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venerdì 7 dicembre 2012

Ladislav Krejci

Nome: Ladislav Krejci
Data di nascita: 5 Luglio 1992, Praga
Nazionalità: Repubblica Ceca
Altezza: 1,79 cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: AC Sparta Praga, Gambrinus Liga (Rep. Ceca)
Ruolo: Centrocampista esterno
Valore: 5.000.000 Euro




La nazionale della Repubblica Ceca ha un grande potenziale tecnico, ma da alcuni anni sembra che non riesca ad esprimerlo al meglio. Ci sono tanti talenti che promettono davvero bene, come Kalas, Vydra ma soprattutto Kadlec e oggi sarà il turno di un nuovo piccolo fenomeno che sta impressionando molti addetti ai lavori. Parliamo dell'ala dello Sparta Praga Ladislav Krejci.

Ladislav Krejci nasce a Praga il 5 Luglio 1992 ed entra sin da piccolo nelle giovanili dello Sparta Praga. Dal 2008 al 2010 è un pezzo pregiato della squadra B, con la quale totalizza ben 4 reti in 24 presenze ufficiali, escluse quindi le amichevoli. Le ottime prestazioni sono fondamentali per convincere il tecnico della Prima squadra, Jozef Chovanec, ad aggregarlo con i grandi e l'esordio in Gambrinus Liga (massima serie ceca) arriva il 27 Febbraio 2010 nel pareggio in casa contro il Pribram. La situazione della squadra però non permette altri esperimenti a Chovanec, che viene esonerato. Il sostituto Zdenek Svoboda, comincia a notare le qualità di Krejci, che debutta anche in Druha Liga, la coppa nazionale, il 3 Aprile nel pareggio in casa contro il Banik Most. Con il passare delle settimane e con l'avvento della nuova stagione, continua a dimostrare ottimi margini di crescita, guadagnando la fiducia del tecnico e segnando anche il primo gol tra i professionisti nella sconfitta di coppo contro il Karvina (10 ottobre 2010). In campionato la rete arriva la stagione successiva, il 26 Settembre 2011 nel derby contro lo Slavia vinto per 3-0 (sua la rete del raddoppio). Alla fine della stagione saranno ben 6 i gol in 22 presenze ufficiali. La consacrazione avviene solo nella stagione attuale con il tecnico Jakub Dovalil, con il quale è titolare inamovibile. Così debutta anche in Europa League il 9 Agosto 2012 nel pareggio con l'Admira Wachen, importante per il passaggio del turno e la qualificazione alla fase a gironi. E il 20 Settembre è datato anche il primo gol nella sconfitta di Lione. In questa stagione può contare ben 2 gol e 1 assist in 19 partite ufficiali. Ladislav Krejci ha fatto la trafila di tutte le nazionali giovanili ceche dall'Under-16 all'Under-19, con la quale è stato protagonista assoluto dell'ottimo Europeo di categoria nel 2011, conclusosi con la sconfitta in finale contro la Spagna. Può contare anche 5 presenze con l'Under-21 e il debutto con la nazionale maggiore di Michal Bilek il 14 Novembre 2012 contro la Slovacchia, vinta 3-0.

Ladislav Krejci è un esterno di centrocampo molto veloce e tecnico, ma tatticamente già pronto per il salto di qualità, visto che è capace di difendere ed attaccare con qualità in ambo le fasi. E' un mancino, bravissimo nei cross, sia tesi che morbidi, dotato di una buonissima visione di gioco che gli permette di servire quasi sempre il compagno più libero. Ha un buon senso del gol, sempre pronto ad inserirsi negli spazi per provare a concludere a rete. La personalità non gli manca e la sfrutta nell'uno-contro-uno e nelle percussioni palla al piede. Dovrebbe migliorare l'altro piede, quel destro che raramente usa con precisione, e anche nel fisico, forse un tantino gracile.

Vanta un provino con il PSV Eindhoven anche il trasferimento è saltato all'ultimo. Ci troviamo di fronte ad un talento dal grande futuro. Per caratteristiche somiglia alla lontana a quel grande fuoriclasse che per un decennio è stato protagonista assoluto nelle vittorie della Juventus, Pavel Nedved, anche se deve dimostrare con i fatti ma soprattutto con le vittorie in grandi squadre l'azzardatissimo paragone. Lasciamolo crescere.




venerdì 23 novembre 2012

Luciano Vietto

Nome: Luciano Darìo Vietto
Data di nascita: 5 dicembre 1993, Balnearìa
Nazionalità: Argentina
Altezza: 173cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Racing Club de Avellaneda - Campionato argentino
Ruolo: Trequartista, centrocampista centrale, seconda punta
Valore: 3.500.000€



Da sempre il campionato argentino è un serbatoio di talenti da cui attingono molte squadre del nostro campionato. Inter in testa, seguita da Catania e Palermo in particolar modo hanno assunto negli anni la nomea di "colonia argentina" per la grande quantità, e qualità, dei talenti presenti in squadra. Oltre alla bravura dei prospetti è una "qualità" molto importante quella della doppia cittadinanza, vista la discendenza di molti argentini da cittadini italiani e spagnoli, quindi comunitari. Luciano Vietto è uno di quei giovani che interessa ad alcuni grandi club italiani, Juventus in primis, che come il Milan sta iniziando a guardare con particolare attenzione al Paese sudamericano. Purtroppo per lui non è dotato del doppio passaporto, il che rende il suo trasferimento un po più complicato, ma è altresì fornito di un talento che non passa inosservato.

Luciano nasce a Balnearìa, un comune piccolissimo della provincia di Cordòba nel centro-nord del Paese. Inizia a giocare a calcio all'età di dieci anni nella squadra della sua cittadina, l'Independiente de Balnearìa. Milita nella società per sette anni prima di essere notato da diversi talent scout delle principali squadre argentine. Alla fine, dopo molte offerte, decide di aggregarsi al settore giovanile del Racing Club, squadra di Avellaneda, comune limirtofo di Buenos Aires che compone la "Grande Buenos Aires", ovvero il compoleto agglomerato urbano. Nel settore giovanile dell'Academica mostra grandi doti che convincono l'allora tecnico, Diego Pabli Simeone, a fargli prendere parte agli allenamenti della prima squadra e a concedergli i primi minuti nella stagione 2011/2012. Il debutto arriva il 27 ottobre 2011 contro il Lanùs nel torneo Apertura, dove il giovane trequartista ha la possibilità di giocare gli ultimi sei minuti dell'incontro. Di li a un mese Simeone avrebbe lasciato il Racing per accomodarsi sulla panchina dell'Atletico Madrid, ma il sostituto, Alfio Basile, non concede altre occasioni al giovane trequartista. Dopo Basile, e la parentesi Barbas, si mette alla guida della squadra Luis Zubielda che il 24 giugno concede la seconda occasione  al ragazzo nella sconfitta casalinga contro il Velez, questa volta nel torneo Clausura, dove Luciano gioca dieci minuti.
Nel torneo Apertura della stagione in corso vede il campo fin dalla prima partita, dove entra al settantesimo minuto, e dopo tre panchine consecutive parte titolare nella partita casalinga contro il San Martìn. In questo incontro Luciano mostra tutto il suo talento e domina la partita in solitaria realizzando una pregevolissima tripletta. Da allora non ha mai mancato una partita, entrando alcune volte dalla panchina, e vedendo il suo minutaggio crescere in maniera esponenziale. Alla decima giornata realizza il suo quarto gol stagione in casa del Colòn, gol peraltro decisivo nell'1-0 finale. Decide anche la quindicesima giornata, quando grazie ad un altro gol permette ai suoi di vincere di misura in casa del Godoy Cruz. Nel frattempo debutta anche in Copa Sudamericana (il corrispettivo sudamericano dell'Europa League), nel ritorno del secondo turno contro il Colòn. Nella stagione in corso conta 13 presenze complessive e 5 gol.

Vietto è un centrocampista offensivo dalla notevole visione di gioco. Il suo gioco è basato su inserimenti rapidi fra le linee avversarie per trovare la conclusione o il passaggio decisivo. Ultimamente con l'arrivo di Luis Zubielda in panchina ha visto il suo raggio d'azione avanzare di alcuni metri. Gioca seconda punta in un classico 4-4-2 con ali alte, con libertà di svariare su tutto il fronte d'attacco e la trequarti. Molto spesso "scende" per ricevere il pallone dai centrocampisti e far partire così la manovra. E' un giocatore rapido e dotato di una notevole agilità, dispone inoltre di un dribbling secco, pulito ed efficace e di un buon senso del gol. Deve migliorare dal punto di vista tattico prima di approdare in Europa, dove le posizioni sono un po più rigide ed i giocatori come lui non dispongono di tutto quello spazio in campo.

