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lunedì 15 ottobre 2012

Isco

Nome: Francisco Román Alarcón Suárez
Data di nascita: 21 aprile 1992, Benalmádena
Nazionalità: Spagna
Altezza: 176cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Màlaga CF - Liga BBVA
Ruolo: Trequartista, ala sinistra-destra
Valore: 12.000.000€



La tradizione spagnola dei centrocampisti tecnici e talentuosi non accenna a rallentare nello sfornare talenti pronti fin dalla giovanissima età ad imporsi nella massima serie iberica. Diverse squadre estere hanno iniziato ad investire in questi talenti, come ad esempio il Bayern Monaco che ha ingaggiato Javi Martinez pagando la clausola rescissoria di quaranta milioni per intero, e i due ex canterani del Real Madrid Carvajal, Joeselu e l'under 21 ex Altetico Dominguez. Un altro giovane potrebbe lasciare la penisola iberica in un prossimo futuro, ed il nostro Paese rientra tra i possibili candidati ad un suo possibile approdo. Stiamo parlando di Isco, trequartista del Malaga, che si sta facendo conoscere al pubblico internazionale grazie alle ottime prestazioni in campionato e in Champions League.

Francisco, detto Isco, nasce a Benalmádena, una piccola cittadina andalusa nel profondo sud della Spagna. La sua prima squadra è l'Atletico Benamiel, un piccolo club delle divisioni regionali della sua città, con il quale però riesce a farsi notare dal Valencia, squadra da sempre molto attenta ai giovani prospetti della Comunidad Valenciana e delle ergioni limitrofe. Nel 2006 entra a far parte del Valencia Mestalla, la formazione B della squadra spagnola. Qui inizia a mostrare tutto il suo talento ed affina sempre di più le sue caratteristiche di regista e creatore di gioco, oltre che ottimo finalizzatore. Dopo una serie di ottime prestazioni nelle serie minori con il Mestalla, viene convocato in prima squadra nel corso della stagione 2010/2011. Il debutto arriva da titolare nella partita di Copa del Rey dell'11 novembre 2010 in casa contro l'UD Logroñés. Nel suo primo incontro ha la possibilità di giocare ottanta minuti e mette a referto una pregevole doppietta. Il debutto in Liga arriva soli tre giorni dopoquando gioca i venti minuti finali della sfida contro il Getafe. Per completare l'incredibile inizio dopo dieci giorni è in campo nella partita contro il Bursaspor valido per la fase a gironi della Champions League. Da li alla fine della stagione avrà diverse altre occasioni di giocare con la prima squadra, ma questa la si può considerare a tutti gli effetti una stagione d'apprendimento, chiusa con un bottino di 8 presenze, tra campionato, Coppa del Re e Champions League, e 2 gol all'attivo.
Durante l'estate del 2011 arriva al Valencia l'offerta del Malaga, intenzionata a riportare il giocatore nella sua regione e farlo giocare e crescere definitivamente davanti alla sua gente. L'offerta di sette milioni di petroldollari degli sceicchi viene accettata e Isco diventa fin da subito una parte molto importante del progetto del team di Manuel Pellegrini. Debutta da titolare fin dalla prima giornata, nel difficilissimo inizio contro il Barcelona resta in campo per tutti i novanta minuti senza però poter far nulla per impedire la sconfitta dei suoi per 4-1. Alla tredicesima giornata, in casa del Real Santander, realizza la sua prima marcatura nella massima serie spagnola, ripetendosi la giornata successiva in casa contro il Villarreal. Il Malaga sta affrontando un'ottima stagione, che al termine li vedrà qualificati per la Champions League, e Isco con il tempo diventa sempre più leader del centrocampo e della trequarti, nonostante i giocatori di esperienza accanto a lui. Raramente non parte nell'undici titolare, ed infatti chiude la stagione con 35 presenze 5 gol e 5 assist, oltre ad una media minuti prossima agli ottanta primi per partita.
Nella stagione in corso il trequartista iberico riprende da dove si era interrotto: titolare nei primi sette incontri di Liga e leader assoluto de debutto in Champions dei suoi dove ha steso lo Zenit di Luciano Spalletti con una splendida doppietta, fissando il risultato finale sul 3-0 per gli andalusi.

La caratteristica principale di Isco, oltre che suo punto di forza, è l'impeccabile tecnica individuale. Molto abile nei passaggi, lunghi e corti, dispone di un'ottima visione di gioco che lo rendono un temibile assist-man. Nell'ultimo periodo si è allenato molto per essere più incisivo in zona gol grazie ai suoi inserimenti. Calcia molto bene anche di sinistro, nonostante sia un destro naturale, ed inoltre il suo baricentro basso ed il fatto che sia molto rapido lo rendono difficile da marcare in fase di possesso di palla. Ha un buon dribbling, fatto soprattutto di rapidi cambi di direzione, tipico del gioco spagnolo. Non ha particolari compiti in fase difensiva, ma visto il suo talento in fase di costruzione e finalizzazione sarebbe difficile chiedergli di imporsi anche in fase di copertura, visto che comunque non stiamo parlando di un centrocampista centrale, ma di un trequartista, che nello stile di gioco spagnolo può ricoprire la stessa porzione di campo, ma non ha necessariamente gli stessi compiti (come ad esempio Xavi ed Iniesta, sia nel Barcelona che nella Nazionale spagnola). Viste le carattiristiche tecniche e fisiche può ricoprire anche il ruolo di ala, ma per il suo tipo di gioco risulta essere più incisivo quando gioca in posizione centrale con libertà di movimento.

Francisco è sempre stato un elemento fisso delle varie Nazionali giovanili iberiche. Debutta nel 2008 con la Selezione Under 16 con la quale realizza 3 presenze e 1 gol. Nello stesso anno passa in Under 17 dove in un anno totalizza 21 apparizioni e 6 marcature arrivando a giocare fino alla semifinale del Mondiale Under 17 del 2009. Dopo solo una presenza in Under 18 condita da un gol passa in Under 19 dove gioca 12 partite segnando la bellezza di 7 gol. Nel 2011 gioca il Campionato del Mondo con la formazione Under 20 in Colombia, avventura che chiude ai quarti di finale contro il Brasile. Con la malgia Under 20 gioca 6 partite realizzando una marcatura. Dal 2011 è titolare fisso dell'Under 21 iberica con la quale finora ha realizzato 5 gol in 8 partite di qualificazione ai prossimi Campionati Europei di categoria. Nel 2012 ha preso parte ai Giochi Olimpici londinesi con la selezione Under 23, non riuscendo però a superare il non irresistibile girone con la sua squadra.

Ci sonoi tutte le premesse per ipotizzare una maglia da titolare nella Nazionale spagnola per Isco, in un futuro neanche troppo lontano. Al momento guida il suo Malaga ad una difficile riconferma nei primi quattro posti in campionato, ma non è da escludere una sua possibile partenza, più la prossima estate che a gennaio. Come si sa lo sceicco del Malaga ha deciso di chiudere i rubinetti dopo una sola stagione segnate da ampie perdite, ed Isco potrebbe diventare una vendita pregiata da piazzare. La clausola rescissoria è alta ma non impossibile. Si tratta infatti sui ventuno milioni, ma non è da escludere un possibile rinnovo contrattuale con clausola nuova. Ad oggi sono diverse le squadre interessate, a cui vanno unite le nostrane Juventus e Milan. I bianconeri sono stati i primi, nel nostro campionato ad interessarsi al trequartista, seguiti dai rossoneri impegnati a ringiovanire e rinnovare la rosa con un occhio di riguardo al bilancio. Noi come sempre auspichiamo un campionato italiano sempre pieno di talenti, ed anche in questo caso non possiamo che augurarci che in caso di partenza il giovane Isco scelga il nostro Paese.






lunedì 17 settembre 2012

Daniel Carvajal

Nome: Daniel Carvajal
Data di nascita: 11 gennaio 1992, Leganés
Nazionalità: Spagna
Altezza: 1, 71 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Bayer Leverkusen - Bundesliga
Ruolo: Terzino destro
Valore: 6.000.000 €




Come spesso accade, i prodotti del settore giovanile del Real Madrid non riescono a trovare spazio tra le fila madridiste, in completa controtendenza rispetto agli acerrimi rivali del Barcellona. Della rosa a disposizione di Mourinho per la stagione 2012/2013, gli unici giovani provenienti dalla cantera delle merengues sono: Casillas (l'unico titolare), il suo vice Antonio Adan, il difensore Nacho Fernandez (inutilizzato) e l'attaccante Alvaro Morata (13 minuti nella sconfitta per 2-1 contro il Getafe). Per trovare maggiore fortuna è necessario trasferirsi o andare in prestito, è il caso di Callejon (tornato alla base dopo essere stato ricomprato dall'Espanyol), Pablo Sarabia (ora in prestito al Getafe) e soprattutto del profilo che vi presentiamo oggi, Daniel Carvajal, terzino destro del Bayer Leverkusen.

