sabato 9 giugno 2012

Le giovanili dei Galacticos


Fin da quando si è bambini si sogna di giocare nella propria squadra del cuore, ma non solo: in tantissimi
hanno sempre sognato di poter indossare un giorno la favolosa maglia bianca del Real Madrid Club de
Futbol.

La storia di questa squadra è direttamente collegata con il successo: da quando il club è stato fondato,
ovvero nel 1902, i Merengues sono sempre stati un riferimento per il calcio europeo; sono sempre stati tra
le squadre più forti e il fatto di essere la società più vincente di Spagna ne è la prova. Il loro primo trofeo
risale al 1905, una coppa del re, e vinsero anche le consecutive tre edizioni.


Il settore giovanile del Real Madrid è molto prolifico, avendo prodotto circa una 60 di giocatori che si
trovano nel calcio che conta. Per quanto riguarda la fase offensiva nel gioco del calcio, la Spagna è la scuola
migliore come lo è l’Italia per la fase difensiva.

La cantera si sviluppa intorno ad un concetto che purtroppo noi in Italia forse non adottiamo: i Blancos
cercano nelle giovanili il bel gioco, non il risultato; quello è una cosa che per la mentalità iberica arriva
in un secondo momento. L’obbiettivo diventa poi vincere giocando bene. In ogni caso il Castilla (prima
squadra filiale) è la più importante formazione b del campionato spagnolo, vantando una Segunda Division
e una finale in coppa del re persa proprio contro il Real Madrid.

Il settore giovanile dei Galacticos si sviluppa nei movimenti offensivi seguendo questi punti focali: recupero della palla e giocata sicura, giocata in ampiezza per cercare la superiorità numerica, sfruttare
il concetto di dentro fuori per creare spazi, fattore sorpresa attraverso la partecipazione di più uomini e
finalizzare aggirando la linea difensiva attraverso il cross. Questi movimenti sono curati nei minimi dettagli
dagli allenatori di tutte le formazioni del Real; questa è l’essenza del loro calcio.


Per quanto riguarda lo scouting addirittura venti osservatori nella solo capitale sono pronti a visionare
giocatori di tutte le età, aiutati dalle giornate di prova a cui si assiste a delle vere e proprie lotte per farsi
anche semplicemente notare. Questo è il caso del centrocampista Guti che entro nel club a nove anni, dopo
la partecipazione a una di queste giornate.

Fino ai 14 anni i ragazzini si allenano per il 90% del tempo con il pallone, mentre fino ai 12 anni gli
allenamenti vengono visti più come un gioco. Frequentemente gli allenatori dei Merengues misurano
i propri elementi nel calcio 5 contro 5 poiché ciò li abitua a giocare in spazi stretti e migliora la tecnica
individuale. Un aspetto che il club cura è la cura dell’errore: essendo umano errare non si redarguisce il
giocatore per aver sbagliato una volta, ma solo quando persevera. Inoltre il Real Madrid ha stipulato un
accordo con un istituto privato per far conciliare l’attività sportiva a quella scolastica, perché bisogna essere
preparati nel fisico come nella mente.

Il cuore dei Blancos è il centro sportivo Ciudad de Valdebebas, inaugurato il 30 settembre 2005 durante la
presidenza di Florentino Perez. Le dimensioni sono mastodontiche: 1200000 m² di cui solo 30000 sviluppati.
Il centro, costato 70 milioni di euro, include 12 campi d’allenamento e lo stadio del Castilla intitolato ad
Alfredo Di Stefano.


Il Real Madrid ha una fortissima rivalità non solo con l’Atletico Madrid ma anche con il Barcellona.
Infatti fin dall'inizio i due club erano visti come le rappresentanti delle due regioni rivali in
Spagna, Castiglia e Catalogna, così come delle due città. La rivalità raggiunse nuovi livelli negli anni in
cui Franco era al potere, quando Franco cercò di sfruttare i successi internazionali del Real Madrid; ad ogni
modo, durante la stessa guerra civile spagnola, membri del Real Madrid vennero giustiziati per mano delle milizie di Franco. Il presidente del Real Rafael Sánchez Guerra, un insigne repubblicano, fu imprigionato
e torturato. Le milizie arrestarono e uccisero anche un vicepresidente e un tesoriere del Real e fecero
scomparire un sostituto presidente.


