mercoledì 10 ottobre 2012

La Pro Vercelli dei 7 Scudetti

Negli ultimi anni abbiamo assistito a lotte scudetto dove le contendenti sono state le solite grandi squadre come Juve, Inter e Milan. Solo una piccola parentesi delle romane ha spezzato questa catena anche se il Napoli di queste ultime stagioni sta assumendo sempre più credito per una vittoria finale. Oggi vogliamo parlarvi di una società le cui imprese sono sconosciute a molti, proprio perché non sono recenti, e risalgono a più di cento anni fa, in riferimento ad una delle società più antiche e gloriose agli albori del nostro campionato. Parliamo della Pro Vercelli che può vantare ben sette titoli ed una storia tutta da raccontare. La Pro Vercelli nasce nel lontano 1892 a Vercelli, provincia piemontese conosciuta come “capitale europea del riso”, e si identifica inizialmente come “Società Ginnastica”, per mano del professore Domenico Luppi, insegnante di educazione fisica. Negli anni successivi e precisamente nel 1903 uno schermidore di nome Marcello Bertinetti decide di creare anche la sezione dedita alla scuola calcio, assieme ad alcuni amici e fonda uno dei club che nella seconda decade del 1900 avrebbe dominato il campionato. “Bianche Casacche” era il nome che veniva dato ai giocatori che indossavano una divisa di colore bianco abbinata a dei calzoncini neri, che hanno segnato uno stile ripreso da molte società calcistiche in futuro. Il primo Campionato ufficiale disputato dalle “bianche casacche” risale al 1906 e per la precisione nella Seconda Categoria, ma l’esito fu presto negativo e la squadra venne rapidamente eliminata. L’anno successivo riuscì finalmente ad entrare nell’Elitè del calcio di allora e cioè nella massima serie del Campionato di Prima Categoria. Fu una grande impresa perché alla sua prima apparizione la Pro Vercelli conquistò subito il Campionato nel 1908.


La società di Marcello Bertinetti sconfisse alle eliminatorie la Juventus e nel triangolare finale la Società Ginnastica Doria e la Società Milanese. Insieme alla vittoria scudetto i bianchi si aggiudicarono anche la famosa Coppa Romolo Buni (assegnata dallo stesso Romolo Buni, mecenate sportivo ed ex campione di ciclismo che aveva deciso di donare l'omonima coppa per chi avesse vinto il campionato). L’anno seguente la Pro Vercelli bissò il successo e mise in bacheca anche l’accesso al Campionato di Prima Categoria Federale. La formazione di Prima Categoria che vinse il primo scudetto era formata da questo 11: Innocenti, Salvaneschi, Celoria, Ara, Mila­no I, Leone, Romussi, Bertinetti, Fresia, Visconti, Rampini I.
Negli anni successivi la Pro Vercelli vinse altri tre scudetti fino al 1913; solo nel 1910 perse un titolo in favore dell’Inter a causa di una diatriba legata alle convocazioni dei giocatori di Vercelli e ai rinvii di alcune partite. Il Campionato finì con due squadre a pari merito, l’Inter e la stessa Pro Vercelli appunto; si doveva disputare una gara di spareggio che inizialmente venne organizzata ma non fu più disputata. La Pro Vercelli chiese in seguito una proroga alla data successiva di spareggio perché nella sua rosa mancavano giocatori fondamentali impegnati in un torneo militare a Roma. L’allora FIF (La FIGC di oggi) decise di non accogliere questa proroga e diede ordine di far giocare comunque la partita. La Pro Vercelli per protesta mise in campo una squadra di ragazzini, alcuni molto piccoli (11 anni) e l’Inter vinse facilmente 10 - 3. Tutt’ora questo scudetto è amaro per gli appassionati della Pro Vercelli in quanto la società avrebbe potuto vantarsi di aver vinto ben sei titoli di fila. Gli ultimi due titoli vennero vinti nel 1921 e nel 1922 proprio dopo la Prima Guerra Mondiale. L’ultimo, soprattutto, sancì una nuova era per il calcio in Italia in quanto si passò ad una visione più professionistica di questo sport, concepito prima in una dimensione dilettantistica. Squadre come Bologna, Juventus e Milan poterono godere di più considerazione e cominciarono i trasferimenti di giocatori con grossi investimenti di denaro. Grandi talenti come Silvio Piola sono cresciuti nella Pro Vercelli, quest’ultimo detiene ancora il record di 6 goal in una sola partita contro la Fiorentina. Proprio a Piola, dopo la morte nel 1996, è stato intitolato lo stadio “Robbiano”. Un bel aneddoto da raccontare risale al 1913 quando la Nazionale Italiana venne chiamata a partecipare ad una partita contro la nazionale del Belgio e nell’undici azzurro erano presenti ben 9 giocatori delle “Bianche Casacche” (unici due giocatori di altri club erano un terzino destro del Milan e un attaccante della Società Ginnastica Doria). La partita finì 1-0 per l’Italia e a segno andò, quasi inevitabilmente, un giocatore della Pro Vercelli.