Il fatto di aver militato così a lungo nel poco conosciuto Independiente de Balnearìa non gli ha permesso di imporsi nelle Nazionali giovanili. Dopo il recente "crack" nel campionato Apertura sono partite le prime indiscrezioni che lo vorrebbero già in Under 21. A breve dovrebbe arrivare la prima convocazione con una maglia albiceleste.

In Argentina hanno già creato i primi paragoni con il giocatore, avvicinandolo in serie a Milito, Falcao e Aguero. Il gioco di Vietto è diverso, meno pungente dal punto di vista fisico (visti i 173cm x 68kg), più rapido e tecnico. Non ha la finalizzazione di questi tre, e non sarà il suo compito principale quello del bomber, ma sicuramente è un trequartista-centrocampista anomalo travestito da seconda punta. Sul talento del giovane argentino hanno messo gli occhi diverse squadre. Abbiamo già parlato della Juventus, ma i bianconeri avranno di che sudare con la concorrenza di Real Madrid e Liverpool, particolarmente interessate al nuovo "crack" del calcio albiceleste.






Video della partita contro il San Martìn dove Vietto realizza una tripletta



Video del gol realizzato contro il Colòn

venerdì 9 novembre 2012

Juan Quintero

Nome: Juan Fernando Quintero Paniagua
Data di nascita: 18 gennaio 1993, Medellìn
Nazionalità: Colombia
Altezza: 168cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Delfino Pescara 1936 - Serie A
Ruolo: Trequartista, seconda punta, centrocampista centrale
Valore: 4.000.000€



Quest'oggi parliamo di un talento straniero arrivato da poco nel nostro campionato, che nonostante la giovane età e le molte differenze rispetto al calcio a cui era abituato, sta ben figurando nella neo promossa dalla serie cadetta Pescara. Il giocatore arrivato in abruzzo per una cifra vicina ai tre milioni di euro si sta adattando a giocare nelle più svariate zone del campo, ma nonostante i molti cambi di modulo sta diventando sempre più uno dei cardini dell'undici titolare di mister Stroppa.

Juan nasce a Medellìn, nota anche come "la città del caffè", che ha dato i natali a diversi giocatori che in seguito hanno fatto o stanno facendo parte della Nazionale colombiana. All'età di undici anni, nel 2004, entra a far parte dell'Envigado, società che milita nella massima serie colombiana. Qui percorre tutta la trafila dei settori giovanili, fino ad arrivare al debutto cinque anni dopo, nel 2009 all'età di sedici anni, in un incontro di campionato contro il Deportivo Pasto. Nell'agosto 2009 viene promosso in prima squadra e prende parte a diverse partite del Campionato Clausura, realizzando 8 presenze e giocando un'intera partita contro il Pereira.
La stagione successiva fatica a trovare spazio nel Campionato Apertura ( che si gioca da febbraio a giugno) dove realizza solo 4 presenze mettendo a referto 1 assist. Le cose cambiano nel corso del Campionato Clausura (da luglio a dicembre) dove trova sempre più spazio e minuti, fino ad arrivare a siglare la sua prima marcatura da professionista il 12 settembre 2010 in casa contro il Cucuta. A fine Clausura conterà 14 presenze, 3 gol e 1 assist. Bottino di tutto rispetto per un diciassettenne, ma sfortunatamente si infortuna in una delle ultime partite, procurandosi una frattura di tibia a perone che lo costringe a saltare tutto il Campionato Apertura 2011.
Si ripresenta in campo in occasione del Clausura 2011, ed inizia a riconquistarsi il posto ed il minutaggio che si era guadagnato prima dell'infortunio. Chiude la sua terza partecipazione al Clausura con 13 presenze, 1 gol e 2 assist e la qualificazione alle final eight che stabiliranno il campione. Purtroppo ai quarti l'Envigado incontra i Millionarios, una delle squadre più forti del Paese, e cedono il passo 9-7 dopo i calci di rigore.
Al termine della stagione passa in prestito all'Atletico Nacional, una delle più quotate squadre del calcio colombiano, con cui gioca solo 2 partite del Campionato Apertura, faticando a trovare spazio. Trova il suo riscatto in Copa Libertadores, dove realizza 7 presenze senza gol all'attivo ma con un discreto minutaggio. Dopo queste poche apparizioni in sette mesi al Nacional, arriva l'offerta del Pescara con il giovane colombiano che si affaccia al calcio Europeo dalla piccola realtà abruzzese.
Quintero trova il debutto già alla prima giornata nella sconfitta casalinga contro l'Inter, dove ha la possibilità di giocare la mezz'ora finale. Alla seconda presenza realizza un assist contro la Sampdoria, che però riesce a vincere ugualmente, ed alla terza presenza realizza la sua prima marcatura nel nostro campionato, pareggiando a Bologna la rete di Gilardino permettendo così ai suoi di realizzare il primo punto in Serie A. Da allora non ha più lasciato il campo, con Stroppa che lo ha schierato da trequartista, seconda punta, ala, centrale ed esterno di centrocampo. Ad oggi Juan Quintero ha realizzato 10 presenze, 1 gol e 2 assist nel nostro campionato.

Quintero è un centrocampista offensivo, che può adattarsi a giocare in molti ruoli come dimostrato nella sua esperienza a Pescara. In patria ha giocato spesso da trequartista e da seconda punta, arrivando anche a fare l'ala, per questo viene paragonato nel suo Paese a James Rodriguez. Noi personalmente riteniamo il paragone inesatto, Quintero ha meno strapotere fisico del suo connazionale, nonostante sia un giocatore abbastanza rapido e agile. Dispone di un ottimo controllo di palla e di una discreta visione di gioco, che gli permette di ricoprire tutti i ruoli del centrocampo. Si distingue maggiormente in fase offensiva che in fase di impostazione, e dovrebbe migliorare in fase di non possesso e difensiva. Dotato di un buon tiro mancino preciso e pericoloso, è molto temibile anche dai calci piazzati ma dovrebbe diventare più cinico in fase realizzativa. Ha sempre avuto il vizietto del gol, ma per quello che ha fatto vedere potrebbe puntare molto più in alto.

Snobbato completamente dalle Selezioni giovanili colombiane, trova il riscatto grazie a José Pekerman che lo convoca per la Nazionale maggiore per le due partite contro Perù ed Ecuador valide per la qualificazione ai Mondiali 2014. Tuttavia però Juan non scende in campo. Il debutto arriva il 16 ottobre in occasione dell'amichevole vinta per 3-0 contro il Camerun.

Il Pescara e mister Stroppa hanno trovato un giocatore molto interessante sia in chiave attuale che in ottica futura. La capacità di adattarsi (tipica dei giocatori colombiani) è la caratteristica che Stroppa sembra aver apprezzato di più del giovane Quintero. Qualora il Pescara dovesse salvarsi potrebbe riuscire a trattenere il trequartista, ma in caso di retrocessione sarebbero diverse le squadre interessate a lui. Al momento pare che il suo futuro sia legato a quello della sua società.






lunedì 5 novembre 2012

Felipe Anderson

Nome: Felipe Anderson
Data di nascita: 15 aprile 1993, Brasilia
Nazionalità: Brasile
Altezza: 175cm
Piede preferito: Ambidestro
Squadra: Santos FC - Brasilerao Serie A
Ruolo: Trequartista, ala sinistra-destra
Valore: 2.000.000€




Negli ultimi anni il Santos si è affermato ancora di più in tutto il Sudamerica e nel mondo come una delle più grandi (se non la più grande) fucina di talenti verdeoro. Dopo l'esplosione di Diego e Robinho, si sono affermati nei "peixe" Ganso, Danilo e il fenomeno a livello mondiale Neymar. Danilo e Ganso hanno deciso di lasciare il Santos, il primo per approdare in Europa nelle file del Porto, il secondo ha deciso di restare in Brasile passando ai rivali storici del San Paolo. Da anni si discute della partenza di Neymar che da qui al 2014 dovrebbe approdare in Europa. La squadra però non si fa trovare scoperta e ha pronta una nuova nidiata di talenti che si sta affacciando o affermando in questo momento in prima squadra. Uno di loro è Felipe Anderson, giovane trequartista che sta approfittando delle partenze di Ganso ed Elano per accumulare esperienze importanti nelle massime competizioni sudamericane.