Daniel Carvajal Ramos nasce a Leganés, nella comunità autonoma di Madrid, e muove i primi passi in un piccolo club della sua città, l'ADCR Lemans. Nel 2002 entra nel settore giovanile del Real Madrid nel quale comincia la sua crescita professionale che lo porta al debutto nella formazione riserve, il Real Madrid Castilla nella stagione 2010/2011 (nella Segunda Division B, paragonabile alla nostra Lega Pro). Alla prima stagione tra i professionisti riesce fin da subito ad imporsi nel ruolo di titolare della fascia difensiva destra e conquista anche le prime convocazioni con la Spagna Under 19. La stagione 2011/2012 lo vede disputare una grande annata culminata dalla promozione in Segunda Division, la nostra serie B, e dalle convocazioni in pianta stabile nella selezione Under 19 spagnola (12 presenze totali, 2 reti e la conquista del Campionato europeo Under 19 nel 2011 con la vittoria per 3-2 in finale contro la Repubblica Ceca). Le ottime prestazioni non gli valgono la riconferma nel Real di Mourinho alla fine dell'ultima stagione e il ragazzo decide di accettare le avances del Bayer Leverkusen che lo seguiva da diverso tempo. La società di Florentino Perez decide di cederlo a titolo definitivo per 5 milioni di € ma con la possibilità di contro-riscatto a salire fino al 2015 (contro-riscatto fissato a 6,5 milioni per la prossima stagione, 7 milioni fra due annate e 8, 5 milioni di € se le merengues lo rivogliono nel 2015). Sbarcato in Bundesliga il giovane terzino ha all'attivo due buone presenze in questo inizio stagione con le "aspirine" di Leverkusen.

Daniel Carvajal è un terzino destro molto solido e in possesso di buone doti tecniche per il ruolo. E' un difensore attento e con un'ottima scelta di tempo ma non disdegna la spinta sulla fascia da buon giocatore iberico. Possiede un buon calcio di destro anche se deve migliorare nei cross e nella marcatura a palla inattiva, in questo senso il campionato tedesco potrà solo fargli bene. Avrebbe potuto benissimo svolgere il ruolo di vice Arbeloa, non irresistibile quest'anno, con la possibilità di ritagliarsi uno spazio in prima squadra anche se Mourinho pare abbia scelto diversamente.

Il futuro del terzino spagnolo è nelle sue mani, in Germania ha la possibilità di giocare in una buona squadra e in un campionato che concede molto spazio ai giovani. Assieme a Martin Montoya del Barcellona (classe 91 già di grande esperienza) e all'ancora inespresso Hugo Mallo del Celta Vigo (altro 91 di grandissimo potenziale) rappresenta il futuro della fascia destra della Spagna. Vedremo se il Real sarà costretto nuovamente a ricomprare un proprio giovane.



venerdì 20 luglio 2012

Pablo Sarabia

Nome: Pablo Sarabia Garçia
Data di nascita: 11 Maggio 1992, Madrid
Nazionalità: Spagna
Altezza: 1,77m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Getafe - Liga BBVA
Ruolo: Trequartista, ala destra, ala sinistra
Valore: 4.500.000€




 Nella storia del calcio internazionale solo la Spagna è stata capace di conquistare il triplete Euro 2008-Mondiali 2010-Euro 2012. Trionfo assoluto, risultato dell'ottimo lavoro fatto con i giovani nelle varie cantere dei maggiori club della Liga spagnola. Oggi vi proproniamo la scheda di Pablo Sarabia, sicuro futuro craque.

Pablo Sarabia inizia la sua carriera nell'Escuela de Futbol Madrid Oeste de Boadilla del Monte, scuola di calcio satellite del Real Madrid che lo tesserano solo nel 2004. Fa tutta la trafila nel settore giovanile, per poi esordire con il Real Madrid Castilla in Segunda Division il 3 Gennaio 2010 contro l'Alcorcon. Due settimane dopo segna anche il primo gol nella vittoria per 5-2 contro il Racing Santander B. Le sue ottime prestazioni convincono il tecnico della prima squadra, Pellegrini, a farlo allenare con i big nel Dicembre dello anno, mese in cui arriva l'esordio in Champions League contro l'Auxerre, vinta 4-0, subentrando a Cristiano Ronaldo. Nel frattempo diventa titolare nel Castilla, con cui conclude la stagione 2010/2011 con 12 gol, dietro a Joselu e Morata. I dirigenti dei catalani capiscono che ha bisogno di fare esperienza, perciò viene ceduto a titolo definitivo per 3 milioni di euro al Getafe, ma il Real Madrid ha una clausola di riacquisto da esercitare entro Giugno 2013. Nel piccolo club di Madrid trova difficoltà nel vedere il campo, chiuso da Pedro Leon, tornato in prestito proprio dai Merengues. Alla fine dell'anno saranno 20 le presenze totali con i catalani. 

Pablo Sarabia ha fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili. Due gol in 3 presenze con l'Under-16, un terzo posto e miglior giocatore del torneo nel Mondiale Under-17 (5 gol in 20 presenze), due presenze con l'Under-18, otto gol in 16 presenze con l'Under-19. Il 10 Novembre 2011 ha esordito con gol nell'Under-21 di Milla nel 6-0 all'Estonia. Finora un gol in tre presenze.

Pablo Sarabia è un centrocampista offensivo di grandissimo talento, veloce e dal dribbling funambolico. Ha un tocco di palla con il sinistro davvero impressionante e una grande visione di gioco che gli permette di sfornare assist a iosa. La sua posizione ideale è quella di trequartista, dove può sfruttare al meglio la sua capacità di ricevere palla tra i piedi per poi lanciare i compagni a rete. Molti credono che somigli a Kakà per le movenze, altri a Silva per la favolosa tecnica e il geniale sinistro. Sa giocare molto bene anche come esterno, proprio perché può sfruttare al meglio la sua capacità di crossare in corsa e le sue giocate per saltare gli avversari, grazie alla rapidità nell'accelerazione e all'imprevedibilità delle giocate. Fisicamente è ancora da migliorare, deve acquisire muscolarità e, soprattutto, deve provare più volte a tirare a porta. Deve diventare più concreto. Non sa inserirsi, ma sa battere egregiamente i calci piazzati. E' un assistman, non un finalizzatore.

Un grande talento non poteva di certo che attirare le attenzioni dell'Arsenal di Arsenè Wenger che non è riuscito però a strapparlo al club di Perez. Il Real Madrid da parte sua deve sfruttare al più presto la clausola di riacquisto, perché ci troviamo di fronte ad un giovane dal futuro assicurato che potrebbe diventare un giorno il nuovo Silva.


lunedì 2 luglio 2012

Koke

Nome: Jorge Resurrección Merodio
Data di nascita: 8 gennaio 1992, Madrid
Nazionalità: Spagna
Altezza: 178cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Atletico Madrid - Liga BBVA
Ruolo: Centrocampista centrale
Valore: 3.500.000




La Spagna, fresca campione d'Europa, ha dimostrato tutta la sua forza in ogni reparto del campo. Da sempre, e particolarmente, quello che risalta maggiormente nella "Roja" è il centrocampo. Xavi, Iniesta, Fabregas, Alonso, sono solo alcuni dei nomi che negli ultimi anni hanno fatto la fortuna dei loro club e della Nazionale capace di vincere due Campionati Europei consecutivi inframezzati dalla vittoria del Mondiale del 2010. Sono molti i giovani talenti iberici che stanno crescendo per sostituire un giorno i grandi centrocampisti alla guida della Nazionale. Tra loro c'è il giovane classe '92 cresciuto nell'Atletico Madrid, Koke, con un futuro in regia nella mediana spagnola.