Dopo il settimo scudetto la Pro Vercelli, come detto, perse quell’appeal che l'aveva resa protagonista e che gli era valso addirittura delle amichevoli di dimostrazione in Brasile. Nel 1934 l’idolo indiscusso della piazza vercellese, Piola, approdò alla Lazio e da quel momento incominciò un lento declino che partì da una retrocessione in serie B ed arrivò fino agli anni bui della serie D (anni 80). Dopo 64 anni di purgatorio, un ripescaggio e il cambio di denominazione a FC Pro Vercelli 1892, nel 2012 la società è tornata nella serie cadetta, pronta a giocarsi un posto che gli valga il ritorno nella massima serie. Ora la Pro Vercelli, gestita sapientemente dal Presidente Massimo Secondo, imprenditore nel campo socio-assistenziale e sanitario, ha una nuova forza e punta a ricompattare quella passione che ha sostenuto a lungo il club negli anni di gloria. Nel 2007 è stato realizzato un moderno centro sportivo che ospita la prima squadra e tutto il settore giovanile. Assieme allo storico complesso "M. Ardissone" di Via Vicenza 22, forma quel ponte tra passato e presente che mira a creare un nuovo solido corso, senza dimenticare la storia antica e gloriosa della società piemontese. Il centro sportivo è dotato di alcuni campi in erba sintetica: uno da 11, uno da 7 e uno da 5 ai quali si aggiungono nuovi spogliatoi, uffici e aree ristoro utili all'organizzazione di convegni e seminari. Una società che è ripartita, con pazienza e attraverso una degna progettualità. Rendiamo omaggio a coloro che hanno dato grande spettacolo quando il calcio stava nascendo e che meritano di essere ricordati per la passione che hanno regalato. La nostra grande tradizione, unita alle modernità tecniche e strutturali delle federazioni estere, può salvare il nostro calcio.

La squadra 2011/2012 che ha riconquistato la serie B

Goal vittoria al debutto in Serie B contro la Ternana, 1-0 (Di Piazza)


lunedì 8 ottobre 2012

Paulo Gazzaniga

Nome: Paulo Dino Gazzaniga
Data di nascita: 2 Gennaio 1992, Murphy (Santa Fé)
Nazionalità: Argentina
Altezza: 1,96 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: FC Southampton, Premier League (Inghilterra)
Ruolo: Portiere
Valore: 3.000.000 Euro




La scuola argentina è conosciuta per i propri talenti offensivi: trequartisti, seconde punte e attaccanti dal dribbling funambolico e dalla qualità immensa. Mai si parla, invece, di portieri e difensori, forse anche a ragione veduta visto che da anni i punti deboli della nazionale argentina sembrano proprio questi. Ma forse questa incresciosa situazione potrebbe essere risolta molto facilmente. Infatti, in queste prime settimane di calcio europeo si è guadagnato i fari della ribalta Paulo Gazzaniga, di cui parleremo ora.

Paulo Dino Gazzaniga nasce il 2 Gennaio 1992 a Murphy, piccolo paesino nella provincia di Santa Fé. Dopo aver trascorso l'infanzia tra Ecuador e Perù con suo padre Davide, anche lui portiere, si trasferisce all'età di 15 anni stabilmente in Spagna a Valencia, dove comincia la sua carriera da calciatore. Nel 2010 entra a far parte delle giovanili, ma non è mai un punto fermo delle varie juniores e compie una vita molto difficile, tra pendolare e lavoro nel bar del padre. Nell'estate 2011 fa un provino con il Gillingham, club inglese di League Two, quarta serie, che supera facilmente, tanto da guadagnarsi un contratto biennale. Inizialmente Gazzaniga è il secondo di Ross Flintley, debuttando in prima squadra il 4 Ottobre nella sconfitta in Trophy Cup contro il Barnet. Il 12 Novembre arriva anche l'esordio in FA Cup nel 3-3 contro il Bournemouth. Le prestazioni offerte sono convicenti, così arriva l'atteso esordio in campionato il 28 Gennaio 2012, subentrando all'infortunato Flintley, contro l'Accrington, persa 4-3. Da quel momento in poi diventa titolare, dispuntando ben 22 partite consecutivamente, con 26 gol subiti e 8 partite con la porta inviolata. E' uno dei migliori, se non il migliore, della stagione del Gillingham, tra i pochi che si salvano, guadagnandosi il premio come Miglior Giovane dell'anno. Perciò il 20 Luglio il Southampton decide di acquistarlo per ben 3 milioni e 150 mila euro, una cifra importantissima per un giocatore di quarta divisione. In un primo momento la dirigenza dei Saints avevano deciso che il giocatore sarebbe tornato in prestito al Gillingham, ma le ottime prestazioni offerte nel precampionato sono state decisive per la sua permanenza in Premier League. Esordisce con il Southampton in Carling Cup il 28 Agosto nella vittoria per 4-1 a Stevenage, dove è autore di una grandissima prestazione che legittima l'esordio in Premier League il 22 Settembre nella prima vittoria in campionato e in casa per 4-1 contro l'Aston Villa. Per il momento può contare già 4 presenze con il Southampton, 5 reti subite e una partita con la porta inviolata.

