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lunedì 10 dicembre 2012

Wilfried Zaha

Nome: Dazet Wilfried Armel Zaha
Data di nascita: 10 Novembre 1992, Abidjan
Nazionalità: Costa d'Avorio - Inghilterra
Altezza: 1,80 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Crystal Palace, Championship (Inghilterra)
Ruolo: Ala, trequartista, seconda punta
Valore: 7.000.000 Euro




Il Mondiale 2006 in Germania passerà alla storia per la vittoria dell'Italia. In quella grande competizione che fu, scoppio un caso in Inghilterra. Infatti, gli addetti ai lavori rimasero basiti e criticarono la scelta di Eriksson di convocare l'appena 16enne Theo Walcott, all'epoca ancora in Championship con il Southampton. Da un paio di anni, però, circola un nuovo nome nella cadetteria inglese che ricorda molto, per caratteristiche tecniche e fisiche, l'attuale giocatore dell'Arsenal. Parliamo di Wilfried Zaha, esterno offensivo del Crystal Palace.

Wilfried Zaha nasce ad Abidjan in Costa d'Avorio il 10 Novembre 1992, ma all'età di quattro anni si trasferisce con la propria famiglia a Thornton Heat, sud di Londra. La sua carriera calcistica inizia in realtà nel 2005 in Costa d'Avorio con le giovanili dell'ASEC Mimosas, dove nel 2007 viene notato dagli osservatori del Crystal Palace. Il club inglese decide di acquistarlo e farlo crescere nelle proprie giovanili. L'esordio in Prima Squadra arriva il 27 Marzo 2010 nella partita persa con il Cardiff City con Paul Hart in panchina. Sarà l'unica presenza in stagione, importante però in quanto dimostra la fiducia nelle sue qualità e infatti si guadagna il rinnovo del contratto e la titolarità nella stagione successiva, forte anche del primo gol in Championship alla prima di campionato, il 7 Agosto 2010, nella vittoria con il Leicester City. Saranno 6 i gol in 41 presenze in stagione. L'annata 2011/2012 inizia nel migliore dei modi. Il 23 Agosto realizza la sua prima doppietta in stagione contro il Crawley Town in FA Cup. Finora può contare ben 4 gol e 6 assist in 21 presenze stagionali. Nonostante sia ivoriano di nascita, gli anni vissuti in Inghilterra sono stati fondamentali per l'acquisizione del passaporto e della nazionalità inglese. Così l'8 Ottobre 2010 arriva l'esordio con la nazionale inglese Under-19 nella sconfitta con la Germania di categoria (in totale 2 presenze). Il 29 Febbraio 2012 arriva anche il debutto con l'Under-21 contro il Belgio. A causa dei tantissimi infortuni dei big in questo inizio di stagione, il Ct della nazionale maggiore, Roy Hodgson, ha deciso di convocarlo l'11 Novembre, facendolo esordire il 14 Novembre nella bellissima e spettacolare amichevole contro la Svezia (poker di Ibrahimovic, con la famosa rovesciata da 20 metri), sostituendo all'83' minuto l'altro baby fenomeno Sterling (di cui abbiamo già parlato in passato).

Wilfried Zaha è un attaccante esterno dalla grandissima velocità e dal dribbling funambolico. Tecnicamente molto dotato, gli piace esibirsi in giocate d'alta classe, per questo possiamo vedere che il suo score di reti non è notevole. Fisicamente è molto potente, robusto nei contrasti e sempre pronto a lottare su ogni pallone. E' un destro, per questo sulla sinistra è più spettacolare e pericoloso sotto porta, visto che gli piace rientrare sul piede forte per provare la conclusione. Sulla destra si “limita” a saltare gli avversari e crossare in mezzo. Deve sicuramente migliorare nei colpi di testa, completamente assenti nel suo repertorio, e diventare più cinico sotto porta. Ma, soprattutto, ha un brutto carattere, sempre pronto a deridere gli avversari e ad esaltarsi con le sue giocate che però nei confronti di difensori esperti e più quotati possono rischiare di fargli la festa. Ultimamente, in tal senso, ha dichiarato che solo Cristiano Ronaldo e Lionel Messi sono più forti di lui.

Non è un segreto che le sue grandissime qualità hanno attirato le attenzioni di mezza Europa. In Inghilterra il Bolton ha provato, inutilmente, ad offrire 5 milioni di sterline due stagioni fa. Piace ad Arsenal, Manchester United, Manchester City e Liverpool, ma anche a Milan e Real Madrid. Soprattutto le Merengues, secondo la stampa brittanica, avrebbero offerto ben 20 milioni di euro (cifra probabilmente piuttosto pompata) per cercare di strapparlo alla concorrenza. Quest'estate sapremo se il club di Mourinho, grande estimatore dell'esterno inglese, avrà convinto il piccolo club londinese a cedere il suo gioiello. Ci troviamo di fronte ad un talento cristallino, la classica ala inglese. Per questo viene considerato l'erede di Walcott. In realtà viene accostato anche a Samuel Eto'o, ma inutile fare questi paragoni improponibile. Ne sentiremo parlare, in un senso o nell'altro.



venerdì 7 dicembre 2012

Ladislav Krejci

Nome: Ladislav Krejci
Data di nascita: 5 Luglio 1992, Praga
Nazionalità: Repubblica Ceca
Altezza: 1,79 cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: AC Sparta Praga, Gambrinus Liga (Rep. Ceca)
Ruolo: Centrocampista esterno
Valore: 5.000.000 Euro




La nazionale della Repubblica Ceca ha un grande potenziale tecnico, ma da alcuni anni sembra che non riesca ad esprimerlo al meglio. Ci sono tanti talenti che promettono davvero bene, come Kalas, Vydra ma soprattutto Kadlec e oggi sarà il turno di un nuovo piccolo fenomeno che sta impressionando molti addetti ai lavori. Parliamo dell'ala dello Sparta Praga Ladislav Krejci.

Ladislav Krejci nasce a Praga il 5 Luglio 1992 ed entra sin da piccolo nelle giovanili dello Sparta Praga. Dal 2008 al 2010 è un pezzo pregiato della squadra B, con la quale totalizza ben 4 reti in 24 presenze ufficiali, escluse quindi le amichevoli. Le ottime prestazioni sono fondamentali per convincere il tecnico della Prima squadra, Jozef Chovanec, ad aggregarlo con i grandi e l'esordio in Gambrinus Liga (massima serie ceca) arriva il 27 Febbraio 2010 nel pareggio in casa contro il Pribram. La situazione della squadra però non permette altri esperimenti a Chovanec, che viene esonerato. Il sostituto Zdenek Svoboda, comincia a notare le qualità di Krejci, che debutta anche in Druha Liga, la coppa nazionale, il 3 Aprile nel pareggio in casa contro il Banik Most. Con il passare delle settimane e con l'avvento della nuova stagione, continua a dimostrare ottimi margini di crescita, guadagnando la fiducia del tecnico e segnando anche il primo gol tra i professionisti nella sconfitta di coppo contro il Karvina (10 ottobre 2010). In campionato la rete arriva la stagione successiva, il 26 Settembre 2011 nel derby contro lo Slavia vinto per 3-0 (sua la rete del raddoppio). Alla fine della stagione saranno ben 6 i gol in 22 presenze ufficiali. La consacrazione avviene solo nella stagione attuale con il tecnico Jakub Dovalil, con il quale è titolare inamovibile. Così debutta anche in Europa League il 9 Agosto 2012 nel pareggio con l'Admira Wachen, importante per il passaggio del turno e la qualificazione alla fase a gironi. E il 20 Settembre è datato anche il primo gol nella sconfitta di Lione. In questa stagione può contare ben 2 gol e 1 assist in 19 partite ufficiali. Ladislav Krejci ha fatto la trafila di tutte le nazionali giovanili ceche dall'Under-16 all'Under-19, con la quale è stato protagonista assoluto dell'ottimo Europeo di categoria nel 2011, conclusosi con la sconfitta in finale contro la Spagna. Può contare anche 5 presenze con l'Under-21 e il debutto con la nazionale maggiore di Michal Bilek il 14 Novembre 2012 contro la Slovacchia, vinta 3-0.

