Nome: Dazet Wilfried Armel Zaha
Data di nascita: 10 Novembre 1992, Abidjan
Nazionalità: Costa d'Avorio - Inghilterra
Altezza: 1,80 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Crystal Palace, Championship (Inghilterra)
Ruolo: Ala, trequartista, seconda punta
Valore: 7.000.000 Euro
Il Mondiale 2006 in Germania passerà alla storia per la vittoria dell'Italia. In quella grande competizione che fu, scoppio un caso in Inghilterra. Infatti, gli addetti ai lavori rimasero basiti e criticarono la scelta di Eriksson di convocare l'appena 16enne Theo Walcott, all'epoca ancora in Championship con il Southampton. Da un paio di anni, però, circola un nuovo nome nella cadetteria inglese che ricorda molto, per caratteristiche tecniche e fisiche, l'attuale giocatore dell'Arsenal. Parliamo di Wilfried Zaha, esterno offensivo del Crystal Palace.
Wilfried Zaha nasce ad Abidjan in Costa d'Avorio il 10 Novembre 1992, ma all'età di quattro anni si trasferisce con la propria famiglia a Thornton Heat, sud di Londra. La sua carriera calcistica inizia in realtà nel 2005 in Costa d'Avorio con le giovanili dell'ASEC Mimosas, dove nel 2007 viene notato dagli osservatori del Crystal Palace. Il club inglese decide di acquistarlo e farlo crescere nelle proprie giovanili. L'esordio in Prima Squadra arriva il 27 Marzo 2010 nella partita persa con il Cardiff City con Paul Hart in panchina. Sarà l'unica presenza in stagione, importante però in quanto dimostra la fiducia nelle sue qualità e infatti si guadagna il rinnovo del contratto e la titolarità nella stagione successiva, forte anche del primo gol in Championship alla prima di campionato, il 7 Agosto 2010, nella vittoria con il Leicester City. Saranno 6 i gol in 41 presenze in stagione. L'annata 2011/2012 inizia nel migliore dei modi. Il 23 Agosto realizza la sua prima doppietta in stagione contro il Crawley Town in FA Cup. Finora può contare ben 4 gol e 6 assist in 21 presenze stagionali.
Nonostante sia ivoriano di nascita, gli anni vissuti in Inghilterra sono stati fondamentali per l'acquisizione del passaporto e della nazionalità inglese. Così l'8 Ottobre 2010 arriva l'esordio con la nazionale inglese Under-19 nella sconfitta con la Germania di categoria (in totale 2 presenze). Il 29 Febbraio 2012 arriva anche il debutto con l'Under-21 contro il Belgio. A causa dei tantissimi infortuni dei big in questo inizio di stagione, il Ct della nazionale maggiore, Roy Hodgson, ha deciso di convocarlo l'11 Novembre, facendolo esordire il 14 Novembre nella bellissima e spettacolare amichevole contro la Svezia (poker di Ibrahimovic, con la famosa rovesciata da 20 metri), sostituendo all'83' minuto l'altro baby fenomeno Sterling (di cui abbiamo già parlato in passato).
Wilfried Zaha è un attaccante esterno dalla grandissima velocità e dal dribbling funambolico. Tecnicamente molto dotato, gli piace esibirsi in giocate d'alta classe, per questo possiamo vedere che il suo score di reti non è notevole. Fisicamente è molto potente, robusto nei contrasti e sempre pronto a lottare su ogni pallone. E' un destro, per questo sulla sinistra è più spettacolare e pericoloso sotto porta, visto che gli piace rientrare sul piede forte per provare la conclusione. Sulla destra si “limita” a saltare gli avversari e crossare in mezzo. Deve sicuramente migliorare nei colpi di testa, completamente assenti nel suo repertorio, e diventare più cinico sotto porta. Ma, soprattutto, ha un brutto carattere, sempre pronto a deridere gli avversari e ad esaltarsi con le sue giocate che però nei confronti di difensori esperti e più quotati possono rischiare di fargli la festa. Ultimamente, in tal senso, ha dichiarato che solo Cristiano Ronaldo e Lionel Messi sono più forti di lui.
Non è un segreto che le sue grandissime qualità hanno attirato le attenzioni di mezza Europa. In Inghilterra il Bolton ha provato, inutilmente, ad offrire 5 milioni di sterline due stagioni fa. Piace ad Arsenal, Manchester United, Manchester City e Liverpool, ma anche a Milan e Real Madrid. Soprattutto le Merengues, secondo la stampa brittanica, avrebbero offerto ben 20 milioni di euro (cifra probabilmente piuttosto pompata) per cercare di strapparlo alla concorrenza. Quest'estate sapremo se il club di Mourinho, grande estimatore dell'esterno inglese, avrà convinto il piccolo club londinese a cedere il suo gioiello.
Ci troviamo di fronte ad un talento cristallino, la classica ala inglese. Per questo viene considerato l'erede di Walcott. In realtà viene accostato anche a Samuel Eto'o, ma inutile fare questi paragoni improponibile. Ne sentiremo parlare, in un senso o nell'altro.
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lunedì 10 dicembre 2012
lunedì 3 dicembre 2012
Jerry Mbakogu
Nome: Jerry Uche
Mbakogu
Data di
nascita: 1 Ottobre 1992, Lagos
Nazionalità:
Nigeria, con passaporto italiano
Altezza: 1,85m
Piede
preferito: Destro
Squadra: SS
Juve Stabia - Serie B
Ruolo:
Attaccante
Valore:
2.000.000€
E' risaputo che
la Serie B è spesso la vetrina per giovani talenti. Il campionato
cadetto permette a questi di mettersi in mostra senza troppe
preoccupazioni, crescere senza l'ansia per il risultato. E dopo
Berardi, oggi parleremo di Jerry Mbakogu.
Jerry Uche
Mbakogu nasce a Lagos il 1 Ottobre 1992, ma in tenera età arriva in
Italia con la sua famiglia, precisamente in Veneto. Da bambino
comincia la sua carriera calcistica nello Scorzè, squadra di un
piccolo paese a circa 30 km da Venezia. I tantissimi gol messi a
segno attirano l'attenzione di Campi e Barison, suoi attuali
procuratori, che lo segnalano agli osservatori del Padova, estasiati
nel vedere le prestazioni del ragazzo. Entra a far parte delle
giovanili del Padova, dove conferma il suo talento tanto da
convincere il Palermo a tesserarlo. Con la Primavera del club
siciliano vince il campionato di categoria nel 2009, formando con
Giovio una delle migliori coppie d'attacco della categoria. Ma i
rosanero non riscattano il suo cartellino, così Mbakogu torna al
Padova ed esordisce in Serie B il 28 Agosto 2010. Viene ceduto in
prestito alla Juve Stabia in Lega Pro, con la quale l'esordio arriva
il 5 Settembre nella vittoria a Barletta. Bisogna aspettare il 17
Novembre per il primo gol con i campani nella vittoria contro
l'Atletico Roma. Alla fine della stagione saranno ben 6 i gol
confezionati in 29 partite, importanti per la promozione in Serie B
della Juve Stabia. In cadetteria segna il primo gol il 31 Agosto 2011
nella sconfitta in casa contro l'Hellas Verona. Con Calori gioca con
grande continuità, segnando 5 gol in 25 partite ufficiali tra
campionato e Coppa Italia, che convincono i campani ad acquisire la
comproprietà del cartellino. Ma è probabilmente solo all'inizio
dell'attuale stagione che trova la sua piena consacrazione, grazie al
ruolo da titolare assoluto concessogli da Braglia e i suoi 3 gol e 4
assist in 12 partite ufficiali.
Jerry Mbakogu è
la classica punta africana, potentissima fisicamente ma con un'ottima
progressione palla al piede. Nonostante possiede un buon tiro, è
famoso per i tanti errori sotto porta, legati alla frettolosità
dell'esecuzione, visto che tecnicamente è abbastanza dotato. Deve
quindi diventare molto più cinico e pragmatico. Inutile dire che è
bravissimo sulle palle alte, non disdegna il lavoro sporco contro i
difensori avversari e sa giocare di sponda.
In questo
inizio di stagione ha davvero impressionato gli addetti ai lavori,
tanto che Torino e Napoli in Serie A pensano a lui per Gennaio. Ma
sul giocatore ci sono interessamenti anche da parte di club inglesi e
spagnoli. Difficile che il club campano possa privarsene a metà
anno.
Sinceramente
Mbakogu è un buon giocatore, un attaccante fisico che potrebbe
trovare la sua consacrazione e maturità in club di medio-bassa
fascia. Somiglia alla punta congolese dell'Anderlecht, Mbokani, ma
per il salto di categoria deve migliorare tantissimo sotto porta.
La doppietta di Mbakogu al Bari
lunedì 26 novembre 2012
Domenico Berardi
Nome: Domenico Berardi
Data di nascita: 1 Agosto 1994, Cariati (CS)
Nazionalità: Italia
Altezza: 1,85 cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: US Sassuolo, Serie B (Italia)
Ruolo: Attaccante esterno
Valore: 500.000 Euro
In molte squadre giovanili possiamo registrare storie di giovani che per caso sono entrati a far parte della rosa. Ed è quello che è successo a Domenico Berardi del Sassuolo, di cui parleremo oggi. Domenico Berardi nasce a Cariati Marina, piccola cittadina nel cosentino ionico, in Calabria, dove ovviamente comincia a giocare a calcio con il Castello, squadra di Bocchigliero (CS). Ma solo tre anni fa arriva a Modena per far visita al fratello, che in città studiava Scienze Infermieristiche, e in una partitella a calcetto tra ragazzi viene notato dall’allenatore in seconda degli Allievi Nazionali del Sassuolo che lo segnala subito per un provino, che ovviamente Berardi supera egregiamente. Nella stagione 2010/2011 viene aggregato alla squadra Primavera, ma disputa solo 3 partite. Sarà la stagione successiva quella dell'esplosione, con 18 presenze e 5 gol. Con l'arrivo di Eusebio Di Francesco sulla panchina del club emiliano, arriva anche l'esordio in Prima squadra il 12 Agosto 2012 nella vittoria contro l'Avellino in Coppa Italia. In Serie B l'esordio è datato il 27 Agosto nella vittoria di Cesena e il 1 Settembre arriva anche il primo gol nella vittoria contro il Crotone. Da quel momento in poi Di Francesco continua a schierarlo sempre con maggiore frequenza e le continue buone prestazioni convincono Evani, ct della Nazionale Under-19, con la quale esordisce nella vittoria in amichevole contro la Repubblica Ceca con un gol (per il momento unica presenza con l'Under-19). Finora può contare ben 3 gol e 3 assist in 13 presenze ufficiali con il Sassuolo.
Domenico Berardi è un attaccante esterno molto veloce e bravo nel dribbling, capace di giocare con entrambi i piedi senza differenze. Tecnicamente è dotato, fisicamente è un longilineo, ma deve sicuramente acquisire maggiore forza fisica. E' il classico contropiedista, ha una progressione davvero impressionante. Non disdegna il tiro dalla distanza, ma non è un egoista, visto che riesce spesso a mandare i propri compagni in gol grazie ai suoi cross a giro e alla buonissima visione di gioco. Tatticamente è molto presente anche in fase difensiva, ma deve sicuramente migliorare negli inserimenti e nei tagli dall'esterno verso l'interno. Domenico Berardi ha già attirato su di sé interessamenti davvero importanti. Si dice che Sir Alex Ferguson abbia già chiesto informazioni ai dirigenti del Sassuolo, ma piace in Italia anche a Juventus e Lazio. Ma il suo sogno è di giocare nell'Inter, squadra per la quale tifa. Ci troviamo di fronte ad un grandissimo talento, già pronto per il salto di categoria fisicamente e tecnicamente. E' un misto tra El Shaarawy, quello di Padova, e Lamela. Sicuramente ci auguriamo che possa eguagliare quello che finora hanno fatto i due enfant prodige della Serie A.
Data di nascita: 1 Agosto 1994, Cariati (CS)
Nazionalità: Italia
Altezza: 1,85 cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: US Sassuolo, Serie B (Italia)
Ruolo: Attaccante esterno
Valore: 500.000 Euro
In molte squadre giovanili possiamo registrare storie di giovani che per caso sono entrati a far parte della rosa. Ed è quello che è successo a Domenico Berardi del Sassuolo, di cui parleremo oggi. Domenico Berardi nasce a Cariati Marina, piccola cittadina nel cosentino ionico, in Calabria, dove ovviamente comincia a giocare a calcio con il Castello, squadra di Bocchigliero (CS). Ma solo tre anni fa arriva a Modena per far visita al fratello, che in città studiava Scienze Infermieristiche, e in una partitella a calcetto tra ragazzi viene notato dall’allenatore in seconda degli Allievi Nazionali del Sassuolo che lo segnala subito per un provino, che ovviamente Berardi supera egregiamente. Nella stagione 2010/2011 viene aggregato alla squadra Primavera, ma disputa solo 3 partite. Sarà la stagione successiva quella dell'esplosione, con 18 presenze e 5 gol. Con l'arrivo di Eusebio Di Francesco sulla panchina del club emiliano, arriva anche l'esordio in Prima squadra il 12 Agosto 2012 nella vittoria contro l'Avellino in Coppa Italia. In Serie B l'esordio è datato il 27 Agosto nella vittoria di Cesena e il 1 Settembre arriva anche il primo gol nella vittoria contro il Crotone. Da quel momento in poi Di Francesco continua a schierarlo sempre con maggiore frequenza e le continue buone prestazioni convincono Evani, ct della Nazionale Under-19, con la quale esordisce nella vittoria in amichevole contro la Repubblica Ceca con un gol (per il momento unica presenza con l'Under-19). Finora può contare ben 3 gol e 3 assist in 13 presenze ufficiali con il Sassuolo.
Domenico Berardi è un attaccante esterno molto veloce e bravo nel dribbling, capace di giocare con entrambi i piedi senza differenze. Tecnicamente è dotato, fisicamente è un longilineo, ma deve sicuramente acquisire maggiore forza fisica. E' il classico contropiedista, ha una progressione davvero impressionante. Non disdegna il tiro dalla distanza, ma non è un egoista, visto che riesce spesso a mandare i propri compagni in gol grazie ai suoi cross a giro e alla buonissima visione di gioco. Tatticamente è molto presente anche in fase difensiva, ma deve sicuramente migliorare negli inserimenti e nei tagli dall'esterno verso l'interno. Domenico Berardi ha già attirato su di sé interessamenti davvero importanti. Si dice che Sir Alex Ferguson abbia già chiesto informazioni ai dirigenti del Sassuolo, ma piace in Italia anche a Juventus e Lazio. Ma il suo sogno è di giocare nell'Inter, squadra per la quale tifa. Ci troviamo di fronte ad un grandissimo talento, già pronto per il salto di categoria fisicamente e tecnicamente. E' un misto tra El Shaarawy, quello di Padova, e Lamela. Sicuramente ci auguriamo che possa eguagliare quello che finora hanno fatto i due enfant prodige della Serie A.
lunedì 19 novembre 2012
Angelo Henriquez
Nome: Angelo José Henrìquez Iturra
Data di nascita: 13 aprile 1994, Santiago del Cile
Nazionalità: Cile
Altezza: 180cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Manchester United - Premier League
Ruolo: Attaccante centrale
Valore: 5.000.000€
La precedente sessione del mercato estivo ha visto il passaggio di Robin Van Persie al Manchester United si Sir Alex Ferguson. Sicuramente uno dei colpi più importanti di tutto il panorama mondiale, che rende il già ottimo attacco dello United uno dei migliori al mondo. Sir Alex non si affida unicamente però a stelle di prim'ordine, attingendo anche al mercato delle giovani promesse, in particolar modo sudamericane. Un esempio è sicuramente il messicano Javier Hernandez. Lo scorso 5 settembre si è unito allo United un nuovo talento offensivo sudamericano, il classe '94 Angelo Henriquez.