Paulo Gazzaniga è un portiere con un talento palese, fisicamente ben strutturato, con grande etica del lavoro e molto sicuro dei propri mezzi. La caratteristica che più risalta è proprio la personalità. Per questo Gazzaniga spesso “imposta” il gioco con grande distribuzione della palla, grazie alla grande tecnica di cui disponde. Grazie all'imponente fisico occupa molto bene la porta e diversamente da molti giovani colleghi è davvero fenomenale nelle uscite alte. Portiere molto istintivo, capace di alzare la saracinesca come pararigori. Difficile da trovare impreparato, sempre attento all'evolversi del gioco.

Dovrebbe acquisire ovviamente più esperienza nei campionati più importanti. Le ottime prestazioni offerte con il modesto Gillingham avevano attirato le attenzioni anche dell'Everton, ma il Southampton è stato più lesto e ha approfittato anche della possibilità di giocarsi il posto da titolare, nonostante l'arrivo ad inizio settembre di Boruc. Gazzaniga ha talento, ma soprattutto è probabilmente uno dei portieri in prospettiva più abili nel rilancio lungo della palla e nella tecnica individuale. Molti l'hanno paragonato a Petr Cech, ma il portiere del Chelsea è di tutt'altro livello, anche perché Gazzaniga è più istintivo e meno tecnico. Molto più simile al nostro pur buon Amelia anche se può decisamente superarlo. Se dovesse confermarsi anche in un campionato molto difficile come la Premier League, allora l'Argentina avrebbe finalmente trovato il portiere tanto agognato e che manca da troppo tempo.




sabato 6 ottobre 2012

Il Personaggio...Ronaldinho


Quanti di noi in un momento libero sono andati su youtube e si sono guardati una compilation casuale di questo fenomeno? Moltissimi. Vederlo accarezzare il pallone con quella sicurezza e fargli compiere numeri da giocatore di freestyle ci riempiva gli occhi di ammirazione mista ad invidia. La cosa entusiasmante era che in partita riusciva ad eseguire autentici numeri da circo senza apparentemente fare fatica e nonostante la grande spettacolarità dei suoi gesti riusciva anche a conciliarli ad una grande concretezza.

Ronaldo De Assis Moreira nasce a Porto Alegre il 21 Marzo 1980 da una famiglia povera: il padre lavorava come manovale in un cantiere navale e la madre come negoziante. Fino ai 13 anni Ronaldinho aveva praticato beach soccer e calcetto (futsal) ma da quest’età in poi decise di dedicarsi al calcio vero e proprio. Si mette in mostra quando, durante una partita della sua scuola realizza tutti e 23 i gol della sua squadra. Dal 1995 viene convocato nelle formazioni giovanili del Gremio e dal 1998 si aggrega alla prima squadra. Nel 1999 viene convocato nella nazionale maggiore e con la stessa vince la Copa America proprio in quell’anno.

Si trasferisce nel 2001 al Paris Saint-Germain grazie ad un difficile trasferimento e in due stagioni riesce a mettere a segno 17 reti in 50 partite, risultando anche il miglior giocatore della squadra. Purtroppo però il PSG non riesce a qualificarsi per nessuna coppa europea e l’allora giovane Ronaldinho esprime il desiderio di andare a giocare altrove, scatenando una vera e propria battaglia tra club, in particolare tra Manchester United e Barcellona. Nel frattempo nel 2002 disputa il campionato del mondo con il Brasile giocandolo da vero protagonista: in tutti noi rimane il ricordo della punizione fantastica grazie alla quale è riuscito a segnare al portiere dell’Inghilterra David Seaman calciando il pallone all’incrocio dei pali.