Felipe Anderson Pereira Gomes nasce a Brasilia, la capitale del Paese del calcio, ed inizia a giocare a calcio all'età di sei anni nella Associacao 14 Companhia de Policia Militar, detta anche 14 CPMIND, di Santa Maria, un piccolo paesino a pochi chilometri dalla capitale. Dopo un solo anno passa al Federal FC, dove gioca sei anni prima di trasferirsi all'SCR Gaminha. In questa società inizia a far notare il suo talento e ad attirare le attenzioni di diverse squadre del Distreto Federal, la sua regione. Dopo un anno però si trasferisce nello Stato di Paranà e inizia a giocare nell'Astral FC. Durante la stagione viene notato dagli osservatori del Coritiba, la più importante squadra dello Stato di Paranà, e nel 2007 entra a far parte del loro settore giovanile. Passa solo sei mesi nelle giovanili dei "coxa", a luglio 2007 accetta l'offerta del Santos di unirsi a loro ed il ragazzo coglie l'opportunità trasferendosi nello Stato di San Paolo.
Inizia a farsi notare nel settore giovanile dei peixe, fino ad arrivare al 2010 quando dopo una serie di infortuni che hanno colpito dei titolari viene promosso in prima squadra. Il 6 ottobre 2010 fa il suo debutto nella massima serie brasiliana in casa della Fluminense entrando in campo a tempo quasi scaduto. La settimana successiva è in panchina contro l'Atletico Paranaense, ma ritrova il campo l'incontro seguente in casa del San Paolo. Durante l'incontro ha la possibilità di giocare circa trenta minuti non potendo però impedire la sconfitta dei suoi per 4-3. A fine stagione conta 5 presenze e 1 assist realizzato contro il Goias.
Nella stagione 2011 viene riconfermato in prima squadra, e trova il suo primo gol da professionista l'11 febbraio contro il Noroeste in una partita valida per il Campionato Paulista. Nel Brasilerao invece inizia da titolare la prima partita stagionale contro l'Internacional. Il suo primo gol nel Campionato brasiliano arriva il 7 settembre in casa dell'Avaì, ed arriva a chiudere la sua prima stagione piena in prima squadra con 18 presenze, 1 gol e 4 assist, con un buon minutaggio a disposizione. Durante l'annata 2011 ha la possibilità di "assaggiare" il calcio internazionale giocando l'andata dei quarti di finale di Libertadores contro l'Once Caldas.
La stagione 2012 è quella della definitiva conferma per il giovane Felipe Anderson: gioca titolare gran parte delle partite del Campionato Paulista, in seguito ai ricorrenti infortuni di Ganso, e riconferma il suo posto nell'undici iniziale anche nel Brasilerao. All'ottava giornata contro il Gremio realizza la sua prima doppietta, risultata poi decisiva nel 4-2 finale, e gioca ad alti livelli nel corso di tutto il campionato trovando una serie di partite in cui è risultato decisivo. Attualmente ha messo a referto (stagione ancora in corso) 31 presenze, 4 gol e 6 assist. Si ripete anche in Copa Libertadores dove realizza 4 presenze.

Felipe Anderson rappresenta alla perfezione la nuova leva di trequartisti brasiliani. Dotato di una grande tecnica personale, vi unisce un ottimo atletismo e reattività che gli consentono di unire la quantità alla qualità. Questa caratteristiche fisiche, oltre all'abilità di calciare indistintamente con entrambi i piedi, gli permettono di giocare anche in posizione di esterno, anche se per caratteristiche da il meglio di se in posizione centrale dietro le punte. Dispone di un ottimo dribbling preciso e rapido e di una buona visione di gioco che gli permette di realizzare molti assist. La cosa che colpisce maggiormente nel suo gioco è la quantità di lavoro che produce nei novanta minuti, un dinamismo che non farà rimpiangere le giocate di Ganso ai suoi tifosi e all'allenatore. Non è ancora un finalizzatore ai livelli di altri giocatori della sua età, ma ha le caratteristiche per essere pericoloso anche in zona gol grazie ad un buon tiro con entrambi i piedi ed alla capacità di trovare gol impossibili.

Felipe è stato leggermente "snobbato" dalle Nazionali giovanili verdeoro, per colpa anche dei molti trasferimenti. Ad oggi fa parte della Selezione Under 20 con la quale ha realizzato 3 presenze.

Dopo le diverse cessioni il Santos sembra intenzionato a mantenere il più possibile in squadra lui e il gioiellino Neymar. Le pretendenti però non mancano, ed una delle principali viene dal nostro campionato, con il Milan molto interessato alla crescita del ragazzo. Molto interessato è anche l'ormai onnipresente Paris Saint-Germain che ha tutte le intenzioni di ripetere la manovra "Lucas". Difficile però che si muova in tempi brevi.






lunedì 29 ottobre 2012

Ezequiel Cirigliano

Nome: Ezequiel Cirigliano
Data di nascita: 24 Gennaio 1992, Buonos Aires
Nazionalità: Argentina, con passaporto italiano
Altezza: 1,72 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: River Plate, Torneo Apertura (Argentina)
Ruolo: Mediano Valore: 4.500.000 Euro





L'incubo Primera B Nacional per il prestigioso River Plate è stato affrontato nel migliore dei modi da Matìas Almeyda, capace di riportare la squadra nella massima serie argentina in appena un anno. Dietro il lavoro svolto dall'ex centrocampista di Udinese, Lazio e Parma c'è una grande fase di crescita dei tantissimi talenti che le giovanili producono annualmente. Per esempio Lucas Ocampos, ora al Monaco di Ranieri, ma forse anche di più, Ezequiel Cirigliano, nuovo enfant prodige di cui parleremo oggi.

Adrian Ezequiel Cirigliano nasce a Buons Aires il 24 Gennaio 1992 e entra ben presto nelle giovanili del River Plate, nelle quali è uno dei punti di forza. L'esordio in prima squara arriva il 12 Aprile 2010 nel pareggio contro l'Atletico Tucuman, quando i capitolini erano allenati da Astrada. Ma solo nella stagione successiva, quella in Primera B Nacional con Almeyda, Cirigliano trova la sua piena maturazione e diventa titolare, rubando il posto non ancora 20enne a giocatori sicuramente più esperti come Ledesma, da anni nel club. Il centrocampista argentino è fondamentale per la risalita in Primera Division e le sue ottime prestazioni suscitano gli interessamenti di Inter, Roma, Lazio e Napoli, ma anche Manchester United e Manchester City che inutilmente hanno provato ad acquistarlo in estate, visto che la dirigenza del club argentino ha provveduto a rinnovare il contratto a Cirigliano fino al 2015 con una clausola rescissoria fissata a 15 milioni di euro. Per il momento può contare ben 21 presenze con il River Plate, tra Apertura e Clausura e campionato cadetto, oltre ad essere diventato il terzo capitano della squadra. Ha il passaporto comunitario, grazie alle origini italiane. Ha già fatto parte delle nazionali giovanili, due presenze con l'Under-17 e ben 11 presenze, condita da un gol contro la Corea del Nord il 5 Agosto 2011 con l'Under-20. Negli ultimi tempi, però, il ct della nazionale maggiore Sabella lo sta visionando attentemente e non è da escludere una convocazione entro i primi mesi del 2013.

Ezequiel Cirigliano è il classico mediano davanti alla difesa bravissimo nel rubar palla e nell'impostazione iniziale del gioco. Grazie alla sua bassa statura è un giocatore molto bravo nell'anticipo, capace di leggere con grande intelligenza lo sviluppo del gioco. E' un grande lottatore, ma tecnicamente è molto dotato, per questo fa quasi da faro per la squadra con la sua buona visione di gioco. In Argentina lo paragonano a Javier Mascherano del Barcellona e Cirigliano effettivamente ha il fisico, la caparbietà nel recuperare i palloni e la personalità del fuoriclasse dei blaugrana. Probabilmente è più dotato tecnicamente, un po' come Biglia e Gago, ma ne deve fare di strada per raggiungere i livelli di Mascherano. Le doti non gli mancano e la personalità nemmeno.



venerdì 19 ottobre 2012

Muralha

Nome: Luiz Philipe Lima de Oliveira
Data di nascita: 21 gennaio 1993, Rio de Janeiro
Nazionalità: Brasile
Altezza: 173cm
Piede preferito: Destro
Squadra: CR Flamengo - Brasilerao Serie A
Ruolo: Mediano, centrocampista centrale
Valore: 750.000€




Storicamente il calcio giovanile brasiliano è legato ai promettenti talenti offensivi che sforna senza sosta. Non bisogna però dimenticare i grandi difensori e portieri cresciuti in Brasile, che hanno in seguito fatto molto bene anche nel diverso calcio europeo. Uno dei ruoli più affinati dal calcio brasiliano è quello del mediano, schermo davanti la difesa, calciatore solitamente molto apprezzato in Europa per la doppia caratteristica difensiva e di regia. Un prospetto che sta iniziando ad affermarsi nella massima serie brasiliana è Luiz Philipe de Oliveira, meglio conosciuto come Muralha.

