sabato 6 ottobre 2012

Il Personaggio...Ronaldinho


Quanti di noi in un momento libero sono andati su youtube e si sono guardati una compilation casuale di questo fenomeno? Moltissimi. Vederlo accarezzare il pallone con quella sicurezza e fargli compiere numeri da giocatore di freestyle ci riempiva gli occhi di ammirazione mista ad invidia. La cosa entusiasmante era che in partita riusciva ad eseguire autentici numeri da circo senza apparentemente fare fatica e nonostante la grande spettacolarità dei suoi gesti riusciva anche a conciliarli ad una grande concretezza.

Ronaldo De Assis Moreira nasce a Porto Alegre il 21 Marzo 1980 da una famiglia povera: il padre lavorava come manovale in un cantiere navale e la madre come negoziante. Fino ai 13 anni Ronaldinho aveva praticato beach soccer e calcetto (futsal) ma da quest’età in poi decise di dedicarsi al calcio vero e proprio. Si mette in mostra quando, durante una partita della sua scuola realizza tutti e 23 i gol della sua squadra. Dal 1995 viene convocato nelle formazioni giovanili del Gremio e dal 1998 si aggrega alla prima squadra. Nel 1999 viene convocato nella nazionale maggiore e con la stessa vince la Copa America proprio in quell’anno.

Si trasferisce nel 2001 al Paris Saint-Germain grazie ad un difficile trasferimento e in due stagioni riesce a mettere a segno 17 reti in 50 partite, risultando anche il miglior giocatore della squadra. Purtroppo però il PSG non riesce a qualificarsi per nessuna coppa europea e l’allora giovane Ronaldinho esprime il desiderio di andare a giocare altrove, scatenando una vera e propria battaglia tra club, in particolare tra Manchester United e Barcellona. Nel frattempo nel 2002 disputa il campionato del mondo con il Brasile giocandolo da vero protagonista: in tutti noi rimane il ricordo della punizione fantastica grazie alla quale è riuscito a segnare al portiere dell’Inghilterra David Seaman calciando il pallone all’incrocio dei pali.

Il 19 luglio 2003 si accasa al Barcellona che decide di prenderlo dopo una lunga trattativa costata al club 30 milioni di euro. Durante la prima stagione contribuisce alla rimonta blaugrana che, dopo un brutto inizio di campionato, li colloca al secondo posto nella Liga. Nel 2004 vince il suo primo campionato spagnolo e il titolo di FIFA World Player, ma in Champions nonostante i suoi due gol segnati al Chelsea esce agli ottavi con il punteggio totale di 4-2. La stagione successiva è quella dove Ronaldinho mette a segno le sue migliori prestazioni: vince la Champions League in finale contro l’Arsenal e guida la sua squadra anche alla conquista della Liga; inoltre vince per il secondo anno consecutivo il FIFA World Player e oltretutto conquista il massimo trofeo individuale: il Pallone d’oro. Nelle restanti stagioni al Barcellona Ronaldinho continua a divertirsi e a far divertire ma la squadra non riesce a ripetere i successi precedente nonostante una squadra fortissima. Nel 2008 gioca poco e a luglio passa al Milan, per una cifra compresi i bonus di circa 25 milioni. Il suo arrivo in Italia viene accolto con grandi consensi e alla sua presentazione a San Siro lo stadio fa segnare 40000 spettatori.

Durante la prima stagione a servizio di Carlo Ancelotti si rivela decisivo nella prima parte di stagione ma da gennaio in poi viene impiegato poco e figura spesso tra i panchinari. Nella stagione 2009-2010 sulla panchina siede Leonardo e Ronaldinho ripaga la grande fiducia del tecnico con 15 gol e 17 assist. Viene inoltre premiato nel corso della stagione dalla rivista World Soccer come miglior calciatore del decennio, superando la concorrenza di fenomeni come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. L’annata successiva si rivela molto amara poiché non riesce a convincere il tecnico Massimiliano Allegri e così, dopo una prima parte di stagione da spettatore, decide di ritornare in Brasile al Flamengo.

In "Rubro-Negro" viene accolto come un re,: alla sua presentazione la piazza era gremita di gente e lo stesso Ronaldinho non poteva credere di suscitare così tanto affetto nel cuore dei Brasiliani. Resta a Rio fino a maggio 2012 e gioca 72 partite ufficiali segnando 28 gol. La rescissione del contratto è dovuta al fatto che la società non ha onorato il suo stipendio e lui allora ha deciso di andare a giocare per l’Atletico Mineiro. Qui, visto che la maglia numero 10 era già prenotata, ha deciso di vestire il numero 49, anno di nascita della madre che era stata operata poco tempo prima di tumore.

In noi il ricordo di questo grande campione rimane sempre vivo, e in molti sostengono che sia stato il giocatore con più controllo di palla dell’intera storia del calcio. Un vero genio che con le sue giocate ha ispirato un'intera generazione di giovani calciatori. E' l'archetipo ideale del calcio brasiliano tutto brio e fantasia, e per questo è amato dai suoi tifosi. In pochi istanti con un semplice tocco è capace di infiammare tutto lo stadio, e per questo gli sono state sempre perdonate le sue numerose eccezioni ai regolamenti. Spesso fuori forma, fuori orario durante i ritiri e nei pre e post partita. Ma in fondo non c'è genio senza un minimo di sregolatezza, e alla fine, appena lo si vede giocare con la palla al piede, gli si perdona tutto.





2 commenti:

  1. Rosario Fortunato6 ottobre 2012 20:01

    Il più forte giocatore dei suoi tempi.
    Anni '80: Maradona
    Anni '90: Ronaldo
    Anni '00: Ronaldinho!

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  2. Sicuramente Dinho era uno dei più spettacolari... Però non dimenticherei lo Zidane del Real Madrid (2001-2006). Difficile scegliere... Certo Ronaldinho valeva il prezzo del biglietto ma come classe (nonostante qualche testata di troppo) Zidane era impareggiabile...

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