Angelo nasce diciotto anni fa nella capitale cilena, Santiago, ma non si dedica subito al pallone. Inizialmente gli preferisce il tennis, praticandolo con continuità fino ai dodici anni, quando il richiamo del pallone diventa troppo forte e si aggrega al settore giovanile dell'Universidad de Chile, storico club cileno vincitore per sedici volte della massima serie. Il giovane attaccante compie tutta la trafila del settore giovanile della "U", fino ad arrivare alla promozione dalla formazione Under 19 alla prima squadra nel corso della stagione 2011, ma trascorre tutta la stagione a completare il suo apprendistato allenandosi con la prima squadra, senza però vedere il campo. Riesce a trovare spazio, e il debutto, nel Torneo Apertura della stagione 2012 quando viene schierato titolare nella gara iniziale in casa contro il Cobreloa. In novanta minuti di gioco realizza il suo primo gol ed in successione la sua prima doppietta, facendosi così conoscere al suo pubblico. Passa in panchina le successive quattro partite e fornisce prestazioni altalenanti in quelle dove viene schierato, ma riesce a ritrovare il gol all'undicesima giornata, nuovamente in casa, contro il Wanderers. Da allora non si ferma più ed aiuta la sua squadra a raggiungere i playoff con 5 gol nelle ultime 3 partite da lui giocate. Nel frattempo riesce a conquistare anche il posto da titolare ngli incontri di Copa libertadores. Gol al debutto contro il Godoy Cruz, per poi ripetersi nel ritorno della sfida durante i gironi preliminari. Doppietta agli ottavi contro il Deportivo Quito, prima di arrendersi in semifinale contro il Boca Juniors. Al termine della sua prima stagione nel calcio professionistico può contare 11 presenze in campionato e 8 gol, oltre a 10 apparizioni in Copa Libertadores e 4 marcature, per un totale di 12 gol in 21 partite.
Come già anticipato nel corso dell'estate 2012 passa al Manchester United per una cifra di circa cinque milioni e mezzo di dollari, e scegliendo la casacca numero 21.
Gioca la sua prima partita in maglia Red Devils il 28 settembre contro il Newcastle nel campionato Premier League Riserve (oggi campionato Under 21) e segnando anche il gol del finale 4-2 con un pregevole colpo di testa.
Sir Alex Ferguson ha deciso di puntare molto sul ragazzo, rivedendo in lui le caratteristiche di un giovanissimo Ruud Van Nistelrooy, grande icona del Manchester di inizio duemila. Attaccante con grande fiuto del gol, elemento imprescindibile per i grandi bomber, e molto sangue freddo sotto porta nonostante la giovane età. Destro naturale che sa calciare con naturalezza anche con il mancino, può essere pericoloso anche da posizioni lontane o decentrate. Un attaccante solitamente difficile da marcare vista la sua predisposizione a variare su tutto il fronte d'attacco alla ricerca di spazi. Nonostante il paragone con Van Nistelrooy differisca dal punto di vista fisico, il giovane Henriquez infatti ha alcuni centimetri in meno, può ritrovarsi in alcune caratteristiche da attaccante di razza per entrambi. Il gioco del cileno è più moderno, prediligendo la rapidità dei movimenti alla potenza fisica. Dotato inoltre di un'ottima tecnica personale, paragonabile a quella di una seconda punta. Un attaccante sia d'area di rigore che da movimento negli spazi, che potrà far molto comodo alla giovane e talentuosa Nazionale cilena del domani..
Prolifica e fruttuosa la sua esperienza con le Selezioni giovanili del suo Paese. Debutta con l'Under 15 realizzando un totale di 4 presenze e 2 gol nel corso del Sudamericano Sub15 del 2009. Si ripete in seguito anche nell'Under 17 dove sempre in 4 partite realizza 3 marcature in occasione questa volta del Sudamericano Sub17 del 2011. Con l'Under 20 arriva sicuramente il periodo più prolifico della sua fin qui giovane carriera internazionale arrivando a realizzare 14 gol in sole 10 partite, seguiti da altri 2 gol nell'unica apparizione con la maglia Under 23. Il 14 novembre 2012 il Commissario Tecnico Claudio Borghi lo convoca per l'amichevole contro la Serbia. Il debutto arriva al ventesimo minuto quando entra in campo al posto dell'infortunato Alexis Sanchez, e a due minuti dal termine segna la sua prima marcatura con la maglia della Nazionale maggiore del Cile.
I Red Devils hanno tra le mani un ottimo prospetto che nel tempo potrebbe integrarsi e giocarsi il posto con i grandi campioni di Manchester. Sicuramente ha bisogno di apprendere e fare esperienza prima di poter diventare incisivo nel difficile calcio inglese, ma i giovani hanno sempre ben figurato alla corte di Ferguson. Un attaccante da seguire con attenzione, in particolar modo a gennaio quando le voci di un possibile prestito in Championship potrebbero trovare conferma.
Data di nascita: 13 aprile 1994, Santiago del Cile
Nazionalità: Cile
Altezza: 180cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Manchester United - Premier League
Ruolo: Attaccante centrale
Valore: 5.000.000€
La precedente sessione del mercato estivo ha visto il passaggio di Robin Van Persie al Manchester United si Sir Alex Ferguson. Sicuramente uno dei colpi più importanti di tutto il panorama mondiale, che rende il già ottimo attacco dello United uno dei migliori al mondo. Sir Alex non si affida unicamente però a stelle di prim'ordine, attingendo anche al mercato delle giovani promesse, in particolar modo sudamericane. Un esempio è sicuramente il messicano Javier Hernandez. Lo scorso 5 settembre si è unito allo United un nuovo talento offensivo sudamericano, il classe '94 Angelo Henriquez.
Angelo nasce diciotto anni fa nella capitale cilena, Santiago, ma non si dedica subito al pallone. Inizialmente gli preferisce il tennis, praticandolo con continuità fino ai dodici anni, quando il richiamo del pallone diventa troppo forte e si aggrega al settore giovanile dell'Universidad de Chile, storico club cileno vincitore per sedici volte della massima serie. Il giovane attaccante compie tutta la trafila del settore giovanile della "U", fino ad arrivare alla promozione dalla formazione Under 19 alla prima squadra nel corso della stagione 2011, ma trascorre tutta la stagione a completare il suo apprendistato allenandosi con la prima squadra, senza però vedere il campo. Riesce a trovare spazio, e il debutto, nel Torneo Apertura della stagione 2012 quando viene schierato titolare nella gara iniziale in casa contro il Cobreloa. In novanta minuti di gioco realizza il suo primo gol ed in successione la sua prima doppietta, facendosi così conoscere al suo pubblico. Passa in panchina le successive quattro partite e fornisce prestazioni altalenanti in quelle dove viene schierato, ma riesce a ritrovare il gol all'undicesima giornata, nuovamente in casa, contro il Wanderers. Da allora non si ferma più ed aiuta la sua squadra a raggiungere i playoff con 5 gol nelle ultime 3 partite da lui giocate. Nel frattempo riesce a conquistare anche il posto da titolare ngli incontri di Copa libertadores. Gol al debutto contro il Godoy Cruz, per poi ripetersi nel ritorno della sfida durante i gironi preliminari. Doppietta agli ottavi contro il Deportivo Quito, prima di arrendersi in semifinale contro il Boca Juniors. Al termine della sua prima stagione nel calcio professionistico può contare 11 presenze in campionato e 8 gol, oltre a 10 apparizioni in Copa Libertadores e 4 marcature, per un totale di 12 gol in 21 partite.
Come già anticipato nel corso dell'estate 2012 passa al Manchester United per una cifra di circa cinque milioni e mezzo di dollari, e scegliendo la casacca numero 21.
Gioca la sua prima partita in maglia Red Devils il 28 settembre contro il Newcastle nel campionato Premier League Riserve (oggi campionato Under 21) e segnando anche il gol del finale 4-2 con un pregevole colpo di testa.
Sir Alex Ferguson ha deciso di puntare molto sul ragazzo, rivedendo in lui le caratteristiche di un giovanissimo Ruud Van Nistelrooy, grande icona del Manchester di inizio duemila. Attaccante con grande fiuto del gol, elemento imprescindibile per i grandi bomber, e molto sangue freddo sotto porta nonostante la giovane età. Destro naturale che sa calciare con naturalezza anche con il mancino, può essere pericoloso anche da posizioni lontane o decentrate. Un attaccante solitamente difficile da marcare vista la sua predisposizione a variare su tutto il fronte d'attacco alla ricerca di spazi. Nonostante il paragone con Van Nistelrooy differisca dal punto di vista fisico, il giovane Henriquez infatti ha alcuni centimetri in meno, può ritrovarsi in alcune caratteristiche da attaccante di razza per entrambi. Il gioco del cileno è più moderno, prediligendo la rapidità dei movimenti alla potenza fisica. Dotato inoltre di un'ottima tecnica personale, paragonabile a quella di una seconda punta. Un attaccante sia d'area di rigore che da movimento negli spazi, che potrà far molto comodo alla giovane e talentuosa Nazionale cilena del domani..
Prolifica e fruttuosa la sua esperienza con le Selezioni giovanili del suo Paese. Debutta con l'Under 15 realizzando un totale di 4 presenze e 2 gol nel corso del Sudamericano Sub15 del 2009. Si ripete in seguito anche nell'Under 17 dove sempre in 4 partite realizza 3 marcature in occasione questa volta del Sudamericano Sub17 del 2011. Con l'Under 20 arriva sicuramente il periodo più prolifico della sua fin qui giovane carriera internazionale arrivando a realizzare 14 gol in sole 10 partite, seguiti da altri 2 gol nell'unica apparizione con la maglia Under 23. Il 14 novembre 2012 il Commissario Tecnico Claudio Borghi lo convoca per l'amichevole contro la Serbia. Il debutto arriva al ventesimo minuto quando entra in campo al posto dell'infortunato Alexis Sanchez, e a due minuti dal termine segna la sua prima marcatura con la maglia della Nazionale maggiore del Cile.
I Red Devils hanno tra le mani un ottimo prospetto che nel tempo potrebbe integrarsi e giocarsi il posto con i grandi campioni di Manchester. Sicuramente ha bisogno di apprendere e fare esperienza prima di poter diventare incisivo nel difficile calcio inglese, ma i giovani hanno sempre ben figurato alla corte di Ferguson. Un attaccante da seguire con attenzione, in particolar modo a gennaio quando le voci di un possibile prestito in Championship potrebbero trovare conferma.
sabato 3 novembre 2012
Stefano Padovan
Nome: Stefano Padovan
Data di nascita: 16 Aprile 1994, Torino
Nazionalità: Italia Altezza: 1,86 cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Juventus Primavera, Campionato Primavera Girone A (Italia)
Ruolo: Attaccante
Valore: 500.000 Euro
Sono pochi i settori giovanili che ogni anno riescono ad essere sempre competitivi in tutte le categorie. Soprattutto nella categoria Primavera, dopo la quale spesso c'è il passaggio in prestito in qualche club per fare esperienza. Ma la Juventus non ha di questi problemi e ogni stagione mette in mostra i propri talenti, non ultimo dei quali Stefano Padovan, attaccante molto interessante di cui oggi dedicheremo un profilo.
Stefano Padovan nasce a Torino il 16 Aprile 1994 e sin da bambino corre dietro ad un pallone. Nel 2005 entra a far parte delle giovanili della Juventus, squadra per la quale tifa, e inizia a dimostrare tutto il suo talento. Nella stagione 2011/2012 fa parte stabilmente della squadra Primavera, segnando tra l'altro ben 11 gol in 17 partite, utili per guadagnarsi l'esordio con l'Under 19 il 28 Marzo 2012 contro la Turchia, vinta 2-0. Il primo gol con la nazionale di Evani arriva solo il 12 Ottobre nella vittoria per 3-0 contro l'Albania. Finora può contare ben 6 presenze e 3 gol con l'Under-19. In realtà, precedentemente Padovan ha giocato anche con le nazionali Under-16 (3 presenze, 1 gol), Under-17 (2 presenze, 1 gol) e Under-18 (3 gol in 5 presenze), facendone un punto fermo del settore giovanile italiano.
Lo scorso anno ha vinto il Torneo di Viareggio con i biancoenri, tra l'altro con 3 gol realizzati. In questa stagione è titolare inamovibile della Primavera di Baroni, con il quale ha già fatto 4 gol in 6 partite.
Stefano Padovan è la classica prima punta, bravissimo nel gioco aereo e a giocare di sponda. Ha un sinistro a fulmicotone, forte e preciso, e un sensibile senso del gol. Tatticamente è un giocatore molto utile alla squadra che aiuta molto durante la fase difensiva e di non possesso palla. Fisicamente è adatto al ruolo che ricopre, anche se dovrebbe acquisire maggiore forza muscolare e soprattutto migliorare con il piede opposto, quel destro che raramente usa. Da affinare anche i movimenti sulla linea del fuorigioco ma siamo in presenza di una punta davvero interessante. Raccoglie alla grande l'eredità lasciata da Ciro Immobile ai tempi delle giovanili bianconere. Chissà che possa essere l'inizio di una nuova bella storia e magari più a tinte juventine rispetto al bomber dell'Under 21. Se Conte cerca una prima punta occhio che potrebbe averla in casa.
Data di nascita: 16 Aprile 1994, Torino
Nazionalità: Italia Altezza: 1,86 cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Juventus Primavera, Campionato Primavera Girone A (Italia)
Ruolo: Attaccante
Valore: 500.000 Euro
Sono pochi i settori giovanili che ogni anno riescono ad essere sempre competitivi in tutte le categorie. Soprattutto nella categoria Primavera, dopo la quale spesso c'è il passaggio in prestito in qualche club per fare esperienza. Ma la Juventus non ha di questi problemi e ogni stagione mette in mostra i propri talenti, non ultimo dei quali Stefano Padovan, attaccante molto interessante di cui oggi dedicheremo un profilo.
Stefano Padovan nasce a Torino il 16 Aprile 1994 e sin da bambino corre dietro ad un pallone. Nel 2005 entra a far parte delle giovanili della Juventus, squadra per la quale tifa, e inizia a dimostrare tutto il suo talento. Nella stagione 2011/2012 fa parte stabilmente della squadra Primavera, segnando tra l'altro ben 11 gol in 17 partite, utili per guadagnarsi l'esordio con l'Under 19 il 28 Marzo 2012 contro la Turchia, vinta 2-0. Il primo gol con la nazionale di Evani arriva solo il 12 Ottobre nella vittoria per 3-0 contro l'Albania. Finora può contare ben 6 presenze e 3 gol con l'Under-19. In realtà, precedentemente Padovan ha giocato anche con le nazionali Under-16 (3 presenze, 1 gol), Under-17 (2 presenze, 1 gol) e Under-18 (3 gol in 5 presenze), facendone un punto fermo del settore giovanile italiano.
Lo scorso anno ha vinto il Torneo di Viareggio con i biancoenri, tra l'altro con 3 gol realizzati. In questa stagione è titolare inamovibile della Primavera di Baroni, con il quale ha già fatto 4 gol in 6 partite.