Il Real Madrid, durante la prima presidenza di Florentino Perez, sono stati nominati i Galacticos: questo era
dovuto alle numerose stelle presenti in squadra. La filosofia di allora era prendere giocatori all’apice della
carriera ogni anno (Zidane, Ronaldo, Beckham, Owen, Robinho) e affiancarli ai giocatori provenienti dalle
giovanili. I veri campioni però non sono solo quelli acquistati ma anche quelli cresciuti negli ottimi settori
giovanili. Ce ne sono stati talmente tanti che vi proponiamo “solo” i più recenti:

Esteban Cambiasso, centrocampista argentino di quantità e qualità. E’ uno dei pilastri dell’Inter sia in
campo che nello spogliatoio; era arrivato in Italia a parametro zero.

Iker Casillas, capitano del Real Madrid e autentica bandiera. Ha giocato in tutte le formazioni giovanili della
società ed è quarto nella classifica delle presenze di sempre.

Raul Gonzalez Blanco, l’uomo che ha totalizzato più presenze nel club (741) e che ha fatto più gol (323).
E’ oltretutto il giocatore con più presenze(144) e gol della Champions League (71), miglior marcatore di
sempre delle competizioni Uefa (77) e il secondo miglior realizzatore con la Spagna (44), alle spalle di David
Villa


Samuel Eto’o, vero e proprio attaccante, di quelli che non perdonano se lasci loro un piccolo spazietto. Ha
vinto tutto il possibile con il Barcellona e poi con l’Inter. Ora gioca per i russi dell’Anzhi ma forse era troppo
presto per andare in un campionato così poco competitivo.

Juan Manuel Mata, approdato l’anno scorso al Chelsea. Possiede un mancino precisissimo ed è dotato
di una tecnica decisamente superiore alla media. E’ molto veloce e solitamente gioca come esterno di
centrocampo o mezz’ala.

Roberto Soldado, attaccante su cui il Real non ha voluto puntare. Quando poi è approdato al Valencia ha
fatto sentire tutto il suo peso: fin’ora la sua media realizzativa è di un gol ogni due partite.

giovedì 7 giugno 2012

Rodrigo Ely

Nome: Rodrigo Ely
Data di nascita: 3 novembre 1993, Lajeado
Nazionalità: Italia - Brasile
Altezza: 1, 88 m
Piede preferito: Destro
Squadra: AC Milan - Campionato primavera
Ruolo: Difensore Centrale
Valore: 175.000 €




Quando si pensa al difensore centrale più forte del mondo è opinione diffusa che questo giochi nel campionato italiano, più precisamente a Milano, sponda rossonera. In questi anni abbiamo visto crescere in Serie A un campione di nome Thiago Silva, ambito da tutte le big internazionali, capace di interpretare il ruolo in chiave moderna e quindi essere un solido baluardo della difesa ma al contempo un regista difensivo dalla grande tecnica e rapidità, capace di far ripartire l'azione, verticalizzare con efficacia e farsi sentire anche in zona goal, non necessariamente solo di testa. Nel 2009 il Milan, alla ricerca di un giovane che potesse ripercorrere le orme del fenomeno brasiliano, si è fermata a Porto Alegre ed è rimasta folgorata da Rodrigo Ely, il protagonista della scheda di oggi.

Rodrigo Ely nasce a Lajeado nello stato del Rio Grande do Sul in Brasile e cresce nelle giovanili del Gremio, squadra con sede a Porto Alegre molto apprezzata per il proprio settore giovanile dal quale sono usciti giocatori come Emerson (ex Roma, Juve, Real e Milan), Lucas Leiva (Liverpool) ma soprattutto Ronaldinho. Nel marzo 2009 il Milan che ad inizio anno si era accorto delle sue qualità, decide di strapparlo alla società brasiliana e lo invita in Italia contro la volontà del responsabile del settore giovanile del Gremio Julio Soster. Nonostante quest'ultimo presenti un dossier alla FIFA, la società di Silvio Berlusconi ha la meglio: decide di parcheggiare il giovane in una scuola calcio rossonera in Brasile e attende che venga completata la richiesta di passaporto italiano (il ragazzo infatti ha origini italiane) che permette al club di tesserarlo da comunitario prima che diventi maggiorenne e quindi permettergli di lasciare il Brasile prima dei diciotto anni. Grazie anche al lavoro del procuratore di Ely, il noto agente Mino Raiola, arriva la nazionalità italiana e nel febbraio 2010 il difensore sbarca a Milano e si aggrega alla primavera al tempo allenata da Giovanni Stroppa. Le qualità del centrale sono subito evidenti e inizia ad ambientarsi formazione rossonera terminando la stagione con 5 presenze e una rete messa a segno (il Milan verrà fermato ai quarti dalla futura vincitrice del campionato 2011, la Roma). Dopo un'estate, quella 2011, trascorsa ad allenarsi con Ibra e compagni, torna ad essere un pilastro della squadra nel frattempo affidata ad Aldo Dolcetti. Nella stagione corrente disputa 23 gare (2 reti) e si propone come uno dei giovani difensori più interessanti dell'intero panorama giovanile nostrano. Anche nella recente semifinale del campionato contro l'Inter, dalla quale il Milan è uscito sconfitto solo nei supplementari (4-3), ha giocato una buona partita ed ha fatto intravedere movimenti, chiusure e ripartente da grande giocatore. Nella stagione appena conclusa il difensore italo-brasiliano si è tolto anche la grandissima soddisfazione della convocazione con la nazionale azzurra Under 19. Dopo il debutto nel novembre 2011 contro i pari età del Montenegro (1-1), non è più uscito dalla rosa del ct Evani ed ha collezionato ad ora 7 presenze.

