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venerdì 23 novembre 2012

Luciano Vietto

Nome: Luciano Darìo Vietto
Data di nascita: 5 dicembre 1993, Balnearìa
Nazionalità: Argentina
Altezza: 173cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Racing Club de Avellaneda - Campionato argentino
Ruolo: Trequartista, centrocampista centrale, seconda punta
Valore: 3.500.000€



Da sempre il campionato argentino è un serbatoio di talenti da cui attingono molte squadre del nostro campionato. Inter in testa, seguita da Catania e Palermo in particolar modo hanno assunto negli anni la nomea di "colonia argentina" per la grande quantità, e qualità, dei talenti presenti in squadra. Oltre alla bravura dei prospetti è una "qualità" molto importante quella della doppia cittadinanza, vista la discendenza di molti argentini da cittadini italiani e spagnoli, quindi comunitari. Luciano Vietto è uno di quei giovani che interessa ad alcuni grandi club italiani, Juventus in primis, che come il Milan sta iniziando a guardare con particolare attenzione al Paese sudamericano. Purtroppo per lui non è dotato del doppio passaporto, il che rende il suo trasferimento un po più complicato, ma è altresì fornito di un talento che non passa inosservato.

Luciano nasce a Balnearìa, un comune piccolissimo della provincia di Cordòba nel centro-nord del Paese. Inizia a giocare a calcio all'età di dieci anni nella squadra della sua cittadina, l'Independiente de Balnearìa. Milita nella società per sette anni prima di essere notato da diversi talent scout delle principali squadre argentine. Alla fine, dopo molte offerte, decide di aggregarsi al settore giovanile del Racing Club, squadra di Avellaneda, comune limirtofo di Buenos Aires che compone la "Grande Buenos Aires", ovvero il compoleto agglomerato urbano. Nel settore giovanile dell'Academica mostra grandi doti che convincono l'allora tecnico, Diego Pabli Simeone, a fargli prendere parte agli allenamenti della prima squadra e a concedergli i primi minuti nella stagione 2011/2012. Il debutto arriva il 27 ottobre 2011 contro il Lanùs nel torneo Apertura, dove il giovane trequartista ha la possibilità di giocare gli ultimi sei minuti dell'incontro. Di li a un mese Simeone avrebbe lasciato il Racing per accomodarsi sulla panchina dell'Atletico Madrid, ma il sostituto, Alfio Basile, non concede altre occasioni al giovane trequartista. Dopo Basile, e la parentesi Barbas, si mette alla guida della squadra Luis Zubielda che il 24 giugno concede la seconda occasione  al ragazzo nella sconfitta casalinga contro il Velez, questa volta nel torneo Clausura, dove Luciano gioca dieci minuti.
Nel torneo Apertura della stagione in corso vede il campo fin dalla prima partita, dove entra al settantesimo minuto, e dopo tre panchine consecutive parte titolare nella partita casalinga contro il San Martìn. In questo incontro Luciano mostra tutto il suo talento e domina la partita in solitaria realizzando una pregevolissima tripletta. Da allora non ha mai mancato una partita, entrando alcune volte dalla panchina, e vedendo il suo minutaggio crescere in maniera esponenziale. Alla decima giornata realizza il suo quarto gol stagione in casa del Colòn, gol peraltro decisivo nell'1-0 finale. Decide anche la quindicesima giornata, quando grazie ad un altro gol permette ai suoi di vincere di misura in casa del Godoy Cruz. Nel frattempo debutta anche in Copa Sudamericana (il corrispettivo sudamericano dell'Europa League), nel ritorno del secondo turno contro il Colòn. Nella stagione in corso conta 13 presenze complessive e 5 gol.

Vietto è un centrocampista offensivo dalla notevole visione di gioco. Il suo gioco è basato su inserimenti rapidi fra le linee avversarie per trovare la conclusione o il passaggio decisivo. Ultimamente con l'arrivo di Luis Zubielda in panchina ha visto il suo raggio d'azione avanzare di alcuni metri. Gioca seconda punta in un classico 4-4-2 con ali alte, con libertà di svariare su tutto il fronte d'attacco e la trequarti. Molto spesso "scende" per ricevere il pallone dai centrocampisti e far partire così la manovra. E' un giocatore rapido e dotato di una notevole agilità, dispone inoltre di un dribbling secco, pulito ed efficace e di un buon senso del gol. Deve migliorare dal punto di vista tattico prima di approdare in Europa, dove le posizioni sono un po più rigide ed i giocatori come lui non dispongono di tutto quello spazio in campo.

Il fatto di aver militato così a lungo nel poco conosciuto Independiente de Balnearìa non gli ha permesso di imporsi nelle Nazionali giovanili. Dopo il recente "crack" nel campionato Apertura sono partite le prime indiscrezioni che lo vorrebbero già in Under 21. A breve dovrebbe arrivare la prima convocazione con una maglia albiceleste.

In Argentina hanno già creato i primi paragoni con il giocatore, avvicinandolo in serie a Milito, Falcao e Aguero. Il gioco di Vietto è diverso, meno pungente dal punto di vista fisico (visti i 173cm x 68kg), più rapido e tecnico. Non ha la finalizzazione di questi tre, e non sarà il suo compito principale quello del bomber, ma sicuramente è un trequartista-centrocampista anomalo travestito da seconda punta. Sul talento del giovane argentino hanno messo gli occhi diverse squadre. Abbiamo già parlato della Juventus, ma i bianconeri avranno di che sudare con la concorrenza di Real Madrid e Liverpool, particolarmente interessate al nuovo "crack" del calcio albiceleste.






Video della partita contro il San Martìn dove Vietto realizza una tripletta



Video del gol realizzato contro il Colòn

venerdì 16 novembre 2012

Jack Butland

Nome: Jack Butland
Data di nascita: 10 marzo 1993, Bristol
Nazionalità: Inghilterra
Altezza: 1, 93 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Birmingham City - Championship inglese
Ruolo: Portiere
Valore: 1.000.000 €




Chi di recente ha seguito le amichevoli tra nazionali, non può non aver ammirato lo splendido goal di Zlatan Ibrahimovic contro l'Inghilterra (eccolo). Al di là del gesto tecnico di assoluto livello, rovesciata da fuori area dopo una ribattuta di testa del portiere in uscita, è impossibile non attribuire gran parte della colpa a Joe Hart, estremo difensore della nazionale di Roy Hodgson. Quello del portiere è un mestiere delicato, ma in Inghilterra sembra essere un ruolo addirittura maledetto. Dopo David Seaman, a dire il vero non insuperabile, si è susseguita una serie di eredi molto differenti tra loro ma che hanno mantenuto come minimo comune denominatore la capacità di fallire nei momenti più importanti e compiere una miriade di "papere". Con Joe Hart, campione d'Inghilterra con il City la passata stagione, sembrava essersi invertita la tendenza ma dopo un non eccezionale Europeo di Polonia e Ucraina e l'insicurezza delle partite successive, con apice contro la Svezia di Ibra (4-2),  la maledizione è tornata a colpire. Oggi proponiamo il nome di un ragazzo molto interessante, uno dei pochi che Oltremanica indicano come colui che potrebbe proporsi come solido portiere del futuro dei Leoni d'Inghilterra. Stiamo parlando di Jack Butland che difende i pali del Birmingham City nella Championship (Serie B) inglese.

Jack Butland nasce a Bristol nel Sud Ovest dell'Inghilterra e muove i primi passi nel piccolo club del Clevedon United, militante nel campionato della contea di Somerset (Somerset League Premier Division). Dopo essere passato anche attraverso la Jamie Shore Academy (scuola calcio dell'ex calciatore del Bristol Rovers e del Norwich City), passa a 15 anni nel settore giovanile del Birmingham nel quale inizia un percorso di crescita importante che lo porta in soli 3 anni a debuttare nel campionato riserve contro lo Stoke City (1-0 per il Birmingham il 18 gennaio 2010). Nella stagione successiva, quella 2010/2011, arriva al Mondiale Under 20 colombiano (vinto dal Brasile) dove viene sconfitto agli ottavi dalla Nigeria mentre il Birmingham decide di cederlo in prestito a fine anno per permettergli di giocare con continuità. L'opportunità arriva nell'annata 2011/2011 quando Butland scende in League Two (la quarta serie nazionale) a difendere i pali del Cheltenham Town con il quale disputa 24 partite mantenendo ben 11 volte la porta inviolata e arrivando sesto nel campionato vinto dallo Swindon Town di Paolo di Canio. Quest'estate viene chiamato da Stuart Pearce a difendere la porta della Gran Bretagna alle Olimpiadi casalinghe perdendo ai rigori i quarti di finale contro la Corea del Sud dopo l'1-1 in campo. Nella stagione corrente è titolare inamovibile della squadra in cui è cresciuto. Debutta in Championship il 18 agosto 2012 disputando ad ora 16 incontri (4 reti inviolate) con un Birmingham che fatica al limite della zona retrocessione mentre guidano Crystal Palace e Middlesbrough. E' stato convocato da Hodgson con la nazionale maggiore nell' amichevole di agosto contro l'Italia (45 minuti per lui e vittoria 1-2) e per le qualificazioni mondiali di settembre contro Ucraina e Moldavia (1-1 e 0-5 per gli inglesi), senza però scendere in campo. In passato ha vestito la maglia di tutte le selezioni inglesi: 4 presenze in Under 16, 9 in Under 17, 3 in Under 19, 4 in Under 20 e 8 in Under 21.

