domenica 12 giugno 2011

Le foto della settimana

Fernando Torres: Un Niño maleducato...


Robinho: Il fantasista rossonero esulta a suo modo anche dopo il lieto evento.


Thierry Henry: Dite voi se non sembrano padre e figlio... Lebron James durante la cresima del piccolo Thierry.

venerdì 10 giugno 2011

Santiago Arias


Nome: Santiago Arias
Data di nascita: 13 gennaio 1992, Medellin
Nazionalità: Colombia
Altezza: 1, 76m
Piede preferito: Destro
Squadra: Sporting Lisbona - Liga portoghese
Ruolo: Terzino destro
Valore: 300.000 €



Altra talento colombiano dopo James Rodriguez, e non sarà nemmeno l'ultimo. La Colombia si dimostra come un paese in netta ripresa dopo alcuni anni in cui non riusciva a proporre una nidiata di talenti di tutto rispetto come quella dell'attuale finalista al Torneo di Tolone. La Colombia Under 20 si dimostra come una delle formazioni più interessanti del panorama internazionale e il giovane terzino di cui vi parliamo oggi è una delle promesse di questa selezione.

Santiago Arias è un terzino di spinta appena prelevato dallo Sporting di Lisbona dall'Equidad, formazione colombiana finalista della Liga Postobon (Serie A colombiana). Il giovane esterno di difesa è una vera e propria promessa in rapida ascesa, lo dimostrano le 5 presenze in prima squadra con l'Equidad che si è dimostrata squadra rivelazione del torneo e sta disputando la fase finale. Ciò che colpisce del giovane di Medellin è la personalità nel ricoprire una posizione difficile come quella del terzino e l'ottima padronanza del possesso palla.

Arias cresce nel settore giovanile dell'Equidad, squadra minore di Bogotà, dove si fa notare dai selezionatori delle rappresentative colombiane che faranno la sua fortuna. E' infatti con la maglia della Colombia Under 17 che Santiago rivela tutto il suo talento disputando un grande Mondiale Under 17 in Nigeria (la Colombia è giunta quarta mentre la Svizzera di Kasami ha trionfato). Con la maglia dei Los Cafeteros Under 17 (soprannome della nazionale colombiana) ha totalizzato 6 presenze ed un goal. Il C.t della Colombia Under 20 Eduardo Lara ha più volte manifestato l'interesse per il ragazzo, tanto che dopo il Mondiale nigeriano Under 17 l'ha subito portato con sé nella selezione Under 20 affidandogli la corsia destra di difesa. Sotto la guida di Lara Arias ha totalizzato 14 presenze ed è in corsa per aggiudicarsi il Torneo di Tolone in finale contro la Francia Under 20.

Santiago Arias è un terzino destro di buona corsa e di buonissima tecnica di base. Questa caratteristica gli permette di ricoprire con ottimi risultati anche il ruolo di esterno destro di centrocampo e ne denota una preziosa duttilità. Possiede una buona personalità e sicurezza nei propri mezzi. Deve crescere fisicamente e potenziare la capacità di spinta. Ha ottime capacità di tiro e da buon sudamericano è spesso propenso a tentare la conclusione. Sotto questo aspetto deve disciplinarsi e il calcio europero non può che farlo crescere.

Da gennaio 2011 si era scatenata una vera e propria asta attorno al ragazzo che vedeva la Spagna come probabile destinazione. Atletico Madrid, Saragoza, Hercules ed Almeria si sono date battaglia per mesi nel tentativo di chiudere con l'Equidad ma alla fine, a dispetto di un ultimo disperato tentativo del PSV Eindhoven, sono stati i portoghesi dello Sporting di Lisbona a far firmare un contratto quinquennale ad Arias. Ancora una volta una squadra portoghese (Porto, Sporting e Benfica sono società straordinarie con i giovani) è riuscita a portare a casa un prospetto sul quale bisogna avere il coraggio di scommettere. Le italiane purtroppo stanno ancora a guardare.

Arias con la maglia dell'Equidad.









Pubblicato il 10/06/2011

mercoledì 8 giugno 2011

Last Bet...figuraccia all'italiana


Un nuovo terremoto colpisce il calcio italiano, dopo il primo "Calcio scommesse" del 1980 e a soli 5 anni da Calciopoli eccoci al nuovo ennesimo capitolo: Calcio Scommesse 2, calciatori famosi, molti soldi, bande organizzate, corruzione e armi da fuoco, neanche fossimo in un film noir anni'70.

