Nome: Domenico Berardi
Data di nascita: 1 Agosto 1994, Cariati (CS)
Nazionalità: Italia
Altezza: 1,85 cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: US Sassuolo, Serie B (Italia)
Ruolo: Attaccante esterno
Valore: 500.000 Euro
In molte squadre giovanili possiamo registrare storie di giovani che per caso sono entrati a far parte della rosa. Ed è quello che è successo a Domenico Berardi del Sassuolo, di cui parleremo oggi.
Domenico Berardi nasce a Cariati Marina, piccola cittadina nel cosentino ionico, in Calabria, dove ovviamente comincia a giocare a calcio con il Castello, squadra di Bocchigliero (CS). Ma solo tre anni fa arriva a Modena per far visita al fratello, che in città studiava Scienze Infermieristiche, e in una partitella a calcetto tra ragazzi viene notato dall’allenatore in seconda degli Allievi Nazionali del Sassuolo che lo segnala subito per un provino, che ovviamente Berardi supera egregiamente. Nella stagione 2010/2011 viene aggregato alla squadra Primavera, ma disputa solo 3 partite. Sarà la stagione successiva quella dell'esplosione, con 18 presenze e 5 gol. Con l'arrivo di Eusebio Di Francesco sulla panchina del club emiliano, arriva anche l'esordio in Prima squadra il 12 Agosto 2012 nella vittoria contro l'Avellino in Coppa Italia. In Serie B l'esordio è datato il 27 Agosto nella vittoria di Cesena e il 1 Settembre arriva anche il primo gol nella vittoria contro il Crotone. Da quel momento in poi Di Francesco continua a schierarlo sempre con maggiore frequenza e le continue buone prestazioni convincono Evani, ct della Nazionale Under-19, con la quale esordisce nella vittoria in amichevole contro la Repubblica Ceca con un gol (per il momento unica presenza con l'Under-19). Finora può contare ben 3 gol e 3 assist in 13 presenze ufficiali con il Sassuolo.
Domenico Berardi è un attaccante esterno molto veloce e bravo nel dribbling, capace di giocare con entrambi i piedi senza differenze. Tecnicamente è dotato, fisicamente è un longilineo, ma deve sicuramente acquisire maggiore forza fisica. E' il classico contropiedista, ha una progressione davvero impressionante. Non disdegna il tiro dalla distanza, ma non è un egoista, visto che riesce spesso a mandare i propri compagni in gol grazie ai suoi cross a giro e alla buonissima visione di gioco. Tatticamente è molto presente anche in fase difensiva, ma deve sicuramente migliorare negli inserimenti e nei tagli dall'esterno verso l'interno.
Domenico Berardi ha già attirato su di sé interessamenti davvero importanti. Si dice che Sir Alex Ferguson abbia già chiesto informazioni ai dirigenti del Sassuolo, ma piace in Italia anche a Juventus e Lazio. Ma il suo sogno è di giocare nell'Inter, squadra per la quale tifa.
Ci troviamo di fronte ad un grandissimo talento, già pronto per il salto di categoria fisicamente e tecnicamente. E' un misto tra El Shaarawy, quello di Padova, e Lamela. Sicuramente ci auguriamo che possa eguagliare quello che finora hanno fatto i due enfant prodige della Serie A.
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lunedì 26 novembre 2012
lunedì 19 novembre 2012
Angelo Henriquez
Nome: Angelo José Henrìquez Iturra
Data di nascita: 13 aprile 1994, Santiago del Cile
Nazionalità: Cile
Altezza: 180cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Manchester United - Premier League
Ruolo: Attaccante centrale
Valore: 5.000.000€
La precedente sessione del mercato estivo ha visto il passaggio di Robin Van Persie al Manchester United si Sir Alex Ferguson. Sicuramente uno dei colpi più importanti di tutto il panorama mondiale, che rende il già ottimo attacco dello United uno dei migliori al mondo. Sir Alex non si affida unicamente però a stelle di prim'ordine, attingendo anche al mercato delle giovani promesse, in particolar modo sudamericane. Un esempio è sicuramente il messicano Javier Hernandez. Lo scorso 5 settembre si è unito allo United un nuovo talento offensivo sudamericano, il classe '94 Angelo Henriquez.
Angelo nasce diciotto anni fa nella capitale cilena, Santiago, ma non si dedica subito al pallone. Inizialmente gli preferisce il tennis, praticandolo con continuità fino ai dodici anni, quando il richiamo del pallone diventa troppo forte e si aggrega al settore giovanile dell'Universidad de Chile, storico club cileno vincitore per sedici volte della massima serie. Il giovane attaccante compie tutta la trafila del settore giovanile della "U", fino ad arrivare alla promozione dalla formazione Under 19 alla prima squadra nel corso della stagione 2011, ma trascorre tutta la stagione a completare il suo apprendistato allenandosi con la prima squadra, senza però vedere il campo. Riesce a trovare spazio, e il debutto, nel Torneo Apertura della stagione 2012 quando viene schierato titolare nella gara iniziale in casa contro il Cobreloa. In novanta minuti di gioco realizza il suo primo gol ed in successione la sua prima doppietta, facendosi così conoscere al suo pubblico. Passa in panchina le successive quattro partite e fornisce prestazioni altalenanti in quelle dove viene schierato, ma riesce a ritrovare il gol all'undicesima giornata, nuovamente in casa, contro il Wanderers. Da allora non si ferma più ed aiuta la sua squadra a raggiungere i playoff con 5 gol nelle ultime 3 partite da lui giocate. Nel frattempo riesce a conquistare anche il posto da titolare ngli incontri di Copa libertadores. Gol al debutto contro il Godoy Cruz, per poi ripetersi nel ritorno della sfida durante i gironi preliminari. Doppietta agli ottavi contro il Deportivo Quito, prima di arrendersi in semifinale contro il Boca Juniors. Al termine della sua prima stagione nel calcio professionistico può contare 11 presenze in campionato e 8 gol, oltre a 10 apparizioni in Copa Libertadores e 4 marcature, per un totale di 12 gol in 21 partite.
Come già anticipato nel corso dell'estate 2012 passa al Manchester United per una cifra di circa cinque milioni e mezzo di dollari, e scegliendo la casacca numero 21.
Gioca la sua prima partita in maglia Red Devils il 28 settembre contro il Newcastle nel campionato Premier League Riserve (oggi campionato Under 21) e segnando anche il gol del finale 4-2 con un pregevole colpo di testa.
Sir Alex Ferguson ha deciso di puntare molto sul ragazzo, rivedendo in lui le caratteristiche di un giovanissimo Ruud Van Nistelrooy, grande icona del Manchester di inizio duemila. Attaccante con grande fiuto del gol, elemento imprescindibile per i grandi bomber, e molto sangue freddo sotto porta nonostante la giovane età. Destro naturale che sa calciare con naturalezza anche con il mancino, può essere pericoloso anche da posizioni lontane o decentrate. Un attaccante solitamente difficile da marcare vista la sua predisposizione a variare su tutto il fronte d'attacco alla ricerca di spazi. Nonostante il paragone con Van Nistelrooy differisca dal punto di vista fisico, il giovane Henriquez infatti ha alcuni centimetri in meno, può ritrovarsi in alcune caratteristiche da attaccante di razza per entrambi. Il gioco del cileno è più moderno, prediligendo la rapidità dei movimenti alla potenza fisica. Dotato inoltre di un'ottima tecnica personale, paragonabile a quella di una seconda punta. Un attaccante sia d'area di rigore che da movimento negli spazi, che potrà far molto comodo alla giovane e talentuosa Nazionale cilena del domani..
Prolifica e fruttuosa la sua esperienza con le Selezioni giovanili del suo Paese. Debutta con l'Under 15 realizzando un totale di 4 presenze e 2 gol nel corso del Sudamericano Sub15 del 2009. Si ripete in seguito anche nell'Under 17 dove sempre in 4 partite realizza 3 marcature in occasione questa volta del Sudamericano Sub17 del 2011. Con l'Under 20 arriva sicuramente il periodo più prolifico della sua fin qui giovane carriera internazionale arrivando a realizzare 14 gol in sole 10 partite, seguiti da altri 2 gol nell'unica apparizione con la maglia Under 23. Il 14 novembre 2012 il Commissario Tecnico Claudio Borghi lo convoca per l'amichevole contro la Serbia. Il debutto arriva al ventesimo minuto quando entra in campo al posto dell'infortunato Alexis Sanchez, e a due minuti dal termine segna la sua prima marcatura con la maglia della Nazionale maggiore del Cile.
I Red Devils hanno tra le mani un ottimo prospetto che nel tempo potrebbe integrarsi e giocarsi il posto con i grandi campioni di Manchester. Sicuramente ha bisogno di apprendere e fare esperienza prima di poter diventare incisivo nel difficile calcio inglese, ma i giovani hanno sempre ben figurato alla corte di Ferguson. Un attaccante da seguire con attenzione, in particolar modo a gennaio quando le voci di un possibile prestito in Championship potrebbero trovare conferma.
Data di nascita: 13 aprile 1994, Santiago del Cile
Nazionalità: Cile
Altezza: 180cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Manchester United - Premier League
Ruolo: Attaccante centrale
Valore: 5.000.000€
La precedente sessione del mercato estivo ha visto il passaggio di Robin Van Persie al Manchester United si Sir Alex Ferguson. Sicuramente uno dei colpi più importanti di tutto il panorama mondiale, che rende il già ottimo attacco dello United uno dei migliori al mondo. Sir Alex non si affida unicamente però a stelle di prim'ordine, attingendo anche al mercato delle giovani promesse, in particolar modo sudamericane. Un esempio è sicuramente il messicano Javier Hernandez. Lo scorso 5 settembre si è unito allo United un nuovo talento offensivo sudamericano, il classe '94 Angelo Henriquez.
Angelo nasce diciotto anni fa nella capitale cilena, Santiago, ma non si dedica subito al pallone. Inizialmente gli preferisce il tennis, praticandolo con continuità fino ai dodici anni, quando il richiamo del pallone diventa troppo forte e si aggrega al settore giovanile dell'Universidad de Chile, storico club cileno vincitore per sedici volte della massima serie. Il giovane attaccante compie tutta la trafila del settore giovanile della "U", fino ad arrivare alla promozione dalla formazione Under 19 alla prima squadra nel corso della stagione 2011, ma trascorre tutta la stagione a completare il suo apprendistato allenandosi con la prima squadra, senza però vedere il campo. Riesce a trovare spazio, e il debutto, nel Torneo Apertura della stagione 2012 quando viene schierato titolare nella gara iniziale in casa contro il Cobreloa. In novanta minuti di gioco realizza il suo primo gol ed in successione la sua prima doppietta, facendosi così conoscere al suo pubblico. Passa in panchina le successive quattro partite e fornisce prestazioni altalenanti in quelle dove viene schierato, ma riesce a ritrovare il gol all'undicesima giornata, nuovamente in casa, contro il Wanderers. Da allora non si ferma più ed aiuta la sua squadra a raggiungere i playoff con 5 gol nelle ultime 3 partite da lui giocate. Nel frattempo riesce a conquistare anche il posto da titolare ngli incontri di Copa libertadores. Gol al debutto contro il Godoy Cruz, per poi ripetersi nel ritorno della sfida durante i gironi preliminari. Doppietta agli ottavi contro il Deportivo Quito, prima di arrendersi in semifinale contro il Boca Juniors. Al termine della sua prima stagione nel calcio professionistico può contare 11 presenze in campionato e 8 gol, oltre a 10 apparizioni in Copa Libertadores e 4 marcature, per un totale di 12 gol in 21 partite.
Come già anticipato nel corso dell'estate 2012 passa al Manchester United per una cifra di circa cinque milioni e mezzo di dollari, e scegliendo la casacca numero 21.
Gioca la sua prima partita in maglia Red Devils il 28 settembre contro il Newcastle nel campionato Premier League Riserve (oggi campionato Under 21) e segnando anche il gol del finale 4-2 con un pregevole colpo di testa.
Sir Alex Ferguson ha deciso di puntare molto sul ragazzo, rivedendo in lui le caratteristiche di un giovanissimo Ruud Van Nistelrooy, grande icona del Manchester di inizio duemila. Attaccante con grande fiuto del gol, elemento imprescindibile per i grandi bomber, e molto sangue freddo sotto porta nonostante la giovane età. Destro naturale che sa calciare con naturalezza anche con il mancino, può essere pericoloso anche da posizioni lontane o decentrate. Un attaccante solitamente difficile da marcare vista la sua predisposizione a variare su tutto il fronte d'attacco alla ricerca di spazi. Nonostante il paragone con Van Nistelrooy differisca dal punto di vista fisico, il giovane Henriquez infatti ha alcuni centimetri in meno, può ritrovarsi in alcune caratteristiche da attaccante di razza per entrambi. Il gioco del cileno è più moderno, prediligendo la rapidità dei movimenti alla potenza fisica. Dotato inoltre di un'ottima tecnica personale, paragonabile a quella di una seconda punta. Un attaccante sia d'area di rigore che da movimento negli spazi, che potrà far molto comodo alla giovane e talentuosa Nazionale cilena del domani..
Prolifica e fruttuosa la sua esperienza con le Selezioni giovanili del suo Paese. Debutta con l'Under 15 realizzando un totale di 4 presenze e 2 gol nel corso del Sudamericano Sub15 del 2009. Si ripete in seguito anche nell'Under 17 dove sempre in 4 partite realizza 3 marcature in occasione questa volta del Sudamericano Sub17 del 2011. Con l'Under 20 arriva sicuramente il periodo più prolifico della sua fin qui giovane carriera internazionale arrivando a realizzare 14 gol in sole 10 partite, seguiti da altri 2 gol nell'unica apparizione con la maglia Under 23. Il 14 novembre 2012 il Commissario Tecnico Claudio Borghi lo convoca per l'amichevole contro la Serbia. Il debutto arriva al ventesimo minuto quando entra in campo al posto dell'infortunato Alexis Sanchez, e a due minuti dal termine segna la sua prima marcatura con la maglia della Nazionale maggiore del Cile.
I Red Devils hanno tra le mani un ottimo prospetto che nel tempo potrebbe integrarsi e giocarsi il posto con i grandi campioni di Manchester. Sicuramente ha bisogno di apprendere e fare esperienza prima di poter diventare incisivo nel difficile calcio inglese, ma i giovani hanno sempre ben figurato alla corte di Ferguson. Un attaccante da seguire con attenzione, in particolar modo a gennaio quando le voci di un possibile prestito in Championship potrebbero trovare conferma.
sabato 3 novembre 2012
Stefano Padovan
Nome: Stefano Padovan
Data di nascita: 16 Aprile 1994, Torino
Nazionalità: Italia Altezza: 1,86 cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Juventus Primavera, Campionato Primavera Girone A (Italia)
Ruolo: Attaccante
Valore: 500.000 Euro
Sono pochi i settori giovanili che ogni anno riescono ad essere sempre competitivi in tutte le categorie. Soprattutto nella categoria Primavera, dopo la quale spesso c'è il passaggio in prestito in qualche club per fare esperienza. Ma la Juventus non ha di questi problemi e ogni stagione mette in mostra i propri talenti, non ultimo dei quali Stefano Padovan, attaccante molto interessante di cui oggi dedicheremo un profilo.
Stefano Padovan nasce a Torino il 16 Aprile 1994 e sin da bambino corre dietro ad un pallone. Nel 2005 entra a far parte delle giovanili della Juventus, squadra per la quale tifa, e inizia a dimostrare tutto il suo talento. Nella stagione 2011/2012 fa parte stabilmente della squadra Primavera, segnando tra l'altro ben 11 gol in 17 partite, utili per guadagnarsi l'esordio con l'Under 19 il 28 Marzo 2012 contro la Turchia, vinta 2-0. Il primo gol con la nazionale di Evani arriva solo il 12 Ottobre nella vittoria per 3-0 contro l'Albania. Finora può contare ben 6 presenze e 3 gol con l'Under-19. In realtà, precedentemente Padovan ha giocato anche con le nazionali Under-16 (3 presenze, 1 gol), Under-17 (2 presenze, 1 gol) e Under-18 (3 gol in 5 presenze), facendone un punto fermo del settore giovanile italiano.
Lo scorso anno ha vinto il Torneo di Viareggio con i biancoenri, tra l'altro con 3 gol realizzati. In questa stagione è titolare inamovibile della Primavera di Baroni, con il quale ha già fatto 4 gol in 6 partite.
