesso di anticipare il suo diretto avversario. All'inizio della sua carriera molti non erano d'accordo circa il suo utilizzo sulla mediana, gli veniva contestata soprattutto la sua non grande abilità nel dettare i tempi e un passaggio sufficiente, una carenza tecnica evidente se la si confronta con gli altri membri del vivaio dello Schalke, soprattutto Holtby e Draxler.
Nell'ultimo periodo il giocatore ha lavorato tantissimo su questa lacuna, e bisogna dire che è migliorato notevolmente, in fondo il saper lavorare sui propri punti deboli è un segno di forza e carattere.

Nel dicembre 2009 è arrivata la chiamata del Camerun per disputare la Coppa d'Africa rifiutata però dal giocatore, per concentrarsi soprattutto sul campionato visto il delicato momento, infatti in quel periodo il giocatore si stava affermando in prima squadra. Da quel momento si è iniziato a vociferare di una possibile convocazione nell'under 21 tedesca, il giocatore intanto non ha lasciato dichiarazioni alla stampo sulla questione. Il 2 marzo 2010 il giovane ha risposto alla chiamata del Camerun per giocare un'amichevole contro l'Italia seguendo le orme del padre. Da allora vanta 7 presenze e la convocazione ai Mondiali in Sudafrica.





Qui con la maglia del Camerun

venerdì 1 aprile 2011

Rodrigo Alborno


Nome: Rodrigo Alborno
Data di nascita: 12 agosto 1993, Asunciòn
Nazionalità: Paraguay
Altezza:1, 83 m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Libertad - Campionato nazionale paraguaiano
Ruolo: Esterno sinistro, Ala
Valore: n/d



Javier Zanetti o Cristiano Ronaldo? Comunque vada sarebbe un successo. Questi sono i paragoni illustri che aleggiano sulla giovane promessa Rodrigo Alborno, esterno mancino della Libertad di Asunciòn che si sta mettendo in mostra in questa stagione con la maglia della squadra della sua città. Sappiamo che i media e gli appassionati sudamericani viaggiano spesso con la fantasia, ma siamo certi che il talento di questo centrocampista è davvero di primo livello.

Rodrigo Alborno cresce in una famiglia di sportivi e ben presto inizia a tirare calci al pallone con il suo sinistro nella formazione dell'Atlantide. A 14 anni si trasferisce nella blasonata Libertad dove scala rapidamente le gerarchia arrivando al debutto del 17 febbario 2010. A soli 17 anni ora ha già alle spalle svariate presenze in Copa Libertadores e 15 presenze in campionato con la prima maglia della Libertad (2 reti all'attivo). In Paraguay se ne parla già da un paio di anni e viene considerato insieme a Iturbe (che però ha optato per la nazionale Argentina), il vero craque del calcio paraguaiano.

Alborno è un centrocampista esterno di grandissime qualità offensive, ma capace anche di ripiegare con discreta abilità. Può ricoprire tutti i ruoli della fascia mancina, anche se la posizione che gli si addice di più è quella di esterno in un centrocampo a 4, o ala in un centrocampo a 3. Possiede grande qualità nel controllare la palla anche se, come tutti i mancini, pecca nell'utilizzare il destro e la capacità di possesso della sfera gli permette anche, all'occorrenza, di giocare come interno nella mediana. E' agile, rapido e possiede già una buona struttura fisica, unita ad tiro preciso e potente. Deve ancora crescere tatticamente e imparare a giocare con la squadra ma il potenziale c'è tutto.

Il campioncino di Asunciòn possiede il doppio passaporto paraguaiano e italiano, a causa delle origine della madre, il che lo rende molto appetibile sul mercato. Con la nazionale paraguaiana ha rapidamente passato le selezioni Under17 ed è giunto presto al Paraguay Under 20. Un brutto infortunio gli ha impedito di prendere parte al recente Sudamericano in Perù dove veniva annunciato come una delle possibili stelle.

Tantissime squadre sono interessate a lui e da qualche mese in Paraguay non si parla altro che del suo futuro. In Italia Inter e Napoli sembra stiano cercando di prenderlo a tutti i costi anche se fonti vicine al giocatore e alla squadra sostengono sia già tutto fatto con i nerazzurri che avrebbero chiuso per giugno. Quello che ha fatto la differenza sarebbe stato, oltre al blasone del club di Moratti, anche la tempestività che hanno avuto i dirigenti Branca e Ausilio nel contattare la Libertad ed il giocatore in tempi non sospetti. Ma il mercato, come tutti sanno, non esclude colpi di scena dell'ultimo minuto e l'asta per aggiudicarsi il ragazzino è ancora aperta.

Con la Libertad.


Con il Paraguay Under20.



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