mercoledì 28 aprile 2010

La Cantera del Barcelona


La Masia (inaugurata nel 1966) è il nome dato alla struttura di formazione della cantera del Barcellona. E' situata vicino allo stadio Camp Nou e nel 79 è diventata a tutti gli effetti la sede dei giovani calciatori del settore giovanile della formazione catalana. Verrà sostituita dalla nuova struttura Ciutat Esportiva Joan Gamber (che unisce quasi tutte le attività della squadra) a partire dalla stagione 2010-2011.
La Cantera (letteralmente cava in spagnolo) è un progetto voluto dal presidente Nunez (1979) e da Johann Cruijff per il quale il club investe circa 15 milioni di euro all'anno seminati nel vivaio. La “cava” catalana comprende 12 squadre maschili e 4 femminili per un totale di oltre 230 atleti tra gli 11 e i 18 anni..
Il pedagogo Carles Folquera che dirige la Masia assieme a due professori si occupa di seguire gli aspiranti campioni nello studio. Un medico e un educatore si occupano della salute e delle attività ricreative dei giovani sportivi mentre due cuochi, sette persone di servizio e un vigilante garantiscono pasti, pulizie e sicurezza della casa.
Josefina Brazales riveste la figura della responsabile del personale ma rappresenta anche la mamma per tutti gli atleti che sono distanti dalla famiglia ed hanno bisogno di attenzione e protezione, un'aspetto che il Club cura particolarmente.
Tattica, schemi, soprattutto mentalità: dai pulcini in su il modello si ripete uguale a se stesso, raffinandosi verso l'alto. Si gioca a uno, due tocchi, tagli e triangoli con accelerazioni, sempre tutti all'attacco (tecnica di base essenziale). In ambito giovanile non si privilegia il risultato ma l'armonia tra i compagni e l'affinarsi del gioco di squadra. Si lavora tutti insieme inseguendo il sogno della prima squadra condividendone schemi e stile di gioco.
Alla Masia si devono rispettare le regole e si cura paricolarmente l'aspetto psicologico dei giovani talenti con attenzione sensibile al concetto di uguaglianza, sicurezza personale, rispetto verso l'altro.
A seconda dell'età si selezionano i più piccoli privilegiando i catalani che possono stare insieme alla famiglia e successivamente si estende la selezione alla Spagna e al resto del Mondo.

Josè Alexanzo (Direttore generale della Cantera): “Tutte le nostre squadre giocano con il 4-3-3, ma quel che conta è lo stile di gioco, i ragazzi devono imparare a prendersi la responsabilità tecnica e caratteriale di toccare la palla e costruire il gioco, intepretando il calcio in modo creativo ed offensivo”.
Josefita Brazales: “Insegniamo loro che si può diventare campioni rimanendo uminili”.
Johan Cruyff: “Gli altri i palloni d'oro li comprano, Noi li costruiamo”.

Giornata tipo:
Sveglia alle 7, colazione e alle 8 tutti a scuola fino all'una e mezzo.
Pranzo, riposo, compiti e studio. A seguire allenamenti.
Cena, un paio d'ore di svago e alle 11 a letto.
Regole:
-Vietati fino ai 18 anni piercing, tatuaggi e capelli colorati.
-Alchol bandito
-Vietati i telefonini a tavola.

8 commenti:

  1. Ragazzi bel lavoretto. Vi seguo

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  2. Bello complimenti!!!

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  3. Veramente ben fatta...bravi!!!

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  4. Si ma un po mi dispiace a stare senza genitorni ma cmq complimenti

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  5. Ma come fanno ad allenarsi bene se devono pure fare i compiti, dopo 5 ore di lager, ehm, scuola?

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  6. Massi adim di ProssimiCampioni13 marzo 2012 11:41

    La domanda piuttosto e': come fanno a studiare bene in un contesto come questo, mirato all'allenamento quotidiano anche per i giovanissimi. La risposta probabilmente sta nel fatto che la preparazione scolastica e' molto relativa...

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  7. NON DICIAMO CAZZ LA PREPARAZ SCOLASTICA NON E' RELATIVA E CHE SE HAI IL CALCIO NEL SANGUE NON TI PESA LO FAI E BASTA

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  8. Vorresti dire che nei club ad alti livelli la preparazione scolastica dei ragazzi è di medio/alto livello? Io credo che un sedicenne che gioca nel Milan, nella Juventus, nell' Inter ecc... non studia (OVVIAMENTE) come uno studente normale... Solo a titolo di esempio, una scuola impegnativa come un liceo scientifico o classico, ripeto solo a titolo di esempio, non può essere affrontata con gli impegni atletici delle giovanili dei club professionistici... Altro discorso sono le scuole private che spesso mandano avanti questi ragazzi nonostante una preparazione inadeguata.

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