Il 19 luglio 2003 si accasa al Barcellona che decide di prenderlo dopo una lunga trattativa costata al club 30 milioni di euro. Durante la prima stagione contribuisce alla rimonta blaugrana che, dopo un brutto inizio di campionato, li colloca al secondo posto nella Liga. Nel 2004 vince il suo primo campionato spagnolo e il titolo di FIFA World Player, ma in Champions nonostante i suoi due gol segnati al Chelsea esce agli ottavi con il punteggio totale di 4-2. La stagione successiva è quella dove Ronaldinho mette a segno le sue migliori prestazioni: vince la Champions League in finale contro l’Arsenal e guida la sua squadra anche alla conquista della Liga; inoltre vince per il secondo anno consecutivo il FIFA World Player e oltretutto conquista il massimo trofeo individuale: il Pallone d’oro. Nelle restanti stagioni al Barcellona Ronaldinho continua a divertirsi e a far divertire ma la squadra non riesce a ripetere i successi precedente nonostante una squadra fortissima. Nel 2008 gioca poco e a luglio passa al Milan, per una cifra compresi i bonus di circa 25 milioni. Il suo arrivo in Italia viene accolto con grandi consensi e alla sua presentazione a San Siro lo stadio fa segnare 40000 spettatori.

Durante la prima stagione a servizio di Carlo Ancelotti si rivela decisivo nella prima parte di stagione ma da gennaio in poi viene impiegato poco e figura spesso tra i panchinari. Nella stagione 2009-2010 sulla panchina siede Leonardo e Ronaldinho ripaga la grande fiducia del tecnico con 15 gol e 17 assist. Viene inoltre premiato nel corso della stagione dalla rivista World Soccer come miglior calciatore del decennio, superando la concorrenza di fenomeni come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. L’annata successiva si rivela molto amara poiché non riesce a convincere il tecnico Massimiliano Allegri e così, dopo una prima parte di stagione da spettatore, decide di ritornare in Brasile al Flamengo.

In "Rubro-Negro" viene accolto come un re,: alla sua presentazione la piazza era gremita di gente e lo stesso Ronaldinho non poteva credere di suscitare così tanto affetto nel cuore dei Brasiliani. Resta a Rio fino a maggio 2012 e gioca 72 partite ufficiali segnando 28 gol. La rescissione del contratto è dovuta al fatto che la società non ha onorato il suo stipendio e lui allora ha deciso di andare a giocare per l’Atletico Mineiro. Qui, visto che la maglia numero 10 era già prenotata, ha deciso di vestire il numero 49, anno di nascita della madre che era stata operata poco tempo prima di tumore.

In noi il ricordo di questo grande campione rimane sempre vivo, e in molti sostengono che sia stato il giocatore con più controllo di palla dell’intera storia del calcio. Un vero genio che con le sue giocate ha ispirato un'intera generazione di giovani calciatori. E' l'archetipo ideale del calcio brasiliano tutto brio e fantasia, e per questo è amato dai suoi tifosi. In pochi istanti con un semplice tocco è capace di infiammare tutto lo stadio, e per questo gli sono state sempre perdonate le sue numerose eccezioni ai regolamenti. Spesso fuori forma, fuori orario durante i ritiri e nei pre e post partita. Ma in fondo non c'è genio senza un minimo di sregolatezza, e alla fine, appena lo si vede giocare con la palla al piede, gli si perdona tutto.





venerdì 5 ottobre 2012

Luca Garritano

Nome: Luca Garritano
Data di nascita: 11 Febbraio 1994, Cosenza
Nazionalità: Italia
Altezza: 1,74 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Inter Primavera, Campionato Primavera Girone B (Italia) in comproprietà con il Cesena
Ruolo: Attaccante, trequartista, esterno d'attacco
Valore: 150.000 Euro



Le ultime stagioni dei campionati giovanili hanno evidenziato una superiorità disarmante dell'Inter. Probabilmente ad oggi è il miglior settore giovanile italiano, sia per risultati raggiunti che per numero di calciatori prodotti e che giocano tra Serie A e Serie B. Oggi parleremo di Luca Garritano, sicuramente non l'ultimo di questa grande industria di giovani talenti.