Ladislav Krejci è un esterno di centrocampo molto veloce e tecnico, ma tatticamente già pronto per il salto di qualità, visto che è capace di difendere ed attaccare con qualità in ambo le fasi. E' un mancino, bravissimo nei cross, sia tesi che morbidi, dotato di una buonissima visione di gioco che gli permette di servire quasi sempre il compagno più libero. Ha un buon senso del gol, sempre pronto ad inserirsi negli spazi per provare a concludere a rete. La personalità non gli manca e la sfrutta nell'uno-contro-uno e nelle percussioni palla al piede. Dovrebbe migliorare l'altro piede, quel destro che raramente usa con precisione, e anche nel fisico, forse un tantino gracile.

Vanta un provino con il PSV Eindhoven anche il trasferimento è saltato all'ultimo. Ci troviamo di fronte ad un talento dal grande futuro. Per caratteristiche somiglia alla lontana a quel grande fuoriclasse che per un decennio è stato protagonista assoluto nelle vittorie della Juventus, Pavel Nedved, anche se deve dimostrare con i fatti ma soprattutto con le vittorie in grandi squadre l'azzardatissimo paragone. Lasciamolo crescere.




lunedì 3 dicembre 2012

Jerry Mbakogu

Nome: Jerry Uche Mbakogu
Data di nascita: 1 Ottobre 1992, Lagos
Nazionalità: Nigeria, con passaporto italiano
Altezza: 1,85m
Piede preferito: Destro
Squadra: SS Juve Stabia - Serie B
Ruolo: Attaccante
Valore: 2.000.000€



E' risaputo che la Serie B è spesso la vetrina per giovani talenti. Il campionato cadetto permette a questi di mettersi in mostra senza troppe preoccupazioni, crescere senza l'ansia per il risultato. E dopo Berardi, oggi parleremo di Jerry Mbakogu.

Jerry Uche Mbakogu nasce a Lagos il 1 Ottobre 1992, ma in tenera età arriva in Italia con la sua famiglia, precisamente in Veneto. Da bambino comincia la sua carriera calcistica nello Scorzè, squadra di un piccolo paese a circa 30 km da Venezia. I tantissimi gol messi a segno attirano l'attenzione di Campi e Barison, suoi attuali procuratori, che lo segnalano agli osservatori del Padova, estasiati nel vedere le prestazioni del ragazzo. Entra a far parte delle giovanili del Padova, dove conferma il suo talento tanto da convincere il Palermo a tesserarlo. Con la Primavera del club siciliano vince il campionato di categoria nel 2009, formando con Giovio una delle migliori coppie d'attacco della categoria. Ma i rosanero non riscattano il suo cartellino, così Mbakogu torna al Padova ed esordisce in Serie B il 28 Agosto 2010. Viene ceduto in prestito alla Juve Stabia in Lega Pro, con la quale l'esordio arriva il 5 Settembre nella vittoria a Barletta. Bisogna aspettare il 17 Novembre per il primo gol con i campani nella vittoria contro l'Atletico Roma. Alla fine della stagione saranno ben 6 i gol confezionati in 29 partite, importanti per la promozione in Serie B della Juve Stabia. In cadetteria segna il primo gol il 31 Agosto 2011 nella sconfitta in casa contro l'Hellas Verona. Con Calori gioca con grande continuità, segnando 5 gol in 25 partite ufficiali tra campionato e Coppa Italia, che convincono i campani ad acquisire la comproprietà del cartellino. Ma è probabilmente solo all'inizio dell'attuale stagione che trova la sua piena consacrazione, grazie al ruolo da titolare assoluto concessogli da Braglia e i suoi 3 gol e 4 assist in 12 partite ufficiali.

Jerry Mbakogu è la classica punta africana, potentissima fisicamente ma con un'ottima progressione palla al piede. Nonostante possiede un buon tiro, è famoso per i tanti errori sotto porta, legati alla frettolosità dell'esecuzione, visto che tecnicamente è abbastanza dotato. Deve quindi diventare molto più cinico e pragmatico. Inutile dire che è bravissimo sulle palle alte, non disdegna il lavoro sporco contro i difensori avversari e sa giocare di sponda.

In questo inizio di stagione ha davvero impressionato gli addetti ai lavori, tanto che Torino e Napoli in Serie A pensano a lui per Gennaio. Ma sul giocatore ci sono interessamenti anche da parte di club inglesi e spagnoli. Difficile che il club campano possa privarsene a metà anno.

Sinceramente Mbakogu è un buon giocatore, un attaccante fisico che potrebbe trovare la sua consacrazione e maturità in club di medio-bassa fascia. Somiglia alla punta congolese dell'Anderlecht, Mbokani, ma per il salto di categoria deve migliorare tantissimo sotto porta.





La doppietta di Mbakogu al Bari

lunedì 12 novembre 2012

Gino Peruzzi

Nome: Gino Peruzzi
Data di nascita: 9 giugno 1992, Corral de Bustos
Nazionalità: Argentina
Altezza: 1, 78 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Velez Sarsfield - Campionato argentino
Ruolo: Terzino destro
Valore: 3.000.000 €




Da sempre l'Argentina è un Paese di grande tradizione calcistica, abile nello sfornare quasi quotidianamente talenti che poi trovano fortuna in Europa. Molti di questi talenti, fa uno strano effetto ammetterlo, hanno origine italiana. Messi, Mascherano o Zanetti sono solo alcuni nomi della nazionale albiceleste che hanno antenati nel Bel Paese ma recentemente è entrato a far parte del gruppo anche un terzino destro del Velez molto promettente che porta un cognome che i più ricordano come uno dei migliori portieri degli anni '90, stiamo parlando di Gino Peruzzi.

Gino Peruzzi Lucchetti nasce a Corral de Bustos, nella provincia di Cordoba nel sud-est dell'Argentina. Muove i primi passi nel settore giovanile dell'Atletico Corralense, piccolo club della sua città, mentre a 14 anni viene acquistato dalla più blasonata società del Velez Sarsfield, club nel quale si sono fatti conoscere Mauro Zarate e Ricky Alvarez. Presso i bianco-azzurri di Buenos Aires il ragazzino intraprende un percorso di formazione molto importante che lo porta ad esordire ufficialmente tra i professionisti il 13 dicembre 2011 nella vittoria casalinga contro il Racing Club de Avellaneda (1-0). Dopo il debutto durante il Torneo di Apertura, Peruzzi dovrà aspettare il Clausura per entrare definitivamente in pianta stabile un componente della prima squadra e infatti in quest'ultima parte di stagione colleziona 14 presenze in campionato, 2 assist e il debutto ufficiale in Copa Libertadores che gli vale la consacrazione tra i tifosi della squadra. Nella Champions League del Sudamerica gioca solo due partite, i quarti di finale contro il Santos, ma questi due incontri rivelano un giocatore davvero interessante e fino a quel momento piuttosto sconosciuto. Nelle due gare di andata e ritorno nelle quali il Santos si è imposto solo ai supplementari (1-0 per il Velez in Argentina e 5-2 ai supplementari nel ritorno di San Paolo) Peruzzi, contro ogni pronostico, è diventato il vero incubo del fenomeno Neymar. Il brasiliano, seppur in grande spolvero e successivamente campione della manifestazione, ha sofferto tutta la partita l'asfissiante marcatura del terzino argentino che ha a tratti ha letteralmente annullato l'11 verdeoro . Dopo la sfortunata eliminazione e la delusione il Velez ha comunque potuto trovarsi in casa una promessa davvero interessante. Nel torneo di Apertura di questa stagione (2012/2013) Peruzzi conta 10 presenze  e il primo goal ufficiale siglato contro il San Martin il 26 agosto 2012 (0-3 il punteggio finale). L'ascesa del ragazzo gli vale la prima convocazione in nazionale nell'amichevole contro il Brasile di Neymar e compagni con annessa altra ottima prestazione che però non basta visto che nei minuti di recupero Neymar ha siglato il 2-1 finale su rigore.

