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sabato 31 dicembre 2011

Aleksandar Dragovic



Nome: Aleksandar Dragovic
Data di nascita: 6 Marzo 1991, Vienna
Nazionalità: Austria
Altezza: 1,85 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: FC Basilea 1893, Axpo Super League (Svizzera)
Ruolo: Difensore centrale, mediano
Valore: 3.500.000 €



L'Austria non è sicuramente una terra dove il calcio è lo sport nazionale. Ma anche qui, sulle Alpi Retiche e Orientali, molti ragazzi si mettono in evidenza per la loro bravura con il pallone tra i piedi. E dopo Alaba del Bayern Monaco, adesso è il momento di parlare di Aleksandar Dragovic.

Dragovic nasce e cresce calcisticamente nell'Austria Vienna, dove percorre tutta la trafila nei settori giovanili fino a raggiungere la prima squadra. Ma prima viene aggregato alla seconda squadra che partecipa ad una divisione inferiore del campionato austriaco, la Erste Liga nella stagione 2008/2009, giocando 6 presenze condite da 2 gol che gli valgono la chiamata in prima squadra con la quale esordisce il 13 Luglio 2008 contro il Kapfenberg, finita 2-2. Le ottime prestazioni nelle 17 presenze totali da 17enne gli valgono la conferma in prima squadra nella stagione successiva come titolare, nonostante la giovanissima età, e la vittoria dello Young Star 2008, come miglior giovane austriaco. Nel 2009 vince la Coppa d'Austria. Nel Febbraio 2011, con il contratto che scadeva a Giugno con l'Austria Vienna, il Basilea lo strappa agli austriaci per 1 milione di euro. Il 12 Febbraio fa così il suo debutto con gli svizzeri contro il San Gallo, vinta per 3-0. Vince il campionato e durante l'estate vince anche il prestigioso torneo svizzero Uhrencup. Il suo primo gol arriva solo il 1° Ottobre contro il Servette, vinta 3-0. Con il Basilea finora conta 31 presenze e un gol.

Dragovic è stato il perno delle nazionali minori. Con l'Under 16 una presenza, con l'Under 17 2 gol in 11 presenze, con l'Under 19 2 gol in 6 presenze fino ad essere chiamato la prima volta in nazionale maggiore contro la Romania, valida per le qualificazioni al Mondiale in Sud Africa nel 2010, ma a causa di un infortunio non ha potuto giocare. Così l'esordio arriva solo il 6 Giugno 2009 contro la Serbia, persa dagli austriaci per 1-0. Può già contare ben 14 presenze.

Dragovic è un difensore centrale dal fisico equilibrato. E' molto bravo nell'anticipo e nella marcatura. Bravo di testa e rapido, è stato impiegato anche come terzino destro, soprattutto in nazionale. E' un destro naturale ma sa giocare con entrambi i piedi e le sue buone qualità tecniche gli permettono anche di disimpegnarsi come centrocampista difensivo, attraverso i cui piedi parte la rottura e impostazione primaria del gioco. Deve acquisire sicuramente esperienza e, soprattutto, deve migliorare nella tempistica delle scivolate. Infatti, talvolta è troppo irruento e commette falli evitabili.

In passato è stato seguito molto attentamente dal Genoa che è stato ad un passo dall'acquisto ma venne bruciato dal Basilea perché il presidente Preziosi voleva acquistarlo a parametro zero e girarlo in prestito per un anno al Livorno. Viene seguito soprattutto in Germania, l'Amburgo su tutte, e in Inghilterra, Arsenal, Fulham e Bolton. In Italia piace a Parma, Napoli, Juventus e Sampdoria. Ma anche il Twente e lo Schaktar Donestk inviano frequentemente osservatori in Svizzera per lui.

Nel Basilea sta mettendo in mostra tutte le sue qualità. Le favolose prestazioni offerte in Champions League e, soprattutto, contro il Manchester United sono la prova tangibile del suo immenso talento. Somiglia a Nicolas Otamendi del Porto per qualità tecnico-fisiche, ma più continuo dal punto di vista della concentrazione e più duttile dal punto di vista tattico. Insomma ci troviamo di fronte a un giocatore dal futuro assicurato che merita una chance nei maggiori campionati europei e internazionali.






venerdì 30 dicembre 2011

Christian Clemens


Nome: Christian Clemens
Data di nascita: 4 agosto 1991, Colonia
Nazionalità: Germania
Altezza: 183cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Colonia - 1.Bundesliga
Ruolo: Ala destra - Sinistra
Valore: 2.500.000



Che la Germania dia ampio spazio ai giovani nel suo Campionato è tutto fuorché una novità. Ogni squadra dalla più blasonata alla neo promossa effettua importanti investimenti nel settore giovanile e ne viene ripagata dalle nuove leve che ogni anno si affacciano in Bundesliga e nella Nazionale maggiore. Il Colonia da sempre è uno dei vivai più floridi del Paese teutonico, soprattutto per quanto riguarda i ruoli offensivi, basti pensare al talentuosissimo Lukas Podolski, a soli ventisei anni autore di 43 reti in 95 presenze con la maglia tedesca. Un nuovo talento veste la maglia del Colonia: Christian Clemens, che sta affrontando la sua seconda stagione in Bundesliga.

Christian nasce a Colonia ed inizia a giocare a dieci anni, nel 2001, nell'SC Colonia Weiler Volkhoven, società del quartiere Cologne-Volkhoven e satellite della squadra principale della città. In seguito viene invitato ad unirsi ai "Caproni" e viene aggregato al team under17. Per tre stagioni è uno dei pilastri della selezione che ha dato molte soddisfazioni alla società, ma dalla stagione 2009/2010 inizia a far parte anche dell'Fc Colonia II, la seconda squadra. La stagione seguente, oltre ad aver fatto il ritiro pre-stagionale con il team principale, viene inserito nella rosa che affronterà la Bundesliga. Il debutto arriva alla terza giornata di campionato, quando a sorpresa viene inserito dal primo minuto nella partita casalinga contro il St Pauli, da allora non ha più lasciato la squadra. Il primo gol nel professionismo arriva alla sedicesima giornata di campionato, la sua dodicesima presenza, in casa contro l'Eintracht Francoforte, marcatura decisiva nell'1-0 finale. Si ripete poche giornate dopo nella vittoria per 3-2 contro il Bayern Monaco. Alla fine della stagione conterà 27 presenze, 2 gol e 3 assist, oltre ad un minutaggio medio di settanta minuti a partita. Nell'attuale stagione torna titolare dalla seconda giornata, che coincide con lo sfortunato K.O. esterno contro lo Schalke. Da allora salta solamente una partita e alza le sue statistiche con 4 gol e 2 assist in 15 presenze. Da segnalare la doppietta dello scorso 10 dicembre in casa contro il Friburgo, con il secondo gol segnato direttamente da calcio d'angolo.

Clemens è un esterno d'attacco molto veloce e tecnico. Può giocare anche sulla fascia sinistra anche se ha dimostrato di essere più temibile partendo dalla destra. L'atletismo è sicuramente la sua dote principale, è un motore sulla fascia dove spinge e cerca la profondità per tutta la partita. Tecnicamente è dotato di un buon dribbling e di un ottimo controllo di palla. E' un giocatore concreto, preferisce cercare l'incursione piuttosto che perdersi in giocate fini a se stesse, come d'altronde insegna la scuola tedesca. Deve migliorare dal punto di vista della fisicità, anche se ha una buona altezza (183cm) perde un po spesso negli scontri diretti.

Christian è stato notato anche dai Selezionatori delle varie Nazionali giovanili tedesche, conta infatti 1 presenze in Under15, 7 in Under16, 7 in Under17, 10 con 3 gol in Under18, 5 con 2 marcature in Under19, altre 3 presenze e 2 reti in Under20 fino a quando nel febbraio 2011 ha debuttato nel match contro la Grecia con la maglia dell'Under21.

Giocare per la squadra della sua città, della quale è tifoso fin da bambino, è sempre stato il sogno di Clemens, inoltre a soli vent'anni è un elemento fisso della rosa. Alcune squadre tedesche hanno provato a fare qualche sondaggio per il giocatore, ma niente di concreto, vista anche l'intenzione fin dagli anni scorsi del Colonia di non cedere il giocatore neanche in prestito.







Il video del gol segnato direttamente da calcio d'angolo contro il Friburgo




Ricordiamo ai nostri lettori che con l'arrivo del nuovo anno ci sarà il "pensionamento" dei giocatori classe '91. Dal 2012 spazio alle generazioni dal '92 in poi.

lunedì 26 dicembre 2011

Alex Sandro


Nome: Alex Sandro
Data di nascita: 26 Gennaio 1991, Catanduva
Nazionalità: Brasile
Altezza: 1,79 cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: FC Porto - Superliga
Ruolo: Terzino sinistro
Valore: 6.800.000 €



Può sembrare strano che ultimamente stiamo parlando di giovani talenti del calcio brasiliano che giocano nel ruolo di terzino sinistro. Ma non è per niente strano visto che in Brasile il ruolo di terzino sinistro ha un’importanza strategica fondamentale in una squadra, visto che gli esterni di centrocampo non esistono e tocca proprio ai terzini coprire di continuo tutta la fascia di competenza. E dopo i più famosi Danilo e Juan, adesso è il momento di Alex Sandro.