Koke nasce nel 1992 nella capitale spagnola ed inizia a giocare proprio nelle giovanili dell'Atletico Madrid all'età di otto anni. Percorre tutta la trafila dei settori giovanili avendo così modo di imparare la filosofia del club ed a conoscerne ogni cosa, dal metodo di lavoro all'aspetto tattico delle squadre. Nel 2008, a sedici anni, viene promosso nell'Atletico B, formazione di Segunda Division B (la terza serie spagnola, paragonabile alla nostra Lega Pro), dove ha avuto modo di crescere affacciandosi al calcio professionistico senza dover lasciare il club. Milita per una sola stagione nella squadra satellite prima di essere promosso definitivamente nel 2009 nella formazione che prende parte alla Liga. Il debutto nella massima serie arriva il 19 settembre 2009, a soli diciassette anni, nella partita in casa del Barcellona conclusasi con il risultato di 5-2 in favore dei catalani. Koke ha avuto la possibilità di giocare ventiquattro minuti contro la squadra più forte del campionato. Si ripete il fine settimana successivo giocando quattordici minuti nel pareggio casalingo contro l'Almeria prima di doversi riaccomodare in panchina. Passa il resto della stagione allenandosi con la squadra ma senza prendere parte ad alcuna partita fino alla trentasettesima giornata di campionato quando ritrova il campo per ventisei minuti in casa dello Sporting Gijon, ed in seguito ha la possibilità di giocare il suo primo incontro da titolare nell'ultima partita della stagione contro il Getafe.
La stagione seguente non inizia nel migliore dei modi: nella prima parte di stagione non vede il campo e fatica ad imporsi nel team. Le cose cambiano dalla diciassettesima giornata quando inizia a giocare entrando dalla panchina con un discreto minutaggio a disposizione. La fiducia dell'allenatore cresce e dopo qualche incontro inizia a giocare da titolare ed è proprio in una di queste partite che trova il suo primo gol da professionista. Il 26 febbraio 2011 firma il momentaneo 1-1 nell'incontro casalingo contro il Siviglia. Progressivamente il suo minutaggio continua ad aumentare ed il giocatore inizia a diventare importante anche nei meccanismi della squadra. Chiude la sua seconda stagione in Liga con 17 presenze, 2 gol ed 1 assist a cui vanno sommate anche 2 presenze in Copa del Rey.
La stagione appena conclusa è quella della conferma per il giovane centrocampista. Fin dalla prima giornata dimostra tutte le sue qualità in regia fornendo 2 assist in soli dodici minuti di gioco. Anche quest'anno però parte conqualche riserva nella prima metà di stagione per poi vedere il suo minutaggio aumentare dalla seconda metà. In questa annata ha avuto la possibilità di misurarsi anche nelle competizioni europee prendendo parte all'Europa League. Debutta nei preliminari contro il Guimarães, prendendo in seguito parte alle partite di girone giocate contro Rennes, Celtic e Udinese. Ha un buon minutaggio nel secondo turno contro la Lazio, negli ottavi contro il Besiktas dove realizza due assistenze nell'incontro di andata, e gioca da titolare anche gli incontri dei quarti contro l'Hannover. Dalla semifinale contro il Valencia il suo minutaggio inizia a scendere fino alla finale contro l'Atheltic Bilbao dove entra ad un minuto dalla fine. Chiude la stagione con 25 presenze, 2 gol e 4 assist in Liga e 13 presenze e 2 assist in Europa League ed altre 2 apparizioni in Copa del Rey.

Koke è il classico centrocampista spagnolo, prodotto di una filosofia di gioco che identifica un'intera Nazione. Abilissimo nel controlo di palla e nel gioco di prima. La tecnica è il suo punto forte unita alla visione di gioco ed alla capacità di servire i compagni nel migliore dei modi. E' il classico centrocampista centrale che può ricoprire i ruoli di interno in un centrocampo a quattro o di mezzala in uno a tre. Ha un tiro preciso, ma anche negli inserimenti cerca il passaggio verso le punte piuttosto che la conclusione personale. Dal punto di vista fisico è un giocatore di categoria, pronto e resistente, non dotato forse di una velocità eccelsa ma compensa il tutto facendo "correre" il pallone. Deve migliorare ulteriormente dal punto di vista difensivo in fase di non possesso e soprattutto in fase di pressing, autentico punto di forza difensivo della "Roja" e di molte squdre iberiche. Sicuramente ha le potenzialità ed il talento per diventare un elemento fisso nel centrocampo della Selezione spagnola.

Il giovane centrocampista dei Colchoneros ha una lunga lista presenze nelle varie Nazionali giovani a cominciare dall'Under16 con 3 presenze, 21 apparizioni in Under17 dove conta un terzo posto al Mondiale di categoria del 2009. Vanta inoltre 9 caps con la maglia dell'Under19, 5 ed 1 gol con l'Under20, 4 ed 1 gol con l'Under21 e una presenza e 1 gol con l'Under23.

Un talento come quello di Koke non passa inossevato. Sono molte infatti le squadre che hanno avanzato sondaggi all'Atletico Madrid, compresa la Roma tra le italiane, sentendosi sempre rispondere che il giocatore non è in vendita. Difficilmente infatti i Colchoneros si lasceranno scappare il giovane centrocampista, anche se pende sempre l'ombra del Barcellona. In un'intervista Koke ha dichiarato di ammirare molto il gioco dei blaugrana e di considerare Iniesta e Xavi i suoi idoli nel mondo calcistico. Qualora un giorno i catalani dovessero effettivamente puntare il giocatore, difficilmente la dirigenza dell'Atletico riuscirebbe a trattenerlo. 

lunedì 7 maggio 2012

Sergi Roberto

Nome: Sergi Roberto Carnicer
Data di nascita: 7 febbraio 1992, Reus
Nazionalità: Spagna
Altezza: 177cm
Piede preferito: Destro
Squadra: FC Barcellona - Liga BBVA
Ruolo: Centrocampista centrale, trequartista
Valore: 2.500.000€



Ormai rischiamo di diventare ripetitivi, anzi, il calcio stesso rischia di diventare ripetitivo. Il nuovo talento odierno è un giovane centrocampista spagnolo, per la precisione è un figlio di quella terra che da anni a questa parte sembra benedetta dai santi protettori del pallone, la Catalogna, e per chi avesse ancora dei dubbi è un grande talento naturale e veste blaugrana.

Sergi Roberto, da molti indicato come il futuro faro guida del centrocampo azulgrana, nasce a Reus, città che ha dato i natali al suo giovane compagno Isaac Cuenca e al noto architetto catalano Antoni Gaudì. Inizia a giocare nel Gimnastic di Tarragona, la squadra più nota della sua provincia, e dopo solo una stagione viene notato dai sempre lungimiranti osservatori del Barca e viene invitato ad unirsi al loro settore giovanile. Sergi arriva alla Masia nel 2006, a quattordici anni, ed inizia ad apprendere la filosofia e le tecniche di lavoro che hanno reso grande il settore giovanile blaugrana. Inizia nei Cadete per poi passare alla formazione Juvenil ed infine viene aggregato in pianta stabile alla formazione B a soli diciassette anni. Durante la sua prima stagione con la seconda squadra del Barca fa la spola con il settore giovanile, difatti quell'anno gioca molto raramente nella terza divisione spagnola e collabora ben poco alla promozione in Segunda Divisiòn. Dalla stagione 2010/2011 inizia ad essere un elemento cardine per il centrocampo della squadra allora allenata da Luis Enrique, grande bandiera della storia azulgrana ed attuale allenatore della Roma, che gli affida subito le chiavi del gioco. Dopo qualche tentennamento iniziale guida la squadra alla preziosa riconferma in Segunda Divisiòn grazie alle 26 partite giocate con 2 gol realizzati e 3 assist. Le ottime prestazioni gli valgono durante la stagione due chiamate molto importanti dalla prima squadra e da Pep Guardiola. La prima arriva il 27 aprile 2011, quando gli viene concessa la possibilità di debuttare in Champions League, nientemeno che nella partita di andata della semifinale giocata in casa del Real Madrid. Il giovane centrocampista entra in campo ad una manciata di minuti dal fischio finale, ma la grande prova di fiducia da parte del mister gli viene confermata meno di un mese dopo, esattamente il 21 maggio nell'ultima partita di Liga in casa del Malaga. In quest'occasione Sergi ha la possibilità di giocare tutti i novanta minuti. Nella stagione 2011/2012 Roberto viene riconfermato nella rosa del Barca B ed il nuovo tecnico, Eusebio Sacristàn, continua a lasciargli le chiavi del gioco della squadra. Nella stagione in corso ha realizzato fino ad oggi (07/05/12 n.d.r.) 23 presenze, 3 gol e 3 assit. La cosa più importante però è il fatto che sia stato convocato diverse volte per la prima squadra, ed inoltre si allena ormai in pianta stabile con Puyol e compagni. il 6 dicembre 2011 torna a giocare in Champions League, nella sfida casalinga contro il Bate Borisov parte nell'undici titolare scelto da Guardiola e realizza il primo gol della partita poi conclusasi 4-0. Il 22 dello stesso mese entra al trentesimo minuto nella sfida di Copa del Rey contro L'Hospitalet in sostituzione dell'infortunato Iniesta e realizza un assit nel gol dell'8-0 di Tello. Il 12 gennaio 2012 è nuovamente in campo in Copa del Rey per l'incontro in casa dell'Osasuna. Anche in quest'occasione parte nell'undici titolare e a venti minuti dal termine realizza il definitivo gol vittoria. L'11 febbraio è ancora in campo dal primo minuto nel match di Liga un'altra volta in casa dell'Osasuna. Purtroppo questa partita è andata male sia al Barca sia al giovane Sergi, autore di una prestazione opaca. Da quel momento Sergi è tornato stabilmente nella formazione B, in attesa di una nuova chiamata da Guardiola, o la prossima stagione da Tito Vilanova.