Rodrigo Ely è un difensore centrale dotato di una notevole fisicità e qualità tecniche molto importanti. Possiede una personalità forte che unita alle doti fisiche gli consente di comandare la linea difensiva e fungere da playmaker della squadra. E' bravissimo nelle diagonali difensive, rapido nelle chiusure, effettuate con sicurezza e puntualità ed è la chiave del gioco della formazione di Dolcetti, senza nulla togliere ai bomber Comi e Ganz. E' probabilmente il giocatore delle giovanili rossonere che assieme a Calvano risulta essere più pronto per il salto nel calcio professionistico. La tranquillità che trasmette ai compagni di reparto e le uscite palla al piede sono da giocatore di alto livello.

Ad ora sembra difficile che la prossima stagione possa rimanere nella rosa del Milan, chiuso dal probabile arrivo di Acerbi dal Chievo e del quasi certo riscatto di Romagnoli (a metà con il Pescara). Sarebbe pronto per dire la sua in un campionato competitivo come la Serie A ma è più probabile che (purtroppo) possa essere girato in prestito nella serie cadetta. Molte squadre della Serie B sono su di lui ma non escludiamo possa entrare all'ultimo in qualche operazione e tentare di imporsi nella massima serie come forse gli competerebbe. Le qualità di Ely sono indiscutibili, come quelle del suo procuratore Mino Raiola che sa fare bene gli interessi dei propri assistiti (e anche i suoi). Vedremo se il Milan saprà valorizzare il gioiello che ha in casa.





mercoledì 6 giugno 2012

Torneo di Tolone 2012



Anche quest'anno nel mese di Maggio si è disputato il famosissimo Torneo di Tolone, di cui abbiamo parlato in passato spiegando la sua evoluzione. Il Torneo di Tolone 2012 è stata la 40esima edizione di questa competizione francese, vinta alla fine dal Messico.



FASE A GIRONI

Girone A: Olanda 6, Turchia 4, Egitto 4, Giappone 3
Girone B: Francia 7, Messico 6, Marocco 2, Bielorussia 1

Nel Girone A partivano strafavorite Olanda e Turchia, ma non è stato semplice eliminare il Giappone dell'incredibile Ogihara (Cerezo Osaka) e del famoso Usami, acquistato da qualche giorno dall'Hoffenhaim (dopo il mancato riscatto al Bayern Monaco). Ma i giovani olandesi si sono imposti su Egitto e Turchia grazie alle prestazioni di ten Voorde, potente attaccante del Waalwijk, in prestito dal NEC Nimegen. La seconda classifica è stata la Turchia, a pari punti con l'Egitto dell'espertissimo Eid (32 anni), eliminata dalla differenza reti.
Nessuna sopresa nel Girone B, dove Francia e Messico hanno fatto piazza pulita della concorrenza. Scontato il passaggio del turno per entrambe, si è messo in gran luce nei sudamericani Fabian (Deportivo Guadalajara), con 6 gol in 3 partite. Gli africani hanno provato a fare da terza incomoda, grazie ad un Labyad in forma goleador, ma solo un punto negli scontri diretti. Troppo palese la differenza invece con la Bielorussia, mai veramente in gara per la fase ad eliminazione diretta. 