Luiz nasce nel gennaio del 1993 a Rio de Janeiro, città poeticamente nominata da alcuni come il luogo dove "risiede l'anima del calcio". Inizia a giocare, in un club, nel 2008 nel Vasco de Gama, società storica verdeoro che nello stesso ruolo di Muralha ha cresciuto e fatto conoscere al mondo Carlos Dunga. Milita per un anno e mezzo circa nel settore giovanile bianconero quando a gennaio 2010 passa al Flamengo, altra società storica di Rio che non necessita presentazioni. Gioca un 'intera stagione (ricordiamo che in sudamerica le stagioni sportive vanno da gennaio a novembre circa) nel settore giovanile rubronegro e sul finire del 2010 viene convocato per alcune sedute di allenamento con la prima squadra. Inizia la stagione 2011 nuovamente con le giovanili, ma all'avvio del Brasilerao (inizi di maggio) viene nuovamente convocato per la prima squadra, arrivando al debutto ufficiale il 25 giugno 2011 nella partita casalinga contro l'Atletico Mineiro. In quest'occasione, con soli dieci minuti a disposizione, mette a referto un assist per Deivid che realizza il 3-1 parziale (saranno 4 i gol del Flamengo al termine dell'incontro). Torna a giocare con il settore giovanile dopo questa presenza, ma continua ad allenarsi con la prima squadra. Ad inizio agosto è nuovamente in campo nella difficile trasferta in casa del Cruzeiro e tre giorni dopo ha la possibiltà di giocare un intero tempo contro il Coritiba. Da allora al termine della stagione avrà sempre più minuti a disposizione, arrivando a conquistare anche una maglia da titolare nelle sfide contro Fluminense, Cruzeiro e Atletico Goianense. Chiude la sua prima stagione da professionista con 13 presenze e 3 assist.
La stagione successiva riprende agli stessi ritmi fin dal Campionato Carioca (campionato statale che precede l'inizio del Brasilerao e va da gennaio ad aprile). All'inizio del Brasilerao fa un po di panchina e gioca qualche scampolo di partita. Cala un po il suo livello di coinvolgimento rispetto alla precedetne stagione, ma torna titolare nelle ultime due partite fin qui giocate nei difficili incontri in casa del Coritiba e del Santos. Nonostante le due sconfitte del Flamengo, Muralha, si rende autore di due buone prestazioni che potrebbe fargli riguadgnare la fiducia del mister da qui a fine stagione. Durante la stagione 2011 arriva anche il debutto nella massima competizione sudamericana per club: la Copa Libertadores. Qui realizza 6 presenze, giocando i preliminari e tutte le partite del girone.

Muralha è un centrocampista centrale, classico volante brasiliano davanti la difesa. Bravissimo in fase di interdizione, è abile anche nelle ripartenze palla al piede ma deve migliorare nell'anticipo. Tecnicamente è molto valido con grandi margini di miglioramento, mantiene bene la posizione in campo ma il calcio brasiliano è uno dei più lontani dal calcio europeo. Pur non essendo molto alto è molto forte fisicamente.

Quest'estate (2012) è stato vicinissimo all'Udinese che aveva fatto un'offerta ufficiale al Flamengo di 2 milioni di euro nell'operazione che ha portato in Friuli il mediano Willians. Il centrocampista ha declinato pur ringraziando i Pozzo, ha preferito rimanere in Brasile per affermarsi prima in patria. Su di lui continua ad esserci il club friulano ma deve fronteggiare la forte concorrenza di molti club tedeschi, Bayer Leverkusen in testa. A gennaio potrebbero esserci dei passi concreti verso un suo acquisto, magari lasciandolo fino a fine stagione ai rossoneri di Rio. Si consiglia il passaggio graduale al calcio europeo attraverso una squadra di medio livello per farlo crescere senza troppe pressioni.



lunedì 15 ottobre 2012

Isco

Nome: Francisco Román Alarcón Suárez
Data di nascita: 21 aprile 1992, Benalmádena
Nazionalità: Spagna
Altezza: 176cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Màlaga CF - Liga BBVA
Ruolo: Trequartista, ala sinistra-destra
Valore: 12.000.000€



La tradizione spagnola dei centrocampisti tecnici e talentuosi non accenna a rallentare nello sfornare talenti pronti fin dalla giovanissima età ad imporsi nella massima serie iberica. Diverse squadre estere hanno iniziato ad investire in questi talenti, come ad esempio il Bayern Monaco che ha ingaggiato Javi Martinez pagando la clausola rescissoria di quaranta milioni per intero, e i due ex canterani del Real Madrid Carvajal, Joeselu e l'under 21 ex Altetico Dominguez. Un altro giovane potrebbe lasciare la penisola iberica in un prossimo futuro, ed il nostro Paese rientra tra i possibili candidati ad un suo possibile approdo. Stiamo parlando di Isco, trequartista del Malaga, che si sta facendo conoscere al pubblico internazionale grazie alle ottime prestazioni in campionato e in Champions League.

Francisco, detto Isco, nasce a Benalmádena, una piccola cittadina andalusa nel profondo sud della Spagna. La sua prima squadra è l'Atletico Benamiel, un piccolo club delle divisioni regionali della sua città, con il quale però riesce a farsi notare dal Valencia, squadra da sempre molto attenta ai giovani prospetti della Comunidad Valenciana e delle ergioni limitrofe. Nel 2006 entra a far parte del Valencia Mestalla, la formazione B della squadra spagnola. Qui inizia a mostrare tutto il suo talento ed affina sempre di più le sue caratteristiche di regista e creatore di gioco, oltre che ottimo finalizzatore. Dopo una serie di ottime prestazioni nelle serie minori con il Mestalla, viene convocato in prima squadra nel corso della stagione 2010/2011. Il debutto arriva da titolare nella partita di Copa del Rey dell'11 novembre 2010 in casa contro l'UD Logroñés. Nel suo primo incontro ha la possibilità di giocare ottanta minuti e mette a referto una pregevole doppietta. Il debutto in Liga arriva soli tre giorni dopoquando gioca i venti minuti finali della sfida contro il Getafe. Per completare l'incredibile inizio dopo dieci giorni è in campo nella partita contro il Bursaspor valido per la fase a gironi della Champions League. Da li alla fine della stagione avrà diverse altre occasioni di giocare con la prima squadra, ma questa la si può considerare a tutti gli effetti una stagione d'apprendimento, chiusa con un bottino di 8 presenze, tra campionato, Coppa del Re e Champions League, e 2 gol all'attivo.
Durante l'estate del 2011 arriva al Valencia l'offerta del Malaga, intenzionata a riportare il giocatore nella sua regione e farlo giocare e crescere definitivamente davanti alla sua gente. L'offerta di sette milioni di petroldollari degli sceicchi viene accettata e Isco diventa fin da subito una parte molto importante del progetto del team di Manuel Pellegrini. Debutta da titolare fin dalla prima giornata, nel difficilissimo inizio contro il Barcelona resta in campo per tutti i novanta minuti senza però poter far nulla per impedire la sconfitta dei suoi per 4-1. Alla tredicesima giornata, in casa del Real Santander, realizza la sua prima marcatura nella massima serie spagnola, ripetendosi la giornata successiva in casa contro il Villarreal. Il Malaga sta affrontando un'ottima stagione, che al termine li vedrà qualificati per la Champions League, e Isco con il tempo diventa sempre più leader del centrocampo e della trequarti, nonostante i giocatori di esperienza accanto a lui. Raramente non parte nell'undici titolare, ed infatti chiude la stagione con 35 presenze 5 gol e 5 assist, oltre ad una media minuti prossima agli ottanta primi per partita.
Nella stagione in corso il trequartista iberico riprende da dove si era interrotto: titolare nei primi sette incontri di Liga e leader assoluto de debutto in Champions dei suoi dove ha steso lo Zenit di Luciano Spalletti con una splendida doppietta, fissando il risultato finale sul 3-0 per gli andalusi.