Stefano Padovan è la classica prima punta, bravissimo nel gioco aereo e a giocare di sponda. Ha un sinistro a fulmicotone, forte e preciso, e un sensibile senso del gol. Tatticamente è un giocatore molto utile alla squadra che aiuta molto durante la fase difensiva e di non possesso palla. Fisicamente è adatto al ruolo che ricopre, anche se dovrebbe acquisire maggiore forza muscolare e soprattutto migliorare con il piede opposto, quel destro che raramente usa. Da affinare anche i movimenti sulla linea del fuorigioco ma siamo in presenza di una punta davvero interessante. Raccoglie alla grande l'eredità lasciata da Ciro Immobile ai tempi delle giovanili bianconere. Chissà che possa essere l'inizio di una nuova bella storia e magari più a tinte juventine rispetto al bomber dell'Under 21. Se Conte cerca una prima punta occhio che potrebbe averla in casa.
Data di nascita: 16 Aprile 1994, Torino
Nazionalità: Italia Altezza: 1,86 cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Juventus Primavera, Campionato Primavera Girone A (Italia)
Ruolo: Attaccante
Valore: 500.000 Euro
Sono pochi i settori giovanili che ogni anno riescono ad essere sempre competitivi in tutte le categorie. Soprattutto nella categoria Primavera, dopo la quale spesso c'è il passaggio in prestito in qualche club per fare esperienza. Ma la Juventus non ha di questi problemi e ogni stagione mette in mostra i propri talenti, non ultimo dei quali Stefano Padovan, attaccante molto interessante di cui oggi dedicheremo un profilo.
Stefano Padovan nasce a Torino il 16 Aprile 1994 e sin da bambino corre dietro ad un pallone. Nel 2005 entra a far parte delle giovanili della Juventus, squadra per la quale tifa, e inizia a dimostrare tutto il suo talento. Nella stagione 2011/2012 fa parte stabilmente della squadra Primavera, segnando tra l'altro ben 11 gol in 17 partite, utili per guadagnarsi l'esordio con l'Under 19 il 28 Marzo 2012 contro la Turchia, vinta 2-0. Il primo gol con la nazionale di Evani arriva solo il 12 Ottobre nella vittoria per 3-0 contro l'Albania. Finora può contare ben 6 presenze e 3 gol con l'Under-19. In realtà, precedentemente Padovan ha giocato anche con le nazionali Under-16 (3 presenze, 1 gol), Under-17 (2 presenze, 1 gol) e Under-18 (3 gol in 5 presenze), facendone un punto fermo del settore giovanile italiano.
Lo scorso anno ha vinto il Torneo di Viareggio con i biancoenri, tra l'altro con 3 gol realizzati. In questa stagione è titolare inamovibile della Primavera di Baroni, con il quale ha già fatto 4 gol in 6 partite.
Stefano Padovan è la classica prima punta, bravissimo nel gioco aereo e a giocare di sponda. Ha un sinistro a fulmicotone, forte e preciso, e un sensibile senso del gol. Tatticamente è un giocatore molto utile alla squadra che aiuta molto durante la fase difensiva e di non possesso palla. Fisicamente è adatto al ruolo che ricopre, anche se dovrebbe acquisire maggiore forza muscolare e soprattutto migliorare con il piede opposto, quel destro che raramente usa. Da affinare anche i movimenti sulla linea del fuorigioco ma siamo in presenza di una punta davvero interessante. Raccoglie alla grande l'eredità lasciata da Ciro Immobile ai tempi delle giovanili bianconere. Chissà che possa essere l'inizio di una nuova bella storia e magari più a tinte juventine rispetto al bomber dell'Under 21. Se Conte cerca una prima punta occhio che potrebbe averla in casa.
lunedì 22 ottobre 2012
Arkadiusz Milik
Nome: Arkadiusz Milik
Data di nascita: 28 febbraio 1994, Tychy
Nazionalità: Polonia
Altezza: 1, 89 m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Gornik Zabrze - Ekstraklasa
Ruolo: Attaccante centrale
Valore: 1.500.000 €
Se negli ultimi anni il Belgio sembrava essere sul punto di rappresentare la nuova frontiera europea dei talenti, ora è la Polonia la nazione che promette di diventare la terra da "razziare" per le squadre europee alla ricerca di grandi talenti a prezzi abbordabili. La nuova generazione polacca, fiorita principalmente con il grande e giovane Borussia delle ultime stagioni (Piszeck, Kuba e Lewandowski), sta mostrando progressi considerevoli, sebbene all' Europeo la compagine di Smuda non abbia mostrato una fase difensiva accettabile rispetto ad un attacco fra i più pericolosi in circolazione. Il talento che vi presentiamo oggi potrebbe raccogliere la pesante eredità del bomber Lewandowski, non solo in nazionale, anche se possiamo dire che questo ragazzo sta bruciando le tappe ad una velocità impressionante. Stiamo parlando di Arkadiusz Milik, punta centrale del Gornik Zabrze che risiede ai vertici dell'attuale campionato polacco.
Arkadiusz Milik nasce a Tychy, distretto industriale della Seslia nel sud della Polonia. A 6 anni entra a far parte della scuola calcio del Katowice, militante ora in seconda divisione (al tempo in terza) e vicino alla sua città natale. Per la squadra nero-verde rappresenta il giocatore più promettente tanto che ad appena 15 anni viene aggregato alla prima squadra mentre l'esordio ufficiale tra i professionisti risale alla stagione 2010/2011 ad appena 16 anni. Chiude la stagione con la grandissima media di 4 reti in 10 presenze. La stagione successiva firma un contratto di 5 anni con il Gornik Zabrze e viene da subito lanciato in prima squadra nella massima serie polacca. Il debutto ufficiale avviene il 31 luglio 2011 a 17 anni, 5 mesi e 3 giorni nel pareggio esterno contro il Slask Wroclaw (1-1, suo l'assist del momentaneo vantaggio). Le prime reti arrivano il 1 aprile 2012 nella doppietta che sancisce la vittoria interna contro il Korona Kielce. Terminerà la stagione con 4 reti in 24 presenze (2 assist e squadra ottava in campionato). Dopo essere stato invitato ad uno stage con il Tottenham che nonostante le ottime prestazioni non ha concluso il suo acquisto, viene aggregato ad una formazione giovanile del Legia Varsavia per disputare un'amichevole con la Sambonifaciese ma nonostante la grande vittoria per 4-1 (una bella rete proprio di Milik), le squadre italiane non affondano il colpo con il Gornik. Tornato alla base il ragazzo si appresta a disputare un'altra stagione con la maglia rosso-blu ed ecco l'esplosione in patria con un debutto stagionale con i fiocchi: sono 7 reti in 9 presenze ufficiali tra campionato e coppa fino ad ora. Le prestazioni del giovane attaccante non sono rimaste inosservate e il nuovo C.t della Polonia Fornalik lo ha voluto per l'amichevole contro il Sudafrica del 12 ottobre 2012 (vittoria per 1-0 ed esordio ufficiale). Ad ora il ragazzo ha all'attivo 2 presenze con la nazionale maggiore mentre in passato ha vestito tutte le selezioni giovanili del suo Paese: una presenza e una rete con l'Under 17, una presenza in Under 18, 7 presenze e 5 reti in Under 19 e 2 presenze con l'Under 21.
Milik è una prima punta moderna che abbina al fisico un'ottima tecnica di base. E' un attaccante letale in area di rigore e sa muoversi lungo tutto il perimetro del reparto offensivo. E' veloce palla al piede e incredibile nella protezione della sfera (nonostante la poca esperienza) con colpi da vero fuoriclasse in prospettiva. Buono il colpo di testa, da migliorare decisamente il destro. Come prevedibile deve ampliare tutto il bagaglio tecnico e atletico, il calcio che conta schiera ben altre difese, ma siamo in presenza di un potenziale bomber da big perché è uno dei pochi alla sua età ad essere una punta completa. Somiglia in maniera impressionante a Lewandowski anche se crediamo possa diventare molto più forte del connazionale se fatto crescere al meglio e con pazienza. D
Su di lui si sono inevitabilmente lanciate moltissime squadre, le più attente al panorama giovanile. Il Borussia e lo Stoccarda sono le formazioni più agguerrite in Bundesliga mentre in Italia la Juventus, l'Inter ma soprattutto l'Udinese sono in procinto di concretizzare l'interesse mostrato in questi mesi. Occhio alla Premier, campionato che da sempre attira prepotentemente talenti di questo calibro e con queste caratteristiche (le big d'Oltremanica sono sempre in agguato). Il suo ex allenatore Mogilany (Katowice), lo descrive come un ragazzo con la testa sulle spalle e che potrebbe fare grande strada. Se una big italiana decide di investire su di lui farebbe un grande colpo.
Data di nascita: 28 febbraio 1994, Tychy
Nazionalità: Polonia
Altezza: 1, 89 m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Gornik Zabrze - Ekstraklasa
Ruolo: Attaccante centrale
Valore: 1.500.000 €
Se negli ultimi anni il Belgio sembrava essere sul punto di rappresentare la nuova frontiera europea dei talenti, ora è la Polonia la nazione che promette di diventare la terra da "razziare" per le squadre europee alla ricerca di grandi talenti a prezzi abbordabili. La nuova generazione polacca, fiorita principalmente con il grande e giovane Borussia delle ultime stagioni (Piszeck, Kuba e Lewandowski), sta mostrando progressi considerevoli, sebbene all' Europeo la compagine di Smuda non abbia mostrato una fase difensiva accettabile rispetto ad un attacco fra i più pericolosi in circolazione. Il talento che vi presentiamo oggi potrebbe raccogliere la pesante eredità del bomber Lewandowski, non solo in nazionale, anche se possiamo dire che questo ragazzo sta bruciando le tappe ad una velocità impressionante. Stiamo parlando di Arkadiusz Milik, punta centrale del Gornik Zabrze che risiede ai vertici dell'attuale campionato polacco.
Arkadiusz Milik nasce a Tychy, distretto industriale della Seslia nel sud della Polonia. A 6 anni entra a far parte della scuola calcio del Katowice, militante ora in seconda divisione (al tempo in terza) e vicino alla sua città natale. Per la squadra nero-verde rappresenta il giocatore più promettente tanto che ad appena 15 anni viene aggregato alla prima squadra mentre l'esordio ufficiale tra i professionisti risale alla stagione 2010/2011 ad appena 16 anni. Chiude la stagione con la grandissima media di 4 reti in 10 presenze. La stagione successiva firma un contratto di 5 anni con il Gornik Zabrze e viene da subito lanciato in prima squadra nella massima serie polacca. Il debutto ufficiale avviene il 31 luglio 2011 a 17 anni, 5 mesi e 3 giorni nel pareggio esterno contro il Slask Wroclaw (1-1, suo l'assist del momentaneo vantaggio). Le prime reti arrivano il 1 aprile 2012 nella doppietta che sancisce la vittoria interna contro il Korona Kielce. Terminerà la stagione con 4 reti in 24 presenze (2 assist e squadra ottava in campionato). Dopo essere stato invitato ad uno stage con il Tottenham che nonostante le ottime prestazioni non ha concluso il suo acquisto, viene aggregato ad una formazione giovanile del Legia Varsavia per disputare un'amichevole con la Sambonifaciese ma nonostante la grande vittoria per 4-1 (una bella rete proprio di Milik), le squadre italiane non affondano il colpo con il Gornik. Tornato alla base il ragazzo si appresta a disputare un'altra stagione con la maglia rosso-blu ed ecco l'esplosione in patria con un debutto stagionale con i fiocchi: sono 7 reti in 9 presenze ufficiali tra campionato e coppa fino ad ora. Le prestazioni del giovane attaccante non sono rimaste inosservate e il nuovo C.t della Polonia Fornalik lo ha voluto per l'amichevole contro il Sudafrica del 12 ottobre 2012 (vittoria per 1-0 ed esordio ufficiale). Ad ora il ragazzo ha all'attivo 2 presenze con la nazionale maggiore mentre in passato ha vestito tutte le selezioni giovanili del suo Paese: una presenza e una rete con l'Under 17, una presenza in Under 18, 7 presenze e 5 reti in Under 19 e 2 presenze con l'Under 21.
Milik è una prima punta moderna che abbina al fisico un'ottima tecnica di base. E' un attaccante letale in area di rigore e sa muoversi lungo tutto il perimetro del reparto offensivo. E' veloce palla al piede e incredibile nella protezione della sfera (nonostante la poca esperienza) con colpi da vero fuoriclasse in prospettiva. Buono il colpo di testa, da migliorare decisamente il destro. Come prevedibile deve ampliare tutto il bagaglio tecnico e atletico, il calcio che conta schiera ben altre difese, ma siamo in presenza di un potenziale bomber da big perché è uno dei pochi alla sua età ad essere una punta completa. Somiglia in maniera impressionante a Lewandowski anche se crediamo possa diventare molto più forte del connazionale se fatto crescere al meglio e con pazienza. D
Su di lui si sono inevitabilmente lanciate moltissime squadre, le più attente al panorama giovanile. Il Borussia e lo Stoccarda sono le formazioni più agguerrite in Bundesliga mentre in Italia la Juventus, l'Inter ma soprattutto l'Udinese sono in procinto di concretizzare l'interesse mostrato in questi mesi. Occhio alla Premier, campionato che da sempre attira prepotentemente talenti di questo calibro e con queste caratteristiche (le big d'Oltremanica sono sempre in agguato). Il suo ex allenatore Mogilany (Katowice), lo descrive come un ragazzo con la testa sulle spalle e che potrebbe fare grande strada. Se una big italiana decide di investire su di lui farebbe un grande colpo.
venerdì 5 ottobre 2012
Luca Garritano
Nome: Luca Garritano
Data di nascita: 11 Febbraio 1994, Cosenza
Nazionalità: Italia
Altezza: 1,74 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Inter Primavera, Campionato Primavera Girone B (Italia) in comproprietà con il Cesena
Ruolo: Attaccante, trequartista, esterno d'attacco
Valore: 150.000 Euro
Le ultime stagioni dei campionati giovanili hanno evidenziato una superiorità disarmante dell'Inter. Probabilmente ad oggi è il miglior settore giovanile italiano, sia per risultati raggiunti che per numero di calciatori prodotti e che giocano tra Serie A e Serie B. Oggi parleremo di Luca Garritano, sicuramente non l'ultimo di questa grande industria di giovani talenti.
Luca Garritano nasce l'11 Febbraio 1994 a Cosenza, dove comincia a muovere i primi passi nel calcio. Il talento espresso nel Real Cosenza porta l'Inter ad interessarsi al ragazzo e a tesserarlo nel 2008, quando viene aggregato nei Giovanissimi Nazionali, allenati da Cerrone. Subito si guadagna la maglia da titolare, diventando una colonna della squadra che a fine stagione vincere lo Scudetto di categoria. Nella stagione successiva passa negli Allievi Regionali, riuscendo a confermare le doti espresse in precedenza e brillando nella vittoria del “Torneo della Città di Arco”. Prosegue la sua trionfale carriera giovanile anche con i Berretti Juniores di Sergio Zanetti, vincendo ancora una volta il campionato la scorsa stagione. In realtà però comincia ad allenarsi e a disputare qualche partita anche con la Primavera, giocando in otto occasioni e prendendo parte attivamente alla doppia impresa della squadra allenata da Stramaccioni prima e da Bernazzani poi, Next Generation e Campionato di categoria (ha pure segnato il momentaneo 2-1 alla Lazio proprio in finale). Nell'affare Nagatomo, il suo cartellino è stato ceduto in comproprietà al Cesena, ma con diritti sportivi all'Inter che ha confermato di crederci anche per il prolungamento del contratto di comproprietà fino al 2015 e del suo contratto fino al 2016. In questo inizio di stagione è un perno della Primavera insieme a Bessa (rimasto a Milano solo per curare un grave infortunio), con la stellina Tassi in rampa di lancio. Può già contare 4 presenze, condite da un gol. E' stato inoltre aggregato al ritiro da Stramaccioni e ha disputato un buon precampionato con la prima squadra. Il debutto tra i grandi arriva il 4 ottobre 2012 in Europa League nella sfida vinta dai nerazzurri contro gli azeri del Neftchi Baku (1-3 per l'Inter) dove il ragazzo cosentino entra nell'ultimo quarto d'ora e sfiora il goal dopo un bello scambio con Jonathan. Garritano è da tempo nel giro delle selezioni azzurre. Ha esordito con l'Under 18 il 9 Novembre 2011 nella sconfitta con la Germania. Rompe il ghiaccio il 4 Gennaio 2012 contro l'Ucraina ed è una doppietta. In totale sono 7 le presenze con ben 3 reti. Le ottime prestazioni offerte con l'Inter e con l'Under 18, convincono Evani a convocarlo anche per la nazionale Under 19, con la quale esordisce il 22 Agosto 2012 nella sconfitta in Croazia. Per il momento è l'unica presenze in questa categoria.