Alex Sandro inizia la sua carriera nell'Atletico Paranaense, dove vince una quantità impressionante di premi e riconoscimenti con l'Under 15, l'Under 17 e l'Under 18. Soprattutto sono le ottime prestazioni nella Copa del Paranà con gli Under 23 che gli fanno guadagnare la convocazione in prima squadra nell'Ottobre del 2008. Esordisce nel Brasilerao qualche giorno dopo, il 18 Ottobre contro l'Internacional de Porto Alegre. Nel 2009, Alex Sandro ha svolto un ruolo fondamentale per la vittoria dell'Atletico nel Campeonato Paranaense, giocando 8 partite. E il 25 Gennaio arriva anche il primo gol contro il Rio Branco. Nel Brasilerao, invece, disputa 9 partite. L'Atletico vende il suo cartellino al Club Deportivo Maldonado, squadra uruguayana, prestandolo al Santos nel Marzo del 2010. All'inizio Sandro è solo il panchinaro di Leo nel club paulista, ma quando viene chiamato in causa non delude mai. In totale 33 presenze per lui condite da tre gol, il primo dei quali contro il Cruzeiro, considerato tra l'altro tra i dieci più belli dell'intero campionato. Con il Santos vince in un anno e mezzo il Campeonato dello Stato di Sao Paulo nel 2010 e nel 2011, una Copa do Brasil nel 2010 e una Copa Libertadores nel 2011. Il 23 Luglio 2011 è il Porto a strappare alla forte concorrenza Sandro, pagando il Deportivo Maldonado ben 9,6 milioni di euro, facendo firmare al giocatore un contratto fino al 2016 con una clausola rescissoria fissata a 50 milioni di euro. In questi primi mesi con i Dragoes sta incontrando diverse difficoltà nell'evidenziare le sue qualità perché davanti a lui c'è un mostro sacro, almeno in Portogallo, come Alvaro Perreira, uno dei grandissimi protagonisti del triplete (Superliga, Coppa di Portogallo e Europa League) di Villas Boas. Solo due presenze quindi finora per Alex Sandro nel Porto, dove ha esordito il 15 Ottobre contro il Peo Pinheiro, partita vinta con un rotondo 8-0.

Alex Sandro si è però messo in evidenza soprattutto con le nazionali. Dopo essere stato uno dei pilastri dell'Under 18, esordisce con l'Under 20 a 18 anni nel 2009. Si è laureato Campione del Mondo della categoria nei mesi scorsi, risultando uno dei migliori. In totale può contare ben 11 presenze. Subito dopo la Copa Sud America, ha fatto il suo esordio anche con la nazionale maggiore di Mano Menezes. Già 2 presenze per lui.

Alex Sandro è un terzino sinistro di grande spinta, ottima corsa, potenza e preciso nei cross. E' bravo soprattutto in fase di copertura. Molto continuo nel pressing, chiude bene gli spazi, ha senso dell'anticipo ed è difficile da superare nella marcatura. E' però ancora acerbo nella marcatura a zona e soprattutto nei calci piazzati dove non è sempre concentrato. Deve migliorare anche nel colpo di testa. Non è un dribblomane, ma offre un contributo incessante alla fase offensiva e alla manovra, macinando chilometri su tutta la fascia sinistra, intelligente nelle sovrapposizioni e nel movimento senza palla. Deve migliorare con il piede d'appoggio, il destro. Ciò che impressiona di più di Alex Sandro è l'ottima fase difensiva, abbinata al giusto mix tecnico-fisico.

Prima che passasse al Porto è stato seguito attentamente da diverse squadre italiane, soprattutto il Milan che vedeva in lui il possibile nuovo Serginho, e spagnole, ma probabilmente la scelta portoghese è forse la migliore per la sua crescita.

Alex Sandro è sicuramente ancora in fase di crescita, ma dal potenziale enorme. Per le sue qualità tecnico-fisico-tattiche è forse il miglior terzino sinistro giovane brasiliano. Somiglia a Cafù per la sua praticità, ma dalla parte opposta del campo.









Golaço contro il Cruzeiro

lunedì 19 dicembre 2011

Juan Jesus


Nome: Juan Jesus
Data di nascita: 10 giugno 1991, Belo Horizonte
Nazionalità: Brasile
Altezza: 1, 83 m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Internacional - Campeonato Brasileiro Série A
Ruolo: Difensore centrale, terzino sinistro
Valore: 3.000.000 €


Il Brasile è sempre stata la patria di grandi giocatori offensivi: attaccanti e centrocampisti che abbinano grande tecnica a velocità e fantasia al servizio del goal e dello spettacolo fine a se stesso. Negli ultimi vent'anni però questa splendida terra ha partorito talenti straordinari anche per i ruoli difensivi. Questi hanno mantenuto quella peculiarità tutta verde-oro fatta di tecnica e ricerca della rete ma sono diventati punti di riferimento per il loro ruolo. Roberto Carlos ha gettato la base per le nuove generazioni e successivamente difensori del livello di Cafu, Lucio, Maicon, Dani Alves e Thiago Silva hanno tracciato la via che stanno cercando di seguire, non senza qualche difficoltà, i vari David Luiz (Chelsea), Marcelo (Real Madrid), Rhodolfo (San Paolo), Gum (Fluminense), Mario Fernandes (Gremio), Rafael Toloi (Goias) Leandro Castan (Corinthias), Dedé (Vasco). L'Europa è sempre attenta al Brasile e i suoi giovani talenti, anche difensivi, come quello che presentiamo oggi, scuotono il mercato e attirano gli investitori. Stiamo parlando di Juan, centrale dell'Internacional, al centro di un vero e proprio caso di mercato in questi mesi.

Nasce a Belo Horizonte e muove i primi passi nel classico futsal (calcio a 5), molto diffuso in Brasile, ottimo per la crescita della tecnica e per il senso della posizione dei giovani calciatori. Nel 2007 entra a far parte dell'Internacional di Porto Alegre, ex squadra del rossonero Pato e di Nilmar (Villareal), crescendo molto rapidamente sia nel ruolo di centrale difensivo, posizione nella quale sfrutta tutto il suo potenziale, sia come terzino mancino di spinta. Il 16 maggio 2010 fa il suo esordio, da titolare in prima squadra, nella gara esterna vinta per 3 a 2 contro il Goias. Nello stesso anno vince la Copa Libertadores con l'Internacional. Nel 2011 guarda dalla panchina la sconfitta dei compagni nella semifinale del Campionato del Mondo per Club, ad opera del Mazembe ma vince il Campionato Gaùcho 2011 (campionato dello stato di Rio Grande du Sul) e la Recopa Sudamericana 2011 (il corrispettivo sudamericano della Supercoppa Europea). Nella stagione appena conclusa ha disputato 18 partite (25 totali in carriera) con la maglia del club di Porto Alegre che gli ha permesso la vetrina giusta per diventare un punto fermo della nazionale brasiliana Under 20. Con quest'ultima ha vinto il Campionato Sudamericano Under 20 (nel 2011 in Perù) e conquistato da protagonista, assieme a Coutinho, al compagno Oscar, a Danilo, al portiere Gabriel e a Casemiro il Mondiale Under 20 in Colombia.

Juan Guillherme Nunes Jesus è un difensore centrale molto veloce e forte fisicamente. Fa dell'esplosività e del senso di posizione le sue armi principali ma si dimostra ottimo anche con la palla fra i piedi e nel gioco aereo. E' un centrale moderno, all'occorrenza terzino sinistro abile nella fase propositiva. Deve fare esperienza in Europa per affinare le sue doti e cercare di limitare la sua irruenza che nel calcio europeo non viene tollerata. Come spesso accade a difensori della sua età soffre gli attaccanti d'esperienza e pecca di amnesie difensive ma ha tutto per diventare un difensore di stampo internazionale, a patto che però non gli venga affidato da subito un ruolo di primo piano in un top club. Deve crescere con calma e senza troppa pressione.