Stefano Padovan è la classica prima punta, bravissimo nel gioco aereo e a giocare di sponda. Ha un sinistro a fulmicotone, forte e preciso, e un sensibile senso del gol. Tatticamente è un giocatore molto utile alla squadra che aiuta molto durante la fase difensiva e di non possesso palla. Fisicamente è adatto al ruolo che ricopre, anche se dovrebbe acquisire maggiore forza muscolare e soprattutto migliorare con il piede opposto, quel destro che raramente usa. Da affinare anche i movimenti sulla linea del fuorigioco ma siamo in presenza di una punta davvero interessante. Raccoglie alla grande l'eredità lasciata da Ciro Immobile ai tempi delle giovanili bianconere. Chissà che possa essere l'inizio di una nuova bella storia e magari più a tinte juventine rispetto al bomber dell'Under 21. Se Conte cerca una prima punta occhio che potrebbe averla in casa.
lunedì 22 ottobre 2012
Arkadiusz Milik
Nome: Arkadiusz Milik
Data di nascita: 28 febbraio 1994, Tychy
Nazionalità: Polonia
Altezza: 1, 89 m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Gornik Zabrze - Ekstraklasa
Ruolo: Attaccante centrale
Valore: 1.500.000 €
Se negli ultimi anni il Belgio sembrava essere sul punto di rappresentare la nuova frontiera europea dei talenti, ora è la Polonia la nazione che promette di diventare la terra da "razziare" per le squadre europee alla ricerca di grandi talenti a prezzi abbordabili. La nuova generazione polacca, fiorita principalmente con il grande e giovane Borussia delle ultime stagioni (Piszeck, Kuba e Lewandowski), sta mostrando progressi considerevoli, sebbene all' Europeo la compagine di Smuda non abbia mostrato una fase difensiva accettabile rispetto ad un attacco fra i più pericolosi in circolazione. Il talento che vi presentiamo oggi potrebbe raccogliere la pesante eredità del bomber Lewandowski, non solo in nazionale, anche se possiamo dire che questo ragazzo sta bruciando le tappe ad una velocità impressionante. Stiamo parlando di Arkadiusz Milik, punta centrale del Gornik Zabrze che risiede ai vertici dell'attuale campionato polacco.
Arkadiusz Milik nasce a Tychy, distretto industriale della Seslia nel sud della Polonia. A 6 anni entra a far parte della scuola calcio del Katowice, militante ora in seconda divisione (al tempo in terza) e vicino alla sua città natale. Per la squadra nero-verde rappresenta il giocatore più promettente tanto che ad appena 15 anni viene aggregato alla prima squadra mentre l'esordio ufficiale tra i professionisti risale alla stagione 2010/2011 ad appena 16 anni. Chiude la stagione con la grandissima media di 4 reti in 10 presenze. La stagione successiva firma un contratto di 5 anni con il Gornik Zabrze e viene da subito lanciato in prima squadra nella massima serie polacca. Il debutto ufficiale avviene il 31 luglio 2011 a 17 anni, 5 mesi e 3 giorni nel pareggio esterno contro il Slask Wroclaw (1-1, suo l'assist del momentaneo vantaggio). Le prime reti arrivano il 1 aprile 2012 nella doppietta che sancisce la vittoria interna contro il Korona Kielce. Terminerà la stagione con 4 reti in 24 presenze (2 assist e squadra ottava in campionato). Dopo essere stato invitato ad uno stage con il Tottenham che nonostante le ottime prestazioni non ha concluso il suo acquisto, viene aggregato ad una formazione giovanile del Legia Varsavia per disputare un'amichevole con la Sambonifaciese ma nonostante la grande vittoria per 4-1 (una bella rete proprio di Milik), le squadre italiane non affondano il colpo con il Gornik. Tornato alla base il ragazzo si appresta a disputare un'altra stagione con la maglia rosso-blu ed ecco l'esplosione in patria con un debutto stagionale con i fiocchi: sono 7 reti in 9 presenze ufficiali tra campionato e coppa fino ad ora. Le prestazioni del giovane attaccante non sono rimaste inosservate e il nuovo C.t della Polonia Fornalik lo ha voluto per l'amichevole contro il Sudafrica del 12 ottobre 2012 (vittoria per 1-0 ed esordio ufficiale). Ad ora il ragazzo ha all'attivo 2 presenze con la nazionale maggiore mentre in passato ha vestito tutte le selezioni giovanili del suo Paese: una presenza e una rete con l'Under 17, una presenza in Under 18, 7 presenze e 5 reti in Under 19 e 2 presenze con l'Under 21.
Milik è una prima punta moderna che abbina al fisico un'ottima tecnica di base. E' un attaccante letale in area di rigore e sa muoversi lungo tutto il perimetro del reparto offensivo. E' veloce palla al piede e incredibile nella protezione della sfera (nonostante la poca esperienza) con colpi da vero fuoriclasse in prospettiva. Buono il colpo di testa, da migliorare decisamente il destro. Come prevedibile deve ampliare tutto il bagaglio tecnico e atletico, il calcio che conta schiera ben altre difese, ma siamo in presenza di un potenziale bomber da big perché è uno dei pochi alla sua età ad essere una punta completa. Somiglia in maniera impressionante a Lewandowski anche se crediamo possa diventare molto più forte del connazionale se fatto crescere al meglio e con pazienza. D
Su di lui si sono inevitabilmente lanciate moltissime squadre, le più attente al panorama giovanile. Il Borussia e lo Stoccarda sono le formazioni più agguerrite in Bundesliga mentre in Italia la Juventus, l'Inter ma soprattutto l'Udinese sono in procinto di concretizzare l'interesse mostrato in questi mesi. Occhio alla Premier, campionato che da sempre attira prepotentemente talenti di questo calibro e con queste caratteristiche (le big d'Oltremanica sono sempre in agguato). Il suo ex allenatore Mogilany (Katowice), lo descrive come un ragazzo con la testa sulle spalle e che potrebbe fare grande strada. Se una big italiana decide di investire su di lui farebbe un grande colpo.
Data di nascita: 28 febbraio 1994, Tychy
Nazionalità: Polonia
Altezza: 1, 89 m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Gornik Zabrze - Ekstraklasa
Ruolo: Attaccante centrale
Valore: 1.500.000 €
Se negli ultimi anni il Belgio sembrava essere sul punto di rappresentare la nuova frontiera europea dei talenti, ora è la Polonia la nazione che promette di diventare la terra da "razziare" per le squadre europee alla ricerca di grandi talenti a prezzi abbordabili. La nuova generazione polacca, fiorita principalmente con il grande e giovane Borussia delle ultime stagioni (Piszeck, Kuba e Lewandowski), sta mostrando progressi considerevoli, sebbene all' Europeo la compagine di Smuda non abbia mostrato una fase difensiva accettabile rispetto ad un attacco fra i più pericolosi in circolazione. Il talento che vi presentiamo oggi potrebbe raccogliere la pesante eredità del bomber Lewandowski, non solo in nazionale, anche se possiamo dire che questo ragazzo sta bruciando le tappe ad una velocità impressionante. Stiamo parlando di Arkadiusz Milik, punta centrale del Gornik Zabrze che risiede ai vertici dell'attuale campionato polacco.
Arkadiusz Milik nasce a Tychy, distretto industriale della Seslia nel sud della Polonia. A 6 anni entra a far parte della scuola calcio del Katowice, militante ora in seconda divisione (al tempo in terza) e vicino alla sua città natale. Per la squadra nero-verde rappresenta il giocatore più promettente tanto che ad appena 15 anni viene aggregato alla prima squadra mentre l'esordio ufficiale tra i professionisti risale alla stagione 2010/2011 ad appena 16 anni. Chiude la stagione con la grandissima media di 4 reti in 10 presenze. La stagione successiva firma un contratto di 5 anni con il Gornik Zabrze e viene da subito lanciato in prima squadra nella massima serie polacca. Il debutto ufficiale avviene il 31 luglio 2011 a 17 anni, 5 mesi e 3 giorni nel pareggio esterno contro il Slask Wroclaw (1-1, suo l'assist del momentaneo vantaggio). Le prime reti arrivano il 1 aprile 2012 nella doppietta che sancisce la vittoria interna contro il Korona Kielce. Terminerà la stagione con 4 reti in 24 presenze (2 assist e squadra ottava in campionato). Dopo essere stato invitato ad uno stage con il Tottenham che nonostante le ottime prestazioni non ha concluso il suo acquisto, viene aggregato ad una formazione giovanile del Legia Varsavia per disputare un'amichevole con la Sambonifaciese ma nonostante la grande vittoria per 4-1 (una bella rete proprio di Milik), le squadre italiane non affondano il colpo con il Gornik. Tornato alla base il ragazzo si appresta a disputare un'altra stagione con la maglia rosso-blu ed ecco l'esplosione in patria con un debutto stagionale con i fiocchi: sono 7 reti in 9 presenze ufficiali tra campionato e coppa fino ad ora. Le prestazioni del giovane attaccante non sono rimaste inosservate e il nuovo C.t della Polonia Fornalik lo ha voluto per l'amichevole contro il Sudafrica del 12 ottobre 2012 (vittoria per 1-0 ed esordio ufficiale). Ad ora il ragazzo ha all'attivo 2 presenze con la nazionale maggiore mentre in passato ha vestito tutte le selezioni giovanili del suo Paese: una presenza e una rete con l'Under 17, una presenza in Under 18, 7 presenze e 5 reti in Under 19 e 2 presenze con l'Under 21.
Milik è una prima punta moderna che abbina al fisico un'ottima tecnica di base. E' un attaccante letale in area di rigore e sa muoversi lungo tutto il perimetro del reparto offensivo. E' veloce palla al piede e incredibile nella protezione della sfera (nonostante la poca esperienza) con colpi da vero fuoriclasse in prospettiva. Buono il colpo di testa, da migliorare decisamente il destro. Come prevedibile deve ampliare tutto il bagaglio tecnico e atletico, il calcio che conta schiera ben altre difese, ma siamo in presenza di un potenziale bomber da big perché è uno dei pochi alla sua età ad essere una punta completa. Somiglia in maniera impressionante a Lewandowski anche se crediamo possa diventare molto più forte del connazionale se fatto crescere al meglio e con pazienza. D
Su di lui si sono inevitabilmente lanciate moltissime squadre, le più attente al panorama giovanile. Il Borussia e lo Stoccarda sono le formazioni più agguerrite in Bundesliga mentre in Italia la Juventus, l'Inter ma soprattutto l'Udinese sono in procinto di concretizzare l'interesse mostrato in questi mesi. Occhio alla Premier, campionato che da sempre attira prepotentemente talenti di questo calibro e con queste caratteristiche (le big d'Oltremanica sono sempre in agguato). Il suo ex allenatore Mogilany (Katowice), lo descrive come un ragazzo con la testa sulle spalle e che potrebbe fare grande strada. Se una big italiana decide di investire su di lui farebbe un grande colpo.
venerdì 5 ottobre 2012
Luca Garritano
Nome: Luca Garritano
Data di nascita: 11 Febbraio 1994, Cosenza
Nazionalità: Italia
Altezza: 1,74 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Inter Primavera, Campionato Primavera Girone B (Italia) in comproprietà con il Cesena
Ruolo: Attaccante, trequartista, esterno d'attacco
Valore: 150.000 Euro
Le ultime stagioni dei campionati giovanili hanno evidenziato una superiorità disarmante dell'Inter. Probabilmente ad oggi è il miglior settore giovanile italiano, sia per risultati raggiunti che per numero di calciatori prodotti e che giocano tra Serie A e Serie B. Oggi parleremo di Luca Garritano, sicuramente non l'ultimo di questa grande industria di giovani talenti.
Luca Garritano nasce l'11 Febbraio 1994 a Cosenza, dove comincia a muovere i primi passi nel calcio. Il talento espresso nel Real Cosenza porta l'Inter ad interessarsi al ragazzo e a tesserarlo nel 2008, quando viene aggregato nei Giovanissimi Nazionali, allenati da Cerrone. Subito si guadagna la maglia da titolare, diventando una colonna della squadra che a fine stagione vincere lo Scudetto di categoria. Nella stagione successiva passa negli Allievi Regionali, riuscendo a confermare le doti espresse in precedenza e brillando nella vittoria del “Torneo della Città di Arco”. Prosegue la sua trionfale carriera giovanile anche con i Berretti Juniores di Sergio Zanetti, vincendo ancora una volta il campionato la scorsa stagione. In realtà però comincia ad allenarsi e a disputare qualche partita anche con la Primavera, giocando in otto occasioni e prendendo parte attivamente alla doppia impresa della squadra allenata da Stramaccioni prima e da Bernazzani poi, Next Generation e Campionato di categoria (ha pure segnato il momentaneo 2-1 alla Lazio proprio in finale). Nell'affare Nagatomo, il suo cartellino è stato ceduto in comproprietà al Cesena, ma con diritti sportivi all'Inter che ha confermato di crederci anche per il prolungamento del contratto di comproprietà fino al 2015 e del suo contratto fino al 2016. In questo inizio di stagione è un perno della Primavera insieme a Bessa (rimasto a Milano solo per curare un grave infortunio), con la stellina Tassi in rampa di lancio. Può già contare 4 presenze, condite da un gol. E' stato inoltre aggregato al ritiro da Stramaccioni e ha disputato un buon precampionato con la prima squadra. Il debutto tra i grandi arriva il 4 ottobre 2012 in Europa League nella sfida vinta dai nerazzurri contro gli azeri del Neftchi Baku (1-3 per l'Inter) dove il ragazzo cosentino entra nell'ultimo quarto d'ora e sfiora il goal dopo un bello scambio con Jonathan. Garritano è da tempo nel giro delle selezioni azzurre. Ha esordito con l'Under 18 il 9 Novembre 2011 nella sconfitta con la Germania. Rompe il ghiaccio il 4 Gennaio 2012 contro l'Ucraina ed è una doppietta. In totale sono 7 le presenze con ben 3 reti. Le ottime prestazioni offerte con l'Inter e con l'Under 18, convincono Evani a convocarlo anche per la nazionale Under 19, con la quale esordisce il 22 Agosto 2012 nella sconfitta in Croazia. Per il momento è l'unica presenze in questa categoria.
Luca Garritano è un attaccante molto duttile, capace di fare la prima punta di movimento, visto il suo fisico brevilineo, ma anche di giocare come trequartista ed esterno d'attacco, grazie alla grande resistenza fisica può fare tutta la fascia per tutta la partita. E' dotato di grandissime qualità tecniche e di ottima visione di gioco, velocissimo e bravo nel dribbling con una progressione davvero impressionante. Ma forse ciò che più impressiona è la grinta e lo spirito di sacrificio. Ci troviamo di fronte ad un talento cristallino, pronto a spiccare il volo. Ma probabilmente deve finire questa stagione e solo dopo potrà giocare in prestito in cadetteria o in qualche squadra di medio-bassa classifica in Serie A. Ha bisogno comunque di tempo per limare le ultime piccolissime lacune tecniche e per entrare nel meccanismo del calcio d'alto livello, ma tatticamente è già sulla buona strada e la categoria Primavera comincia a stargli stretta.
Data di nascita: 11 Febbraio 1994, Cosenza
Nazionalità: Italia
Altezza: 1,74 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Inter Primavera, Campionato Primavera Girone B (Italia) in comproprietà con il Cesena
Ruolo: Attaccante, trequartista, esterno d'attacco
Valore: 150.000 Euro
Le ultime stagioni dei campionati giovanili hanno evidenziato una superiorità disarmante dell'Inter. Probabilmente ad oggi è il miglior settore giovanile italiano, sia per risultati raggiunti che per numero di calciatori prodotti e che giocano tra Serie A e Serie B. Oggi parleremo di Luca Garritano, sicuramente non l'ultimo di questa grande industria di giovani talenti.