Luca Garritano è un attaccante molto duttile, capace di fare la prima punta di movimento, visto il suo fisico brevilineo, ma anche di giocare come trequartista ed esterno d'attacco, grazie alla grande resistenza fisica può fare tutta la fascia per tutta la partita. E' dotato di grandissime qualità tecniche e di ottima visione di gioco, velocissimo e bravo nel dribbling con una progressione davvero impressionante. Ma forse ciò che più impressiona è la grinta e lo spirito di sacrificio. Ci troviamo di fronte ad un talento cristallino, pronto a spiccare il volo. Ma probabilmente deve finire questa stagione e solo dopo potrà giocare in prestito in cadetteria o in qualche squadra di medio-bassa classifica in Serie A. Ha bisogno comunque di tempo per limare le ultime piccolissime lacune tecniche e per entrare nel meccanismo del calcio d'alto livello, ma tatticamente è già sulla buona strada e la categoria Primavera comincia a stargli stretta.
Data di nascita: 11 Febbraio 1994, Cosenza
Nazionalità: Italia
Altezza: 1,74 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Inter Primavera, Campionato Primavera Girone B (Italia) in comproprietà con il Cesena
Ruolo: Attaccante, trequartista, esterno d'attacco
Valore: 150.000 Euro
Le ultime stagioni dei campionati giovanili hanno evidenziato una superiorità disarmante dell'Inter. Probabilmente ad oggi è il miglior settore giovanile italiano, sia per risultati raggiunti che per numero di calciatori prodotti e che giocano tra Serie A e Serie B. Oggi parleremo di Luca Garritano, sicuramente non l'ultimo di questa grande industria di giovani talenti.
Luca Garritano nasce l'11 Febbraio 1994 a Cosenza, dove comincia a muovere i primi passi nel calcio. Il talento espresso nel Real Cosenza porta l'Inter ad interessarsi al ragazzo e a tesserarlo nel 2008, quando viene aggregato nei Giovanissimi Nazionali, allenati da Cerrone. Subito si guadagna la maglia da titolare, diventando una colonna della squadra che a fine stagione vincere lo Scudetto di categoria. Nella stagione successiva passa negli Allievi Regionali, riuscendo a confermare le doti espresse in precedenza e brillando nella vittoria del “Torneo della Città di Arco”. Prosegue la sua trionfale carriera giovanile anche con i Berretti Juniores di Sergio Zanetti, vincendo ancora una volta il campionato la scorsa stagione. In realtà però comincia ad allenarsi e a disputare qualche partita anche con la Primavera, giocando in otto occasioni e prendendo parte attivamente alla doppia impresa della squadra allenata da Stramaccioni prima e da Bernazzani poi, Next Generation e Campionato di categoria (ha pure segnato il momentaneo 2-1 alla Lazio proprio in finale). Nell'affare Nagatomo, il suo cartellino è stato ceduto in comproprietà al Cesena, ma con diritti sportivi all'Inter che ha confermato di crederci anche per il prolungamento del contratto di comproprietà fino al 2015 e del suo contratto fino al 2016. In questo inizio di stagione è un perno della Primavera insieme a Bessa (rimasto a Milano solo per curare un grave infortunio), con la stellina Tassi in rampa di lancio. Può già contare 4 presenze, condite da un gol. E' stato inoltre aggregato al ritiro da Stramaccioni e ha disputato un buon precampionato con la prima squadra. Il debutto tra i grandi arriva il 4 ottobre 2012 in Europa League nella sfida vinta dai nerazzurri contro gli azeri del Neftchi Baku (1-3 per l'Inter) dove il ragazzo cosentino entra nell'ultimo quarto d'ora e sfiora il goal dopo un bello scambio con Jonathan. Garritano è da tempo nel giro delle selezioni azzurre. Ha esordito con l'Under 18 il 9 Novembre 2011 nella sconfitta con la Germania. Rompe il ghiaccio il 4 Gennaio 2012 contro l'Ucraina ed è una doppietta. In totale sono 7 le presenze con ben 3 reti. Le ottime prestazioni offerte con l'Inter e con l'Under 18, convincono Evani a convocarlo anche per la nazionale Under 19, con la quale esordisce il 22 Agosto 2012 nella sconfitta in Croazia. Per il momento è l'unica presenze in questa categoria.
Luca Garritano è un attaccante molto duttile, capace di fare la prima punta di movimento, visto il suo fisico brevilineo, ma anche di giocare come trequartista ed esterno d'attacco, grazie alla grande resistenza fisica può fare tutta la fascia per tutta la partita. E' dotato di grandissime qualità tecniche e di ottima visione di gioco, velocissimo e bravo nel dribbling con una progressione davvero impressionante. Ma forse ciò che più impressiona è la grinta e lo spirito di sacrificio. Ci troviamo di fronte ad un talento cristallino, pronto a spiccare il volo. Ma probabilmente deve finire questa stagione e solo dopo potrà giocare in prestito in cadetteria o in qualche squadra di medio-bassa classifica in Serie A. Ha bisogno comunque di tempo per limare le ultime piccolissime lacune tecniche e per entrare nel meccanismo del calcio d'alto livello, ma tatticamente è già sulla buona strada e la categoria Primavera comincia a stargli stretta.
La rete al Varese la scorsa settimana.
venerdì 21 settembre 2012
Nick Powell
Nome: Nicholas Edward Powell
Data di nascita: 23 marzo 1994, Crewe
Nazionalità: Inghilterra
Altezza: 1, 83 m
Piede preferito: Ambidestro
Squadra: Machester United - Premier League
Ruolo: Trequartista, centrocampista centrale
Valore: 3.000.000 €
Alex Ferguson ha sempre saputo lavorare con i giovani e nella sua carriera nei Red Devils ha coltivato centrocampisti che hanno scritto la storia degli ultimi vent'anni di questo glorioso club. Quando il tecnico scozzese punta tutto su un giovane, questi difficilmente fallisce ed è quello che potrebbe succedere con il ragazzo che vi presentiamo oggi, l'astro nascente Nick Powell, trequartista che in estate è stato strappato a tutte le altre big dal Crewe Alexandra.
Nicholas Edward Powell nasce a Crewe, nella contea del Cheshire (nel nord-ovest dell'Inghilterra). Cresce nelle giovanili del Crewe Alexandra, società riconosciuta come una delle più attive e capaci del panorama giovanile inglese, una sorta di Atalanta d'Inghilterra che ha prodotto molti ottimi giocatori tra i quali Danny Murphy e soprattutto l'ex Juve, Sampdoria e Arsenal David Platt (ora assistente allenatore di Mancini al City). A Crewe si distingue nelle varie formazioni giovanili, nel ruolo di attaccante, fino alla promozione in prima squadra nella stagione 2012/2011. In questa stagione non vede mai il campo ma si allena con i compagni più grandi e gioca con le riserve. Nel corso degli allenamenti avviene il passaggio di ruolo dall'attacco alla trequarti prima, ed al centrocampista centrale in seguito. Nella nuova posizione il giocatore ha maggior fortuna e riesce ad esprimere al meglio le sue capacità. Debutta da titolare nella prima del campionato di League 2 all'inizio della stagione 2011/2012, ed è nuovamente titolare nella successiva sfida valida per la League Cup. Nel nuovo ruolo comincia ad essere un elemento molto importante per i meccanismi di gioco della squadra ed il suo minutaggio subisce una crescita inarrestabile. Al termine della stagione, la prima vera importante per il giovane inglese, porterà a casa il notevole bottino di 43 presenze condite da 15 gol e 8 assist, oltre ad una media prossima agli ottanta minuti giocati per incontro.
Durante l'estate parte l'immancabile asta per il giocatore da parte di tutte le Big d'Inghilterra, e come già detto, è il Manchester United di Sir Alex Ferguson che si assicura le prestazioni di Nick ad un prezzo di circa 7 milioni e mezzo di euro. Il centrocampista si unisce subito alla prima squadra, ed a sorpresa viene convocato per la panchina per la terza giornata di Premier League. Una settimana dopo arriva il debutto nella massima serie quando gli vengono concessi i venti minuti finali nelle sfida casalinga contro il Wigan, e dove il giocatore ha la possibilità di firmare il gol del 4-0 finale segnando così la sua prima marcatura al debutto all'Old Trafford.
Nick è principalmente un centrocampista offensivo, molto abile negli inserimenti, con il vizietto del gol. Dispone di un tiro potente e preciso con entrambi i piedi e ciò lo rende un'arma temibile dalla media-lunga distanza. Il cambio di ruolo gli ha sicuramente fatto bene, adesso è più libero nella posizione se gioca dietro le punte ed inoltre la sua tecnica è molto più utile alla squadra in fase di costruzione. Non è un giocatore molto rapido ma ha dalla sua un fisico forte e robusto e un notevole senso della posizione che gli permette di farsi trovare al posto giusto e smarcato. Gli inserimenti e la tempistica sono le sue principali armi offensive, e la maggior parte dei gol segnati con il Crewe ne sono la testimonianza. Lo United si è assicurato un giocatore molto temibile per il futuro, e sicuramente a Manchester sapranno trattare la sua crescita nel migliore dei modi.
Il promettente trequartista ha avuto modo di avvicinarsi alle Selezioni giovanili inglesi già durante la sua militanza nel Crewe, che come già detto è uno dei più floridi vivai britannici. Debutta nel 2009 con la formazione Under 16 dove realizza 1 gol in 7 presenze. Dal 2010 passa all'Under 17 con la quale realizza 3 presenze e 1 gol al Campionato Europeo di categoria e 5 presenze e 2 assist nei Mondiali del 2011 in Messico. In totale ha totalizzato 17 presenze e 5 gol con questa maglia. In seguito gioca una sola partita con l'Under 18 prima di passare all'Under 19 dove finora conta 1 presenza e 1 gol.
A Manchester sono in molti a credere nelle qualità del ragazzo, e questo giustifica la grande spesa fatta per il suo acquisto. Ferguson sa far crescere le qualità naturali dei centrocampisti a sua disposizione, e sicuramente Powell crescerà molto nello United. Addetti ai lavori hanno già pronosticato per lui una splendida carriera in Nazionale e in Premier League, cose sicuramente alla sua portata, ma il lavoro ed i sacrifici come sempre sono molti.
Data di nascita: 23 marzo 1994, Crewe
Nazionalità: Inghilterra
Altezza: 1, 83 m
Piede preferito: Ambidestro
Squadra: Machester United - Premier League
Ruolo: Trequartista, centrocampista centrale
Valore: 3.000.000 €
Alex Ferguson ha sempre saputo lavorare con i giovani e nella sua carriera nei Red Devils ha coltivato centrocampisti che hanno scritto la storia degli ultimi vent'anni di questo glorioso club. Quando il tecnico scozzese punta tutto su un giovane, questi difficilmente fallisce ed è quello che potrebbe succedere con il ragazzo che vi presentiamo oggi, l'astro nascente Nick Powell, trequartista che in estate è stato strappato a tutte le altre big dal Crewe Alexandra.
Nicholas Edward Powell nasce a Crewe, nella contea del Cheshire (nel nord-ovest dell'Inghilterra). Cresce nelle giovanili del Crewe Alexandra, società riconosciuta come una delle più attive e capaci del panorama giovanile inglese, una sorta di Atalanta d'Inghilterra che ha prodotto molti ottimi giocatori tra i quali Danny Murphy e soprattutto l'ex Juve, Sampdoria e Arsenal David Platt (ora assistente allenatore di Mancini al City). A Crewe si distingue nelle varie formazioni giovanili, nel ruolo di attaccante, fino alla promozione in prima squadra nella stagione 2012/2011. In questa stagione non vede mai il campo ma si allena con i compagni più grandi e gioca con le riserve. Nel corso degli allenamenti avviene il passaggio di ruolo dall'attacco alla trequarti prima, ed al centrocampista centrale in seguito. Nella nuova posizione il giocatore ha maggior fortuna e riesce ad esprimere al meglio le sue capacità. Debutta da titolare nella prima del campionato di League 2 all'inizio della stagione 2011/2012, ed è nuovamente titolare nella successiva sfida valida per la League Cup. Nel nuovo ruolo comincia ad essere un elemento molto importante per i meccanismi di gioco della squadra ed il suo minutaggio subisce una crescita inarrestabile. Al termine della stagione, la prima vera importante per il giovane inglese, porterà a casa il notevole bottino di 43 presenze condite da 15 gol e 8 assist, oltre ad una media prossima agli ottanta minuti giocati per incontro.
Durante l'estate parte l'immancabile asta per il giocatore da parte di tutte le Big d'Inghilterra, e come già detto, è il Manchester United di Sir Alex Ferguson che si assicura le prestazioni di Nick ad un prezzo di circa 7 milioni e mezzo di euro. Il centrocampista si unisce subito alla prima squadra, ed a sorpresa viene convocato per la panchina per la terza giornata di Premier League. Una settimana dopo arriva il debutto nella massima serie quando gli vengono concessi i venti minuti finali nelle sfida casalinga contro il Wigan, e dove il giocatore ha la possibilità di firmare il gol del 4-0 finale segnando così la sua prima marcatura al debutto all'Old Trafford.
Nick è principalmente un centrocampista offensivo, molto abile negli inserimenti, con il vizietto del gol. Dispone di un tiro potente e preciso con entrambi i piedi e ciò lo rende un'arma temibile dalla media-lunga distanza. Il cambio di ruolo gli ha sicuramente fatto bene, adesso è più libero nella posizione se gioca dietro le punte ed inoltre la sua tecnica è molto più utile alla squadra in fase di costruzione. Non è un giocatore molto rapido ma ha dalla sua un fisico forte e robusto e un notevole senso della posizione che gli permette di farsi trovare al posto giusto e smarcato. Gli inserimenti e la tempistica sono le sue principali armi offensive, e la maggior parte dei gol segnati con il Crewe ne sono la testimonianza. Lo United si è assicurato un giocatore molto temibile per il futuro, e sicuramente a Manchester sapranno trattare la sua crescita nel migliore dei modi.
Il promettente trequartista ha avuto modo di avvicinarsi alle Selezioni giovanili inglesi già durante la sua militanza nel Crewe, che come già detto è uno dei più floridi vivai britannici. Debutta nel 2009 con la formazione Under 16 dove realizza 1 gol in 7 presenze. Dal 2010 passa all'Under 17 con la quale realizza 3 presenze e 1 gol al Campionato Europeo di categoria e 5 presenze e 2 assist nei Mondiali del 2011 in Messico. In totale ha totalizzato 17 presenze e 5 gol con questa maglia. In seguito gioca una sola partita con l'Under 18 prima di passare all'Under 19 dove finora conta 1 presenza e 1 gol.
A Manchester sono in molti a credere nelle qualità del ragazzo, e questo giustifica la grande spesa fatta per il suo acquisto. Ferguson sa far crescere le qualità naturali dei centrocampisti a sua disposizione, e sicuramente Powell crescerà molto nello United. Addetti ai lavori hanno già pronosticato per lui una splendida carriera in Nazionale e in Premier League, cose sicuramente alla sua portata, ma il lavoro ed i sacrifici come sempre sono molti.
lunedì 10 settembre 2012
Raheem Sterling
Nome: Raheem Shaquille Sterling
Data di nascita: 8 dicembre 1994, Kingston
Nazionalità: Inghilterra
Altezza: 170cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Liverpool - Premier League
Ruolo: Trequartista, ala destra e sinistra
Valore: n/d
I giocatori offensivi che fanno della rapidità il loro punto di forza non mancano certo all'Inghilterra e al calcio inglese. D'altro canto questo è uno dei ruoli dove i britannici hanno dimostrato di saper coltivare alcuni tra i migliori talenti a livello europeo e mondiale. Il prospetto di oggi è inglese, non di nascita ma di adozione, cresciuto in Premier League, Raheem Sterling.
Raheem nasce a Kingston, la capitale della Giamaica, ma si trasferisce in tenera età in Inghilterra. Inizia a giocare all'età di cinque anni nelle fila del West Ham ma dal 2003 passa al Queens Park Rangers per proseguire la sua crescita. Nel QPR percorre tutto il settore giovanile, giocando molto spesso contro ragazzi più grandi nonostante il suo esile fisico. All'età di quattordici anni compare sulla copertina di un noto giornale nazionale giamaicano, il "The Gleaner", che lo ha definito "colui che ha abbagliato il calcio inglese con il suo prodigioso talento". Nonostante la colorita affermazione il grande potenziale di Raheem non passa inosservato alle molte squadre interessate al giovane. Nel 2010 la spunta il Liverpool di Benitez con una vera e propria offerta record di seicento mila sterline che in base a vari bonus legati alle presenze può salire fino ad un massimo di cinque milioni di sterline. Il giovane esterno si trasferisce così sulle sponde del Mersey, e viene aggregato fin da subito alla preparazione della prima squadra arrivando persino al debutto in un'amichevole estiva contro il Borussia Mönchengladbach il primo agosto. Viene in seguito aggregato alla formazione Under 18 con la quale realizza il suo primo gol nella prima amichevole estiva giocata contro l'Hibernian, partendo dalla panchina e siglando il definitivo 2-2. Il 28 agosto realizza invece la sua prima marcatura nella Premier Academy League nella partita contro il Wigan.