La caratteristica principale di Isco, oltre che suo punto di forza, è l'impeccabile tecnica individuale. Molto abile nei passaggi, lunghi e corti, dispone di un'ottima visione di gioco che lo rendono un temibile assist-man. Nell'ultimo periodo si è allenato molto per essere più incisivo in zona gol grazie ai suoi inserimenti. Calcia molto bene anche di sinistro, nonostante sia un destro naturale, ed inoltre il suo baricentro basso ed il fatto che sia molto rapido lo rendono difficile da marcare in fase di possesso di palla. Ha un buon dribbling, fatto soprattutto di rapidi cambi di direzione, tipico del gioco spagnolo. Non ha particolari compiti in fase difensiva, ma visto il suo talento in fase di costruzione e finalizzazione sarebbe difficile chiedergli di imporsi anche in fase di copertura, visto che comunque non stiamo parlando di un centrocampista centrale, ma di un trequartista, che nello stile di gioco spagnolo può ricoprire la stessa porzione di campo, ma non ha necessariamente gli stessi compiti (come ad esempio Xavi ed Iniesta, sia nel Barcelona che nella Nazionale spagnola). Viste le carattiristiche tecniche e fisiche può ricoprire anche il ruolo di ala, ma per il suo tipo di gioco risulta essere più incisivo quando gioca in posizione centrale con libertà di movimento.

Francisco è sempre stato un elemento fisso delle varie Nazionali giovanili iberiche. Debutta nel 2008 con la Selezione Under 16 con la quale realizza 3 presenze e 1 gol. Nello stesso anno passa in Under 17 dove in un anno totalizza 21 apparizioni e 6 marcature arrivando a giocare fino alla semifinale del Mondiale Under 17 del 2009. Dopo solo una presenza in Under 18 condita da un gol passa in Under 19 dove gioca 12 partite segnando la bellezza di 7 gol. Nel 2011 gioca il Campionato del Mondo con la formazione Under 20 in Colombia, avventura che chiude ai quarti di finale contro il Brasile. Con la malgia Under 20 gioca 6 partite realizzando una marcatura. Dal 2011 è titolare fisso dell'Under 21 iberica con la quale finora ha realizzato 5 gol in 8 partite di qualificazione ai prossimi Campionati Europei di categoria. Nel 2012 ha preso parte ai Giochi Olimpici londinesi con la selezione Under 23, non riuscendo però a superare il non irresistibile girone con la sua squadra.

Ci sonoi tutte le premesse per ipotizzare una maglia da titolare nella Nazionale spagnola per Isco, in un futuro neanche troppo lontano. Al momento guida il suo Malaga ad una difficile riconferma nei primi quattro posti in campionato, ma non è da escludere una sua possibile partenza, più la prossima estate che a gennaio. Come si sa lo sceicco del Malaga ha deciso di chiudere i rubinetti dopo una sola stagione segnate da ampie perdite, ed Isco potrebbe diventare una vendita pregiata da piazzare. La clausola rescissoria è alta ma non impossibile. Si tratta infatti sui ventuno milioni, ma non è da escludere un possibile rinnovo contrattuale con clausola nuova. Ad oggi sono diverse le squadre interessate, a cui vanno unite le nostrane Juventus e Milan. I bianconeri sono stati i primi, nel nostro campionato ad interessarsi al trequartista, seguiti dai rossoneri impegnati a ringiovanire e rinnovare la rosa con un occhio di riguardo al bilancio. Noi come sempre auspichiamo un campionato italiano sempre pieno di talenti, ed anche in questo caso non possiamo che augurarci che in caso di partenza il giovane Isco scelga il nostro Paese.






lunedì 24 settembre 2012

Tonny Trindade de Vilhena

Nome: Tonny Emilio Trindade de Vilhena
Data di nascita: 3 gennaio 1995, Maassluis
Nazionalità: Olanda
Altezza: 175cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Feyenoord Rotterdam - Eredivisie
Ruolo: Trequartista, esterno sinistro
Valore: 350.000€



La storica tradizione olandese dei giocatori offensivi, e particolarmente dei centrocampisti, non la scopriamo negli ultimi anni. Da sempre la scuola Oranje crea giocatori estremamente tecnici, pronti fin da subito alla mischia delle grandi competizioni. Nella massima serie dei Paese Bassi non è raro infatti vedere giocatori under 18 titolari, o ad esempio il trequartista della scheda di oggi: classe '95 con già diverse presenze all'attivo.

Tonny nasce a Maassluis, un piccolo sobborgo nella periferia di Rotterdam, ed inizia a giocare nella squadra locale: il VDL-Maassluis all'età di otto anni. Dopo un solo anno nella piccola società entra a far parte dello storico, e florido, settore giovanile del Feyenoord, la squadra più rinomata e blasonata della sua città. Qui gioca per le varie squadre giovanili, assimilando a pieno lo stile olandese nell'allenamento dei giovani. Tanto lavoro di tecnica personale e di meccanismi di squadra legati più alla posizione in campo e ai movimenti offensivi che ai tatticismi, soprattutto in fase di ripiego. Molto spesso gioca con ragazzi più grandi di lui in modo da abituarsi presto alle sfide fisiche del vero calcio. Nonostante il fisico "leggero" riesce a farsi notare sia dalle altre squadre che dai commissari tecnici delle Nazionali giovanili olandesi. Arriva così la chiamata da parte dell'Under 17 oranje per alcune partite amichevoli e per l'Europeo di categoria del 2011 giocato in Serbia. Parte nell'undici titolare fin dalla prima partita del girone vinta contro la Germania, ed è fondamentale nella seconda grazie al gol vittoria contro la Romania. A qualificazione ottenuta resta a riposo per la terza partita del girone per presentarsi al meglio nella semifinale contro l'Inghilterra. Qui Tonny mette in mostra tutto il meglio del suo repertorio ed aiuta i suoi a conquistare la meritata finale contro la Germania. Nell'ultima partita del torneo Tonny è l'assoluto protagonista e mattatore della vittoria finale dei suoi per 5-2 grazie ad una splendida doppietta e a due assist. Chiude il torneo da capocannoniere insieme ad altri quattro giocatori. Un mese dopo è nuovamente protagonista con la sua Nazionale in un altro palcoscenico importante: il Mondiale under 17. In quest'occasione però i giovani olandesi non riescono a riprodurre il fantastico gioco dell'Europeo e non riescono a passare il tutt'altro che irresistibile girone eliminatorio. All'inizio della stagione 2011/2012 è ancora aggregato alla formazione giovanile, quando a gennaio arriva la convocazione per la prima squadra dopo un periodo di allenamento con i giocatori professionisti. il 22 gennaio 2012 ha la possibilità di debuttare nel calcio professionistico giocando i dieci minuti finali nella partita persa in casa del VVV-Venlo. Dopo altre due panchine è nuovamente in campo nella sfida contro il Psv dove ha la possibilità di giocare per venti minuti. Alla terza presenza gioca la sua prima partita da titolare restando in campo per tutti i novanta minuti nella trasferta contro il Twente. Chiuderà la sua stagione di debutto con la prima squadra con 6 presenze all'attivo. Al termine dell'Eredivisie è nuovamente impegnato con la Nazionale Under 17 al Campionato Europeo giocato in Slovenia. Parte titolare nelle prime due partite del girone e salta la terza per riposarsi, proprio come l'anno precedente. Risulta decisivo nella semifinale contro la Georgia, dove realizza un assist, ma purtroppo per gli olandesi non riescono ad imporsi in finale, nuovamente contro la Germania, arrendendosi però solo ai calci di rigore.
Durante l'ultimo precampionato si è allenato con la prima squadra, e la volontà dell'allenatore è di dargli nuove occasioni questa stagione. Finora ha giocato una sola partita in Eredivisie, oltre ad un'altra presenze nel preliminare di Champions contro la Dinamo Kiev. Sicuramente entro fine stagione riuscirà a ritagliarsi ulteriore spazio.

Il giovane classe '95 è il tipico trequartista scuola olandese. Dotato di una tecnica personale eccezionale, grazie ai vari allenamenti, dispone di un ottimo senso della posizione e di una grande visione di gioco. Sa farsi trovare pronto al momento della conclusione ma deve migliorare nei tiri da fuori area per essere più incisivo. Atleticamente è un giocatore formato, nonostante la giovanissima età, ha buona corsa e resistenza, inoltre regge bene agli impatti con giocatori più grossi di lui. Nel Feyenoord gioca esclusivamente in posizione di trequartista nel classico 4-2-3-1, mentre in Nazionale Under 17, ed in seguito Under 19, gioca prevalentemente in posizione di ala sinistra, con la libertà di accentrarsi invece di attaccare gli spazi. Un prospetto sicuramente molto interessante visti gli ampi margini di crescita e la notevole esperienza nonostante non abbia ancora raggiunto la maggiore età.