Nella sezione di mercato estiva 2011 è stato seguito da vicino da molte squadre tra cui Napoli ed Inter che avevano presentato due prime offerte ufficiali, rifiutate dalla squadra brasiliana alla ricerca di far lievitare il prezzo, vista l'imminente esplosione del loro talento. Alle pretendenti si sono aggiunte, nel tempo, anche Benfica, Tottenham e Milan anche se l'Inter è stata, ed è, la squadra più vicina al giocatore. Sembra che il ragazzo di Belo Horizonte si sia promesso al club di Moratti e che la società milanese abbia nel frattempo pareggiato le richieste del club di appartenenza. Il 16 dicembre 2011 però l'Internacional ha ceduto il 65 % del suo cartellino (2.600.000 €) al procuratore Giuliano Bertolucci (in Brasile è possibile l'acquisizione da parte di privati) mentre il restante 35 % appartiene da tempo al fondo privato DIS. Sembra che dietro quest'operazione ci sia stata la necessità di estinguere un debito che il club deteneva nei confronti del suddetto procuratore in merito all'ingente rinnovo dell'altro suo assistito Oscar. Fonti brasiliane sostengono che la DIS e Bertolucci vogliano trasferire Juan all'Accademia de Coimbra, club portoghese legato all'azienda, ipotesi che ha fatto andare su tutte le furie il giocatore, il padre che assiste il ragazzo e l'Inter che si è detta non disponibile a trattare in condizioni simili. Il padre di Juan è intervenuto pubblicamente ad una radio brasiliana con queste parole: "Non so perché il presidente dell'Internacional, Giovanni Luigi, ha rifiutato un'offerta dell'Inter che era identica a quella formulata dal signor Bertolucci e ha deciso di cedere invece mio figlio all'agente. Quello che non riesco a comprendere è perché accettare l'offerta di una società di procuratori che non esiste e rifiutare invece quella dell'Inter. Questo è un raggiro!" (Fonte Fcinternews.it).
In seguito ha confermato che il giocatore vuole solamente l'Inter, che non vuole assolutamente trasferirsi in Portogallo e che è molto scosso della situazione. La situazione è in divenire, l'Inter non si è ancora ritirata dalla trattativa e a breve ci saranno importanti sviluppi. Quello che è certo è la necessità a tutelare il ragazzo e la sua carriera. I giovani hanno bisogno di serenità e non di essere al centro di interessi economici e speculazioni.





venerdì 16 dicembre 2011

Admir Mehmedi


Nome: Admir Mehmedi
Data di nascita: 16 marzo 1991, Gostivar
Nazionalità: Svizzera
Altezza: 1, 83 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Zurigo - Axpo Super League
Ruolo: Punta centrale, seconda punta
Valore: 2.500.000 €



La Svizzera sta crescendo vertiginosamente e questo è dovuto a molteplici fattori tra cui la capacità di programmare il futuro, l'apertura agli stranieri naturalizzati e alle strutture all'avanguardia di cui dispongono i club elvetici. Se la generazione matura attuale ha prodotto giocatori di ottimo livello, Inler, Dzemaili, Lichtsteiner e Derdiyok su tutti, la prossima promette giocatori dal talento immenso. Shaqiri e Xhaka del Basilea sono i simboli più luminosi del nuovo corso, ma recentemente si stanno affacciando al panorama internazionale talenti altrettanto validi tra cui il terzino Koch (Zurigo), di cui vi abbiamo parlato la scorsa settimana, e l'attaccante di cui vi parliamo oggi, Admir Mehmedi, suo compagno di squadra.

Admir Mehmedi nasce a Gostivar, una delle più grandi città della Macedonia, ma si trasferisce piccolissimo a Bellinzona in Svizzera. Muove i primi passi nelle giovanili della squadra locale, per poi passare all' Fc Winterthur all'età di 9 anni. Nella squadra del Canton Zurigo trascorre 6 anni e dopo un costante monitoraggio si trasferisce nel club più importante del cantone, l'Fc Zurigo. Dopo due anni di crescita costante Mehemdi ottiene la fiducia della società e dello staff tecnico e viene promosso in prima squadra con la quale debutta il 20 luglio 2008 nella vittoria esterna con il Neuchatel Xamax (1-2). Con lo Zurigo ad ora ha collezionato 17 presenze in campionato, 4 reti e 5 assist. Ha debuttato anche nelle maggiori competizioni europee: esordisce in Europa League nel 2008 nella sconfitta esterna contro il Milan per 3-1 e la stagione successiva in Champions nella sconfitta per 6-1 contro il Marsiglia. Ad ora ha all'attivo 4 presenze in Champions League con 2 reti (entrambe nelle qualificazioni) e 5 presenza in Europa League, una rete.

Mehmedi è un attaccante completo che può giocare sia come terminale offensivo che a supporto del centravanti. Ha una struttura fisica importante, è agile e vede bene la porta. Dispone di un'ottima tecnica di base e una buona capacità di calcio ma deve migliorare sotto porta e deve imparare a sfruttare le proprie caratteristiche per il bene della squadra. Potenzialmente può essere una delle sorprese del panorama internazionale perché possiede caratteristiche piuttosto difficili da trovare di questi tempi e un margine di miglioramento consistente.

La giovane punta macedone, naturalizzata svizzera, ha un'importante carriera nelle selezioni elvetiche giovanili che l'hanno portato alla recente ribalta con la nazionale maggiore. Ha all'attivo 3 presenze e 3 reti nell'Under 16, 16 presenze e 5 reti in Under 17, 26 presenze e 11 reti in Under 19, 2 in Under 20 e 9 presenze con 5 reti in Under 21. Con la Svizzera Under 21 è arrivato in finale dell'Europeo di categoria, perso solo grazie alle prodezze di Thiago Alcantara in favore della Spagna (2-0 per gli iberici). Con la Svizzera debutta nella splendida prestazione della squadra contro l'Inghilterra per le qualificazioni all'Europeo 2012 (2-2).

Mehmedi è seguito da numerose importanti squadre europee. Nell'estate del 2011 si era sparsa la voce del suo acquisto da parte del Palermo ma il tutto sembra essere stato rimandato al mercato di gennaio 2012. Nel frattempo il ragazzo ha raccolto sempre più consensi e al Palermo si sono aggiunte Cesena, Parma, Novara, Fiorentina, Atalanta, molte squadre tedesche, il Sunderland, e soprattutto il Liverpool. A gennaio potrebbero esserci movimenti, il suo contratto scade nel 2013, e la speranza è quella di poterlo vedere presto in Italia e non vederlo esplodere in Inghilterra o in Germania. Per la serie A sarebbe perfetto.






domenica 11 dicembre 2011

Aleksandar Ignjovski


Nome: Aleksandar Ignjovski
Data di nascita: 27 gennaio 1991, Pancevo
Nazionalità: Serbia
Altezza: 1,75 m
Piede preferito: Ambidestro
Squadra: Werder Brema - Bundesliga
Ruolo: Centrocampista centrale, regista davanti la difesa.
Valore: 2.500.000 €

La Serbia sta tornando a sfornare giocatori di altissimo livello. Dopo la deludente generazione nata nel decennio che va tra gli anni 80 e 90, che ha visto emergere solo Nemaja Vidic come campione assoluto, mentre Kolarov e Krasic stentano ad emergere nelle squadre blasonate, ecco profilarsi la rinascita di un'identità calcistica, quella serba, che nella scissione con il Montenegro aveva perso grandissimo potenziale (Jovetic e Vucinic avrebbero fatto molto comodo).

Il ragazzo di cui parliamo oggi è Aleksandar Ignjovski, autentica rivelazione del Werder nella prima parte di stagione. Il centrocampista serbo è arrivato in punta di piedi ed ha saputo conquistare il tecnico Thomas Schaaf che si affida sempre di più alle sue qualità fatte di dinamismo e tecnica in mezzo al campo. Con Mijailovic, Djuricic, Stevanovic, Ljajic, il baby fenomeno Jankovic e appunto Ignjovski, colui che è più predisposto a mettere ordine tra questi raffinati e fantasiosi centrocampisti, la Serbia potrebbe aver trovato un centrocampo potenzialmente eccezionale.

Ignjovski nasce a Pancevo, provincia di Voivodina, e muove i primi passi nelle giovanili dell'OFK Belgrado (vi entra all'età di 7 anni), terza squadra della città dopo Stella Rossa e Partizan. Nella società bianco-celeste passa per tutte le selezioni giovanili fino alla promozione in prima squadra nella stagione 2008/2009. Questa è la prima stagione da professionista e Aleksandar la onora con 23 presenze e la bellezza di 3 reti, numeri importanti per un debuttante centrocampista difensivo. Le buone prestazioni gli valgono l'attenzione di numerose squadre e quindi la pretesa di un contratto tutto nuovo. Di comune accordo con l'OFK Belgrado passa al Monaco 1860, siamo nell'estate 2009, con la formula del prestito biennale e l'ambizione di sfondare in Germania, anche se nella seconda serie dopo la Bundesliga. In Baviera colleziona 53 presenze che gli valgono l'attenzione di mezza Europa. Si distingue anche per duttilità in quanto gioca a centrocampo e nei ruoli di terzino destro e sinistro. Dopo un'estate di trattative, quella del 2011, nella quale sembrava fatto il passaggio al Napoli, il giovane serbo decide di rimanere in Germania dichiarando la ferma volontà di arrivare in Bundesliga e firma con il Werder Brema, che lo preleva per circa un milione di euro. Nel Werder debutta il 10 settembre 2011 nella vittoria interna contro l'Amburgo (2-0) come terzino mancino e successivamente colleziona altre 10 presenze sia come difensore che come centrale davanti la difesa (dato aggiornato al 12 dicembre 2011).