Luca Garritano nasce l'11 Febbraio 1994 a Cosenza, dove comincia a muovere i primi passi nel calcio. Il talento espresso nel Real Cosenza porta l'Inter ad interessarsi al ragazzo e a tesserarlo nel 2008, quando viene aggregato nei Giovanissimi Nazionali, allenati da Cerrone. Subito si guadagna la maglia da titolare, diventando una colonna della squadra che a fine stagione vincere lo Scudetto di categoria. Nella stagione successiva passa negli Allievi Regionali, riuscendo a confermare le doti espresse in precedenza e brillando nella vittoria del “Torneo della Città di Arco”. Prosegue la sua trionfale carriera giovanile anche con i Berretti Juniores di Sergio Zanetti, vincendo ancora una volta il campionato la scorsa stagione. In realtà però comincia ad allenarsi e a disputare qualche partita anche con la Primavera, giocando in otto occasioni e prendendo parte attivamente alla doppia impresa della squadra allenata da Stramaccioni prima e da Bernazzani poi, Next Generation e Campionato di categoria (ha pure segnato il momentaneo 2-1 alla Lazio proprio in finale). Nell'affare Nagatomo, il suo cartellino è stato ceduto in comproprietà al Cesena, ma con diritti sportivi all'Inter che ha confermato di crederci anche per il prolungamento del contratto di comproprietà fino al 2015 e del suo contratto fino al 2016. In questo inizio di stagione è un perno della Primavera insieme a Bessa (rimasto a Milano solo per curare un grave infortunio), con la stellina Tassi in rampa di lancio. Può già contare 4 presenze, condite da un gol. E' stato inoltre aggregato al ritiro da Stramaccioni e ha disputato un buon precampionato con la prima squadra. Il debutto tra i grandi arriva il 4 ottobre 2012 in Europa League nella sfida vinta dai nerazzurri contro gli azeri del Neftchi Baku (1-3 per l'Inter) dove il ragazzo cosentino entra nell'ultimo quarto d'ora e sfiora il goal dopo un bello scambio con Jonathan. Garritano è da tempo nel giro delle selezioni azzurre. Ha esordito con l'Under 18 il 9 Novembre 2011 nella sconfitta con la Germania. Rompe il ghiaccio il 4 Gennaio 2012 contro l'Ucraina ed è una doppietta. In totale sono 7 le presenze con ben 3 reti. Le ottime prestazioni offerte con l'Inter e con l'Under 18, convincono Evani a convocarlo anche per la nazionale Under 19, con la quale esordisce il 22 Agosto 2012 nella sconfitta in Croazia. Per il momento è l'unica presenze in questa categoria.
Luca Garritano è un attaccante molto duttile, capace di fare la prima punta di movimento, visto il suo fisico brevilineo, ma anche di giocare come trequartista ed esterno d'attacco, grazie alla grande resistenza fisica può fare tutta la fascia per tutta la partita. E' dotato di grandissime qualità tecniche e di ottima visione di gioco, velocissimo e bravo nel dribbling con una progressione davvero impressionante. Ma forse ciò che più impressiona è la grinta e lo spirito di sacrificio. Ci troviamo di fronte ad un talento cristallino, pronto a spiccare il volo. Ma probabilmente deve finire questa stagione e solo dopo potrà giocare in prestito in cadetteria o in qualche squadra di medio-bassa classifica in Serie A. Ha bisogno comunque di tempo per limare le ultime piccolissime lacune tecniche e per entrare nel meccanismo del calcio d'alto livello, ma tatticamente è già sulla buona strada e la categoria Primavera comincia a stargli stretta.
La rete al Varese la scorsa settimana.
venerdì 28 settembre 2012
Havard Nielsen
Nome: Havard Kallevik Nielsen
Data di nascita: 15 luglio 1993, Oslo
Nazionalità: Norvegia
Altezza: 187cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Red Bull Salisburgo - Bundesliga austriaca
Ruolo: Ala sinistra - destra, punta centrale
Valore: 2.000.000€
Da sempre la scuola nordica produce solidi giocatori abili in ogni zona del campo. Sono molte le conferme che arrivano da grandi campioni che hanno calcato i campi del nostro campionato, o anche buoni giocatori che si sono fatti conoscere in provincia. Negli ultimi anni le varie Selezioni scandinave stanno ben figurando nei vari tornei grazie al loro gioco offensivo e pratico, e sono molte le società che si stanno muovendo per cercare di accaparrarsi i migliori prospetti. Il giovane di oggi non è mai stato accostato a qualche club italiano, il che è un peccato, ma sicuramente se dovesse imporsi in Austria non tarderà ad arrivare l'interesse di grandi società.
Havard nasce ad Oslo, capitale della Norvegia, ed inizia a giocare a calcio nella piccola società dell'Oppsal. All'età di quattordici anni effettua un provino per entrare nel Valerenga, una delle più famose, se non la più famosa, squadre della capitale. Diventa subito titolare in ogni formazione giochi grazie al suo possente fisico e al notevole bagaglio tecnico. In poco tempo diventa il trascinatore della squadra e viene notato dai Commissari Tecnici delle varie Nazionali giovanili norvegesi che lo convocano immediatamente. Durante la stagione 2009 (in Norvegia come in quasi tutti i Paesi del nord il campionato si gioca da marzo a novembre) visto l'enorme impatto che sta avendo con la formazione giovanile viene premiato con una convocazione in prima squadra che diventa il suo debutto nel mondo del professionismo il 5 ottobre 2009 contro il Viking, diventando così il più giovane giocatore ad aver mai giocato con la maglia della sua squadra. La stagione seguente torna a giocare con la formazione giovanile, ma sul finire del campionato di massima serie viene nuovamente convocato e gli viene concessa un'altra opportunità di misurarsi con il meglio del calcio norvegese. Nella stagione 2011 viene definitivamente promosso in prima squadra realizzando tutta la preparazione precampionato con i suoi nuovi compagni. Inaspettatamente parte titolare alla prima partita della nuova stagione e dopo circa trenta minuti di gioco trova il suo primo gol da professionista. Per tutto il resto della stagione vedrà il campo con molta continuità, arrivando a saltare una sola partita in tutta la stagione. Chiude il primo anno nella massima serie norvegese con un bottino di 28 presenze, 3 gol e 2 assist, con un minutaggio medio di poco superiore ai sessanta minuti a partita. L'inizio della stagione 2012 è quello della consacrazione definitiva nel campionato del suo Paese. Riparte ancora da titolare, saltando solo pochi minuti di gioco a partita, ed ormai è a tutti gli effetti un pilastro della squadra e realizza 6 gol e 1 assist nelle prime 16 partite di campionato ed arriva anche a giocare in Europa fino al terzo turno di Europa League. Proprio all'apice della stagione arriva l'offerta da parte dei Red Bull Salisburgo per l'acquisto a titolo definitivo del promettente attaccante. La società accetta i 2.8 milioni offerti ed il giovane si trasferisce in Austria per continuare la sua crescita. Poco dopo il suo arrivo è già in campo nella Bundesliga austriaca giocando i minuti finali della seconda giornata. La partita successiva parte titolare in casa contro il Rapid Vienna ma incappa in una brutta prestazione collettiva e in una sconfitta. Si riscatta la giornata successiva dove realizza una fantastica tripletta nel pirotecnico 4-4 in casa dell'Admira Wacker. Ad oggi è titolare fisso della formazione austriaca e conta 7 presenze, 3 gol e 1 assist.
L'attaccante norvegese ha molti qualità che gli potrebbero permettere di sfondare nel grande calcio. Grazie ai suoi 187 centimetri e all'ottima facilità di corsa è un giocatore molto temibile dal lato fisico. Ma sono gli aspetti tecnici la parte migliore di lui. Un destro naturale che calcia con molta facilità anche di mancino, dotato di un senso della posizione, soprattutto negli inserimenti, che lo rende molto temibile soprattutto se unito alla freddezza sotto porta di cui dispone. In poche parole è un attaccante completo che potrebbe fare la differenza anche ai livelli più alti. Preferisce giocare da ala sinistra, ma può svariare sull'altra fascia con naturalezza o giocare al centro dell'attacco in caso di bisogno. La cosa di cui ha maggior bisogno è esperienza nel grande calcio e nei palcoscenici europei, soprattutto a livello di club visto che con le Nazionali giovanili norvegesi vanta molte presenze.
Visto il suo impatto con le giovanili del Valerenga prima, e con la prima squadra in seguito, Havard ha sempre avuto un grande seguito nelle Selezioni giovanili del suo Paese, a cominciare dall'Under 15 dove realizza 4 presenze per poi passare all'Under 16 dove segna 7 gol in 10 partite. Nel 2010 arriva la chiamata dell'Under 17 con 8 apparizioni e 2 marcature prima di passare lo stesso anno all'Under 18 dove realizza 3 gol in 15 incontri. Nel 2011 viene convocato in Under 19, diventandone in seguito anche capitano, grazie alle 15 presenze e ai 4 gol realizzati. Oggi Havard fa parte della formazione Under 21 ed ha preso parte e 3 incontri validi per le qualificazioni ai prossimi Campionati Europei di categoria.
Il suo nome non è molto noto al pubblico italiano, ma questo è proprio il tipo di giocatore che nel nostro campionato potrebbe trovare la consacrazione definitiva. Purtroppo per noi si parla di un futuro in Germania per il talento norvegese, con diverse squadre di Bundesliga che avrebbero già messo gli occhi su di lui. Finora l'affare l'ha fatto il Salisburgo che per meno di tre milioni si è portato a casa un gioiellino che farà molto bene in campionato e che sarà rivenduto come minimo al triplo ad un futuro acquirente.
Data di nascita: 15 luglio 1993, Oslo
Nazionalità: Norvegia
Altezza: 187cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Red Bull Salisburgo - Bundesliga austriaca
Ruolo: Ala sinistra - destra, punta centrale
Valore: 2.000.000€
Da sempre la scuola nordica produce solidi giocatori abili in ogni zona del campo. Sono molte le conferme che arrivano da grandi campioni che hanno calcato i campi del nostro campionato, o anche buoni giocatori che si sono fatti conoscere in provincia. Negli ultimi anni le varie Selezioni scandinave stanno ben figurando nei vari tornei grazie al loro gioco offensivo e pratico, e sono molte le società che si stanno muovendo per cercare di accaparrarsi i migliori prospetti. Il giovane di oggi non è mai stato accostato a qualche club italiano, il che è un peccato, ma sicuramente se dovesse imporsi in Austria non tarderà ad arrivare l'interesse di grandi società.
Havard nasce ad Oslo, capitale della Norvegia, ed inizia a giocare a calcio nella piccola società dell'Oppsal. All'età di quattordici anni effettua un provino per entrare nel Valerenga, una delle più famose, se non la più famosa, squadre della capitale. Diventa subito titolare in ogni formazione giochi grazie al suo possente fisico e al notevole bagaglio tecnico. In poco tempo diventa il trascinatore della squadra e viene notato dai Commissari Tecnici delle varie Nazionali giovanili norvegesi che lo convocano immediatamente. Durante la stagione 2009 (in Norvegia come in quasi tutti i Paesi del nord il campionato si gioca da marzo a novembre) visto l'enorme impatto che sta avendo con la formazione giovanile viene premiato con una convocazione in prima squadra che diventa il suo debutto nel mondo del professionismo il 5 ottobre 2009 contro il Viking, diventando così il più giovane giocatore ad aver mai giocato con la maglia della sua squadra. La stagione seguente torna a giocare con la formazione giovanile, ma sul finire del campionato di massima serie viene nuovamente convocato e gli viene concessa un'altra opportunità di misurarsi con il meglio del calcio norvegese. Nella stagione 2011 viene definitivamente promosso in prima squadra realizzando tutta la preparazione precampionato con i suoi nuovi compagni. Inaspettatamente parte titolare alla prima partita della nuova stagione e dopo circa trenta minuti di gioco trova il suo primo gol da professionista. Per tutto il resto della stagione vedrà il campo con molta continuità, arrivando a saltare una sola partita in tutta la stagione. Chiude il primo anno nella massima serie norvegese con un bottino di 28 presenze, 3 gol e 2 assist, con un minutaggio medio di poco superiore ai sessanta minuti a partita. L'inizio della stagione 2012 è quello della consacrazione definitiva nel campionato del suo Paese. Riparte ancora da titolare, saltando solo pochi minuti di gioco a partita, ed ormai è a tutti gli effetti un pilastro della squadra e realizza 6 gol e 1 assist nelle prime 16 partite di campionato ed arriva anche a giocare in Europa fino al terzo turno di Europa League. Proprio all'apice della stagione arriva l'offerta da parte dei Red Bull Salisburgo per l'acquisto a titolo definitivo del promettente attaccante. La società accetta i 2.8 milioni offerti ed il giovane si trasferisce in Austria per continuare la sua crescita. Poco dopo il suo arrivo è già in campo nella Bundesliga austriaca giocando i minuti finali della seconda giornata. La partita successiva parte titolare in casa contro il Rapid Vienna ma incappa in una brutta prestazione collettiva e in una sconfitta. Si riscatta la giornata successiva dove realizza una fantastica tripletta nel pirotecnico 4-4 in casa dell'Admira Wacker. Ad oggi è titolare fisso della formazione austriaca e conta 7 presenze, 3 gol e 1 assist.
L'attaccante norvegese ha molti qualità che gli potrebbero permettere di sfondare nel grande calcio. Grazie ai suoi 187 centimetri e all'ottima facilità di corsa è un giocatore molto temibile dal lato fisico. Ma sono gli aspetti tecnici la parte migliore di lui. Un destro naturale che calcia con molta facilità anche di mancino, dotato di un senso della posizione, soprattutto negli inserimenti, che lo rende molto temibile soprattutto se unito alla freddezza sotto porta di cui dispone. In poche parole è un attaccante completo che potrebbe fare la differenza anche ai livelli più alti. Preferisce giocare da ala sinistra, ma può svariare sull'altra fascia con naturalezza o giocare al centro dell'attacco in caso di bisogno. La cosa di cui ha maggior bisogno è esperienza nel grande calcio e nei palcoscenici europei, soprattutto a livello di club visto che con le Nazionali giovanili norvegesi vanta molte presenze.
Visto il suo impatto con le giovanili del Valerenga prima, e con la prima squadra in seguito, Havard ha sempre avuto un grande seguito nelle Selezioni giovanili del suo Paese, a cominciare dall'Under 15 dove realizza 4 presenze per poi passare all'Under 16 dove segna 7 gol in 10 partite. Nel 2010 arriva la chiamata dell'Under 17 con 8 apparizioni e 2 marcature prima di passare lo stesso anno all'Under 18 dove realizza 3 gol in 15 incontri. Nel 2011 viene convocato in Under 19, diventandone in seguito anche capitano, grazie alle 15 presenze e ai 4 gol realizzati. Oggi Havard fa parte della formazione Under 21 ed ha preso parte e 3 incontri validi per le qualificazioni ai prossimi Campionati Europei di categoria.
Il suo nome non è molto noto al pubblico italiano, ma questo è proprio il tipo di giocatore che nel nostro campionato potrebbe trovare la consacrazione definitiva. Purtroppo per noi si parla di un futuro in Germania per il talento norvegese, con diverse squadre di Bundesliga che avrebbero già messo gli occhi su di lui. Finora l'affare l'ha fatto il Salisburgo che per meno di tre milioni si è portato a casa un gioiellino che farà molto bene in campionato e che sarà rivenduto come minimo al triplo ad un futuro acquirente.
venerdì 14 settembre 2012
Nico Lopez
Nome: Nicolàs Federico Lopez Alonso
Data di nascita: 1 ottobre 1993, Montevideo
Nazionalità: Uruguay
Altezza: 175cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: As Roma - Serie A
Ruolo: Attaccante centrale, seconda punta
Valore: 600.000€
La Roma dei giovani. La Roma offensiva. In poche parole la Roma di Zeman. Da quest'estate il noto, e controverso, tecnico boemo si è accomodato sulla panchina giallorossa accomunato da una voglia di rivincita condivisa dalla società e soprattutto da un progetto che riguarda una formazione giovane e votata all'attacco e alla spettacolarità. In quest'ottica durante l'ultimo calciomercato sono stati chiusi diversi colpi importanti, ma uno dei colpi che in futuro potrebbero portare le maggiori soddisfazioni è avvenuto durante la scorsa stagione, quando la società acquista il giovane uruguaiano Nico Lopez.