Tonny è stato a lungo tempo un pilastro fondamentale della Selezione Under 17 con la quale vanta 20 presenze e 8 gol, oltre alla vittoria dell'Europeo nel 2011. Oggi fa parte della formazione Under 19 con la quale ha debuttato il 7 settembre 2012 con la Grecia. Fino ad oggi ha quell'unica presenza all'attivo.

Sicuramente in futuro sentiremo parlare di questo precoce trequartista che sta velocemente bruciando le tappe. La grande maturità tattica e le sue doti naturali gli stanno facendo raggiungere rapidamente le più alte vette del pallone. Sono molte le squadre interessate a lui, con in testa l'immancabile Arsenal, ma il Feyenoord non ha nessuna intenzione di privarsi rapidamente, e ad un prezzo basso, del suo giovane gioiello.




venerdì 21 settembre 2012

Nick Powell

Nome: Nicholas Edward Powell
Data di nascita: 23 marzo 1994, Crewe
Nazionalità: Inghilterra
Altezza: 1, 83 m
Piede preferito: Ambidestro
Squadra: Machester United - Premier League
Ruolo: Trequartista, centrocampista centrale
Valore: 3.000.000 €




Alex Ferguson ha sempre saputo lavorare con i giovani e nella sua carriera nei Red Devils ha coltivato centrocampisti che hanno scritto la storia degli ultimi vent'anni di questo glorioso club. Quando il tecnico scozzese punta tutto su un giovane, questi difficilmente fallisce ed è quello che potrebbe succedere con il ragazzo che vi presentiamo oggi, l'astro nascente Nick Powell, trequartista che in estate è stato strappato a tutte le altre big dal Crewe Alexandra.

Nicholas Edward Powell nasce a Crewe, nella contea del Cheshire (nel nord-ovest dell'Inghilterra). Cresce nelle giovanili del Crewe Alexandra, società riconosciuta come una delle più attive e capaci del panorama giovanile inglese, una sorta di Atalanta d'Inghilterra che ha prodotto molti ottimi giocatori tra i quali Danny Murphy e soprattutto l'ex Juve, Sampdoria e Arsenal David Platt (ora assistente allenatore di Mancini al City). A Crewe si distingue nelle varie formazioni giovanili, nel ruolo di attaccante, fino alla promozione in prima squadra nella stagione 2012/2011. In questa stagione non vede mai il campo ma si allena con i compagni più grandi e gioca con le riserve. Nel corso degli allenamenti avviene il passaggio di ruolo dall'attacco alla trequarti prima, ed al centrocampista centrale in seguito. Nella nuova posizione il giocatore ha maggior fortuna e riesce ad esprimere al meglio le sue capacità. Debutta da titolare nella prima del campionato di League 2 all'inizio della stagione 2011/2012, ed è nuovamente titolare nella successiva sfida valida per la League Cup. Nel nuovo ruolo comincia ad essere un elemento molto importante per i meccanismi di gioco della squadra ed il suo minutaggio subisce una crescita inarrestabile. Al termine della stagione, la prima vera importante per il giovane inglese, porterà a casa il notevole bottino di 43 presenze condite da 15 gol e 8 assist, oltre ad una media prossima agli ottanta minuti giocati per incontro.
Durante l'estate parte l'immancabile asta per il giocatore da parte di tutte le Big d'Inghilterra, e come già detto, è il Manchester United di Sir Alex Ferguson che si assicura le prestazioni di Nick ad un prezzo di circa 7 milioni e mezzo di euro. Il centrocampista si unisce subito alla prima squadra, ed a sorpresa viene convocato per la panchina per la terza giornata di Premier League. Una settimana dopo arriva il debutto nella massima serie quando gli vengono concessi i venti minuti finali nelle sfida casalinga contro il Wigan, e dove il giocatore ha la possibilità di firmare il gol del 4-0 finale segnando così la sua prima marcatura al debutto all'Old Trafford.

Nick è principalmente un centrocampista offensivo, molto abile negli inserimenti, con il vizietto del gol. Dispone di un tiro potente e preciso con entrambi i piedi e ciò lo rende un'arma temibile dalla media-lunga distanza. Il cambio di ruolo gli ha sicuramente fatto bene, adesso è più libero nella posizione se gioca dietro le punte ed inoltre la sua tecnica è molto più utile alla squadra in fase di costruzione. Non è un giocatore molto rapido ma ha dalla sua un fisico forte e robusto e un notevole senso della posizione che gli permette di farsi trovare al posto giusto e smarcato. Gli inserimenti e la tempistica sono le sue principali armi offensive, e la maggior parte dei gol segnati con il Crewe ne sono la testimonianza. Lo United si è assicurato un giocatore molto temibile per il futuro, e sicuramente a Manchester sapranno trattare la sua crescita nel migliore dei modi.

Il promettente trequartista ha avuto modo di avvicinarsi alle Selezioni giovanili inglesi già durante la sua militanza nel Crewe, che come già detto è uno dei più floridi vivai britannici. Debutta nel 2009 con la formazione Under 16 dove realizza 1 gol in 7 presenze. Dal 2010 passa all'Under 17 con la quale realizza 3 presenze e 1 gol al Campionato Europeo di categoria e 5 presenze e 2 assist nei Mondiali del 2011 in Messico. In totale ha totalizzato 17 presenze e 5 gol con questa maglia. In seguito gioca una sola partita con l'Under 18 prima di passare all'Under 19 dove finora conta 1 presenza e 1 gol.

A Manchester sono in molti a credere nelle qualità del ragazzo, e questo giustifica la grande spesa fatta per il suo acquisto. Ferguson sa far crescere le qualità naturali dei centrocampisti a sua disposizione, e sicuramente Powell crescerà molto nello United. Addetti ai lavori hanno già pronosticato per lui una splendida carriera in Nazionale e in Premier League, cose sicuramente alla sua portata, ma il lavoro ed i sacrifici come sempre sono molti.








lunedì 10 settembre 2012

Raheem Sterling

Nome: Raheem Shaquille Sterling
Data di nascita: 8 dicembre 1994, Kingston
Nazionalità: Inghilterra
Altezza: 170cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Liverpool - Premier League
Ruolo: Trequartista, ala destra e sinistra
Valore: n/d



I giocatori offensivi che fanno della rapidità il loro punto di forza non mancano certo all'Inghilterra e al calcio inglese. D'altro canto questo è uno dei ruoli dove i britannici hanno dimostrato di saper coltivare alcuni tra i migliori talenti a livello europeo e mondiale. Il prospetto di oggi è inglese, non di nascita ma di adozione, cresciuto in Premier League, Raheem Sterling.

Raheem nasce a Kingston, la capitale della Giamaica, ma si trasferisce in tenera età in Inghilterra. Inizia a giocare all'età di cinque anni nelle fila del West Ham ma dal 2003 passa al Queens Park Rangers per proseguire la sua crescita. Nel QPR percorre tutto il settore giovanile, giocando molto spesso contro ragazzi più grandi nonostante il suo esile fisico. All'età di quattordici anni compare sulla copertina di un noto giornale nazionale giamaicano, il "The Gleaner", che lo ha definito "colui che ha abbagliato il calcio inglese con il suo prodigioso talento". Nonostante la colorita affermazione il grande potenziale di Raheem non passa inosservato alle molte squadre interessate al giovane. Nel 2010 la spunta il Liverpool di Benitez con una vera e propria offerta record di seicento mila sterline che in base a vari bonus legati alle presenze può salire fino ad un massimo di cinque milioni di sterline. Il giovane esterno si trasferisce così sulle sponde del Mersey, e viene aggregato fin da subito alla preparazione della prima squadra arrivando persino al debutto in un'amichevole estiva contro il Borussia Mönchengladbach il primo agosto. Viene in seguito aggregato alla formazione Under 18 con la quale realizza il suo primo gol nella prima amichevole estiva giocata contro l'Hibernian, partendo dalla panchina e siglando il definitivo 2-2. Il 28 agosto realizza invece la sua prima marcatura nella Premier Academy League nella partita contro il Wigan.
La stagione 2011/2012 viene promosso nella formazione riserve e prende parte alla Premier Reserve League totalizzando 6 gol e 7 assist in 19 partite. Le ottime prestazioni in serie e la continuità dimostrata gli valgono la chiamata in prima squadra e il debutto assoluto nella massima serie nel match contro il Wigan del 24 marzo 2012 dove entrando a partita in corsa gioca i dieci minuti finali. Il primo maggio gioca l'ultimo quarto d'ora in casa del Fulham e la settimana successiva altri dieci minuti contro il Chelsea. Sterling è anche diventato il secondo giocatore più giovane di sempre ad aver debuttato con la maglia dei Reds, dietro Jack Robinson.
Durante l'attuale stagione parte per il ritiro pre stagionale al servizio del nuovo mister Brendan Rodgers. Il tecnico ex Swansea resta impressionato dalle qualità del ragazzo e gli concede fiducia fin dal preliminare di Europa League dove ha la possibilità di giocare settanta minuti in casa del Gomel. In seguito parte titolare nella trasferta di Europa League in casa dell'Heart e gioca la mezzora finale nella sfida di ritorno. Inoltre è titolare nelle sfide della seconda e terza giornata di Premier League rispettivamente contro Manchester City e Arsenal. Questi dati fanno comprendere la fiducia che ha Rodgers nelle qualità del ragazzo, ed il fatto che sia utilizzato con questo minutaggio è un chiaro segnale della volontà dei Reds di puntare molto sulla crescita del giocatore.