Gino Peruzzi è un terzino destro dotato di grande dinamismo e grande solidità. Può ricoprire anche il ruolo di esterno di centrocampo ma il meglio di sé lo mostra in qualità di terzino basso. E' fortissimo quando difende nell'uno contro uno e nelle ripartenze mentre deve migliorare quando si ripropone in avanti e deve crossare per le punte. E' un buon marcatore, molto interessante palla al piede anche se deve imparare a gestire al meglio la sfera in fase di impostazione. Ha tutte le caratteristiche per poter fare bene nel campionato italiano perché sembra essere molto più pronto tatticamente e tecnicamente di colleghi con molta più esperienza. La personalità poi è da giocatore importante. Volendo fare un paragone, nella forza e nell'esplosività ricorda vagamente il capitano dell'Inter Javier Zanetti. E questo è un grande complimento.

Dopo la doppia sfida di Libertadores il Santos è rimasto molto colpito dalla prestazione di Peruzzi, tanto da chiedere informazioni al Velez che ha subito risposto picche. Ora sul ragazzo sembrano esserci in tanti, le big del Sudamerica ci sono tutte e dall'Europa arrivano voci tedesche e spagnole. In Italia sembra che sia sul taccuino del Napoli anche se non ci sono grandi riscontri in questo senso. Sarebbe un grandissimo affare per qualsiasi società italiana essendo ancora acquistabile a cifre ragionevoli. Non ci dispiacerebbe vederlo esordire con Palermo o Catania che lavorano bene in Argentina e potrebbero garantire quell'esperienza necessaria per farlo diventare grande. Un nome da seguire con attenzione.




La prima rete con il Velez.

lunedì 29 ottobre 2012

Ezequiel Cirigliano

Nome: Ezequiel Cirigliano
Data di nascita: 24 Gennaio 1992, Buonos Aires
Nazionalità: Argentina, con passaporto italiano
Altezza: 1,72 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: River Plate, Torneo Apertura (Argentina)
Ruolo: Mediano Valore: 4.500.000 Euro





L'incubo Primera B Nacional per il prestigioso River Plate è stato affrontato nel migliore dei modi da Matìas Almeyda, capace di riportare la squadra nella massima serie argentina in appena un anno. Dietro il lavoro svolto dall'ex centrocampista di Udinese, Lazio e Parma c'è una grande fase di crescita dei tantissimi talenti che le giovanili producono annualmente. Per esempio Lucas Ocampos, ora al Monaco di Ranieri, ma forse anche di più, Ezequiel Cirigliano, nuovo enfant prodige di cui parleremo oggi.

Adrian Ezequiel Cirigliano nasce a Buons Aires il 24 Gennaio 1992 e entra ben presto nelle giovanili del River Plate, nelle quali è uno dei punti di forza. L'esordio in prima squara arriva il 12 Aprile 2010 nel pareggio contro l'Atletico Tucuman, quando i capitolini erano allenati da Astrada. Ma solo nella stagione successiva, quella in Primera B Nacional con Almeyda, Cirigliano trova la sua piena maturazione e diventa titolare, rubando il posto non ancora 20enne a giocatori sicuramente più esperti come Ledesma, da anni nel club. Il centrocampista argentino è fondamentale per la risalita in Primera Division e le sue ottime prestazioni suscitano gli interessamenti di Inter, Roma, Lazio e Napoli, ma anche Manchester United e Manchester City che inutilmente hanno provato ad acquistarlo in estate, visto che la dirigenza del club argentino ha provveduto a rinnovare il contratto a Cirigliano fino al 2015 con una clausola rescissoria fissata a 15 milioni di euro. Per il momento può contare ben 21 presenze con il River Plate, tra Apertura e Clausura e campionato cadetto, oltre ad essere diventato il terzo capitano della squadra. Ha il passaporto comunitario, grazie alle origini italiane. Ha già fatto parte delle nazionali giovanili, due presenze con l'Under-17 e ben 11 presenze, condita da un gol contro la Corea del Nord il 5 Agosto 2011 con l'Under-20. Negli ultimi tempi, però, il ct della nazionale maggiore Sabella lo sta visionando attentemente e non è da escludere una convocazione entro i primi mesi del 2013.

Ezequiel Cirigliano è il classico mediano davanti alla difesa bravissimo nel rubar palla e nell'impostazione iniziale del gioco. Grazie alla sua bassa statura è un giocatore molto bravo nell'anticipo, capace di leggere con grande intelligenza lo sviluppo del gioco. E' un grande lottatore, ma tecnicamente è molto dotato, per questo fa quasi da faro per la squadra con la sua buona visione di gioco. In Argentina lo paragonano a Javier Mascherano del Barcellona e Cirigliano effettivamente ha il fisico, la caparbietà nel recuperare i palloni e la personalità del fuoriclasse dei blaugrana. Probabilmente è più dotato tecnicamente, un po' come Biglia e Gago, ma ne deve fare di strada per raggiungere i livelli di Mascherano. Le doti non gli mancano e la personalità nemmeno.



venerdì 26 ottobre 2012

Bruno Martins Indi

Nome: Bruno Martins Indi
Data di nascita: 8 febbraio 1992, Barreiro
Nazionalità: Olanda
Altezza: 1, 84 m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Feyenoord - Eredivisie
Ruolo: Difensore Centrale
Valore: 3.000.000 €




Portogallo e Olanda rappresentano due tradizioni calcistiche votate al gioco offensivo anche se negli ultimi anni stanno crescendo talenti anche in difesa. Uno dei giocatori più interessanti del panorama attuale è di origine portoghese ma si sta facendo conoscere al grande pubblico attraverso il calcio olandese ma soprattutto difendendo i colori della nazionale dei Paesi Bassi. Parliamo di Bruno Martins Indi, centrale in ascesa del Feyenoord e della nuova Olanda di van Gaal.

Martins Indi nasce a Barreiro nel distretto di Setubal in Portogallo anche se la famiglia è della Guinea Bissau. Dopo appena tre mesi si trasferisce in Olanda, a Rotterdam, guadagnando la cittadinanza olandese e cominciando a giocare a pallone a 8 anni nello Spartan '20, piccola squadra della grande città dell'Olanda meridionale. A 13 anni viene notato dai bravissimi dirigenti della squadra più prestigiosa del territorio, il Feyenoord, che lo porta nella propria academy e comincia a coltivarne pazientemente il talento, di pari passo al suo ottimo sviluppo fisico e atletico. Quando il ragazzo compie la maggiore età è in rampa di lancio già da alcuni mesi per il debutto nella massima serie olandese, infatti il 22 agosto 2010 arriva l'esordio nel pareggio esterno contro l'Heracles (1-1). Nella stagione del debutto (2010/2011) il giovane centrale disputa la bellezza di 15 presenze condite dalla prima rete tra i professionisti (in goal nel 6-1 contro il Willem II). Nonostante l'interesse di molte importanti società il Feyenoord tiene a freno l'entusiasmo del giovane che nella stagione successiva parte con una leggera e prevedibile flessione dopo gli exploit dell'esordio. Dopo un primo mese di panchina si riprende il posto che gli compete al centro della difesa e disputa un'ottima annata: 29 incontri con una rete al VVV-Venlo il 22 gennaio 2012. La stagione attuale è la più importante per il giocatore originario di Barreiro perché si sta consacrando nel proprio campionato e sta trovando spazio nella nazionale maggiore. In precedenza aveva transitato in Under 17 (2 partite), era diventato un pilastro dell'Under 19 (16 presenze e una rete) ed aveva avuto qualche calo in Under 21 (4 incontri). Sotto la guida di van Gaal l'esordio arriva il 15 agosto 2012 nella sfortunata amichevole persa dai tulipani 4-2 contro il Belgio (solo un tempo per lui). Quando però i punti iniziano a contare, ecco che arrivano le grandi prestazioni del ragazzo che segna una rete nel 1- 4 contro l'Ungheria nelle qualificazioni a Brasile 2014 e si ripete con una seconda marcatura nella vittoria per 1- 4 contro la Romania. Ad ora ha collezionato 5 presenze e 2 reti con la selezione orange mentre con il club ha preso parte da titolare in 9 incontri di campionato (una rete).