Ignjovski è un giocatore versatile, può giocare appunto come esterno di difesa, all'occorrenza come centrale, ma soprattutto nella mediana come regista basso dotato di buone capacità di impostazione e allo stesso tempo di doti da centrocampista di rottura. Calcia bene con entrambi i piedi, non è un gigante ma fisicamente sa farsi valere con grinta e tenacia ed è sempre pronto a cogliere le occasioni che gli si presentano davanti. Un giovane combattente dalle indubbie qualità tecniche e dal senso del sacrificio, merce rara e preziosa al giorno d'oggi.

Pur essendo di origini macedoni ha sempre giocato con le selezioni serbe. Ha all'attivo 6 presenze in Under 17, 2 in Under 18, 6 in Under 19 con un goal e 13 in Under 21 per la quale rappresenta un perno fondamentale in una rosa di numerosi talenti dalle caratteristiche offensive. La carriera di Aleksandar è in ascesa, come la sua quotazione. In passato è stato cercato dal Napoli, come detto in precedenza, da molti club tedeschi e dalla Fiorentina che aveva addirittura presentato un'offerta ufficiale, rifiutata in favore della permanenza in Germania dallo stesso giocatore. Il Werder ora punta forte su di lui per il nuovo corso e Schaaf sembra non poterne più fare a meno.






venerdì 9 dicembre 2011

Philippe Koch


Nome: Philippe Koch
data di nascita: 8 febbraio 1991, Jegenstorf
Nazionalità: Svizzera
Altezza: 180cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Zurigo - Axpo Super League
Ruolo: Terzino destro
Valore: 1.500.000



In questi ultimi anni la Svizzera sta assumendo un ruolo sempre più da protagonista nella gestione e la maturazione dei giovani talenti. Il secondo posto agli Europei Under21 della passata estate non è casuale, ma il frutto di un lavoro giovanile sul quale la Federazione ha deciso di puntare ed investire. I talenti svizzeri, come ad esempio Xherdan Shaqiri, il suo compagno di Club al Basilea Granit Xhaka o l'ex rosanero Pajtim Kasami, sono ammirati e ricercati da mezza Europa.
Un altro talento che ha avuto modo di mettersi in mostra all'Europeo della scorsa estate è il terzino destro, in forza allo Zurigo, Philippe Koch.

Koch inizia a giocare in tenera età, a otto anni entra nel Bibrist, piccola società di Jegenstorf sua città natale. Nel 2002 entra nelle giovanili del Soletta, modesto Club della Terza divisione svizzera (la nostra Lega Pro) che gioca nello stesso girone guarda caso dello Zurigo Under21. Resta nel Soletta fino all'estate 2007, quando viene prelevato proprio dallo Zurigo e mandato nelle squadra Under21. Resta solo un anno in quello che potremmo definire il Team B, nella stagione 2008/2009 viene infatti aggregato ufficialmente alla prima squadra. Fa il suo debutto il 28 agosto 2008, nella partita del secondo turno della Coppa UEFA in casa dello Sturm Graz. Entra al novantunesimo minuto ed ha la possibilità di giocare tutti i tempi supplementari. In seguito è tornato a giocare nella selezione Under21, per poi essere richiamato il 1 marzo 2009 per la partita casalinga di Super League contro il Vaduz. In quest'occasione ha la possibilità di giocare per gli interi novanta minuti, e con personalità aiuta la sua squadra a vincere 5-0. Entro la fine della stagione riuscirà a disputare altre dieci partite, portando cosi a 12 le presenze al suo primo anno da professionista.
Nel corso della stagione 2009/2010 viene promosso in pianta stabile nella squadra principale, e qui ritrova anche suo fratello Raphael, di un anno più grande, di ritorno da un prestito pluriennale proprio al Soletta. Durante la stagione Philippe ha modo di mostrare il suo talento e le sue capacità, gioca infatti ben 25 partite in campionato ed altre 8 in Champions League, preliminari compresi. Nella stagione 2010/2011 l'obbiettivo era quello di ripetere le belle prestazioni, crescendo e magari trovando anche la prima rete da professionista. La rete non è arrivata ma in campionato ha firmato 5 assist in 27 partite, aumentando di molto il suo minutaggio.
Nella stagione in corso si è riconfermato come uno dei titolari imprescindibili dello Zurigo, e noi tifosi italiani abbiamo potuto ammirarlo nella doppia sfida contro la Lazio nei gironi di Europa League.

Philippe è un terzino completo nonostante la giovane età. Dispone di un buon atletismo e con la maggior esperienza maturata in questi anni tende a sganciarsi più spesso per arrivare sul fondo e cercare il cross. In difesa è molto attento e sicuro, buon senso della posizione e buon anticipo gli permettono molto spesso di fare la differenza. Nonostante abbia già tre anni e mezzo di professionismo alle spalle ha bisogno di maggior esperienza prima di approdare a un campionato più importante, ma sicuramente ha abbastanza talento per poter arrivare.

Ha iniziato a giocare con la maglia della Svizzera dalla selezione Under19 dove ha totalizzato 14 presenze. Dal 4 settembre 2009 è un membro fisso dell'Under21, dove oltre alle 21 presenze condite da un gol, vanta come già detto un argento all'Europeo 2011 di categoria. E' stato inoltre convocato dal CT della Nazione maggiore, Ottmar Hitzfeld, per la partita di qualificazione a Euro 2012 dell'11 ottobre a Basilea contro il Montenegro, senza però scendere in campo.

Molte squadre hanno richiesto informazioni sul giovane terzino, che può all'occorrenza svariare su tutto il fronte difensivo, allo Zurigo. Tra le italiane si nota un sondaggio della Lazio che ha cercato di ripetere l'exploit di Lichtsteiner. Lo Zurigo per il momento non ha intenzione di privarsi del giocatore, forte anche della volontà del ragazzo di restare in Svizzera per il momento. Sicuramente la prossima estate diversi club voleranno a Zurigo per provare a convincere società e giocatore ad un eventuale trasferimento.



lunedì 5 dicembre 2011

Isaac Cuenca


Nome: Joan Isaac Cuenca Lòpez
Data di nascita: 27 aprile 1991, Reus
Nazionalità: Spagna
Altezza: 181cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Barcelona - Liga BBVA
Ruolo: Ala destra, sinistra
Valore: 100.000€



Barcelona e Catalogna, il binomio più fortunato dal punto di vista calcistico degli ultimi vent'anni. La provincia autonoma spagnola da sempre è terra prolifica per il calcio. Insieme ai Paesi Baschi ha dato i natali alla maggior parte dei campioni spagnoli di sempre, ma negli ultimi anni in Catalogna sta accadendo qualcosa di incredibile. Merito anche della società Barcelona che sa far crescere i giovani come nessun altro al mondo, pare che questa regione sia stata benedetta vista la grande quantità e qualità di giocatori che sta sfornando. Iniziando dalla vecchia guardia blaugrana con Guardiola, Puyol, De la Pena, passando dai vari Xavi, Iniesta, Valdes, fino ad arrivare ai più giovani Fabregas, Busquets, Pedro e concludendo con la moltitudine di giovani che stanno crescendo nei settori giovanili o nella squadra B da cui ogni anno l'allenatore Guardiola attinge per rinforzare ulteriormente la Prima Squadra. Quest'anno è il turno di Joan Isaac Cuenca Lopez, chiamato semplicemente Isaac Cuenca, che proprio in questo periodo si sta affermando in Liga e Champions League.