Come già accennato la qualità principale di Raheem è la velocità. possiede uno scatto ed un'accelerazione degna di uno sprinter, inoltre a ciò bisogna aggiungere una buona tecnica personale ed un ottimo controllo di palla. Dispone inoltre di un buon tiro, ama infatti giocare sulla sinistra per potersi accentrare e cercare la conclusione, ed inoltre ha un'ottima precisione nel piede debole. Il dribbling in velocità e le giocate negli spazi sono i suoi movimenti preferiti, cerca molto la profondità e gli inserimenti dando così svariati problemi alle difese avversarie. Agli inizi della sua carriera giocava in posizione centrale dietro le punte, posizione che ha ricoperto anche nella formazione riserve all'occorrenza. Ma la posizione più naturale viste le sue caratteristiche è quella di ala o esterno. Viste le molte qualità in comune il giocatore è sempre stato accostato a Theo Walcott.

Raheem ha sempre vestito la maglia delle Nazionali giovanili inglesi, a cominciare dall'Under 16 con la quale ha totalizzato 9 presenze e 1 gol, passando poi all'Under 17 con 13 presenze e 3 gol prendendo parte agli Europei e ai Mondiali di categoria nel 2011 conclusi rispettivamente alle semifinali il primo e ai quarti il secondo. Oggi fa parte della Selezione Under 19 con la quale ha realizzato una sola apparizione finora.

Pare siano diverse le squadre interessate a Sterling tutt'oggi. Indiscrezioni parlano di un'offerta giunta dal Tottenham durante l'ultima campagna acquisti di otto milioni e mezzo di sterline per il giovane diciassettenne. La dirigenza dei Reds avrebbe rispedito al mittente la proposta dichiarando incedibile il ragazzo. Al momento c'è Downing nelle gerarchie davanti a lui, ma dopo la pessima stagione dell'ex Aston Villa e la rapida crescita dell'esterno natìo di Kingston possiamo aspettarci diverse apparizioni dal primo minuto per lui in questa stagione.




venerdì 31 agosto 2012

Patrick Olsen

Nome: Patrick Olsen
Data di nascita: 23 aprile 1994, Copenhagen
Nazionalità: Danimarca
Altezza: 1,80 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Inter primavera - Campionato primavera
Ruolo: Centrocampista centrale, regista davanti la difesa
Valore: n/d




La Danimarca è la protagonista di questa settimana di ProssimiCampioni e dopo aver pubblicato Lucas Andersen, giovane esterno offensivo vicino alla Juventus, ecco il profilo di un promettente centrocampista appena acquistato dall'Inter, Patrick Olsen.

Patrick Haakon Olsen nasce a Copenhagen ma cresce ad Amager, isola danese di circa 160.000 abitanti nei pressi della capitale. A 8 anni entra nel settore giovanile del Brondby, importante squadra danese della periferia di Copenhagen nella quale ha militato Peter Schmeichel prima del passaggio allo United. Nella società giallo-blu compie una rapida ascesa fino alla formazione Under 16 nel 2010 che gli permette maggiore visibilità e quindi di entrare nel giro delle selezioni giovanili danesi. Dopo appena una stagione passa subito di categoria entrando a far parte sia del Brondby Under 17 che della Danimarca Under 17 della quale diventa leader del centrocampo. Nell'estate 2011 è titolare al Mondiale messicano Under 17 (vinto poi dal Brasile di Coutinho, Neymar, Juan e Gabriel) nella quale però i danesi faticano e non passano il turno (Brasile e Costa D'Avorio passano il girone). Al termine della rassegna passa nuovamente di categoria con l'inizio della stagione ed entra a far parte dell'Under 19 del Brondby e della nazionale, diventandone anche capitano in alcune occasioni. Dopo essere stato a lungo visionato da Pierluigi Casiraghi (rinomato osservatore dell'Inter, omonimo dell'ex calciatore di Juve, Lazio e Chelsea), viene prelevato ad agosto 2012 per circa 260.000 € più bonus (che potrebbero far lievitare il pagamento a 800.000 €). Il 23 agosto 2011 giunge ad Interello (centro di allenamento dei giovani nerazzurri) per visitare le strutture e firmare un contratto di 3 anni. Olsen chiude il proprio ciclo in patria con 6 presenze e una rete nella Danimarca Under 16, 21 presenze in Under 17 e 11 in Under 19.
I tifosi della formazione danese in seguito hanno manifestato il loro disappunto nei forum del club affermando che il ragazzo sarebbe dovuto rimanere più tempo a Brondby per poi essere rivenduto ad una cifra maggiore. In realtà il ragazzo aveva già rifiutato il prolungamento di contratto, sedotto dai nerazzurri in contatto con il suo procuratore Michael Bolvig, ed alcuni quotidiani danesi sostengono che l'operazione sia stata avallata dalla dirigenza anche per ottenere fondi per l'acquisto del centrocampista Martin Ornskov (26 anni) dei norvegesi Viking Stavanger, acquisto non ancora concluso.

Olsen è un centrocampista centrale molto duttile che abbina qualità e quantità. Il meglio di sé riesce a darlo come regista davanti alla difesa ma può giocare anche più avanzato arrivando addirittura a posizionarsi dietro le punte. E' dotato di un buon fisico ma deve crescere ancora molto per competere in un campionato di alto livello mentre tecnicamente dimostra molta maturità anche se deve migliorare il sinistro. Distribuisce bene il gioco ma si fa sentire anche in fase di interdizione anche se è decisamente presto per dire dove potrà arrivare il giovane centrocampista data la giovanissima età. La personalità certo non gli manca dato che in un'intervista ha rivelato di voler entrare già nel giro della prima squadra per metà stagione e di voler debuttare in serie A entro due anni. La primavera sarà il primo banco di prova per il talento danese.





venerdì 17 agosto 2012

Leon Goretzka

Nome: Leon Goretzka
Data di nascita: 6 febbraio 1995, Bochum
Nazionalità: Germania
Altezza: 1,89 m
Piede preferito: Destro
Squadra: VfL Bochum - 2.Bundesliga (Serie B tedesca)
Ruolo: Centrocampista centrale
Valore: 600.000 €




La Germania è senza dubbio il Paese nel quale i giovani calciatori hanno maggiore spazio ad alto livello. Questa mentalità parte dall'alto e si riflette fino alle leghe minori, basti pensare alla nazionale di Joachim Low che, eccetto il bomber Klose (34) e il portiere Neuer (26), non convoca giocatori che superano i 25 anni di età (Gotze, Draxler e ter Stegen nemmeno i 20). Oggi vi parliamo di un centrocampista giovanissimo che ha già debuttato nella Zweite Liga (la serie B tedesca) ed è destinato a diventare una colonna della Germania che verrà, parliamo di Leon Goretzka del Bochum.