Nico nasce a Montevideo, capitale dell'Uruguay, ed inizia a muovere i primi passi calcistici nel Montevideo Wanderers. Qui purtroppo non credono molto nel ragazzo, definito troppo esile per un eventuale salto di categoria. Nel 2010 si unisce al Nacional e grazie ad una rapida crescita e alle sue notevoli qualità naturali si mette in mostra nella formazione Under 19 segnando nel campionato di categoria e in diversi tornei, anche contro formazioni straniere. Tutto questo gli vale la prima chiamata nella massima serie del suo Paese il 24 aprile 2011 cominciando da titolare la sfida contro l'Espanol segnando addirittura al debutto il gol del definitivo 3-1. Dopo due panchina consecutive rivede il campo nella partita casalinga contro il Defensor, dove entrando in campo a venticinque minuti dalla fine realizza una fantastica doppietta. Tutti stravedono per il giovane Nicolàs, a cominciare dal suo allenatore, Juan Carrasco, una specie di Zeman d'Uruguay, votato anche lui al calcio offensivo. A questo punto la società offre un contratto al giovane attaccante ed i genitori, dato che Nico era ancora minorenne, decidono di accettare l'offerta e firmano. A questo punto il procuratore del ragazzo, Pablo Betancur, accusa la società di aver fatto firmare ai genitori del giovane un contratto illegittimo e, con il benestare dei parenti, porta Nico in Europa in cerca di un nuovo ingaggio. A questo punto il Nacional si rivolge alle autorità competenti ed arriva ad accusare il procuratore di rapimento.
In Europa la Roma è molto interessata al promettente attaccante, neo maggiorenne, e decide di aggregarlo alla primavera in attesa della finestra di mercato di gennaio per poterlo tesserare. A gennaio 2012 Nico Lopez è ufficialmente un giocatore giallorosso con un contratto con scadenza fissata per il 2016. Inoltre la società ha girato un milione di dollari al Nacional come premio di formazione.
Dopo un periodo di ambientamento la punta inizia a conquistare la fiducia di mister De Rossi che lo fa partire titolare alla diciassettesima giornata contro il Pescara ed il giovane Nico non lo delude realizzando il gol vittoria che vale il 2-1 finale. E' nuovamente titolare l'incontro successivo in casa della Reggina ed in questa occasione realizza in pregevole doppietta, ma fa ancora meglio la giornata seguente quando realizza una tripletta contro la Nocerina. Grandissimo impatto con il calcio giovanile italiano per l'uruguaiano che conclude la stagione regolare con 14 gol in sole 10 partite. Approda alle finali scudetto con i giallorossi ma non parte titolare nella sfida dei quarti contro il Varese, dove realizza comunque un gol entrando a mezz'ora dalla fine, e purtroppo per i suoi non può nulla nella semifinale persa contro la Lazio.
In seguito all'ottima esperienza in primavera, al suo arrivo il boemo lo aggrega subito alla prima squadra per tutta la preparazione precampionato. Durante il ritiro conquista sempre più anche la fiducia di Zeman che gli concede minuti durante le amichevoli estive ed in seguito anche il debutto nella Serie A italiana alla prima giornata contro il Catania. Nella sfida contro i siciliani entra a sei minuti dal termine ma trova il tempo di realizzare il gol del definitivo 2-2, continuando così la sua serie di gol al debutto.
La Roma ha sicuramente fatto un ottimo affare tesserando questo promettente attaccante dalle indiscusse qualità tecniche. "El conejo", come viene soprannominato, è una punta moderna che fa molto movimento e sa finalizzare. Il ruolo di terminale gli si addice di più rispetto a quello di seconda punta lontana dall'area di rigore. Dispone di buone qualità tecniche, ed il suo punto debole storico, il fisico gracile, non è più un problema vista la crescita del ragazzo. Nico possiede un buon dribbling e un ottimo senso della posizione, suo vero punto di forza, ed è sicuramente una delle migliori qualità che si possano riscontrare in un finalizzatore. A Trigoria parlano molto bene di lui, viene descritto come un ragazzo silenzioso, a volte fin troppo, e tranquillo con un costante desiderio di crescere e migliorarsi. Sicuramente il suo nome sarà da tenere sotto controllo con l'arrivo di Zeman sulla panchina.
A causa soprattutto dei suoi trascorsi burrascosi a livello burocratico Nicolas non ha mai preso parte ad alcuna partita con qualche Selezione giovanile del suo Paese. Voci parlano di una possibile chiamata dell'Under 20 o dell'Under 21. Dovesse tenere questi ritmi e questi numeri sicuramente non tarderanno ad arrivare.
La Roma ha praticamente blindato la punta con un contratto fino al 2016. L'ultima estate era molto vicino al Catania in prestito ma alla fine lo stesso Zeman ha deciso di farlo restare in gruppo e di dargli l'opportunità di giocarsi le sue carte. Un gol al debutto ed una panchina con l'Inter non sono affatto male come inizio, ma sicuramente durante questa stagione sentiremo parlare diverse volte di Nico Lopez.
Data di nascita: 1 ottobre 1993, Montevideo
Nazionalità: Uruguay
Altezza: 175cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: As Roma - Serie A
Ruolo: Attaccante centrale, seconda punta
Valore: 600.000€
La Roma dei giovani. La Roma offensiva. In poche parole la Roma di Zeman. Da quest'estate il noto, e controverso, tecnico boemo si è accomodato sulla panchina giallorossa accomunato da una voglia di rivincita condivisa dalla società e soprattutto da un progetto che riguarda una formazione giovane e votata all'attacco e alla spettacolarità. In quest'ottica durante l'ultimo calciomercato sono stati chiusi diversi colpi importanti, ma uno dei colpi che in futuro potrebbero portare le maggiori soddisfazioni è avvenuto durante la scorsa stagione, quando la società acquista il giovane uruguaiano Nico Lopez.
Nico nasce a Montevideo, capitale dell'Uruguay, ed inizia a muovere i primi passi calcistici nel Montevideo Wanderers. Qui purtroppo non credono molto nel ragazzo, definito troppo esile per un eventuale salto di categoria. Nel 2010 si unisce al Nacional e grazie ad una rapida crescita e alle sue notevoli qualità naturali si mette in mostra nella formazione Under 19 segnando nel campionato di categoria e in diversi tornei, anche contro formazioni straniere. Tutto questo gli vale la prima chiamata nella massima serie del suo Paese il 24 aprile 2011 cominciando da titolare la sfida contro l'Espanol segnando addirittura al debutto il gol del definitivo 3-1. Dopo due panchina consecutive rivede il campo nella partita casalinga contro il Defensor, dove entrando in campo a venticinque minuti dalla fine realizza una fantastica doppietta. Tutti stravedono per il giovane Nicolàs, a cominciare dal suo allenatore, Juan Carrasco, una specie di Zeman d'Uruguay, votato anche lui al calcio offensivo. A questo punto la società offre un contratto al giovane attaccante ed i genitori, dato che Nico era ancora minorenne, decidono di accettare l'offerta e firmano. A questo punto il procuratore del ragazzo, Pablo Betancur, accusa la società di aver fatto firmare ai genitori del giovane un contratto illegittimo e, con il benestare dei parenti, porta Nico in Europa in cerca di un nuovo ingaggio. A questo punto il Nacional si rivolge alle autorità competenti ed arriva ad accusare il procuratore di rapimento.
In Europa la Roma è molto interessata al promettente attaccante, neo maggiorenne, e decide di aggregarlo alla primavera in attesa della finestra di mercato di gennaio per poterlo tesserare. A gennaio 2012 Nico Lopez è ufficialmente un giocatore giallorosso con un contratto con scadenza fissata per il 2016. Inoltre la società ha girato un milione di dollari al Nacional come premio di formazione.
Dopo un periodo di ambientamento la punta inizia a conquistare la fiducia di mister De Rossi che lo fa partire titolare alla diciassettesima giornata contro il Pescara ed il giovane Nico non lo delude realizzando il gol vittoria che vale il 2-1 finale. E' nuovamente titolare l'incontro successivo in casa della Reggina ed in questa occasione realizza in pregevole doppietta, ma fa ancora meglio la giornata seguente quando realizza una tripletta contro la Nocerina. Grandissimo impatto con il calcio giovanile italiano per l'uruguaiano che conclude la stagione regolare con 14 gol in sole 10 partite. Approda alle finali scudetto con i giallorossi ma non parte titolare nella sfida dei quarti contro il Varese, dove realizza comunque un gol entrando a mezz'ora dalla fine, e purtroppo per i suoi non può nulla nella semifinale persa contro la Lazio.
In seguito all'ottima esperienza in primavera, al suo arrivo il boemo lo aggrega subito alla prima squadra per tutta la preparazione precampionato. Durante il ritiro conquista sempre più anche la fiducia di Zeman che gli concede minuti durante le amichevoli estive ed in seguito anche il debutto nella Serie A italiana alla prima giornata contro il Catania. Nella sfida contro i siciliani entra a sei minuti dal termine ma trova il tempo di realizzare il gol del definitivo 2-2, continuando così la sua serie di gol al debutto.
La Roma ha sicuramente fatto un ottimo affare tesserando questo promettente attaccante dalle indiscusse qualità tecniche. "El conejo", come viene soprannominato, è una punta moderna che fa molto movimento e sa finalizzare. Il ruolo di terminale gli si addice di più rispetto a quello di seconda punta lontana dall'area di rigore. Dispone di buone qualità tecniche, ed il suo punto debole storico, il fisico gracile, non è più un problema vista la crescita del ragazzo. Nico possiede un buon dribbling e un ottimo senso della posizione, suo vero punto di forza, ed è sicuramente una delle migliori qualità che si possano riscontrare in un finalizzatore. A Trigoria parlano molto bene di lui, viene descritto come un ragazzo silenzioso, a volte fin troppo, e tranquillo con un costante desiderio di crescere e migliorarsi. Sicuramente il suo nome sarà da tenere sotto controllo con l'arrivo di Zeman sulla panchina.
A causa soprattutto dei suoi trascorsi burrascosi a livello burocratico Nicolas non ha mai preso parte ad alcuna partita con qualche Selezione giovanile del suo Paese. Voci parlano di una possibile chiamata dell'Under 20 o dell'Under 21. Dovesse tenere questi ritmi e questi numeri sicuramente non tarderanno ad arrivare.
La Roma ha praticamente blindato la punta con un contratto fino al 2016. L'ultima estate era molto vicino al Catania in prestito ma alla fine lo stesso Zeman ha deciso di farlo restare in gruppo e di dargli l'opportunità di giocarsi le sue carte. Un gol al debutto ed una panchina con l'Inter non sono affatto male come inizio, ma sicuramente durante questa stagione sentiremo parlare diverse volte di Nico Lopez.
lunedì 27 agosto 2012
Lucas Andersen
Nome: Lucas Andersen
Data di nascita: 13 settembre 1994, Aalaborg
Nazionalità: Danimarca
Altezza: 1,85 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Aalborg BK, Superligaen
Ruolo: Ala destra, esterno destro
Valore: 750.000 €
La Danimarca è da sempre terra di ottimi calciatori e la nuova generazione, dalla classe 90 in poi, promette davvero tantissimo. Oggi vi parliamo di un talento giovanissimo ma già con una discreta esperienza in prima squadra, Lucas Andersen, gioiello dell'Aalborg e uno dei più promettenti talenti dell'interessantissima Danimarca Under 19.
Lucas Andersen nasce ad Aalborg, nel nord della Danimarca, iniziando la propria giovane carriera nell'Aalborg Freja, squadra militante nelle serie minori danesi. Il passaggio nella prima squadra della città, l'Aalborg Bk è una logica conseguenza delle sue ottime doti e nella seconda metà della stagione 2010/2011 viene aggregato giovanissimo alla prima squadra. Il debutto arriva il 5 marzo 2011 nel pareggio casalingo contro il Silkeborg (1-1) e il ragazzo gioca 2 minuti diventando il secondo più giovane debuttante della massima serie danese (16 anni, 5 mesi e 22 giorni). Quindici giorni dopo gioca 45 minuti nella vittoria esterna contro il Lyngby (1-2) e inizierà a far parte in pianta stabile nella rosa dei convocati terminando la stagione con 11 presenze. L'annata 2011/2012 inizia nel segno della continuità, 22 presenze e 2 assist totali con la soddisfazione della prima rete ufficiale (a 17 anni e 8 mesi) arrivata alla penultima giornata del campionato nella sconfitta esterna per 3-2 contro il Lyngby. La stagione appena iniziata l'ha visto sempre titolare nelle 2 presenze dell'Aalborg che ha pareggiato 1-1 contro Aarhus e vinto in casa 2-1 contro il Brondby (prima rete dei biancorossi proprio di Andersen). Numeri importanti per un ragazzo non ancora maggiorenne che ha all'attivo 35 presenze totali nella massima serie in una stagione e mezzo ad alto livello. Ha fatto tutta la trafila delle selezioni danesi: 7 presenze e una rete in Under 16, 20 presenze e 2 reti in Under 17, una in Under 18 e 4 presenze in Under 19.
Andersen è un'ala destra d'attacco che è stato spesso impiegato anche nella posizione di seconda punta. Può ricoprire anche il ruolo d'esterno destro in un centrocampo a 4 ma conserva l'attitudine offensiva che gli rende difficile i ripiegamenti in difesa. Dotato di un fisico importante che gli ha consentito di giocare fin da giovanissimo tra i pro, possiede un buon tocco di palla unito ad una grande rapidità. Deve ancora mettere su muscoli per campionati di grande livello ed ha bisogno di giocare ancora molto per acquisire quella cattiveria agonistica giusta per i top team ma ha tutte le caratteristiche per diventare importante. Pecca ancora molto in fase realizzativa e dimostra di essere più un uomo assist che bomber ma in prospettiva possiamo paragonarlo ad un André Schurrle della fascia destra (per la capacità di ricoprire il ruolo, la duttilità e le caratteristiche fisiche), anche se la strada per arrivare a quei livelli è ancora lunghissima e piena di incognite.
Il ragazzo interessa a tantissimi club europei di fascia alta. Su di lui ci sono principalmente Liverpool, Juventus, Borussia Dortmund e Ajax. Gli inglesi sembravano vicinissimi al suo acquisto su grande pressione di Dalglish ma dopo l'esonero del tecnico il trasferimento è saltato. Di recente si sono fatte insistenti le voci di una Juventus fortissima sul giocatore, con addirittura un accordo già trovato con Lucas e in fase di elaborazione con l'Aalborg per la prossima stagione, ma ancora nessuna conferma ufficiale. Certo sarebbe un gran bel colpo per la società di Agnelli che si assicurerebbe un talento di sicuro avvenire. Questa stagione sarà importante per l'ala offensiva che potrà giocare titolare nella Superligaen e maturare ulteriormente nel cammino che lo vede fare la differenza nei massimi campionati del Vecchio Continente.
Data di nascita: 13 settembre 1994, Aalaborg
Nazionalità: Danimarca
Altezza: 1,85 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Aalborg BK, Superligaen
Ruolo: Ala destra, esterno destro
Valore: 750.000 €
La Danimarca è da sempre terra di ottimi calciatori e la nuova generazione, dalla classe 90 in poi, promette davvero tantissimo. Oggi vi parliamo di un talento giovanissimo ma già con una discreta esperienza in prima squadra, Lucas Andersen, gioiello dell'Aalborg e uno dei più promettenti talenti dell'interessantissima Danimarca Under 19.