La stagione 2011/2012 viene promosso nella formazione riserve e prende parte alla Premier Reserve League totalizzando 6 gol e 7 assist in 19 partite. Le ottime prestazioni in serie e la continuità dimostrata gli valgono la chiamata in prima squadra e il debutto assoluto nella massima serie nel match contro il Wigan del 24 marzo 2012 dove entrando a partita in corsa gioca i dieci minuti finali. Il primo maggio gioca l'ultimo quarto d'ora in casa del Fulham e la settimana successiva altri dieci minuti contro il Chelsea. Sterling è anche diventato il secondo giocatore più giovane di sempre ad aver debuttato con la maglia dei Reds, dietro Jack Robinson.
Durante l'attuale stagione parte per il ritiro pre stagionale al servizio del nuovo mister Brendan Rodgers. Il tecnico ex Swansea resta impressionato dalle qualità del ragazzo e gli concede fiducia fin dal preliminare di Europa League dove ha la possibilità di giocare settanta minuti in casa del Gomel. In seguito parte titolare nella trasferta di Europa League in casa dell'Heart e gioca la mezzora finale nella sfida di ritorno. Inoltre è titolare nelle sfide della seconda e terza giornata di Premier League rispettivamente contro Manchester City e Arsenal. Questi dati fanno comprendere la fiducia che ha Rodgers nelle qualità del ragazzo, ed il fatto che sia utilizzato con questo minutaggio è un chiaro segnale della volontà dei Reds di puntare molto sulla crescita del giocatore.
Come già accennato la qualità principale di Raheem è la velocità. possiede uno scatto ed un'accelerazione degna di uno sprinter, inoltre a ciò bisogna aggiungere una buona tecnica personale ed un ottimo controllo di palla. Dispone inoltre di un buon tiro, ama infatti giocare sulla sinistra per potersi accentrare e cercare la conclusione, ed inoltre ha un'ottima precisione nel piede debole. Il dribbling in velocità e le giocate negli spazi sono i suoi movimenti preferiti, cerca molto la profondità e gli inserimenti dando così svariati problemi alle difese avversarie. Agli inizi della sua carriera giocava in posizione centrale dietro le punte, posizione che ha ricoperto anche nella formazione riserve all'occorrenza. Ma la posizione più naturale viste le sue caratteristiche è quella di ala o esterno. Viste le molte qualità in comune il giocatore è sempre stato accostato a Theo Walcott.
Raheem ha sempre vestito la maglia delle Nazionali giovanili inglesi, a cominciare dall'Under 16 con la quale ha totalizzato 9 presenze e 1 gol, passando poi all'Under 17 con 13 presenze e 3 gol prendendo parte agli Europei e ai Mondiali di categoria nel 2011 conclusi rispettivamente alle semifinali il primo e ai quarti il secondo. Oggi fa parte della Selezione Under 19 con la quale ha realizzato una sola apparizione finora.
Pare siano diverse le squadre interessate a Sterling tutt'oggi. Indiscrezioni parlano di un'offerta giunta dal Tottenham durante l'ultima campagna acquisti di otto milioni e mezzo di sterline per il giovane diciassettenne. La dirigenza dei Reds avrebbe rispedito al mittente la proposta dichiarando incedibile il ragazzo. Al momento c'è Downing nelle gerarchie davanti a lui, ma dopo la pessima stagione dell'ex Aston Villa e la rapida crescita dell'esterno natìo di Kingston possiamo aspettarci diverse apparizioni dal primo minuto per lui in questa stagione.
Data di nascita: 8 dicembre 1994, Kingston
Nazionalità: Inghilterra
Altezza: 170cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Liverpool - Premier League
Ruolo: Trequartista, ala destra e sinistra
Valore: n/d
I giocatori offensivi che fanno della rapidità il loro punto di forza non mancano certo all'Inghilterra e al calcio inglese. D'altro canto questo è uno dei ruoli dove i britannici hanno dimostrato di saper coltivare alcuni tra i migliori talenti a livello europeo e mondiale. Il prospetto di oggi è inglese, non di nascita ma di adozione, cresciuto in Premier League, Raheem Sterling.
Raheem nasce a Kingston, la capitale della Giamaica, ma si trasferisce in tenera età in Inghilterra. Inizia a giocare all'età di cinque anni nelle fila del West Ham ma dal 2003 passa al Queens Park Rangers per proseguire la sua crescita. Nel QPR percorre tutto il settore giovanile, giocando molto spesso contro ragazzi più grandi nonostante il suo esile fisico. All'età di quattordici anni compare sulla copertina di un noto giornale nazionale giamaicano, il "The Gleaner", che lo ha definito "colui che ha abbagliato il calcio inglese con il suo prodigioso talento". Nonostante la colorita affermazione il grande potenziale di Raheem non passa inosservato alle molte squadre interessate al giovane. Nel 2010 la spunta il Liverpool di Benitez con una vera e propria offerta record di seicento mila sterline che in base a vari bonus legati alle presenze può salire fino ad un massimo di cinque milioni di sterline. Il giovane esterno si trasferisce così sulle sponde del Mersey, e viene aggregato fin da subito alla preparazione della prima squadra arrivando persino al debutto in un'amichevole estiva contro il Borussia Mönchengladbach il primo agosto. Viene in seguito aggregato alla formazione Under 18 con la quale realizza il suo primo gol nella prima amichevole estiva giocata contro l'Hibernian, partendo dalla panchina e siglando il definitivo 2-2. Il 28 agosto realizza invece la sua prima marcatura nella Premier Academy League nella partita contro il Wigan.
La stagione 2011/2012 viene promosso nella formazione riserve e prende parte alla Premier Reserve League totalizzando 6 gol e 7 assist in 19 partite. Le ottime prestazioni in serie e la continuità dimostrata gli valgono la chiamata in prima squadra e il debutto assoluto nella massima serie nel match contro il Wigan del 24 marzo 2012 dove entrando a partita in corsa gioca i dieci minuti finali. Il primo maggio gioca l'ultimo quarto d'ora in casa del Fulham e la settimana successiva altri dieci minuti contro il Chelsea. Sterling è anche diventato il secondo giocatore più giovane di sempre ad aver debuttato con la maglia dei Reds, dietro Jack Robinson.
Durante l'attuale stagione parte per il ritiro pre stagionale al servizio del nuovo mister Brendan Rodgers. Il tecnico ex Swansea resta impressionato dalle qualità del ragazzo e gli concede fiducia fin dal preliminare di Europa League dove ha la possibilità di giocare settanta minuti in casa del Gomel. In seguito parte titolare nella trasferta di Europa League in casa dell'Heart e gioca la mezzora finale nella sfida di ritorno. Inoltre è titolare nelle sfide della seconda e terza giornata di Premier League rispettivamente contro Manchester City e Arsenal. Questi dati fanno comprendere la fiducia che ha Rodgers nelle qualità del ragazzo, ed il fatto che sia utilizzato con questo minutaggio è un chiaro segnale della volontà dei Reds di puntare molto sulla crescita del giocatore.
Come già accennato la qualità principale di Raheem è la velocità. possiede uno scatto ed un'accelerazione degna di uno sprinter, inoltre a ciò bisogna aggiungere una buona tecnica personale ed un ottimo controllo di palla. Dispone inoltre di un buon tiro, ama infatti giocare sulla sinistra per potersi accentrare e cercare la conclusione, ed inoltre ha un'ottima precisione nel piede debole. Il dribbling in velocità e le giocate negli spazi sono i suoi movimenti preferiti, cerca molto la profondità e gli inserimenti dando così svariati problemi alle difese avversarie. Agli inizi della sua carriera giocava in posizione centrale dietro le punte, posizione che ha ricoperto anche nella formazione riserve all'occorrenza. Ma la posizione più naturale viste le sue caratteristiche è quella di ala o esterno. Viste le molte qualità in comune il giocatore è sempre stato accostato a Theo Walcott.
Raheem ha sempre vestito la maglia delle Nazionali giovanili inglesi, a cominciare dall'Under 16 con la quale ha totalizzato 9 presenze e 1 gol, passando poi all'Under 17 con 13 presenze e 3 gol prendendo parte agli Europei e ai Mondiali di categoria nel 2011 conclusi rispettivamente alle semifinali il primo e ai quarti il secondo. Oggi fa parte della Selezione Under 19 con la quale ha realizzato una sola apparizione finora.
Pare siano diverse le squadre interessate a Sterling tutt'oggi. Indiscrezioni parlano di un'offerta giunta dal Tottenham durante l'ultima campagna acquisti di otto milioni e mezzo di sterline per il giovane diciassettenne. La dirigenza dei Reds avrebbe rispedito al mittente la proposta dichiarando incedibile il ragazzo. Al momento c'è Downing nelle gerarchie davanti a lui, ma dopo la pessima stagione dell'ex Aston Villa e la rapida crescita dell'esterno natìo di Kingston possiamo aspettarci diverse apparizioni dal primo minuto per lui in questa stagione.
venerdì 31 agosto 2012
Patrick Olsen
Nome: Patrick Olsen
Data di nascita: 23 aprile 1994, Copenhagen
Nazionalità: Danimarca
Altezza: 1,80 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Inter primavera - Campionato primavera
Ruolo: Centrocampista centrale, regista davanti la difesa
Valore: n/d
La Danimarca è la protagonista di questa settimana di ProssimiCampioni e dopo aver pubblicato Lucas Andersen, giovane esterno offensivo vicino alla Juventus, ecco il profilo di un promettente centrocampista appena acquistato dall'Inter, Patrick Olsen.
Patrick Haakon Olsen nasce a Copenhagen ma cresce ad Amager, isola danese di circa 160.000 abitanti nei pressi della capitale. A 8 anni entra nel settore giovanile del Brondby, importante squadra danese della periferia di Copenhagen nella quale ha militato Peter Schmeichel prima del passaggio allo United. Nella società giallo-blu compie una rapida ascesa fino alla formazione Under 16 nel 2010 che gli permette maggiore visibilità e quindi di entrare nel giro delle selezioni giovanili danesi. Dopo appena una stagione passa subito di categoria entrando a far parte sia del Brondby Under 17 che della Danimarca Under 17 della quale diventa leader del centrocampo. Nell'estate 2011 è titolare al Mondiale messicano Under 17 (vinto poi dal Brasile di Coutinho, Neymar, Juan e Gabriel) nella quale però i danesi faticano e non passano il turno (Brasile e Costa D'Avorio passano il girone). Al termine della rassegna passa nuovamente di categoria con l'inizio della stagione ed entra a far parte dell'Under 19 del Brondby e della nazionale, diventandone anche capitano in alcune occasioni. Dopo essere stato a lungo visionato da Pierluigi Casiraghi (rinomato osservatore dell'Inter, omonimo dell'ex calciatore di Juve, Lazio e Chelsea), viene prelevato ad agosto 2012 per circa 260.000 € più bonus (che potrebbero far lievitare il pagamento a 800.000 €). Il 23 agosto 2011 giunge ad Interello (centro di allenamento dei giovani nerazzurri) per visitare le strutture e firmare un contratto di 3 anni. Olsen chiude il proprio ciclo in patria con 6 presenze e una rete nella Danimarca Under 16, 21 presenze in Under 17 e 11 in Under 19.
I tifosi della formazione danese in seguito hanno manifestato il loro disappunto nei forum del club affermando che il ragazzo sarebbe dovuto rimanere più tempo a Brondby per poi essere rivenduto ad una cifra maggiore. In realtà il ragazzo aveva già rifiutato il prolungamento di contratto, sedotto dai nerazzurri in contatto con il suo procuratore Michael Bolvig, ed alcuni quotidiani danesi sostengono che l'operazione sia stata avallata dalla dirigenza anche per ottenere fondi per l'acquisto del centrocampista Martin Ornskov (26 anni) dei norvegesi Viking Stavanger, acquisto non ancora concluso.
Olsen è un centrocampista centrale molto duttile che abbina qualità e quantità. Il meglio di sé riesce a darlo come regista davanti alla difesa ma può giocare anche più avanzato arrivando addirittura a posizionarsi dietro le punte. E' dotato di un buon fisico ma deve crescere ancora molto per competere in un campionato di alto livello mentre tecnicamente dimostra molta maturità anche se deve migliorare il sinistro. Distribuisce bene il gioco ma si fa sentire anche in fase di interdizione anche se è decisamente presto per dire dove potrà arrivare il giovane centrocampista data la giovanissima età. La personalità certo non gli manca dato che in un'intervista ha rivelato di voler entrare già nel giro della prima squadra per metà stagione e di voler debuttare in serie A entro due anni. La primavera sarà il primo banco di prova per il talento danese.
Data di nascita: 23 aprile 1994, Copenhagen
Nazionalità: Danimarca
Altezza: 1,80 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Inter primavera - Campionato primavera
Ruolo: Centrocampista centrale, regista davanti la difesa
Valore: n/d
La Danimarca è la protagonista di questa settimana di ProssimiCampioni e dopo aver pubblicato Lucas Andersen, giovane esterno offensivo vicino alla Juventus, ecco il profilo di un promettente centrocampista appena acquistato dall'Inter, Patrick Olsen.
Patrick Haakon Olsen nasce a Copenhagen ma cresce ad Amager, isola danese di circa 160.000 abitanti nei pressi della capitale. A 8 anni entra nel settore giovanile del Brondby, importante squadra danese della periferia di Copenhagen nella quale ha militato Peter Schmeichel prima del passaggio allo United. Nella società giallo-blu compie una rapida ascesa fino alla formazione Under 16 nel 2010 che gli permette maggiore visibilità e quindi di entrare nel giro delle selezioni giovanili danesi. Dopo appena una stagione passa subito di categoria entrando a far parte sia del Brondby Under 17 che della Danimarca Under 17 della quale diventa leader del centrocampo. Nell'estate 2011 è titolare al Mondiale messicano Under 17 (vinto poi dal Brasile di Coutinho, Neymar, Juan e Gabriel) nella quale però i danesi faticano e non passano il turno (Brasile e Costa D'Avorio passano il girone). Al termine della rassegna passa nuovamente di categoria con l'inizio della stagione ed entra a far parte dell'Under 19 del Brondby e della nazionale, diventandone anche capitano in alcune occasioni. Dopo essere stato a lungo visionato da Pierluigi Casiraghi (rinomato osservatore dell'Inter, omonimo dell'ex calciatore di Juve, Lazio e Chelsea), viene prelevato ad agosto 2012 per circa 260.000 € più bonus (che potrebbero far lievitare il pagamento a 800.000 €). Il 23 agosto 2011 giunge ad Interello (centro di allenamento dei giovani nerazzurri) per visitare le strutture e firmare un contratto di 3 anni. Olsen chiude il proprio ciclo in patria con 6 presenze e una rete nella Danimarca Under 16, 21 presenze in Under 17 e 11 in Under 19.
I tifosi della formazione danese in seguito hanno manifestato il loro disappunto nei forum del club affermando che il ragazzo sarebbe dovuto rimanere più tempo a Brondby per poi essere rivenduto ad una cifra maggiore. In realtà il ragazzo aveva già rifiutato il prolungamento di contratto, sedotto dai nerazzurri in contatto con il suo procuratore Michael Bolvig, ed alcuni quotidiani danesi sostengono che l'operazione sia stata avallata dalla dirigenza anche per ottenere fondi per l'acquisto del centrocampista Martin Ornskov (26 anni) dei norvegesi Viking Stavanger, acquisto non ancora concluso.
Olsen è un centrocampista centrale molto duttile che abbina qualità e quantità. Il meglio di sé riesce a darlo come regista davanti alla difesa ma può giocare anche più avanzato arrivando addirittura a posizionarsi dietro le punte. E' dotato di un buon fisico ma deve crescere ancora molto per competere in un campionato di alto livello mentre tecnicamente dimostra molta maturità anche se deve migliorare il sinistro. Distribuisce bene il gioco ma si fa sentire anche in fase di interdizione anche se è decisamente presto per dire dove potrà arrivare il giovane centrocampista data la giovanissima età. La personalità certo non gli manca dato che in un'intervista ha rivelato di voler entrare già nel giro della prima squadra per metà stagione e di voler debuttare in serie A entro due anni. La primavera sarà il primo banco di prova per il talento danese.
lunedì 27 agosto 2012
Lucas Andersen
Nome: Lucas Andersen
Data di nascita: 13 settembre 1994, Aalaborg
Nazionalità: Danimarca
Altezza: 1,85 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Aalborg BK, Superligaen
Ruolo: Ala destra, esterno destro
Valore: 750.000 €
La Danimarca è da sempre terra di ottimi calciatori e la nuova generazione, dalla classe 90 in poi, promette davvero tantissimo. Oggi vi parliamo di un talento giovanissimo ma già con una discreta esperienza in prima squadra, Lucas Andersen, gioiello dell'Aalborg e uno dei più promettenti talenti dell'interessantissima Danimarca Under 19.