Leon Goretzka nasce a Bochum ed entra nel 1999 (a 4 anni) nella scuola calcio dilettantistica del Werner SV Bochum 06 (7° divisione tedesca). Dopo 3 anni viene notato dagli scout del Bochum che lo portano nel proprio settore giovanile e inizia un processo di crescita costante che nel giro di 11 anni lo porta dai bambini al debutto tra i professionisti. Dopo una rapida ascesa Goretzka viene convocato con la Germania Under 16 (10 presenze e 2 reti) per poi passare alla selezione Under 17 della quale è diventato leader e capitano (17 presenze e 5 reti). Nella stagione 2011/2012 è entrato a far parte del giro della prima squadra, allenandosi spesso con i compagni più grandi. Il debutto arriva all'inizio di questa stagione, il 4 agosto 2012, partendo titolare nel match casalingo contro la Dynamo Dresden. Dopo il vantaggio ospite con Poté, al minuto 52 arriva il goal del pareggio proprio di Goretzka che al debutto sigla la prima rete con i professionisti (deviando di testa un cross di Iashvili) e rilanciando la propria squadra che a 5 dal termine troverà la vittoria con Freier. Goretzka ha appena vinto anche un importante premio istituito dalla federazione tedesca, la medaglia d'oro Fritz-Walter Under 17. Le medaglie Fritz-Walter (oro, argento e bronzo) vengono assegnate alle tre categorie giovanili tedesche Under 17, Under 18, Under 19 e donne. Lo scorso anno la medaglia d'oro Under 19 è stata vinta da ter Stegen, mentre quella Under 18 da Draxler.

Leon Goretzka è un centrocampista centrale completo, all'occorrenza mediano davanti la difesa ma anche più avanzato fino ad una posizione più offensiva. E' molto forte fisicamente e nonostante l'altezza piuttosto rapido nei movimenti. Tecnicamente molto valido, calcia bene con entrambi i piedi anche se deve migliorare il sinistro. Bravissimo negli inserimenti senza palla e soprattutto di testa, non disdegna il tiro da fuori sia di potenza che a giro. E' ancora presto per fare grandi proclami ma crediamo che abbia davvero un potenziale da top player perché abbina alla forza e alla tecnica un grande carattere, una personalità da leader.

A giugno 2012 l'Inter è entrata pesantemente sul ragazzo cercando di portarlo a Milano ma il centrale, che il Bochum non vuole assolutamente cedere, ha preferito rimanere in Germania nel Bochum per la sua crescita, declinando anche un'offerta del Borussia Dortmund. Ora su di lui ci sono tutte le più grandi squadre europee con l'Arsenal che sta tentando in tutti i modi di bloccarlo per poi portarlo a Londra in futuro. Sembra impossibile che il ragazzo vada via quest'anno, anche perché una stagione tra i pro da titolare sarebbe ottima, come sembra difficile possa essere prelevato e lasciato in prestito anche perché la squadra allenata da Bergmann sa di avere tra le mani una possibile miniera d'oro. Vedremo se il Bochum e il giocatore resisteranno alle sirene delle "big", siamo di fronte ad un talento che potenzialmente potrebbe diventare un campione.  






venerdì 10 agosto 2012

Bernard

Nome: Bernard Anìcio Caldeira Duarte
Data di nascita: 8 settembre 1992, Belo Horizonte
Nazionalità: Brasile
Altezza: 162cm
Piede preferio: Destro
Squadra: Clube Atletico Mineiro - Brasilerao
Ruolo: Trequartista centrale-sinistro
Valore: 3.000.000€




Il Brasile, calcisticamente parlando, è il Paese dell'estro e della fantasia. Il luogo dove risiede l'anima del gioco. Da sempre la scuola verdeoro propone giocatori molto tecnici e grandi talenti soprattutto a livello offensivo. Uno dei più rappresentativi degli ultimi anni è sicuramente Ronaldinho, uno dei migliori giocatori di sempre, che ha fatto della tecnica e della fantasia le sue armi migliori. Oggi l'ex Barcellona e Milan gioca nel suo Paese, precisamente all'Atletico Mineiro. Nella stessa squadra, e nella stessa zona di campo, gioca con lui un giovane talento brasiliano che si sta affermando proprio in questo periodo nella massima serie. Un classe '92 che già diverse squadre hanno provato ad acquistare in virtù del doppio passaporto brasiliano e spagnolo, oltre chiaramente alle sue doti.

Bernard entra nelle giovanili del Mineiro nel 2006 e per quattro anni percorre tutta la trafila delle varie squadre a livello giovanile. Nel 2010 passa in prestito al Democrata-MG, una squadra del campionato statale mineiro, dove realizza 14 marcature nelle varie partite minori del torneo prima di tornare ai bianconeri e di essere inserito nella lista della prima squadra. Debutta con la squadra della sua città il 24 marzo 2011 contro l'Uberaba, partita del Campionato Mineiro. Il 21 maggio dello stesso anno fa il suo debutto nella massima serie brasiliana contro l'Atletico Paranaense. Chiude la sua prima stagione da professionista con 23 presenze e 4 assist all'attivo nel Brasilerao.
L'inizio della stagione successiva lo vede ancor più protagonista: segna la sua prima rete contro il Boa Esporte il 29 gennaio 2012; a maggio guida la sua squadra alla conquista del Campionato statale Mineiro con una doppietta nelle ultime partite. Parte da titolare in tutte le partite del campionato brasiliano, giocando accanto a Ronaldinho, spesso da trequartista sinistro o all'occorrenza da seconda punta. Il 9 giugno realizza l'assist decisivo per la vittoria per 1-0 in casa del Palmeiras. Due partite dopo, il 23 giugno, è autentico protagonista e mattatore nell'incontro casalingo contro il Nautico aprendo le marcature dopo soli tre minuti e realizzando poi un assist nella partita vinta per 5-1. La partita successiva, in casa del Gremio, è autore di una giocata d'alta scuola che gli vale l'assist per il gol decisivo di Jô. Un doppio "sombrero" in seguito ad un calcio d'angolo di Ronaldinho seguito da un tocco delizioso per l'attaccante che non può sbagliare. Due settimane dopo è ancora in gol contro la Figueirense dove realizza la marcatura del momentaneo 3-3 prima del gol di Guillherme che consegna la vittoria all'Atletico.  Un altro assist l'incontro successivo contro l'Internacional, orfano di Leandro Damiao per le Olimpiadi, prima di arrivare alla grande prestazione in casa dello Sport Recife dove realizza un assist a Ronaldinho per il secondo gol dei suoi, un assist a Jô che firma il 3-1 e poi un gol con un bel destro che ferma il risultato sul 4-1. 
Finora la stagione sta dando molte soddisfazioni al Mineiro ed ai suoi tifosi, e Bernard è sicuramente uno degli elementi chiave e in maggior forma di tutto l'undici titolare. Finora nelle prima 15 partite del Brasilerao ha realizzato 14 presenze, 3 gol e 6 assist. 

La chiave del gioco di Bernard è la velocità unita alla grande agilità vista la stazza ridotta. Dispone di una tecnica di prim'ordine e di un'ottima visione di gioco. Nasce trequartista centrale ma per caratteristiche, soprattutto fisiche, viene dirottato sulla fascia nel 4-2-3-1 degli "alvinegro". Le misure sono, o meglio potrebbero sembrare, il punto debole del centrocampista. E forse proprio per la bassa statura e la poca fisicità il suo nome non è mai stato accostato a big del calcio italiano ed europeo, ma la chiave del gioco di Bernard è proprio qui. E' un autentico motorino di fascia che spinge con inserimenti, anche centrali, ed apre brecce nelle difese avversarie. La sua velocità è l'arma più temibile per i difensori che faticano a tenere il suo passo. Inoltre la sua tecnica, prelibata persino in Brasile, gli permette di avere le doti da assist-man che si possono notare nei tabellini delle sue partite. 

Ad oggi Bernard non ha convocazioni con Nazionali giovanili verdeoro, soprattutto perchè per lui "l'esplosione" è arrivata tardi rispetto agli standard brasiliani. Sicuramente dovesse continuare su questa linea per il resto della stagione non mancheranno convocazioni da Under 20 o 21. 

L'unica notizia riguardo ad un suo trasferimento risale alla scorsa stagione quando il Presidente dell'Atletico ha dichiarato di aver rifiutato un'importante offerta pervenuta dalla Russia. Sicuramente il doppio passaporto del giovane, unito alle sue caratteristiche lo rendono un pezzo pregiato del mercato a livello di giovani e non solo. Da sempre i Paesi dell'est come Russia o Ucraina sono molto attenti alle giovani perle brasiliane che ancora non convincono la altre squadre europee. Anche Bernard rischia di fare la stessa "fine" prima di poter affrontare campionati dal livello più alto per poter puntare alla Nazionale, anche se ora l'ipotesi più accreditata lo vuole in Brasile a tempo indeterminato proprio per potersi giocare una chance per il 2014. 




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