Sergi ha sempre avuto due grandi estimatori in Pep Guardiola, che lo segue con attenzione fin dal periodo allo Juvenil, e Luis Enrique, suo allenatore la scorsa stagione, e non a caso entrambi sono due centrocampisti che fanno parte della storia del club catalano. Fin dalle prime partite nellan formazione Juvenil molti lo hanno accostato come tipo di giocatore proprio ad Enrique, soprattutto grazie alla notevole tecnica personale che farebbe sfigurare diversi giocatori ben più affermati, e alla visione di gioco, grande punto di forza del bagaglio tecnico di Sergi. Non a caso sia Luis Enrique che l'attuale tecnico del Barca B, Eusebio Sacristàn, gli hanno affidato le chiavi del gioco, sia perchè era il giocatore più adatto a gestire la manovra, sia per abituarlo fin da subito al compito e alla pressione che dovrà sopportare una volta arrivato in prima squadra. Nell'ultima stagione Sergi ha sempre più assunto il ruolo di leader, era lui che andava a cercare il pallone quando le cose stavano andando male, mentre nella scorsa stagione tendeva alcune volte ad estraniarsi dal gioco, quasi non accettasse quella responsabilità. Sicuramente il debutto in prima squadra ed i due gol realizzati hanno contribuito enormemente a consolidare l'autostima del ragazzo. Anche sotto il punto di vista fisico-atletico il giovane centrocampista è pronto per il salto di categoria. Con un po di esperienza che acquisirà nelle prossime stagione è destinato a diventare il regista della mediana dei "Culés".

I Commissari Tecnici delle Nazionali giovanili guardano sempre con attenzione al florido vivaio catalano ed il talento di Sergi non è passato inosservato. Viene convocato nell'Under17 dove realizza 3 gol in 11 partite e prende parte al Campionato del Mondo di categoria disputato nel 2009 in Nigeria. Realizza una fantastica tripletta negli ottavi di finale contro la Burkina Faso e contribuisce alla conquista del terzo posto finale. In seguito gioca 9 partite con la maglia dell'Under19 e viene convocato per l'Under20 con la quale prende parte a un altro Mondiale di categoria nel 2011 in Colombia. Realizza un gol nell'ultima partita del girone eliminatorio contro l'Australia e mette a segno uno dei calci di rigore che servono a risolvere la sfida nei quarti di finale con il Brasile terminata 2-2 durante i tempi regolamentari ma vinta dai verdeoro proprio ai tiri dagli undici metri. Sergi conclude la sua esperienza in Under20 con un bottino di 5 presenze ed 1 gol e passa all'Under21 dove finora conta una sola presenza nella partita di qualificazione all'Europeo del 2013 in Israele contro i pari età della Georgia. Sergi può vantare inoltre una convocazione nella squadra rappresentate della Catalogna nell'annuale amichevole di dicembre. Il giovane catalano ha giocato in occasione dell'incontro del 30 dicembre 2011 terminato 0-0 contro la Tunisia.

All'arrivo di Villas-Boas sulla panchina del Chelsea era uno dei giocatori chiesti dal tecnico portoghese, che poi ha dovuto ripiegare su Romeu. Sicuramente a Luis Enrique non sarebbe dispiaciuto se avesse deciso di seguirlo a Trigoria, ma fattostà che Sergi Roberto è un uomo Barca ed il club non ha mai nascosto di voler puntare fortemente su di lui e quindi di essere deciso a non ascoltare nessuna offerta. Per quanto riguarda il futuro prossimo del centrocampista, ovvero la prossima stagione, pare plausibile aspettarsi un doppio impegno tra Barca B e prima squadra, con molte più occasione nell'undici affidato a breve a Tito Vilanova. Il futuro è tutto dalla parte di Sergi, e sicuramente alla Masia sanno come far crescere bene un giovane talento senza sprecarlo. Ci aspettiamo grandi cose da lui, come anche Barcellona e la Spagna.





                                   

lunedì 26 marzo 2012

Gerard Deulofeu


Nome: Gerard Deulofeu Lázaro
Data di nascita: 13 marzo 1994, Riudarenes
Nazionalità: Spagna
Altezza: 179cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Barcellona B - Segunda Divisiòn
Ruolo: Ala Sinistra, seconda punta
Valore: 1.500.000€



La quantità di talenti prodotti dalla Spagna, ed in particolar modo dalla Catalogna, ormai non stupisce più, non fa più notizia. Eppure il Barcellona nella fattispecie continua a basare la sua forza sul lavoro svolto sui giovani negli anni precedenti. Ogni anno debuttano in maglia azulgrana talenti che sarebbero la fortuna della maggior parte dei settori giovanili al mondo, eppure in terra catalana sembra un fatto normale. Un giovanissimo che ha avuto la possibilità di debuttare nella stagione in corso, e che tanto sta facendo parlare di sè nel Barcellona B, è Gerard Deulofeu, canterano e catalano DOC.

Gerard nasce nel piccolissimo comune di Riudarenes ed a nove anni inizia a giocare a calcio proprio con la maglia del Barça. Comincia a mettersi in mostra fin da subito grazie ad un talento naturale fuori dal comune che spingerà i suoi allenatori a farlo giocare sempre con ragazzi più grandi di lui, in modo da abituarlo fin da subito ad affrontare le difficoltà di "stazza" dovute all'età maggiore. Percorre tutta la trafila delle giovanili fino ad approdare nella stagione 2010/2011 allo Juvenìl A (la categoria precedente al Barcellona B) un anno in anticipo. Al suo unico anno in Juvenil conquista il campionato vincendo anche la classifica marcatori giocando da attaccante esterno. Nel corso di questa stagione debutta anche con il Barcellona B, giocando quindici minuti nella sfida vinta 4-1 contro il Cordoba.
All'inizio della stagione 2011/2012 viene aggregato ufficialmente al Barcellona B, ed inoltre prende parte alla preparazione precampionato con la Prima Squadra, nella quale viene chiamato con ormai una certa regolarità a svolgere allenamenti. Nel corso della prima parte della stagione in Segunda Divisiòn non fa parte della rosa dei titolari, ma entra sempre a partita in corso. Le cose cambiano dalla fine di ottobre quando scalza definitivamente le gerarchie conquistando un posto fisso nell'undici iniziale. Quello stesso ottobre risulta essere un mese chiave nella carriera di Gerard, il 29 infatti arriva il debutto al Camp Nou, entra al sessantreesimo minuto per David Villa nel match di Liga vinto 5-0 sul Mallorca. Non si tratta della prima convocazione per il giovane attaccante esterno, il precedente aprile infatti era stato convocato per la partita contro il Real Sociedad, ma in quell'occasione non aveva lasciato la panchina.
Il sei dicembre arriva la seconda chiamata da parte di Pep Guardiola, questa volta in occasione di un match del girone eliminatorio della Champions League. Gerard gioca gli ultimi venti minuti nella vittoria per 4-0 sul Bate Borisov, mostrando grandi doti ma non ancora una piena maturità per giocare a quei livelli. Lo scopo del tecnico catalano poteva essere proprio questo: far comprendere meglio al giovane i suoi pregi ma soprattutto gli aspetti sui quali deve migliorare prima del salto al grande calcio.
Dopo queste due apparizioni in Prima Squadra il giovane attaccante esterno è tornato a pieni regimi nella formazione B nella quale fino ad oggi ha totalizzato 27 presenze e 5 gol.

Dal punto di vista tecnico Gerard è un giocatore dalle doti eccezionali le quali unite al suo ottimo atletismo lo rendono un giocatore potenzialmente devastante. Il suo problema principale potrebbe essere proprio lui stesso. Arrivano voci, piuttosto insistenti, da Barcellona che dicono abbia un carattere un po bizzoso e che fuori dal campo non conduca certe volte una vita propriamente da atleta. Chiaramente si tratta principalmente di voci e tutti i suoi allenatori lo hanno sempre difeso, ma a volte la sua insofferenza si vede anche in campo. Fin da piccolo è cresciuto con delle doti superiori rispetto ai suoi compagni e spesso si perde in giocate senza uno scopo particolare, con il semplice esito di mettere in mostra le sue abilità, ma è anche vero che questo è un atteggiamento comune in giocatori con doti straordinarie. A Barcellona addetti ai lavori e giornalisti lo paragonano al primo Ronaldinho, quel Gaucho che ha incantanto il Camp Nou e tutti i tifosi, chiaramente il paragone è esagerato per un ragazzo di appena diciotto anni che ha ancora tutto da dimostrare. Paragoni a parte il gran talento di Gerard lo si nota fin da uno sguardo sfuggevole, controllo di palla, dribbling secco, visione di gioco e finalizzazione sono le sue doti principali, caratteristiche che lo hanno reso uno dei migliori prospetti delle ultime stagioni. Inoltre dispone di un gran fisico, ancora in fase di sviluppo, una notevole facilità di corsa ed una buona resistenza.

Gerard può vantare anche diverse convocazioni nelle Nazionali giovanili iberiche: conta 4 presenze e 1 gol con l'Under16; 20 apparizioni e 6 marcature in Under17 con la quale ha preso parte al Campionato Europeo di categoria nel 2010 segnando una splendida doppietta al Portogallo ed un gol nella finale persa per 2-1 contro l'Inghilterra; e 11 presenze con un gol con la maglia dell'Under19 con cui ha vinto il Campionato Europeo nel 2011 segnando un gol in semifinale contro i pari età dell'Irlanda.