Luca Garritano nasce l'11 Febbraio 1994 a Cosenza, dove comincia a muovere i primi passi nel calcio. Il talento espresso nel Real Cosenza porta l'Inter ad interessarsi al ragazzo e a tesserarlo nel 2008, quando viene aggregato nei Giovanissimi Nazionali, allenati da Cerrone. Subito si guadagna la maglia da titolare, diventando una colonna della squadra che a fine stagione vincere lo Scudetto di categoria. Nella stagione successiva passa negli Allievi Regionali, riuscendo a confermare le doti espresse in precedenza e brillando nella vittoria del “Torneo della Città di Arco”. Prosegue la sua trionfale carriera giovanile anche con i Berretti Juniores di Sergio Zanetti, vincendo ancora una volta il campionato la scorsa stagione. In realtà però comincia ad allenarsi e a disputare qualche partita anche con la Primavera, giocando in otto occasioni e prendendo parte attivamente alla doppia impresa della squadra allenata da Stramaccioni prima e da Bernazzani poi, Next Generation e Campionato di categoria (ha pure segnato il momentaneo 2-1 alla Lazio proprio in finale). Nell'affare Nagatomo, il suo cartellino è stato ceduto in comproprietà al Cesena, ma con diritti sportivi all'Inter che ha confermato di crederci anche per il prolungamento del contratto di comproprietà fino al 2015 e del suo contratto fino al 2016. In questo inizio di stagione è un perno della Primavera insieme a Bessa (rimasto a Milano solo per curare un grave infortunio), con la stellina Tassi in rampa di lancio. Può già contare 4 presenze, condite da un gol. E' stato inoltre aggregato al ritiro da Stramaccioni e ha disputato un buon precampionato con la prima squadra. Il debutto tra i grandi arriva il 4 ottobre 2012 in Europa League nella sfida vinta dai nerazzurri contro gli azeri del Neftchi Baku (1-3 per l'Inter) dove il ragazzo cosentino entra nell'ultimo quarto d'ora e sfiora il goal dopo un bello scambio con Jonathan.   Garritano è da tempo nel giro delle selezioni azzurre. Ha esordito con l'Under 18 il 9 Novembre 2011 nella sconfitta con la Germania. Rompe il ghiaccio il 4 Gennaio 2012 contro l'Ucraina ed è una doppietta. In totale sono 7 le presenze con ben 3 reti. Le ottime prestazioni offerte con l'Inter e con l'Under 18, convincono Evani a convocarlo anche per la nazionale Under 19, con la quale esordisce il 22 Agosto 2012 nella sconfitta in Croazia. Per il momento è l'unica presenze in questa categoria.

Luca Garritano è un attaccante molto duttile, capace di fare la prima punta di movimento, visto il suo fisico brevilineo, ma anche di giocare come trequartista ed esterno d'attacco, grazie alla grande resistenza fisica può fare tutta la fascia per tutta la partita. E' dotato di grandissime qualità tecniche e di ottima visione di gioco, velocissimo e bravo nel dribbling con una progressione davvero impressionante. Ma forse ciò che più impressiona è la grinta e lo spirito di sacrificio. Ci troviamo di fronte ad un talento cristallino, pronto a spiccare il volo. Ma probabilmente deve finire questa stagione e solo dopo potrà giocare in prestito in cadetteria o in qualche squadra di medio-bassa classifica in Serie A. Ha bisogno comunque di tempo per limare le ultime piccolissime lacune tecniche e per entrare nel meccanismo del calcio d'alto livello, ma tatticamente è già sulla buona strada e la categoria Primavera comincia a stargli stretta.




La rete al Varese la scorsa settimana.

mercoledì 3 ottobre 2012

Calciatori in politica



Calcio e politica sono due elementi che, ultimamente, sono sempre più legati da argomenti che esulano dal mondo dello sport, spaziando dai problemi sociali alle difficoltà economiche. Sono molti i giocatori che hanno, negli anni, preso posizione o espresso pensieri su vari argomenti della gestione pubblica, ed alcuni di loro, appese le scarpe al chiodo, si sono messi in gioco in questo nuovo campo.

Il primo "grande" del calcio italiano che si sia affacciato in politica è stato Gianni Rivera. L'ex numero dieci rossonero e pallone d'oro è stato onorevole per quattro legislature, interpretando come concetti l'opposto di Berlusconi. Proprio questo è l'origine dell'astio tra due tra le persone più importanti della storia del Milan. All'epoca infatti Rivera si dimise dalla carica di vicepresidente proprio all'arrivo di Berlusconi scegliendo le file della Democrazia Cristiana per il suo primo excursus politico, arrivando a ricoprire il ruolo di segretario alla Presidenza della Camera. In seguito decise di unirsi dapprima con Rinnovamento Italiano, per poi passare ai Democratici guidati da Prodi, ed infine si è schierato con la Margherita. L'ultimo capitolo della vita politica del Golden Boy si chiude con le elezioni del sindaco di Milano del 2011 quando ha sostenuto Letizia Moratti contro Pisapia, affermando in un'intervista che tale decisione è stata presa a causa della sua delusione verso il centrosinistra italiano.

Curiosamente Gianni Rivera non è stato l'unico rossonero a lanciarsi nel campo dell'amministrazione, anzi, è stato il primo di una lunga, lunghissima, che continua tutt'oggi.

Giovanni Galli, ad esempio, ex numero uno milanista ai tempi di Sacchi si è candidato come sindaco della sua Firenze arrivando a perdere il ballottaggio con Matteo Renzi. Ancora oggi fa parte dell'opposizione al consiglio comunale.