Butland è un portiere molto esplosivo nonostante la sua altezza. E' freddo, sicuro e coraggioso nelle uscite anche se deve migliorare nelle prese che spesso sono sostituite dalle ribattute coi pugni. Discreto con i piedi deve sfruttare di più il fisico che possiede, soprattutto quando si distende a prendere le palle basse. Viene descritto come un ragazzo con la testa sulle spalle, arrivato nel professionismo grazie ad enormi sacrifici quindi ben coscio dell'opportunità che gli si prospetta davanti (bravo anche negli studi). Questa stagione nella serie cadetta inglese è importantissima per procedere adeguatamente nel percorso di crescita di questo estremo difensore che a nostro avviso è più completo di Joe Hart. In prospettiva somiglia al primo Handanovic dell'Udinese, quello che cominciava a far intravedere quelle potenzialità tecniche che lo hanno reso uno dei portieri più forti del campionato italiano se non del Mondo.

Interessa a quasi tutta la Premier con Everton e Southampton ma soprattutto Liverpool pronte a metterci le mani il prima possibile. Prima dell'acquisto di Lloris il Tottenham aveva invano provato a bloccarlo salvo poi andare su un giovane pronto ma costoso come il portiere della nazionale transalpina. Il futuro in Premier per questo ragazzo sembra scontato, chissà non sia proprio a Liverpool dove il suo destino pare il più probabile visto che De Gea, Hurt e Courtois sono destinati a difendere i pali rispettivamente di United, City e Chelsea per molti anni, come il collega Lloris dalle parti di Tottenham. Assieme al compagno di squadra Redmond sarà uno dei pezzi pregiati tra i giovani inglesi del mercato estivo.  Occhio all'esplosione imminente di questo portiere che potrebbe rompere la maledizione che incombe sugli estremi difensori inglesi.



venerdì 9 novembre 2012

Juan Quintero

Nome: Juan Fernando Quintero Paniagua
Data di nascita: 18 gennaio 1993, Medellìn
Nazionalità: Colombia
Altezza: 168cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Delfino Pescara 1936 - Serie A
Ruolo: Trequartista, seconda punta, centrocampista centrale
Valore: 4.000.000€



Quest'oggi parliamo di un talento straniero arrivato da poco nel nostro campionato, che nonostante la giovane età e le molte differenze rispetto al calcio a cui era abituato, sta ben figurando nella neo promossa dalla serie cadetta Pescara. Il giocatore arrivato in abruzzo per una cifra vicina ai tre milioni di euro si sta adattando a giocare nelle più svariate zone del campo, ma nonostante i molti cambi di modulo sta diventando sempre più uno dei cardini dell'undici titolare di mister Stroppa.

Juan nasce a Medellìn, nota anche come "la città del caffè", che ha dato i natali a diversi giocatori che in seguito hanno fatto o stanno facendo parte della Nazionale colombiana. All'età di undici anni, nel 2004, entra a far parte dell'Envigado, società che milita nella massima serie colombiana. Qui percorre tutta la trafila dei settori giovanili, fino ad arrivare al debutto cinque anni dopo, nel 2009 all'età di sedici anni, in un incontro di campionato contro il Deportivo Pasto. Nell'agosto 2009 viene promosso in prima squadra e prende parte a diverse partite del Campionato Clausura, realizzando 8 presenze e giocando un'intera partita contro il Pereira.
La stagione successiva fatica a trovare spazio nel Campionato Apertura ( che si gioca da febbraio a giugno) dove realizza solo 4 presenze mettendo a referto 1 assist. Le cose cambiano nel corso del Campionato Clausura (da luglio a dicembre) dove trova sempre più spazio e minuti, fino ad arrivare a siglare la sua prima marcatura da professionista il 12 settembre 2010 in casa contro il Cucuta. A fine Clausura conterà 14 presenze, 3 gol e 1 assist. Bottino di tutto rispetto per un diciassettenne, ma sfortunatamente si infortuna in una delle ultime partite, procurandosi una frattura di tibia a perone che lo costringe a saltare tutto il Campionato Apertura 2011.
Si ripresenta in campo in occasione del Clausura 2011, ed inizia a riconquistarsi il posto ed il minutaggio che si era guadagnato prima dell'infortunio. Chiude la sua terza partecipazione al Clausura con 13 presenze, 1 gol e 2 assist e la qualificazione alle final eight che stabiliranno il campione. Purtroppo ai quarti l'Envigado incontra i Millionarios, una delle squadre più forti del Paese, e cedono il passo 9-7 dopo i calci di rigore.
Al termine della stagione passa in prestito all'Atletico Nacional, una delle più quotate squadre del calcio colombiano, con cui gioca solo 2 partite del Campionato Apertura, faticando a trovare spazio. Trova il suo riscatto in Copa Libertadores, dove realizza 7 presenze senza gol all'attivo ma con un discreto minutaggio. Dopo queste poche apparizioni in sette mesi al Nacional, arriva l'offerta del Pescara con il giovane colombiano che si affaccia al calcio Europeo dalla piccola realtà abruzzese.
Quintero trova il debutto già alla prima giornata nella sconfitta casalinga contro l'Inter, dove ha la possibilità di giocare la mezz'ora finale. Alla seconda presenza realizza un assist contro la Sampdoria, che però riesce a vincere ugualmente, ed alla terza presenza realizza la sua prima marcatura nel nostro campionato, pareggiando a Bologna la rete di Gilardino permettendo così ai suoi di realizzare il primo punto in Serie A. Da allora non ha più lasciato il campo, con Stroppa che lo ha schierato da trequartista, seconda punta, ala, centrale ed esterno di centrocampo. Ad oggi Juan Quintero ha realizzato 10 presenze, 1 gol e 2 assist nel nostro campionato.

Quintero è un centrocampista offensivo, che può adattarsi a giocare in molti ruoli come dimostrato nella sua esperienza a Pescara. In patria ha giocato spesso da trequartista e da seconda punta, arrivando anche a fare l'ala, per questo viene paragonato nel suo Paese a James Rodriguez. Noi personalmente riteniamo il paragone inesatto, Quintero ha meno strapotere fisico del suo connazionale, nonostante sia un giocatore abbastanza rapido e agile. Dispone di un ottimo controllo di palla e di una discreta visione di gioco, che gli permette di ricoprire tutti i ruoli del centrocampo. Si distingue maggiormente in fase offensiva che in fase di impostazione, e dovrebbe migliorare in fase di non possesso e difensiva. Dotato di un buon tiro mancino preciso e pericoloso, è molto temibile anche dai calci piazzati ma dovrebbe diventare più cinico in fase realizzativa. Ha sempre avuto il vizietto del gol, ma per quello che ha fatto vedere potrebbe puntare molto più in alto.

Snobbato completamente dalle Selezioni giovanili colombiane, trova il riscatto grazie a José Pekerman che lo convoca per la Nazionale maggiore per le due partite contro Perù ed Ecuador valide per la qualificazione ai Mondiali 2014. Tuttavia però Juan non scende in campo. Il debutto arriva il 16 ottobre in occasione dell'amichevole vinta per 3-0 contro il Camerun.

Il Pescara e mister Stroppa hanno trovato un giocatore molto interessante sia in chiave attuale che in ottica futura. La capacità di adattarsi (tipica dei giocatori colombiani) è la caratteristica che Stroppa sembra aver apprezzato di più del giovane Quintero. Qualora il Pescara dovesse salvarsi potrebbe riuscire a trattenere il trequartista, ma in caso di retrocessione sarebbero diverse le squadre interessate a lui. Al momento pare che il suo futuro sia legato a quello della sua società.






lunedì 5 novembre 2012

Felipe Anderson

Nome: Felipe Anderson
Data di nascita: 15 aprile 1993, Brasilia
Nazionalità: Brasile
Altezza: 175cm
Piede preferito: Ambidestro
Squadra: Santos FC - Brasilerao Serie A
Ruolo: Trequartista, ala sinistra-destra
Valore: 2.000.000€




Negli ultimi anni il Santos si è affermato ancora di più in tutto il Sudamerica e nel mondo come una delle più grandi (se non la più grande) fucina di talenti verdeoro. Dopo l'esplosione di Diego e Robinho, si sono affermati nei "peixe" Ganso, Danilo e il fenomeno a livello mondiale Neymar. Danilo e Ganso hanno deciso di lasciare il Santos, il primo per approdare in Europa nelle file del Porto, il secondo ha deciso di restare in Brasile passando ai rivali storici del San Paolo. Da anni si discute della partenza di Neymar che da qui al 2014 dovrebbe approdare in Europa. La squadra però non si fa trovare scoperta e ha pronta una nuova nidiata di talenti che si sta affacciando o affermando in questo momento in prima squadra. Uno di loro è Felipe Anderson, giovane trequartista che sta approfittando delle partenze di Ganso ed Elano per accumulare esperienze importanti nelle massime competizioni sudamericane.