Isaac nasce a Reus, comune catalano che ha dato i natali anche al celebre architetto Anton Gaudì, ed inizia a giocare all'età di dieci anni nel settore giovanile dell'Espanyol. Nel 2003, a dodici anni, gli arriva l'invito ad unirsi al settore giovanile più importante al mondo, proprio quello dei blaugrana, ed Isaac non perde l'occasione. Resta nelle giovanili del Barcelona fino al 2006 quando decide di tornare nella sua città per giocare con il Deportivo Reus dove può continuare la sua crescita con calma e tranquillità. Nella stagione 2008/2009 gioca nel CF Damm per poi tornare a Barcelona nella stagione 2009/2010. Nell'estate del 2010 viene aggregato al Barcelona B, che attualmente milita nella seconda divisione spagnola, giocando sei partite e realizzando due gol. La stagione successiva viene ceduto in prestito al Sabadell, squadra di Segunda Division B (l'equivalente della nostra Lega Pro o ex C1) dove mette in mostra le sue grandi qualità tecniche e atletiche evidenziando anche però la sua principale lacuna dell'epoca ovvero la finalizzazione. Conclude la sua esperienza al Sabadell con il bottino di 32 presenze e 4 gol. All'inizio della stagione 2011 viene aggregato nuovamente al Barcelona b ma effettua la preparazione pre-stagionale in ritiro con Guardiola e i suoi ragazzi giocando anche alcune amichevoli come ad esempio quella contro l'Hajduk Spalato. Dal suo ritorno a Barcelona ha lavorato ininterrottamente per colmare i suoi difetti e all'inizio della stagione in serie b realizza 2 gol in 6 partite che gli valgono la chiamata ad unirsi con la prima squadra. Debutta il 19 ottobre in occasione del match di Champions League contro il Viktoria Plzen giocando solo tre minuti sul finire della partita. Debutta invece nella Liga il 25 ottobre 2011 in casa del Granada, giocando tutti i novanta minuti, disputando una bella prestazione condita da un amaro cartellino giallo. Guardiola gli rinnova la fiducia e lo schiera nuovamente dall'inizio nella partita successiva in casa contro il Mallorca. L'incontro finisce in goleada, il risultato finale sancisce un 5-0 in favore dei catalani, e Cuenca realizza la sua prima rete nel mondo del professionismo. Il primo novembre 2011 è ancora in campo nel match di ritorno sempre contro il Viktoria, anche in quest'occasione gioca tutta la partita realizzando un assist. Riconquista spazio anche nella Liga dove mette a referto un altro assist contro il Real Saragoza e segna la sua seconda marcatura nel 5-0 rifilato al Levante. Con calma e tranquillità Cuenca si sta facendo trovare pronto ad ogni chiamata di mister Guardiola e si sta ritagliando sempre più spazio nelle rotazioni del Barcelona.

La sua miglior qualità è indubbiamente l'atletismo che unito alla grande tecnica di cui dispone ne fanno un'arma molto temibile dell'attacco blaugrana. Può indistintamente giocare sulla fascia destra o su quella sinistra accentrandosi spesso per cercare il passaggio o la conclusione in puro stile Barcelona. Come ogni giocatore che ha militato nelle giovanili o nella squadra B conosce a menadito i dettami tattici della squadra. E' cresciuto con questi movimenti e sembra già un giocatore esperto quando lo si ammira armonizzarsi alla perfezione con Messi e compagni. Il suo punto debole principale è la finalizzazione. Nonostante abbia già realizzato due reti conclude ancora troppo poco in relazione a tutte le occasioni che crea. Sicuramente questo sarà un difetto che tenderà sempre più a scomparire con il tempo e con la confidenza che via via acquisirà.

Al momento Isaac è un membro fisso della Nazionale Under21 spagnola con la quale ha realizzato 2 presenze. Non ha giocato nelle altre selezioni giovanili visto che aveva temporaneamente lasciato il Barcelona per tornare nella tranquillità della sua Reus.

Da solo un mese e mezzo in prima squadra e già è diventato un giocatore importante nelle rotazioni di Guardiola. Se le voci di mercato sul possibile addio di David Villa dovessero risultare vere, il Barcelona sa di disporre di un'ottima alternativa che aspetta solamente di crescere ed imparare.










lunedì 28 novembre 2011

Eliaquim Mangala


Nome: Eliaquim Mangala
Data di nascita: 13 Febbraio 1991, Parigi
Nazionalità: Francia (con passaporto congolese)
Altezza: 1,88 cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Porto - SuperLiga
Ruolo: Difensore centrale, terzino sinistro, mediano
Valore: 5.000.000 €



La Francia in questi ultimi anni sta sfornando grandi talenti, molti dei quali si sono trasferiti in campionati più importanti e stanno impressionando gli addetti ai lavori. Gli esempi più lampanti sono Varane del Real Madrid e Kakuta del Chelsea. Meno sponsorizzato di questi due giocatori è sicuramente Eliaquim Mangala del Porto.

Mangala è nato nel sobborgo parigino di Colombes, ma si trasferì in Belgio all’età di cinque anni a Namur. Alla stessa età entra a far parte delle giovanili del Lustin Club Atletico e dopo sei anni al CS Wépionnais nella vicina Wépion. Dopo due anni, Mangala è entrato finalmente nella squadra principale della sua città, l’UR Namur, dove ha impressionato rapidamente i vari osservatori fino a quando nell’estate del 2007 si trasferisce allo Standard Liegi, firmando un contratto giovanile della durata di tre anni. Nella stagione 2007-2008 impressiona da terzino sinistro nell’Under-17 del club belga, tanto che nel Gennaio del 2008 viene subito promosso nella categoria degli Under-19, giocando questa volta come difensore centrale. Nel frattempo comincia ad allenarsi con la prima squadra e il 23 Ottobre 2008 arriva la firma sul nuovo contratto quinquennale da professionista. Esordisce ufficialmente il 9 Novembre 2008 all’89’ minuto nella sfida con il Germinal Beerschot, vinta per tre a uno. L’esordio da titolare arriva invece il 17 Gennaio 2009 con il Dender dove Mangala fa l’assist per il gol di Jovanovic che chiude la partita sul definitivo tre a due per il Liegi. Ha terminato la stagione con 11 presenze in campionato e la vittoria dello Jupiler Pro Ligue. Nella stagione successiva Mangala parte titolare nella Super Coppa di Belgio con il Genk, vinta per due a zero. Il 12 Settembre arriva finalmente il primo gol contro il Mechelenque, vinta per tre a zero, e replica in Champions League con l’Arsenal, persa però tre a due. Questa estate, grazie alle grandi prestazioni offerte in soli due anni con la prima squadra dello Standard Liegi, diverse squadre sono interessate a Mangala ma alla fine il Porto batte la concorrenza pagandolo ben 6,5 milioni di euro. Finora Mangala ha disputato solo sei partite.

Nel 2008 Mangala venne contattato dalla Federazione belga per convocarlo nell’Under-18, ma senza il passaporto non ha potuto rispondere alla convocazione. Il 5 novembre 2009, Mangala è stato convocato per la prima volta dal ct della nazionale francese Under-21 Erick Mombaerts. Ha esordito il 13 Novembre nella partita amichevole contro la Tunisia. In totale ha collezionato finora ben 17 presenze condite da due reti.

Difensore centrale dotato di grande fisico, ha buona capacità di corsa ed è ottimo nel gioco aereo. E' un mancino naturale, calcia e controlla la palla molto bene. Può quindi giocare anche come terzino sinistro e come mediano davanti alla difesa dove fa valere le sue doti tecnico-fisiche. Deve sicuramente migliorare nella concentrazione, nella posizione e nel capire quando è il momento di impostare o di partire palla al piede. Deve quindi imparare a misurare i suoi eccessi e migliorare molto tatticamente.

Prima che andasse al Porto è stato ad un passo dall’Udinese che ha poi deciso di non puntare sul

franco-congolese sia per motivi economici, troppi i 6,5 milioni di euro del Porto per pareggiare l’offerta, sia per motivi fisici, poiché il giocatore aveva subito un infortunio che l’ha tenuto fermo fino a metà Ottobre. Nonostante si sia accasato al Porto viene seguito con molta attenzione dall’Arsenal, dal Tottenham, dal Valencia e dal Milan.

E’ sicuramente un giocatore di grande talento che con il Porto ha l’occasione giusta per correggere i suoi difetti. Per le caratteristiche tecnico-fisico-tattiche somiglia al suo connazionale Mamahadou Sakho del PSG ma più bravo di testa e meno bravo nell’anticipo, vera dote di colui che viene considerato il nuovo Thuram.




venerdì 25 novembre 2011

Oscar


Nome: Oscar
Data di nascita: 9 settembre 1991, Americana
Nazionalità: Brasile
Altezza: 1,79 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Internacional - Campeonato Brasileiro Série A
Ruolo: Trequartista, Esterno offensivo
Valore: 3.000.000 €




ProssimiCampioni è un sito che tende a parlare di giovani promesse che devono ancora esplodere, anche e soprattutto a livello mediatico e non solo di gioco. Oggi però, con la classe 91 all'alba della pensione, da gennaio 2012 infatti ProssimiCampioni come ogni anno non tratterà più giocatori nati nel 91, ci sentiamo "costretti" a parlarvi di uno dei giovani più promettenti di questa generazione: Oscar dos Santos Emboaba Jùnior, conosciuto semplicemente come Oscar, trequartista dall'immenso talento dell'Internazionale de Porto Alegre e fresco debuttante nel Brasile dei grandi. Seguiamo questo giocatore fin dagli albori e possiamo tranquillamente inserirlo nel gruppo dei Top di ProssimiCampioni, anche se abbiamo deciso di proporvelo solamente nella scheda di oggi per diversi motivi.