FASE AD ELIMINAZIONE DIRETTA

Semifinali: Olanda-Messico 2-4 e Francia-Turchia 0-1

Chi si aspettava una finale tra Olanda e Francia è rimasto sicuramente deluso. Nella prima semifinale gli olandesi partono a razzo, segnando due gol nel giro di pochi minuti con Van Haaren del Feyenoord. Peccato di presunzione per gli olandesi che decellerano il gioco, facendosi accorciare da Herrera. Calo fisico incredibile nel secondo tempo per l'Olanda che subisce la miglior condizione fisica e la ferrea volontà del Messico, brava a ribaltare il risultato.
Nella seconda semifinale i padroni di casa sono completamente in balia degli avversari, bravi a sfruttare il fallo di Diallo (Bastia) su Kas (Caykur Rizespor), rigore trasformato da Kose (Istanbul Buyuksehir). I francesi così assaltano fino alla fine i turchi che però difendono bene e si qualificano ad una finale davvero inaspettata. 


Finale 3° e 4° posto: Olanda-Francia 3-2

L'Olanda si rifà alla grande dalla sconfitta subita in semifinale, dominando in lungo e in largo in tutto il primo tempo. Wjnaldum (AZ Alkmaar), fratellino di Giorgino, apre le danze; Barazite del Monaco e il solito ten Voorde la chiudono. Inutile l'orgoglio francese, guidato da de Prèville (Istres), capocannoniere della squadra.


Finale: Messico-Turchia 3-0

Troppo forte il Messico per i turchi che non riescono a difendersi dal possesso palla e dalla tecnica sopraffina del trio d'attacco Herrera (Pachuca) - Pulido (Tigres UANL) - Fabian (Deportivo Guadalajara). E' quindi il Messico a trionfare per la prima volta nella sua storia, dopo due terzi posti nelle edizioni precedenti. Quando parlammo della cronistoria e del formato del Torneo di Tolone, accennammo alla particolare designazione dei trofei.


Miglior giocatore: Herrera (Pachuca) del Messico
Giocatore più elegante: Mendy (Monaco) della Francia
Giocatore più corretto: Kose (Istanbul Buyuksehir) della Turchia
Rivelazione del torneo: Van Haaren (Feyenoord) dell'Olanda
Migliori portieri: Taskiran (Sampsuspor) della Turchia e Marsman (Twente) dell'Olanda (foto sotto)
Trofeo speciale: Riestra (Heracles) dell'Olanda
Miglior marcatore: Fabian (Deportivo Guadalajara) del Messico (foto sotto)
Il gol più bello: Trebel (Nantes) della Francia contro il Marocco
Il più giovane finalista: Ramirez (Santos Laguna) del Messico
Fair-play: Olanda




Chissà se alcuni di questi giocatori possano approdare un giorno in Italia. Da osservare con grande attenzione anche il giapponese Ogihara (centrocampista dalla grandissima visione di gioco), i messicani Pulido e Mier (possibile nuovo Marquez del Monterrey), il francese Kebano (trequartista esterno del PSG), e gli olandesi ten Voorde, Alberg (Excelsior Rotterdam) e Barazite.


martedì 5 giugno 2012

Non perdete le semifinali del Campionato Primavera 2012



Si sono conclusi da poco i quarti di finale delle Final Eight del Campionato Primavera. Otto sono le squadre che hanno partecipato alla fase finale; Juventus, Milan, Inter, Roma, Lazio, Varese, Torino, Palermo.

Ecco i risultati dei quarti di finale:



Roma – Varese 4 a 0 
La Roma rispetta i pronostici e vince con un secco 4 a 0 contro Varese.



Inter – Palermo 2 a 0
I nerazzurri passano vincendo e convincendo contro un bel Palermo. Ottima la prestazione del terzino Mbaye che sigla le due reti. Squalificato Livaja per le semifinali a causa di un rosso diretto.



Milan – Juventus 2 a 0
Buona prestazione del Milan che vince eliminando così una delle favorite al titolo. Ganz e Valoti i marcatori.La Juventus solida sul piano del gioco commette però alcuni errori ben sfruttati dai rossoneri.



(Video non disponibile, ci scusiamo per l'inconveniente)
Torino – Lazio 1 a 2
Grazie ad una doppietta del suo attaccante (Emmanuel) la Lazio vince contro un Torino che riesce ad accorciare le distanze solo allo scadere del secondo tempo.