Felipe Anderson Pereira Gomes nasce a Brasilia, la capitale del Paese del calcio, ed inizia a giocare a calcio all'età di sei anni nella Associacao 14 Companhia de Policia Militar, detta anche 14 CPMIND, di Santa Maria, un piccolo paesino a pochi chilometri dalla capitale. Dopo un solo anno passa al Federal FC, dove gioca sei anni prima di trasferirsi all'SCR Gaminha. In questa società inizia a far notare il suo talento e ad attirare le attenzioni di diverse squadre del Distreto Federal, la sua regione. Dopo un anno però si trasferisce nello Stato di Paranà e inizia a giocare nell'Astral FC. Durante la stagione viene notato dagli osservatori del Coritiba, la più importante squadra dello Stato di Paranà, e nel 2007 entra a far parte del loro settore giovanile. Passa solo sei mesi nelle giovanili dei "coxa", a luglio 2007 accetta l'offerta del Santos di unirsi a loro ed il ragazzo coglie l'opportunità trasferendosi nello Stato di San Paolo.
Inizia a farsi notare nel settore giovanile dei peixe, fino ad arrivare al 2010 quando dopo una serie di infortuni che hanno colpito dei titolari viene promosso in prima squadra. Il 6 ottobre 2010 fa il suo debutto nella massima serie brasiliana in casa della Fluminense entrando in campo a tempo quasi scaduto. La settimana successiva è in panchina contro l'Atletico Paranaense, ma ritrova il campo l'incontro seguente in casa del San Paolo. Durante l'incontro ha la possibilità di giocare circa trenta minuti non potendo però impedire la sconfitta dei suoi per 4-3. A fine stagione conta 5 presenze e 1 assist realizzato contro il Goias.
Nella stagione 2011 viene riconfermato in prima squadra, e trova il suo primo gol da professionista l'11 febbraio contro il Noroeste in una partita valida per il Campionato Paulista. Nel Brasilerao invece inizia da titolare la prima partita stagionale contro l'Internacional. Il suo primo gol nel Campionato brasiliano arriva il 7 settembre in casa dell'Avaì, ed arriva a chiudere la sua prima stagione piena in prima squadra con 18 presenze, 1 gol e 4 assist, con un buon minutaggio a disposizione. Durante l'annata 2011 ha la possibilità di "assaggiare" il calcio internazionale giocando l'andata dei quarti di finale di Libertadores contro l'Once Caldas.
La stagione 2012 è quella della definitiva conferma per il giovane Felipe Anderson: gioca titolare gran parte delle partite del Campionato Paulista, in seguito ai ricorrenti infortuni di Ganso, e riconferma il suo posto nell'undici iniziale anche nel Brasilerao. All'ottava giornata contro il Gremio realizza la sua prima doppietta, risultata poi decisiva nel 4-2 finale, e gioca ad alti livelli nel corso di tutto il campionato trovando una serie di partite in cui è risultato decisivo. Attualmente ha messo a referto (stagione ancora in corso) 31 presenze, 4 gol e 6 assist. Si ripete anche in Copa Libertadores dove realizza 4 presenze.

Felipe Anderson rappresenta alla perfezione la nuova leva di trequartisti brasiliani. Dotato di una grande tecnica personale, vi unisce un ottimo atletismo e reattività che gli consentono di unire la quantità alla qualità. Questa caratteristiche fisiche, oltre all'abilità di calciare indistintamente con entrambi i piedi, gli permettono di giocare anche in posizione di esterno, anche se per caratteristiche da il meglio di se in posizione centrale dietro le punte. Dispone di un ottimo dribbling preciso e rapido e di una buona visione di gioco che gli permette di realizzare molti assist. La cosa che colpisce maggiormente nel suo gioco è la quantità di lavoro che produce nei novanta minuti, un dinamismo che non farà rimpiangere le giocate di Ganso ai suoi tifosi e all'allenatore. Non è ancora un finalizzatore ai livelli di altri giocatori della sua età, ma ha le caratteristiche per essere pericoloso anche in zona gol grazie ad un buon tiro con entrambi i piedi ed alla capacità di trovare gol impossibili.

Felipe è stato leggermente "snobbato" dalle Nazionali giovanili verdeoro, per colpa anche dei molti trasferimenti. Ad oggi fa parte della Selezione Under 20 con la quale ha realizzato 3 presenze.

Dopo le diverse cessioni il Santos sembra intenzionato a mantenere il più possibile in squadra lui e il gioiellino Neymar. Le pretendenti però non mancano, ed una delle principali viene dal nostro campionato, con il Milan molto interessato alla crescita del ragazzo. Molto interessato è anche l'ormai onnipresente Paris Saint-Germain che ha tutte le intenzioni di ripetere la manovra "Lucas". Difficile però che si muova in tempi brevi.






venerdì 19 ottobre 2012

Muralha

Nome: Luiz Philipe Lima de Oliveira
Data di nascita: 21 gennaio 1993, Rio de Janeiro
Nazionalità: Brasile
Altezza: 173cm
Piede preferito: Destro
Squadra: CR Flamengo - Brasilerao Serie A
Ruolo: Mediano, centrocampista centrale
Valore: 750.000€




Storicamente il calcio giovanile brasiliano è legato ai promettenti talenti offensivi che sforna senza sosta. Non bisogna però dimenticare i grandi difensori e portieri cresciuti in Brasile, che hanno in seguito fatto molto bene anche nel diverso calcio europeo. Uno dei ruoli più affinati dal calcio brasiliano è quello del mediano, schermo davanti la difesa, calciatore solitamente molto apprezzato in Europa per la doppia caratteristica difensiva e di regia. Un prospetto che sta iniziando ad affermarsi nella massima serie brasiliana è Luiz Philipe de Oliveira, meglio conosciuto come Muralha.

Luiz nasce nel gennaio del 1993 a Rio de Janeiro, città poeticamente nominata da alcuni come il luogo dove "risiede l'anima del calcio". Inizia a giocare, in un club, nel 2008 nel Vasco de Gama, società storica verdeoro che nello stesso ruolo di Muralha ha cresciuto e fatto conoscere al mondo Carlos Dunga. Milita per un anno e mezzo circa nel settore giovanile bianconero quando a gennaio 2010 passa al Flamengo, altra società storica di Rio che non necessita presentazioni. Gioca un 'intera stagione (ricordiamo che in sudamerica le stagioni sportive vanno da gennaio a novembre circa) nel settore giovanile rubronegro e sul finire del 2010 viene convocato per alcune sedute di allenamento con la prima squadra. Inizia la stagione 2011 nuovamente con le giovanili, ma all'avvio del Brasilerao (inizi di maggio) viene nuovamente convocato per la prima squadra, arrivando al debutto ufficiale il 25 giugno 2011 nella partita casalinga contro l'Atletico Mineiro. In quest'occasione, con soli dieci minuti a disposizione, mette a referto un assist per Deivid che realizza il 3-1 parziale (saranno 4 i gol del Flamengo al termine dell'incontro). Torna a giocare con il settore giovanile dopo questa presenza, ma continua ad allenarsi con la prima squadra. Ad inizio agosto è nuovamente in campo nella difficile trasferta in casa del Cruzeiro e tre giorni dopo ha la possibiltà di giocare un intero tempo contro il Coritiba. Da allora al termine della stagione avrà sempre più minuti a disposizione, arrivando a conquistare anche una maglia da titolare nelle sfide contro Fluminense, Cruzeiro e Atletico Goianense. Chiude la sua prima stagione da professionista con 13 presenze e 3 assist.
La stagione successiva riprende agli stessi ritmi fin dal Campionato Carioca (campionato statale che precede l'inizio del Brasilerao e va da gennaio ad aprile). All'inizio del Brasilerao fa un po di panchina e gioca qualche scampolo di partita. Cala un po il suo livello di coinvolgimento rispetto alla precedetne stagione, ma torna titolare nelle ultime due partite fin qui giocate nei difficili incontri in casa del Coritiba e del Santos. Nonostante le due sconfitte del Flamengo, Muralha, si rende autore di due buone prestazioni che potrebbe fargli riguadgnare la fiducia del mister da qui a fine stagione. Durante la stagione 2011 arriva anche il debutto nella massima competizione sudamericana per club: la Copa Libertadores. Qui realizza 6 presenze, giocando i preliminari e tutte le partite del girone.

Muralha è un centrocampista centrale, classico volante brasiliano davanti la difesa. Bravissimo in fase di interdizione, è abile anche nelle ripartenze palla al piede ma deve migliorare nell'anticipo. Tecnicamente è molto valido con grandi margini di miglioramento, mantiene bene la posizione in campo ma il calcio brasiliano è uno dei più lontani dal calcio europeo. Pur non essendo molto alto è molto forte fisicamente.