Lucas Andersen nasce ad Aalborg, nel nord della Danimarca, iniziando la propria giovane carriera nell'Aalborg Freja, squadra militante nelle serie minori danesi. Il passaggio nella prima squadra della città, l'Aalborg Bk è una logica conseguenza delle sue ottime doti e nella seconda metà della stagione 2010/2011 viene aggregato giovanissimo alla prima squadra. Il debutto arriva il 5 marzo 2011 nel pareggio casalingo contro il Silkeborg (1-1) e il ragazzo gioca 2 minuti diventando il secondo più giovane debuttante della massima serie danese (16 anni, 5 mesi e 22 giorni). Quindici giorni dopo gioca 45 minuti nella vittoria esterna contro il Lyngby (1-2) e inizierà a far parte in pianta stabile nella rosa dei convocati terminando la stagione con 11 presenze. L'annata 2011/2012 inizia nel segno della continuità, 22 presenze e 2 assist totali con la soddisfazione della prima rete ufficiale (a 17 anni e 8 mesi) arrivata alla penultima giornata del campionato nella sconfitta esterna per 3-2 contro il Lyngby. La stagione appena iniziata l'ha visto sempre titolare nelle 2 presenze dell'Aalborg che ha pareggiato 1-1 contro Aarhus e vinto in casa 2-1 contro il Brondby (prima rete dei biancorossi proprio di Andersen). Numeri importanti per un ragazzo non ancora maggiorenne che ha all'attivo 35 presenze totali nella massima serie in una stagione e mezzo ad alto livello. Ha fatto tutta la trafila delle selezioni danesi: 7 presenze e una rete in Under 16, 20 presenze e 2 reti in Under 17, una in Under 18 e 4 presenze in Under 19.
Andersen è un'ala destra d'attacco che è stato spesso impiegato anche nella posizione di seconda punta. Può ricoprire anche il ruolo d'esterno destro in un centrocampo a 4 ma conserva l'attitudine offensiva che gli rende difficile i ripiegamenti in difesa. Dotato di un fisico importante che gli ha consentito di giocare fin da giovanissimo tra i pro, possiede un buon tocco di palla unito ad una grande rapidità. Deve ancora mettere su muscoli per campionati di grande livello ed ha bisogno di giocare ancora molto per acquisire quella cattiveria agonistica giusta per i top team ma ha tutte le caratteristiche per diventare importante. Pecca ancora molto in fase realizzativa e dimostra di essere più un uomo assist che bomber ma in prospettiva possiamo paragonarlo ad un André Schurrle della fascia destra (per la capacità di ricoprire il ruolo, la duttilità e le caratteristiche fisiche), anche se la strada per arrivare a quei livelli è ancora lunghissima e piena di incognite.
Il ragazzo interessa a tantissimi club europei di fascia alta. Su di lui ci sono principalmente Liverpool, Juventus, Borussia Dortmund e Ajax. Gli inglesi sembravano vicinissimi al suo acquisto su grande pressione di Dalglish ma dopo l'esonero del tecnico il trasferimento è saltato. Di recente si sono fatte insistenti le voci di una Juventus fortissima sul giocatore, con addirittura un accordo già trovato con Lucas e in fase di elaborazione con l'Aalborg per la prossima stagione, ma ancora nessuna conferma ufficiale. Certo sarebbe un gran bel colpo per la società di Agnelli che si assicurerebbe un talento di sicuro avvenire. Questa stagione sarà importante per l'ala offensiva che potrà giocare titolare nella Superligaen e maturare ulteriormente nel cammino che lo vede fare la differenza nei massimi campionati del Vecchio Continente.
Data di nascita: 13 settembre 1994, Aalaborg
Nazionalità: Danimarca
Altezza: 1,85 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Aalborg BK, Superligaen
Ruolo: Ala destra, esterno destro
Valore: 750.000 €
La Danimarca è da sempre terra di ottimi calciatori e la nuova generazione, dalla classe 90 in poi, promette davvero tantissimo. Oggi vi parliamo di un talento giovanissimo ma già con una discreta esperienza in prima squadra, Lucas Andersen, gioiello dell'Aalborg e uno dei più promettenti talenti dell'interessantissima Danimarca Under 19.
Lucas Andersen nasce ad Aalborg, nel nord della Danimarca, iniziando la propria giovane carriera nell'Aalborg Freja, squadra militante nelle serie minori danesi. Il passaggio nella prima squadra della città, l'Aalborg Bk è una logica conseguenza delle sue ottime doti e nella seconda metà della stagione 2010/2011 viene aggregato giovanissimo alla prima squadra. Il debutto arriva il 5 marzo 2011 nel pareggio casalingo contro il Silkeborg (1-1) e il ragazzo gioca 2 minuti diventando il secondo più giovane debuttante della massima serie danese (16 anni, 5 mesi e 22 giorni). Quindici giorni dopo gioca 45 minuti nella vittoria esterna contro il Lyngby (1-2) e inizierà a far parte in pianta stabile nella rosa dei convocati terminando la stagione con 11 presenze. L'annata 2011/2012 inizia nel segno della continuità, 22 presenze e 2 assist totali con la soddisfazione della prima rete ufficiale (a 17 anni e 8 mesi) arrivata alla penultima giornata del campionato nella sconfitta esterna per 3-2 contro il Lyngby. La stagione appena iniziata l'ha visto sempre titolare nelle 2 presenze dell'Aalborg che ha pareggiato 1-1 contro Aarhus e vinto in casa 2-1 contro il Brondby (prima rete dei biancorossi proprio di Andersen). Numeri importanti per un ragazzo non ancora maggiorenne che ha all'attivo 35 presenze totali nella massima serie in una stagione e mezzo ad alto livello. Ha fatto tutta la trafila delle selezioni danesi: 7 presenze e una rete in Under 16, 20 presenze e 2 reti in Under 17, una in Under 18 e 4 presenze in Under 19.
Andersen è un'ala destra d'attacco che è stato spesso impiegato anche nella posizione di seconda punta. Può ricoprire anche il ruolo d'esterno destro in un centrocampo a 4 ma conserva l'attitudine offensiva che gli rende difficile i ripiegamenti in difesa. Dotato di un fisico importante che gli ha consentito di giocare fin da giovanissimo tra i pro, possiede un buon tocco di palla unito ad una grande rapidità. Deve ancora mettere su muscoli per campionati di grande livello ed ha bisogno di giocare ancora molto per acquisire quella cattiveria agonistica giusta per i top team ma ha tutte le caratteristiche per diventare importante. Pecca ancora molto in fase realizzativa e dimostra di essere più un uomo assist che bomber ma in prospettiva possiamo paragonarlo ad un André Schurrle della fascia destra (per la capacità di ricoprire il ruolo, la duttilità e le caratteristiche fisiche), anche se la strada per arrivare a quei livelli è ancora lunghissima e piena di incognite.
Il ragazzo interessa a tantissimi club europei di fascia alta. Su di lui ci sono principalmente Liverpool, Juventus, Borussia Dortmund e Ajax. Gli inglesi sembravano vicinissimi al suo acquisto su grande pressione di Dalglish ma dopo l'esonero del tecnico il trasferimento è saltato. Di recente si sono fatte insistenti le voci di una Juventus fortissima sul giocatore, con addirittura un accordo già trovato con Lucas e in fase di elaborazione con l'Aalborg per la prossima stagione, ma ancora nessuna conferma ufficiale. Certo sarebbe un gran bel colpo per la società di Agnelli che si assicurerebbe un talento di sicuro avvenire. Questa stagione sarà importante per l'ala offensiva che potrà giocare titolare nella Superligaen e maturare ulteriormente nel cammino che lo vede fare la differenza nei massimi campionati del Vecchio Continente.
venerdì 24 agosto 2012
Marquinhos
Nome: Marcos Aoas Correa
Data di nascita: 14 maggio 1994, San Paolo
Nazionalità: Brasile
Altezza: 184cm
Piede preferito: Destro
Squadra: AS Roma - Serie A
Ruolo: Difensore centrale
Valore: 750.000€
La Roma durante la campagna acquisti ancora in corso ha deciso di puntare fortemente sui giovani talenti, e proprio in quest'ottica ha ingaggiato un allenatore che da sempre sa lavorare e valorizzare molto bene i ragazzi, Zdenek Zeman.Oggi andiamo ad analizzare un nuovo giocatore giallorosso del reparto arretrato, un classe '94 di cui gli addetti ai lavori e gli esperti del campionato brasiliano parlano molto bene: Marcos Correa in arte Marquinhos.
Marcos nasce in una delle capitali brasiliane, e mondiali, del calcio: San Paolo. Una città che da ospitalità ad alcune delle più grandi squadre di tutto il Paese verdeoro, come ad esempio il Corinthians, una delle storiche società che da i natalia proprio al neo acquisto romanista. Marcos inizia a giocare nelle giovanili del Timao nel 2002, all'età di soli otto anni, e percorre tutta la trafila arrivando a giocare con i ragazzi più grandi anche grazie al suo fisico formato. All'inizio del 2011 viene convocato in prima squadra per prendere parto al ritiro pre-stagionale, ma in seguito viene inserito nella formazione "B" del Timao e vi gioca per tutta la stagione.
Il salto di categoria arriva all'inizio del 2012 quando viene nuovamente convocato per il ritiro estivo con la prima squadra, ma questa volta vi resta a tutti gli effetti, a parte un piccolo ritorno nelle giovanili nel mese di gennaio per prendere parte alla vincente spedizione in Copa São Paulo de Futebol Júnior. Al termine della competizione torna nella rosa a disposizione di Tite, mister del Corinthians. Marcos inizia a collezionare presenze in prima squadra durante tutto il Campionato Statale Paulista fino ad arrivare al debutto nella massima serie brasiliana alla prima giornata da titolare contro il Fluminense, partita che purtroppo per il difensore termina con una sconfitta. Nelle due partite successive è in panchina prima di tornare in campo nuovamente da titolare nella sfida in casa del Gremio. E' titolare anche nelle due sfide successive rispettivamente con Ponte Preta e Palmeiras, ma il Corinthians non ha iniziato la stagione nel migliore dei modi ed il giovane talento deve lasciare spazio a giocatori più esperti, racimolando in seguito un'altra presenza nell'undici iniziale contro lo Sport Recife, incontro nel quale realizza anche un assist, e cinque minuti finali nella vittoria casalinga contro l'Internacional, prima del suo trasferimento nella capitale.
Il cammino più importante, nel quale però non è stato fra i protagonisti è nella vittoria del Timao della Copa Libertadores lo scorso luglio contro il Boca. Il giocatore è sempre stato in panchina ma risulta chiaramente tra i vincitori, e per sua stessa ammissione ha imparato moltissimo da quell'esperienza.
Nel mese di luglio viene inserito nella lista delle riserve della Nazionale Olimpica che ha calcato i campi inglesi, prima di trasferirsi a Roma per volere esplicito dello stesso Zeman. Il giocatore arriva alla corte del boemo in prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a un milione e mezzo.
Marcos è un giovane dall'ottimo potenziale che ricalca lo stereotipo del difensore brasiliano moderno, abile tecnicamente, dotato di un ottimo senso della posizione e che fa dell'anticipo la sua arma migliore. Il pregio principale del paulista è sicuramente il saper leggere molto bene lo svolgersi dell'azione al fine di poter intervenire tempestivamente in fase di chiusura. Sicuramente avrà molto da imparare per potersi confrontare con le migliori squadre del nostro calcio ma le caratteristiche per sfondare ci sono tutte. Nonostante sia un ottimo colpitore di testa non è mai riuscito ad imporsi in gol su situazioni di calcio da fermo, ma in fase difensiva risulta un elemento molto importante a sua disposizione. Dal punto di vista atletico è un giocatore formato, abbastanza rapido e scattante unisce bene atletismo e potenza fisica. Per quanto riguarda l'aspetto tecnico lo si può definire un vero brasiliano, anche se bisogna rapportarsi al suo ruolo in campo. Ha un piede educato ed una buona visione, ma non lo si può e non lo si deve considerare un regista arretrato alla Thiago Silva, peraltro suo idolo e modello.
Marquinhos può contare fino ad oggi 15 presenze in Under 17, di cui tralatro è anche capitano. A breve non è da escludere un salto di categoria, e molto dipende anche dall'impatto che avrà con il calcio italiano in questa stagione.
Marcos (e non Marquinhos sulla maglietta per non confondersi con il connazionale Marquinho) ha scelto il numero 3 in giallorosso, e Zeman pare intenzionato a dare fiducia al giovane anche se sarà difficile vederlo titolare nella prima sfida di campionato in casa contro il Catania. Sicuramente la Roma si è aggiudicata un ottimo prospetto difensivo che se coltivato bene potrà dare molte soddisfazioni ai tifosi giallorossi.
Data di nascita: 14 maggio 1994, San Paolo
Nazionalità: Brasile
Altezza: 184cm
Piede preferito: Destro
Squadra: AS Roma - Serie A
Ruolo: Difensore centrale
Valore: 750.000€
La Roma durante la campagna acquisti ancora in corso ha deciso di puntare fortemente sui giovani talenti, e proprio in quest'ottica ha ingaggiato un allenatore che da sempre sa lavorare e valorizzare molto bene i ragazzi, Zdenek Zeman.Oggi andiamo ad analizzare un nuovo giocatore giallorosso del reparto arretrato, un classe '94 di cui gli addetti ai lavori e gli esperti del campionato brasiliano parlano molto bene: Marcos Correa in arte Marquinhos.
Marcos nasce in una delle capitali brasiliane, e mondiali, del calcio: San Paolo. Una città che da ospitalità ad alcune delle più grandi squadre di tutto il Paese verdeoro, come ad esempio il Corinthians, una delle storiche società che da i natalia proprio al neo acquisto romanista. Marcos inizia a giocare nelle giovanili del Timao nel 2002, all'età di soli otto anni, e percorre tutta la trafila arrivando a giocare con i ragazzi più grandi anche grazie al suo fisico formato. All'inizio del 2011 viene convocato in prima squadra per prendere parto al ritiro pre-stagionale, ma in seguito viene inserito nella formazione "B" del Timao e vi gioca per tutta la stagione.
Il salto di categoria arriva all'inizio del 2012 quando viene nuovamente convocato per il ritiro estivo con la prima squadra, ma questa volta vi resta a tutti gli effetti, a parte un piccolo ritorno nelle giovanili nel mese di gennaio per prendere parte alla vincente spedizione in Copa São Paulo de Futebol Júnior. Al termine della competizione torna nella rosa a disposizione di Tite, mister del Corinthians. Marcos inizia a collezionare presenze in prima squadra durante tutto il Campionato Statale Paulista fino ad arrivare al debutto nella massima serie brasiliana alla prima giornata da titolare contro il Fluminense, partita che purtroppo per il difensore termina con una sconfitta. Nelle due partite successive è in panchina prima di tornare in campo nuovamente da titolare nella sfida in casa del Gremio. E' titolare anche nelle due sfide successive rispettivamente con Ponte Preta e Palmeiras, ma il Corinthians non ha iniziato la stagione nel migliore dei modi ed il giovane talento deve lasciare spazio a giocatori più esperti, racimolando in seguito un'altra presenza nell'undici iniziale contro lo Sport Recife, incontro nel quale realizza anche un assist, e cinque minuti finali nella vittoria casalinga contro l'Internacional, prima del suo trasferimento nella capitale.
Il cammino più importante, nel quale però non è stato fra i protagonisti è nella vittoria del Timao della Copa Libertadores lo scorso luglio contro il Boca. Il giocatore è sempre stato in panchina ma risulta chiaramente tra i vincitori, e per sua stessa ammissione ha imparato moltissimo da quell'esperienza.
Nel mese di luglio viene inserito nella lista delle riserve della Nazionale Olimpica che ha calcato i campi inglesi, prima di trasferirsi a Roma per volere esplicito dello stesso Zeman. Il giocatore arriva alla corte del boemo in prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a un milione e mezzo.