Saranno dunque il derby della capitale e il derby di Milano le due semifinali. Già a partire da stasera in diretta TV:


ProssimiCampioni al termine della stagione vi fornirà l'analisi della competizione con i TOP e i FLOP e tante curiosità.

lunedì 4 giugno 2012

Rafal Wolski

Nome: Rafal Wolski
Data di nascita: 10 novembre 1992, Kozienice
Nazionalità: Polonia
Altezza: 1, 79 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Legia Varsavia - Ekstraklasa (serie A polacca)
Ruolo: Trequartista
Valore: 1.100.000 €




Oggi noi di ProssimiCampioni vi vogliamo parlare di un ragazzo che seguiamo da diverso tempo, un talento che è giunto il momento di presentarvi in quanto è cresciuto in maniera esponenziale nell'ultimo anno, tanto da entrare di diritto tra la rosa dei convocati per la Polonia agli Europei 2012. Rafal Wolski è la giovane gemma del Legia Varsavia e della nazionale capitanata da Kuba Blaszczykowski, che si propone come una delle mine vaganti della massima rassegna continentale.

Wolski muove i primi passi nelle giovanili di una piccola squadra, il Jastrząb Głowaczów, nella quale entra nel 2001 ed esce nel 2008, a fronte della richiesta di una delle più importanti squadre della Polonia, il Legia Varsavia. Nelle fila bianco-nere trascorre appena due anni nel settore giovanile fino al debutto ufficiale in prima squadra datato 1 marzo 2011 (a 18 anni e 3 mesi), nella coppa nazionale contro il Puchar Polski (1-1 alla fine). Tre giorni dopo arriva anche il debutto in campionato contro il Polonia Varsavia (1-0 per il Legia), il ragazzo poi terminerà la stagione con 4 presenze nella massima serie, 2 in Coppa (poi vinta proprio dal Legia Varsavia) e un assist all'attivo. La stagione appena conclusa ha invece decretato l'affermazione in patria del giovane trequartista: 21 presenze in campionato (6 reti), debutto internazionale in Europa League (6 presenze), 5 presenze in Coppa (2 reti) e il debutto nella nazionale maggiore (2 presenze ad ora) in data 22 maggio 2012 nella vittoria casalinga contro la Lettonia in amichevole (1-0). In precedenza ha vestito per 4 partite la maglia della selezione polacca Under 20 (una rete).

Rafal Wolski è un trequartista di grandissima tecnica e buona corsa. Il suo gioco è fatto di dribbling stretti ed inserimenti ma ha una buona capacità nel servire palle in profondità e non disdegna nelle conclusioni da fuori. Possiede un fisico ancora leggero e deve migliorare nella posizione in campo ma i colpi sono da talento vero. Somiglia per certi versi al primo Tomas Rosicky, giocatore dall'enorme potenziale che non è mai riuscito a concretizzare ciò che prometteva, prima nel Dortmund e poi nell'Arsenal, anche se del connazionale gli manca la rapidità e la solidità, ma c'è tempo per raggiungere i livelli del "Gunner". Può giocare anche esterno offensivo sia a destra che a sinistra ma il meglio di sé lo da in posizione centrale dove può inserirsi palla al piede o tentare la botta da fuori.

Sul giovane polacco la concorrenza è agguerrita da tempo: il Genoa ha fatto qualche passo concreto e l'Udinese l'ha studiato a fondo, anche se il destino di Rafal sembra essere la Bundesliga. Il Borussia Dortmund dovrebbe essere la squadra più accreditata a a far indossare al gioiello la propria maglia e il centrocampista pare entusiasta di essere stato scelto, come sembra, quale sostituto del partente Kagawa, con la valigia pronta in direzione United. Non c'è ancora nessuna ufficialità di alcun accordo anche perché il Legia Varsavia, forte di un Europeo che può fungere da vetrina, è pronta a monetizzare al massimo la cessione del suo baby e la concorrenza non manca considerato che siamo di fronte ad uno di quei giocatori che potenzialmente potrebbe davvero spostare gli equilibri. Siamo curiosi di vedere se avrà spazio quest'estate in una Polonia che potrebbe dare del filo da torcere alle big (Szczesny, Kuba, Obraniak ma soprattutto Lewandowski sono garanzia di spettacolo).






sabato 2 giugno 2012

Le giovanili del Calcio Padova


Un settore giovanile di grande rilievo in Italia è quello del Padova, società calcistica di tutto rispetto
militante ora in serie B.
Fondata il 29 gennaio 1910, fino ad oggi la società ha vinto due campionati di serie C2, uno di C1, uno di B e una coppa Italia semi-professionisti.