Quest'estate (2012) è stato vicinissimo all'Udinese che aveva fatto un'offerta ufficiale al Flamengo di 2 milioni di euro nell'operazione che ha portato in Friuli il mediano Willians. Il centrocampista ha declinato pur ringraziando i Pozzo, ha preferito rimanere in Brasile per affermarsi prima in patria. Su di lui continua ad esserci il club friulano ma deve fronteggiare la forte concorrenza di molti club tedeschi, Bayer Leverkusen in testa. A gennaio potrebbero esserci dei passi concreti verso un suo acquisto, magari lasciandolo fino a fine stagione ai rossoneri di Rio. Si consiglia il passaggio graduale al calcio europeo attraverso una squadra di medio livello per farlo crescere senza troppe pressioni.



venerdì 28 settembre 2012

Havard Nielsen

Nome: Havard Kallevik Nielsen
Data di nascita: 15 luglio 1993, Oslo
Nazionalità: Norvegia
Altezza: 187cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Red Bull Salisburgo - Bundesliga austriaca
Ruolo: Ala sinistra - destra, punta centrale
Valore: 2.000.000€



Da sempre la scuola nordica produce solidi giocatori abili in ogni zona del campo. Sono molte le conferme che arrivano da grandi campioni che hanno calcato i campi del nostro campionato, o anche buoni giocatori che si sono fatti conoscere in provincia. Negli ultimi anni le varie Selezioni scandinave stanno ben figurando nei vari tornei grazie al loro gioco offensivo e pratico, e sono molte le società che si stanno muovendo per cercare di accaparrarsi i migliori prospetti. Il giovane di oggi non è mai stato accostato a qualche club italiano, il che è un peccato, ma sicuramente se dovesse imporsi in Austria non tarderà ad arrivare l'interesse di grandi società.


Havard nasce ad Oslo, capitale della Norvegia, ed inizia a giocare a calcio nella piccola società dell'Oppsal. All'età di quattordici anni effettua un provino per entrare nel Valerenga, una delle più famose, se non la più famosa, squadre della capitale. Diventa subito titolare in ogni formazione giochi grazie al suo possente fisico e al notevole bagaglio tecnico. In poco tempo diventa il trascinatore della squadra e viene notato dai Commissari Tecnici delle varie Nazionali giovanili norvegesi che lo convocano immediatamente. Durante la stagione 2009 (in Norvegia come in quasi tutti i Paesi del nord il campionato si gioca da marzo a novembre) visto l'enorme impatto che sta avendo con la formazione giovanile viene premiato con una convocazione in prima squadra che diventa il suo debutto nel mondo del professionismo il 5 ottobre 2009 contro il Viking, diventando così il più giovane giocatore ad aver mai giocato con la maglia della sua squadra. La stagione seguente torna a giocare con la formazione giovanile, ma sul finire del campionato di massima serie viene nuovamente convocato e gli viene concessa un'altra opportunità di misurarsi con il meglio del calcio norvegese. Nella stagione 2011 viene definitivamente promosso in prima squadra realizzando tutta la preparazione precampionato con i suoi nuovi compagni. Inaspettatamente parte titolare alla prima partita della nuova stagione e dopo circa trenta minuti di gioco trova il suo primo gol da professionista. Per tutto il resto della stagione vedrà il campo con molta continuità, arrivando a saltare una sola partita in tutta la stagione. Chiude il primo anno nella massima serie norvegese con un bottino di 28 presenze, 3 gol e 2 assist, con un minutaggio medio di poco superiore ai sessanta minuti a partita. L'inizio della stagione 2012 è quello della consacrazione definitiva nel campionato del suo Paese. Riparte ancora da titolare, saltando solo pochi minuti di gioco a partita, ed ormai è a tutti gli effetti un pilastro della squadra e realizza 6 gol e 1 assist nelle prime 16 partite di campionato ed arriva anche a giocare in Europa fino al terzo turno di Europa League. Proprio all'apice della stagione arriva l'offerta da parte dei Red Bull Salisburgo per l'acquisto a titolo definitivo del promettente attaccante. La società accetta i 2.8 milioni offerti ed il giovane si trasferisce in Austria per continuare la sua crescita. Poco dopo il suo arrivo è già in campo nella Bundesliga austriaca giocando i minuti finali della seconda giornata. La partita successiva parte titolare in casa contro il Rapid Vienna ma incappa in una brutta prestazione collettiva e in una sconfitta. Si riscatta la giornata successiva dove realizza una fantastica tripletta nel pirotecnico 4-4 in casa dell'Admira Wacker. Ad oggi è titolare fisso della formazione austriaca e conta 7 presenze, 3 gol e 1 assist.

L'attaccante norvegese ha molti qualità che gli potrebbero permettere di sfondare nel grande calcio. Grazie ai suoi 187 centimetri e all'ottima facilità di corsa è un giocatore molto temibile dal lato fisico. Ma sono gli aspetti tecnici la parte migliore di lui. Un destro naturale che calcia con molta facilità anche di mancino, dotato di un senso della posizione, soprattutto negli inserimenti, che lo rende molto temibile soprattutto se unito alla freddezza sotto porta di cui dispone. In poche parole è un attaccante completo che potrebbe fare la differenza anche ai livelli più alti. Preferisce giocare da ala sinistra, ma può svariare sull'altra fascia con naturalezza o giocare al centro dell'attacco in caso di bisogno. La cosa di cui ha maggior bisogno è esperienza nel grande calcio e nei palcoscenici europei, soprattutto a livello di club visto che con le Nazionali giovanili norvegesi vanta molte presenze.

Visto il suo impatto con le giovanili del Valerenga prima, e con la prima squadra in seguito, Havard ha sempre avuto un grande seguito nelle Selezioni giovanili del suo Paese, a cominciare dall'Under 15 dove realizza 4 presenze per poi passare all'Under 16 dove segna 7 gol in 10 partite. Nel 2010 arriva la chiamata dell'Under 17 con 8 apparizioni e 2 marcature prima di passare lo stesso anno all'Under 18 dove realizza 3 gol in 15 incontri. Nel 2011 viene convocato in Under 19, diventandone in seguito anche capitano, grazie alle 15 presenze e ai 4 gol realizzati. Oggi Havard fa parte della formazione Under 21 ed ha preso parte e 3 incontri validi per le qualificazioni ai prossimi Campionati Europei di categoria.

Il suo nome non è molto noto al pubblico italiano, ma questo è proprio il tipo di giocatore che nel nostro campionato potrebbe trovare la consacrazione definitiva. Purtroppo per noi si parla di un futuro in Germania per il talento norvegese, con diverse squadre di Bundesliga che avrebbero già messo gli occhi su di lui. Finora l'affare l'ha fatto il Salisburgo che per meno di tre milioni si è portato a casa un gioiellino che farà molto bene in campionato e che sarà rivenduto come minimo al triplo ad un futuro acquirente.







venerdì 14 settembre 2012

Nico Lopez

Nome: Nicolàs Federico Lopez Alonso
Data di nascita: 1 ottobre 1993, Montevideo
Nazionalità: Uruguay
Altezza: 175cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: As Roma - Serie A
Ruolo: Attaccante centrale, seconda punta
Valore: 600.000€



La Roma dei giovani. La Roma offensiva. In poche parole la Roma di Zeman. Da quest'estate il noto, e controverso, tecnico boemo si è accomodato sulla panchina giallorossa accomunato da una voglia di rivincita condivisa dalla società e soprattutto da un progetto che riguarda una formazione giovane e votata all'attacco e alla spettacolarità. In quest'ottica durante l'ultimo calciomercato sono stati chiusi diversi colpi importanti, ma uno dei colpi che in futuro potrebbero portare le maggiori soddisfazioni è avvenuto durante la scorsa stagione, quando la società acquista il giovane uruguaiano Nico Lopez.

Nico nasce a Montevideo, capitale dell'Uruguay, ed inizia a muovere i primi passi calcistici nel Montevideo Wanderers. Qui purtroppo non credono molto nel ragazzo, definito troppo esile per un eventuale salto di categoria. Nel 2010 si unisce al Nacional e grazie ad una rapida crescita e alle sue notevoli qualità naturali si mette in mostra nella formazione Under 19 segnando nel campionato di categoria e in diversi tornei, anche contro formazioni straniere. Tutto questo gli vale la prima chiamata nella massima serie del suo Paese il 24 aprile 2011 cominciando da titolare la sfida contro l'Espanol segnando addirittura al debutto il gol del definitivo 3-1. Dopo due panchina consecutive rivede il campo nella partita casalinga contro il Defensor, dove entrando in campo a venticinque minuti dalla fine realizza una fantastica doppietta. Tutti stravedono per il giovane Nicolàs, a cominciare dal suo allenatore, Juan Carrasco, una specie di Zeman d'Uruguay, votato anche lui al calcio offensivo. A questo punto la società offre un contratto al giovane attaccante ed i genitori, dato che Nico era ancora minorenne, decidono di accettare l'offerta e firmano. A questo punto il procuratore del ragazzo, Pablo Betancur, accusa la società di aver fatto firmare ai genitori del giovane un contratto illegittimo e, con il benestare dei parenti, porta Nico in Europa in cerca di un nuovo ingaggio. A questo punto il Nacional si rivolge alle autorità competenti ed arriva ad accusare il procuratore di rapimento.
In Europa la Roma è molto interessata al promettente attaccante, neo maggiorenne, e decide di aggregarlo alla primavera in attesa della finestra di mercato di gennaio per poterlo tesserare. A gennaio 2012 Nico Lopez è ufficialmente un giocatore giallorosso con un contratto con scadenza fissata per il 2016. Inoltre la società ha girato un milione di dollari al Nacional come premio di formazione.
Dopo un periodo di ambientamento la punta inizia a conquistare la fiducia di mister De Rossi che lo fa partire titolare alla diciassettesima giornata contro il Pescara ed il giovane Nico non lo delude realizzando il gol vittoria che vale il 2-1 finale. E' nuovamente titolare l'incontro successivo in casa della Reggina ed in questa occasione realizza in pregevole doppietta, ma fa ancora meglio la giornata seguente quando realizza una tripletta contro la Nocerina. Grandissimo impatto con il calcio giovanile italiano per l'uruguaiano che conclude la stagione regolare con 14 gol in sole 10 partite. Approda alle finali scudetto con i giallorossi ma non parte titolare nella sfida dei quarti contro il Varese, dove realizza comunque un gol entrando a mezz'ora dalla fine, e purtroppo per i suoi non può nulla nella semifinale persa contro la Lazio.
In seguito all'ottima esperienza in primavera, al suo arrivo il boemo lo aggrega subito alla prima squadra per tutta la preparazione precampionato. Durante il ritiro conquista sempre più anche la fiducia di Zeman che gli concede minuti durante le amichevoli estive ed in seguito anche il debutto nella Serie A italiana alla prima giornata contro il Catania. Nella sfida contro i siciliani entra a sei minuti dal termine ma trova il tempo di realizzare il gol del definitivo 2-2, continuando così la sua serie di gol al debutto.