Bruno Martins Indi è un centrale difensivo molto rapido e forte fisicamente. E' dotato di buona tecnica individuale e di un grande sinistro che unito alla velocità gli consente di destreggiarsi bene anche nel ruolo di terzino mancino. Ha un buon senso dell'anticipo e sa mantenere bene la posizione ma deve migliorare molto in marcatura che in campionati di spessore come quello inglese, tedesco o italiano è fondamentale. Nonostante la recente vena realizzativa non ha grandissime qualità di inserimento anche se recentemente sta sfruttando di più in fase offensive le sue caratteristiche atletiche che vedono nella grande esplosività l'elemento di spicco. E' un difensore moderno in quanto possiede le qualità tecniche per agire anche in fase di costruzione della manovra.

A lui si era avvicinato il Milan quando il giovane aveva appena compiuto 18 anni anche se poi la dirigenza rossonera non era totalmente convinta dell'operazione. Ora Braida sembra di tutt'altra intenzione, per lui e Strootman era volato in Romania nella recente vittoria dell'Olanda nelle qualificazioni mondiali. Il DS milanista però deve fronteggiare un'agguerrita concorrenza in quanto Juventus ma soprattutto l'Inter sono rimaste piacevolmente colpite dalla crescita del ragazzo che sarebbe l'ideale nella difesa a 3 di Conte e Stramaccioni. Non bastassero le big italiane sul ragazzo di colore c'è anche mezza Premier oltre che un fortissimo interessamento del Benfica. Quest'annata sarà l'ultima di Martins Indi in patria e la prossima stagione rispecchierà un banco di prova importante per uno dei difensori più promettenti della classe 92.




 

lunedì 15 ottobre 2012

Isco

Nome: Francisco Román Alarcón Suárez
Data di nascita: 21 aprile 1992, Benalmádena
Nazionalità: Spagna
Altezza: 176cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Màlaga CF - Liga BBVA
Ruolo: Trequartista, ala sinistra-destra
Valore: 12.000.000€



La tradizione spagnola dei centrocampisti tecnici e talentuosi non accenna a rallentare nello sfornare talenti pronti fin dalla giovanissima età ad imporsi nella massima serie iberica. Diverse squadre estere hanno iniziato ad investire in questi talenti, come ad esempio il Bayern Monaco che ha ingaggiato Javi Martinez pagando la clausola rescissoria di quaranta milioni per intero, e i due ex canterani del Real Madrid Carvajal, Joeselu e l'under 21 ex Altetico Dominguez. Un altro giovane potrebbe lasciare la penisola iberica in un prossimo futuro, ed il nostro Paese rientra tra i possibili candidati ad un suo possibile approdo. Stiamo parlando di Isco, trequartista del Malaga, che si sta facendo conoscere al pubblico internazionale grazie alle ottime prestazioni in campionato e in Champions League.

Francisco, detto Isco, nasce a Benalmádena, una piccola cittadina andalusa nel profondo sud della Spagna. La sua prima squadra è l'Atletico Benamiel, un piccolo club delle divisioni regionali della sua città, con il quale però riesce a farsi notare dal Valencia, squadra da sempre molto attenta ai giovani prospetti della Comunidad Valenciana e delle ergioni limitrofe. Nel 2006 entra a far parte del Valencia Mestalla, la formazione B della squadra spagnola. Qui inizia a mostrare tutto il suo talento ed affina sempre di più le sue caratteristiche di regista e creatore di gioco, oltre che ottimo finalizzatore. Dopo una serie di ottime prestazioni nelle serie minori con il Mestalla, viene convocato in prima squadra nel corso della stagione 2010/2011. Il debutto arriva da titolare nella partita di Copa del Rey dell'11 novembre 2010 in casa contro l'UD Logroñés. Nel suo primo incontro ha la possibilità di giocare ottanta minuti e mette a referto una pregevole doppietta. Il debutto in Liga arriva soli tre giorni dopoquando gioca i venti minuti finali della sfida contro il Getafe. Per completare l'incredibile inizio dopo dieci giorni è in campo nella partita contro il Bursaspor valido per la fase a gironi della Champions League. Da li alla fine della stagione avrà diverse altre occasioni di giocare con la prima squadra, ma questa la si può considerare a tutti gli effetti una stagione d'apprendimento, chiusa con un bottino di 8 presenze, tra campionato, Coppa del Re e Champions League, e 2 gol all'attivo.
Durante l'estate del 2011 arriva al Valencia l'offerta del Malaga, intenzionata a riportare il giocatore nella sua regione e farlo giocare e crescere definitivamente davanti alla sua gente. L'offerta di sette milioni di petroldollari degli sceicchi viene accettata e Isco diventa fin da subito una parte molto importante del progetto del team di Manuel Pellegrini. Debutta da titolare fin dalla prima giornata, nel difficilissimo inizio contro il Barcelona resta in campo per tutti i novanta minuti senza però poter far nulla per impedire la sconfitta dei suoi per 4-1. Alla tredicesima giornata, in casa del Real Santander, realizza la sua prima marcatura nella massima serie spagnola, ripetendosi la giornata successiva in casa contro il Villarreal. Il Malaga sta affrontando un'ottima stagione, che al termine li vedrà qualificati per la Champions League, e Isco con il tempo diventa sempre più leader del centrocampo e della trequarti, nonostante i giocatori di esperienza accanto a lui. Raramente non parte nell'undici titolare, ed infatti chiude la stagione con 35 presenze 5 gol e 5 assist, oltre ad una media minuti prossima agli ottanta primi per partita.
Nella stagione in corso il trequartista iberico riprende da dove si era interrotto: titolare nei primi sette incontri di Liga e leader assoluto de debutto in Champions dei suoi dove ha steso lo Zenit di Luciano Spalletti con una splendida doppietta, fissando il risultato finale sul 3-0 per gli andalusi.

La caratteristica principale di Isco, oltre che suo punto di forza, è l'impeccabile tecnica individuale. Molto abile nei passaggi, lunghi e corti, dispone di un'ottima visione di gioco che lo rendono un temibile assist-man. Nell'ultimo periodo si è allenato molto per essere più incisivo in zona gol grazie ai suoi inserimenti. Calcia molto bene anche di sinistro, nonostante sia un destro naturale, ed inoltre il suo baricentro basso ed il fatto che sia molto rapido lo rendono difficile da marcare in fase di possesso di palla. Ha un buon dribbling, fatto soprattutto di rapidi cambi di direzione, tipico del gioco spagnolo. Non ha particolari compiti in fase difensiva, ma visto il suo talento in fase di costruzione e finalizzazione sarebbe difficile chiedergli di imporsi anche in fase di copertura, visto che comunque non stiamo parlando di un centrocampista centrale, ma di un trequartista, che nello stile di gioco spagnolo può ricoprire la stessa porzione di campo, ma non ha necessariamente gli stessi compiti (come ad esempio Xavi ed Iniesta, sia nel Barcelona che nella Nazionale spagnola). Viste le carattiristiche tecniche e fisiche può ricoprire anche il ruolo di ala, ma per il suo tipo di gioco risulta essere più incisivo quando gioca in posizione centrale con libertà di movimento.

Francisco è sempre stato un elemento fisso delle varie Nazionali giovanili iberiche. Debutta nel 2008 con la Selezione Under 16 con la quale realizza 3 presenze e 1 gol. Nello stesso anno passa in Under 17 dove in un anno totalizza 21 apparizioni e 6 marcature arrivando a giocare fino alla semifinale del Mondiale Under 17 del 2009. Dopo solo una presenza in Under 18 condita da un gol passa in Under 19 dove gioca 12 partite segnando la bellezza di 7 gol. Nel 2011 gioca il Campionato del Mondo con la formazione Under 20 in Colombia, avventura che chiude ai quarti di finale contro il Brasile. Con la malgia Under 20 gioca 6 partite realizzando una marcatura. Dal 2011 è titolare fisso dell'Under 21 iberica con la quale finora ha realizzato 5 gol in 8 partite di qualificazione ai prossimi Campionati Europei di categoria. Nel 2012 ha preso parte ai Giochi Olimpici londinesi con la selezione Under 23, non riuscendo però a superare il non irresistibile girone con la sua squadra.