Marcos è un giovane dall'ottimo potenziale che ricalca lo stereotipo del difensore brasiliano moderno, abile tecnicamente, dotato di un ottimo senso della posizione e che fa dell'anticipo la sua arma migliore. Il pregio principale del paulista è sicuramente il saper leggere molto bene lo svolgersi dell'azione al fine di poter intervenire tempestivamente in fase di chiusura. Sicuramente avrà molto da imparare per potersi confrontare con le migliori squadre del nostro calcio ma le caratteristiche per sfondare ci sono tutte. Nonostante sia un ottimo colpitore di testa non è mai riuscito ad imporsi in gol su situazioni di calcio da fermo, ma in fase difensiva risulta un elemento molto importante a sua disposizione. Dal punto di vista atletico è un giocatore formato, abbastanza rapido e scattante unisce bene atletismo e potenza fisica. Per quanto riguarda l'aspetto tecnico lo si può definire un vero brasiliano, anche se bisogna rapportarsi al suo ruolo in campo. Ha un piede educato ed una buona visione, ma non lo si può e non lo si deve considerare un regista arretrato alla Thiago Silva, peraltro suo idolo e modello.
Marquinhos può contare fino ad oggi 15 presenze in Under 17, di cui tralatro è anche capitano. A breve non è da escludere un salto di categoria, e molto dipende anche dall'impatto che avrà con il calcio italiano in questa stagione.
Marcos (e non Marquinhos sulla maglietta per non confondersi con il connazionale Marquinho) ha scelto il numero 3 in giallorosso, e Zeman pare intenzionato a dare fiducia al giovane anche se sarà difficile vederlo titolare nella prima sfida di campionato in casa contro il Catania. Sicuramente la Roma si è aggiudicata un ottimo prospetto difensivo che se coltivato bene potrà dare molte soddisfazioni ai tifosi giallorossi.
lunedì 20 agosto 2012
Sebastián Sosa
Nome: Sebastián Sosa Sánchez
Data di nascita: 13 marzo 1994, Melo
Nazionalità: Uruguay
Altezza: 183cm
Piede preferito: Destro
Squadra: US Palermo - Serie A
Ruolo: Punta centrale
Valore: 2.000.000€
Il Palermo di Zamparini da sempre ha avuto molta fortuna con i giovani giocatori sudamericani ed in particolare uruguaiani. Il caso Cavani è il più emblematico di tutti, anche se in seguito la sua carriera è derfinitivamente decollata al Napoli di De Laurentiis, e come non citare Abel Hernandez in rampa di lancio per la definitiva consacrazione. Durante questa campagna acquisti i rosanero hanno deciso di continuare a puntare sui giovani attaccanti sudamericani dal grande potenziale, ed in quest'ottica bisogna valutare gli acquisti di Paulo Dybala, e dellagiovane punta che andremo ad analizzare: Sebastián Sosa.
Sebastián nasce Melo, una piccola cittadina nel nord del Paese, che vanta una buona tradizione calcistica. Suo padre, Heberley, è un ex calciatore che ha vestito le maglia di alcune delle più grandi squadre uruguaiane come il Penarol, il Nacional ed il River Plate (omonima della storica formazione argentina, uno dei club più titolati dell'Uruguay). Heberley ha passato al figlio oltre alla passione per il calcio le caratteristiche di attaccante che hanno contraddistinto la sua carriera. Il giovane Sebastián inizia a giocare all'età di otto anni nel Melo Wanderers, la seconda squadra della sua città, e vi resta fino al 2010 quando decide di entrare nel settore giovanile del Cerro Largo, che di li a poco a tempo avrebbe conquistato una storica promozione nella Primera Divisiòn. La giovane punta viene subito inserita nella formazione Under 19, nonostante i soli sedici anni, grazie soprattutto al suo fisico già formato. Dopo una sola stagione nella formazione giovanile viene promosso in prima squadra agli ordini di Wilmar Cabrera, ex-giocatore di ruolo attaccante con all'attivo più di 20 presenze con la maglia "Celeste" oltre a tre campionati uruguaiani ed una Coppa Libertadores nel suo palmares. Il mister ha notato il potenziale del ragazzo e le sue qualità sotto porta e decide di convocarlo per le prime partite del Campionato Apertura, facendolo debuttare il 3 settembre 2011 in casa del CA Felix alla quarta giornata. Torna in seguito in campo il 9 ottobre in casa del River Plate, nell'occasione gioca un intero tempo siglando la sua prima marcatura da professionista con un colpo di testa. Alla fine del Campionato Apertura totalizzerà 4 reti in 8 partite, con una pregevole doppietta all'ultima giornata.
Durante la pausa del campionato iniziano ad arrivare le prime chiamate da parte delle più rinomate squadre della capitale. Il penarol in particolare sembra molto interessato al ragazzo, ma al termine di lunghe trattative il Cerro Largo riesce a trattenere il giovane per almeno tutta la durata del Campionato Clausura che inizia con la punta titolare nelle prime partite anche se non riesce a trovare subito la via del gol. Si sblocca alla sesta giornata segnando contro il Nacional e si ripete la partita successiva realizzando una doppietta al Rampla Juniors. Al termine del Clausura gioca tutte e 15 le partite realizzando 5 gol e 1 assist.
Al termine del campionato riprendono tutte le voci di mercato sul ragazzo, ma questa volta si inseriscono anche squadre europee con il Napoli particolarmente interessato a colui che in patri è definito l'erede di Cavani, sia per caratteristiche che per attitudini. I partenopei trovano subito l'accordo con il giocatore, ma nel frattempo si inserisce il Palermo di Zamparini che si accorda subito con il Cerro Largo sulla base di due milioni per il trasferimento ed in seguito il ds Cattani raggiunge l'accordo anche con il padre-manager di Sebastián.
Come accennato per caratteristiche Sebastián ricorda molto il suo connazionale Cavani, anche se è un giocatore più d'area di rigore rispetto al "Matador". Ha sempre giocato prima punta dapprima affermandosi grazie alle ottime qualità fisiche ed in seguito grazie ad una tecnica personale molto valida. Il pregio migliore del ragazzo è la cattiveria sottoporta, segno distintivo dei grandi attaccanti. Non gli piace molto svariare lungo la linea dell'attacco, preferisce essere un punto di riferimento offensivo cercando la miglior occasione per bucare la difesa avversaria, con la forza o di tecnica. Dispone inoltre di un valido colpo di testa, una freccia in più alla sua faretra. Per adattarsi al gioco italiano deve sicuramente essere più predisposto al fraseggio con la squadra ed al sacrificio in fase di ripiego, è tutt'altro che da escludere un periodo di ambientamento nella Primavera rosanero prima di potersi confrontare nella massima serie.
Dopo le ottime prestazioni nella massima serie uruguaiana è stato convocato dal CT della Selezione Under 20, Juan Verzeri, realizzando una sola presenza fino ad oggi.
Il Palermo ha sicuramente acquistato due dei milgiori prospetti offensivi sul mercato. Sebastián Sosa e Paulo Dybala sono due attaccanti completi che potrebbero fare la fortuna dei rosanero negli anni a venire.
Data di nascita: 13 marzo 1994, Melo
Nazionalità: Uruguay
Altezza: 183cm
Piede preferito: Destro
Squadra: US Palermo - Serie A
Ruolo: Punta centrale
Valore: 2.000.000€
Il Palermo di Zamparini da sempre ha avuto molta fortuna con i giovani giocatori sudamericani ed in particolare uruguaiani. Il caso Cavani è il più emblematico di tutti, anche se in seguito la sua carriera è derfinitivamente decollata al Napoli di De Laurentiis, e come non citare Abel Hernandez in rampa di lancio per la definitiva consacrazione. Durante questa campagna acquisti i rosanero hanno deciso di continuare a puntare sui giovani attaccanti sudamericani dal grande potenziale, ed in quest'ottica bisogna valutare gli acquisti di Paulo Dybala, e dellagiovane punta che andremo ad analizzare: Sebastián Sosa.
Sebastián nasce Melo, una piccola cittadina nel nord del Paese, che vanta una buona tradizione calcistica. Suo padre, Heberley, è un ex calciatore che ha vestito le maglia di alcune delle più grandi squadre uruguaiane come il Penarol, il Nacional ed il River Plate (omonima della storica formazione argentina, uno dei club più titolati dell'Uruguay). Heberley ha passato al figlio oltre alla passione per il calcio le caratteristiche di attaccante che hanno contraddistinto la sua carriera. Il giovane Sebastián inizia a giocare all'età di otto anni nel Melo Wanderers, la seconda squadra della sua città, e vi resta fino al 2010 quando decide di entrare nel settore giovanile del Cerro Largo, che di li a poco a tempo avrebbe conquistato una storica promozione nella Primera Divisiòn. La giovane punta viene subito inserita nella formazione Under 19, nonostante i soli sedici anni, grazie soprattutto al suo fisico già formato. Dopo una sola stagione nella formazione giovanile viene promosso in prima squadra agli ordini di Wilmar Cabrera, ex-giocatore di ruolo attaccante con all'attivo più di 20 presenze con la maglia "Celeste" oltre a tre campionati uruguaiani ed una Coppa Libertadores nel suo palmares. Il mister ha notato il potenziale del ragazzo e le sue qualità sotto porta e decide di convocarlo per le prime partite del Campionato Apertura, facendolo debuttare il 3 settembre 2011 in casa del CA Felix alla quarta giornata. Torna in seguito in campo il 9 ottobre in casa del River Plate, nell'occasione gioca un intero tempo siglando la sua prima marcatura da professionista con un colpo di testa. Alla fine del Campionato Apertura totalizzerà 4 reti in 8 partite, con una pregevole doppietta all'ultima giornata.
Durante la pausa del campionato iniziano ad arrivare le prime chiamate da parte delle più rinomate squadre della capitale. Il penarol in particolare sembra molto interessato al ragazzo, ma al termine di lunghe trattative il Cerro Largo riesce a trattenere il giovane per almeno tutta la durata del Campionato Clausura che inizia con la punta titolare nelle prime partite anche se non riesce a trovare subito la via del gol. Si sblocca alla sesta giornata segnando contro il Nacional e si ripete la partita successiva realizzando una doppietta al Rampla Juniors. Al termine del Clausura gioca tutte e 15 le partite realizzando 5 gol e 1 assist.
Al termine del campionato riprendono tutte le voci di mercato sul ragazzo, ma questa volta si inseriscono anche squadre europee con il Napoli particolarmente interessato a colui che in patri è definito l'erede di Cavani, sia per caratteristiche che per attitudini. I partenopei trovano subito l'accordo con il giocatore, ma nel frattempo si inserisce il Palermo di Zamparini che si accorda subito con il Cerro Largo sulla base di due milioni per il trasferimento ed in seguito il ds Cattani raggiunge l'accordo anche con il padre-manager di Sebastián.
Come accennato per caratteristiche Sebastián ricorda molto il suo connazionale Cavani, anche se è un giocatore più d'area di rigore rispetto al "Matador". Ha sempre giocato prima punta dapprima affermandosi grazie alle ottime qualità fisiche ed in seguito grazie ad una tecnica personale molto valida. Il pregio migliore del ragazzo è la cattiveria sottoporta, segno distintivo dei grandi attaccanti. Non gli piace molto svariare lungo la linea dell'attacco, preferisce essere un punto di riferimento offensivo cercando la miglior occasione per bucare la difesa avversaria, con la forza o di tecnica. Dispone inoltre di un valido colpo di testa, una freccia in più alla sua faretra. Per adattarsi al gioco italiano deve sicuramente essere più predisposto al fraseggio con la squadra ed al sacrificio in fase di ripiego, è tutt'altro che da escludere un periodo di ambientamento nella Primavera rosanero prima di potersi confrontare nella massima serie.
Dopo le ottime prestazioni nella massima serie uruguaiana è stato convocato dal CT della Selezione Under 20, Juan Verzeri, realizzando una sola presenza fino ad oggi.
Il Palermo ha sicuramente acquistato due dei milgiori prospetti offensivi sul mercato. Sebastián Sosa e Paulo Dybala sono due attaccanti completi che potrebbero fare la fortuna dei rosanero negli anni a venire.
lunedì 6 agosto 2012
Benjamin Mendy
Nome: Benjamin Mendy
Data di nascita: 17 luglio 1994, Longjumeau
Nazionalità: Francia
Altezza: 185cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: AC Le Havre - Ligue 2
Ruolo: Terzino sinistro
Valore: 900.000€
Come già detto altre volte le società francesi e la Federazione transalpina da sempre effettuano un grande lavoro a livello di settore giovanile e lo si può vedere nei club che prendono parte ai massimi campionati fino a tutte le Nazionali, compresa la maggiore. Inoltre le squadre non hanno timore nel far debuttare i giovani più interessanti, come nel caso dell'attaccante classe '94 M'Baye Niang,o il difensore dello stesso anno Kurt Zouma, ottimi prospetti seguiti da mezza Europa.
Oggi è il turno di colui che in patria è definito il "nuovo Evra", un terzino mancino, anche lui classe '94, con una stagione di Ligue 2 alle spalle e una brillante carriera davanti.
Benjamin Mendy nasce a Longjumeau, un piccolo sobborgo ad una ventina di chilometri da Parigi che ha una grande affinità con il mondo del pallone. Sono nati lì infatti diversi calciatori che hanno giocato in Ligue 1, su tutti Jeremy Menez, ex Roma, ora titolare dello stellare PSG e della Nazionale francese (squalifiche a parte). Benjamin inizia a giocare all'età di sei anni nel Palaiseau, piccola squadra che prende il nome dalla cittadina di appartenenza situata a pochi chilometri da casa Mendy. Nel 2007 il Le Havre lo nota e lo preleva dal piccolo club nel quale giocava ancora per aggregarlo al loro settore giovanile. Gioca la prima stagione con i suoi coetanei, mentre al secondo anno viene promosso alla squadra Under 19. Da qui arriva il grande salto nella stagione 2011/2012, prima con il contratto da professionista firmato il 24 luglio e in seguito quando debutta il 9 agosto in occasione dell'incontro di Coppa di Lega perso in casa dell'Amiens. Il giovane terzino ha giocato tutta la partita impressionando il mister nonostante la sconfitta, tanto che tre giorni dopo è nuovamente in campo da titolare nella terza giornata di Ligue 2 nuovamente in casa dell'Amiens. Il Le Havre questa volta riesce ad ottenere una vittoria per 1-0 con l'assist decisivo proprio del giovane Mendy. Salvo rare occasioni è titolare in tutte le partite della stagione, compresi i due incontri di Coppa di Francia contro il Lorient prima, dove arriva una grande vittoria per 4-3, e con l'OM in seguito dove gioca tutti i centoventi minuti prima che la sua squadra si arrenda proprio nell'extra-time ai rivali più blasonati. Conclude la sua prima stagione con 32 presenze e 1 assist all'età di diciassette anni.
Durante la preparazione estiva si afferma ulteriormente nelle gerarchie del club sia come elemento di interesse per il futuro, sia come elemento imprescindibile per il presente, infatti nelle prime due partite stagionali di Ligue 2 riparte ancora da titolare in quella fascia sinistra che ormai si può considerare di sua proprietà.
Il paragone tra Benjamin e Patrice Evra non è del tutto fuori portata. Il giovane parigino ricorda molto il connazionale del Manchester United quando era più giovane ai tempi del Monaco o i primi periodi alla corte di Sir Alex. Molta spinta e grande intensità di gioco sono le sue caratteristiche principali. Dal punto di vista atletico è un giocatore formato nonostante la giovane età. Un metro e ottantacinque di altezza unito a una grande forza fisica e ad un ottimo atletismo lo rendono molto temibile in fascia durante le frequenti sortite offensive. Questa infatti è la sua miglior caratteristica: un'enorme intensità di gioco. Si presenta con agevolezza in attacco durante le fasi di possesso palla sia in sovrapposizione che in inserimento per il cross, inoltre è molto attento anche in fase difensiva e di marcatura, soprattutto grazie al suo fisico più che per un aspetto tecnico. Può ricoprire anche la posizione di esterno di centrocampo in virtù delle caratteristiche appena citate.
Inizia la sua avventura con la maglia "Bleu" dall'Under 16 con la quale debutta ai tempi delle giovanili del Le Havre e con cui ha collezionato 15 presenze e 1 gol. Passa poi all'Under 17 dove conta 17 apparizioni e 1 gol. Oggi è un titolare della Selezione Under 18 dove ha realizzato 1 gol in 3 presenze.