A Barcellona hanno praticamente blindato il ragazzo. Contratto fino al 2014 con un opzione per un ulteriore anno e clausola rescissoria che fino alla scorsa stagione era fissata a venti milioni ma che è stata alzata per resistere alle sirene inglesi che iniziavano a interessarsi al ragazzo. Proprio dall'Inghilterra sono arrivate le voci più inisistenta su un'offerta per Gerard. Manchester United, Arsenal e soprattutto Chelsea hanno sempre dichiarato di ammirare il giovane, ma la dirigenza azulgrana non ha nessuna intenzione di privarsi del giocatore.
Anche la Nike, uno dei più famosi brand sportivi al mondo, ha intuito le potenzialità del ragazzo e l'ha messo sotto contratto fin da quando aveva tredici anni, dapprima fornendogli solo scarpe e materiale tecnico, e dalle ultime due stagioni con un assegno da 150.000€ l'anno. Il futuro è tutto dalla parte di Deulofeu, ma bisogna che capisca che il confine tra il successo e l'anonimato è molto sottile.












La splendida doppietta realizzata al Portogallo nell'Europeo 2010

venerdì 23 marzo 2012

Pedro Obiang

Nome: Pedro Obiang
Data di nascita: 27 marzo 1992, Alcala' de Henares
Nazionalità: Spagna
Altezza: 1,85 m
Piede preferito: Destro
Squadra: Sampdoria - Serie Bwin
Ruolo: Centrocampista centrale
Valore: 800.000 €




Oggi parliamo di una "vecchia" conoscenza del calcio italiano, o meglio, vecchia in quanto nonostante la giovane età il suo nome riecheggia nei campi della serie A e della serie B già da un paio d'anni. Stiamo parlando del centrale di centrocampo Pedro Obiang, giocatore della Guinea Equatoriale (naturalizzato spagnolo) che si sta mettendo in luce nell'altalenante stagione della Sampdoria guidata da Iachini nella serie B italiana (serie Bwin).

Pedro Mba Obiang Avomo nasce in Spagna, a pochi chilometri da Madrid, da genitori africani, ed entra giovanissimo nel settore giovanile dell' Atletico Madrid il quale lo porta nella squadra B. Nei colchoneros inizia a catturare l'interesse di numerose compagini tra cui le blasonate Arsenal, Valencia, Juventus e Tottenham ma è la Sampdoria la squadra più lesta ad accaparrarselo grazie al lavoro di Marotta e Paratici, al tempo direttore sportivo e relativo braccio destro dei doriani. Pagando un indennizzo di circa 130.000 € la società di Garrone lo porta a Genova nel 2008 e lo aggrega agli allievi nazionali prima e alla primavera poi. Nella stagione 2010/2011 l'allora tecnico Di Carlo lo convoca nel ritiro di Moena (TN) aggregandolo di fatto alla prima squadra perché colpito dalle qualità del ragazzo. Il 12 settembre 2010 arriva l'esordio in Serie A a 18 anni, 5 mesi e 16 giorni nel 3 a 3 di Torino contro la Juventus. Nonostante la stagione sfortunata dei blucerchiati (con relativa retrocessione a fine stagione) potrà comunque archiviare altre 3 presenze nella massima serie ed esordire in Europa League il 16 dicembre 2010 nella trasferta ungherese contro il Debresceni (persa per 2 reti a 0). L'attuale stagione nella serie cadetta ha visto il centrocampista ritagliarsi un ruolo importante nonostante un fastidio al legamento del ginocchio destro. Ha all'attivo 19 presenze ed è pian piano diventato una sicurezza del centrocampo di Iachini che sta risollevando le sorti della squadra dopo l'inconsistente gestione Atzori. Il ragazzo ha dimostrato anche grande attaccamento ai colori della Samp quando nel novembre 2011 ha rifiutato la convocazione per la Coppa D'Africa con la sua nazione d'origine, la Guinea Equatoriale, per rimanere vicino ai compagni in un momento delicato della stagione.

Pedro Obiang è un centrocampista centrale di qualità e quantità. Ha doti fisiche importanti ed una buona rapidità unita ad una buona capacità di interdizione e di relativa impostazione della manovra. Tiene bene la palla tra i piedi, caratteristica che probabilmente ha sviluppato con successo ai tempi dell'Atletico, ma può essere anche un discreto mediano davanti la difesa. E' un centrocampista moderno che ricorda il primo Song (Arsenal) ma meno dotato in fase offensiva. Per non allontanarci dalla Spagna possiamo paragonarlo in proiezione a Marcos Senna (Villareal).

Il colpo della Samp nel 2008 è sicuramente stato un acquisto azzeccato. Il valore di Pedro Obiang è indiscutibile e a nostro avviso potrebbe tranquillamente giocare da titolare in qualsiasi formazione di medio livello della Serie A, della Premier, della Bundes e della Liga (con ambizione di crescita rilevante). Ha una discreta esperienza nelle selezioni giovanili spagnole con le quali ha accumulato diverse presenze tra Under 17 e Under 19. Detto del rifiuto alla nazionale della Guinea Equatoriale, il ragazzo non ha ancora scelto con quale nazionale prendere un impegno definitivo anche perché sembra che ci sia la possibilità che possa giocare anche per quella azzurra. Su di lui si vociferava poco tempo fa di un'opzione della Roma anche se entrambe le parti hanno smentito qualsiasi accordo formale. Sempre vivo l'interesse delle big italiane (la Juventus in testa vista la stima del duo Marotta-Paratici) accompagnate da molte inglesi e spagnole, anche se la Roma rimane in testa nella corsa al giocatore. Siamo sicuri che l'anno prossimo il forte atleta di colore salirà di categoria sperando che possa fare le fortune di una squadra italiana e dimostrare tutto il talento di cui dispone. La sorella Jennifer, che ne cura gli interessi, avrà un'estate di grande lavoro.




venerdì 9 marzo 2012

Jon Aurtenexte


Nome: Jon Aurtenetxe Borde
Data di nascita: 3 gennaio 1992, Amorebieta-Etxano
Nazionalità: Spagna
Altezza: 182cm
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Athletic Bilbao - Liga BBVA
Ruolo: Terzino sinistro, difensore centrale
Valore: 3.000.000€



Storicamente le due regioni calcisticamente più floride della Spagna sono la Catalogna e i Paesi Baschi, entrambe comunità autonome spinte da forti rivendicazioni autonomistiche. Queste due regioni hanno molto in comune, ma dal punto di vista calcistico si accomunano per il modo incredibile di gestire ed allevare i giovani talenti provenienti proprio da queste terre prima ancora che dal resto della Spagna. Di fatti le squadre appartenenti alla massima serie spagnola provenienti da queste regioni dispongono di molti giocatori nati in questi territori, come ad esempio Barcelona ed Espanyol con Xavi, Pujol Iniesta, Jordi Amat, Sergio Garcia e molti altri, o soprattutto nel caso dell'Athletic Bilbao che storicamente ha tra i suoi tesserati solo giocatori baschi, di origini basche oppure che abbiano imparato a giocare nei circuiti giovanili baschi.
Il giovane Jon Aurtenetxe è uscito proprio dalla floridissima cantera del Bilbao, come molti altri prima di lui, si sta affermando in Prima Squadra, nella squadra del suo territorio, delle sue tradizioni e della quale è tifoso.

Jon nasce ad Amorebieta, un piccolo comune sull'oceano Atlantico, e qui inizia a muovere i suoi primi passi calcistici nella squadra della città: l'SD Amorebieta, squadra che oggi milita nella Segunda Division B. Viene notato all'età di dieci anni dagli osservatori del Bilbao, che come sempre si interessano ai vari settori giovanili della regioni, anzi molto spesso sono aiutati dalle varie società che inviano informazioni sui loro giovani più promettenti per permettergli di aggregarsi all'Athletic. Nel 2002 Jon entra nel settore giovanile della squadra più rinomata del territorio e tra le più autorevoli di tutta la Spagna. Qui percorre tutta la trafila delle varie selezioni giovanili, giocando sempre da centrale difensivo, fino ad arrivare al 17 dicembre 2009 quando ha avuto la possibilità di debuttare in Prima Squadra in occasione dell'incontro casalingo di Europa League contro il Werder Brema, quando ancora faceva parte dello Juvenil (cioè del settore giovanile) e non del Bilbao Athletic (la seconda squadra della società, che milita nella Segunda Division B, una formazione apposita dove far crescere i giovani mettendoli a confronto nelle categorie inferiori). Sul finire della stagione ha aiutato la sua formazione Juvenil a vincere la Copa del Rey juvenil battendo per 2-0 i pari età del Real Madrid il 26 giugno 2010. Questa bella vittoria gli è valsa la convocazione al ritiro estivo con la prima squadra, e proprio in questa occasione l'allora allenatore Joaquin Caparros, ha potuto ammirare le qualità del giovane iniziando a covare un'idea che sarà il punto di svolta per la carriera di Jon. Il 29 agosto 2010 inizia la nuova stagione della Liga e il Bilbao è impegnato nella sfida contro l'Hercules. Nelle formazioni iniziali a sorpresa c'è un cambiamento in difesa sulla fascia sinistra dove al suo debutto nella massima serie spagnola c'è proprio il giovane prodotto della Cantera basca Jon Aurtenexte. Da questa prima partita Jon mantenne il suo posto in prima squadra, facendo cosi l'incredibile salto direttamente dallo Juvenil alla Prima Squadra. Purtroppo la sua veloce ascesa è stata interrotta da un grave infortunio occorsogli il 16 dicembre 2010, un grave trauma alla spalla l'ha costretto prima ad operarsi e in seguito a stare lontano dai campi fino all'aprile 2011, quando per recuperare ha giocato alcune partite con il Bilbao Atheltic, ironicamente debuttando anche nella squadra riserve. Dal luglio 2011 è stato reintegrato in pianta stabile in Prima Squadra e da allora è diventato un membro fisso che conta 50 partite e 4 gol in neanche due stagioni complete con la maglia basca.