Ci sonoi tutte le premesse per ipotizzare una maglia da titolare nella Nazionale spagnola per Isco, in un futuro neanche troppo lontano. Al momento guida il suo Malaga ad una difficile riconferma nei primi quattro posti in campionato, ma non è da escludere una sua possibile partenza, più la prossima estate che a gennaio. Come si sa lo sceicco del Malaga ha deciso di chiudere i rubinetti dopo una sola stagione segnate da ampie perdite, ed Isco potrebbe diventare una vendita pregiata da piazzare. La clausola rescissoria è alta ma non impossibile. Si tratta infatti sui ventuno milioni, ma non è da escludere un possibile rinnovo contrattuale con clausola nuova. Ad oggi sono diverse le squadre interessate, a cui vanno unite le nostrane Juventus e Milan. I bianconeri sono stati i primi, nel nostro campionato ad interessarsi al trequartista, seguiti dai rossoneri impegnati a ringiovanire e rinnovare la rosa con un occhio di riguardo al bilancio. Noi come sempre auspichiamo un campionato italiano sempre pieno di talenti, ed anche in questo caso non possiamo che augurarci che in caso di partenza il giovane Isco scelga il nostro Paese.






venerdì 12 ottobre 2012

Adam Matthews

Nome: Adam Matthews
Data di nascita: 13 gennaio 1992, Swansea
Nazionalità: Galles
Altezza: 1, 78 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Celtic Glasgow - Premier League scozzese
Ruolo: Terzino destro
Valore: 3.000.000 €




Quando si pensa al ruolo di terzino, sia destro o sinistro, sono sempre gli stessi i nomi che vengono in mente: Roberto Carlos, Maicon, Dani Alves, Lahm, ultimamente Marcelo ma soprattutto il fenomeno gallese Gareth Bale. Ecco, proprio quest'ultimo, che a dire la verità nasce terzino, ma nelle ultime stagioni è stato spostato più avanti, ha molto in comune con il profilo che vi presentiamo oggi. Il giovane terzino che entra ufficialmente nel database di ProssimiCampioni è gallese, copre tutta la fascia e fa della corsa e della forza le proprie qualità distintive, proprio come il connazionale Bale, parliamo di Adam Matthews, tornante dei Celtic di Glasgow.

Adam Matthews nasce a Swansea, seconda città del Galles per numero di abitanti ed unica nel Paese ad ospitare una squadra che gioca attualmente in Premier League inglese, lo Swansea appunto. Molto giovane tenta di entrare nel blasonato settore giovanile bianconero ma si rompe un braccio e lo staff della società gli dice di ripassare a fare un provino quando questo sarebbe guarito. Risolto il problema fisico si presenta nuovamente allo Swansea che però non accoglie il desiderio del ragazzo e senza nemmeno sottoporlo ad uno stage lo scarta. A 8 anni il piccolo Adam non demorde e partecipa ad una selezione dei rivali del Cardiff City che sceglie proprio lui tra una quarantina di aspiranti calciatori. Dal 2000 comincia la rapida scalata nel settore giovanile rossonero che lo porta nel 2009 a firmare il primo contratto da professionista. Il debutto ufficiale tra i professionisti arriva il 15 agosto 2009 nel pareggio esterno (1-1) contro il Blackpool in Championship (la Serie B inglese). Alla prima stagione segna la bellezza di 35 presenze, una rete, il debutto nell'Under 21 del Galles (3 gare) e il premio come uno dei migliori giovani del campionato. La stagione 2010/2011 invece è piuttosto difficile per il terzino gallese che segna appena 8 presenze nel Cardiff, complici alcuni dissidi con l allenatore e le voci che lo vedono vicino al Manchester United. Al termine del campionato passa al Celtic di Glasgow che punta tutto sul ragazzo per rinnovare la fascia destra di difesa. Alla prima stagione a Glasgow parte alla grande e termina in trionfo con 32 partite ufficiali tra campionato e coppa nazionale, 5 presenze in Europa League e il titolo scozzese in tasca. Le ottime prestazioni con i Celts gli valgono la convocazione in pianta stabile con il Galles (8 presenze ad ora) ed un interesse sempre crescente tra le big europee. In questa stagione oltre al debutto in Champions dove è titolare fisso del Celtic impegnato nel Girone G con Spartak Mosca, Barcellona e Benfica, ha disputato 5 match di campionato conditi da 4 assist e 2 partite di qualificazioni mondiali con la propria nazionale.

Adam Matthews è un terzino destro di spinta che può giocare esterno alto di centrocampo oppure all'occorrenza fungere da tornante mancino con buoni risultati. Come Bale la spinta e la fisicità risultano essere le sue armi migliori anche se il fenomeno degli Spurs è decisamente più dotato atleticamente e tecnicamente con un sinistro potente ma anche piuttosto raffinato. In prospettiva comunque Matthews è un ottimo terzino, molto abile nel fornire assist ai compagni con il suo gran destro dalla fascia e con capacità di inserimento più che discrete. Deve migliorare molto nell'anticipo e nel tenere la posizione ma questa stagione al Celtic, con la vetrina europea, può davvero mostrarci quali siano i margini di miglioramento del ragazzo. Occhio alle rimesse laterali con le mani di Matthews, impressionanti, non ancora al livello del mitico Rory Delap, ma siamo sulla buona strada.

Matthews è sul taccuino di tutta la Premier League con United, City, Everton e Spurs in testa. Già in passato è stato vicino allo sbarco in Inghilterra ma i tempi non erano maturi e la prossima stagione potrebbe essere quella buona. Il ragazzo piace anche in Germania ma il suo destino sembra segnato in tra Liverpool e Manchester. Sarebbe un ottimo giocatore per la Serie A italiana ma non risultano al momento società particolarmente vigili sul sua situazione che potrebbe rappresentare ancora un ottimo investimento prima che il prezzo si impenni dopo la Champions. Vedremo cosa ci farà vedere questa stagione, siamo curiosi di sapere dove realmente potrà arrivare.





lunedì 8 ottobre 2012

Paulo Gazzaniga

Nome: Paulo Dino Gazzaniga
Data di nascita: 2 Gennaio 1992, Murphy (Santa Fé)
Nazionalità: Argentina
Altezza: 1,96 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: FC Southampton, Premier League (Inghilterra)
Ruolo: Portiere
Valore: 3.000.000 Euro




La scuola argentina è conosciuta per i propri talenti offensivi: trequartisti, seconde punte e attaccanti dal dribbling funambolico e dalla qualità immensa. Mai si parla, invece, di portieri e difensori, forse anche a ragione veduta visto che da anni i punti deboli della nazionale argentina sembrano proprio questi. Ma forse questa incresciosa situazione potrebbe essere risolta molto facilmente. Infatti, in queste prime settimane di calcio europeo si è guadagnato i fari della ribalta Paulo Gazzaniga, di cui parleremo ora.

Paulo Dino Gazzaniga nasce il 2 Gennaio 1992 a Murphy, piccolo paesino nella provincia di Santa Fé. Dopo aver trascorso l'infanzia tra Ecuador e Perù con suo padre Davide, anche lui portiere, si trasferisce all'età di 15 anni stabilmente in Spagna a Valencia, dove comincia la sua carriera da calciatore. Nel 2010 entra a far parte delle giovanili, ma non è mai un punto fermo delle varie juniores e compie una vita molto difficile, tra pendolare e lavoro nel bar del padre. Nell'estate 2011 fa un provino con il Gillingham, club inglese di League Two, quarta serie, che supera facilmente, tanto da guadagnarsi un contratto biennale. Inizialmente Gazzaniga è il secondo di Ross Flintley, debuttando in prima squadra il 4 Ottobre nella sconfitta in Trophy Cup contro il Barnet. Il 12 Novembre arriva anche l'esordio in FA Cup nel 3-3 contro il Bournemouth. Le prestazioni offerte sono convicenti, così arriva l'atteso esordio in campionato il 28 Gennaio 2012, subentrando all'infortunato Flintley, contro l'Accrington, persa 4-3. Da quel momento in poi diventa titolare, dispuntando ben 22 partite consecutivamente, con 26 gol subiti e 8 partite con la porta inviolata. E' uno dei migliori, se non il migliore, della stagione del Gillingham, tra i pochi che si salvano, guadagnandosi il premio come Miglior Giovane dell'anno. Perciò il 20 Luglio il Southampton decide di acquistarlo per ben 3 milioni e 150 mila euro, una cifra importantissima per un giocatore di quarta divisione. In un primo momento la dirigenza dei Saints avevano deciso che il giocatore sarebbe tornato in prestito al Gillingham, ma le ottime prestazioni offerte nel precampionato sono state decisive per la sua permanenza in Premier League. Esordisce con il Southampton in Carling Cup il 28 Agosto nella vittoria per 4-1 a Stevenage, dove è autore di una grandissima prestazione che legittima l'esordio in Premier League il 22 Settembre nella prima vittoria in campionato e in casa per 4-1 contro l'Aston Villa. Per il momento può contare già 4 presenze con il Southampton, 5 reti subite e una partita con la porta inviolata.