La Roma ha sicuramente fatto un ottimo affare tesserando questo promettente attaccante dalle indiscusse qualità tecniche. "El conejo", come viene soprannominato, è una punta moderna che fa molto movimento e sa finalizzare. Il ruolo di terminale gli si addice di più rispetto a quello di seconda punta lontana dall'area di rigore. Dispone di buone qualità tecniche, ed il suo punto debole storico, il fisico gracile, non è più un problema vista la crescita del ragazzo. Nico possiede un buon dribbling e un ottimo senso della posizione, suo vero punto di forza, ed è sicuramente una delle migliori qualità che si possano riscontrare in un finalizzatore. A Trigoria parlano molto bene di lui, viene descritto come un ragazzo silenzioso, a volte fin troppo, e tranquillo con un costante desiderio di crescere e migliorarsi. Sicuramente il suo nome sarà da tenere sotto controllo con l'arrivo di Zeman sulla panchina.

A causa soprattutto dei suoi trascorsi burrascosi a livello burocratico Nicolas non ha mai preso parte ad alcuna partita con qualche Selezione giovanile del suo Paese. Voci parlano di una possibile chiamata dell'Under 20 o dell'Under 21. Dovesse tenere questi ritmi e questi numeri sicuramente non tarderanno ad arrivare.

La Roma ha praticamente blindato la punta con un contratto fino al 2016. L'ultima estate era molto vicino al Catania in prestito ma alla fine lo stesso Zeman ha deciso di farlo restare in gruppo e di dargli l'opportunità di giocarsi le sue carte. Un gol al debutto ed una panchina con l'Inter non sono affatto male come inizio, ma sicuramente durante questa stagione sentiremo parlare diverse volte di Nico Lopez.



lunedì 13 agosto 2012

Wojciech Pawlowski

Nome: Wojciech Pawlowski
Data di nascita: 18 gennaio 1993, Koszalin
Nazionalità: Polonia
Altezza: 1,90 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Udinese Calcio - Serie A italiana
Ruolo: Portiere
Valore: 700.000 €




L'Udinese dell'ultimo decennio ha dimostrato ampiamente di meritare la palma come miglior club italiano per la ricerca di giovani talenti. A dispetto di un settore giovanile che non decolla, l'efficiente rete di scout e il coraggio di lanciare giocatori sconosciuti dopo importanti cessioni, hanno reso il club dei Pozzo una delle più importanti realtà del panorama europeo nella scoperta di prospetti pronti per il calcio che conta. Con la cessione di Handanovic all'Inter Guidolin ha perso uno dei più forti portieri in Europa ma l'Udinese conta di avere tra le mani una generazione che nel tempo possa non far rimpiangere lo sloveno. Se per quest'anno la porta sarà inizialmente affidata al serbo Brkic (rientrante dal prestito al Siena anche se sembra non convincere a pieno), occhio alla crescita di Romo (classe 90 venezuelano) ma soprattutto del giocatore di oggi, il nuovo acquisto Pawlowski, giovane portiere dell'Under 21 polacca.

Wojciech Pawlowski cresce nel Baltyk Koszalin dal 2006, club calcistico facente parte di una sorta di polisportiva (KKPN Baltyk) nella quale si insegna calcio, tennis e atletica e che interviene nelle scuole della città per promuovere l'attività sportiva. Nelle giovanili del club della sua città natale, che milita nella quarta serie polacca, inizia a farsi notare e viene acquistato nel febbraio 2010 dalla più blasonata Lechia Gdansk (Serie A polacca, Ekstraklasa) per la cifra di 5.000 €. Prosegue la sua crescita nelle giovanili del club per poi essere promosso in prima squadra nella stagione successiva. Debutta nella massima serie il 30 settembre 2011, nel pareggio casalingo contro il GKS Belchatow. Due mesi dopo è una valida alternativa al titolare Malkovski, tanto da sostituirlo alla grande da marzo a giugno 2012 dopo un infotunio alla mano del titolare. Disputa la bellezza di 16 match, mantenendo la porta inviolata per 321 minuti (record per un debuttante, battuto il detentore Fabianski dell'Arsenal che lo aveva stabilito ai tempi del Lech Poznan). La rapida ascesa gli vale prima la convocazione in Under 19 (2 presenze) e poi la convocazione in Under 21 (una presenza nella sconfitta per 0-1 contro la Bulgaria). Il 3 luglio 2012 viene acquistato dall'Udinese (anche se inizialmente era stato preso per il Granada, sempre di proprietà dei Pozzo) per circa 500.000 € (più bonus legati a presenze e debutto) e viene aggregato alla prima squadra friulana di Guidolin. Il tecnico veneto ha potuto ammirarlo in ritiro ed ora sembra orientato a metterlo in concorrenza con Romo per il ruolo di secondo portiere per inizio stagione.

Pawlowski è un portiere potente e dall'ottima esplosività. E' abile nelle uscite basse e legge bene le traiettorie tra i pali ma deve migliorare molto sulle uscite alte, problema comune a quasi tutti i giovani portieri. Tecnicamente deve crescere molto, le sue parate devono essere più efficaci per un campionato come quello italiano ma la buona personalità e l'indiscutibile talento lo possono portare lontano. Uno dei suoi modelli è il connazionale Boruc anche se in prospettiva può crescere molto di più del portiere viola. All'Udinese potrà avere la fiducia giusta per crescere e conquistarsi il posto sia nel nostro campionato che in nazionale anche perché a parte Szczesny dell'Arsenal (non sempre affidabile), la Polonia non offre portieri di spicco. L' Udinese potrebbe aver trovato il nuovo Handanovic e la Polonia un nuovo talento dopo Lewandowski, Kuba e il giovane Wolski.

Come andra' l'Udinese con Pawlowski nella prossima stagione? Scommetti su tutte le partite della squadra, vai su quote scommesse ora, e vinci!




venerdì 27 luglio 2012

Geoffrey Kondogbia

Nome: Geoffrey Kondogbia
Data di nascita: 15 febbraio 1993, Nemours
Nazionalità: Francia (con passaporto centrafricano)
Altezza: 188cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: FC Siviglia - Liga BBVA
Ruolo: Mediano, difensore centrale, terzino sinistro
Valore: 3.000.000€



Parlando di settore giovanile, soprattutto a livello federale, la Francia non ha niente da invidiare agli altri Paesi del mondo. Le strutture della Federazione sono di altissimo livello così come lo standard di tutte le squadre professionistiche transalpine. Il Lens negli anni, dopo aver passato un bel periodo alla fine degli anni '90 culminato con la vittoria della Ligue 1, ha deciso di puntare sempre di più sul settore giovanile al fine di contrastare la crisi societaria che li ha visti tra l'altro sprofondare in Ligue 2. Così nelle ultimissime stagioni oltre a Raphael Varane, attualmente difensore del Real Madrid, e a Thorgan Hazard, fratello di Eden cresciuto nella rivale Lille e neo acquisto del Chelsea, è uscito dalle giovanili della squadra del nord Geoffrey Kondogbia, mediano di grande prospettiva.