Il caso più eclatante, e dal maggiore copertura mediatica, è stato quello di George Weah, un altro Pallone d'Oro rossonero che ha provato a sistemare le problematiche del suo Paese, la Liberia. Al termine della sua carriera, l'ex Monaco e Psg, è diventato una figura di riferimento nel campo umanitario e politico liberiano, affrontando i grandi problemi legati alla guerra civile. A metà novembre 2004 ha annunciato una sua possibile candidatura alle elezioni presidenziali che si sarebbero tenute l'anno successivo. Candidatura poi confermata il 13 agosto 2005 per il partito "Congresso per la Democrazia e il Cambiamento". Al primo turno il numero nove è stato il candidato più votato, ma in seguito fu sconfitto al ballottaggio da una nota economista liberiana che è tuttora alla guida del Paese africano.


A chiudere la cerchia dei rossoneri politici ci sono due ex che arrivano dall'est e che hanno vinto tutto con il Milan di Ancelotti: Andriy Shevchenko e Kahka Kaladze.
Il primo ha sorpreso molte personalità della sua Ucraina entrando nelle file di "Avanti Ucraina!", partito guidato da Natalia Korolevska, alleata in passato dell'ex primo ministro Julija Tymoschenko. Adesso l'ex attaccante con 127 gol all'attivo solo nel nostro campionato si è messo al servizio della sua Patria.
L'ex difensore georgiano invece ha scelto un ruolo più "attivo" rispetto a quello di Shevchenko arrivando proprio in questi giorni ad essere eletto deputato nelle elezioni legislative nelle file dell'opposizione. Inoltre sono in molti a pronosticare un futuro prestigioso nel nuovo campo per il georgiano, rappresentate del neo partito "Sogno georgiano, Georgia democratica", nato grazie al miliardario Bidzina Ivanishvili.


Questi sono solo i casi più conosciuti, sono molti infatti gli ex giocatori candidati ad elezioni comunali in piccole cittadine del nostro Paese, ma in futuro il numero pare destinato ad aumentare viste tutte le dichiarazioni che i calciatori stanno esternando in quest'ultimo periodo. Una volta parlare di politica sembrava un tabù per i calciatori, ai giorni nostri sono in molti a non fare mistero del loro credo politico, chi per una fazione chi per un'altra, e c'è già chi inizia a paventare un possibile futuro in questo nuovo ambito, anche senza fare la necessaria gavetta.

martedì 2 ottobre 2012

RISULTATI 5° GIORNATA CAMPIONATO PRIMAVERA 2012/2013



5° Giornata - Risultati GIRONE A

Spezia - Empoli 0-3
Marcatori: Risaliti al 23', Frugoli al 69', Sbarcea al 85' (Emp)
Fiorentina - Juventus 3-0
Marcatori: Capezzi al 18' e al 72', Rosa Gastaldo al 27' (Fio)
Genoa - Pro Vercelli 2-0
Marcatori: Said al 41'rig e al 77' rig (Gen)
Livorno - Sampdoria 0-0
Novara - Siena 2-0
Marcatori: Manconi al 4' e al 65' (Nov)
Parma - Cagliari 5-4
Marcatori: Alessandroni al 10' (Par), Piredda al 18' (Cag), Prete al 35' (Par), Cocuzza al 44' e al 52' (Par), Del Fabro al 54' (Cag), Moroni al 58' (Par), Masia al 85' (Cag), Chelo al 90' (Cag)
Torino - Grosseto 1-1
Marcatori: Parigini al 68' (Tor), Biraschi al 92' (Gro)

Grande Fiorentina che schianta la Juventus con un netto 3-0 e prosegue la serie negativa dei bianconeri reduci da una debacle contro il Cagliari e di uno scialbo pareggio contro il Grosseto. Continua la marcia del Genoa a punteggio grazie a due rigori mentre grande match offerto a Parma dove il Cagliari mai domo sfiora il pareggio in extremis. Occhio all'Empoli che spinge a ridosso del vertice mentre la Samp non riesce a reagire al derby perso la scorsa giornata.


CLASSIFICA

Girone A
Punti
Giocate
V
N
P
Genoa
15
5
5
0
0
Empoli
12
5
4
0
1
Fiorentina
10
5
3
1
1
Torino
9
5
2
3
0
Cagliari
7
5
2
1
2
Novara
7
5
2
1
2
Juventus
7
5
2
1
2
Spezia
6
5
2
0
3
Sampdoria
5
5
1
2
2
Grosseto
5
5
1
2
2
Livorno
5
5
1
2
2
Siena
4
5
1
1
3
Parma
3
5
1
0
4
Pro Vercelli
3
5
1
0
4


Top 3 - Marcatori del Girone:
- Said (Genoa) 6
- Chelo (Cagliari) 4
- Frugoli (Empoli) 4