Paulo Gazzaniga è un portiere con un talento palese, fisicamente ben strutturato, con grande etica del lavoro e molto sicuro dei propri mezzi. La caratteristica che più risalta è proprio la personalità. Per questo Gazzaniga spesso “imposta” il gioco con grande distribuzione della palla, grazie alla grande tecnica di cui disponde. Grazie all'imponente fisico occupa molto bene la porta e diversamente da molti giovani colleghi è davvero fenomenale nelle uscite alte. Portiere molto istintivo, capace di alzare la saracinesca come pararigori. Difficile da trovare impreparato, sempre attento all'evolversi del gioco.

Dovrebbe acquisire ovviamente più esperienza nei campionati più importanti. Le ottime prestazioni offerte con il modesto Gillingham avevano attirato le attenzioni anche dell'Everton, ma il Southampton è stato più lesto e ha approfittato anche della possibilità di giocarsi il posto da titolare, nonostante l'arrivo ad inizio settembre di Boruc. Gazzaniga ha talento, ma soprattutto è probabilmente uno dei portieri in prospettiva più abili nel rilancio lungo della palla e nella tecnica individuale. Molti l'hanno paragonato a Petr Cech, ma il portiere del Chelsea è di tutt'altro livello, anche perché Gazzaniga è più istintivo e meno tecnico. Molto più simile al nostro pur buon Amelia anche se può decisamente superarlo. Se dovesse confermarsi anche in un campionato molto difficile come la Premier League, allora l'Argentina avrebbe finalmente trovato il portiere tanto agognato e che manca da troppo tempo.




lunedì 1 ottobre 2012

Diego Reyes

Nome: Diego Reyes
Data di nascita: 19 settembre 1992, Città del Messico
Nazionalità: Messico
Altezza: 1,89 m
Piede preferito: Destro
Squadra: CF América - Primera Division de México
Ruolo: Difensore centrale
Valore: 1.400.000 €




Il Messico è sicuramente una delle nuove frontiere del calcio. Da anni ormai questo Paese dell'America settentrionale continua a segnare successi in campo giovanile, era il 2005 quando Carlos Vela e Giovani Dos Santos vincevano il Mondiale Under 17 in Perù contro il Brasile. Da quella data in poi il Messico ha vinto un'altro Mondiale Under 17 (2-0 all'Uruguay nell'edizione 2011 proprio in Messico), un terzo posto al Mondiale Under 20 dello stesso anno in Colombia (poi vinto dal Brasile) e un terzo posto (2007) e due trionfi (2009, 2011) nella Gold Cup (Coppa del Nord e Centro America vinta in totale 6 volte). Oltre ai giovani Vela e Dos Santos, talenti purtroppo incompiuti nonostante premesse da urlo, il Messico ha prodotto giocatori importanti negli ultimi anni. Uno su tutti è Rafael Marquez, difensore centrale e centrocampista arretrato campione d'Europa con il Barcellona (2 Champions e 4 campionati spagnoli con Messi e compagni) ora in chiusura di carriera a New York. Proprio Rafael Marquez è quel giocatore a cui si avvicina il profilo che vi presentiamo oggi, stiamo parlando di Diego Reyes, centrale in rampa di lancio del Club America di Città del Messico.

Diego Antonio Reyes Rosales nasce nella capitale nel 1992 ed entra nel settore giovanile delle aquile dello Stadio Azteca nel 2007 dopo un periodo di prova che non aveva del tutto convinto i vertici del club. Nonostante al ragazzo, appena sedicenne, fosse stato detto che non avrebbe fatto parte dei piani del club, i tecnici dell'América decisero di farlo continuare tra le fila giallo-blu e dopo poco tempo i risultati diedero ragione alla determinazione del ragazzo e alla buona intuizione di chi lo volle confermare. Dopo la scalata delle formazioni giovanile il grande debutto arriva a poco più di 17 anni e mezzo il 25 aprile 2010 nella vittoria interna contro il Santos Laguna (1-0). Dopo il cambio di allenatore, da Jesus Ramirez arriva Manuel Lapuente per la stagione 2010/2011, il risultato non cambia.  Il difensore colleziona 16 presenze circa e arriva anche il primo goal ufficiale in campionato nel 1-3 in trasferta contro l'Estudiantes Tecos. La stagione 2011/2012 è nel segno della continuità, 28 presenze e premio come miglior giovane 2011 del Clausura. Al termine della stagione viene aggregato alla comitiva olimpica del Messico per Londra 2012 (6 presenze, una rete e oro vinto in finale contro il Brasile di Neymar). Con la selezione Under 19 in passato ha collezionato 7 presenze che si aggiungono alle 5 in Under 20 (terzo posto al mondiale colombiano) e alle 3 in amichevole con il Messico prima squadra. Nella stagione 2012/2013 al momento ha all'attivo 6 presenze (4 in campionato e 2 in coppa) con l'America ed è un pupillo del nuovo tecnico Herrera.

Diego Reyes è un centrale difensivo polivalente che all'occorrenza può occupare tutti i ruoli della difesa a 4 e anche quello di mediano di centrocampo. E' un difensore moderno, dotato di proprietà tecniche non indifferenti per un difensore, quasi da centrocampista di quantità e qualità, proprio come Marquez. E' caparbio, tenace, ottimo in fase di palleggio e abile nelle chiusure. Essendo molto magro viene soprannominato "Skinny" ma la sua struttura nasconde una discreta solidità. Deve irrobustirsi ulteriormente per l'Europa ma le doti tecniche e il senso dell'anticipo sono, in prospettiva, da grande giocatore. Ha qualche amnesia sulle palle alte anche se è normale dover migliorare sotto questo aspetto per un giovane difensore.

Sulle sue tracce c'è mezza Europa e moltissime big. Alex Ferguson pare esserne innamorato e pure il City sembra essere molto vigile sulla sua situazione anche se la squadra più vicina al giocatore sia l'Atletico Madrid di Simeone. A gennaio o al massimo a giugno 2013 il giocatore sicuramente partirà per l'Europa e non è detto che non possa sostituire il partente Diego Godin proprio tra le fila dei Colchoneros di Madrid. Come sempre le italiane sono indietro alla corsa al ragazzo che si potrebbe prelevare per cifre piuttosto abbordabili viste le necessità di liquidità del club messicano. Se manterrà le promesse questo ragazzo messicano farà parlare di sé a breve.




lunedì 17 settembre 2012

Daniel Carvajal

Nome: Daniel Carvajal
Data di nascita: 11 gennaio 1992, Leganés
Nazionalità: Spagna
Altezza: 1, 71 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Bayer Leverkusen - Bundesliga
Ruolo: Terzino destro
Valore: 6.000.000 €




Come spesso accade, i prodotti del settore giovanile del Real Madrid non riescono a trovare spazio tra le fila madridiste, in completa controtendenza rispetto agli acerrimi rivali del Barcellona. Della rosa a disposizione di Mourinho per la stagione 2012/2013, gli unici giovani provenienti dalla cantera delle merengues sono: Casillas (l'unico titolare), il suo vice Antonio Adan, il difensore Nacho Fernandez (inutilizzato) e l'attaccante Alvaro Morata (13 minuti nella sconfitta per 2-1 contro il Getafe). Per trovare maggiore fortuna è necessario trasferirsi o andare in prestito, è il caso di Callejon (tornato alla base dopo essere stato ricomprato dall'Espanyol), Pablo Sarabia (ora in prestito al Getafe) e soprattutto del profilo che vi presentiamo oggi, Daniel Carvajal, terzino destro del Bayer Leverkusen.