Geoffrey nasce a Nemours, un piccolo paesino non troppo distante da Parigi, da genitori originari della Repubblica Centrafricana. Inizia a giocare a calcio all'età di sei anni nel Nandy, squadra del paese vicino, dove resta per quattro stagioni prima di passare nel 2003 al Sénart-Moissy. Qui dopo solo una stagione viene notato dagli attenti osservatori del Lens che lo inivitano subito ad unirsi al loro club. Geoffrey prosegue la sua crescita nel settore giovanile fino a quando nella stagione 2010/2011 viene inserito nella formazione B del Lens. A novembre della stessa stagione viene promosso nella formazione principale che all'epoca affrontava la sua ultima stagione in Ligue 1. Il 21 realizza la sua prima presenza totalizzando otto minuti di gioco nella sfida casalinga contro il Lione. Non vedrà più il campo della serie maggiore fino alla fine del campionato quando gioca le ultime due partite con il Lens già condannato alla Ligue 2. Nella serie cadetta francese il giovane mediano trova l'opportunità di continuare a crescere nel club trovando anche spazio in prima squadra in un campionato impegnativo. Fin dalla prima giornata è titolare ed il suo minutaggio sarà tra i più alti di tutta la squadra per tutta la stagione. Il centrocampista realizza due assist nel corso della stagione ma fatica a trovare il primo gol. La marcatura tanto attesa arriva il 13 aprile in casa del Tours. Chiude così la sua prima stagione con 36 presenze 1 gol e 2 assist, ma soprattutto cosa ben più importante delle statistiche a fine anno si guadagna la fiducia dell'allenatore a furia di ottime prestazioni grazie alla sua importanza a livello tattico e di talento personale.
Alla fine della stagione, come già successo per Varane, il Lens si trova costretto a cedere il giocatore per far fronte ai problemi societari. All'epoca si parlò anche di un interessamento della Juventus e di Beppe Marotta molto attratti dal giocatore. Alla fine non se ne fece nulla e Geoffrey si trasferisce al Siviglia, dopo aver ammesso che l'unica alternativa poteva essere il Reading e che nessuno lo ha cercato nel Campionato francese.

L'aspetto principale che colpisce subito in Kondogbia è l'incredibile strapotere fisico del giocatore. Alto, possente e atletico è praticamente insuperabile faccia a faccia e difficile da seminare in velocità. Tecnicamente è un giocatore valido, nei settori giovanili francesi l'aspetto tecnico è considerato di vitale importanza, e dispone di un ottimo sinistro anche dalla lunga distanza. All'occorrenza può giocare anche da difensore centrale o terzino vista l'attitudine difensiva, ma nel corso dell'ultima stagione è stato provato anche in posizione di trequartista a confermare l'enorme duttilità tattica del ragazzo. I problemi principali si incontrano in fase di possesso e costruzione, dove riscontra ancora alcune difficoltà nei momenti di gestione della palla. Nel complesso si tratta comunque di un giocatore di grande prospettiva dalle ottime caratteristiche naturali.

Da sempre il giocatore si trova conteso dalle Nazionali francesi e centroafricane che non hanno mai rinunciato alla possibilità di convocare il giovane talento. Il giocatore però ha sempre scelto la Nazionale transalpina vestendo 5 volte la maglia dell'Under 16 segnando anche 1 gol. Realizza altre 6 presenze in Under 17, 16 presenze e 7 gol in Under 18 e 12 presenze e 1 gol in Under 19 con la quale ha partecipato anche all'ultimo Europeo di categoria giocato in Estonia.

Kondogbia è un centrocampista dal grande futuro. Caratteristiche fisiche e talento naturale si fondono alla perfezione nel neo acquisto sivigliano. Potrebbe fare molto bene nel campionato spagnolo, anche se per caratteristiche avrebbe potuto affrontare molto bene anche il campionato italiano. Sicuramente il Siviglia ha fatto un ottimo affare sfruttando un momento di difficoltà del Lens per accaparrarsi il giocatore.



giovedì 7 giugno 2012

Rodrigo Ely

Nome: Rodrigo Ely
Data di nascita: 3 novembre 1993, Lajeado
Nazionalità: Italia - Brasile
Altezza: 1, 88 m
Piede preferito: Destro
Squadra: AC Milan - Campionato primavera
Ruolo: Difensore Centrale
Valore: 175.000 €




Quando si pensa al difensore centrale più forte del mondo è opinione diffusa che questo giochi nel campionato italiano, più precisamente a Milano, sponda rossonera. In questi anni abbiamo visto crescere in Serie A un campione di nome Thiago Silva, ambito da tutte le big internazionali, capace di interpretare il ruolo in chiave moderna e quindi essere un solido baluardo della difesa ma al contempo un regista difensivo dalla grande tecnica e rapidità, capace di far ripartire l'azione, verticalizzare con efficacia e farsi sentire anche in zona goal, non necessariamente solo di testa. Nel 2009 il Milan, alla ricerca di un giovane che potesse ripercorrere le orme del fenomeno brasiliano, si è fermata a Porto Alegre ed è rimasta folgorata da Rodrigo Ely, il protagonista della scheda di oggi.

Rodrigo Ely nasce a Lajeado nello stato del Rio Grande do Sul in Brasile e cresce nelle giovanili del Gremio, squadra con sede a Porto Alegre molto apprezzata per il proprio settore giovanile dal quale sono usciti giocatori come Emerson (ex Roma, Juve, Real e Milan), Lucas Leiva (Liverpool) ma soprattutto Ronaldinho. Nel marzo 2009 il Milan che ad inizio anno si era accorto delle sue qualità, decide di strapparlo alla società brasiliana e lo invita in Italia contro la volontà del responsabile del settore giovanile del Gremio Julio Soster. Nonostante quest'ultimo presenti un dossier alla FIFA, la società di Silvio Berlusconi ha la meglio: decide di parcheggiare il giovane in una scuola calcio rossonera in Brasile e attende che venga completata la richiesta di passaporto italiano (il ragazzo infatti ha origini italiane) che permette al club di tesserarlo da comunitario prima che diventi maggiorenne e quindi permettergli di lasciare il Brasile prima dei diciotto anni. Grazie anche al lavoro del procuratore di Ely, il noto agente Mino Raiola, arriva la nazionalità italiana e nel febbraio 2010 il difensore sbarca a Milano e si aggrega alla primavera al tempo allenata da Giovanni Stroppa. Le qualità del centrale sono subito evidenti e inizia ad ambientarsi formazione rossonera terminando la stagione con 5 presenze e una rete messa a segno (il Milan verrà fermato ai quarti dalla futura vincitrice del campionato 2011, la Roma). Dopo un'estate, quella 2011, trascorsa ad allenarsi con Ibra e compagni, torna ad essere un pilastro della squadra nel frattempo affidata ad Aldo Dolcetti. Nella stagione corrente disputa 23 gare (2 reti) e si propone come uno dei giovani difensori più interessanti dell'intero panorama giovanile nostrano. Anche nella recente semifinale del campionato contro l'Inter, dalla quale il Milan è uscito sconfitto solo nei supplementari (4-3), ha giocato una buona partita ed ha fatto intravedere movimenti, chiusure e ripartente da grande giocatore. Nella stagione appena conclusa il difensore italo-brasiliano si è tolto anche la grandissima soddisfazione della convocazione con la nazionale azzurra Under 19. Dopo il debutto nel novembre 2011 contro i pari età del Montenegro (1-1), non è più uscito dalla rosa del ct Evani ed ha collezionato ad ora 7 presenze.

Rodrigo Ely è un difensore centrale dotato di una notevole fisicità e qualità tecniche molto importanti. Possiede una personalità forte che unita alle doti fisiche gli consente di comandare la linea difensiva e fungere da playmaker della squadra. E' bravissimo nelle diagonali difensive, rapido nelle chiusure, effettuate con sicurezza e puntualità ed è la chiave del gioco della formazione di Dolcetti, senza nulla togliere ai bomber Comi e Ganz. E' probabilmente il giocatore delle giovanili rossonere che assieme a Calvano risulta essere più pronto per il salto nel calcio professionistico. La tranquillità che trasmette ai compagni di reparto e le uscite palla al piede sono da giocatore di alto livello.

Ad ora sembra difficile che la prossima stagione possa rimanere nella rosa del Milan, chiuso dal probabile arrivo di Acerbi dal Chievo e del quasi certo riscatto di Romagnoli (a metà con il Pescara). Sarebbe pronto per dire la sua in un campionato competitivo come la Serie A ma è più probabile che (purtroppo) possa essere girato in prestito nella serie cadetta. Molte squadre della Serie B sono su di lui ma non escludiamo possa entrare all'ultimo in qualche operazione e tentare di imporsi nella massima serie come forse gli competerebbe. Le qualità di Ely sono indiscutibili, come quelle del suo procuratore Mino Raiola che sa fare bene gli interessi dei propri assistiti (e anche i suoi). Vedremo se il Milan saprà valorizzare il gioiello che ha in casa.





venerdì 1 giugno 2012

Michy Batshuayi

Nome: Michy Batshuayi
Data di nascita: 16 febbraio 1993, Bruxelles
Nazionalità: Belgio
Altezza: 180cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Standard Liegi - Jupiler Pro League
Ruolo: Attaccante centrale
Valore: 1.500.000€



Dal punto di vista delle giovani promesse il Belgio sta vivendo un periodo d'oro, e la Nazionale e tutti i tifosi sperano di raccoglierne i frutti in futuro. Giocatori come Hazard, Lukaku, Courtois, Rits, De Bruyne, Praet e Coosemans un giorno saranno i titolari dei "Diavoli Rossi" belgi e punteranno a traguardi che il piccolo Paese del nord non si è mai sognato. Tra loro, in attacco, molti danno per certo il giovane Michy Batshuayi, nuovo talento offensivo scuola Standard Liegi che in campionato ha raccolto l'eredità di Lukaku dopo il trasferimento a Londra.