Tutto parte dalla procura di Cremona a fine maggio, il primo giugno compaiono i titoli sui giornali e ci si inizia a rendere conto della portata che aveva il giro. Sedici le persone inizialmente coinvolte, calciatori di serie B e C e dirigenti di Lega Pro che avrebbero fortemente condizionato l'esito di diverse partite proprio nelle categorie in questione. Per loro l'accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in competizioni sportive con nove di loro agli arresti domiciliari e i restanti in custodia cautelare in carcere.
Dopo le indagini preliminari si scopre che il giro era molto più ampio con bande del crimine organizzato coinvolte oltre a titolari di agenzie per scommesse, liberi professionisti e criminali stranieri come ad esempio la banda degli "Zingari" comandata dallo slovacco Almir Gegic.
Sono in molti a pensare che l'esito dei diversi campionati (di Serie B e Lega Pro) potrebbe essere stato falsato visto che l'organizzazione in questione riusciva a "controllare" fino a 5 partite contemporaneamente e sia Atalanta che Siena, ovvero le neo promosse della B, sono coinvolte direttamente.

Appena lo scandalo è venuto a galla hanno iniziato a circolare i primi nomi e molti sono rimasti a bocca aperta quando si è sentito parlare anche di ex giocatori di Serie A che al calcio hanno dato molto, come Beppe Signori, ex capitano della Lazio che secondo il Gip Salvini che si occupa dell'indagine è uno dei Leader indiscussi dell'organizzazione, Stefano Bettarini, in passato già condannato a 5 mesi di squalifica per aver truccato delle partite nel 2004 o Mauro Bressan, ex Fiorentina, attualmente agli arresti. Tra i giocatori ancora in attività sono indagati Cristiano Doni, capitano dell'Atalanta e vice presidente del nuovo sindacato dei calciatori, Marco Paoloni, portiere del Benevento ai play off per accedere in serie B, reo di aver somministrato ad alcuni suoi compagni ai tempi della Cremonese dei calmanti in modo che giocassero sotto tono causando l'intossicazione di cinque di loro e malori ad altri due. Proprio questo è l'episodio che ha fatto partire tutta l'inchiesta.

Ad oggi si indaga anche su alcune partite della Serie A, soprattutto su tre partite del Napoli concentrandosi sulla partita con il Parma del 10 aprile che vedeva a bordo campo il noto boss mafioso Mario Lo Russo, ma stando a quanto dichiarato nell'interrogatorio dal medico Marco Pirani, direttamente coinvolto nell'affare, sarebbero 30 le partite truccate ma niente Serie A viste le alte cifre che si sarebbevo dovute investire, tra i 500 e i 600 mila euro a partita. Sembra assurdo ma l'organizzazione aveva un vero e proprio tariffario per truccare le partite e disponeva di molti, moltissimi, soldi che secondo gli inquirenti hanno una non chiara provenienza, da non escludere il riciclaggio.

Le indagini sono ancora in corso e non si sa quali altre novità possano uscire nei prossimi giorni ne se e quali potrebbero essere le eventuali sanzioni per società e giocatori coinvolti, la sola cosa certa è che il calcio italiano ne esce ancora sconfitto, ad ogni livello è l'ennesima figuraccia. La Lega B ha deciso che si costituirà parte lesa nei procedimenti in oggetto e la Lega Pro ha deciso di fare lo stesso, ma il punto della questione, quello che ancora ci si chiede è come sia possibile che si arrivi sempre ad un punto di non ritorno prima che qualcuno si decida ad agire?

lunedì 6 giugno 2011

James Rodriguez


Nome: James David Rodriguez Rubio
Data di nascita: 12 luglio 1991, Cucutà
Nazionalità: Colombia
Altezza: 178cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Porto - Superliga
Ruolo: Ala sinistra, Centrocampista esterno, trequartista, seconda punta
Valore: 5.000.000€



Nel panorama sudamericano padroneggiano i talenti brasiliani e argentini. Ma da alcuni anni anche altre nazioni stanno producendo giovani di gran talento. Come la Colombia che dopo Radamel Falcao Garçia e Guarin, nuovi campioni d'europa grazie alla vittoria in Europa League del Porto, ecco un altro giovane talento pieno di speranze: James Rodriguez, esterno sempre del Porto, ex Banfield.