Lucas Andersen nasce ad Aalborg, nel nord della Danimarca, iniziando la propria giovane carriera nell'Aalborg Freja, squadra militante nelle serie minori danesi. Il passaggio nella prima squadra della città, l'Aalborg Bk è una logica conseguenza delle sue ottime doti e nella seconda metà della stagione 2010/2011 viene aggregato giovanissimo alla prima squadra. Il debutto arriva il 5 marzo 2011 nel pareggio casalingo contro il Silkeborg (1-1) e il ragazzo gioca 2 minuti diventando il secondo più giovane debuttante della massima serie danese (16 anni, 5 mesi e 22 giorni). Quindici giorni dopo gioca 45 minuti nella vittoria esterna contro il Lyngby (1-2) e inizierà a far parte in pianta stabile nella rosa dei convocati terminando la stagione con 11 presenze. L'annata 2011/2012 inizia nel segno della continuità, 22 presenze e 2 assist totali con la soddisfazione della prima rete ufficiale (a 17 anni e 8 mesi) arrivata alla penultima giornata del campionato nella sconfitta esterna per 3-2 contro il Lyngby. La stagione appena iniziata l'ha visto sempre titolare nelle 2 presenze dell'Aalborg che ha pareggiato 1-1 contro Aarhus e vinto in casa 2-1 contro il Brondby (prima rete dei biancorossi proprio di Andersen). Numeri importanti per un ragazzo non ancora maggiorenne che ha all'attivo 35 presenze totali nella massima serie in una stagione e mezzo ad alto livello. Ha fatto tutta la trafila delle selezioni danesi: 7 presenze e una rete in Under 16, 20 presenze e 2 reti in Under 17, una in Under 18 e 4 presenze in Under 19.
Andersen è un'ala destra d'attacco che è stato spesso impiegato anche nella posizione di seconda punta. Può ricoprire anche il ruolo d'esterno destro in un centrocampo a 4 ma conserva l'attitudine offensiva che gli rende difficile i ripiegamenti in difesa. Dotato di un fisico importante che gli ha consentito di giocare fin da giovanissimo tra i pro, possiede un buon tocco di palla unito ad una grande rapidità. Deve ancora mettere su muscoli per campionati di grande livello ed ha bisogno di giocare ancora molto per acquisire quella cattiveria agonistica giusta per i top team ma ha tutte le caratteristiche per diventare importante. Pecca ancora molto in fase realizzativa e dimostra di essere più un uomo assist che bomber ma in prospettiva possiamo paragonarlo ad un André Schurrle della fascia destra (per la capacità di ricoprire il ruolo, la duttilità e le caratteristiche fisiche), anche se la strada per arrivare a quei livelli è ancora lunghissima e piena di incognite.
Il ragazzo interessa a tantissimi club europei di fascia alta. Su di lui ci sono principalmente Liverpool, Juventus, Borussia Dortmund e Ajax. Gli inglesi sembravano vicinissimi al suo acquisto su grande pressione di Dalglish ma dopo l'esonero del tecnico il trasferimento è saltato. Di recente si sono fatte insistenti le voci di una Juventus fortissima sul giocatore, con addirittura un accordo già trovato con Lucas e in fase di elaborazione con l'Aalborg per la prossima stagione, ma ancora nessuna conferma ufficiale. Certo sarebbe un gran bel colpo per la società di Agnelli che si assicurerebbe un talento di sicuro avvenire. Questa stagione sarà importante per l'ala offensiva che potrà giocare titolare nella Superligaen e maturare ulteriormente nel cammino che lo vede fare la differenza nei massimi campionati del Vecchio Continente.
lunedì 20 agosto 2012
Sebastián Sosa
Nome: Sebastián Sosa Sánchez
Data di nascita: 13 marzo 1994, Melo
Nazionalità: Uruguay
Altezza: 183cm
Piede preferito: Destro
Squadra: US Palermo - Serie A
Ruolo: Punta centrale
Valore: 2.000.000€
Il Palermo di Zamparini da sempre ha avuto molta fortuna con i giovani giocatori sudamericani ed in particolare uruguaiani. Il caso Cavani è il più emblematico di tutti, anche se in seguito la sua carriera è derfinitivamente decollata al Napoli di De Laurentiis, e come non citare Abel Hernandez in rampa di lancio per la definitiva consacrazione. Durante questa campagna acquisti i rosanero hanno deciso di continuare a puntare sui giovani attaccanti sudamericani dal grande potenziale, ed in quest'ottica bisogna valutare gli acquisti di Paulo Dybala, e dellagiovane punta che andremo ad analizzare: Sebastián Sosa.
Sebastián nasce Melo, una piccola cittadina nel nord del Paese, che vanta una buona tradizione calcistica. Suo padre, Heberley, è un ex calciatore che ha vestito le maglia di alcune delle più grandi squadre uruguaiane come il Penarol, il Nacional ed il River Plate (omonima della storica formazione argentina, uno dei club più titolati dell'Uruguay). Heberley ha passato al figlio oltre alla passione per il calcio le caratteristiche di attaccante che hanno contraddistinto la sua carriera. Il giovane Sebastián inizia a giocare all'età di otto anni nel Melo Wanderers, la seconda squadra della sua città, e vi resta fino al 2010 quando decide di entrare nel settore giovanile del Cerro Largo, che di li a poco a tempo avrebbe conquistato una storica promozione nella Primera Divisiòn. La giovane punta viene subito inserita nella formazione Under 19, nonostante i soli sedici anni, grazie soprattutto al suo fisico già formato. Dopo una sola stagione nella formazione giovanile viene promosso in prima squadra agli ordini di Wilmar Cabrera, ex-giocatore di ruolo attaccante con all'attivo più di 20 presenze con la maglia "Celeste" oltre a tre campionati uruguaiani ed una Coppa Libertadores nel suo palmares. Il mister ha notato il potenziale del ragazzo e le sue qualità sotto porta e decide di convocarlo per le prime partite del Campionato Apertura, facendolo debuttare il 3 settembre 2011 in casa del CA Felix alla quarta giornata. Torna in seguito in campo il 9 ottobre in casa del River Plate, nell'occasione gioca un intero tempo siglando la sua prima marcatura da professionista con un colpo di testa. Alla fine del Campionato Apertura totalizzerà 4 reti in 8 partite, con una pregevole doppietta all'ultima giornata.
Durante la pausa del campionato iniziano ad arrivare le prime chiamate da parte delle più rinomate squadre della capitale. Il penarol in particolare sembra molto interessato al ragazzo, ma al termine di lunghe trattative il Cerro Largo riesce a trattenere il giovane per almeno tutta la durata del Campionato Clausura che inizia con la punta titolare nelle prime partite anche se non riesce a trovare subito la via del gol. Si sblocca alla sesta giornata segnando contro il Nacional e si ripete la partita successiva realizzando una doppietta al Rampla Juniors. Al termine del Clausura gioca tutte e 15 le partite realizzando 5 gol e 1 assist.
Al termine del campionato riprendono tutte le voci di mercato sul ragazzo, ma questa volta si inseriscono anche squadre europee con il Napoli particolarmente interessato a colui che in patri è definito l'erede di Cavani, sia per caratteristiche che per attitudini. I partenopei trovano subito l'accordo con il giocatore, ma nel frattempo si inserisce il Palermo di Zamparini che si accorda subito con il Cerro Largo sulla base di due milioni per il trasferimento ed in seguito il ds Cattani raggiunge l'accordo anche con il padre-manager di Sebastián.
Come accennato per caratteristiche Sebastián ricorda molto il suo connazionale Cavani, anche se è un giocatore più d'area di rigore rispetto al "Matador". Ha sempre giocato prima punta dapprima affermandosi grazie alle ottime qualità fisiche ed in seguito grazie ad una tecnica personale molto valida. Il pregio migliore del ragazzo è la cattiveria sottoporta, segno distintivo dei grandi attaccanti. Non gli piace molto svariare lungo la linea dell'attacco, preferisce essere un punto di riferimento offensivo cercando la miglior occasione per bucare la difesa avversaria, con la forza o di tecnica. Dispone inoltre di un valido colpo di testa, una freccia in più alla sua faretra. Per adattarsi al gioco italiano deve sicuramente essere più predisposto al fraseggio con la squadra ed al sacrificio in fase di ripiego, è tutt'altro che da escludere un periodo di ambientamento nella Primavera rosanero prima di potersi confrontare nella massima serie.
Dopo le ottime prestazioni nella massima serie uruguaiana è stato convocato dal CT della Selezione Under 20, Juan Verzeri, realizzando una sola presenza fino ad oggi.
Il Palermo ha sicuramente acquistato due dei milgiori prospetti offensivi sul mercato. Sebastián Sosa e Paulo Dybala sono due attaccanti completi che potrebbero fare la fortuna dei rosanero negli anni a venire.
Data di nascita: 13 marzo 1994, Melo
Nazionalità: Uruguay
Altezza: 183cm
Piede preferito: Destro
Squadra: US Palermo - Serie A
Ruolo: Punta centrale
Valore: 2.000.000€
Il Palermo di Zamparini da sempre ha avuto molta fortuna con i giovani giocatori sudamericani ed in particolare uruguaiani. Il caso Cavani è il più emblematico di tutti, anche se in seguito la sua carriera è derfinitivamente decollata al Napoli di De Laurentiis, e come non citare Abel Hernandez in rampa di lancio per la definitiva consacrazione. Durante questa campagna acquisti i rosanero hanno deciso di continuare a puntare sui giovani attaccanti sudamericani dal grande potenziale, ed in quest'ottica bisogna valutare gli acquisti di Paulo Dybala, e dellagiovane punta che andremo ad analizzare: Sebastián Sosa.
Sebastián nasce Melo, una piccola cittadina nel nord del Paese, che vanta una buona tradizione calcistica. Suo padre, Heberley, è un ex calciatore che ha vestito le maglia di alcune delle più grandi squadre uruguaiane come il Penarol, il Nacional ed il River Plate (omonima della storica formazione argentina, uno dei club più titolati dell'Uruguay). Heberley ha passato al figlio oltre alla passione per il calcio le caratteristiche di attaccante che hanno contraddistinto la sua carriera. Il giovane Sebastián inizia a giocare all'età di otto anni nel Melo Wanderers, la seconda squadra della sua città, e vi resta fino al 2010 quando decide di entrare nel settore giovanile del Cerro Largo, che di li a poco a tempo avrebbe conquistato una storica promozione nella Primera Divisiòn. La giovane punta viene subito inserita nella formazione Under 19, nonostante i soli sedici anni, grazie soprattutto al suo fisico già formato. Dopo una sola stagione nella formazione giovanile viene promosso in prima squadra agli ordini di Wilmar Cabrera, ex-giocatore di ruolo attaccante con all'attivo più di 20 presenze con la maglia "Celeste" oltre a tre campionati uruguaiani ed una Coppa Libertadores nel suo palmares. Il mister ha notato il potenziale del ragazzo e le sue qualità sotto porta e decide di convocarlo per le prime partite del Campionato Apertura, facendolo debuttare il 3 settembre 2011 in casa del CA Felix alla quarta giornata. Torna in seguito in campo il 9 ottobre in casa del River Plate, nell'occasione gioca un intero tempo siglando la sua prima marcatura da professionista con un colpo di testa. Alla fine del Campionato Apertura totalizzerà 4 reti in 8 partite, con una pregevole doppietta all'ultima giornata.
Durante la pausa del campionato iniziano ad arrivare le prime chiamate da parte delle più rinomate squadre della capitale. Il penarol in particolare sembra molto interessato al ragazzo, ma al termine di lunghe trattative il Cerro Largo riesce a trattenere il giovane per almeno tutta la durata del Campionato Clausura che inizia con la punta titolare nelle prime partite anche se non riesce a trovare subito la via del gol. Si sblocca alla sesta giornata segnando contro il Nacional e si ripete la partita successiva realizzando una doppietta al Rampla Juniors. Al termine del Clausura gioca tutte e 15 le partite realizzando 5 gol e 1 assist.
Al termine del campionato riprendono tutte le voci di mercato sul ragazzo, ma questa volta si inseriscono anche squadre europee con il Napoli particolarmente interessato a colui che in patri è definito l'erede di Cavani, sia per caratteristiche che per attitudini. I partenopei trovano subito l'accordo con il giocatore, ma nel frattempo si inserisce il Palermo di Zamparini che si accorda subito con il Cerro Largo sulla base di due milioni per il trasferimento ed in seguito il ds Cattani raggiunge l'accordo anche con il padre-manager di Sebastián.
Come accennato per caratteristiche Sebastián ricorda molto il suo connazionale Cavani, anche se è un giocatore più d'area di rigore rispetto al "Matador". Ha sempre giocato prima punta dapprima affermandosi grazie alle ottime qualità fisiche ed in seguito grazie ad una tecnica personale molto valida. Il pregio migliore del ragazzo è la cattiveria sottoporta, segno distintivo dei grandi attaccanti. Non gli piace molto svariare lungo la linea dell'attacco, preferisce essere un punto di riferimento offensivo cercando la miglior occasione per bucare la difesa avversaria, con la forza o di tecnica. Dispone inoltre di un valido colpo di testa, una freccia in più alla sua faretra. Per adattarsi al gioco italiano deve sicuramente essere più predisposto al fraseggio con la squadra ed al sacrificio in fase di ripiego, è tutt'altro che da escludere un periodo di ambientamento nella Primavera rosanero prima di potersi confrontare nella massima serie.
Dopo le ottime prestazioni nella massima serie uruguaiana è stato convocato dal CT della Selezione Under 20, Juan Verzeri, realizzando una sola presenza fino ad oggi.
Il Palermo ha sicuramente acquistato due dei milgiori prospetti offensivi sul mercato. Sebastián Sosa e Paulo Dybala sono due attaccanti completi che potrebbero fare la fortuna dei rosanero negli anni a venire.
venerdì 3 agosto 2012
Mohamed Salah
Nome: Mohamed Salah
Data di nascita: 15 giugno 1992, Basion
Nazionalità: Egitto
Altezza: 1,75 m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: FC Basilea - Raifessen Super League
Ruolo: Attaccante esterno
Valore: 2.500.000 €
Il calcio egiziano negli ultimi anni ha sempre mantenuto ottimi livelli per ciò che concerne il mondo del pallone africano, infatti nel 2006, 2008 e 2010 ha vinto tre edizioni consecutive della Coppa d'Africa (7 nella sua storia). Minore la fortuna in Coppa del Mondo (2 partecipazioni nel 1936 e nel 1990 con scarsi risultati) ma è un Paese calcisticamente in ascesa, nonostante le gravissime problematiche politiche di questi ultimi tempi. Se per la storia egiziana si ricordano principalmente il miglior cannoniere, Hossam Hassan (69), o il recordman di presenze, Ahmed Hassan (179), si può dire che il primo giocatore che ci viene in mente invece è l'incompiuto e intransigente Mido (talento d'attacco scuola Ajax, passato senza gloria a Roma). Nella recente esperienza alle Olimpiadi 2012 la nazionale Under 23 non ha affatto sfigurato ed ha messo in mostra non solo l'ottimo centrale difensivo Ahmed Hegazy (classe 91 neo acquisto della Fiorentina) ma soprattutto il nuovo attaccante del Basilea Mohamed Salah, preso dagli elvetici per sostituire Shaqiri, passato ad inizio estate al Bayer Monaco.