Oscar nasce ad Americana, comune di San Paolo e muove i primi passi nelle squadre locali fino all'età di 12 anni quando verrà messo sotto contratto dal San Paolo. Nella gloriosa squadra che ha regalato Kakà al mondo del calcio fa tutta la trafila delle selezioni giovanili e in 4 anni (2004-2008) arriva in prima squadra con l'immensa responsabilità di "nuovo Kakà" della formazione paulista. Non ancora sedicenne il San Paolo decide di spedirlo per venti giorni in Spagna ad Albacete per attendere la possibilità di tesserarlo come professionista ed evitare che le molte squadre che lo seguivano (Corinthias, Santos e Manchester United principalmente) lo potessero scippare con un insignificante indennizzo. Una volta firmato il contratto il ragazzo torna a San Paolo e debutta il 21 giugno 2009 nella sconfitta esterna con il Corinthias per 3 a 1. In stagione chiuderà con 14 presenze e due reti. Vince il Campionato Brasiliano nel 2008.

Le vicende legate al contratto del trequartista però lasciano dei problemi piuttosto importanti tra la dirigenza e il ragazzo. In primis il San Paolo invita piuttosto insistentemente Oscar, orfano di padre, a richiedere l'emancipazione per poter decidere autonomamente e firmare i contratti, in secondo luogo non si riesce a trovare il giusto accordo sulla somma dell'ingaggio concessa al giocatore, annessi bonus. Dopo lo scontro legale, il talento verdeoro ottiene la rescissione del contratto (17 giugno 2010) e si accasa all'Internazionale di Porto Alegre, squadra che ha cresciuto il campione del Milan Pato.

Nell'Internacional Oscar debutta il 15 agosto 2010 nel match esterno che ha visto l'Internazionale uscire sconfitto per 3 a 0 dalla Fluminense che diventerà poi campione del Brasile, strappando il titolo proprio alla formazione di Porto Alegre. Ad ora ha disputato 29 incontri e segnato 10 reti con la sua nuova squadra e dopo essere partito come sostituto dell'argentino D'Alessandro, ora è un punto fermo della squadra allenata da mister Dorival Jùnior. Vince anche la Recopa Sudamericana 2011 (una sorta di Supercoppa Europea che si disputa tra i campioni di Libertadores e i campioni della Copa Sudamericana dell'anno precedente). Ha disputato anche qualche minuto nel Mondiale per Club 2010, vinto poi dall'Inter, nel quale l'Internacional è uscita in semifinale sconfitta dagli africani del Mazembe.
Il percorso di Oscar nelle nazionali verdeoro invece è di tutt'altro tenore: è l'eroe della finale del Mondiale Under 20 vinta dalla Selecao contro il Portogallo. Dopo aver disputato un'ottimo torneo, fatto di grandissime giocate e numerosi assist, Oscar ha pensato bene di decidere da solo l'ultima partita segnando tutti e tre i goal con il quale il Brasile si è aggiudicato il titolo ai danni del Portogallo (3 a 2 il risultato finale). Recentemente è stato anche convocato con la nazionale maggiore del C.t Mano Menezes.

Oscar è un classico trequartista brasiliano, tocco dolcissimo e fantasia da vendere, ma può giocare benissimo anche come esterno offensivo (mezzala) sia a destra che a sinistra. E' molto veloce ed è bravissimo nello stretto ma se gli si concede spazio per partire palla al piede allora sono dolori per le difese avversarie. Tende a cercare le giocate efficaci e fa tutto con estrema facilità e nella rapidità e per questo somiglia molto al suo idolo Kakà. Non possiede però la fisicità del trequartista del Real anche se non è gracile e con il tempo crescerà moltissimo anche sotto questo aspetto. E' ancora giovane e ne deve fare d'esperienza per competere ai massimi livelli ma è assolutamente pronto per l'Europa. E' anche un ragazzo molto professionale e caratterialmente tranquillo. E' sposato da due anni e dimostra di avere la testa sulle spalle pur essendo di umili origini e pur avendo perso il padre molto piccolo e quindi aver affrontato la crescita senza una figura molto importante come quella paterna.
Su di lui ci sono ovviamente tutte le big europee. Le più interessate sono Inter, Milan, Barcellona, United, Chelsea, City, Tottenham e Bayern Monaco anche se comunque è costantemente monitorato da tutte le maggiori società. L'Internacional, che cederà presto anche l'altro gioiello Damiao, fiuta l'affare ed ha fatto sapere che il ragazzo non partirà per un offerta minore di 20, 25 milinoni di €. Cifre importanti ma Oscar potrebbe davvero valere tutti quei milioni.





lunedì 21 novembre 2011

Patrick Herrmann


Nome: Patrick Herrmann
Data d nascita: 12 febbraio 1991 Uchtelfangen
Nazionalità: Germania
Altezza: 1,77 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Borussia Monchengladbach
Ruolo: Esterno di centrocampo, ala destra, sinistra.
Valore: 2.250.000 €



La Germania è il modello da seguire, non c'é dubbio. Le società tedesche non hanno alcun problema a lanciare in prima squadra i propri giovani e il sistema favorisce la giusta crescita di questi giocatori che non fanno solo le fortune tecnico-economiche per i club, ma rappresentano il nuovo corso in una nazionale che promette scintille. Il Borussia Monchengladbach è una delle squadre migliori per la crescita dei giovani: Marko Marin, poi passato al Werder Brema e Marco Reus sono solo gli ultimi prodotti di un settore giovanile fra i più rispettati in Europa. Ora è la volta di un talento eccezionale che sta recentemente attirando su di se tutte le big europee assieme al compagno Reus, stiamo parlando di Patrick Herrmann.

Herrmann muove i primi passi nelle giovanili del club della sua città, l'FC Uchtelfangen. A 13 anni passa nell' FC Saarbrucken dove trascorre 4 anni prima di venir contattato dal Borussia, sempre molto attento con i propri scout al panorama giovanile nazionale. Nel Monchengladbach cresce tantissimo e in brevissimo tempo. Dopo appena un anno di settore giovanile debutta nella stagione 2009/2010 segnando una splendida doppietta contro il Leverkusen e timbrando un'altro centro contro il Bayer Monaco la stagione successiva. L' ultima rete ufficiale risale alla settimana appena passata nel 5-0 rifilato in casa al Werder Brema, secondo posto momentaneo in classifica. Ad ora ha totalizzato 47 presenze ufficiale e 6 reti in Bundesliga .

E' un esterno di centrocampo molto abile palla al piede e rapido nelle giocate. E' veloce ed agile e possiede una tecnica importante che gli consente giocate difficili in spazi brevi. E' il classico esterno che può benissimo ricoprire il ruolo di ala sia a destra che a sinistra e infatti il tecnico lo Favre lo schiera assieme all'altro fenomeno Reus alternandoli su tutte e due le parti di campo. Deve mettere su qualche muscolo e trovare ancora maggior continuità ma possiamo dire che si dimostra molto più maturo di quando il compagno Reus aveva la stessa età. Per completarsi deve anche cercare di limitare le giocate ed essere più incisivo al fine di non intestardirsi inutilmente nell'andare contro due o tre difensori in dribbling. Possiede anche ottime capacità di inserimento di testa nei calci piazzati. Il mancino è da migliorare.
Con le selezioni tedesche vanta numerose presenze: 8 e 2 reti in Under 17, 10 e una rete in Under 18, 3 presenze in Under 19, 4 presenze e 3 reti in Under 20, 6 presenze e una rete in Under 21.

Su Herrmann ci sono le più grandi società europee: Real Madrid, Arsenal, Manchester United, Manchester City (manco a dirlo), Chelsea, Tottenham, Juventus, Inter e Napoli lo stanno monitorando costantemente anche se le merengues sembrano essere ad un passo dall'acquisto di un altro fenomeno tedesco, Julian Draxler dello Schalke. Il Borussia se lo tiene stretto e vorrebbe cedere solo Marco Reus per potersi tenere Herrmann un'altra stagione. La sensazione è che sia ad un passo dalla prima convocazione con la Germania e quindi il prezzo potrebbe lievitare ulteriormente. Ha tutto per diventare un grande giocatore e il tempo ci dirà quanto vale.





venerdì 21 ottobre 2011

Pierrick Cros



Nome: Pierrick Cros
Data di nascita: 23 Giugno 1991, Albi
Nazionalità: Francia
Altezza: 185cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Sochaux - Ligue 1
Ruolo: Portiere
Valore: 1.200.000 €

Oggi vi proponiamo un giovane prospetto del Sochaux, squadra sempre molto attiva nel settore giovanile, che dopo il gran talento di Marvin Martin, miglior assistman della passata Ligue 1 con 18 passaggi decisivi, propone questo interessante portiere classe ’91, Pierrick Cros.