Sono molte le squadre interessate al giovane terzino, su tutte l'Arsenal di Wenger sempre attentissimo ai giovani talenti, specialmente se francesi. I Gunners hanno provato diverse volte a prendere il ragazzo, soprattutto quando non aveva ancora un contratto da pro. Sfortunatamente per i londinesi la scelta del giovane è stata quella di restare a maturare in Francia per poi proseguire la sua carriera dove riterrà più opprtuno. Voci di mercato davano inoltre sulle tracce del ragazzo le nostrane Juventus e Palermo, nessuna delle parti in causa ha finora confermato o smentito la voce, ma pare verosimile che siano diverse le società italiane a monitorare il terzino.
Data di nascita: 17 luglio 1994, Longjumeau
Nazionalità: Francia
Altezza: 185cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: AC Le Havre - Ligue 2
Ruolo: Terzino sinistro
Valore: 900.000€
Come già detto altre volte le società francesi e la Federazione transalpina da sempre effettuano un grande lavoro a livello di settore giovanile e lo si può vedere nei club che prendono parte ai massimi campionati fino a tutte le Nazionali, compresa la maggiore. Inoltre le squadre non hanno timore nel far debuttare i giovani più interessanti, come nel caso dell'attaccante classe '94 M'Baye Niang,o il difensore dello stesso anno Kurt Zouma, ottimi prospetti seguiti da mezza Europa.
Oggi è il turno di colui che in patria è definito il "nuovo Evra", un terzino mancino, anche lui classe '94, con una stagione di Ligue 2 alle spalle e una brillante carriera davanti.
Benjamin Mendy nasce a Longjumeau, un piccolo sobborgo ad una ventina di chilometri da Parigi che ha una grande affinità con il mondo del pallone. Sono nati lì infatti diversi calciatori che hanno giocato in Ligue 1, su tutti Jeremy Menez, ex Roma, ora titolare dello stellare PSG e della Nazionale francese (squalifiche a parte). Benjamin inizia a giocare all'età di sei anni nel Palaiseau, piccola squadra che prende il nome dalla cittadina di appartenenza situata a pochi chilometri da casa Mendy. Nel 2007 il Le Havre lo nota e lo preleva dal piccolo club nel quale giocava ancora per aggregarlo al loro settore giovanile. Gioca la prima stagione con i suoi coetanei, mentre al secondo anno viene promosso alla squadra Under 19. Da qui arriva il grande salto nella stagione 2011/2012, prima con il contratto da professionista firmato il 24 luglio e in seguito quando debutta il 9 agosto in occasione dell'incontro di Coppa di Lega perso in casa dell'Amiens. Il giovane terzino ha giocato tutta la partita impressionando il mister nonostante la sconfitta, tanto che tre giorni dopo è nuovamente in campo da titolare nella terza giornata di Ligue 2 nuovamente in casa dell'Amiens. Il Le Havre questa volta riesce ad ottenere una vittoria per 1-0 con l'assist decisivo proprio del giovane Mendy. Salvo rare occasioni è titolare in tutte le partite della stagione, compresi i due incontri di Coppa di Francia contro il Lorient prima, dove arriva una grande vittoria per 4-3, e con l'OM in seguito dove gioca tutti i centoventi minuti prima che la sua squadra si arrenda proprio nell'extra-time ai rivali più blasonati. Conclude la sua prima stagione con 32 presenze e 1 assist all'età di diciassette anni.
Durante la preparazione estiva si afferma ulteriormente nelle gerarchie del club sia come elemento di interesse per il futuro, sia come elemento imprescindibile per il presente, infatti nelle prime due partite stagionali di Ligue 2 riparte ancora da titolare in quella fascia sinistra che ormai si può considerare di sua proprietà.
Il paragone tra Benjamin e Patrice Evra non è del tutto fuori portata. Il giovane parigino ricorda molto il connazionale del Manchester United quando era più giovane ai tempi del Monaco o i primi periodi alla corte di Sir Alex. Molta spinta e grande intensità di gioco sono le sue caratteristiche principali. Dal punto di vista atletico è un giocatore formato nonostante la giovane età. Un metro e ottantacinque di altezza unito a una grande forza fisica e ad un ottimo atletismo lo rendono molto temibile in fascia durante le frequenti sortite offensive. Questa infatti è la sua miglior caratteristica: un'enorme intensità di gioco. Si presenta con agevolezza in attacco durante le fasi di possesso palla sia in sovrapposizione che in inserimento per il cross, inoltre è molto attento anche in fase difensiva e di marcatura, soprattutto grazie al suo fisico più che per un aspetto tecnico. Può ricoprire anche la posizione di esterno di centrocampo in virtù delle caratteristiche appena citate.
Inizia la sua avventura con la maglia "Bleu" dall'Under 16 con la quale debutta ai tempi delle giovanili del Le Havre e con cui ha collezionato 15 presenze e 1 gol. Passa poi all'Under 17 dove conta 17 apparizioni e 1 gol. Oggi è un titolare della Selezione Under 18 dove ha realizzato 1 gol in 3 presenze.
Sono molte le squadre interessate al giovane terzino, su tutte l'Arsenal di Wenger sempre attentissimo ai giovani talenti, specialmente se francesi. I Gunners hanno provato diverse volte a prendere il ragazzo, soprattutto quando non aveva ancora un contratto da pro. Sfortunatamente per i londinesi la scelta del giovane è stata quella di restare a maturare in Francia per poi proseguire la sua carriera dove riterrà più opprtuno. Voci di mercato davano inoltre sulle tracce del ragazzo le nostrane Juventus e Palermo, nessuna delle parti in causa ha finora confermato o smentito la voce, ma pare verosimile che siano diverse le società italiane a monitorare il terzino.
lunedì 30 luglio 2012
Jonatan Lucca
Nome: Jonatan Lucca
Data di nascita: 2 giugno 1994, Meia
Nazionalità: Brasile
Altezza: 1,86 m
Piede preferito: Destro
Squadra: AS Roma - Serie A italiana
Ruolo: Centrocampista centrale, volante
Valore: n/d
Il mercato della Roma dall'avvento della nuova proprietà è indirizzato soprattutto sui giovani talenti. Il primo anno con Luis Enrique ha visto sbarcare nella capitale promesse di stampo mondiale come Bojan Krkic e Lamela anche se il tecnico catalano non è riuscito a valorizzare a pieno il talento a sua disposizione, complice un po' di sfortuna e una difesa tutt'altro che solida. Per valorizzare questo talento la società si è appena affidata a Zeman, il quale sembra il più indicato a costruire un progetto volto allo spettacolo e al calcio offensivo. Con Zeman sono arrivati Tatchidis, Castan, Bradley, Dodo e Destro ma questi sono solo i giocatori più importanti che la proprietà americana ha messo a disposizione del boemo. Oggi vogliamo parlarvi di un'altro acquisto, un ragazzino brasiliano prelevato in sordina per la primavera ma che promette di raggiungere in breve periodo la prima squadra, Jonatan Lucca.
Jonatan Lucca nasce calcisticamente a Santo Angelo, nello stato del Rio Grande do Sul (la cui capitale è Porto Alegre). Cresce nell'Internacional, l'ex squadra degli "italiani" Pato e Juan e del neo acquisto del Chelsea Oscar e mostra tutto il suo repertorio come volante di centrocampo, ruolo molto importante in Brasile. Viene notato nella formazione allievi biancorossa (della quale era il capitano) dagli scout di mezza Europa con italiane e inglesi in testa, ma la più lesta di tutti è la Roma che trova l'accordo con il manager Fernando Otto e lo porta in Italia pagando un'indennizzo di circa 700.000 € e sfruttando la sua doppia nazionalità (italo-brasiliana) che gli consente l'ingaggio da comunitario. Il 10 luglio 2012 lo stesso procuratore racconta all'edizione on-line del giornale brasiliano Jornal Das Missoes che il ragazzo era ambito da Manchester City, Juventus, Fiorentina e Atalanta e che ha deciso di optare per la Roma perché rappresenta uno dei tre club migliori d'Italia ed ha creduto nel ragazzo.
In Brasile Lucca viene descritto come il classico numero 5, volante davanti la difesa con grandi proprietà di palleggio, velocità di pensiero e fisicità da vendere. In un'intervista per GazzettaGialloRossa.it il consulente di mercato Stefano Paolini lo descrive come un centrocampista che "cerca spesso il tiro da fuori, gioca sempre a testa alta ed è bravo nel dribbling sullo stretto, ma a volte tiene troppo la palla". E' un ragazzo molto giovane che probabilmente ha bisogno di ambientarsi nel nostro calcio ma promette davvero bene e con un allenatore come Zeman potrà solo migliorare. Intanto la società ha dimostrato di credere fortemente in lui (5 anni di contratto) e ne ha già saggiato il talento prima a Riscone di Brunico dove era in prova ed ha convinto tutti e poi negli Stati Uniti dove ha preso parte alla tournée della prima squadra e dove è stato presentato assieme a Tatchidis, Castan, Dodo e Bradley davanti a 20.000 tifosi. Probabile un suo inizio in primavera ma con Zeman non si sa mai.
Data di nascita: 2 giugno 1994, Meia
Nazionalità: Brasile
Altezza: 1,86 m
Piede preferito: Destro
Squadra: AS Roma - Serie A italiana
Ruolo: Centrocampista centrale, volante
Valore: n/d
Il mercato della Roma dall'avvento della nuova proprietà è indirizzato soprattutto sui giovani talenti. Il primo anno con Luis Enrique ha visto sbarcare nella capitale promesse di stampo mondiale come Bojan Krkic e Lamela anche se il tecnico catalano non è riuscito a valorizzare a pieno il talento a sua disposizione, complice un po' di sfortuna e una difesa tutt'altro che solida. Per valorizzare questo talento la società si è appena affidata a Zeman, il quale sembra il più indicato a costruire un progetto volto allo spettacolo e al calcio offensivo. Con Zeman sono arrivati Tatchidis, Castan, Bradley, Dodo e Destro ma questi sono solo i giocatori più importanti che la proprietà americana ha messo a disposizione del boemo. Oggi vogliamo parlarvi di un'altro acquisto, un ragazzino brasiliano prelevato in sordina per la primavera ma che promette di raggiungere in breve periodo la prima squadra, Jonatan Lucca.
Jonatan Lucca nasce calcisticamente a Santo Angelo, nello stato del Rio Grande do Sul (la cui capitale è Porto Alegre). Cresce nell'Internacional, l'ex squadra degli "italiani" Pato e Juan e del neo acquisto del Chelsea Oscar e mostra tutto il suo repertorio come volante di centrocampo, ruolo molto importante in Brasile. Viene notato nella formazione allievi biancorossa (della quale era il capitano) dagli scout di mezza Europa con italiane e inglesi in testa, ma la più lesta di tutti è la Roma che trova l'accordo con il manager Fernando Otto e lo porta in Italia pagando un'indennizzo di circa 700.000 € e sfruttando la sua doppia nazionalità (italo-brasiliana) che gli consente l'ingaggio da comunitario. Il 10 luglio 2012 lo stesso procuratore racconta all'edizione on-line del giornale brasiliano Jornal Das Missoes che il ragazzo era ambito da Manchester City, Juventus, Fiorentina e Atalanta e che ha deciso di optare per la Roma perché rappresenta uno dei tre club migliori d'Italia ed ha creduto nel ragazzo.
In Brasile Lucca viene descritto come il classico numero 5, volante davanti la difesa con grandi proprietà di palleggio, velocità di pensiero e fisicità da vendere. In un'intervista per GazzettaGialloRossa.it il consulente di mercato Stefano Paolini lo descrive come un centrocampista che "cerca spesso il tiro da fuori, gioca sempre a testa alta ed è bravo nel dribbling sullo stretto, ma a volte tiene troppo la palla". E' un ragazzo molto giovane che probabilmente ha bisogno di ambientarsi nel nostro calcio ma promette davvero bene e con un allenatore come Zeman potrà solo migliorare. Intanto la società ha dimostrato di credere fortemente in lui (5 anni di contratto) e ne ha già saggiato il talento prima a Riscone di Brunico dove era in prova ed ha convinto tutti e poi negli Stati Uniti dove ha preso parte alla tournée della prima squadra e dove è stato presentato assieme a Tatchidis, Castan, Dodo e Bradley davanti a 20.000 tifosi. Probabile un suo inizio in primavera ma con Zeman non si sa mai.
lunedì 23 luglio 2012
Matthias Ginter
Nome: Matthias Ginter
Data di nascita: 19 gennaio 1994, Friburgo
Nazionalità: Germania
Altezza: 188cm
Piede preferito: Destro
Squadra: SC Friburgo - Bundesliga
Ruolo: Difensore centrale, Mediano
Valore: 1.500.000€
Se la Nazionale di calcio tedesca è sempre stata ai più alti livelli del calcio mondiale, la stessa cosa non si può dire del suo campionato. Negli ultimi anni la Bundesliga ha fatto passi da gigante dopo anni opachi grazie agli investimenti negli impianti e nel sempre florido vivaio giovanile che ha fatto la fortuna attuale di diverse squadre di vertice. Proprio per questo motivo può capitare ad un giovane difensore classe '94, come Matthias Ginter, di giocare diverse partite difendendo l'area della squadra della città dove è nato e cresciuto a diciotto anni appena compiuti.
Matthias come detto nasce a Friburgo ed inizia a giocare all'età di otto anni nell'SV March, squadra della città, prima di trasferirsi nel 2005, a undici anni, nel settore giovanile dell'SV Freiburg squadra di Bundesliga. Percorre tutta la trafila del settore giovanile fino ad arrivare all'under 17 nel 2009. Nel suo primo campionato di categoria, a quindici anni, mette insieme 12 presenze e 2 gol. La stagione successiva viene promosso in under 19 dopo sole quattro partite (dove aveva peraltro realizzato una marcatura) ed arriva l'esplosione: in 25 partite tutte giocate da titolare realizza ben 14 gol da difensore centrale e mediano in alcune occasioni, dimostrando una notevole maturità tattica nonostante la giovanissima età. All'inizio della stagione 2011/2012 viene convocato per il ritiro estivo con la prima squadra ma inizia il campionato ancora con la formazione under 19 dove gioca praticamente fino a febbraio totalizzando 7 reti in 14 partite. L'incredibile media realizzativa ed il gioco espresso gli valgono la prima chiamata nel calcio professionistico il 21 gennaio 2012. Entra al settantesimo minuto della sfida casalinga contro l'Augusta, giocando da centrocampista, e dopo soli diciotto minuti realizza il suo primo gol nel calcio che conta con un colpo di testa, regalando così la vittoria alla sua squadra. La successiva partita di campionato è in campo dal primo minuto di gioco nuovamente in posizione di mediano. Purtroppo l'incontro non finisce bene per il Friburgo e il giovanissimo Ginter non rivede il campo per altre tre partite, complice una prestazione non buona. Da marzo però è nuovamente in campo e gioca le restanti partite nell'undici titolare in posizione di difensore centrale. Chiude così la sua prima stagione da professionista con un bottino di 13 partite, con una media minuti molto alta, e 1 gol.
Ginter è un difensore molto potente fisicamente e al tempo stesso atletico e discretamente rapido. Si distingue in fase di anticipo e sulle palle alte suo autentico punto di forza. Grazie a ciò ha una notevole pericolosità offensiva per un difensore, soprattutto sulle situazioni di palle ferme. Da queste occasioni infatti nascono la maggior parte dei gol segnati a livello giovanile e la sua prima marcatura in Bundesliga. Grazie ad una buona tecnica personale e alla facilità di contrasto può giocare anche da mediano da schermo davanti la difesa. Può e deve ancora affinare l'aspetto tecnico del suo gioco, particolarmente in fase di costruzione di gioco, caratteristica sempre più ricercata in un difensore moderno.
Nonostante le grandi prestazioni a livello giovanile finora ha vestito solo la maglia della Germania Under 18 allenata da Christian Ziege, con la quale ha realizzato 6 presenze.
Il Friburgo pare abbia deciso di affidargli il futuro del reparto difensivo, ma ci sono già diverse squadre interessate al giocatore. Per quanto riguarda le italiane bisogna registrare un interesse della Juventus, che però finora si è limitata ad osservare il ragazzo senza avanzare proposte. Il fatto che giochi nella squadra della sua città che tifa fin da quando era bambino, unita alla volontà di affermarsi nel campionato tedesco e di conquistare così la Nazionale non dovrebbe fargli cambiare squadra con molta facilità.
Data di nascita: 19 gennaio 1994, Friburgo
Nazionalità: Germania
Altezza: 188cm
Piede preferito: Destro
Squadra: SC Friburgo - Bundesliga
Ruolo: Difensore centrale, Mediano
Valore: 1.500.000€
Se la Nazionale di calcio tedesca è sempre stata ai più alti livelli del calcio mondiale, la stessa cosa non si può dire del suo campionato. Negli ultimi anni la Bundesliga ha fatto passi da gigante dopo anni opachi grazie agli investimenti negli impianti e nel sempre florido vivaio giovanile che ha fatto la fortuna attuale di diverse squadre di vertice. Proprio per questo motivo può capitare ad un giovane difensore classe '94, come Matthias Ginter, di giocare diverse partite difendendo l'area della squadra della città dove è nato e cresciuto a diciotto anni appena compiuti.