Mohamed Salah esordisce nel professionismo nel 2008 nelle file dell' Al-Mokawloon, società di Nasr City (Il Cairo). Nella squadra giallo-nera disputa 4 stagioni nelle quali matura 41 presenze, condite da 11 reti totali. La vetrina maggiore però è la nazionale egiziana Under 20 che disputa il Mondiale Under 20 in Colombia. La compagine nordafricana non passa gli ottavi ma mette in mostra un Salah in fase di maturazione (anche un goal su rigore all'Argentina che però vince 2-1). Con l'Egitto Under 20 disputa un totale di 11 partite (3 reti) che gli valgono il debutto con la nazionale maggiore nelle qualificazioni alla Coppa d'Africa 2012 il 3 settembre 2012 (sconfitta per 2-1 contro la Sierra Leone). Con la nazionale maggiore ha all'attivo 13 presenze e 7 reti. In preparazione alle Olimpiadi 2012 entra a far parte dell'Under 23 per la quale vanta 7 presenze e 4 reti. A Londra ha trascinato l'Egitto agli imminenti quarti di finale ed ha segnato una rete in tutte e tre le partite del girone: una al Brasile di Juan, Lucas, Oscar e Neymar (persa 3-2), una alla Nuova Zelanda (pareggiata 1-1) e una alla Bielorussia (vinta 3-1).
Il 10 aprile 2012 è passato ufficialmente al Basilea per 2 milioni e mezzo di € per sostituire da luglio il partente Shaqiri, destinazione Monaco di Baviera.
Salah è un attaccante esterno di grande rapidità e tecnica individuale. E' rapido palla al piede e molto dotato tecnicamente esprimendosi alla grande nel dribbling stretto e nei giochi di suola. Gioca preferibilmente a destra dove riesce a dare il meglio cercando di rientrare per concludere con il suo mancino ma può benissimo ricoprire lo stesso ruolo nell'altra fascia e non disdegna nemmeno come seconda punta. Nell'uno contro uno è letale, ne sa qualcosa Marcelo che durante le Olimpiadi a Londra l'ha sofferto per tutto il secondo tempo del match vinto dai verde-oro per 3-2. Tende ad intestardirsi nelle azioni personali, deve migliorare il destro e deve avere maggiore sicurezza nei propri mezzi ma il talento c'è tutto e può dare grande soddisfazione alla prima esperienza europea, dal punto di vista tecnico esordire con il Basilea potrà fargli solo bene.
Prima della chiusura del Basilea il giocatore era seguito con attenzione da molte squadre europee che lo avevano ammirato al Mondiale Under 20 lo scorso anno. Ora il ragazzo si trasferirà in Svizzera e potrà quindi fare curriculum in un campionato senza troppe pressioni e in una squadra di ottimo livello che insegna calcio e concorre per disputare competizioni internazionali. Il post Shaqiri è servito, vedremo se il giovane egiziano manterrà le promesse.
Data di nascita: 15 giugno 1992, Basion
Nazionalità: Egitto
Altezza: 1,75 m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: FC Basilea - Raifessen Super League
Ruolo: Attaccante esterno
Valore: 2.500.000 €
Il calcio egiziano negli ultimi anni ha sempre mantenuto ottimi livelli per ciò che concerne il mondo del pallone africano, infatti nel 2006, 2008 e 2010 ha vinto tre edizioni consecutive della Coppa d'Africa (7 nella sua storia). Minore la fortuna in Coppa del Mondo (2 partecipazioni nel 1936 e nel 1990 con scarsi risultati) ma è un Paese calcisticamente in ascesa, nonostante le gravissime problematiche politiche di questi ultimi tempi. Se per la storia egiziana si ricordano principalmente il miglior cannoniere, Hossam Hassan (69), o il recordman di presenze, Ahmed Hassan (179), si può dire che il primo giocatore che ci viene in mente invece è l'incompiuto e intransigente Mido (talento d'attacco scuola Ajax, passato senza gloria a Roma). Nella recente esperienza alle Olimpiadi 2012 la nazionale Under 23 non ha affatto sfigurato ed ha messo in mostra non solo l'ottimo centrale difensivo Ahmed Hegazy (classe 91 neo acquisto della Fiorentina) ma soprattutto il nuovo attaccante del Basilea Mohamed Salah, preso dagli elvetici per sostituire Shaqiri, passato ad inizio estate al Bayer Monaco.
Mohamed Salah esordisce nel professionismo nel 2008 nelle file dell' Al-Mokawloon, società di Nasr City (Il Cairo). Nella squadra giallo-nera disputa 4 stagioni nelle quali matura 41 presenze, condite da 11 reti totali. La vetrina maggiore però è la nazionale egiziana Under 20 che disputa il Mondiale Under 20 in Colombia. La compagine nordafricana non passa gli ottavi ma mette in mostra un Salah in fase di maturazione (anche un goal su rigore all'Argentina che però vince 2-1). Con l'Egitto Under 20 disputa un totale di 11 partite (3 reti) che gli valgono il debutto con la nazionale maggiore nelle qualificazioni alla Coppa d'Africa 2012 il 3 settembre 2012 (sconfitta per 2-1 contro la Sierra Leone). Con la nazionale maggiore ha all'attivo 13 presenze e 7 reti. In preparazione alle Olimpiadi 2012 entra a far parte dell'Under 23 per la quale vanta 7 presenze e 4 reti. A Londra ha trascinato l'Egitto agli imminenti quarti di finale ed ha segnato una rete in tutte e tre le partite del girone: una al Brasile di Juan, Lucas, Oscar e Neymar (persa 3-2), una alla Nuova Zelanda (pareggiata 1-1) e una alla Bielorussia (vinta 3-1).
Il 10 aprile 2012 è passato ufficialmente al Basilea per 2 milioni e mezzo di € per sostituire da luglio il partente Shaqiri, destinazione Monaco di Baviera.
Salah è un attaccante esterno di grande rapidità e tecnica individuale. E' rapido palla al piede e molto dotato tecnicamente esprimendosi alla grande nel dribbling stretto e nei giochi di suola. Gioca preferibilmente a destra dove riesce a dare il meglio cercando di rientrare per concludere con il suo mancino ma può benissimo ricoprire lo stesso ruolo nell'altra fascia e non disdegna nemmeno come seconda punta. Nell'uno contro uno è letale, ne sa qualcosa Marcelo che durante le Olimpiadi a Londra l'ha sofferto per tutto il secondo tempo del match vinto dai verde-oro per 3-2. Tende ad intestardirsi nelle azioni personali, deve migliorare il destro e deve avere maggiore sicurezza nei propri mezzi ma il talento c'è tutto e può dare grande soddisfazione alla prima esperienza europea, dal punto di vista tecnico esordire con il Basilea potrà fargli solo bene.
Prima della chiusura del Basilea il giocatore era seguito con attenzione da molte squadre europee che lo avevano ammirato al Mondiale Under 20 lo scorso anno. Ora il ragazzo si trasferirà in Svizzera e potrà quindi fare curriculum in un campionato senza troppe pressioni e in una squadra di ottimo livello che insegna calcio e concorre per disputare competizioni internazionali. Il post Shaqiri è servito, vedremo se il giovane egiziano manterrà le promesse.
lunedì 16 luglio 2012
Ola John
Nome: Ola John
Data di nascita: 19 Maggio 1992, Zwedru
Nazionalità: Liberia - Olanda
Altezza: 1,80 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Benfica, Superliga (Portogallo)
Ruolo: Ala sinistra, ala destra
Valore: 7.000.000 Euro
Nonostante la deludente eliminazione dalla fase a gironi di Euro 2012 in Polonia e Ucraina con zero punti, l'Olanda continua ad essere al top per quanto riguarda la produzione di giovani talenti. Soprattutto per ciò che riguarda gli attaccanti esterni che hanno come modello Arjen Robben, gli Orange dimostrano come l'Eredivisie sia una competizione che favorisce la crescita del reparto offensivo. Dopo Elia, che ha molto deluso alla Juventus ma possiede comunque un buon talento, il nuovo enfant prodige "made in Twente" è sicuramente Ola John.
Ola John ha una storia molto particolare, visto che all'età di due anni fugge dalla Liberia per rifugiarsi in Olanda con i suoi fratelli, tra i quali il calciatore Collins, e la madre, mentre il padre fu ucciso durante la Seconda guerra civile liberiana. Comincia la sua carriera nelle giovanili del DES Nijverdal, per poi trasferirsi nel 2002 al Twente. Dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili della squadra di Enschede, la stagione 2008-2009 lo consacra come capocannoniere del campionato Primavera con 20 gol. Si classifica così al secondo posto come miglior giovane olandese che ovviamente convince il tecnico Preud'homme a convocarlo per il ritiro, dove comincia a dimostrare il suo grande talento. Debutta in prima squadra contro l'AZ Alkmaar il 20 Novembre 2010. Con il passare delle partite guadagna sempre più spazio, fino a segnare il suo primo gol il 13 Marzo 2011 contro il VVV-Venlo. L'anno successivo con il nuovo tecnico Adriaanse diventa titolare inamovibile nel tridente, segnando il suo primo gol ufficiale in campo internazionale il 16 Febbraio 2012 nella vittoria a Bucarest contro lo Steaua in Europa League. In due anni da professionista con il Twente conquista due Coppe d'Olanda e una Supercoppa olandese, per poi trasferirsi ad inizio Luglio 2012 a Lisbona, firmando un quinquennale con il Benfica che sborsa ben 9 milioni di euro per strapparlo alla concorrenza europea, blindandolo con una clausola rescissoria fissata a 45 milioni di euro. Con la maglia del Twente segna in totale 10 gol in 73 partite. Ola John ha vestito diverse maglie delle nazionali giovanili olandesi. Ha esordito con l'Under-17 contro la Svezia, segnando tra l'altro il gol decisivo. Sarà l'unico gol in tre presenze, perché il 2 Ottobre 2010 esordisce con l'Under-19 contro la Germania, finita 2-2. I tre gol in nove partite, in aggiunta alle ottime prestazioni in Eredivisie, gli fanno guadagnare il salto di categoria ed esordisce con l'Under-21 il 1 Settembre 2011 contro la Bulgaria, vinta 1-0. Al momento è nel giro della nazionale maggiore di Van Marwijk.
Ola John è quasi la fotocopia di Elia. Fisicamente ben strutturato, è velocissimo e bravissimo nel dribbling. Tecnicamente abbastanza dotato, non è un goleador ma è capace di essere precisissimo nel cross in corsa o da fermo con entrambi i piedi. Come l'esterno della Juventus è troppo fumoso, si perde in giocate talvolta inutili che dimostrano mancanza di concretezza sotto porta, causa dei pochi gol nella sua carriera. Dovrebbe migliorare anche tatticamente, visto che nel corso della partita spesso perde la posizione risultando un corpo estraneo alla squadra. E' un giocatore a cui piace ricevere il pallone tra i piedi, quasi allergirco all'inserimento.
Il trasferimento al Benfica potrà sicuramente giovare il forte esterno olandese che deve affinare le sue capacità tecniche, solo dopo potrà aspirare al salto di qualità. La squadra di Lisbona l'ha preferito proprio ad Elia che è stato trattato a lungo con la dirigenza bianconera. Ora seguono tutte le big d'Europa. La speranza è che non si perda come sembra essersi perso Elia, da colpo della campagna acquisti estiva a bidone da piazzare in qualche modo, ma c'è da dire che fin dal principio non aveva avuto la fiducia del tecnico che non l'ha praticamente mai utilizzato. In Portogallo c'è quel tipo di calcio che favorisce lo sviluppo degli esterni offensivi (vedi ad esempio James Rodriguez) e siamo sicuri che almeno un paio di stagioni potranno giovare a questo talento. Vedremo dove potrà arrivare ma le premesse sono più che buone.
Data di nascita: 19 Maggio 1992, Zwedru
Nazionalità: Liberia - Olanda
Altezza: 1,80 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Benfica, Superliga (Portogallo)
Ruolo: Ala sinistra, ala destra
Valore: 7.000.000 Euro
Nonostante la deludente eliminazione dalla fase a gironi di Euro 2012 in Polonia e Ucraina con zero punti, l'Olanda continua ad essere al top per quanto riguarda la produzione di giovani talenti. Soprattutto per ciò che riguarda gli attaccanti esterni che hanno come modello Arjen Robben, gli Orange dimostrano come l'Eredivisie sia una competizione che favorisce la crescita del reparto offensivo. Dopo Elia, che ha molto deluso alla Juventus ma possiede comunque un buon talento, il nuovo enfant prodige "made in Twente" è sicuramente Ola John.
Ola John ha una storia molto particolare, visto che all'età di due anni fugge dalla Liberia per rifugiarsi in Olanda con i suoi fratelli, tra i quali il calciatore Collins, e la madre, mentre il padre fu ucciso durante la Seconda guerra civile liberiana. Comincia la sua carriera nelle giovanili del DES Nijverdal, per poi trasferirsi nel 2002 al Twente. Dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili della squadra di Enschede, la stagione 2008-2009 lo consacra come capocannoniere del campionato Primavera con 20 gol. Si classifica così al secondo posto come miglior giovane olandese che ovviamente convince il tecnico Preud'homme a convocarlo per il ritiro, dove comincia a dimostrare il suo grande talento. Debutta in prima squadra contro l'AZ Alkmaar il 20 Novembre 2010. Con il passare delle partite guadagna sempre più spazio, fino a segnare il suo primo gol il 13 Marzo 2011 contro il VVV-Venlo. L'anno successivo con il nuovo tecnico Adriaanse diventa titolare inamovibile nel tridente, segnando il suo primo gol ufficiale in campo internazionale il 16 Febbraio 2012 nella vittoria a Bucarest contro lo Steaua in Europa League. In due anni da professionista con il Twente conquista due Coppe d'Olanda e una Supercoppa olandese, per poi trasferirsi ad inizio Luglio 2012 a Lisbona, firmando un quinquennale con il Benfica che sborsa ben 9 milioni di euro per strapparlo alla concorrenza europea, blindandolo con una clausola rescissoria fissata a 45 milioni di euro. Con la maglia del Twente segna in totale 10 gol in 73 partite. Ola John ha vestito diverse maglie delle nazionali giovanili olandesi. Ha esordito con l'Under-17 contro la Svezia, segnando tra l'altro il gol decisivo. Sarà l'unico gol in tre presenze, perché il 2 Ottobre 2010 esordisce con l'Under-19 contro la Germania, finita 2-2. I tre gol in nove partite, in aggiunta alle ottime prestazioni in Eredivisie, gli fanno guadagnare il salto di categoria ed esordisce con l'Under-21 il 1 Settembre 2011 contro la Bulgaria, vinta 1-0. Al momento è nel giro della nazionale maggiore di Van Marwijk.
Ola John è quasi la fotocopia di Elia. Fisicamente ben strutturato, è velocissimo e bravissimo nel dribbling. Tecnicamente abbastanza dotato, non è un goleador ma è capace di essere precisissimo nel cross in corsa o da fermo con entrambi i piedi. Come l'esterno della Juventus è troppo fumoso, si perde in giocate talvolta inutili che dimostrano mancanza di concretezza sotto porta, causa dei pochi gol nella sua carriera. Dovrebbe migliorare anche tatticamente, visto che nel corso della partita spesso perde la posizione risultando un corpo estraneo alla squadra. E' un giocatore a cui piace ricevere il pallone tra i piedi, quasi allergirco all'inserimento.