Il settore giovanile invece finora ha conquistato un campionato Primavera, 2 campionati nazionali Dante Beretti, un campionato De Martino, un campionato juniores nazionali e un campionato giovanissimi.

La Scuola Calcio Padova, infatti, si propone come punto di riferimento per quanto riguarda i settori giovanili del nord est. Per fare ciò la società ha puntato e punta moltissimo sulla disciplina, in campo e fuori grazie al maggior coinvolgimento che si cerca di dare anche ai genitori. Per quanto riguarda invece l’aspetto tecnico, avevamo già avuto modo di informarvi dell’arrivo di Dino Baggio come insegnante di tecnica presso la società: un chiarissimo segnale che dimostra quanto tengano a questo aspetto, infatti l’arrivo di un ex giocatore dotato di tale esperienza non può che portare ottimi risultati. Nell’intervista effettuata dallo staff di ProssimiCampioni l'ex Nazionale aveva svelato che attualmente il Padova sta lavorando sempre più nella tecnica, e che lui stesso aveva predisposto l’acquisto delle cosiddette “forche”, strumento grazie al quale calciando più e più volte il pallone si acquisisce un gran controllo.In particolare il Padova lavora su questi aspetti: il controllo, la guida, le finte, il dribbling, il passaggio, il tiro e il gioco di testa. La cura giornaliera è sicuramente fondamentale, dice il club, e va sicuramente intensificata nei ragazzi dagli otto ai dodici anni, età in cui si apprende il maggior numero di elementi.

Oltre agli allenatori, preparatori atletici e staff medico collaborano con la società anche un gruppo di psicopedagogisti che si occupano di ciascun ragazzo supportati dai tecnici e dai genitori. Vengono seguiti in maniera particolare coloro che sono più distanti da casa ( cioè chi viene da un’altra regione o addirittura da un altro paese) e viene loro fornito anche l’alloggio. Vengono oltretutto assunti tutor scolastici per monitorare le varie situazioni e aiutare i calciatori ove ce ne sia bisogno.

Lo scopo che si è prefissata la società è quello di formare e inserire il maggior numero di calciatori nei più alti livelli professionistici, essendo conscia però dell’estrema difficoltà di questo il Padova si attua per formare non solo il calciatore, ma anche l’uomo. Si tratta di stimolare e valorizzare l’attenzione, l’applicazione, il lavoro di squadra e la consapevolezza di se stessi.

I giocatori si allenano al centro sportivo "Geremia" del Petrarca Rugby di via Gozzano, allo stadio "Appiani" ed al centro sportivo "Euganeo" di Bresseo di Teolo. Il centro Geremia è un complesso di impianti e strutture sportive di dimensioni, organizzazione e allestimento tali da raggiungere un livello di assoluta eccellenza in Italia. Si sviluppa su una superficie di circa 10 ettari di verde attrezzato ed è composto per quanto riguarda il solo calcio da due campi in erba naturale, una pista di velocità, tre palestre interne attrezzate anche per la muscolazione, un campo sportivo polivalente, un ambulatorio medico ed una sala per la fisioterapia.

La società veneta è molto attiva in diversi progetti che vanno dalla formazione dei più piccoli fino alla promozione di attività sociali e culturali. Come ad esempio il “Progetto scuola” nel quale viene insegnato a giovani alunni della città e della provincia padovana il calcio nella sua forma più naturlae, cioè quella di puro divertimento. L'esperienza dei bambini viene messa in diretto contatto con l'apprendimento dei fondamentali del gioco e della funzione come mezzo di socializzazione. Questo avviene grazie alla partecipazione di giocatori, tecnici, membri dello staff e psicologi.

Un'altra attività, comune a molti club, è l'organizzazione di camp estivi in diverse modalità, come ad esempio il “City Camp”, organizzatoi presso il Centro Sportivo “Geremia” del Petrarca Rugby. Qui i ragazzi hanno la possibilità di svolgere attività di apprendimento e ricreative all'insegna di una vacanza in città. Esiste anche il più classico “Football Camp” dove si realizzano vacanze, in centri balneari dai grandi servizi, sempre concentrandosi sull'aspetto dell'insegnamento come gioco.

