mercoledì 8 febbraio 2012

Il settore giovanile dell'Atalanta



Il sogno di qualsiasi ragazzo è diventare un grande calciatore, magari che milita nella squadra per cui tifa. Non è sempre così perché il percorso è tutt'altro che facile. Ci vogliono anni di crescita costante per diventare davvero un grande calciatore. E' quindi fondamentale per qualsiasi ragazzo fare un buon periodo in un settore giovanile. Altrettanto importante è anche far parte della società giusta. Una delle società più attive nei settori giovanili è senza alcun dubbio l'Atalanta.

La prima persona che si impegnò ad allestire un paio di squadre di giovani fu Giuseppe Ciatto, che si dedicava a qualsiasi aspetto organizzativo. Arrivò così la vittoria del primo campionato Ragazzi nel 1949. E' il preludio per la nascita di un vero e proprio settore giovanile, voluto fortemente sulla fine degli anni '50 dall'ingegnere Tentorio, con una struttura indipendente da quella della prima squadra. Così fu Giuseppe Brolis a realizzare il tutto, attorniandosi da collaboratori di fiducia, creando rapporti con altre società venete e friuliane, costruendo una rete di informatori, assumendo come allenatore Raffaele Bonifaccio. Con il passare degli anni Brolis creò delle società satellite. Ma il passo decisivo avvenne solo negli anni '90, quando il presidente Percassi affidò il ruolo di responsabile del settore giovanile a Mino Favini, allora dirigente del Como. Nella gestione Favini le squadre giovanili bergamasche hanno vinto addirittura dodici titoli nazionali di categoria.

Secondo una classifica stilata dal Centro studi di Corverciano l'Atalanta possiede il secondo miglior settore giovanile d'Italia ed è il quarto in tutt'Europa. Un risultato altisonante che però rispecchia la realtà, visto che i parametri sono basati su il numero di giocatori che hanno esordito in Serie A proveniente dai settori giovanili di tutto il Mondo.

La casa dell'Atalanta è il Centro Sportivo “Bortolotti” a Zingonia, dove si allenano quasi tutte le squadre del settore giovanile insieme alla prima squadra. Curiosamente, la Primavera e la prima squadra sono divisi in realtà da una siepe alta circa due metri che costeggia tutta la linea laterale. Ci sono ben cinque aree per far crescere i giovani talenti, ognuna con delle proprie funzioni e finalità: l'Area Tecnica per la ricerca, la selezione e l'allenamento; l'Area Organizzativa per gli aspetti logistici, di coordinamento e di organizzazione; l'Area Medico-Sanitaria per la cura e la prevenzione di malattie; l'Area Educativo-Formativa per il supporto dei giovani talenti e delle proprie famiglie; e, infine, l'Area Relazioni Esterne per l'organizzazione degli eventi e i rapporti con le istituzioni.

L’Atalanta con il suo modo di lavorare assicura ai propri giocatori una formazione umana e personale parallela a quella sportiva. A tale scopo ha scelto la strada della qualità professionale, garantita da una formazione continua dei suoi operatori e, nei limiti del possibile, dei genitori, componente essenziale del processo di crescita dei giovani giocatori. La programmazione degli obiettivi motori, tecnici, fisico-atletici, tattico-strategici, psicologici ed educativi è calibrata per fasce d’età, consapevoli che il raggiungimento della massima prestazione di gioco è una meta lunga e faticosa, che può essere raggiunta con molta pazienza, consentendo ai giocatori di godere le tappe della loro vita fino in fondo, senza fretta e pressioni. I principi guida per i giovani calciatori dell’attività di base sono la partecipazione attiva, l’inclusione, il turn over per consentire a tutti di raggiungere i propri traguardi personali. Per quanto riguarda i risultati con i più piccoli viene privilegiato quello sportivo-formativo. Con i più grandicelli si ricerca il giusto equilibrio fra il successo sportivoformativo e quello agonistico.