Il trasferimento al Benfica potrà sicuramente giovare il forte esterno olandese che deve affinare le sue capacità tecniche, solo dopo potrà aspirare al salto di qualità. La squadra di Lisbona l'ha preferito proprio ad Elia che è stato trattato a lungo con la dirigenza bianconera. Ora seguono tutte le big d'Europa. La speranza è che non si perda come sembra essersi perso Elia, da colpo della campagna acquisti estiva a bidone da piazzare in qualche modo, ma c'è da dire che fin dal principio non aveva avuto la fiducia del tecnico che non l'ha praticamente mai utilizzato. In Portogallo c'è quel tipo di calcio che favorisce lo sviluppo degli esterni offensivi (vedi ad esempio James Rodriguez) e siamo sicuri che almeno un paio di stagioni potranno giovare a questo talento. Vedremo dove potrà arrivare ma le premesse sono più che buone.
lunedì 11 giugno 2012
Luka Milunovic
Nome: Luka MilunovicData di nascita: 21 dicembre 1992, Belgrado
Nazionalità: Serbia
Altezza: 177cm
Piede preferito: n/d
Squadra: Stella Rossa Belgrado - SuperLiga
Ruolo: Seconda punta, trequartista, ala sinistra
Valore: 900.000€
La Stella Rossa di Belgrado è sicuramente, insieme al Partizan, la più grande fucina di talenti della Serbia oltre ad essere tra le migliori dell'intero panorama europeo, anche se spesso capita che acquistino giovani talentuosi da squadre minori potendo contare sul proprio blasone. In ogni caso la quantità di giovani presenti nella rosa della SuperLiga è a dir poco impressionante, e tutti questi giocatori un giorno andranno a rimpinguare la forte Selezione Nazionale che ultimamente sta passando un periodo di opacità dovuto alla mancata qualificazione per Euro 2012 nonostante un enorme potenziale di talento a disposizione. Un elemento che potremmo vedere molto presto nel reparto offensivo della Nazionale allenata da Sinisa Mihajlovic è la giovane seconda punta, attualmente titolare nella Stella Rossa, Luka Milunovic.
Luka nasce a Belgrado, capitale sia politica che calcistica della Serbia, ed ha mosso i primi passi nell'FK Zvezdara, club della capitale noto più per la dirigenza legata al mondo mafioso che per i risultati nei vari campionati. Nel piccolo club però Luka ha la possibilità di crescere con calma e tranquillità rinunciando così alle pressioni di club più blasonati potendosi concentrare unicamente sul suo obbiettivo: fare più gol possibili. Si fa notare in vari tornei e campionati giovanili a livello regionale e Nazionale, ma fino al 2010 non si fa avanti nessuno per lui. Nel 2010, ormai rassegnato ad una carriera di sacrificio nelle serie minori cercando così di guadagnarsi un posto nel calcio che conta, arriva la chiamata dall'OFK Belgrado che preleva l'attaccante e lo aggrega inizialmente alla formazione Under19 per poi promuoverlo definitivamente in prima squadra dove debutta il 22 luglio 2010 nella sfida di qualificazione per l'Europa League contro il Torpedo Zhodino, club bielorusso, dove gioca dal primo minuto prima di essere sostituito al sessantesimo. Un mese dopo, precisamente il 29 agosto, debutta in SuperLiga nell'incontro casalingo perso contro l'FK Partizan dove la seconda punta ha giocato la mezz'ora finale. Da quella partita purtroppo non ha più trovato spazio ed ha finito la stagione giocando per l'Under19 qualche incontro. Nel luglio 2011 viene ceduto allo Zulte-Waregam, club militante nella Jupiler Pro League (il massimo campionato belga), ed inizia molto bene la sua avventura in terra belga partendo da titolare nelle prime tre partite di campionato. Purtroppo però ha problemi di ambientamento e fatica a trovare il gol, così il suo minutaggio scende drasticamente fino a non vedere il campo in alcune partite.
Nel gennaio 2012 arriva la svolta della carriera. La Stella Rossa acquista il giovane attaccante avendone intuito il talento e da subito gli affida una maglia da titolare. Al primo incontro dal ritorno nella sua terra natale il giovane sfoga tutta la sua frustrazione segnando il suo primo gol da professionista e si ripete anche nel match successivo realizzando un'altra rete prima della sostituzione al settantesimo minuto. Due gol nelle prime due partite, prestazioni di tutto rispetto che gli fanno dimenticare i problemi accusati in Belgio e un volta ingranato fa fatica a fermarsi. Realizza 5 gol e 2 assist in 14 partite dal suo ritorno lo scorso gennaio, ma soprattutto diventa un punto fermo nell'attacco e negli schemi della Stella Rossa.
Luka è una seconda punta di movimento che varia su tutto il fronte dell'attacco. Molto abile negli inserimenti e temibile nel colpo di testa nonostante sia sotto il metro e ottanta, grazie all'ottimo tempismo. Vede molto bene la porta ed in generale sa leggere molto bene lo svolgersi dell'azione. Preferisce ricevere palla in movimento piuttosto che in posizione statica e sa farsi trovare smarcato con molta facilità. Calcia bene con entrambi i piedi ed inoltre è un discreto assitman. E' una seconda punta completa da affiancare ad un attaccante di peso o principalmente da area di rigore attorno al quale è libero di svariare cercando spazi. Se gli si volesse trovare un difetto si può affermare che dovrebbe essere più sicuro delle sue capacità così da essere più incisivo nei momenti chiave, anche se dopo la brutta avventura in Belgio ha sicuramente ritrovato in patria la tranquillità e la fiducia di cui aveva bisogno.
Finora ha giocato per le Selezioni Under19, realizzando 2 gol in 8 partite, e in Under21 con 1 gol in 7 partite all'attivo. Non ha giocato nelle Nazionali precedenti a causa della sua mancata militanza nelle più rinomate giovanili serbe.
Non si hanno voci di mercato recenti riguardo ad eventuali trasferimenti. Il giovane ha un contratto che lo lega alla squadra della capitale fino al 2014 e ci sono tutti i presupposti affinchè venga rispettata almeno questa scadenza.
venerdì 1 giugno 2012
Michy Batshuayi
Nome: Michy Batshuayi
Data di nascita: 16 febbraio 1993, Bruxelles
Nazionalità: Belgio
Altezza: 180cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Standard Liegi - Jupiler Pro League
Ruolo: Attaccante centrale
Valore: 1.500.000€
Dal punto di vista delle giovani promesse il Belgio sta vivendo un periodo d'oro, e la Nazionale e tutti i tifosi sperano di raccoglierne i frutti in futuro. Giocatori come Hazard, Lukaku, Courtois, Rits, De Bruyne, Praet e Coosemans un giorno saranno i titolari dei "Diavoli Rossi" belgi e punteranno a traguardi che il piccolo Paese del nord non si è mai sognato. Tra loro, in attacco, molti danno per certo il giovane Michy Batshuayi, nuovo talento offensivo scuola Standard Liegi che in campionato ha raccolto l'eredità di Lukaku dopo il trasferimento a Londra.
Nasce a Bruxelles da genitori di origini congolesi ed inizia a giocare all'età di dodici anni nell'FC Bruxelles. Resta una sola stagione nella meno blasonata squadra della capitale prima di trasferirsi al più famoso Anderlecht nella stagione 2006/2007 ripercorrendo praticamente la carriera del coetaneo compagno di ruolo Romelu Lukaku, anche lui di origini congolesi. A differenza dell'attaccante ora di proprietà dei Blues decide di lasciare l'Anderlecht la capitale dopo una sola stagione accettando l'offerta dello Standard Liegi dove entra a far parte della selezione Under19 già all'età di sedici anni. Il fatto che sia un talento lo si vede già dal numero di allenamenti a cui prende parte con la prima squadra proprio in quella stagione, imparando così a conoscere il calcio dei grandi a soli sedici anni. Dopo tre ottime stagioni in Under19, nelle quali si è confermato come il capocannoniere della squadra, arriva il grande momento del debutto in Pro League, la massima serie belga, il 20 febbraio 2011, a diciotto anni appena compiuti, nella sconfitta esterna contro il Genk. In questa occasione ha la possibilità di giocare per sette minuti, inoltre gli viene concesso di giocare i pochi minuti finali del successivo incontro casalingo del 26 febbraio contro il Mechelen.
Durante il ritiro estivo in vista della stagione 2011/2012 viene definitivamente promosso in prima squadra, arrivando a giocare i minuti finali della sfida di andata dei preliminari di Europa League contro lo Zurigo il 27 luglio. Tre giorni dopo è nuovamente in campo nella prima di campionato contro il Mons dove gioca quarantacinque minuti. Da quel momneto fatica però a trovare spazio con continuità, giocando solo pochi scampoli di partita. La svolta arriva il 15 dicembre quando ha la possibilità di giocare dal primo minuto nella sfida in casa del Copenhagen valida per il girone di Europa League. In Danimarca trova la sua prima rete da professionista che vale la vittoria alla sua squadra. Da quel momento inizia ad aumentare il minutaggio e circa un mese dopo, alla ripresa del campionato dopo la pausa natalizia, trova il primo gol anche in terra belga nell'incontro casalingo contro il Beerschot. Da gennaio fino alla fine del campionato è sempre presente in campo e a parte due eccezioni sempre nell'undici titolare. Sigla altri cinque gol portando così il suo bottino a 6 gol in 18 presenze in campionato, giocando in seguito anche cinque partite dei playoff scudetto. Durante la stagione gioca anche i quarti e la semifinale di Beker van Belgie, la Coppa Nazionale belga, siglando una pregevole doppietta nel primo incontro. Chiude la sua prima stagione da professionista con 33 presenze e 9 gol.
Michy è una punta moderna di movimento, predilige il gioco e il fraseggio palla a terra e in velocità. Dispone di un senso del gol e della posizione da attaccante di razza, viene infatti schierato come terminale avanzato nell'attacco a due del Liegi. Dal punto di vista fisico e atletico è un giocatore formato, unisce infatti forza e velocità che unite ad un ottimo gioco di gambe lo rendono temibile negli ultimi sedici metri. Molto solido dal punto di vista tecnico deve migliorare sicuramente nella disciplina tattica e nel colpo di testa, suo vero punto debole. E' l'attaccante ideale per un tipo di gioco fatto di verticalizzazioni e palle in profondità, quelle che predilige maggiormente, e grazie al fisico e al dribbling sa essere il fulcro dell'attacco.
Sebbene sia un ottimo elemento non ha ancora debuttato in nessuna Selzione giovanile belga. Come dichiarato il suo sogno è quello di vestire un giorno la maglia rossa ma non è da escludere un tentativo del Congo per farlo giocare nella loro Nazionale.
Sono molte le squadre che hanno già bussato alla porta dello Standard per la giovane punta di origini africane. Michy in un'intervista dello scorso inverno ha dichiarato che qualora avesse lasciato il Belgio gli sarebbe piaciuto giocare all'Arsenal o al Manchester United, ma più di tutto avrebbe voluto affrontare il campionato italiano con la maglia del Milan, e la società di via turati si è dichiarata interessata al giocatore. esiste una possibilità che il giovane possa arrivare nel nostro Paese ma subito dopo la dichiarazione dei rossoneri è arrivata quella del Barcellona che pare avesse avanzato un offerta di sei milioni lo scorso febbraio. Le voci non sono state confermate, ma di sicuro i blaugrana seguono Batshuayi molto da vicino.
Data di nascita: 16 febbraio 1993, Bruxelles
Nazionalità: Belgio
Altezza: 180cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Standard Liegi - Jupiler Pro League
Ruolo: Attaccante centrale
Valore: 1.500.000€
Dal punto di vista delle giovani promesse il Belgio sta vivendo un periodo d'oro, e la Nazionale e tutti i tifosi sperano di raccoglierne i frutti in futuro. Giocatori come Hazard, Lukaku, Courtois, Rits, De Bruyne, Praet e Coosemans un giorno saranno i titolari dei "Diavoli Rossi" belgi e punteranno a traguardi che il piccolo Paese del nord non si è mai sognato. Tra loro, in attacco, molti danno per certo il giovane Michy Batshuayi, nuovo talento offensivo scuola Standard Liegi che in campionato ha raccolto l'eredità di Lukaku dopo il trasferimento a Londra.
Nasce a Bruxelles da genitori di origini congolesi ed inizia a giocare all'età di dodici anni nell'FC Bruxelles. Resta una sola stagione nella meno blasonata squadra della capitale prima di trasferirsi al più famoso Anderlecht nella stagione 2006/2007 ripercorrendo praticamente la carriera del coetaneo compagno di ruolo Romelu Lukaku, anche lui di origini congolesi. A differenza dell'attaccante ora di proprietà dei Blues decide di lasciare l'Anderlecht la capitale dopo una sola stagione accettando l'offerta dello Standard Liegi dove entra a far parte della selezione Under19 già all'età di sedici anni. Il fatto che sia un talento lo si vede già dal numero di allenamenti a cui prende parte con la prima squadra proprio in quella stagione, imparando così a conoscere il calcio dei grandi a soli sedici anni. Dopo tre ottime stagioni in Under19, nelle quali si è confermato come il capocannoniere della squadra, arriva il grande momento del debutto in Pro League, la massima serie belga, il 20 febbraio 2011, a diciotto anni appena compiuti, nella sconfitta esterna contro il Genk. In questa occasione ha la possibilità di giocare per sette minuti, inoltre gli viene concesso di giocare i pochi minuti finali del successivo incontro casalingo del 26 febbraio contro il Mechelen.
Durante il ritiro estivo in vista della stagione 2011/2012 viene definitivamente promosso in prima squadra, arrivando a giocare i minuti finali della sfida di andata dei preliminari di Europa League contro lo Zurigo il 27 luglio. Tre giorni dopo è nuovamente in campo nella prima di campionato contro il Mons dove gioca quarantacinque minuti. Da quel momneto fatica però a trovare spazio con continuità, giocando solo pochi scampoli di partita. La svolta arriva il 15 dicembre quando ha la possibilità di giocare dal primo minuto nella sfida in casa del Copenhagen valida per il girone di Europa League. In Danimarca trova la sua prima rete da professionista che vale la vittoria alla sua squadra. Da quel momento inizia ad aumentare il minutaggio e circa un mese dopo, alla ripresa del campionato dopo la pausa natalizia, trova il primo gol anche in terra belga nell'incontro casalingo contro il Beerschot. Da gennaio fino alla fine del campionato è sempre presente in campo e a parte due eccezioni sempre nell'undici titolare. Sigla altri cinque gol portando così il suo bottino a 6 gol in 18 presenze in campionato, giocando in seguito anche cinque partite dei playoff scudetto. Durante la stagione gioca anche i quarti e la semifinale di Beker van Belgie, la Coppa Nazionale belga, siglando una pregevole doppietta nel primo incontro. Chiude la sua prima stagione da professionista con 33 presenze e 9 gol.
Michy è una punta moderna di movimento, predilige il gioco e il fraseggio palla a terra e in velocità. Dispone di un senso del gol e della posizione da attaccante di razza, viene infatti schierato come terminale avanzato nell'attacco a due del Liegi. Dal punto di vista fisico e atletico è un giocatore formato, unisce infatti forza e velocità che unite ad un ottimo gioco di gambe lo rendono temibile negli ultimi sedici metri. Molto solido dal punto di vista tecnico deve migliorare sicuramente nella disciplina tattica e nel colpo di testa, suo vero punto debole. E' l'attaccante ideale per un tipo di gioco fatto di verticalizzazioni e palle in profondità, quelle che predilige maggiormente, e grazie al fisico e al dribbling sa essere il fulcro dell'attacco.
Sebbene sia un ottimo elemento non ha ancora debuttato in nessuna Selzione giovanile belga. Come dichiarato il suo sogno è quello di vestire un giorno la maglia rossa ma non è da escludere un tentativo del Congo per farlo giocare nella loro Nazionale.
Sono molte le squadre che hanno già bussato alla porta dello Standard per la giovane punta di origini africane. Michy in un'intervista dello scorso inverno ha dichiarato che qualora avesse lasciato il Belgio gli sarebbe piaciuto giocare all'Arsenal o al Manchester United, ma più di tutto avrebbe voluto affrontare il campionato italiano con la maglia del Milan, e la società di via turati si è dichiarata interessata al giocatore. esiste una possibilità che il giovane possa arrivare nel nostro Paese ma subito dopo la dichiarazione dei rossoneri è arrivata quella del Barcellona che pare avesse avanzato un offerta di sei milioni lo scorso febbraio. Le voci non sono state confermate, ma di sicuro i blaugrana seguono Batshuayi molto da vicino.
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