Nato il 12 luglio 1991 a Cúcuta, in Colombia, James inizia la sua carriera calcistica nelle file dell’Evingado. Dopo un anno di apprendistato tra i professionisti, nel 2007 diventa splendido protagonista della lunga cavalcata che porta la sua squadra a trionfare nella Primiera B. Un risultato storico, che gli vale la convocazione nella selezione colombiana Under17 che partecipa alla positiva spedizione nel Sudamericano Sub-17 svoltosi in Equador. James Rodriguez, grazie al suo personalissimo bottino fatto di reti e di giocate di sostanza, trascina i suoi ad un passo dal titolo. L’ottimo piazzamento alle spalle del Brasile, consente alla Colombia di partecipare alla manifestazione continentale svoltasi in Corea, dove però esce a causa della sconfitta con la Nigeria. Viene così acquistato dal Banfield per 280 mila dollari. Dopo aver passato i primi mesi della sua nuova esperienza ad osservare e ad imparare, il tecnico Burruchaga decide di farlo debuttare nel Torneo Clausura il 7
febbraio 2009. Il ragazzo ci mette pochissimo ad entrare nei cuori dei tifosi del “Taladro” e, nella successiva vittoria casalinga contro il Rosario Central, mette la sua firma nel tabellino finale e diventa il più giovane straniero ad aver realizzato una rete in Argentina. Da allora, il ragazzo prodigio non si ferma e la dirigenza del Banfield decide di cedere l’idolo Bertolo al Palermo proprio per lasciare più spazio a Rodriguez. Nel Torneo di Apertura impressiona gli osservatori per la facilità di gioco, per la tremenda sassata dalla distanza e per una personalità da veterano. Lavoratore instancabile, macina chilometri e regala tocchi di classe senza mai andare fuori dallo spartito. I sigilli decisivi nelle sfide contro il Newell’s Old Boys ed i campioni uscenti del Velez, fanno esplodere il Florencio Sola che, grazie alle perle del duo James Rodriguez-Santiago Silva, targato Colombia-Uruguay, realizzano il miracolo della vittoria del titolo Apertura 2009, atteso da oltre un centenario. L'anno dopo ripete le ottime prestazioni e diventa sempre di più il beniamino dei tifosi. Reti importanti le ha fatte. Il 13 febbraio 2010 ha segnato un gol contro i rivali del Lanús, la rete del 2-0 nei minuti finali. Ha inoltre segnato in Coppa Libertadores il 17 febbraio 2010, contro il Deportivo Cuenca fuori casa, nella partita vinta dal Banfield per 4-1. Alla fine della stagione è il Porto ad aggiudicarselo strappandolo alla concorrenza della Juventus. Il 6 Luglio il Porto ha ufficializzato l'acquisizione del 70% del cartellino per 4,5 milioni di dollari. Clausola rescissoria di 30 milioni per il giovane colombiano nemmeno 20enne. Il 22 maggio 2011 segna una tripletta nella finale di Coppa di Portogallo vinta per 6-2 contro il Vitória Guimarães. Con il Porto vince anche l'Europa League e il Campionato portoghese con grande anticipo.
Con il Porto ha totalizzato 6 reti e 18 assist in 32 presenze, quasi sempre da subentrato.

Il suo ruolo è quello di ala sinistra, ma ricopre con uguale abilità il ruolo di trequartista centrale o di seconda punta. Fisico abbastanza strutturato, tecnicamente è un mancino che batte le punizioni (anche a giro), a volte i corner e che usa per tirare in maniera forte e precisa da lontano. Rodriguez ha infatti un dribbling rapido ed efficace, tanta fantasia e può creare occasioni da gol a ripetizione, sia mettendola dentro per i compagni che con conclusioni a rete molto insidiose. Deve sicuramente migliorare con il destro e nei colpi di testa. Inoltre tatticamente è un giocatore da plasmare da zero. Non sa difendere.

Per adesso conta 3 reti in 11 presenze con la nazionale Under-17. Ha già esordito con l'Under-20.

Prima di andare al Porto era vicinissimo alla Juventus che però decise di non far valere il diritto di prelazione che aveva sul ragazzo. Al momento viene seguito dal Manchester United United (vedono in lui una sorta del primo Cristiano Ronaldo), Valencia, Villareal, Atletico Madrid, Tottenahm, Everton, Palermo, Juventus, Udinese, Napoli, Fiorentina e Roma.