Daniel Carvajal Ramos nasce a Leganés, nella comunità autonoma di Madrid, e muove i primi passi in un piccolo club della sua città, l'ADCR Lemans. Nel 2002 entra nel settore giovanile del Real Madrid nel quale comincia la sua crescita professionale che lo porta al debutto nella formazione riserve, il Real Madrid Castilla nella stagione 2010/2011 (nella Segunda Division B, paragonabile alla nostra Lega Pro). Alla prima stagione tra i professionisti riesce fin da subito ad imporsi nel ruolo di titolare della fascia difensiva destra e conquista anche le prime convocazioni con la Spagna Under 19. La stagione 2011/2012 lo vede disputare una grande annata culminata dalla promozione in Segunda Division, la nostra serie B, e dalle convocazioni in pianta stabile nella selezione Under 19 spagnola (12 presenze totali, 2 reti e la conquista del Campionato europeo Under 19 nel 2011 con la vittoria per 3-2 in finale contro la Repubblica Ceca). Le ottime prestazioni non gli valgono la riconferma nel Real di Mourinho alla fine dell'ultima stagione e il ragazzo decide di accettare le avances del Bayer Leverkusen che lo seguiva da diverso tempo. La società di Florentino Perez decide di cederlo a titolo definitivo per 5 milioni di € ma con la possibilità di contro-riscatto a salire fino al 2015 (contro-riscatto fissato a 6,5 milioni per la prossima stagione, 7 milioni fra due annate e 8, 5 milioni di € se le merengues lo rivogliono nel 2015). Sbarcato in Bundesliga il giovane terzino ha all'attivo due buone presenze in questo inizio stagione con le "aspirine" di Leverkusen.

Daniel Carvajal è un terzino destro molto solido e in possesso di buone doti tecniche per il ruolo. E' un difensore attento e con un'ottima scelta di tempo ma non disdegna la spinta sulla fascia da buon giocatore iberico. Possiede un buon calcio di destro anche se deve migliorare nei cross e nella marcatura a palla inattiva, in questo senso il campionato tedesco potrà solo fargli bene. Avrebbe potuto benissimo svolgere il ruolo di vice Arbeloa, non irresistibile quest'anno, con la possibilità di ritagliarsi uno spazio in prima squadra anche se Mourinho pare abbia scelto diversamente.

Il futuro del terzino spagnolo è nelle sue mani, in Germania ha la possibilità di giocare in una buona squadra e in un campionato che concede molto spazio ai giovani. Assieme a Martin Montoya del Barcellona (classe 91 già di grande esperienza) e all'ancora inespresso Hugo Mallo del Celta Vigo (altro 91 di grandissimo potenziale) rappresenta il futuro della fascia destra della Spagna. Vedremo se il Real sarà costretto nuovamente a ricomprare un proprio giovane.



lunedì 3 settembre 2012

Alberto Masi

Nome: Alberto Masi
Data di nascita: 2 settembre 1992, Genova
Nazionalità: Italia
Piede preferito: Destro
Squadra: Pro Vercelli (in prestito dalla Juventus) - Serie A italiana
Ruolo: Difensore centrale
Valore: 1.000.000 €




La Juventus è da molti anni ai vertici del calcio giovanile. Per capire l'importanza del settore giovanile bianconero basterebbe guardare le rose di Serie A e Serie B, piene di giocatori scuola bianconera. Con la nuova gestione di Giuseppe Marotta, inoltre, i dirigenti bianconeri sono molto attenti al mercato e quest'estate hanno piazzato colpi davvero importanti come Boakye e Masi. Oggi parleremo proprio del centrale ex Pro Vercelli, uno dei migliori talenti italiani al momento.

Alberto Masi nasce a Genova il 2 Settembre 1992 ed entra a far parte ben presto delle giovanili della Sampdoria, dove risulta uno dei migliori con la categoria Allievi Nazionali nella stagione 2008/2009. I dirigenti doriani decidono che è giunto il momento per un'esperienza da titolare in un campionato professionista. Così lo girano in prestito alla Lavagnese nel campionato Dilettanti, con la quale disputa ben 20 partite. A fine stagione però i doriani decidono di riportalo alla case madre, continuando così il suo percorso di crescita nel campionato Primavera, conclusosi con una buona annata per Masi. Nell'estate 2011 la Pro Vercelli decide di puntare sul ragazzo, acquistando in comproprietà. Nel club piemontese Masi diventa ben presto un giocatore fondamentale, guida la difesa vercellese nel migliore dei modi. Saranno solo 20 i gol subiti a fine stagione, punto di forza che garantirà una clamorosa promozione in Serie B. A Giugno la Pro Vercelli riscatta Masi alle buste e lo gira in comproprietà alla Juventus per 750 mila euro. Antonio Conte capisce che ha delle qualità davvero importanti e nel pre-campionato si affida proprio al giovane Masi, che ripaga la fiducia con prestazioni davvero convincenti. Così i dirigenti bianconeri decidono di tenere Masi in rosa, diversamente da quanto promesso alla Pro Vercelli, pronta a riprendere il giocare in prestito per farlo giocare titolare in Serie B.

Alberto Masi è stato ovviamente convocato per la Nazionale Lega Pro e le ottime prestazioni offerte in estate con la Juventus convincono il nuovo ct della Nazionale Under-21, Davis Mangia, a puntare sul ragazzo che gioca l'ultima mezz'ora della vittoria con l'Olanda di categoria il 15 Agosto 2012.

Alberto Masi è un difensore centrale robusto e bravissimo nel gioco aereo, forte dell'altezza importante per un giocatore della sua età. Ma ciò che contraddistingue maggiormente Masi è la grandissima capacità di posizione e la personalità. E' un destro naturale, sa impostare il gioco ed la rapidità nel breve gli permette di poter giocare d'anticipo. Difficile trovare punti deboli; semmai sarebbe importante che migliori con il piede debole, il sinistro, e acquisisca esperienza.

Da molti viene considerato il nuovo Nesta, ma lasciando stare questi paragoni troppo impegnativi, possiamo dire che Alberto Masi è davvero un talento immenso e uno dei migliori difensori centrali under-21 italiani. Per movenze e caratteristiche tecnico-fisico-tattiche sembra un misto tra Bonucci e Astori. La Juventus ha veramente fatto un colpo eccezionale, assicurandosi un giocatore dal futuro assicurato.




venerdì 10 agosto 2012

Bernard

Nome: Bernard Anìcio Caldeira Duarte
Data di nascita: 8 settembre 1992, Belo Horizonte
Nazionalità: Brasile
Altezza: 162cm
Piede preferio: Destro
Squadra: Clube Atletico Mineiro - Brasilerao
Ruolo: Trequartista centrale-sinistro
Valore: 3.000.000€




Il Brasile, calcisticamente parlando, è il Paese dell'estro e della fantasia. Il luogo dove risiede l'anima del gioco. Da sempre la scuola verdeoro propone giocatori molto tecnici e grandi talenti soprattutto a livello offensivo. Uno dei più rappresentativi degli ultimi anni è sicuramente Ronaldinho, uno dei migliori giocatori di sempre, che ha fatto della tecnica e della fantasia le sue armi migliori. Oggi l'ex Barcellona e Milan gioca nel suo Paese, precisamente all'Atletico Mineiro. Nella stessa squadra, e nella stessa zona di campo, gioca con lui un giovane talento brasiliano che si sta affermando proprio in questo periodo nella massima serie. Un classe '92 che già diverse squadre hanno provato ad acquistare in virtù del doppio passaporto brasiliano e spagnolo, oltre chiaramente alle sue doti.