Le attività utilizzate per il raggiungimento degli obiettivi sopraccitati per i piccoli giocatori (pulcini-esordienti) privilegiano il gioco, le situazioni di gioco, gli 1 contro 1 e le partite, consapevoli che questi sono degli ottimi mezzi sia per soddisfare i bisogni tipici dei bambini, sia per allenare contemporaneamente tutti i fattori della prestazione. Negli allenamenti gli allenatori giovanili bergamaschi danno molto spazio alle attività ludiche anche perché sono molto divertenti e in tal modo i piccoli calciatori si appassionano al calcio e se sono appassionati la loro motivazione ad imparare cresce continuamente e i loro apprendimenti migliorano. I giochi proposti vanno di pari passo con l’età dei bambini e questo li guida gradualmente all’agonismo. Attraverso i giochi i giovani imparano ad affrontare le molteplici situazioni dello sport e della vita: l’io, l’altro, le regole, il divertimento, la vittoria, la sconfitta, la lealtà, l’errore, l’egoismo, la solidarietà, la gioia, la rabbia, la sfida, il rischio, la paura e tutto ciò che può scaturire da un'esperienza sì fantastica ma altrimenti campestre.

Ma il vero segreto della società Atalanta è la pazienza che molti altri club non hanno e non possono avere. Individuate le qualità di base i bergamaschi più di chiunque altro sanno che la forza, la resistenza, le conoscenze tattiche e la maturità psicologica hanno bisogno di anni di lavoro e perciò i cali di rendimento e i momenti difficili sono da accettare come momento di crescita. Essere bravo da ragazzino non significa necessariamente esserlo da grande ed è vero anche il contrario. Pensare che acquistando un giovane talento il più è fatto è un errore che spesso i grandi club commettono condizionati dalla voglia di vincere competizioni giovanili che danno lustro ed immagine, ma non sempre coincidono con il risultato finale che è la formazione dell’uomo calciatore.

8 commenti:

  1. Rosario Fortunato8 febbraio 2012 12:50

    Scritto molto bene. Interessante. Complimenti sempre a Prossimi Campioni che continua a proporre articoli interessanti e completi di notizie e curiosità. Tra l'altro scritti bene in italiano, senza errori grammaticali e/o di sintassi.
    Complimenti!

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  2. Grazie Rosario. ProssimiCampioni punta sulla qualità e sulla veridicità delle informazioni. Non pubblichiamo mai notizie o statistiche non verificate, vogliamo offrire al pubblico un servizio accurato e di piacevole lettura. I complimenti dei nostri lettori sono la marcia in più che ci ha portato a sviluppare sempre di più questo progetto. A breve pubblicheremo una nuova importantissima sezione che permetterà a tutti di monitorare la carriera dei giovani campioni che si stanno affacciando al calcio che conta. Un saluto al fedele lettore Rosario e a tutti coloro che ci leggono e che ci scrivono, davvero tantissimi...Continuate a seguirci!

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  3. Francesco Ricci13 febbraio 2012 18:17

    .. citerei anche l'A.S.ROMA che è una certezza sul settore giovanile,un articolo glielo dedicherei.

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  4. Fez Adm. ProssimiCampioni13 febbraio 2012 22:41

    Certo Francesco non ti preoccupare, prossimamente arriverà una rubrica sul settore giovanile giallorosso. Sicuramente uno dei migliori al momento in Italia. Intanto dai un occhiata ai vari giocatori della Roma pubblicati: Caprari, Verre, Viviani, Bertolacci (in prestito al Lecce), Borini, e al possibile futuro giallorosso Filip Janokovic.

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  5. Qual è il miglior settore giovanile in Italia in base alla classifica del Centro Studi di Coverciano ? Roma ?

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  6. Rosario Fortunato29 febbraio 2012 22:16

    C'è scritto nell'articolo che è l'Atalanta. Seconda comunque se vuoi saperlo è la Juventus.

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  7. Nell'articolo c'è scritto che: Secondo una classifica stilata dal Centro studi di Corverciano l'Atalanta possiede il SECONDO miglior settore giovanile d'Italia ed è il quarto in tutt'Europa.

    Non il primo.

    La mia domanda era relativa a qual è il primo sttore giovanile in Italia. Quindi è La Juventus ?

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  8. Rosario Fortunato2 marzo 2012 13:58

    A questo punto sì... cmq i migliori settori giovanili in Italia sono quelli della Juventus, Atalanta, Genoa, Sampdoria, Roma, Lazio, Milan, Inter, Brescia e Empoli.

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