Sicuramente il talento c’è, e la giovane età pure. Tecnicamente siamo dinanzi ad un’ala sinistra (d’attacco) di grandi promesse e con grandissime capacità offensive. Ma per giocare nei campionati più importanti d'Europa (Serie A, Premier League e Liga) deve assolutamente migliorare a livello tattico, suo grandissimo difetto. Viene accostato a Cristiano Ronaldo, il primo Ronaldo, quello che andava sul fondo e crossava, quello che cercava di saltare due-tre giocatori prima di passarla o di perderla. Sicuramente dal punto di vista tecnico gli somiglia molto ma è ancora lunga la strada davanti a sé.










Pubblicato da Ben

domenica 5 giugno 2011

Le foto della settimana

Nemaja Vidic: Il piccolo Vidic pronto per prendere il posto del padre.


Steven Gerrard: Steven, quest'anno la Champions puoi vedertela solo in 3D.


Mario Balotelli: "I'm not a bad boy"... but we say "you got a bad look".

venerdì 3 giugno 2011

Francesco Grandolfo


Nome: Francesco Grandolfo
Data di nascita: 26 Luglio 1992, Castellana Grotte
Nazionalità: Italia
Altezza: n/d
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Bari - Campionato Primavera
Ruolo: Attaccante, Seconda punta
Valore: 150.000€




Spesso succede che un ragazzo appena 18enne esordisce in Serie A e segna una tripletta. E' successo a Francesco Grandolfo. Dopo Cassano il Bari può registrare un altro talento cristallino da cullare e magari cedere in un futuro forse nemmeno molto lontano a cifre molto alte. Ma il pugliese Ciccio è un vero e proprio predestinato.

Francesco Grandolfo inizia la sua carriere a Casamassima, città in provincia di Bari. Dopo solo un anno passa alla società Pro Inter di Bari, famosa perché ex squadra di Antonio Cassano. Grandolfo è stato ben presto aggregato in prima squadra, ma bisogna attendere molto tempo per l’esordio. Nel campionato Primavera segna 16 reti in 23 presenze e, con il Bari già retrocesso matematicamente, Mutti decide di farlo esordire schierandolo negli ultimi minuti in Serie A contro il Palermo nella terzultima partita di campionato. Contro il Lecce gioca 30 minuti in campo nel secondo tempo. Nell'ultima di campionato parte da titolare e segna addirittura una tripletta contro il Bologna. 16 reti in 23 partite con la Primavera e 3 reti in 3 partite con la Prima Squadra. Sono i numeri di un giovane di grandissimo talento. Attaccante mancino dalla buonissima precisione. Bravo anche con tiri dalla distanza. Ha ottima coordinazione e soprattutto bravo negli inserimenti e nel tempismo.

Deve sicuramente migliorare fisicamente e nel colpo di testa. Lo seguono attentamente in Inghilterra con Manchester City di Mancini e Manchester United di Ferguson. Soprattutto il tecnico scozzese vorrebbe ripetere l'ottimo investimento che aveva fatto in precedenza con Giuseppe Rossi. E' seguito anche in Italia dal Milan e dalla Roma. Giocatore sicuramente dal futuro sicuro. Viene esageratamente paragonato a Cassano sia per le caratteristiche tecnico-tattiche, più seconda punta che prima punta centrale, sia per la situazione legata all'esordio e la situazione contrattuale visto che il procuratore è lo stesso, Giuseppe Bozzo.