Le migliori doti di Jon sono sempre state la grande corsa e la resistenza che gli permettevano grandi doti di anticipo quando nello Juvenil giocava da difensore centrale. L'intuizione di Caparros di schierarlo terzino sinistro si è rivelata più che azzeccata poiché in quella posizione Jon è libero di mostrare le sue qualità migliori in fase difensiva e di appoggio al centrocampo ed inoltre è libero di effettuare scorribande sulla fascia in fase offensiva nelle quali è migliorato esponenzialmente dall'arrivo sulla panchina basca di Marcelo Bielsa. Tecnicamente è un giocatore molto valido, dotato di solide basi che vengono insegnate ai ragazzi fin da piccoli nella Cantera, ed inoltre è un validissimo crossatore. Solitamente i centrali che vengono spostati sulla fascia non amano esporsi troppo in fase offensiva, ma nel caso di Jon questa regola non vale, si disimpegna ottimamente in entrambe le fasi e molto spesso si trova coinvolto nella manovra di circolazione della palla.

Queste doti sono state premiate con la convocazione nella Selezione spagnola Under17, con la quale ha realizzato 8 presenze, ed in seguito con l'Under19 con la quale conta 8 apparizioni ed un gol realizzato nel Campionato Europeo di categoria del 2011 vinto proprio dalla Nazionale iberica.

La società basca dopo un periodo di appannamento culminato nella stagione 2006/2007 quando ha rischiato la prima retrocessione della sua storia, ha deciso di puntare più del solito sui giovani della Cantera, e Jon è proprio al centro di questo progetto insieme ai vari Javi Martinez, Iker Muniain e a tutti gli altri giovanissimi e non che difendono i colori delle proprie radici prima che quelli di una squadra di calcio.






venerdì 10 febbraio 2012

Pol Garcia Tena

Nome: Pol Garcia
Data di nascita: 18 febbraio 1995, Terrasa
Altezza: 1, 78 m
Piede preferito: Sinistro
Squadra: Juventus Primavera (Campionato Primavera)
Ruolo: Difensore Centrale
Valore: 50.000 €




La Masia (il centro tecnico della Cantera del Barcellona) è un'assoluta garanzia, come allo stesso tempo la Catalogna si dimostra terra fertile per i calciatori spagnoli che crescono numerosi nelle giovanili del club che al momento è in cima al Mondo o nel più che dignitoso settore giovanile della squadra minore del territorio, l'Espanyol. Oggi vi parliamo di un ragazzino che si è fatto conoscere all'Espanyol, è stato prelevato dal Barcellona e successivamente è stato messo sotto contratto dalla Juventus, nella speranza che si possa replicare l'operazione Piqué (il campione spagnolo infatti prima di tornare a casa aveva fatto le fortune delle giovanili del Manchester United).

Pol Garcia Tena è la scommessa della dirigenza bianconera che ha sfruttato la situazione di svincolato del ragazzino e l'ha tesserato nell'estate del 2011. Garcia nasce a Terrassa, comune a 28 km da Barcellona. Cresce nel settore giovanile dell'Espanyol per poi attirare le attenzioni dei sempre vigili scout dei cugini del Barca, che privilegiano la formazioni di ragazzi della Catalogna per non allontanarli così giovani da casa. Si trasferisce nella Cantera azulgrana nell'estate del 2010, in pianta stabile nella formazione Cadete A (una sorta di formazione Allievi), fregiandosi della straordinaria vittoria del torneo "Manchester United Premier Cup 2010" (competizione internazionale rivolta agli Under 15 più promettenti, vinta per ben 3 volte dal Barcellona, unica formazione ad aver compiuto l'impresa). Secondo le norme internazionali, sul punto di firmare il primo contratto da professionista con il club di Rossel, non trova l'accordo con i vertici del Barcellona e prende in considerazione le numerose offerte pervenute al suo entourage. La proposta che maggiormente lo soddisfa è quella juventina che gli offre un progetto nel quale potrebbe essere in prima squadra nel giro di soli 3 anni. Al momento dell'addio Garcia si dice dispiaciuto di dover abbandonare la Spagna ma sicuro della sua scelta, non tanto per un fattore economico ma piuttosto per una questione di opportunità. Pol Garcia passa alla Juventus da svincolato, assieme al fratello Jesus ( difensore classe 90 ceduto subito in prestito al Cuneo in Lega Pro). A Torino il centrale mancino viene inserito negli Allievi Nazionali anche se entra presto a fra parte della rosa dei più grandi. Con i primavera ha all'attivo una sola presenza (uno scampolo di partita nella vittoria interna contro il Modena per 1-0 ad ottobre 2011) ma la sua carriera nelle squadra allenata da Marco Baroni è in evoluzione nonostante i 17 anni ancora da compiere.

Pol Garcia è un difensore centrale mancino di grande prospettiva. Ha un'ottimo senso della posizione e dell'anticipo con piedi tecnicamente validi per il ruolo che ricopre. Deve ancora crescere fisicamente ma ha dalla sua una buona personalità unita alla capacità di uscire bene palla al piede dalla difesa. Non male anche lo stacco di testa ma deve migliorare nell'uno contro uno e nella concentrazione durante tutto il match, classici difetti dei giovani difensori.

E' un punto fermo della Spagna Under 17 con la quale ha esordito a febbraio di un anno fa. Ha partecipato a diversi raduni anche se per un ragazzo che cresce fuori dalla Spagna è più difficile essere chiamato in nazionale. Ha tutto per diventare un gran giocatore ma è ancora presto per dire dove effettivamente arriverà. La Juventus si è assicurata un valido prospetto, ma non sempre il potenziale di un calciatore, vedi l'ex bianconero Iago Falqué (ora al Tottenham), gli permette di imporsi ad alti livelli nel nostro campionato. Aspettiamo e vediamo i frutti del lavoro che farà in Piemonte. Intanto godiamoci il giovane centrocampista Gabriel Appelt Pires che nella primavera della società di Torino sta facendo davvero bene.


Ai tempi dell'espanyol, stagione 2008/2009.


lunedì 5 dicembre 2011

Isaac Cuenca


Nome: Joan Isaac Cuenca Lòpez
Data di nascita: 27 aprile 1991, Reus
Nazionalità: Spagna
Altezza: 181cm
Piede preferito: Destro
Squadra: Fc Barcelona - Liga BBVA
Ruolo: Ala destra, sinistra
Valore: 100.000€



Barcelona e Catalogna, il binomio più fortunato dal punto di vista calcistico degli ultimi vent'anni. La provincia autonoma spagnola da sempre è terra prolifica per il calcio. Insieme ai Paesi Baschi ha dato i natali alla maggior parte dei campioni spagnoli di sempre, ma negli ultimi anni in Catalogna sta accadendo qualcosa di incredibile. Merito anche della società Barcelona che sa far crescere i giovani come nessun altro al mondo, pare che questa regione sia stata benedetta vista la grande quantità e qualità di giocatori che sta sfornando. Iniziando dalla vecchia guardia blaugrana con Guardiola, Puyol, De la Pena, passando dai vari Xavi, Iniesta, Valdes, fino ad arrivare ai più giovani Fabregas, Busquets, Pedro e concludendo con la moltitudine di giovani che stanno crescendo nei settori giovanili o nella squadra B da cui ogni anno l'allenatore Guardiola attinge per rinforzare ulteriormente la Prima Squadra. Quest'anno è il turno di Joan Isaac Cuenca Lopez, chiamato semplicemente Isaac Cuenca, che proprio in questo periodo si sta affermando in Liga e Champions League.