Cros ha iniziato a giocare a calcio all’età di sei anni nella squadra del suo paesino, Labastide Lévis nel Tarn. In realtà ha iniziato come attaccante, ma a causa della sua non abilità, è diventato poi portiere, come suo padre. Proseguendo nel calcio, entra a far parte della squadra della sua città l’US Albi per poi essere integrato nel centro di preformazione Castelmaurou e in seguito per quello del Tolosa. Viene seguito subito già da molti club professionisti e a 15 anni entra a far parte delle giovanili del Sochaux, preferendole a quelle del Tolosa. Nel 2010 raggiunge la finale della Coup Gamberdella, torneo per le squadre Under-19. Ha giocato la sua prima partita in Ligue 1 il 30 Ottobre 2010 contro il Lione di Lloris, suo idolo assieme a Barthez e Bats. Il 5 Novembre ha poi firmato il suo primo contratto da professionista e la squadra francese ha puntato forte sul ragazzo invece di acquistare un altro portiere a causa dell’infortunio del titolare Richert. Può contare già 16 presenze in prima squadra.

E’ stato selezionato per i Mondiali Under 20 del 2011 ma a causa di un infortunio durante la preparazione non scende mai in campo. Il Ct Smerecki lo considera comunque il titolare. Può contare una presenza con l’Under 16 e con l’Under 17. Ben 3 invece sono le presenze con l’Under20, di cui fa parte al momento.

E’ un portiere dalla grande agilità e velocità di reazione. Fisicamente è ben piazzato. Molto spettacolare nelle parate, non ha paura di uscire in maniera pericolosa ma deve migliorare nei tempi d’uscita e soprattutto deve ancora acquisire la capacità di guidare la difesa.

La squadra francese ha già dimostrato di voler puntare sul giovane Cros quando lo scorso anno Richert e Dreyer si infortunarono. Difficile quindi che possa essere ceduto. Il Tolosa si sta mangiando le mani per averlo perso quando era appena 15enne. Continua a seguirlo ma è difficile strapparlo al Sochaux. In estate l’Evian ha provato a chiederlo in prestito ma Cros ha preferito rimanere come secondo di Richert. Lo scorso anno nel periodo in cui giocò titolare il ds del Milan Braida e il ds del Napoli Bigon andarono in Francia per visionarlo da vicino. Piace quindi al Milan e al Napoli, ma anche a Barcellona, Borussia Dortmund, Bayern Monaco e Liverpool.

Può sicuramente diventare un ottimo portiere ma ha bisogno di giocare e quindi un prestito potrebbe essere la cosa più intelligente. In campo somiglia molto a Boruc della Fiorentina.




lunedì 3 ottobre 2011

Fabio Borini


Nome: Fabio Borini
Data di nascita: 23 marzo 1991, Bentivoglio
Nazionalità: Italia
Altezza: 180cm
Piede preferito: Destro
Squadra: As Roma - Serie A (in prestito dal Parma)
Ruolo: Attaccante, seconda punta
Valore: 3.800.000€



Quello di Fabio Borini non è un nome nuovo soprattutto a chi segue le vicende del calcio giovanile. Molti lo conoscono da quando nel 2007 è passato al Chelsea e si trovava qualche bell'articolo su questo giovane italiano interessante che è andato in Inghilterra a cercare fortuna. Adesso che è tornato nel nostro campionato ci sembra doveroso approfondire la storia di questo ragazzo.

Fabio nasce a Bentivoglio, vicino Bologna, e proprio nella società emiliana muove i primi passi dal 2001 anno in cui entra nel settore giovanile rossoblu. Gioca a Bologna per sei anni fino a quando nell'estate del 2007 riceve un'offerta dal Chelsea, società sempre molto attenta a scovare giovani talenti in tutta Europa, e in pochi giorni prende la decisione di trasferirsi in Inghilterra per crescere dal punto di vista calcistico e umano. A Londra si trova bene, vive con una famiglia selezionata dal club, ha a disposizione una tra le migliori strutture giovanili al mondo e i suoi genitori hanno dei viaggi pagati per andare a trovarlo. Durante la prima stagione gioca per la selezione Under18 dei Blues mettendosi in mostra, tanto che la stagione successiva viene promosso alla squadra riserve. Nella stagione 2008/2009 diventa il capocannoniere della seconda squadra del Chelsea segnando 10 gol in 11 partite, andando in rete anche contro il Manchester United nella FA Youth Cup, la versione giovanile della più antica competizione del mondo.
Il 1 settembre 2009 si accomoda in panchina nella sfida di Champions League contro il Porto e pochi giorni dopo fa il suo debutto ufficiale tra i professionisti giocando nella partita di Premier vinta per 3-0 contro il Tottenham.
Il 17 marzo 2011 viene ceduto in prestito, per poter giocare con continuità allo Swansea, squadra di Championship (la serie B inglese), segnando al debutto contro il Nottingham Forest una doppietta risultata decisiva nel 3-2 finale. Due mesi dopo lo Swansea ottiene la prima storica promozione in Premier League e parte del merito va sicuramente al giovane talento bolognese autore di 6 reti e 3 assist in 9 incontri.
Il 30 giugno 2011, in scadenza di contratto con il club londinese, decide di tornare in Italia firmando un contratto di cinque anni per il Parma. Con il club gialloblu resta poche settimane, il tempo di debuttare in Coppa Italia, quando negli ultimi giorni di calciomercato arriva l'offerta di prestito oneroso (un milione e mezzo) più riscatto fissato a sette milioni da parte della Roma. La società e il giocatore accettano il trasferimento, spinto anche dalla considerazione che ha Luis Enrique per i giovani e per il progetto dei giallorossi, ed infatti non passa molto tempo prima del suo debutto ufficiale nella capitale: l'11 settembre subentra a Osvaldo nella partita persa 2-1 contro il Cagliari. In queste prime cinque giornate di campionato ha giocato in tutte le partite, confermando quanto sia importante il progetto giovani in casa Roma.

Fabio ha sempre dichiarato di ispirarsi al suo idolo Pippo Inzaghi, infatti quando aveva diciassette anni dichiarò in un'intervista: "Sono poco bello da vedere ma efficace, rapido e oppor­tunista". Da allora le cose sono cambiate, ha affinato il suo ottimo fiuto per il gol e come Pippo Inzaghi è un giocatore tatticamente intelligente capace di farsi trovare al posto giusto quando serve. Inoltre ha affinato le sue doti atletiche lavorando soprattutto sulla rapidità, fondamentale nel calcio moderno. Con il passare degli anni ha anche migliorato la capacità di giocare più lontano dalla porta, nel ruolo di seconda punta, e come si è potuto vedere allo Swansea è anche un temibile assistman. Dopo diversi anni di lontananza e vista la giovane età deve sicuramente prendere confidenza con il calcio italiano, ma da quanto mostrato finora, e dal buon impatto in prima squadra, alla lunga potrebbe diventare una pedina molto importante per Luis Enrique.

Nonostante giocasse a Londra è sempre stato ben seguito dai Commissari Tecnici delle selezioni giovanili, ha vestito per 4 volte la maglia dell'Under16, 7 presenze e un gol in Under17, 5 e 3 gol gol in Under19 e dal 13 novembre 2009 veste la maglia della selezione Under21 sia sotto la guida di Pierluigi Casiraghi che in seguito sotto Ciro Ferrara. Ad oggi vanta 13 presenze e 3 marcature.

Dopo il ritorno in Italia speriamo di poter vedere giocare a lungo nel nostro campionato questo giovane attaccante. A Roma hanno grande considerazione e l'elevato minutaggio ne è una dimostrazione. Il riscatto è fissato ma solo alla fine del campionato scopriremo se giocherà ancora nella capitale o se si muoverà per altri lidi. Da quanto mostrato finora, con poca preparazione con la nuova squadra sulle spalle e soprattutto in un nuovo sistema di gioco, ha ben figurato. Bisogna solo dare tempo al tempo.







La doppietta d'esordio con lo Swansea


Stupenda punizione contro il Norwich


Gol con l'Under21

venerdì 16 settembre 2011

Jeffrey Bruma


Nome: Jeffrey Bruma
Data di nascita: 13 novembre 1991, Rotterdam
Nazionalità: Olanda
Altezza: 1,86m
Piede preferito: Destro
Squadra: Amburgo - Bundesliga (in prestito dal Chelsea)
Ruolo: Difensore centrale, terzino destro
Valore: 2.000.000 €



L'Olanda è un paese straordinario per i talenti del calcio che esprime, e raccoglie solo in parte le fortune di vivai calcistici sempre moderni e concreti. Questo è dovuto non solo ad una nazionale che possiede sempre tutto per vincere, ma che si disunisce spesso sul più bello, ma soprattutto alla minore potenza economica dei club olandesi che non riescono a mantenere i propri talenti e si trovano costretti a cederli, abbassando inevitabilmente il livello dell' Eredivisie (campionato di serie A olandese). Un esempio lampante può essere la gloriosa formazione del Feyenoord di Rotterdam che ogni anno si trova costretta a far fronte a problemi finanziari cedendo le numerose stelle del proprio efficientissimo vivaio. L'ultimo è stato Luc Castaignos, uno dei più promettenti attaccanti del panorama mondiale, ceduto all'Inter per una cifra irrisoria (attualmente i nerazzurri lo stanno facendo crescere tranquillamente a Milano, proteggendolo dalle pressioni).