Nasce a Bruxelles da genitori di origini congolesi ed inizia a giocare all'età di dodici anni nell'FC Bruxelles. Resta una sola stagione nella meno blasonata squadra della capitale prima di trasferirsi al più famoso Anderlecht nella stagione 2006/2007 ripercorrendo praticamente la carriera del coetaneo compagno di ruolo Romelu Lukaku, anche lui di origini congolesi. A differenza dell'attaccante ora di proprietà dei Blues decide di lasciare l'Anderlecht  la capitale dopo una sola stagione accettando l'offerta dello Standard Liegi dove entra a far parte della selezione Under19 già all'età di sedici anni. Il fatto che sia un talento lo si vede già dal numero di allenamenti a cui prende parte con la prima squadra proprio in quella stagione, imparando così a conoscere il calcio dei grandi a soli sedici anni. Dopo tre ottime stagioni in Under19, nelle quali si è confermato come il capocannoniere della squadra, arriva il grande momento del debutto in Pro League, la massima serie belga, il 20 febbraio 2011, a diciotto anni appena compiuti, nella sconfitta esterna contro il Genk. In questa occasione ha la possibilità di giocare per sette minuti, inoltre gli viene concesso di giocare i pochi minuti finali del successivo incontro casalingo del 26 febbraio contro il Mechelen.
Durante il ritiro estivo in vista della stagione 2011/2012 viene definitivamente promosso in prima squadra, arrivando a giocare i minuti finali della sfida di andata dei preliminari di Europa League contro lo Zurigo il 27 luglio. Tre giorni dopo è nuovamente in campo nella prima di campionato contro il Mons dove gioca quarantacinque minuti. Da quel momneto fatica però a trovare spazio con continuità, giocando solo pochi scampoli di partita. La svolta arriva il 15 dicembre quando ha la possibilità di giocare dal primo minuto nella sfida in casa del Copenhagen valida per il girone di Europa League. In Danimarca trova la sua prima rete da professionista che vale la vittoria alla sua squadra. Da quel momento inizia ad aumentare il minutaggio e circa un mese dopo, alla ripresa del campionato dopo la pausa natalizia, trova il primo gol anche in terra belga nell'incontro casalingo contro il Beerschot. Da gennaio fino alla fine del campionato è sempre presente in campo e a parte due eccezioni sempre nell'undici titolare. Sigla altri cinque gol portando così il suo bottino a 6 gol in 18 presenze in campionato, giocando in seguito anche cinque partite dei playoff scudetto. Durante la stagione gioca anche i quarti e la semifinale di Beker van Belgie, la Coppa Nazionale belga, siglando una pregevole doppietta nel primo incontro. Chiude la sua prima stagione da professionista con 33 presenze e 9 gol.

Michy è una punta moderna di movimento, predilige il gioco e il fraseggio palla a terra e in velocità. Dispone di un senso del gol e della posizione da attaccante di razza, viene infatti schierato come terminale avanzato nell'attacco a due del Liegi. Dal punto di vista fisico e atletico è un giocatore formato, unisce infatti forza e velocità che unite ad un ottimo gioco di gambe lo rendono temibile negli ultimi sedici metri. Molto solido dal punto di vista tecnico deve migliorare sicuramente nella disciplina tattica e nel colpo di testa, suo vero punto debole. E' l'attaccante ideale per un tipo di gioco fatto di verticalizzazioni e palle in profondità, quelle che predilige maggiormente, e grazie al fisico e al dribbling sa essere il fulcro dell'attacco.

Sebbene sia un ottimo elemento non ha ancora debuttato in nessuna Selzione giovanile belga. Come dichiarato il suo sogno è quello di vestire un giorno la maglia rossa ma non è da escludere un tentativo del Congo per farlo giocare nella loro Nazionale.

Sono molte le squadre che hanno già bussato alla porta dello Standard per la giovane punta di origini africane. Michy in un'intervista dello scorso inverno ha dichiarato che qualora avesse lasciato il Belgio gli sarebbe piaciuto giocare all'Arsenal o al Manchester United, ma più di tutto avrebbe voluto affrontare il campionato italiano con la maglia del Milan, e la società di via turati si è dichiarata interessata al giocatore. esiste una possibilità che il giovane possa arrivare nel nostro Paese ma subito dopo la dichiarazione dei rossoneri è arrivata quella del Barcellona che pare avesse avanzato un offerta di sei milioni lo scorso febbraio. Le voci non sono state confermate, ma di sicuro i blaugrana seguono Batshuayi molto da vicino.

lunedì 28 maggio 2012

Samuel Umtiti

Nome: Samuel Umtiti
Data di nascita: 14 novembre 1993, Yaoundè (Camerun)
Nazionalità: Francia
Altezza: 181cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Olympique Lione - Ligue1
Ruolo: Difensore centrale, terzino sinistro
Valore: 750.000€



Il Lione ha sicuramente uno dei più importanti e floridi settori giovanili della Francia, ed è il punto di riferimento nel sud del Paese. Grazie anche all'ottimo lavoro svolto dalla dirigenza e dai tecnici negli ultimi undici anni i "Gones" hanno vinto: 7 titoli francesi consecutivi, 2 Coppe di Francia, 1 Coppa di Lega e 6 Supercoppe francesi. Un ottimo bottino guadagnato con oculatezza nei trasferimenti ed una sapiente gestione del settore giovanile. Negli anni sono molti i giovani che dall'Under19 o dalla formazione B hanno debuttato allo Stade de Gerland. Questa stagione i tifosi del Rodano hanno potuto osservare il debutto, e la crescita, del giovane difensore centrale Samuel Umtiti.

Samuel si trasferisce da piccolo nel Paese transalpino insieme alla sua famiglia, proprio nella periferia di Lione. All'età di sei anni inizia a giocare nel Menival, una piccola formazione del suo quartiere. Dopo soli due anni, nel 2001, viene aggragato al settore giovanile del Lione dopo essere stato notato in una partita e da allora non lascia più la maglia blu-bianco-rossa. Il giovane difensore è cresciuto tatticamente e tecnicamente nell'accademia lionese, imparando ed assimilando soprattutto i fondamentali personali e di ruolo che sono il punto di forza del suo stile gioco. Cresciuto negli anni di massimo splendore della società, ha avuto modo di imparare direttamente dai suoi eroi, Eric Abidal in particolare, dal quale ha poi affermato di averne cercato di copiare la grande duttilità difensiva e il gioco in anticipo. Percorre tutta la solita trafila nelle varia selezioni giovanili fino ad essere promosso nel Lione B dall'Under19 nell'estate 2010. In quello stesso periodo viene convocato il prima squadra per uno stage della preparazione estiva, ed ha modo di mettersi in mostra durante la Emirates Cup, noto torneo estivo, dove ha dimostrato una grandissima maturità di gioco nonostante fosse un incontro dalle poche motivazioni. Durante la stagione 2010/2011 viene invitato diverse volte da Claude Puel, l'allora allenatore, a prendere parte agli allenamenti della prima squadra. Durante l'estate 2011 avviene un avvicendamento sulla panchina con l'arrivo di Rémi Garde che invita subito alla preparazione estiva i giovani più promettenti ed al termine promuove in pianta stabile in prima squadra il giovane Umtiti. Viene convocato per la prima partita ufficiale, l'incontro dei preliminari di Champions League contro il Rubin Kazan, ma senza scendere in campo. Da quella partita riceve altre sette convocazioni senza mai vedere il campo fino all'incontro di Coupe de France contro il Lyon-la-Duchere dell'otto gennaio nel quale ha giocato tutti i novanta minuti ben figurando tanto che è arrivata la conferma pochi giorni dopo, l'undici gennaio, nell'incontro di Coppa di Lega vinto per 2-1 contro il Lille nel quale il giovane difensore ha avuto modo di giocare nuovamente l'intera partita. Il 14 gennaio arriva anche il debutto in Ligue1 in casa del Montpellier poi laureatosi Campione di Francia. Il Lione perde l'incontro 1-0 ma Samuel ha l'occasione di giocare altri novanta minuti. In questi sei giorni cambia di fatto la stagione del giovane difensore che inizia a vedere il campo ormai con una notevole continuità. Salta solo sette partite di campionato fino alla fine dell'anno, e a parte un'unica occasione parte sempre nell'undici titolare. Gioca anche nella finale di Coppa di Lega persa ai supplementari contro il Marsiglia. Un'ottima stagione di debutto con 12 partite di Ligue1, 3 di Coppa di Lega e 3 di Coupe de France, tutto da gennaio in poi per un neo diciottenne.

Fin dalle prime amichevoli ha messo in mostra le sue qualità, soprattutto una grande maturità di gioco rara per un giocatore così giovane, in particolar modo se difensore. Dotato, come detto, di una solida tecnica personale, non disdegna le partenze palla al piede (alla Lucio per essere chiari), e non spreca mai il pallone in fase di possesso. Le situazioni di palleggio e di fraseggio palla a terra sono alcuni degli elementi più studiati nelle varie accademie transalpine e pare che Samuel abbia imparato bene le lezioni. Cerca molto i compagni ed è abile e veloca nel far ripartire l'azione. Nelle situazioni difensive è molto dotato in fase di chiusura e di copertura, mentre deve ancora migliorare negli anticipi, cercando di imparare dal suo idolo Eric Abidal, come da lui più volte affermato. Dal punto di vista atletico è un giocatore formato, grande dinamismo e resistenza, dovrebbe forse migliorare l'elevazione per compensare una statura non eccessivamente alta per un difensore.