Isaac nasce a Reus, comune catalano che ha dato i natali anche al celebre architetto Anton Gaudì, ed inizia a giocare all'età di dieci anni nel settore giovanile dell'Espanyol. Nel 2003, a dodici anni, gli arriva l'invito ad unirsi al settore giovanile più importante al mondo, proprio quello dei blaugrana, ed Isaac non perde l'occasione. Resta nelle giovanili del Barcelona fino al 2006 quando decide di tornare nella sua città per giocare con il Deportivo Reus dove può continuare la sua crescita con calma e tranquillità. Nella stagione 2008/2009 gioca nel CF Damm per poi tornare a Barcelona nella stagione 2009/2010. Nell'estate del 2010 viene aggregato al Barcelona B, che attualmente milita nella seconda divisione spagnola, giocando sei partite e realizzando due gol. La stagione successiva viene ceduto in prestito al Sabadell, squadra di Segunda Division B (l'equivalente della nostra Lega Pro o ex C1) dove mette in mostra le sue grandi qualità tecniche e atletiche evidenziando anche però la sua principale lacuna dell'epoca ovvero la finalizzazione. Conclude la sua esperienza al Sabadell con il bottino di 32 presenze e 4 gol. All'inizio della stagione 2011 viene aggregato nuovamente al Barcelona b ma effettua la preparazione pre-stagionale in ritiro con Guardiola e i suoi ragazzi giocando anche alcune amichevoli come ad esempio quella contro l'Hajduk Spalato. Dal suo ritorno a Barcelona ha lavorato ininterrottamente per colmare i suoi difetti e all'inizio della stagione in serie b realizza 2 gol in 6 partite che gli valgono la chiamata ad unirsi con la prima squadra. Debutta il 19 ottobre in occasione del match di Champions League contro il Viktoria Plzen giocando solo tre minuti sul finire della partita. Debutta invece nella Liga il 25 ottobre 2011 in casa del Granada, giocando tutti i novanta minuti, disputando una bella prestazione condita da un amaro cartellino giallo. Guardiola gli rinnova la fiducia e lo schiera nuovamente dall'inizio nella partita successiva in casa contro il Mallorca. L'incontro finisce in goleada, il risultato finale sancisce un 5-0 in favore dei catalani, e Cuenca realizza la sua prima rete nel mondo del professionismo. Il primo novembre 2011 è ancora in campo nel match di ritorno sempre contro il Viktoria, anche in quest'occasione gioca tutta la partita realizzando un assist. Riconquista spazio anche nella Liga dove mette a referto un altro assist contro il Real Saragoza e segna la sua seconda marcatura nel 5-0 rifilato al Levante. Con calma e tranquillità Cuenca si sta facendo trovare pronto ad ogni chiamata di mister Guardiola e si sta ritagliando sempre più spazio nelle rotazioni del Barcelona.

La sua miglior qualità è indubbiamente l'atletismo che unito alla grande tecnica di cui dispone ne fanno un'arma molto temibile dell'attacco blaugrana. Può indistintamente giocare sulla fascia destra o su quella sinistra accentrandosi spesso per cercare il passaggio o la conclusione in puro stile Barcelona. Come ogni giocatore che ha militato nelle giovanili o nella squadra B conosce a menadito i dettami tattici della squadra. E' cresciuto con questi movimenti e sembra già un giocatore esperto quando lo si ammira armonizzarsi alla perfezione con Messi e compagni. Il suo punto debole principale è la finalizzazione. Nonostante abbia già realizzato due reti conclude ancora troppo poco in relazione a tutte le occasioni che crea. Sicuramente questo sarà un difetto che tenderà sempre più a scomparire con il tempo e con la confidenza che via via acquisirà.

Al momento Isaac è un membro fisso della Nazionale Under21 spagnola con la quale ha realizzato 2 presenze. Non ha giocato nelle altre selezioni giovanili visto che aveva temporaneamente lasciato il Barcelona per tornare nella tranquillità della sua Reus.

Da solo un mese e mezzo in prima squadra e già è diventato un giocatore importante nelle rotazioni di Guardiola. Se le voci di mercato sul possibile addio di David Villa dovessero risultare vere, il Barcelona sa di disporre di un'ottima alternativa che aspetta solamente di crescere ed imparare.










lunedì 19 settembre 2011

Paco Alcacer



Nome: Paco Alcacer
Data di nascita: 30 agosto 1993, Torrent
Nazionalità: Spagna
Altezza: 1,74m
Piede preferito: Entrambi
Squadra: Valencia - Liga BBVA
Ruolo: Attaccante centrale
Valore: n/d

E' rischioso sbilanciarsi sul talento di ragazzini poco più che diciottenni, ma è impossibile non farlo con un giocatore come quello che vi proponiamo oggi: Paco Alcacer. Parliamo di uno degli attaccanti più prolifici del panorama giovanile spagnolo, e del giocatore di punta della cantera del Valencia, sempre ai vertici del calcio giovanile iberico al quale ha regalato giocatori come Angulo, Albiol, Navarro e David Silva.
Mentre la Spagna Campione del Mondo in carica, vince L'Europeo Under 21 con De Gea, Thiago Alcantara e Muniain, ecco che le nuove leve scalpitano, soprattutto in attacco con la punta del Valencia come protagonista assieme all'altra stella Juanmi del Malaga.

Francisco Alcácer García detto "Paco" nasce a Torrent, a 7 chilometri da Valencia ed entra fin da piccolissimo nelle giovanili della prima squadra della comunità valenciana. La scalata fino alla formazione B è repentina e costante e lo porta a debuttare a soli 16 anni nella seconda divisione spagnola, stagione 2009/2010. Con il Valencia B il ragazzo colleziona addirittura 15 presenze e segnando 3 reti che non sono bastate per evitare la retrocessione in terza divisione con una squadra imbottita di giovani.
La stagione successiva Alcacer è il grande protagonista con giocate da vero fuoriclasse, freddezza sotto porta e personalità da vendere: 39 presenze e 30 reti messe a segno. Il piccolo attaccante cresciuto a pochi passi da Valencia ha dimostrato di essere un vero e proprio tesoro per la società del presidente Manuel Llorente. L'11 novembre 2010 è arrivato anche il debutto con la prima squadra nella vittoria casalinga contro il Logroñés in Coppa del Re (4 a 1 e immancabile marcatura all'esordio da parte di Paco).
Quest'anno è stato stabilmente aggregato alla prima squadra ed è tenuto sotto costante osservazione dal tecnico Emery che lo reputa l'alternativa più intrigante alle punte Aduriz e Soldado.

Durante la preparazione estiva il piccolo Alcacer ha passato una notte terribile che inizialmente lo aveva riempito di gioia e successivamente si è trasformata in tragedia. Dopo il match amichevole contro la Roma al Mestalla, nel quale Alcacer aveva dato spettacolo e segnato la rete del 3 a 0 finale, il padre del ragazzo ha accusato una forte fitta al petto. Nell'accompagnare il figlio trionfante fuori dagli spogliatoi, l'uomo è stato colto da infarto e si è accasciato a terra tra le braccia del figlio. A nulla sono valsi gli interventi dei medici che hanno tentato di rianimarlo per oltre trenta minuti. Inutile dire che tutta la squadra si è stretta attorno al ragazzo che, disperato, ha visto morire il padre in una notte che doveva essere indimenticabile per ben altre motivazioni. Dopo alcuni giorni il giocatore è tornato ad allenarsi, sembra per scopi "terapeutici" al fine di superare il lutto e sfogare la rabbia per questo triste epilogo.

Paco Alcacer è un attaccante centrale brevilineo e molto freddo sotto porta. Ha caratteristiche tecniche importanti, infatti calcia molto bene con entrambi i piedi e grazie al baricentro basso è molto rapido anche palla al piede. Assomiglia moltissimo ad un'altra stella indimenticata che ha vestito la camiseta del Valencia, David Villa e in molti sperano che possa ripercorrere le sue orme non solo con la squadra di Emery ma anche con la Spagna.
A proposito di nazionale, il ragazzo vanta uno score invidiabile con tutte le selezioni nelle quali è stato convocato: 14 reti in 11 presenze con la Spagna Under 17, 5 reti in 3 presenze con l'Unger 18 e 4 reti in 7 presenze con l'Under 19 Campione d' Europa di categoria (3 a 2 in finale alla Repubblica Ceca e doppietta proprio di Alcacer). Scontato il suo imminente approdo in Under 21.