Matthias come detto nasce a Friburgo ed inizia a giocare all'età di otto anni nell'SV March, squadra della città, prima di trasferirsi nel 2005, a undici anni, nel settore giovanile dell'SV Freiburg squadra di Bundesliga. Percorre tutta la trafila del settore giovanile fino ad arrivare all'under 17 nel 2009. Nel suo primo campionato di categoria, a quindici anni, mette insieme 12 presenze e 2 gol. La stagione successiva viene promosso in under 19 dopo sole quattro partite (dove aveva peraltro realizzato una marcatura) ed arriva l'esplosione: in 25 partite tutte giocate da titolare realizza ben 14 gol da difensore centrale e mediano in alcune occasioni, dimostrando una notevole maturità tattica nonostante la giovanissima età. All'inizio della stagione 2011/2012 viene convocato per il ritiro estivo con la prima squadra ma inizia il campionato ancora con la formazione under 19 dove gioca praticamente fino a febbraio totalizzando 7 reti in 14 partite. L'incredibile media realizzativa ed il gioco espresso gli valgono la prima chiamata nel calcio professionistico il 21 gennaio 2012. Entra al settantesimo minuto della sfida casalinga contro l'Augusta, giocando da centrocampista, e dopo soli diciotto minuti realizza il suo primo gol nel calcio che conta con un colpo di testa, regalando così la vittoria alla sua squadra. La successiva partita di campionato è in campo dal primo minuto di gioco nuovamente in posizione di mediano. Purtroppo l'incontro non finisce bene per il Friburgo e il giovanissimo Ginter non rivede il campo per altre tre partite, complice una prestazione non buona. Da marzo però è nuovamente in campo e gioca le restanti partite nell'undici titolare in posizione di difensore centrale. Chiude così la sua prima stagione da professionista con un bottino di 13 partite, con una media minuti molto alta, e 1 gol.
Ginter è un difensore molto potente fisicamente e al tempo stesso atletico e discretamente rapido. Si distingue in fase di anticipo e sulle palle alte suo autentico punto di forza. Grazie a ciò ha una notevole pericolosità offensiva per un difensore, soprattutto sulle situazioni di palle ferme. Da queste occasioni infatti nascono la maggior parte dei gol segnati a livello giovanile e la sua prima marcatura in Bundesliga. Grazie ad una buona tecnica personale e alla facilità di contrasto può giocare anche da mediano da schermo davanti la difesa. Può e deve ancora affinare l'aspetto tecnico del suo gioco, particolarmente in fase di costruzione di gioco, caratteristica sempre più ricercata in un difensore moderno.
Nonostante le grandi prestazioni a livello giovanile finora ha vestito solo la maglia della Germania Under 18 allenata da Christian Ziege, con la quale ha realizzato 6 presenze.
Il Friburgo pare abbia deciso di affidargli il futuro del reparto difensivo, ma ci sono già diverse squadre interessate al giocatore. Per quanto riguarda le italiane bisogna registrare un interesse della Juventus, che però finora si è limitata ad osservare il ragazzo senza avanzare proposte. Il fatto che giochi nella squadra della sua città che tifa fin da quando era bambino, unita alla volontà di affermarsi nel campionato tedesco e di conquistare così la Nazionale non dovrebbe fargli cambiare squadra con molta facilità.
Il suo primo gol in Bundesliga
venerdì 6 luglio 2012
Ibrahima Mbaye
Nome: Ibrahima Mbaye
Data di nascita: 19 novembre 1994, Guédiawaye
Nazionalità: Senegal
Altezza: 187cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Inter Primavera - Campionato italiano Primavera
Ruolo: Difensore centrale, terzino sinistro, mediano
Valore: 500.000€
L'Inter quest'anno ha dominato in varie competizioni e campionati del settore giovanile. La vittoria di maggior prestigio è avvenuta con la conquista della Next-Gen grazie agli ottimi talenti offensivi in rosa e ad una difesa solida e molto affidabile nonostante la giovane età. Uno degli elementi sul quale il giovane tecnico Stramaccioni ha costruito il reparto arretrato è Ibrahima Mbaye, da tutti chiamato Ibra, senegalese classe '94, con un biglietto da visita promosso da Josè Mourinho.
Ibrahima nasce a Guédiawaye, un piccolo sobborgo nella periferia di Dakar (capitale del Senagal), a due passi dalla spiaggia. Proprio di fronte al mare inizia a giocare a calcio con gli amici ed un pallone di fortuna prima di iniziare a calcare un campo da gioco. Il giovane Ibra gioca in alcune squadre della zona prima di essere notato nel 2009 da alcuni osservatori del club nerazzurro. Nel 2010 arriva in Italia ma per motivi burocratici non può essere messo sotto contratto dalla società meneghina. Il giovane infatti è ancora minorenne, ed i trasferimenti di minori extracomunitari sono estremamente complessi vista la necessità di portare la famiglia insieme al ragazzo e al provvedere alla sussistenzza della stessa fornendo lavoro ai genitori. Josè Mourinho, all'epoca sulla panchina nerazzurra, osserva il ragazzo diverse volte in allenamento e consiglia ripetutamente alla società di tesserarlo prima di perdere un giovane talento del suo calibro.
Il contratto arriva nel gennaio del 2011ed Ibra, all'epoca ancora centrocampista, gioca per sei mesi negli Allievi Nazionale. Durante questo periodo arretra la sua posizione in campo, passando prima da mediano davanti la difesa e finendo in seguito a giocare da difensore centrale. Il cambio di ruolo sembra adattarsi a pennello ed il giovane inizia ad esprimere al meglio tutte le sue capacità. Dopo soli sei mesi viene promosso nella Primavera appena affidata al nuovo tecnico appena giunto da Roma, Andrea Stramaccioni, che fin dal ritiro estivo decide di provare Ibra da terzino invece che da difensore centrale, in modo da permettergli di sfruttare all'occorrenza il suo strapotere fisico. Durante la prima parte di stagione in Primavera il giovane Ibra fatica a ritagliarsi spazio, vista anche la giovanissima età, ma pian piano conquista sempre più la fiducia di Stramaccioni che lo fa debuttare alla quarta giornata ed in seguito lo richiama alla decima. Da quella partita Ibra non lascerà più il campo praticamente. Si alterna con indifferenza su tutta la linea difensiva giocando da centrale, da terzino sinistro o destro senza problemi, e proprio la duttilità è la caratteristica che colpisce maggiormente Stramaccioni che plasma la difesa attorno a lui a seconda delle necessità. Trova il primo gol in campionato nel derby contro i pari età rossoneri, marcatura del momentaneo 1-0, e si ripete anche in Next-Gen durante i quarti di finale quando realizza il gol che vale la qualificazione contro lo Sporting Lisbona. Autore di un finale di stagione da protagonista, si distingue durante le fasi finali della Next-Gen fino alla finale contro l'Ajax giocata da titolare. In campionato contribuisce alla qualificazione dei suoi per le Final Eight di campionato dove ai quarti di finale si trovano contrapposti al Palermo che viene liquidato proprio grazie ad una sua doppietta. Vittoria in semifinale contro il Milan e vittoria finale contro la Lazio. Alla sua prima annata in Primavera Ibra conquista lo Scudetto e la Next-Generation Series.
Dall'avvento di Stramaccioni sulla panchina della prima squadra nerazzurra si è iniziato a parlare di quali giovani, protagonisti con lui della storica vittoria, sarebbero stati promossi nel team principale. Mbaye è stato convocato per il ritiro estivo e lo stesso Stramaccioni ha dichiarato che la prossima stagione non sarà difficile vederlo nel massimo campionato. Quasi sicuramente la sua non sarà una promozione a "tempo pieno" vista la giovane età e la possibilità di giocare ancora con la Primavera , ma sicuramente Ibra si farà notare in zona San Siro.
La prima cosa che colpisce di questo giovane è l'incredibile potenza fisica e altetica. Il fatto che sia solo un classe '94 rende sbalorditivo lo strapotere fisico che esercita. Alcuni suoi detrattori potrebbero affermare che in Primavera si è imposto proprio grazie alla sua potenza muscolare, ma chi conosce bene il ragazzo sa che non è così. Ibra nasce centrocampista centrale e negli anni in questa posizione ha affinato la tecnica e la visione di gioco. Le sue caratteristiche migliori però si notano in fase difensiva dove spicca per anticipo e senso della posizione. Stramaccioni per unire il meglio delle due posizioni ha deciso di spostarlo terzino e la mossa ha giovato sicuramente al giovane. Sulla fascia è libero di mostrare la sua potenza fisica e la notevola facilità di corsa insieme alla tecnica necessaria e alla cura della zona difensiva in fase di non possesso. Il giovane tecnico romano ha dimostrato molta lungimiranza nella scelta ed inoltre ha creato un autentico jolly offensivo che in un futuro non troppo lontano potrebbe fare la fortuna dell'Inter.
Il giovane Mbaye non ha mai giocato con nessuna rappresentativa del suo Paese natìo, ma questo è un fatto del tutto comune. Raramente Federazioni africane convocano giovani che hanno lasciato il Paese in tenera età (non scordiamo che Ibra è arrivato in Italia a quattordici anni) e nonostante il fatto che possano giocare in settori giovanili importanti gli vengono preferiti ragazzi che giocano ancora nelle squadre del luogo.
Dopo solo un anno di Primavera sono arrivate già molte richieste all'Inter riguardanti prestiti o tentativi di comproprietà per il giovane, ma la società ha già chiuso tutte le porte riguardo eventuali trasferimenti. La dirigenza crede in lui e soprattutto Stramaccioni credi in lui quindi quasi sicuramente non rientrerà in nessun affare estivo ed in questo senso l'Inter ha già mandato un chiaro segnale quando il suo nome è comparso sul sito della società alla voce "Prima Squadra". Probabilmente si deciderà riguardo una definitiva promozione solo dopo il ritiro estivo ma la volontà della dirigenza è chiara, puntare su Mabye ad occhi chiusi.
Data di nascita: 19 novembre 1994, Guédiawaye
Nazionalità: Senegal
Altezza: 187cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Inter Primavera - Campionato italiano Primavera
Ruolo: Difensore centrale, terzino sinistro, mediano
Valore: 500.000€
L'Inter quest'anno ha dominato in varie competizioni e campionati del settore giovanile. La vittoria di maggior prestigio è avvenuta con la conquista della Next-Gen grazie agli ottimi talenti offensivi in rosa e ad una difesa solida e molto affidabile nonostante la giovane età. Uno degli elementi sul quale il giovane tecnico Stramaccioni ha costruito il reparto arretrato è Ibrahima Mbaye, da tutti chiamato Ibra, senegalese classe '94, con un biglietto da visita promosso da Josè Mourinho.
Ibrahima nasce a Guédiawaye, un piccolo sobborgo nella periferia di Dakar (capitale del Senagal), a due passi dalla spiaggia. Proprio di fronte al mare inizia a giocare a calcio con gli amici ed un pallone di fortuna prima di iniziare a calcare un campo da gioco. Il giovane Ibra gioca in alcune squadre della zona prima di essere notato nel 2009 da alcuni osservatori del club nerazzurro. Nel 2010 arriva in Italia ma per motivi burocratici non può essere messo sotto contratto dalla società meneghina. Il giovane infatti è ancora minorenne, ed i trasferimenti di minori extracomunitari sono estremamente complessi vista la necessità di portare la famiglia insieme al ragazzo e al provvedere alla sussistenzza della stessa fornendo lavoro ai genitori. Josè Mourinho, all'epoca sulla panchina nerazzurra, osserva il ragazzo diverse volte in allenamento e consiglia ripetutamente alla società di tesserarlo prima di perdere un giovane talento del suo calibro.
Il contratto arriva nel gennaio del 2011ed Ibra, all'epoca ancora centrocampista, gioca per sei mesi negli Allievi Nazionale. Durante questo periodo arretra la sua posizione in campo, passando prima da mediano davanti la difesa e finendo in seguito a giocare da difensore centrale. Il cambio di ruolo sembra adattarsi a pennello ed il giovane inizia ad esprimere al meglio tutte le sue capacità. Dopo soli sei mesi viene promosso nella Primavera appena affidata al nuovo tecnico appena giunto da Roma, Andrea Stramaccioni, che fin dal ritiro estivo decide di provare Ibra da terzino invece che da difensore centrale, in modo da permettergli di sfruttare all'occorrenza il suo strapotere fisico. Durante la prima parte di stagione in Primavera il giovane Ibra fatica a ritagliarsi spazio, vista anche la giovanissima età, ma pian piano conquista sempre più la fiducia di Stramaccioni che lo fa debuttare alla quarta giornata ed in seguito lo richiama alla decima. Da quella partita Ibra non lascerà più il campo praticamente. Si alterna con indifferenza su tutta la linea difensiva giocando da centrale, da terzino sinistro o destro senza problemi, e proprio la duttilità è la caratteristica che colpisce maggiormente Stramaccioni che plasma la difesa attorno a lui a seconda delle necessità. Trova il primo gol in campionato nel derby contro i pari età rossoneri, marcatura del momentaneo 1-0, e si ripete anche in Next-Gen durante i quarti di finale quando realizza il gol che vale la qualificazione contro lo Sporting Lisbona. Autore di un finale di stagione da protagonista, si distingue durante le fasi finali della Next-Gen fino alla finale contro l'Ajax giocata da titolare. In campionato contribuisce alla qualificazione dei suoi per le Final Eight di campionato dove ai quarti di finale si trovano contrapposti al Palermo che viene liquidato proprio grazie ad una sua doppietta. Vittoria in semifinale contro il Milan e vittoria finale contro la Lazio. Alla sua prima annata in Primavera Ibra conquista lo Scudetto e la Next-Generation Series.
Dall'avvento di Stramaccioni sulla panchina della prima squadra nerazzurra si è iniziato a parlare di quali giovani, protagonisti con lui della storica vittoria, sarebbero stati promossi nel team principale. Mbaye è stato convocato per il ritiro estivo e lo stesso Stramaccioni ha dichiarato che la prossima stagione non sarà difficile vederlo nel massimo campionato. Quasi sicuramente la sua non sarà una promozione a "tempo pieno" vista la giovane età e la possibilità di giocare ancora con la Primavera , ma sicuramente Ibra si farà notare in zona San Siro.
La prima cosa che colpisce di questo giovane è l'incredibile potenza fisica e altetica. Il fatto che sia solo un classe '94 rende sbalorditivo lo strapotere fisico che esercita. Alcuni suoi detrattori potrebbero affermare che in Primavera si è imposto proprio grazie alla sua potenza muscolare, ma chi conosce bene il ragazzo sa che non è così. Ibra nasce centrocampista centrale e negli anni in questa posizione ha affinato la tecnica e la visione di gioco. Le sue caratteristiche migliori però si notano in fase difensiva dove spicca per anticipo e senso della posizione. Stramaccioni per unire il meglio delle due posizioni ha deciso di spostarlo terzino e la mossa ha giovato sicuramente al giovane. Sulla fascia è libero di mostrare la sua potenza fisica e la notevola facilità di corsa insieme alla tecnica necessaria e alla cura della zona difensiva in fase di non possesso. Il giovane tecnico romano ha dimostrato molta lungimiranza nella scelta ed inoltre ha creato un autentico jolly offensivo che in un futuro non troppo lontano potrebbe fare la fortuna dell'Inter.
Il giovane Mbaye non ha mai giocato con nessuna rappresentativa del suo Paese natìo, ma questo è un fatto del tutto comune. Raramente Federazioni africane convocano giovani che hanno lasciato il Paese in tenera età (non scordiamo che Ibra è arrivato in Italia a quattordici anni) e nonostante il fatto che possano giocare in settori giovanili importanti gli vengono preferiti ragazzi che giocano ancora nelle squadre del luogo.
Dopo solo un anno di Primavera sono arrivate già molte richieste all'Inter riguardanti prestiti o tentativi di comproprietà per il giovane, ma la società ha già chiuso tutte le porte riguardo eventuali trasferimenti. La dirigenza crede in lui e soprattutto Stramaccioni credi in lui quindi quasi sicuramente non rientrerà in nessun affare estivo ed in questo senso l'Inter ha già mandato un chiaro segnale quando il suo nome è comparso sul sito della società alla voce "Prima Squadra". Probabilmente si deciderà riguardo una definitiva promozione solo dopo il ritiro estivo ma la volontà della dirigenza è chiara, puntare su Mabye ad occhi chiusi.
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