Bernard entra nelle giovanili del Mineiro nel 2006 e per quattro anni percorre tutta la trafila delle varie squadre a livello giovanile. Nel 2010 passa in prestito al Democrata-MG, una squadra del campionato statale mineiro, dove realizza 14 marcature nelle varie partite minori del torneo prima di tornare ai bianconeri e di essere inserito nella lista della prima squadra. Debutta con la squadra della sua città il 24 marzo 2011 contro l'Uberaba, partita del Campionato Mineiro. Il 21 maggio dello stesso anno fa il suo debutto nella massima serie brasiliana contro l'Atletico Paranaense. Chiude la sua prima stagione da professionista con 23 presenze e 4 assist all'attivo nel Brasilerao.
L'inizio della stagione successiva lo vede ancor più protagonista: segna la sua prima rete contro il Boa Esporte il 29 gennaio 2012; a maggio guida la sua squadra alla conquista del Campionato statale Mineiro con una doppietta nelle ultime partite. Parte da titolare in tutte le partite del campionato brasiliano, giocando accanto a Ronaldinho, spesso da trequartista sinistro o all'occorrenza da seconda punta. Il 9 giugno realizza l'assist decisivo per la vittoria per 1-0 in casa del Palmeiras. Due partite dopo, il 23 giugno, è autentico protagonista e mattatore nell'incontro casalingo contro il Nautico aprendo le marcature dopo soli tre minuti e realizzando poi un assist nella partita vinta per 5-1. La partita successiva, in casa del Gremio, è autore di una giocata d'alta scuola che gli vale l'assist per il gol decisivo di Jô. Un doppio "sombrero" in seguito ad un calcio d'angolo di Ronaldinho seguito da un tocco delizioso per l'attaccante che non può sbagliare. Due settimane dopo è ancora in gol contro la Figueirense dove realizza la marcatura del momentaneo 3-3 prima del gol di Guillherme che consegna la vittoria all'Atletico.  Un altro assist l'incontro successivo contro l'Internacional, orfano di Leandro Damiao per le Olimpiadi, prima di arrivare alla grande prestazione in casa dello Sport Recife dove realizza un assist a Ronaldinho per il secondo gol dei suoi, un assist a Jô che firma il 3-1 e poi un gol con un bel destro che ferma il risultato sul 4-1. 
Finora la stagione sta dando molte soddisfazioni al Mineiro ed ai suoi tifosi, e Bernard è sicuramente uno degli elementi chiave e in maggior forma di tutto l'undici titolare. Finora nelle prima 15 partite del Brasilerao ha realizzato 14 presenze, 3 gol e 6 assist. 

La chiave del gioco di Bernard è la velocità unita alla grande agilità vista la stazza ridotta. Dispone di una tecnica di prim'ordine e di un'ottima visione di gioco. Nasce trequartista centrale ma per caratteristiche, soprattutto fisiche, viene dirottato sulla fascia nel 4-2-3-1 degli "alvinegro". Le misure sono, o meglio potrebbero sembrare, il punto debole del centrocampista. E forse proprio per la bassa statura e la poca fisicità il suo nome non è mai stato accostato a big del calcio italiano ed europeo, ma la chiave del gioco di Bernard è proprio qui. E' un autentico motorino di fascia che spinge con inserimenti, anche centrali, ed apre brecce nelle difese avversarie. La sua velocità è l'arma più temibile per i difensori che faticano a tenere il suo passo. Inoltre la sua tecnica, prelibata persino in Brasile, gli permette di avere le doti da assist-man che si possono notare nei tabellini delle sue partite. 

Ad oggi Bernard non ha convocazioni con Nazionali giovanili verdeoro, soprattutto perchè per lui "l'esplosione" è arrivata tardi rispetto agli standard brasiliani. Sicuramente dovesse continuare su questa linea per il resto della stagione non mancheranno convocazioni da Under 20 o 21. 

L'unica notizia riguardo ad un suo trasferimento risale alla scorsa stagione quando il Presidente dell'Atletico ha dichiarato di aver rifiutato un'importante offerta pervenuta dalla Russia. Sicuramente il doppio passaporto del giovane, unito alle sue caratteristiche lo rendono un pezzo pregiato del mercato a livello di giovani e non solo. Da sempre i Paesi dell'est come Russia o Ucraina sono molto attenti alle giovani perle brasiliane che ancora non convincono la altre squadre europee. Anche Bernard rischia di fare la stessa "fine" prima di poter affrontare campionati dal livello più alto per poter puntare alla Nazionale, anche se ora l'ipotesi più accreditata lo vuole in Brasile a tempo indeterminato proprio per potersi giocare una chance per il 2014. 




La giocata incredibile contro il Gremio

venerdì 3 agosto 2012

Mohamed Salah

Nome: Mohamed Salah
Data di nascita: 15 giugno 1992, Basion
Nazionalità: Egitto
Altezza: 1,75 m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: FC Basilea - Raifessen Super League
Ruolo: Attaccante esterno
Valore: 2.500.000 €




Il calcio egiziano negli ultimi anni ha sempre mantenuto ottimi livelli per ciò che concerne il mondo del pallone africano, infatti nel 2006, 2008 e 2010 ha vinto tre edizioni consecutive della Coppa d'Africa (7 nella sua storia). Minore la fortuna in Coppa del Mondo (2 partecipazioni nel 1936 e nel 1990 con scarsi risultati) ma è un Paese calcisticamente in ascesa, nonostante le gravissime problematiche politiche di questi ultimi tempi. Se per la storia egiziana si ricordano principalmente il miglior cannoniere, Hossam Hassan (69), o il recordman di presenze, Ahmed Hassan (179), si può dire che il primo giocatore che ci viene in mente invece è l'incompiuto e intransigente Mido (talento d'attacco scuola Ajax, passato senza gloria a Roma). Nella recente esperienza alle Olimpiadi 2012 la nazionale Under 23 non ha affatto sfigurato ed ha messo in mostra non solo l'ottimo centrale difensivo Ahmed Hegazy (classe 91 neo acquisto della Fiorentina) ma soprattutto il nuovo attaccante del Basilea Mohamed Salah, preso dagli elvetici per sostituire Shaqiri, passato ad inizio estate al Bayer Monaco.

Mohamed Salah esordisce nel professionismo nel 2008 nelle file dell' Al-Mokawloon, società di Nasr City (Il Cairo). Nella squadra giallo-nera disputa 4 stagioni nelle quali matura 41 presenze, condite da 11 reti totali. La vetrina maggiore però è la nazionale egiziana Under 20 che disputa il Mondiale Under 20 in Colombia. La compagine nordafricana non passa gli ottavi ma mette in mostra un Salah in fase di maturazione (anche un goal su rigore all'Argentina che però vince 2-1). Con l'Egitto Under 20 disputa un totale di 11 partite (3 reti) che gli valgono il debutto con la nazionale maggiore nelle qualificazioni alla Coppa d'Africa 2012 il 3 settembre 2012 (sconfitta per 2-1 contro la Sierra Leone). Con la nazionale maggiore ha all'attivo 13 presenze e 7 reti. In preparazione alle Olimpiadi 2012 entra a far parte dell'Under 23 per la quale vanta 7 presenze e 4 reti. A Londra ha trascinato l'Egitto agli imminenti quarti di finale ed ha segnato una rete in tutte e tre le partite del girone: una al Brasile di Juan, Lucas, Oscar e Neymar (persa 3-2), una alla Nuova Zelanda (pareggiata 1-1) e una alla Bielorussia (vinta 3-1).
Il 10 aprile 2012 è passato ufficialmente al Basilea per 2 milioni e mezzo di € per sostituire da luglio il partente Shaqiri, destinazione Monaco di Baviera.

Salah è un attaccante esterno di grande rapidità e tecnica individuale. E' rapido palla al piede e molto dotato tecnicamente esprimendosi alla grande nel dribbling stretto e nei giochi di suola. Gioca preferibilmente a destra dove riesce a dare il meglio cercando di rientrare per concludere con il suo mancino ma può benissimo ricoprire lo stesso ruolo nell'altra fascia e non disdegna nemmeno come seconda punta. Nell'uno contro uno è letale, ne sa qualcosa Marcelo che durante le Olimpiadi a Londra l'ha sofferto per tutto il secondo tempo del match vinto dai verde-oro per 3-2. Tende ad intestardirsi nelle azioni personali, deve migliorare il destro e deve avere maggiore sicurezza nei propri mezzi ma il talento c'è tutto e può dare grande soddisfazione alla prima esperienza europea, dal punto di vista tecnico esordire con il Basilea potrà fargli solo bene.

Prima della chiusura del Basilea il giocatore era seguito con attenzione da molte squadre europee che lo avevano ammirato al Mondiale Under 20 lo scorso anno. Ora il ragazzo si trasferirà in Svizzera e potrà quindi fare curriculum in un campionato senza troppe pressioni e in una squadra di ottimo livello che insegna calcio e concorre per disputare competizioni internazionali. Il post Shaqiri è servito, vedremo se il giovane egiziano manterrà le promesse.





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