Vengono anche organizzati direttamente dalla società diversi tornei a livello giovanile. Il più conosciuto è il “Torneo Fattori, che si svolge nel periodo pasquale a cadenza annuale, dedicato ai pulcini di società gemellate presso il centro sportivo di Bresseo.
Le società gemellate sono infatti un importante risorsa sia per il Padova Calcio che per tutto il movimento calcistico della zona. I biancoscudati infatti grazie all'affiliazione hanno sempre report sui giovani più interessanti della zona, ed i migliori vengono aggregati al loro settore giovanile. Alle società gemellate invece possono contare sull'appoggio tramite strutture, professionalità ed esperienze con i collaboratori del Padova.

I progetti formativi dei veneti però non si limitano ai soli giovani ma si estendono anche ai tecnici, ovvero ai responsabili della crescità e della maturazione, sportiva e personale, dei ragazzi. Ciò avviene soprattutto tramite due canali: il “Clinic” e il “Football Coach Academy”.
Il primo è un periodico fisso effettuato in collaborazione con l'Aiac di Padova realizzato dai tecnici del club e da esperti con consigli che variano dalla cura dell'aspetto tecnico fino al come relazionarsi con i giovani atleti.
Il “Football Coach Academy” è considerato un vanto dalla società. Si tratta di incontri dediti all'approfondimento della preparazione tramite una serie di lezioni, sia teoriche ma soprattutto pratiche, realizzate attraverso un tirocinio nella società effettuato durante la stagione. La sua importanza si può riassumere con il fatto che dopo la prima edizione due allievi sono stati inseriti nello staff tecnico.

Negli anni molti giocatori sono usciti dalla Primavera padovana e si sono affacciati al grande calcio di Serie A e B. Tra di loro si ricordano Filippo Maniero, ex attaccante che ha girato un po tutta la Serie A con buoni risultati prima di trovare la sua dimensione al Venezia dove ha realizzato 54 gol in 116 partite. Anche il centrocampista, attualmente di proprietà del Novara, Marco Rigoni è cresciuto nel settore giovanile veneto. Ha giocato con i biancoscudati dai quattordici ai diciassette anni prima di essere acquistato dalla Juventus. Il giocatore più importante però che sia mai cresciuto nel Padova Calcio è sicuramente Alessandro Del Piero comprato dai bianconeri a diciannove anni. “Pinturicchio”, come venne ribattezzato da Gianni Agnelli, ha contribuito in ampia forma al calcio italiano degli ultimi anni con 208 gol in Serie A in 513 partite e 290 gol totali con la maglia della Juventus che lo rendono il giocatore più prolifico della storia della “vecchia signora”. L'attaccante originario del coneglianese ha realizzato anche 27 gol in 91 partite con la maglia azzurra vincendo il Campionato del Mondo del 2006. Oltre al Mondiale può vantare altri 18 trofei tra cui: 6 Campionati italiani, 1 Campionato di Serie B, 1 Coppa Italia, 4 Supercoppe italiane, 1 Champions League, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Supercoppa UEFA, 1 Coppa Intertoto e due Campionati Europei Under21.

Tra i giovani invece cresciuti negli ultimi anni, o che stanno maturando la loro formazione, si possono citare: Adama Diakite, attaccante classe '93 autore di 8 gol nel girone B del Campionato Primavera di quest'anno. Jerry Mbakogu, attaccante classe'92 arrivato a Padova nel 2009 ed attualemente in prestito allo Juve Stabia ed il giovane trequartista Federico Carraro nato a Padova e cresciuto nei biancoscudati trasferitosi poi alla Fiorentina Primavera ed attualmente in prestito al Pro Vercelli.

venerdì 1 giugno 2012

Michy Batshuayi

Nome: Michy Batshuayi
Data di nascita: 16 febbraio 1993, Bruxelles
Nazionalità: Belgio
Altezza: 180cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Standard Liegi - Jupiler Pro League
Ruolo: Attaccante centrale
Valore: 1.500.000€



Dal punto di vista delle giovani promesse il Belgio sta vivendo un periodo d'oro, e la Nazionale e tutti i tifosi sperano di raccoglierne i frutti in futuro. Giocatori come Hazard, Lukaku, Courtois, Rits, De Bruyne, Praet e Coosemans un giorno saranno i titolari dei "Diavoli Rossi" belgi e punteranno a traguardi che il piccolo Paese del nord non si è mai sognato. Tra loro, in attacco, molti danno per certo il giovane Michy Batshuayi, nuovo talento offensivo scuola Standard Liegi che in campionato ha raccolto l'eredità di Lukaku dopo il trasferimento a Londra.