Ma oggi parliamo di un altro talento scuola Feyenoord, letteralmente scippato dal Chelsea alla tenera età di 15 anni: Jeffrey Bruma.
Jeffrey Kevin van Homoet Bruma è uno di quei difensori che sembrano possedere tutte le caratteristiche necessarie per fare una carriera da campione. Nasce a Rotterdam da genitori originari del Suriname ed entra presto nel settore giovanile del Feyenoord, una delle formazioni più titolate d'Olanda assieme a PSV Eindhoven e ovviamente Ajax (inoltre il Feyenoord è l'unica squadra olandese a non essere mai retrocessa). Dopo aver mostrato parte del suo grande potenziale, viene contattato direttamente dagli emissari del Chelsea che stavano rastrellando l'Europa in cerca di talenti da portare nella loro academy, sfruttando la possibilità di offrire grosse somme di denaro a dei giovanissimi e di poterli prelevare pagando solo un indennizzo (non essendo loro ancora professionisti). Bruma accetta la proposta del club londinese e nel 2006 passa ai Blues per la cifra irrisoria di 100.000 sterline.

In Inghilterra il ragazzo dimostra subito di che pasta è fatto e ci mette pochissimo ad imporsi come uno dei più giovani giocatori ad essere inseriti nella squadra riserve. Nella stagione 2007/2008 gioca tutte le partite dell' FA Youth Cup (l'FA Cup dei giovani compresi tra i 15 e i 18 anni) e si deve arrendere solo in finale contro il Manchester City (4 a 2 per i Citizen). La stagione 2008/2009 disputa un ottimo Campionato riserve, venendo spesso aggregato alla prima squadra negli allenamenti, e nella stagione successiva entra ufficialmente nella rosa dell'ex tecnico del Chelsea Carlo Ancelotti (strappando anche un posto in lista Champions ed una panchina nel match con il Porto). Il debutto in prima squadra arriva alla decima giornata, il 24 ottobre 2009 nella vittoria casalinga dei Blues (5 a 0) contro il Blackburn Rovers. Nel 2010 vince l' FA Youth Cup battendo l'Aston Villa 3 a 2 ed entra stabilmente nella rosa di Drogba e compagni, strappando un'altra presenza in campionato. Nel gennaio 2011 il Chelsea lo cede in prestito al Leicester City in Premiership (campionato assai difficile per i giovani) e conclude la stagione alternando ottime prestazioni a presenze abbastanza dignitose. Nella sessione di mercato per la stagione 2011/2012 il Chelsea lo cede in prestito in Germania all'Amburgo per due stagioni per dargli modo di crescere e tornare, probabilmente come sostituto del capitano Terry. Ad ora 2 buone presenze con la squadra di Oenning in questo inizio di stagione.

Bruma è un difensore centrale molto forte fisicamente e dotato di una buonissima tecnica di base. Le sue caratteristiche gli permettono di ricoprire anche il ruolo di mediano e la sua discreta rapidità, a dispetto di una stazza imponente, gli permette anche di giocare come terzino destro. Il ragazzo è molto bravo nei calci piazzati e in generale nelle palle alte, ha un buon senso della posizione e discreta scelta dei tempi. E' sicuramente in possesso di un grande talento e se limita la sua irruenza può diventare un pilastro del Chelsea e della Nazionale olandese. Ha bisogno di giocare ad alto livello e fare esperienza in modo tale da poter rappresentare una sicurezza anche se già ora è piuttosto affidabile ad alti livelli.

Ha fatto tutta la trafila delle selezioni olandesi: 6 presenze in Under 17, 6 in Under 19 e 13 con l'Unger 21 (da capitano). E' stato recentemente convocato dal C.t Van Marvijk con la Nazionale maggiore ed ha debuttato al fianco di Sneijder, Robben e compagni nel pareggio in amichevole contro l'Ucraina. Ad ora ha collezionato 2 presenze con l'Olanda e i media orange sostengono rappresenti il prossimo centrale titolare dei vice-campioni del Mondo.
Bruma è un talento di livello assoluto e può benissimo essere annoverato nella lista dei difensori della nuova generazione, e cioè potenti, veloci e dotati anche di discreta tecnica. Assomiglia vagamente al belga Vincet Kompany ma probabilmente è leggermente meno pulito negli interventi e probabilmente più potente. Deve crescere tanto per difendere in una Big, ma l'età e il talento sono dalla sua parte.





venerdì 2 settembre 2011

Marco Faraoni



Nome: Marco Davide Faraoni
Data di nascita: 25 ottobre 1991, Bracciano
Nazionalità: Italia
Altezza: 180cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Internazionale - Serie A
Ruolo: Terzino destro-sinistro, centrocampista esterno
Valore: 300.000



Nel recente precampionato nerazzurro diversi giovani hanno avuto la possibilità di mettersi in mostra in alcune amichevoli di rilievo. Tra di loro quello che forse ha impressionato maggiormente è Marco Faraoni, giovane terzino che per scelte tecniche del nuovo allenatore Gasperini è stato riadattato con successo a centrocampista di fascia, e che ha ben figurato tanto da guadagnarsi anche la convocazione per la Supercoppa Italiana.

Marco Faraoni nasce a Bracciano, comune della provincia romana affacciato sull'omonimo lago, ed inizia in tenerissima età a giocare per la squadra del paese: l'AS Bracciano, per poi trasferirsi ancora giovanissimo nel settore giovanile della Lazio. Dopo poco, nell'estate 2008, viene invitato a fare la preparazione estiva con la prima squadra e l'allora allenatore Delio Rossi gli permette di giocare un amichevole contro il Liverpool nel famosissimo stadio di Anfield vestendo la maglia numero 91. All'inizio della stagione 2009/10 avviene un avvicendamento sulla panchina biancoceleste con Davide Ballardini nominato nuovo allenatore, e il nuovo moster rinnova la fiducia nel talento di Faraoni aggregandolo ufficialmente alla prima squdra. Purtroppo però dopo poche partite dall'inizio del campionato è vittima di un infortunio ai legamenti del ginocchio che lo tiene fuori per tutto il proseguio della stagione. Nel 2010, in scadenza di contratto con i biancocelesti, passa all'Inter dopo che molti club come Manchester United e Chelsea avevano dimostrato il loro interesse. All'arrivo in nerazzuro viene aggregato alla formazione primavera con la quale vince il Torneo di Viareggio.
Nell'estate 2011 viene promosso in prima squadra da mister Gasperini che dopo averlo testato in alcune amichevoli lo porta a Pechino per la Supercoppa, viste anche le assenze di Nagatomo, Jonathan e Maicon. In Cina contro i cugini rossoneri gioca ventotto minuti, entrando quando ormai il risultato era in sfavore dell'Inter.

Se come probabile l'Inter quest'anno dovesse giocare con la difesa a tre allora Faraoni, come tutti gli altri terzini, sarebbe spostato all'esterno di centrocampo, ruolo provato durante tutta l'estate con buoni risultati dovuti al suo buon atletismo e alla corsa ma anche al fatto che nascendo terzino è particolarmente dotato in fase di copertura ma durante le diverse amichevoli estive si è proposto molto bene anche in fase di spinta. E' un giocatore con solide basi tecniche, raramente ha sbagliato un passaggio è si è sempre disimpegnato bene palla al piede. La caratteristica principale è l'ottima personalità con la quale si è proposto soprattutto nella dura amichevole contro il Celtic o durante la Supercoppa Italiana dove pur entrando in un momento difficile non si è estraniato dal gioco. Non ha sicuramente grossi difetti ma ha certamente un gran bisogno di giocare.

Marco è un elemento molto apprezzato dai vari selezionatori delle Nazionali giovanili. In Under16 conta 5 presenze, 11 in Under17 e altre 5 in Under18, 3 in Under19, 1 in Under20 e 4 nell'Under21 di Ciro Ferrara che fin da subito ha deciso di puntare sul giovane nerazzurro.

Il mercato si è chiuso e Marco non si è mosso da Milano, questo sicuramente è indice del fatto che lo staff interista ha molta fiducia nelle qualità del ragazzo e ne vuole completare la maturazione in casa, allo stesso modo di Caldirola, Natalino e Crisetig. Quest'anno con il nuovo modulo di Gasperini le qualità del giovane esterno possono essere valorizzate, anche se a quest'età il bisogno di giocare e accumulare esperienza è vitale. In quest'Inter particolarmente giovane Faraoni saprà ritagliarsi il suo spazio.




Gol in amichevole alla Cremonese


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