Pubblicato il 03/06/2011

mercoledì 1 giugno 2011

Alexi Lalas American Love


Quando si parla di Stati Uniti in tema di sport viene spontaneo associare la bandiera a stelle e strisce a discipline come l'hockey, il basket, il football (quello della palla ovale), l'atletica, il baseball, magari anche il tennis, il pugilato o il ciclismo. Fatichiamo a prendere in considerazione il calcio che nella “terra delle opportunità” stenta ad assumere una rilevanza di primo piano anche se dobbiamo dire che il livello della MLS si sta alzando e i calciatori “made in USA” cominciano a far parlare di sé.Con l'imminente arrivo del magnate statunitense Thomas Richard Di Benedetto, in procinto di rilevare la società Roma ed investire nel nostro campionato, non possiamo che riaprire gli almanacchi del passato e parlare dell'unico American Boy che il nostro calcio ricordi: Alexi Lalas.
Panayotis Alexander Lalas nasce il 1 giugno 1970 a Birmingham in Michigan, da padre greco (Demetrio Lalas) e madre americana (Anne Harding Woodworh). Comincia a giocare a calcio all'età di 11 anni e frequenta la Cranbook Kingswood High School ottenendo nel 1987 il premio come giocatore dell'anno del Michigan (Michigan High School Player of the year).A dispetto di un grande talento anche nell'hockey, intraprende la carriera sportiva calcistica, come centrale difensivo, nella Rutgers University.
Durante il college guida gli Scarlett Knights (la squadra della Rutgers) alle Final Four NCAA nel 1989 e alla National Championship Games nel 1990 conquistando due premi individuali: l'Hermann Trophy (premio al miglior calciatore del Missouri) e il Missouri Athletic Player of the year.
Dopo aver giocato le Olimpiadi del 1992 e aver indossato in alcune occasioni la maglia della squadra riserve dell'Arsenal, disputa la Coppa del Mondo del 1994 e si fa notare come il migliore della compagine statunitense. Nell'agosto del 1994 firma per il Padova tra lo scetticismo generale e la curiosità del pubblico.
Alexi Lalas è un tipo curioso, eccentrico e sicuramente non passa inosservato. E' alto, 1 metro e 91 centimetri per la precisione, con capelli rossi lunghi e folti, accompagnati da un pizzetto altrettanto lungo che gli scivola sul petto. Si presenta fedele al suo stile con l'immagine di un rocker “figlio dei fiori” con chitarra a comporre una perfetta icona hippy.Lalas va in giro con un Maggiolino che è un pezzo da museo, è il solista di un gruppo chiamato Gypses (gruppo preferito di Chelsea, la figlia di Bill Clinton), venera Stevie Wonder e porta in Veneto 10 delle sue chitarre preferite. Insomma non rappresenta certo l'immagine canonica del difensore che lotta e suda nel campo da calcio.
In realtà durante la sua prima stagione vince lo scetticismo che circonda la sua bizzarra figura: titolare inamovibile della formazione di Sandreani, si toglie lo sfizio di segnare al Milan uno dei 3 goal della sua carriera in Serie A e vince pure il titolo di Calciatore statunitense dell'anno (US Soccer Player of the Year 1995).In Italia si fa notare anche per alcuni stranissimi episodi: il primo lo vede ricevere i carabinieri dopo che si aggirava alle due di notte tra le vie di Padova calciando da solo un pallone sui garage, simulando una partita e facendosi la telecronaca. Il grande frastuono aveva svegliato dei residenti che credendo di essere in preda a dei ragazzini turbolenti ed agitati hanno chiamato le forze dell'ordine.
Un'altra volta durante la seconda stagione, dopo una sconfitta in casa con il Bari i tifosi cominciano a contestare la squadra. Lui esce beato dagli spogliatoi e passa con il borsone in mezzo alla gente. Gli urlano di tutto. Lalas si avvicina ad un tifoso e molto tranquillamente gli chiede: “Perché ce l'hai con me? Ce l'ho messa tutta, ma non si può sempre vincere, amico mio. O no?” Il tifoso non sa se spaccargli la testa con un bastone o inginocchiarsi per rivelare al mondo che il messia è tornato.
La seconda ed ultima stagione vede le prestazioni del difensore calare vertiginosamente, complice la squadra che finisce in B.Alexi si dichiara stanco del nostro calcio e torna negli States dove girerà alcune squadre e terminerà l'attività nel Los Angeles Galaxy. Si ritira dopo 96 presenze e 9 goal nella nazionale statunitense. Ha ricoperto le cariche di General Manager e presidente dei Los Angeles Galaxy, dimettendosi in contemporanea all'allenatore Ruud Gullit il 12 agosto 2008.
Dopo aver terminato la carriera agonistica ha continuato a suonare partecipando anche al tour del gruppo Hootie and the Blowfish e incidendo album come solista con il nome di Ginger. Attualmente ricopre il ruolo di presentatore ed opinionista per le reti ESPN e per l'ABC Sports con un look decisamente più sobrio e “ripulito”.
A noi però piace ricordare il Lalas “peace and love” degli anni del Padova, l'americano che andava in giro in mutande e predicava l'amore tra i tifosi imbufaliti. “Ma perché la gente se la prende tanto se perdiamo?” Si chiedeva...


Le scommesse sportive in Italia sono un fenomeno sempre più diffuso tra gli appassionati di sport


Punta sull'Udinese di Pawlowski su Bwin