Il Valencia sta tentando in tutti i modi di blindarlo. Al momento sembra che il giocatore sia sotto contratto fino al 2014 con una clausola rescissoria pari a 9 milioni di €, anche se i vertici del club di Llorente sono sul punto di sottoscrivere un nuovo contratto con aumento della stessa. In Spagna il Villareal e il Real Madrid hanno fatto più di un sondaggio e il Barcellona si è addirittura spinto ad offrire 3 milioni di € per portarlo subito in Catalogna e fargli fare una stagione nel Barca B, ma il Valencia ha resistito nonostante i problemi. Sulle tracce di Alcacer ci sono principalmente Arsenal, Bayern Monaco, Manchester United, l'onnipresente Manchester City e le italiane Inter e Roma. Sarà difficile che lasci Valencia a gennaio e probabilmente si cercherà di trattenerlo anche la prossima stagione, ma il ragazzo è in rampa di lancio e può davvero arrivare in alto.





lunedì 1 agosto 2011

Jordi Amat


Nome: Jordi Amat Maas
Data di nascita: 21 marzo 1992, Canet de Mar
Nazionalità: Spagna
Altezza: 184cm
Piede preferito: n/d
Squadra: Espanyol Barcelona - Liga BBVA
Ruolo: Defensore centrale, Terzino destro-sinistro
Valore: 2.000.000€



Negli ultimi anni la Spagna si è sempre più confermata come una delle migliori, se non la migliore, fucina di talenti europea. L'aspetto tecnico personale di un giocatore viene sviluppato all'interno di un contesto di squadra e gioco globale che solo la vecchia Olanda era in grado di proporre cosi efficacemente. Da diverso tempo ormai non ci si concentra più su un gioco unicamente offensivo, ma si cura anche l'aspetto difensivo insegnando ai giovani difensori che il loro compito non è più solo quello di proteggere la porta, ma anche quello di iniziazione della manovra offensiva, aspetto che viene curato grazie a un intenso lavoro sulla tecnica personale migliorando il controllo di palla e lo smistamento.
La Catalogna e i Paesi Baschi sono le due regioni dove questi concetti sono maggiormente sviluppati, e dallo stile di gioco delle loro squadre si può notare una sorta di differenza di filosofia nel modo di intendere la difesa: palla a terra, non si buttano palloni a caso, ma soprattutto colpisce l'intelligenza tattica e il modo di muoversi in campo.
L'Espanyol, da sempre "l'altra squadra di Barcelona", sotto questo punto di vista ha un modo di lavorare molto simile a quello dei cugini più blasonati, e bisogna ammettere che in fase difensiva il talento non manca di certo. Jordi Amat è il loro miglior prodotto giovanile in questo settore, e sia la squadra che la tifoseria ripongono belle speranze in questo giovane.

Jordi Amat Maas nasce a Canet de Mar, piccola cittadina a cinquanta chilometri da Barcelona, ed inizia a giocare a calcio nella squadra locale quando a sette anni viene notato dagli osservatori dell'Espanyol, che come quelli del Barcelona sono sempre molto attenti ai giovani talenti locali, e viene invitato ad unirsi al loro settore giovanile. Segue tutta la trafila delle varie squadre giovanili, migliorando sempre con grande costanza sia l'aspetto difensivo che la tecnica personale.
Il 24 gennaio 2010 fa il suo debutto nella massima divisione spagnola, entrando gli ultimi dieci minuti nella sfida conclusasi 1-1 contro il Mallorca, terminando poi la stagione con un totale di 6 presenze in Liga.
All'inizio della stagione 2010/2011 l'allenatore dei catalani, Mauricio Pochettino, colpito dal ragazzo decide di concedergli ancora più spazio, vista anche la sua abilità di adattarsi a tutti i ruoli difensivi. La maggiore importanza in rosa si vede dalle statistiche: 26 presenze in Liga con una media di 82 minuti a partita e altre 2 apparizioni in Copa del Rey. Queste ottime prestazioni gli sono valse anche il rinnovo contrattuale da parte della società con la scadenza fissata nel giugno 2013.

Come già detto Jordi Amat è un difensore molto tecnico il che gli permette di poter svariare in tutti i ruoli della difesa con estrema naturalezza. E' il tipico difensore spagnolo che predilige l'anticipo al contrasto, in parte dovuto al fatto che le linee difensive in Spagna sono generalmente più alte e quindi un ottimo tempismo nelle chiusure è più che fondamentale. E' dotato inoltre di un buon atletismo che si nota quando gioca sulla fascia, inoltre è un valido colpitore di testa. Ciò che colpisce è la maturità in campo, fatto ormai diventato comune in molti giovani promettenti, ma resta ugualmente un aspetto da non sottovalutare. E' un giocatore molto determinato, il classico difensore "combattivo" che sta con il fiato sul collo degli attaccanti per tutta la durata della partita. Sicuramente con in panchina Mauricio Pochettino, anche lui gran combattente ai suoi tempi e idolo della tifoseria dell'Espanyol non può che migliorare in fase difensiva e acquisire ancora più esperienza.

Jordi è un elemento molto apprezzato anche nelle varie Nazionali giovanili spagnole. Conta 2 presenze in Under16, 11 e un gol in Under17 dove ha conquistato la medaglia di bronzo nel Mondiale di categoria del 2009, 2 apparizioni in Under18, 7 in Under19 e altre 2 in Under20 e al momento sta giocando il Mondiale in Colombia.

E' sicuramente molto apprezzato nella sua società che non ha assolutamente intenzione di privarsene nel prossimo futuro, vista anche la grande considerazione dei giocatori catalani in Catalogna, idoli assoluti dei tifosi. La nuova stagione alle porta si preannuncia molto importante per il giovane Jordi, che la vivrà sicuramente da protagonista con l'intenzione di migliorare oltre che confermare quanto di buono mostrato finora.








Pubblicato il 01/08/2011

lunedì 20 settembre 2010

Juanmi


Nome: Juan Miguel Jimenez Lopez
Data di nascita: 20 maggio 1993, Coìn
Nazionalità: Spagna
Altezza: 169 cm
Piede preferito: Destro
Squadra: FC Màlaga – Liga BBVA
Ruolo: Attaccante
Valore: 400.000 € (clausola rescissoria 10.000.000€)




Tutti i più grandi attaccanti dei nostri giorni sono entrati nella storia dopo incredibili imprese, Raùl e Inzaghi dopo la loro scorpacciata di gol europei, sfida tuttora aperta, Villa, Drogba, Eto'o e gli altri per il gran numero di reti che realizzano ogni anno. Juanmi invece è entrato nella storia a 17 anni, essendo il più giovane giocatore di sempre ad aver realizzato una doppietta nella Liga, battendo giocatori come Raùl e Bojan.
La sua carriera pare costruita sui record infranti, al suo debutto ad esempio, il 13 gennaio 2010 è il più giovane giocatore della storia del Malaga a scendere in campo, non solo, pochi minuti dopo diventa anche il più giovane realizzatore della storia del club andaluso.
Da quest'estate il Malaga ha deciso di bloccarlo con una clausola rescissoria di dieci milioni di euro e prolungando il contratto per le prossime cinque stagioni, infatti nell'ultimo periodo è lievitato parecchio l'interesse su questo ragazzo, ovviamente Real Madrid e Barcelona hanno da tempo dichiarato di apprezzare il talento di Juanmi, i blancos in particolare vorrebbero assicurarsi colui che è definito il “nuovo Raùl”, proprio come fecero con il “vecchio” comprandolo giovanissimo dall'Atletico Madrid. Fuori dalla penisola iberica il Chelsea pare molto attivo nel voler acquistare Juanmi, il suo procuratore ha infatti dichiarato l'interesse dei londinesi.
Per questa stagione quasi sicuramente il ragazzo resterà in Andalusia, molto probabilmente anche per la prossima, ma più passerà il tempo più sarà difficile trattenere il ragazzo, visto il suo carattere determinato e la sua voglia di sfondare.

Il suo più grande difetto è sicuramente l'esile fisico, solo 169 cm per 63 kg, lo pongono in uno stato di difficolta contro difensori molto più grossi di lui, sicuramente compensa la mancanza con una notevolissima agilità e intelligenza tattica, ma per poter giocare più vicino alla porta come vorrebbe lui non basta. Molte volte lo si vede partire dall'esterno e tagliare in velocità l'area per ricevere il passaggio, questo rende sicuramente la marcatura più difficile e gli permette di sfruttare le sue abilità naturali. Non a caso l'allenatore dell'under 17 spagnola lo faceva giocare come attaccante esterno nel 4-3-3 tipico iberico, in quel ruolo ha realizzato 5 gol in 5 presenze.
Molto probabilmente con l'esperienza si convincerà a giocare definitivamente da attaccante esterno, in una posizione che comunque potrà valorizzare il suo acuto senso del gol, e cosa non da poco potrà probabilmente allungare la sua carriera evitando lo scontro diretto in campo contro giocatori molto molto più grossi di lui.

In Spagna si sa, sui giovani giocatori puntano molto, su Juanmi dalla famosa doppietta le aspettative sono triplicate, ormai lo chiamano “il nuovo Raùl”, ma il ragazzo ha la testa ben piantata sulle spalle, crescere in un'ambiente tranquillo come quello di Malaga gli ha permesso di concentrarsi solo sul lavoro da fare, caratterialmente è molto determinato, ha molta voglia di affermarsi e di sfondare. Quando tutte queste caratteristiche collimano non si può dire che avrà un successo assicurato, ma avrà sicuramente ottime chances.





Il suo primo Gol al debutto



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