Fin da quando ha ottenuto il passaporto francese è stato convocato nelle Selezioni Nazionali giovanili cominciando dall'Under17 dove conta 7 presenze ed un Europeo di categoria nel 2010 concluso in semifinale. Successivamente viene convocato per altre 7 partite in Under18 fino ad approdare all'Under19 dove ad oggi conta 8 presenze. In Francia si vocifera da diverso tempo riguardo ad una sua possibile convocazione in Under21, ad oggi però non si hanno notizie certe al riguardo.

Il Lione punta forte sul suo giovane gioiello e non ha intenzione di perderlo a favore di una big mondiale come nel caso di Varane. D'altro canto Samuel è un tifoso del Lione fin da piccolo, un vero "Gons", e pare inverosimile che abbandoni il Rodano in un prossimo futuro, almeno non prima di essersi affermato a Lione e nel calcio francese.


sabato 12 maggio 2012

Alfred Gomis

Nome: Alfred Gomis
Data di nascita: 5 settembre 1993, Ziguinchor
Nazionalità: Senegal
Altezza: 1, 94 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Torino primavera - Campionato primavera
Ruolo: Portiere
Valore: 175.000 €




Il Torino sembra essere la formazione più accreditata a conquistare il campionato cadetto 2011/2012 e questo grazie ad una squadra quadrata e con buona esperienza ma arricchita da una serie di giovani molto interessanti. Il maestro Giampiero Ventura infatti si serve spesso del talento di giovani calciatori molto promettenti: Alen Stevanovic (in comproprietà dall'Inter), Simone Verdi (a metà con il Milan) e il gioiello Angelo Ogbonna su tutti. L'abilità nel gestire i giovani però si ripercuote anche nell'academy granata e in particolare nella primavera che nel girone A è arrivata dietro solo ai rivali bianconeri della Juventus. Il giovane di cui vi parliamo oggi è il portiere di questa squadra molto interessante, di cui avremo sicuramente modo di parlare nelle prossime puntate, è Alfred Gomis.

Alfred Gomis è il secondo di tre fratelli nati in Senegal ma cresciuti a Cuneo fin da quando erano piccoli. Il fratello più grande è Lys, 22 anni, granata fin dai Giovanissimi, sempre nel ruolo di portiere ed ora terzo tra gli estremi difensori della prima squadra di Ventura. Alfred invece entra nelle giovanili del Toro all'età di 8 anni e inizia nel ruolo che più lo emozionava, quello di attaccante. Quando si è piccoli si sa, non si può avere una posizione in campo fissa, ma gli addetti ai lavori non ci mettono troppo a capire che fra i pali il piccolo Alfred ha grande talento. Per convincerlo ad indossare il numero 1 gli viene promesso che nelle seguenti partite avrebbe fatto un tempo anche come bomber, ma crescendo il ruolo del fratello Lys entra dentro il giovane Gomis che compie una rapida scalata che lo porterà nella squadra primavera come titolare delle ultime due stagioni. Nella stagione 2010/2011 debutta e disputa 15 ottime presenze (più una nelle fasi finali), mentre quest'anno ha giocato la bellezza di 26 partite, aspettando le prossime fasi finali di Gubbio, e parando 3 rigori durante il torneo (uno a Mauro Icardi della Samp). E' stato fra i protagonisti del Toro primavera e tutti lo attendono alla rassegna conclusiva.

Gomis è un portiere forte fisicamente e dall'ottimo senso della posizione. Ha una grande esplosività, unita ad un buon tempismo nelle palle alte. Deve migliorare nelle uscite ma si dimostra spesso molto concentrato e nelle palle basse è ad un ottimo livello per la categoria. La determinazione e il talento non mancano a questo ragazzo ma necessita di un'esperienza in Setie B di almeno un paio d'anni prima di ambire a qualsiasi porta della massima serie italiana.

Il ragazzo non è ancora stato convocato dalla selezione senegalese anche se crediamo che sia solo questione di tempo in quanto per la sua età è forse il portiere con più esperienza della compagine africana Under 19. E' in possesso della doppia nazionalità e potrebbe essere convocato anche in azzurro. Caratterialmente viene descritto come molto maturo e posato. Il Torino è ben propenso a concedergli la grande occasione anche se non vuole affrettare i tempi. Il prossimo anno, soprattutto se Ventura porterà la squadra in serie A, è possibile faccia un'esperienza tra i professionisti per poi tornare e tentare di imporsi sotto la Mole. Da annotare che la dinastia Gomis non si ferma a Lys e Alfred ma vede anche il piccolo Maurice (classe 1997), che para nei Giovanissimi Nazionali.






venerdì 27 aprile 2012

Giorgi Chanturia

Nome: Giorgi Chanturia
Data di nascita: 11 aprile 1993, Tiflis
Nazionalità: Georgia
Altezza: 1, 81 m
Piede preferito: Ambidestro
Squadra: Vitesse Arnheim - Eredivisie
Ruolo: Ala destra
Valore: 2.500.000 €




Quando il Barcellona compra un giovane per la propria Cantera siamo sicuri che comunque andrà, sarà difficile che non possa crescere un giocatore di grande talento. Oggi vi parliamo di un giovane georgiano, nel quale il club azulgrana aveva creduto molto, ma che si sta facendo notare in Olanda, nel Vitesse, sotto la supervisione del Chelsea di Abramovic.

Giorgi Chanturia cresce nell'accademia di Saburtalo in Georgia, nella quale entra all'età di 11 anni. Grazie al suo grande talento diviene il fiore all'occhiello della compagine georgiana e grazie ad una grande prestazione nel torneo internazionale Dana Cup in Danimarca nel 2006, stupisce tutti i più grandi osservatori dei club internazionali. In questa manifestazione viene notato principalmente dagli scout del Barcellona che lo seguono per 2 anni e mezzo prima di riuscire a strappare un prestito e portarlo quindi nel 2009 nella juvenil B. Nella stagione 2009/2010 alla Masia, il ragazzo fa scintille con ottime prestazioni e 11 reti in campionato, convincendo la società catalana ad acquistarlo a titolo definitivo. Il trasferimento però salta a causa del mancato accordo tra Barca e Saburtalo e Chanturia torna nelle giovanili del club nativo nel quale disputa la stagione 2010/2011. Tra le numerose società interessate a lui c'è anche l'onnipresente Chelsea che tenta di portalo a Londra, ma invano, a causa dei problemi con il passaporto (In Inghilterra infatti le norme sono piuttosto rigide in merito al contratto di lavoratori minorenni). In aiuto di Abramovic arriva però un suo vecchio amico, Merab Zjordania, presidente del Vitesse Arnheim. Il club olandese quindi preleva il giovane calciatore nell'estate 2011 e gli fa firmare un contratto da professionista fino al 2014. Nelle fila delle "aquile giallonere"ci vuole poco tempo per conquistare tutti e il debutto ufficiale in Eredivisie arriva il 7 agosto 2011 nello 0-0 in trasferta contro l'ADO Den Haag. La prima rete la sigla invece appena una settimana dopo, nella partita casalinga contro il VVV-Venlo (4-0 il risultato finale). Ad oggi l'esterno georgiano ha disputato 22 presenze ufficiali condite da 3 reti.

Georgi Chanturia è un attaccante esterno, brevilineo e molto dotato tecnicamente. Gioca nella corsia destra ma può benissimo essere schierato anche a sinistra grazie al fatto di essere ambidestro e quindi di calciare bene con entrambi i piedi. Ha grande dribbling e moltissima fantasia ma pecca nel fisico ancora poco robusto per campionati come quello inglese o quello italiano. Nonostante sia ancora un po' leggero fisicamente possiede comunque una buona altezza, il che lascia presagire uno sviluppo muscolare in divenire. Non si tira indietro nello scontro fisico e possiede una buona personalità anche se risulta ancora discontinuo nelle prestazione, tipica caratteristica dei giovani fantasisti. In patria è soprannominato il "Messi georgiano" e nel modo di giocare, con le dovute proporzioni, somiglia molto al giocatore del Barcellona.

Nelle selezioni giovanili nazionali disputa 9 presenze (5 reti) con la Georgia Under 17 e 3 presenze e una rete con quella Under 19. E' stato recentemente convocato con la Georgia Under 21 nelle qualificazioni agli Europei, esordendo così con i più grandi nonostante sia appena diciottenne (3 partite ufficiali). Le prestazioni di Chanturia in questa stagione sono state ottime e probabilmente non impiegherà molto tempo prima di lasciare il Vitesse per approdare in una big. Visti gli ottimi rapporti tra Zjordan e Abramovic, ricordiamo anche il prestito di Kalas, è quasi scontato il suo passaggio al Chelsea in un prossimo futuro, anche se il recente ingaggio di De Bruyne da parte dei Blues, gli potrebbe togliere spazio (in quel ruolo figurano anche i partenti Salomon Kalou e Florent Malouda, l'inglese Sturridge, lo spagnolo Mata, senza dimenticare il trequartista offensivo Lucas Piazon). C'è la possibilità che il giovane georgiano faccia un'altro anno di prestito ma sono in molte le squadre che lo vorrebbero, non solo a titolo temporaneo. Assieme a Jano Ananidze è il futuro della Georgia.




Al minuto 2.10 il primo bellissimo goal tra i professionisti.

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