lunedì 2 luglio 2012

Koke

Nome: Jorge Resurrección Merodio
Data di nascita: 8 gennaio 1992, Madrid
Nazionalità: Spagna
Altezza: 178cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Atletico Madrid - Liga BBVA
Ruolo: Centrocampista centrale
Valore: 3.500.000




La Spagna, fresca campione d'Europa, ha dimostrato tutta la sua forza in ogni reparto del campo. Da sempre, e particolarmente, quello che risalta maggiormente nella "Roja" è il centrocampo. Xavi, Iniesta, Fabregas, Alonso, sono solo alcuni dei nomi che negli ultimi anni hanno fatto la fortuna dei loro club e della Nazionale capace di vincere due Campionati Europei consecutivi inframezzati dalla vittoria del Mondiale del 2010. Sono molti i giovani talenti iberici che stanno crescendo per sostituire un giorno i grandi centrocampisti alla guida della Nazionale. Tra loro c'è il giovane classe '92 cresciuto nell'Atletico Madrid, Koke, con un futuro in regia nella mediana spagnola.

Koke nasce nel 1992 nella capitale spagnola ed inizia a giocare proprio nelle giovanili dell'Atletico Madrid all'età di otto anni. Percorre tutta la trafila dei settori giovanili avendo così modo di imparare la filosofia del club ed a conoscerne ogni cosa, dal metodo di lavoro all'aspetto tattico delle squadre. Nel 2008, a sedici anni, viene promosso nell'Atletico B, formazione di Segunda Division B (la terza serie spagnola, paragonabile alla nostra Lega Pro), dove ha avuto modo di crescere affacciandosi al calcio professionistico senza dover lasciare il club. Milita per una sola stagione nella squadra satellite prima di essere promosso definitivamente nel 2009 nella formazione che prende parte alla Liga. Il debutto nella massima serie arriva il 19 settembre 2009, a soli diciassette anni, nella partita in casa del Barcellona conclusasi con il risultato di 5-2 in favore dei catalani. Koke ha avuto la possibilità di giocare ventiquattro minuti contro la squadra più forte del campionato. Si ripete il fine settimana successivo giocando quattordici minuti nel pareggio casalingo contro l'Almeria prima di doversi riaccomodare in panchina. Passa il resto della stagione allenandosi con la squadra ma senza prendere parte ad alcuna partita fino alla trentasettesima giornata di campionato quando ritrova il campo per ventisei minuti in casa dello Sporting Gijon, ed in seguito ha la possibilità di giocare il suo primo incontro da titolare nell'ultima partita della stagione contro il Getafe.
La stagione seguente non inizia nel migliore dei modi: nella prima parte di stagione non vede il campo e fatica ad imporsi nel team. Le cose cambiano dalla diciassettesima giornata quando inizia a giocare entrando dalla panchina con un discreto minutaggio a disposizione. La fiducia dell'allenatore cresce e dopo qualche incontro inizia a giocare da titolare ed è proprio in una di queste partite che trova il suo primo gol da professionista. Il 26 febbraio 2011 firma il momentaneo 1-1 nell'incontro casalingo contro il Siviglia. Progressivamente il suo minutaggio continua ad aumentare ed il giocatore inizia a diventare importante anche nei meccanismi della squadra. Chiude la sua seconda stagione in Liga con 17 presenze, 2 gol ed 1 assist a cui vanno sommate anche 2 presenze in Copa del Rey.
La stagione appena conclusa è quella della conferma per il giovane centrocampista. Fin dalla prima giornata dimostra tutte le sue qualità in regia fornendo 2 assist in soli dodici minuti di gioco. Anche quest'anno però parte conqualche riserva nella prima metà di stagione per poi vedere il suo minutaggio aumentare dalla seconda metà. In questa annata ha avuto la possibilità di misurarsi anche nelle competizioni europee prendendo parte all'Europa League. Debutta nei preliminari contro il Guimarães, prendendo in seguito parte alle partite di girone giocate contro Rennes, Celtic e Udinese. Ha un buon minutaggio nel secondo turno contro la Lazio, negli ottavi contro il Besiktas dove realizza due assistenze nell'incontro di andata, e gioca da titolare anche gli incontri dei quarti contro l'Hannover. Dalla semifinale contro il Valencia il suo minutaggio inizia a scendere fino alla finale contro l'Atheltic Bilbao dove entra ad un minuto dalla fine. Chiude la stagione con 25 presenze, 2 gol e 4 assist in Liga e 13 presenze e 2 assist in Europa League ed altre 2 apparizioni in Copa del Rey.

Koke è il classico centrocampista spagnolo, prodotto di una filosofia di gioco che identifica un'intera Nazione. Abilissimo nel controlo di palla e nel gioco di prima. La tecnica è il suo punto forte unita alla visione di gioco ed alla capacità di servire i compagni nel migliore dei modi. E' il classico centrocampista centrale che può ricoprire i ruoli di interno in un centrocampo a quattro o di mezzala in uno a tre. Ha un tiro preciso, ma anche negli inserimenti cerca il passaggio verso le punte piuttosto che la conclusione personale. Dal punto di vista fisico è un giocatore di categoria, pronto e resistente, non dotato forse di una velocità eccelsa ma compensa il tutto facendo "correre" il pallone. Deve migliorare ulteriormente dal punto di vista difensivo in fase di non possesso e soprattutto in fase di pressing, autentico punto di forza difensivo della "Roja" e di molte squdre iberiche. Sicuramente ha le potenzialità ed il talento per diventare un elemento fisso nel centrocampo della Selezione spagnola.

Il giovane centrocampista dei Colchoneros ha una lunga lista presenze nelle varie Nazionali giovani a cominciare dall'Under16 con 3 presenze, 21 apparizioni in Under17 dove conta un terzo posto al Mondiale di categoria del 2009. Vanta inoltre 9 caps con la maglia dell'Under19, 5 ed 1 gol con l'Under20, 4 ed 1 gol con l'Under21 e una presenza e 1 gol con l'Under23.

Un talento come quello di Koke non passa inossevato. Sono molte infatti le squadre che hanno avanzato sondaggi all'Atletico Madrid, compresa la Roma tra le italiane, sentendosi sempre rispondere che il giocatore non è in vendita. Difficilmente infatti i Colchoneros si lasceranno scappare il giovane centrocampista, anche se pende sempre l'ombra del Barcellona. In un'intervista Koke ha dichiarato di ammirare molto il gioco dei blaugrana e di considerare Iniesta e Xavi i suoi idoli nel mondo calcistico. Qualora un giorno i catalani dovessero effettivamente puntare il giocatore, difficilmente la dirigenza dell'Atletico riuscirebbe a trattenerlo. 

3 commenti:

  1. Rosario Fortunato3 luglio 2012 18:46

    Fortissimo!
    Ma non era del Catania? O forse mi sto confondendo con Kiko?

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  2. Ciao Rosario, forse ti riferisci a Keko. In effetti i nomi si somigliano. Koke e' un punto fermo dell'Atletico che verra', Keko invece a Catania fatica ad imporsi...

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  3. Rosario Fortunato3 luglio 2012 23:19

    Sì, hai ragione.

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