5° Giornata - Risultati GIRONE B


Milan - Brescia 4-0
Marcatori: Petagna al 14' e al 49', Boniotti al 16', Pedone al 77' (Mil)
Varese - Inter 0-1
Marcatori: Garritano al 46' (Int)
Bologna - Atalanta 1-3
Marcatori: Gagliardini al 20' (Ata), Capello al 40' (Bol), Villanova al 75' (Ata), Varano al 85' (Ata)
Cittadella - Modena 2-0
Marcatori: Dalla Valle al 1', Baggio al 45' (Cit)
Hellas Verona - Chievo Verona 0-2
Marcatori: Franchini al 11' e al 16' (Chi)
Padova - Cesena 0-0
Sassuolo - Udinese 4-1
Marcatori: Gomez al 52 e al 91' rig (Sas), Luppi al 55' (Sas), Zelinsky al 70' (Udi), Lari al 82' (Sas)

L'Inter marcia spedita a punteggio pieno e archivia la difficile trasferta di Varese con una bella percussione filtrante di Olsen che serve Garritano solo davanti al portiere. Benissimo il Milan con il baby Petagna sugli scudi mentre l'Atalanta si conferma una delle squadre più interessanti battendo un buon Bologna fuori casa. Al Chievo il derby di Verona, i "mussi volanti" si candidano seriamente per un posto tra i grandi.



CLASSIFICA

Girone B
Punti
Giocate
V
N
P
Inter
15
5
5
0
0
Atalanta
12
5
4
0
1
Chievo Verona
9
5
3
0
2
Sassuolo
9
5
3
0
2
Milan
9
5
3
0
2
Cittadella
9
5
3
0
2
Bologna
7
5
2
1
2
Varese
6
5
2
0
3
Modena
6
5
2
0
3
Padova
5
5
1
2
2
Cesena
4
5
1
1
3
Brescia
4
5
1
1
3
Hellas Verona
4
5
1
1
3
Udinese
2
5
0
2
3


Top 3 - Marcatori del Girone:
- Gomez (Sassuolo) 5
- Forte (Inter) 4
- Franchini (Chievo Verona) 3



5° Giornata - Risultati GIRONE C


Crotone - Ternana 3-2
Marcatori: Menacrino al 12' (Ter), Leto al 25' (Cro), Saleppico al 30' (Ter), Mingiano al 65' (Ter), Mittica al 72' (Ter)
Reggina - Vicenza 1-2
Marcatori: Maimone al 16' (Reg), Bruttomesso al 71' (Vic), Fulchignone al 79' (Vic)
Catania - Lazio 2-2
Marcatori: Addamo al 14' (Cat), Falasca al 18' (Laz), Garufi al 26' (Cat), Barreto al 60' (Laz)
Lanciano - Palermo 1-5
Marcatori: Cerniglia al 11' (Pal), Giacomarro al 21' (Pal), Aquino al 39' (Pal), Sosa al 64' (Pal), Fedeli al 35' (Lan), Malele al 45' (Pal)
Napoli - Bari 5-1
Marcatori: Partipilo al 34' (Bar), Novothny al 45', Palma al 51', Insigne al 65', 91', 92' (Nap)
Pescara - Juve Stabia 2-4
Marcatori: Spano al 2' (Pes), Gerardi al 25' (JSt), Sorriso al 47' (JSt), Cherubini al 34' (Pes), Favetta al 38' (JSt), De Falco al 91' (JSt)
Roma - Ascoli 3-1
Marcatori: Hanine al 15′ (Asc), Frediani al 66′ (Rom), Ferrante al 69' (Rom), Ferri al 71′ (Rom)

Napoli a valanga con il Bari anche se solo nel finale il fratellino di Insigne riesce a chiudere definitivamente il match. La Lazio sbatte a Catania e si trova a dover inseguire per ben due volte durante la partita. Benissimo la Juve Stabia, outsider di questo inizio stagione. Nessun problema per il Palermo che con una grande prestazione di Bollini, uomo assist prezioso, batte il Lanciano.


CLASSIFICA

Girone C
Punti
Giocate
V
N
P
Napoli
12
5
4
0
1
Lazio
11
5
3
2
0
Juve Stabia
11
5
3
2
0
Roma
10
5
3
1
1
Palermo
10
5
3
1
1
Catania
7
5
1
4
0
Crotone
6
5
2
0
3
Pescara
6
5
2
0
3
Reggina
6
5
2
0
3
Vicenza
5
5
1
2
2
Bari
5
5
1
2
2
Ascoli
4
5
1
1
3
Ternana
3
5
1
0
4
Virtus Lanciano
1
5
0
1
4