Nasce a Bruxelles da genitori di origini congolesi ed inizia a giocare all'età di dodici anni nell'FC Bruxelles. Resta una sola stagione nella meno blasonata squadra della capitale prima di trasferirsi al più famoso Anderlecht nella stagione 2006/2007 ripercorrendo praticamente la carriera del coetaneo compagno di ruolo Romelu Lukaku, anche lui di origini congolesi. A differenza dell'attaccante ora di proprietà dei Blues decide di lasciare l'Anderlecht  la capitale dopo una sola stagione accettando l'offerta dello Standard Liegi dove entra a far parte della selezione Under19 già all'età di sedici anni. Il fatto che sia un talento lo si vede già dal numero di allenamenti a cui prende parte con la prima squadra proprio in quella stagione, imparando così a conoscere il calcio dei grandi a soli sedici anni. Dopo tre ottime stagioni in Under19, nelle quali si è confermato come il capocannoniere della squadra, arriva il grande momento del debutto in Pro League, la massima serie belga, il 20 febbraio 2011, a diciotto anni appena compiuti, nella sconfitta esterna contro il Genk. In questa occasione ha la possibilità di giocare per sette minuti, inoltre gli viene concesso di giocare i pochi minuti finali del successivo incontro casalingo del 26 febbraio contro il Mechelen.
Durante il ritiro estivo in vista della stagione 2011/2012 viene definitivamente promosso in prima squadra, arrivando a giocare i minuti finali della sfida di andata dei preliminari di Europa League contro lo Zurigo il 27 luglio. Tre giorni dopo è nuovamente in campo nella prima di campionato contro il Mons dove gioca quarantacinque minuti. Da quel momneto fatica però a trovare spazio con continuità, giocando solo pochi scampoli di partita. La svolta arriva il 15 dicembre quando ha la possibilità di giocare dal primo minuto nella sfida in casa del Copenhagen valida per il girone di Europa League. In Danimarca trova la sua prima rete da professionista che vale la vittoria alla sua squadra. Da quel momento inizia ad aumentare il minutaggio e circa un mese dopo, alla ripresa del campionato dopo la pausa natalizia, trova il primo gol anche in terra belga nell'incontro casalingo contro il Beerschot. Da gennaio fino alla fine del campionato è sempre presente in campo e a parte due eccezioni sempre nell'undici titolare. Sigla altri cinque gol portando così il suo bottino a 6 gol in 18 presenze in campionato, giocando in seguito anche cinque partite dei playoff scudetto. Durante la stagione gioca anche i quarti e la semifinale di Beker van Belgie, la Coppa Nazionale belga, siglando una pregevole doppietta nel primo incontro. Chiude la sua prima stagione da professionista con 33 presenze e 9 gol.

Michy è una punta moderna di movimento, predilige il gioco e il fraseggio palla a terra e in velocità. Dispone di un senso del gol e della posizione da attaccante di razza, viene infatti schierato come terminale avanzato nell'attacco a due del Liegi. Dal punto di vista fisico e atletico è un giocatore formato, unisce infatti forza e velocità che unite ad un ottimo gioco di gambe lo rendono temibile negli ultimi sedici metri. Molto solido dal punto di vista tecnico deve migliorare sicuramente nella disciplina tattica e nel colpo di testa, suo vero punto debole. E' l'attaccante ideale per un tipo di gioco fatto di verticalizzazioni e palle in profondità, quelle che predilige maggiormente, e grazie al fisico e al dribbling sa essere il fulcro dell'attacco.

Sebbene sia un ottimo elemento non ha ancora debuttato in nessuna Selzione giovanile belga. Come dichiarato il suo sogno è quello di vestire un giorno la maglia rossa ma non è da escludere un tentativo del Congo per farlo giocare nella loro Nazionale.

Sono molte le squadre che hanno già bussato alla porta dello Standard per la giovane punta di origini africane. Michy in un'intervista dello scorso inverno ha dichiarato che qualora avesse lasciato il Belgio gli sarebbe piaciuto giocare all'Arsenal o al Manchester United, ma più di tutto avrebbe voluto affrontare il campionato italiano con la maglia del Milan, e la società di via turati si è dichiarata interessata al giocatore. esiste una possibilità che il giovane possa arrivare nel nostro Paese ma subito dopo la dichiarazione dei rossoneri è arrivata quella del Barcellona che pare avesse avanzato un offerta di sei milioni lo scorso febbraio. Le voci non sono state confermate, ma di sicuro i blaugrana seguono Batshuayi molto da vicino.


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