Top 3 - Marcatori del Girone:
- Insigne (Napoli) 7
- Sorriso (Juve Stabia) 4
- Ferrante (Roma) 4


lunedì 1 ottobre 2012

Diego Reyes

Nome: Diego Reyes
Data di nascita: 19 settembre 1992, Città del Messico
Nazionalità: Messico
Altezza: 1,89 m
Piede preferito: Destro
Squadra: CF América - Primera Division de México
Ruolo: Difensore centrale
Valore: 1.400.000 €




Il Messico è sicuramente una delle nuove frontiere del calcio. Da anni ormai questo Paese dell'America settentrionale continua a segnare successi in campo giovanile, era il 2005 quando Carlos Vela e Giovani Dos Santos vincevano il Mondiale Under 17 in Perù contro il Brasile. Da quella data in poi il Messico ha vinto un'altro Mondiale Under 17 (2-0 all'Uruguay nell'edizione 2011 proprio in Messico), un terzo posto al Mondiale Under 20 dello stesso anno in Colombia (poi vinto dal Brasile) e un terzo posto (2007) e due trionfi (2009, 2011) nella Gold Cup (Coppa del Nord e Centro America vinta in totale 6 volte). Oltre ai giovani Vela e Dos Santos, talenti purtroppo incompiuti nonostante premesse da urlo, il Messico ha prodotto giocatori importanti negli ultimi anni. Uno su tutti è Rafael Marquez, difensore centrale e centrocampista arretrato campione d'Europa con il Barcellona (2 Champions e 4 campionati spagnoli con Messi e compagni) ora in chiusura di carriera a New York. Proprio Rafael Marquez è quel giocatore a cui si avvicina il profilo che vi presentiamo oggi, stiamo parlando di Diego Reyes, centrale in rampa di lancio del Club America di Città del Messico.

Diego Antonio Reyes Rosales nasce nella capitale nel 1992 ed entra nel settore giovanile delle aquile dello Stadio Azteca nel 2007 dopo un periodo di prova che non aveva del tutto convinto i vertici del club. Nonostante al ragazzo, appena sedicenne, fosse stato detto che non avrebbe fatto parte dei piani del club, i tecnici dell'América decisero di farlo continuare tra le fila giallo-blu e dopo poco tempo i risultati diedero ragione alla determinazione del ragazzo e alla buona intuizione di chi lo volle confermare. Dopo la scalata delle formazioni giovanile il grande debutto arriva a poco più di 17 anni e mezzo il 25 aprile 2010 nella vittoria interna contro il Santos Laguna (1-0). Dopo il cambio di allenatore, da Jesus Ramirez arriva Manuel Lapuente per la stagione 2010/2011, il risultato non cambia.  Il difensore colleziona 16 presenze circa e arriva anche il primo goal ufficiale in campionato nel 1-3 in trasferta contro l'Estudiantes Tecos. La stagione 2011/2012 è nel segno della continuità, 28 presenze e premio come miglior giovane 2011 del Clausura. Al termine della stagione viene aggregato alla comitiva olimpica del Messico per Londra 2012 (6 presenze, una rete e oro vinto in finale contro il Brasile di Neymar). Con la selezione Under 19 in passato ha collezionato 7 presenze che si aggiungono alle 5 in Under 20 (terzo posto al mondiale colombiano) e alle 3 in amichevole con il Messico prima squadra. Nella stagione 2012/2013 al momento ha all'attivo 6 presenze (4 in campionato e 2 in coppa) con l'America ed è un pupillo del nuovo tecnico Herrera.

Diego Reyes è un centrale difensivo polivalente che all'occorrenza può occupare tutti i ruoli della difesa a 4 e anche quello di mediano di centrocampo. E' un difensore moderno, dotato di proprietà tecniche non indifferenti per un difensore, quasi da centrocampista di quantità e qualità, proprio come Marquez. E' caparbio, tenace, ottimo in fase di palleggio e abile nelle chiusure. Essendo molto magro viene soprannominato "Skinny" ma la sua struttura nasconde una discreta solidità. Deve irrobustirsi ulteriormente per l'Europa ma le doti tecniche e il senso dell'anticipo sono, in prospettiva, da grande giocatore. Ha qualche amnesia sulle palle alte anche se è normale dover migliorare sotto questo aspetto per un giovane difensore.

Sulle sue tracce c'è mezza Europa e moltissime big. Alex Ferguson pare esserne innamorato e pure il City sembra essere molto vigile sulla sua situazione anche se la squadra più vicina al giocatore sia l'Atletico Madrid di Simeone. A gennaio o al massimo a giugno 2013 il giocatore sicuramente partirà per l'Europa e non è detto che non possa sostituire il partente Diego Godin proprio tra le fila dei Colchoneros di Madrid. Come sempre le italiane sono indietro alla corsa al ragazzo che si potrebbe prelevare per cifre piuttosto abbordabili viste le necessità di liquidità del club messicano. Se manterrà le promesse questo ragazzo messicano farà parlare di sé a breve.





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